{"id":28392,"date":"2010-03-22T05:41:00","date_gmt":"2010-03-22T05:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/22\/puntare-in-alto-vuole-anche-dire-non-lasciarsi-invischiare-nella-rissa-dei-meschini\/"},"modified":"2010-03-22T05:41:00","modified_gmt":"2010-03-22T05:41:00","slug":"puntare-in-alto-vuole-anche-dire-non-lasciarsi-invischiare-nella-rissa-dei-meschini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/03\/22\/puntare-in-alto-vuole-anche-dire-non-lasciarsi-invischiare-nella-rissa-dei-meschini\/","title":{"rendered":"Puntare in alto vuole anche dire non lasciarsi invischiare nella rissa dei meschini"},"content":{"rendered":"<p>\u00abE cos\u00ec hai deciso di non rispondere?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto. Non ne vale la pena; sarebbe come dargli importanza.\u00bb<\/p>\n<p>Sabina riflette per un poco, poi sospira tristemente:<\/p>\n<p>\u00abCerto che questi signori critici e giornalisti celebri devono sentirsi dei gran padreterni, visto che non si degnano nemmeno di argomentare, ma passano direttamente all&#8217;insulto.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec: sono un buon campionario dell&#8217;arroganza becera della nostra classe dirigente.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE lo hai scoperto per caso?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPer caso. Figurato che non sapevo nemmeno che il &quot;Corriere della Sera&quot; avesse un forum su Internet, n\u00e9 che quel tale critico musicale vi tenesse una rubrica. Hanno preso un mio articolo di tre o quattro anni fa, in cui lodavo Tenco come profondo cantautore e criticavo la coppia Battisti-Mogol, che considero un esempio lampante della furbizia commerciale e della involuzione culturale degli anni Settanta, articolo che hanno avuto la bont\u00e0 di definire &quot;interessantissimo&quot;. Ma il grande personaggio, richiesto da loro di un parere, invece di confutarlo, si \u00e8 limitato a designare la mia tesi con una parola ingiuriosa. E io dovrei abbassarmi a quel livello?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo notato che non lo nomini nemmeno.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE per la stessa ragione per cui, se lo avessi di fronte, non lo guarderei in viso.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVale a dire?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGuardare qualcuno in viso significa riconoscergli una dignit\u00e0. Ma la dignit\u00e0 non \u00e8 dovuta a chiunque: bisogna meritarsela, bisogna guadagnarsela. Non \u00e8 necessario, ovviamente, che il nostro interlocutore la pensi come noi, ci mancherebbe; basta che si condivida il valore minimo del rispetto reciproco. Chi non pratica quel valore, non \u00e8 dignitoso e non merita alcun riconoscimento. Fra parentesi, \u00e8 questa la ragione per cui, quelle poche volte che guardo la televisione e mi trovo davanti il faccione di qualche politico di quel genere, cio\u00e8 di parecchi politici attualmente in auge, volto la testa dall&#8217;altra parte. Non \u00e8 solo il fatto che la loro vista mi infastidisce; \u00e8 proprio che non riconosco loro alcuna dignit\u00e0 personale.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon parlarmi dei politici. Credo che l&#8217;Italia non sia mai scivolata tanto in basso come in quest&#8217;epoca; tutti i Paesi seri stanno ridendo di noi. O forse, piuttosto, stanno piangendo&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSai cosa c&#8217;era sul giornale, stamattina? Che un operaio, non riuscendo pi\u00f9 a mantenere i suoi due figli, ha tentato di rapinare una banca. Ma ti rendi conto? E intanto un assessore regionale prende diecimila euro al mese; e, dopo cinque anni, ha diritto alla pensione. Quella pensione che qualsiasi altro cittadino riceve dopo una vita di lavoro.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa ricchezza si concentra sempre di pi\u00f9 in pochissime mani. Quello che mi stupisce \u00e8 che, in queste condizioni, con tante famiglie che non ce la fanno pi\u00f9 ad arrivare alla fine del mese, il popolo bue continui a votare per certi partiti e per certi personaggi. I quali, da parte loro, non si occupano affatto dei problemi quotidiani delle persone comuni, ma sempre e solo dei loro problemi privati, ad esempio dei loro conti in sospeso con la giustizia.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE di che ti meravigli? Il popolo bue non vuole ragionare, vuole un mandriano che se lo porti a spasso e che gli racconti qualunque favoletta capace di tenerlo buono.\u00bb<\/p>\n<p>Scoppio in una cordiale risata.<\/p>\n<p>\u00abSabina, quasi non ti riconosco pi\u00f9. Stiamo facendo i soliti discorsi da vecchi brontoloni; ci stiamo piangendo addosso come due suocere arteriosclerotiche. Via, cos\u00ec non va.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGiusto; perch\u00e9 lasciarci rattristare? Questi pensieri negativi ci faranno volare sempre pi\u00f9 basso; e noi non dobbiamo regalargliela, questa soddisfazione.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCome quella di mettersi a litigare con i boriosi rappresentanti dell&#8217;establishment culturale.