{"id":28394,"date":"2017-01-14T05:50:00","date_gmt":"2017-01-14T05:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/14\/la-malattia-della-modernita-consiste-nel-rifiuto-della-sofferenza-malattia-vecchiaia-e-morte\/"},"modified":"2017-01-14T05:50:00","modified_gmt":"2017-01-14T05:50:00","slug":"la-malattia-della-modernita-consiste-nel-rifiuto-della-sofferenza-malattia-vecchiaia-e-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/01\/14\/la-malattia-della-modernita-consiste-nel-rifiuto-della-sofferenza-malattia-vecchiaia-e-morte\/","title":{"rendered":"La malattia della modernit\u00e0 consiste nel rifiuto della sofferenza, malattia, vecchiaia e morte"},"content":{"rendered":"<p>Verr\u00e0 un tempo, forse prima di quel che non si creda, in cui la modernit\u00e0 sar\u00e0 considerata da tutti, e in primo luogo da medici, psichiatri e guide spirituali, per quel che realmente \u00e8: una malattia della mente e del cuore, una patologia gravissima, una perversione dell&#8217;ordine naturale. E la perversione consiste in questo: che l&#8217;uomo moderno, per una strana forma di accecamento, di superbia e di rifiuto della sua condizione creaturale, non accetta quattro aspetti necessari e ineliminabili della sua condizione: la sofferenza, la malattia, la vecchiaia e la morte. Per qualche strana forma di aberrazione mentale e spirituale, egli \u00e8 convinto che si tratti non gi\u00e0 di cose assolutamente naturali e ineliminabili, ma di altrettante ingiustizie, di altrettante ignobili violazioni dei suoi diritti personali e riconosciuti, di altrettante aggressioni maligne e ingiustificate, contro le quali egli si considera impegnato in una guerra permanente, una guerra in cui pensa di avere la giustizia dalla sua e che egli, comunque, \u00e8 convinto di poter vincere, alla fine.<\/p>\n<p>1. La mancata accettazione della sofferenza \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 un indice eloquente di quanto l&#8217;uomo moderno sia malato, tendenzialmente instabile e schizofrenico: avendo scoperto gli analgesici, pensa di essere vicino alla vittoria e non s&#8217;interroga mai se la sofferenza, quando \u00e8 inevitabile, non possa portare dei significati positivi; se non possa avere un valore redentivo; o, almeno, se non possa essere vista come una occasione di perfezionamento spirituale, per non parlare del suo significato come puro e semplice sintomo di un male, e, dunque, della sua estrema utilit\u00e0 per individuare quei mali di per s\u00e9 non evidenti, ma comunque pericolosi.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso di un banale mal di testa. L&#8217;uomo moderno vuole semplicemente che il mal di testa se ne vada il pi\u00f9 preso possibile, magari entro cinque minuti, perci\u00f2 si affretta a prendere un&#8217;aspirina. Non gl&#8217;interessa capire di che cosa quel mal di testa sia una spia, perch\u00e9 non considera che ogni sofferenza \u00e8 un messaggio che il suo corpo gli invia per richiamare la sua attenzione. Se quel male di testa sia dovuto a un&#8217;indigestione, e quindi vada &quot;letto&quot; come un invito ad essere pi\u00f9 moderato nel mangiare e nel bere, oppure se sia dovuto allo stress, e quindi il suo organismo lo stia ammonendo a non sovraffaticarsi ulteriormente, tutto ci\u00f2 non lo riguarda, gli \u00e8 sconosciuto: per lui, una volta eliminati i sintomi, \u00e8 eliminato anche il problema, che \u00e8 quanto lui desiderava, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Inutile dire che questo modo di porsi rispetto alla propria sofferenza gli rende impossibile approfondire la conoscenza di s\u00e9, e lo porta a reiterare incessantemente comportamenti sbagliati, tanto sul piano fisico, che su quello relazionale, affettivo, esistenziale.