{"id":28404,"date":"2007-09-08T07:51:00","date_gmt":"2007-09-08T07:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/09\/08\/rimanere-fedeli-al-passato-per-conservare-la-fedelta-allessere\/"},"modified":"2007-09-08T07:51:00","modified_gmt":"2007-09-08T07:51:00","slug":"rimanere-fedeli-al-passato-per-conservare-la-fedelta-allessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/09\/08\/rimanere-fedeli-al-passato-per-conservare-la-fedelta-allessere\/","title":{"rendered":"Rimanere fedeli al passato per conservare la fedelt\u00e0 all&#8217;essere"},"content":{"rendered":"<p>Sempre pi\u00f9 ci accorgiamo di vivere in un mondo di ricordi labili e di progettualit\u00e0 nulla: gli esseri umani dimenticano sempre pi\u00f9 fretta, si sbarazzano del proprio passato con una impazienza quasi mista a vergogna nei confronti di esso; e affrontano il domani con lo steso atteggiamento di superficialit\u00e0 e improvvisazione, di scarsa responsabilit\u00e0 e coerenza. Peggio ancora, cos\u00ec facendo essi si considerano &quot;liberi&quot; e autentici: liberi dalle catene del passato e dai timori del futuro, e autentici perch\u00e9 nell&#8217;<em>hinc et nunc,<\/em> nella grossolana filosofia materialista del &quot;qui e ora&quot; (cattiva versione modernista del <em>carpe diem<\/em> di epicurea memoria) ritengono di essersi emanicipati dal pesante fardello che l&#8217;ieri e il domani tenderebbero ad imporre loro.<\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 di una illusione, e di una funesta illusione. Sbarazzarsi del passato \u00e8 non solo la barbarie, nel senso di oblio delle radici e quindi dell&#8217;autenticit\u00e0, ma anche rescissione del nostro autentico essere, che \u00e8 <em>tutto il nostro essere<\/em> e non solo una parte di esso, quella che di volta in volta ci piace o ci fa pi\u00f9 comodo. Noi siamo quelle che siamo, perch\u00e9 siamo stati quello che siamo stati; e saremo quello che saremo, perch\u00e9 siamo e siamo stati quello che ora siamo e che ieri siamo stati. Certo, noi possiamo anche rinnegare il nostro passato, disconoscere la temporalit\u00e0 come <em>storia<\/em> per ridurla a mera successione di enti ed eventi omologabili e sostituibili; ma una tale infedelt\u00e0 verso la rete temporale in cui siamo avvolti non ci garantisce affatto un maggior grado di libert\u00e0, ma, al contrario, un maggior grado di inautenticit\u00e0 e quindi di non-essere.<\/p>\n<p>Oggi le persone si prendono e si lasciano come fossero cose; dimenticano quelli che hanno fatto parte della loro vita, dimenticano in fretta le cose in cui la loro vita si \u00e8 svolta &#8211; e che non sono una semplice cornice, pi\u00f9 o meno decorativa: una casa, ad es. la casa dell&#8217;infanzia, \u00e8 <em>in primis<\/em> un luogo dello spirito, che fa parte di noi, e solo in seconda istanza un edificio con un determinato valore commerciale, in una data collocazione topografica, ecc.). Essere fedeli al proprio passato, allora, non significa n\u00e9 lasciarsene imprigionare fatalisticamente, n\u00e9 congelarvisi come se non avessimo un oggi: vuol dire, al contrario, vivere pienamente l&#8217;oggi e andare responsabilmente incontro al domani, <em>ma con tutto il proprio essere<\/em> e non con un io mutilato e irriconoscibile. Perch\u00e9 noi siamo fatti del nostro passato e del modo in cui ci disponiamo verso il futuro: con lealt\u00e0, con coerenza, senza cercare inutili scorciatoie e senza chiedere furbescamente lo sconto sulla merce di cui la nostra vita \u00e8 fatta. Nessuna scorciatoia, nessuno sconto: a meno di voler retrocedere verso il non-essere, verso il nulla. Ecco, si potrebbe dire che la maggior parte degli esseri umani oggi sono presi da questa frenesia del nulla, da questa tensione metafisica capovolta per cui, consumando sempre pi\u00f9 attimi di presente e stordendosi con sempre pi\u00f9 brama di immediatezza, tendono a scivolare verso un tradimento totale nei confronti di s\u00e9 stessi, a scivolare verso il nulla di un deserto spirituale ove quello che conta \u00e8 solo possedere, usare, manipolare, consumare e poi gettar via, per ricominciare daccapo ogni volta.