{"id":28399,"date":"2011-04-09T07:33:00","date_gmt":"2011-04-09T07:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/09\/riflessioni-tra-il-sacro-e-il-profano-vistando-una-chiesa-di-paese\/"},"modified":"2011-04-09T07:33:00","modified_gmt":"2011-04-09T07:33:00","slug":"riflessioni-tra-il-sacro-e-il-profano-vistando-una-chiesa-di-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/09\/riflessioni-tra-il-sacro-e-il-profano-vistando-una-chiesa-di-paese\/","title":{"rendered":"Riflessioni tra il sacro e il profano, vistando una chiesa di paese"},"content":{"rendered":"<p>La chiesa \u00e8 stata interamente ricostruita dopo la prima guerra mondiale, che, da queste parti, \u00e8 stata come &#8211; direbbe don Abbondio &#8211; una grande scopa: ha spazzato via edifici e monumenti, senza distinguere quelli sani e quelli malati, per la gioia degli architetti che hanno potuto sbizzarrirsi pienamente, liberi dai vincoli dell&#8217;esistente.<\/p>\n<p>\u00c8 stata ricostruita in forme neogotiche imponenti, con una struttura verticale accentuata dalla posizione topografica, in alto rispetto alla riva del fiume: e suscita stupore che un paese, il quale contava allora non pi\u00f9 di tremilacinquecento anime, abbia potuto impegnarsi in un&#8217;opera cos\u00ec grandiosa; ma la stessa cosa \u00e8 avvenuta un po&#8217; dovunque.<\/p>\n<p>Architetti, scultori, pittori, erano pagati; ma i muratori lavoravano gratis, erano parrocchiani che prestavano buona parte del loro tempo, sottraendolo a se stessi e al proprio lavoro, per la costruzione del nuovo edificio sacro.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, si autotassavano: l&#8217;imponente campanile, che ricorda un po&#8217; quello della Basilica di San Marco a Venezia (mentre il progetto originale prevedeva una costruzione cilindrica, sul modello ravennate, non adatto a queste zone pedemontane), era chiamato &quot;il campanile delle uova&quot; perch\u00e9, per anni, le famiglie rurali vendevano le loro uova alle aziende e il ricavato era destinato alle spese per erigere il campanile.<\/p>\n<p>Le famiglie pi\u00f9 benestanti offrivano i banchi di legno, le decorazioni parietali, le costose sculture: se si osservano i capitelli delle decine di colonne e colonnine, non se ne vedono due uguali: sono tutti diversi l&#8217;uno dall&#8217;altro, rivelando una fantasia e una creativit\u00e0 straordinarie.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 stato un edificio imponente, concepito in grande (che, anzi, avrebbe dovuto essere ancora pi\u00f9 grande, dato che il transetto \u00e8 stato poi alquanto ridimensionato rispetto al progetto), con tanto di matroneo al primo piano che, gi\u00e0 allora, era stato pensato non solo in funzione di aula liturgica, ma anche in funzione museale, per ospitare degnamente le pale, gli arredi sacri, i calici, i candelabri e tutto quanto appartiene alla dotazione parrocchiale e tener vivo, cos\u00ec, il senso dell&#8217;identit\u00e0 spirituale e della continuit\u00e0 storica.<\/p>\n<p>\u00c8 passato quasi un secolo, la popolazione del paese \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata, sono sorte numerose fabbriche e il tenore di vita \u00e8 radicalmente cambiato, passando dalla povert\u00e0 e dall&#8217;emigrazione al benessere diffuso e a una consistente immigrazione straniera, che qui sfiora il dieci per cento della popolazione complessiva.<\/p>\n<p>Col benessere, \u00e8 cresciuta anche la richiesta di comodit\u00e0: mentre nel freddo inverno i fedeli si coprivano bene e sopportavano pazientemente di tremare per tutta la durata delle funzioni, ora \u00e8 stato installato un complesso sistema di riscaldamento ad aria calda.