<\/p>\n<p>In altre parole, l&#8217;uomo moderno si comporta come un bambino viziato: vorrebbe, della vita, solo la parte piacevole e gratificante, e reagisce indispettito o incollerito davanti a ci\u00f2 che disturba la sua pace e il suo &quot;diritto&quot; a stare bene. Come un bambino viziato, pesta i piedi e si arrabbia se qualcosa o qualcuno gli provocano sofferenza; e lo fa anche quando \u00e8 lui stesso il solo ed unico responsabile del suo male. Se guida l&#8217;automobile in modo spericolato, e poi ha un incidente, se la prende con gli altro, o con la strada, o col destino; se fuma due pacchetti di sigarette al giorno e poi \u00e8 afflitto dalle malattie respiratorie, se la prende con l&#8217;inquinamento, con il medico, con il mondo intero; se si comporta in modo egoistico, possessivo e forse anche violento nelle sue relazioni affettive, e poi viene lasciato, si ritiene vittima di persone ingrate, che lo hanno usato e gettato, che gli hanno rovinato la vita, e matura un profondo rancore verso di esse; e cos\u00ec via. Non impara mai nulla, non riflette, non si guarda mai dentro: gli riesce pi\u00f9 facile puntare il dito contro qualcun altro; narcisista com&#8217;\u00e8, come potrebbe rivolgerlo contro se stesso?<\/p>\n<p>2. La malattia lo spaventa, e non ha quasi fatto in tempo a capire di essere malato, che gi\u00e0 parte in guerra contro la sua malattia. Siccome ha fatto dei progressi enormi nel campo della medicina e della scienza, e riesce a sconfiggere e debellare malattie che, un tempo, non concedevano scampo, ne ha tratto la convinzione che qualunque malattia pu\u00f2 essere individuata e sconfitta, e che, di conseguenza, eliminare la malattia dal suo orizzonte esistenziale \u00e8 un obiettivo non solo auspicabile, ma anche realistico. Se sono state sconfitte la peste, il vaiolo, il tifo, la lebbra, la tubercolosi, la scabbia, perch\u00e9 mai non potrebbe essere sconfitta, una volta o l&#8217;altra, la malattia in quanto tale? Se le malattie sono come un esercito che assedia l&#8217;uomo da ogni parte e lo minaccia nella sua salute, nel suo diritto a star bene e a godesi la vita, non \u00e8 forse logico immaginare che, quando l&#8217;ultimo battaglione di questo esercito sar\u00e0 stato mitragliato, bombardato, debellato, di esso non rester\u00e0 pi\u00f9 nulla, e la malattia entrer\u00e0 nel vocabolario dei ricordi d&#8217;un passato che non ritorner\u00e0 mai pi\u00f9, nel cimitero delle cose perdute e sepolte per sempre?<\/p>\n<p>Qui, pi\u00f9 che altrove, si vede quanto la mentalit\u00e0 quantitativa, tipica della scienza moderna, specialmente della scienza galileiana, abbia portato l&#8217;uomo fuori strada e gli abbia annebbiato il cervello. I successi della sua medicina gli hanno dato alla testa: ha perso il senso della misura, non vede pi\u00f9 ci\u00f2 che vedrebbe anche un bambino: ossia che, per quante malattie egli possa sconfiggere, l&#8217;una dopo l&#8217;altra, non arriver\u00e0 mai il tempo dell&#8217;ultimo combattimento e dell&#8217;ultima vittoria, perch\u00e9 la malattia \u00e8 legata indissolubilmente alla sua condizione creaturale. L&#8217;essere umano \u00e8 un organismo, o, almeno, si sostiene su di un organismo: e non esistono organismi che non vadano soggetti a una qualche forma di degrado, d&#8217;imperfezione, di logoramento, che prendono l&#8217;aspetto di questa o quella malattia. Ma le singole malattie, sommate insieme, non fanno ancora <em>la<\/em> malattia: quand&#8217;anche fosse debellata l&#8217;ultima malattia, altre, di nuove, comparirebbero; perch\u00e9 non \u00e8 pensabile un organismo che non si ammali mai, che goda della salute perpetua. A maggior ragione un organismo come quello dell&#8217;uomo moderno, che conduce una vita estremamente innaturale, che moltiplica i suoi comportamenti nocivi e che non riflette, n\u00e9 impara mai nulla dalle sue esperienze, ma attende ogni speranza di guarigione da un intervento esterno, quello dei farmaci, o, nei casi pi\u00f9 gravi, dei raggi, della chemioterapia o della chirurgia.