<\/p>\n<p>Uno dei filosofi contemporanei che pi\u00f9 di tutti hanno saputo cogliere questo aspetto di radicale inautenticit\u00e0, di radiale misconoscimento dell&#8217;essere da parte dell&#8217;uomo moderno \u00e8 stato, a nostro parere, Nicola Abbagnano, massimo esponente dell&#8217;esistenzialismo italiano. Dalla sua vasta produzuone ci piace citare qui un aureo libretto la cui prima edizione risale al lontano 1947, e dal titolo poco appariscente, <em>Filosofia religione scienza,<\/em> aureo libretto che consiglieremmo a tutti di andarsi a rileggere appena possibile. Dal quarto capitolo, intitolato <em>Tempo e peccato,<\/em> abbiamo voluto riportare alcuni passaggi a nostro avviso quanto mai significativi per lumeggiare il giusto rapporto che dovrebbe esistere fra l&#8217;uomo e il tempo. Senza un giusto rapporto ra l&#8217;essere umano e il tempo, non si d\u00e0 nemmeno la costituzione della persona (perch\u00e9 la persona, esistenzialisticamente, non \u00e8 un dato ma una mera possibilit\u00e0); e senza persona diviene impossibile ristabilire quel giusto rapporto fra l&#8217;uomo e l&#8217;essere, che costituisce lo scopo ultimo e il coronamento di tutta la nostra lunga, talvolta faticosa., ma sempre ricca e interessante avventura della vita. La cosa \u00e8 intuitiva: se io non riesco a <em>diventare<\/em> una persona, mai potr\u00f2 essere nel senso vero del termine, e quindi mai potr\u00f2 fare ritorno all&#8217;Essere dal quale traggo origine; ma per poter diventare persona, bisogna che non rinneghi il mio passato e che non improvvisi goffamente il mio futuro, ma assuma l&#8217;eredit\u00e0 dell&#8217;uno e l&#8217;attesa dell&#8217;atro come passaggi consapevolmente affrontati e trasformati in libera scelta fra diversi ordini di possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Semplificando, si potrebbe dire che scegliere in continuazione, scegliere sostituendo gli enti e le situazioni senza posa, fino a renderli del tutto intercambiabili, equivale a <em>non scegliere assolutamente nulla<\/em>, perch\u00e9 la scelta autentica \u00e8 sempre un tagliarsi i ponti dietro le spalle e gettarsi coraggiosamente in avanti. Per dirla con il grande Kierkegaard, il segreto della vita \u00e8 <em>procedere ricordando<\/em>: procedere consapevolmente verso il futuro, ma senza nulla smarrire e senza nulla vanificare del nostro passato. Il quale \u00e8 prezioso, tutto, tutto, anche in quelle parti che vorremmo quasi cancellare, anche in quelle esperienze che ci hanno fatto terribilmente soffrire. Perch\u00e9 se noi siamo quello che siamo, \u00e8 stato fondamentalmente per merito di esse: e disconoscere questo debito nei loro confronti, volgere loro le spalle come se non vi fossero mai state, \u00e8 l&#8217;atto supremo della infedelt\u00e0. Infedelt\u00e0 che ci risospinge verso il non-essere indifferenziato, l\u00e0 dove, non scegliendo mai o scegliendo sempre in modo avventato e compulsivo, non \u00e8 dato uscire dal cono d&#8217;ombra del nulla per entrare nella piena luce e nel calore dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Il brano che riportiamo non \u00e8 brevissimo, e ce ne scusiamo con il lettore; pure, leggendolo e rileggendolo, ci siamo resi conto che, s\u00ec, qualcosa avremmo potuto togliere, ma a prezzo di eliminare dei passaggi necessari di un tutto meravigliosamente collegato; finch\u00e9 ci siamo arresi all&#8217;evidenza che l&#8217;unico modo di non tradire la ricchezza e l&#8217;armonia di queste pagine era quello di riportare integralmente almeno i passaggi centrali