<\/p>\n<p>Ora l&#8217;acqua benedetta non gela pi\u00f9 nella vasca di marmo e non gela nemmeno il vino da messa (esisteva un apposito marchingegno per riscaldarlo e farlo sciogliere, affinch\u00e9 il sacerdote lo potesse bere al momento della comunione); in compenso, i muri interni si sono coperti di sporcizia, perch\u00e9 il calore rapprende la polvere sulle superfici, e ci\u00f2 rende necessari costosi e complicati lavori di restauro periodico.<\/p>\n<p>Il fervore spirituale, la fede da cui sono scaturiti edifici sacri come questo (e quella \u00e8 stata l&#8217;ultima grande stagione di autentica vitalit\u00e0 religiosa a livello popolare), oggi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9; il matroneo resta vuoto e polveroso, non \u00e8 affollato dai fedeli e nemmeno \u00e8 stato realizzato il museo parrocchiale; una bruttissima serie di vetrate moderne sfigura la prospettiva delle arcate; a stento la ricca comunit\u00e0 odierna riesce a conservare il grande edificio costruito dai bisnonni.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 ben vero che conservare \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile e pi\u00f9 costoso del costruire; ma ci sembra indubitabile che un cambiamento spirituale sia avvenuto nel corso degli ultimi decenni, un cambiamento di segno materialista, edonista e individualista, che ci rende difficile compiere sforzi e sacrifici i quali, ai nostri nonni, sarebbero apparsi lievi; in breve, un cambiamento che ci ha impoverito e, forse, svuotato di energie spirituali, anche se ci ha consentito di circondarci di oggetti di lusso e di macchine incaricate di renderci la vita pi\u00f9 comoda.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra riflessione che sorge spontanea, vistando un edificio religioso costruito dalla fede e dalla buona volont\u00e0 dei nostri avi, \u00e8 la tirannia esercitata dalla Sovrintendenza per i Beni culturali, la quale, nel suo encomiabile impegno di salvaguardare il ricchissimo patrimonio artistico esistente nel nostro Paese, finisce per vincolare al cento per cento qualunque margine di autonomia dei soggetti sociali, al punto che un prete non \u00e8 pi\u00f9 libero nemmeno di piantare un chiodo sul muro per mettere un avviso ai fedeli; e questo mentre interi siti archeologici vengono abbandonati al degrado pi\u00f9 vergognoso o circondati da aree residenziali di asfalto e cemento.<\/p>\n<p>L&#8217;intenzione, ripetiamo, \u00e8 lodevole; ma, come sempre avviene, lo spirito vivifica, mentre la lettera uccide: e l&#8217;interpretazione letteralistica finisce per paralizzare ogni attivit\u00e0 autonoma e per gravare con una serie di vincoli asfissianti le piccole comunit\u00e0, le quali, tuttavia, dipendono inevitabilmente dai finanziamenti pubblici per la manutenzione del proprio patrimonio artistico.<\/p>\n<p>A pochi chilometri da qui, per esempio, c&#8217;\u00e8 una chiesa medievale antichissima, un autentico gioiello romanico, con tanto di affreschi originali: essa \u00e8 sede di una parrocchia di appena cinquecento anime, rigidamente vincolata da una serie di imposizioni gravanti sopra un edificio sacro di rilevante interesse storico-culturale.<\/p>\n<p>La situazione dell&#8217;Italia, grazie al Cielo, \u00e8 ben diversa da quella degli Stati Uniti; in essa gli edifici pubblici e privati di riconosciuto valore storico, artistico e paesaggistico sono cos\u00ec numerosi, che, praticamente, se ne incontra uno ad ogni angolo di strada e fin nei pi\u00f9 piccoli borghi rurali: in tali condizioni, forse sarebbe giusto applicare i vincoli delle Belle Arti con un minino di discernimento e di elasticit\u00e0, proprio per evitare che, senza peraltro riuscire a proteggere efficacemente il patrimonio artistico (tanto \u00e8 vero che i furti e i trafugamenti all&#8217;estero di opere sacre e profane proseguono ogni giorno, con ritmi industriali), rendono per\u00f2 la vita quanto mai difficile alle persone e alle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>La dittatura della Sovrintendenza dei beni culturali, tra le altre cose, crea un senso di onnipotenza e talvolta anche di arbitrio in coloro che la esercitano.