<\/p>\n<p>Del resto, siamo ben lontani dall&#8217;aver debellato tutte le malattie. Il fatto che i tumori continuino a mietere vittime, che colpiscano ormai anche i bambini e gli anziani, e che decenni di ricerche e di ingenti finanziamenti nel campo della ricerca antitumorale non abbiano portato a niente, non sembra avere scosso, n\u00e9 modificato in misura sostanziale, l&#8217;atteggiamento dell&#8217;uomo moderno di fronte alle malattie. Nemmeno il moltiplicarsi delle disfunzioni e delle patologie psichiche sembra aver prodotto in lui una salutare riflessione al riguardo. Certo, con l&#8217;uso massiccio dei farmaci chimici, la psichiatria sembra aver posto un freno agli effetti devastanti delle depressioni e di altre malattie dello stesso genere; ma, di nuovo, si tratta di vittorie, peraltro parziali e superficiali, riportate sui sintomi e non sulle cause scatenanti delle malattie. Imbottire il paziente di psicofarmaci pu\u00f2 essere una terapia necessaria in casi estremi, ad esempio per prevenire il suicidio o comportamenti autolesionistici, ma non ha risolto un bel nulla sul piano eziologico. Alla domanda: <em>perch\u00e9 \u00e8 insorta questa patologia?<\/em>, si direbbe che non sia stata rivolta una sufficiente attenzione; si \u00e8 preferito eliminare i sintomi, come al solito, cio\u00e8 concentrarsi sulla parte pi\u00f9 &quot;facile&quot; del problema. Ma il problema rimane, in tutta la sua drammaticit\u00e0 e urgenza.<\/p>\n<p>3. Per quel che riguarda la vecchiaia, l&#8217;atteggiamento dell&#8217;uomo moderno ricalca in buona misura quello dell&#8217;uomo classico, il greco e il romano; e ci\u00f2, storicamente, si spiega con il fatto che i prodromi della modernit\u00e0 sono nell&#8217;umanesimo, e l&#8217;umanesimo \u00e8 un ritorno alla classicit\u00e0. L&#8217;uomo moderno, dunque, vive sotto l&#8217;incanto della giovinezza: la giovinezza \u00e8, per lui, un valore assoluto, quasi extra-temporale, cos\u00ec come la vecchiaia \u00e8 un disvalore assoluto, che nulla potrebbe mai redimere. Di conseguenza, l&#8217;uomo moderno vive nell&#8217;obbligo di essere e di sentirsi perennemente giovane; cosa che non va molto d&#8217;accordo con le leggi della natura, secondo le quali ogni organismo \u00e8 soggetto ad un processo di graduale e irreversibile invecchiamento. Ma, come nel caso della malattia, la tecnica e la scienza moderne hanno trovato il modo di &quot;ingannare&quot; il problema congelando, fino a un certo punto, i processi degenerativi delle cellule; e, quando ci\u00f2 non \u00e8 possibile, ha &quot;scoperto&quot; che \u00e8 possibile, e relativamente facile, procedere alla sostituzione pura e semplice di quelle parti del corpo che pi\u00f9 risentono del processo d&#8217;invecchiamento, sia a livello superficiale, cutaneo, con la cosiddetta chirurgia estetica, sia a livello profondo, con il trapianto di organi. Il risultato \u00e8 un una crescente &quot;artificializzazione&quot; del corpo umano, fino al raggiungimento di esiti sconcertanti, sia sul piano estetico, sia su quello etico. Una signora settantenne che si rif\u00e0 il seno, il viso, il sedere, e ottiene di contraffare l&#8217;aspetto di una ventenne &#8211; non senza, per\u00f2, che la cosa diventi sempre pi\u00f9 imbarazzante sul piano estetico, specialmente dopo due, tre o quattro successivi interventi &#8211; finisce per acquistare un aspetto artificiale, grottesco, repellente. E ci\u00f2, sempre per la stessa ragione: il rifiuto della vecchiaia e dei suoi effetti visibili. Nel caso dei trapianti di organi, sorge la domanda se un essere umano che sopravvive con un cuore di babbuino, o grazie a qualche altro organo artificiale, sia ancora ci\u00f2 che era in origine, ossia un prodotto della natura e della grazia, o se non sia diventato una mostruosa creatura post-umana. \u00c8 quasi impossibile decidere che cosa, o meglio chi, sarebbe un essere umano, se venisse realizzata con successo la tecnica del trapianto di cervello, o della sostituzione dell&#8217;intero sistema nervoso centrale.