del capitolo in questione. Ce ne fossero di \u00e8i\u00f9, oggi, di filosofi che volano dritti al cuore dei massimi problemi esistenziali con questa chiarezza concettuale, con questo coraggio morale, con questa coerenza, con questo entusiasmo! E ci\u00f2 diciamo con buona pace di tutte le correnti del cosiddetto &quot;pensiero debole&quot;, con tutti quegli atteggiamenti filosofici che, inchinandosi alle mode del momento, giocano a venderci la <em>retorica<\/em> in luogo della <em>persuasione<\/em> (come direbbe il buon vecchio Michaelstadter), la moneta falsa in cambio di quella buona.<\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;uomo tende a fondare nell&#8217;essere le sue possibilit\u00e0, a costituirle come possibilit\u00e0 che l&#8217;essere stesso garantisce e fa proprie. Ma questa tendenza pu\u00f2 anche rivelarsi insufficiente o fallace e le possibilit\u00e0 in cui essa si incarna possono andare disperse o smarrite. La possibilit\u00e0 di tale dispersione o smarrimento \u00e8 il tempo: che esprime l&#8217;aspetto negativo della problematicit\u00e0 esistenziale. Il tempo esprime tutto ci\u00f2 che nell&#8217;esistenza umana c&#8217;\u00e8 di instabilit\u00e0, di insufficienza, di negativit\u00e0 e di limite: esprime la fondamentale finitudine dell&#8217;uomo. L&#8217;uomo \u00e8 finito perch\u00e9 vive nel tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;interpretazione del tempo d\u00e0 luogo a un&#8217;alternativa: o disconoscere e ignorare il tempo e con esso la finitudine dell&#8217;esistenza o riconoscere ed accettare il tempo e la finitudine. La prima alternativa determina il peccato. Il mancato riconoscimento della temporalit\u00e0 come possibilit\u00e0 del non-possibile \u00e8 l&#8217;assunzione della instabilit\u00e0 come stabilit\u00e0, cio\u00e8 lo stabilizzarsi di una instabilit\u00e0 ritenuta definitiva. Ogni elemento di questa instabilit\u00e0, ogni atteggiamento, ogni atto, appare fermo, definitivo e significante, onde si rinunzia a cercarne e a realizzarne il significato e il valore al di l\u00e0 di esso, nella trascendenza verso l&#8217;essere e nella instaurazione di un rapporto autentico con l&#8217;essere. Si crede di possedere l&#8217;essere e di essere in un certo modo l&#8217;essere nella instabilit\u00e0 e provvisoriet\u00e0 di un evanescente rapporto con l&#8217;essere; e ignorando o disconoscendo tale rapporto, si perde la sola possibilit\u00e0 di consolidarlo e di renderlo autentico. Il mondo ci appare allora aperto come spettacolo o teatro nel quale si possa intervenire a piacimento, ma al quale si possa anche assistere; e cos\u00ec perde la sua consistenza e la sua realt\u00e0. Gli altri uomini ci appaiono come strumenti pieghevoli dei nostri bisogni e dei nostri scopi particolari perch\u00e9 non ci sforziamo di rintracciare in essi l&#8217;essere che \u00e8 al di l\u00e0 dei rapporti casuali e provvisori che si stabiliscono tra loro e noi. Il nostro stesso io si disperde in una variet\u00e0 di atteggiamenti ognuno dei quali viene assunto come definitivo e perci\u00f2 chiuso nella sua insignificanza.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;In altri termini il disconoscimento o l&#8217;ignoranza del tempo chiude l&#8217;uomo nel tempo: salda in lui e intorno a lui la minaccia della dispersione egli rende impossibile la trascendenza. Impegno, decisione, scelta, libert\u00e0 sono allora impossibili. Impegnarsi &#8211; per che cosa? Le situazioni che di volta si presentano, i casi che accadono, le persone che s&#8217;incontrano, sono tutto quanto c&#8217;\u00e8 e ci pu\u00f2 essere: ritrarne quel tanto che si pu\u00f2 ritrarne \u00e8 la sola alternativa. \u00c8 inutile decidere e scegliere. Quanto alla libert\u00e0, essa \u00e8 sostituita dal senso di leggerezza illusoria che \u00e8 propria di chi si abbandona all&#8217;estro del momento.