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 accadere che una casa privata, antica poco pi\u00f9 di un secolo, venga vincolata da essa e che ne sia decretata la ristrutturazione e, per esempio, la riverniciatura, in una particolare tinta che essa non ha mai avuto (ma che fa tanto &quot;colore locale&quot;, come il rosso veneziano); e che poi quella famiglia, nonostante le promesse ricevute, si trovi a dover sostenere quasi interamente da sola una grossa spesa, per realizzare tali lavori: lavori non necessari e che essa non si era nemmeno sognata di programmare.<\/p>\n<p>Con i Beni Culturali, insomma, rischia di crearsi una situazione analoga a quella di certi funzionari dei servizi sociali e di certi giudici dei tribunali minorili, i quali, sentendosi investiti di una autorit\u00e0 superiore e di un autentico spirito di crociata, talvolta sottraggono la patria potest\u00e0 a dei genitori per ragioni decisamente opinabili, arrogandosi il diritto di stabilire che una certa coppia non \u00e8 degna di allevare i propri figli; intervento che, invece, dovrebbe essere preso solo in casi assolutamente estremi, tale \u00e8 il rischio, altrimenti, di compiere degli irreparabili soprusi.<\/p>\n<p>In Italia, dunque, si \u00e8 riusciti a coniugare il massimo dell&#8217;inefficienza nella protezione del patrimonio storico-culturale (e le recenti vicende del sito archeologico di Pompei lo hanno mostrato, impietosamente, davanti a tutto il mondo), con il massimo della rigidit\u00e0, della arbitrariet\u00e0 e della pratica dittatoriale da parte delle autorit\u00e0 preposte a tale salvaguardia.<\/p>\n<p>Un risultato pi\u00f9 unico che raro, che, crediamo, non possiede eguali negli altri grandi Paesi d&#8217;Europa e che, a quanto sembra, non sta insegnando al alcuno le riflessioni del caso.<\/p>\n<p>In un certo senso, qui vediamo ben esemplificati i due peggiori difetti della politica italiana degli ultimi decenni: lo statalismo ossessivo, demagogico, soffocante, di una sinistra che sa soltanto dire &quot;no&quot;; e l&#8217;avventurismo, l&#8217;irresponsabilit\u00e0, il disprezzo delle leggi, da parte di una destra che si occupa esclusivamente di curare gli interessi dei pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>Queste sono alcuni dei pensieri che ci si accavallano nella mente durante una visita un po&#8217; meno frettolosa ad una chiesa che abbiamo visto gi\u00e0 tante volte, senza per\u00f2 spingerci fino al matroneo e senza ammirare dall&#8217;alto, come ora, il grandioso gruppo scultoreo della Crocefissione, presso l&#8217;altar maggiore, e la fuga prospettica della imponente navata sottostante.<\/p>\n<p>Se, come riteniamo fermamente, ogni luogo, sia esso naturale o artificiale, possiede un&#8217;anima, questo \u00e8 un luogo che ha accumulato, nel corso del tempo, una fervida spiritualit\u00e0, trasmessa ad ogni pietra, ad ogni decorazione, ad ogni vetrata dal sentimento religioso di generazioni di anime pie: non perch\u00e9 quei parrocchiani fossero tutti dei santi (ci\u00f2 sarebbe l&#8217;ennesima, e menzognera, versione del &quot;buon selvaggio&quot; di Rousseau), ma perch\u00e9, impegnandosi ad innalzare dal niente e con una tecnologia molto pi\u00f9 rudimentale della nostra, queste migliaia di tonnellate di marmo, simili ad una gigantesca preghiera solidificata, la loro anima, per quanto non pi\u00f9 devota, forse, di quella degli uomini d&#8217;oggi, si era effettivamente slanciata verso l&#8217;assoluto con mirabile trasporto.