<\/p>\n<p>Come nel caso della malattia, si \u00e8 passati gradualmente da una legittima ribellione contro gli effetti evitabili, e pi\u00f9 sgraditi, dell&#8217;invecchiamento, ad un rifiuto totale, isterico e irragionevole, della vecchiaia in quanto tale. Non c&#8217;\u00e8 nulla di male, evidentemente, nel voler combattere le rughe, o la cellulite, o nel voler sostituire i denti guasti con la dentiera, o nel ricorrere ad un apparecchio acustico per porre rimedio alla sordit\u00e0; il punto \u00e8 che l&#8217;uomo moderno, preso dall&#8217;entusiasmo, e soprattutto dall&#8217;orgoglio, per i suoi successi tecnici, ha smarrito ogni senso del limite ed \u00e8 arrivato alla conclusione, assurda e pericolosa, che la vecchiaia pu\u00f2 essere combattuta e vinta, solo perch\u00e9 egli \u00e8 in gradi di eliminare, o meglio di rendere invisibili, alcuni dei suoi effetti pi\u00f9 evidenti. Ma c&#8217;\u00e8 una bella differenza tra nascondere gli effetti ed eliminare le cause. Le cause della vecchiaia sono insite nella dimensione naturale dell&#8217;organismo umano; e, pi\u00f9 in generale, nella condizione creaturale degli esseri umani. La vecchiaia c&#8217;\u00e8 perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un corpo. Se la si potesse eliminare, non ci sarebbe pi\u00f9 un corpo, ma una macchina: senza contare che perfino le macchine sono soggette alle leggi fisiche dell&#8217;usura della materia.<\/p>\n<p>4. La morte \u00e8 il nemico pi\u00f9 temuto, quello che riempie l&#8217;uomo moderno di angoscia e di rabbia impotente, al punto da non volerla neanche nominare, per quanto possibile. La morte \u00e8 stata bandita dal campo visivo e percettivo degli uomini moderni: fin da bambini, essi vivono in un mondo nel quale ci s&#8217;imbatte difficilmente nello spettacolo della morte. S\u00ec, la morte \u00e8 estremamente presente nel cinema, alla televisione, nei fumetti, nella letteratura: ma si tratta di una morte parodiata, banalizzata, irrealistica; di una morte &quot;finta&quot;, che ha precisamente la funzione di nascondere quella &quot;vera&quot;. In un mondo totalmente immanente, totalmente (anche se arbitrariamente) razionalizzato, reso pi\u00f9 che mai efficiente e invitante, la morte \u00e8 la beffa suprema, l&#8217;ironia delle ironie. Perch\u00e9 mai l&#8217;uomo dovrebbe cogliere tanti successi, godere di tanti piaceri, inebriarsi di tante vittorie, se poi deve perdere tutto e scende nella tomba, come qualunque altra creatura vivente? La morte gli ricorda di essere sempre e solo una creatura, per quanto perfetta rispetto alle altre; gli ricorda di partecipare all&#8217;essere, ma di non avere l&#8217;essere in quanto tale: insomma, di dover fare i conti con Dio, dopo tutto, nonostante tutti i suoi sogni di onnipotenza; o, altrimenti, con il Nulla. Preso nella stretta fra trascendenza e nichilismo, l&#8217;uomo moderno, molto coerentemente, ha scelto il nichilismo. Con ci\u00f2 stesso, per\u00f2, si \u00e8 condannato all&#8217;inferno: all&#8217;inferno gi\u00e0 qui, sulla terra, perch\u00e9 infernale \u00e8 una vita che viene dal nulla e corre verso l&#8217;annullamento totale, rendendo futili e vani tutti i suoi sogni, i suoi sforzi, i suoi desideri e i suoi timori. \u00c8 il regno della pazzia: e questo spiega perch\u00e9 la malattia mentale dilaghi sempre pi\u00f9; e dilaghino comportamenti aberranti, irragionevoli, violenti, distruttivi e autodistruttivi. Preso nella spirale infernale della sua angoscia e del suo terrore della morte, l&#8217;uomo moderno rifiuta l&#8217;unica speranza che ha davanti, quella di riconoscersi creatura e di rivolgere un pensiero al suo Creatore; e s&#8217;intestardisce ad inseguire mete impossibili, la pi\u00f9 folle delle quali \u00e8 la sconfitta della morte. Ibernazione, clonazione, fecondazione artificiale&#8230; e che altro?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verr\u00e0 un tempo, forse prima di quel che non si creda, in cui la modernit\u00e0 sar\u00e0 considerata da tutti, e in primo luogo da medici, psichiatri<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28394","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28394","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28394"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28394\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}