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il tempo appare allora come successione: successione di fatti, di persone e di atteggiamenti; successione in cui non cui non c&#8217;\u00e8 altro che la vicenda insignificante per la quale il posto di ogni fatto \u00e8 preso da un altro fatto, il posto di una persona da un&#8217;altra persona, il posto di un atteggiamento da un altro atteggiamento. L&#8217;insignificanza assoluta, l&#8217;inconcludenza di tale successione sembra tuttavia ricchezza; perch\u00e9 in essa i fatti, le persone e gli atteggiamenti si sommano e tale somma sembra un arricchimento e un progresso. In realt\u00e0 la successione implica la perdita incessante di tutto quello che \u00e8 stato; la novit\u00e0 implica la rinunzia a tutto ci\u00f2 che si \u00e8 conquistato o si poteva conquistare; l&#8217;ammontare della somma significa ogni volta un insuccesso e una perdita.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Che i fatti, le persone, gli atteggiamenti si sostituiscano cos\u00ec bene l&#8217;uno con l&#8217;altro nella successione del tempo \u00e8 il segno evidente della loro insignificanza, della loro inconsistenza e della loro povert\u00e0 di valore. E cos\u00ec vivere nel tempo, vedere in esso una successione e abbandonarsi al corso della successione, significano la medesima cosa: vivere nel peccato, rinunziare all&#8217;essere del proprio io, del mondo e degli altri. Il peccato \u00e8 la perdita o la rottura almeno potenziale del rapporto con l&#8217;essere; \u00e8 rinunzia alla trascendenza e perdita della trascendenza. Perdita della trascendenza significa: perdita dell&#8217;autentica possibilit\u00e0 di un rapporto con l&#8217;essere nella triplice forma che \u00e8 propria di questo: l&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;io, la realt\u00e0 del mondo, la solidariet\u00e0 con gli altri. L&#8217;indebolimento o la rottura potenziale di quel rapporto toglie all&#8217;essere la sua natura di dover essere cio\u00e8 il suo carattere di valore. Vivere nella successione e in conformit\u00e0 della successione temporale significa attribuire ad ogni evento che succede all&#8217;altro lo stesso valore dell&#8217;altro; ad ogni persona che succede all&#8217;altra lo stesso valore dell&#8217;altra; a ogni atteggiamento che succede all&#8217;atro lo stesso valore dell&#8217;altro. La considerazione del tempo come successione reca dunque in s\u00e9 la minaccia della lacerazione della struttura esistenziale, della perdita dell&#8217;unit\u00e0, della trascendenza e del valore.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il peccato \u00e8 legato cos\u00ec, non alla temporalit\u00e0 come tale, ma al disconoscimento e all&#8217;ignoranza della temporalit\u00e0, cio\u00e8 alla riduzione della temporalit\u00e0 a successione, riduzione nella quale consiste propriamente una vita abbandonata alla temporalit\u00e0. Certamente il peccato \u00e8 connesso con l&#8217;esistenza; ma non con l&#8217;esistenza autentica e con la temporalit\u00e0 che si riconosca come tale, sibbene con l&#8217;esistenza impropria e con la temporalit\u00e0 che si ignora, si distende e si disperde nella successione. Il peccati \u00e8 sostanzialmente assenza o deficienza di impegno nell&#8217;esistenza, cio\u00e8 di fede; \u00e8 la temporalit\u00e0 che invece di conoscersi come tale e di trascendersi vive contenta della propria insignificanza. Esso \u00e8 la via pi\u00f9 facile e meno faticosa che si offre all&#8217;uomo. L&#8217;uomo non ha da far altro che lasciarsi andare, illudersi di essere s\u00e9 stesso in qualsiasi atteggiamento e chiudere gli occhi alla minaccia che la temporalit\u00e0 rappresenta.