<\/p>\n<p>Per contro, verso che cosa si slancia l&#8217;anima delle persone nella odierna societ\u00e0 consumista, che non innalzano pi\u00f9, con la fede e la fatica di una intera comunit\u00e0, luoghi di preghiera e di culto, ma quasi soltanto banche, centri commerciali, discoteche, aeroporti e parcheggi sopraelevati (o sotterranei) per attirare nei centri urbani centinaia di automobili.<\/p>\n<p>Quando due persone s&#8217;incontrano, nella lingua friulana, si dicono: \u00abMandi\u00bb, che \u00e8 una contrazione &#8211; secondo una certa etimologia &#8211; della frase: \u00abMi raccomando nelle mani di Dio\u00bb: espressione carica di affettivit\u00e0 e di spiritualit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma oggi, in tempi di edonismo dilagante, nelle mani di chi ci rimettiamo; nelle mani di chi affidiamo le nostre vite?<\/p>\n<p>Certo, queste sono riflessioni politicamente assai scorrette; sono le riflessioni, tanto vale dirlo chiaro e tondo, di un reazionario.<\/p>\n<p>Oppure no?<\/p>\n<p>Reazionario \u00e8 chi non ama la modernit\u00e0, chi non crede che sia un valore in se stessa; chi ritiene che abbiamo sbagliato strada, e da un pezzo, per cui non stiamo andando affatto verso \u00able magnifiche sorti e progressive\u00bb, ma verso la follia, il disonore e la catastrofe.<\/p>\n<p>Se pensare cos\u00ec significa essere dei reazionari, allora non abbiamo alcun problema a rivendicare, con fierezza, un tale appellativo; ce ne sono fin troppi di &quot;progressisti&quot; che sanno solo adorare l&#8217;esistente e prostrarsi servilmente davanti a tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo, quasi che l&#8217;essere libero da ogni tradizione costituisse un valore di per s\u00e9 evidente.<\/p>\n<p>Il dramma del reazionario \u00e8 che, anche se ci vede meglio degli altri e la sua analisi \u00e8 lucida e coerente, nondimeno egli sa benissimo che le cose non potranno mai tornare come prima, perch\u00e9 ogni cambiamento sociale e culturale tende a scalzare i vecchi paradigmi e ad instaurarne dei nuovi, in un movimento incessante e irreversibile.<\/p>\n<p>Dunque, a che pro rimpiangere un ordine di cose che non potr\u00e0 mai pi\u00f9 tornare?<\/p>\n<p>Non sarebbe assai meglio venire a patti col presente, per non autoescludersi da ogni decisione significativa?<\/p>\n<p>S\u00ec, forse sarebbe meglio; e nondimeno, bisogna pure che qualcuno dica forte e chiaro che abbiamo imboccato una strada sbagliata, che ci sta portando verso il baratro; questa non \u00e8 la sindrome di Cassandra, ma un atto di lealt\u00e0 e di responsabilit\u00e0 verso le future generazioni.<\/p>\n<p>Il reazionario, a certe condizioni, non \u00e8 tanto colui che guarda indietro, verso un impossibile ritorno al passato; ma colui che sa vedere cos\u00ec lontano, da scorgere il punto in cui il futuro dar\u00e0 la mano al passato, in una sintesi felice che ristabilir\u00e0 una sintesi armoniosa.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 chi adora l&#8217;esistente, non vede al di l\u00e0 della punta del proprio naso; ma chi si pone con atteggiamento critico verso di esso, riesce a scorgere quanto vi \u00e8 di perenne nella storia, dietro la facciata dei mutamenti superficiali, delle mode passeggere, degli effimeri trionfi del presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa \u00e8 stata interamente ricostruita dopo la prima guerra mondiale, che, da queste parti, \u00e8 stata come &#8211; direbbe don Abbondio &#8211; una grande scopa:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[92],"class_list":["post-28399","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-architettura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28399"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28399\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30139"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}