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Ma in questo modo il tempo stesso nelle sue determinazioni fondamentali perde ogni significato. Il presente viene a identificarsi con la labilit\u00e0 e l&#8217;evanescenza pi\u00f9 radicale: esso non realizza nessuna specie di unit\u00e0: \u00e8 semplicemente un punto che continuamente si sposta, un istante che non si pu\u00f2 arrestare. Il passato perde ogni consistenza e realt\u00e0. Esso \u00e8 stato perduto e sostituito; non ne rimane che un ricordo generico, anch&#8217;esso evanescente, che pu\u00f2 suscitare soltanto una aspirazione nostalgica od una velleit\u00e0 inconcludente. Il futuro \u00e8 un imprevisto a cui non si pensa o si pensa il meno possibile: esso sopravviene addosso all&#8217;uomo senza che egli se ne renda conto. Queste tre determinazioni nella loro inconsistenza rimangono scisse, si urtano e si separano continuamente perch\u00e9 non sono saldate assieme dall&#8217;unit\u00e0 di una struttura. In tal modo l&#8217;ignoranza o la non accettazione della temporalit\u00e0 come tale \u00e8 alla radice della dispersione esistenziale dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;L&#8217;altra alternativa che il tempo presenta all&#8217;uomo, cio\u00e8 il riconoscimento e l&#8217;accettazione della temporalit\u00e0 dell&#8217;esistenza, \u00e8 faticosa e difficile tanto, quanto la prima \u00e8 facile ed ovvia.<\/em><\/p>\n<p><em>Essa consiste in primo luogo nell&#8217;aprire gli occhi di fronte al carattere dispersivo e nullificante della temporalit\u00e0 come tale. Essa richiede che l&#8217;uomo si renda conto coraggiosamente, vincendo gli allettamenti dell&#8217;illusione esistenziale, che il tempo racchiude per lui una minaccia latente che pu\u00f2 rendere nulla e disperdere le sue migliori conquiste. Essa richiede cio\u00e8 un atteggiamento di vigilanza incessante, la quale esclude che ci si abbandoni alla successione degli eventi e si viva in balia di tale successione. Questo preliminare riconoscimento ,questa vigilanza incessante implicano che l&#8217;uomo si impegni a raccogliersi e a concentrarsi in un&#8217;unit\u00e0 fondamentale. Tra gli atteggiamenti che egli pu\u00f2 assumere, uno solo \u00e8 per lui l&#8217;autentico, quello in virt\u00f9 del quale pu\u00f2 realizzarsi come unit\u00e0 e io. Tra i rapporti che gli \u00e8 possibile mantenere o instaurare tra s\u00e9 e gli uomini, uno solo \u00e8 quello che gli consente di vivere solidalmente con essi e quindi costituire con essi una vera comunit\u00e0. Tra le situazioni nelle quali egli viene a trovarsi nel mondo, una sola \u00e8 quella che gli consente di riconoscere e valutare l&#8217;ordine e la realt\u00e0 del mondo. Se egli ha deciso veramente di raccogliersi nell&#8217;unit\u00e0 della propria struttura esistenziale (cio\u00e8 ha deciso di decidere, perch\u00e9 la sua decisione non pu\u00f2 avere che questo significato), il tempo non gli appare pi\u00f9 come successione di termini sostituibili o sostituiti, ma come la possibilit\u00e0 di trascendere la minaccia in esso implicita e di raccogliere, conservare e garantire l&#8217;unit\u00e0 essenziale che esso tende a disperdere.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Le determinazioni del tempo assumono allora il loro valore uscendo dall&#8217;indifferenza e dall&#8217;insignificanza da cui pareva rivestite nella successione. Il passato non rivive solo nel ricordo e nella nostalgia: \u00e8 una realt\u00e0 autentica che io devo riconoscere e scoprire nella sua verit\u00e0 per riconoscere e scoprire la verit\u00e0 dell&#8217;esistenza che mi \u00e8 propria. Il futuro non \u00e8 l&#8217;imprevisto che mi viene addosso da tutti i lati e mi trova indifeso e disarmato, ma \u00e8 il compito cui mi sono dedicato e le difficolt\u00e0 che esso mi serba e alle quali mi devo preparare. Il presente non \u00e8 il punto istantaneo, evanescente e indeterminabile di una vita che trapassa, ma \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 stessa del mio io, nella sua finitudine e nella sua trascendenza verso l&#8217;essere cui devo rapportarmi.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Inoltre, passato, presente e futuro non sono pi\u00f9 determinazioni disperse ognuna delle quali se ne va per suo conto: costituiscono una unit\u00e0, che \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 strutturale dell&#8217;esistenza. Il mio impegno per l&#8217;avvenire \u00e8 riconoscimento del mio vero passato e fedelt\u00e0 a tale passato. Il passato non \u00e8 morto e sepolto: la sua verit\u00e0 \u00e8 nell&#8217;avvenire che ancora mi attende. La verit\u00e0 del passato deve rivelarmisi nell&#8217;avvenire e giustificare la fedelt\u00e0 a ci\u00f2 che io stesso, il mondo e gli altri siamo stati: quella verit\u00e0 \u00e8 dunque tutt&#8217;uno con l&#8217;avvenire verso cui mi impegno, ed \u00e8 il mio presente esistenziale autentico. Le determinazioni del tempo, invece di urtarsi e di tendere a separarsi, si concentrano e si unificano nell&#8217;unit\u00e0 della persona: la quale emerge dalla vita temporale proprio in virt\u00f9 dell&#8217;esplicito riconoscimento di essa, proprio in virt\u00f9 della accettazione e della realizzazione effettiva di essa.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;E difatti l&#8217;uomo \u00e8 internamente lacerato dal dipserdersi delle determinazioni temporali, quando la sua vita si svolge sul fondamento della successione temporale. Ci\u00f2 che egli \u00e8 stato non ha nessun rapporto con ci\u00f2 che egli \u00e8: e ci\u00f2 che egli sar\u00e0 non avr\u00e0 nessun rapporto con ci\u00f2 che egli \u00e8 ed \u00e8 stato. La successione non implica nessuna continuit\u00e0 fondamentale, nessuna interna saldatura nella costituzione dell&#8217;uomo perch\u00e9 \u00e8 semplicemente sostituzione: e la sostituzione esige la sostituibilit\u00e0, cio\u00e8 l&#8217;equivalenza di valore dei termini che, succedendosi, si sostituiscono. Soltanto trascendo la successione, cio\u00e8 accettando e realizzando la temporalit\u00e0 come possibilit\u00e0 della perdita, l&#8217;uomo si limita e si definisce, muovendo alla ricerca di ci\u00f2 che egli \u00e8 stato e impegnandosi alla fedelt\u00e0 verso il passato. Quest&#8217;atto di fedelt\u00e0, costitutivo del presente autentico, \u00e8 l&#8217;unit\u00e0 della persona ed \u00e8 l&#8217;atto per il quale veramente la persona acquista la sua dignit\u00e0 propria e il suo valore insostituibile. Personalit\u00e0 significa infatti insostituibilit\u00e0 e non \u00e8 possibile la realizzazione della personalit\u00e0 in un processo del quale la sostituibilit\u00e0 sia la legge.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Sarebbe davvero difficile dire di pi\u00f9 e di meglio, in poche pagine di testo. Ci inchiniamo alla sobriet\u00e0 e all&#8217;onest\u00e0 intellettuale di un filosofo come Nicola Abbagnano, e speriamo che la sua lezione intellettuale e spirituale possa dire ancora qualcosa agli uomini d&#8217;oggi, risvegliando in essi quella brama d&#8217;infinito e quell&#8217;esigenza di rigore con s\u00e9 stessi che, sole, possono dare un senso alla vita umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sempre pi\u00f9 ci accorgiamo di vivere in un mondo di ricordi labili e di progettualit\u00e0 nulla: gli esseri umani dimenticano sempre pi\u00f9 fretta, si sbarazzano del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28404","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28404","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28404"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28404\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28404"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28404"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28404"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}