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMi pare che Schopenhauer abbia scritto qualcosa in proposito, una specie di prontuario per casi del genere&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma qui non occorrono i lumi di Schopenhauer, basta il buon senso. Vale la pena di accettare una provocazione per strada, da parte di un attaccabrighe di professione?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto che no. Non sarebbe intelligente.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE perch\u00e9, secondo te?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 lui avrebbe tutto da guadagnare da una rissa di strada, e la persona seria e in buona fede, rispettosa del prossimo, avrebbe tutto da perderci. Dovrebbe mettersi su un terreno che non \u00e8 il suo, in cui si sentirebbe fuori parte, e finirebbe per regalare all&#8217;altro la soddisfazione di essersi lasciato trascinare nel fango. Mentre nel fango ci stanno bene gli arroganti e gli attaccabrighe di professione, gente sempre pronta a farsi scudo di un avvocato per le infinite cause legali che solleva: perch\u00e9, evidentemente, nella vita non ha nulla di meglio da fare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDunque, lo vedi che faccio bene a non rispondergli? Che se ne stia nel suo brodo, con la sua presunzione e il suo rancore di pontefice massimo punto nella gelosia di casta. E buon pro gli faccia.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAllora, per tornare a noi: come si fa a volare alto, quando si \u00e8 costretti a vivere nella palude della meschinit\u00e0, della maldicenza, dell&#8217;invidia? O nella pi\u00f9 grande palude di una intera nazione, che \u00e8 caduta in balia di una casta di arruffoni e avventurieri senza scrupoli, il cui unico scopo \u00e8 quello di estorcere denaro e privilegi dalle cariche pubbliche indegnamente ricoperte?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCominciamo dalla prima domanda. Chiunque viva la propria vita con onest\u00e0 e rettitudine, non cercando vantaggi personali ma unicamente perseguendo il fine della crescita spirituale, finisce per attirarsi la malevolenza dei piccoli, degli invidiosi, dei conformisti. Questo \u00e8 poco ma sicuro. Dunque, o ci si abitua e ci si fa il callo, oppure si rinuncia fin dall&#8217;inizio. Ma vale la pena di rinunciare a porsi un elevato obiettivo esistenziale, solo per non attirarsi le critiche meschine e gli ostacoli deliberati di quella gentucola? &quot;Non ragioniam di lor, ma guarda e passa&#8230;&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche perch\u00e9 &#8211; aggiunge lei &#8211; il fastidio che essi recano viene ampiamente ricompensato dalla gratitudine e dalla simpatia di tanti altri, che riconoscono d&#8217;istinto le azioni disinteressate e che mostrano di trarre giovamento dall&#8217;esempio che viene loro proposto. Almeno, ci\u00f2 aiuta il nostro prossimo a non credere che tutto il mondo sia fatto di arrivisti senza scrupoli e di persone che agiscono solo per tornaconto personale.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVeniamo alla seconda domanda, che riguarda la nostra societ\u00e0 nel suo complesso. S\u00ec, il problema \u00e8 grosso: sappiamo che i migliori se ne vanno appena possono. Altro che fuga dei cervelli! \u00c8 la fuga inarrestabile di tutti quanti abbiano larghezza di vedute, generosit\u00e0 di cuore e spirito d&#8217;intraprendenza; di tutti coloro che non si accontentano di gestire la mediocrit\u00e0 dell&#8217;esistente, le mille mafie grandi e piccole, i compromessi che macchiano la coscienza, le furberie da quattro soldi, i nepotismi, la corruzione, la fannulloneria, l&#8217;avidit\u00e0, l&#8217;ignoranza, la prepotenza, la stupidit\u00e0 e il servilismo.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un quadro abbastanza tragico, ma temo che sia obiettivo; anzi, semmai, approssimato per difetto. Ma non staremo ricadendo nel vittimismo che avevamo deprecato?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNessun vittimismo: solo guardare in faccia la realt\u00e0. E ammettere, bench\u00e9 con dolore, che noi, oggi, abbiamo la classe dirigente che ci meritiamo, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Quindi, se vogliamo uscire da questa grande palude, dobbiamo articolare la nostra strategia in due fasi: la &quot;pars destruens&quot; e la &quot;pars costruens&quot;. La &quot;pars destruens&quot; corrisponde alla presa di coscienza critica della realt\u00e0, allo smascheramento di tutte le finzioni e di tutte le ipocrisie, alla demistificazione di tutti gli inganni e di tutte le ideologie truffaldine spacciate per moneta buona. E non solo fuori di noi, ma anche dentro di noi.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe cosa vorresti dire?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abChe anche noi siamo corresponsabili, perch\u00e9 ce la raccontiamo troppo spesso. Se le cose sono arrivate a questo punto, \u00e8 perch\u00e9 anche noi siamo stati consenzienti; e, se anche non lo abbiamo fatto per ottenere qualche miserabile vantaggio personale, pure abbiamo peccato di inerzia e di eccessiva arrendevolezza.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuindi, dovremmo fare un po&#8217; di pulizia in noi stessi?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEsattamente. Noi non possiamo cambiare il mondo, ma possiamo cambiare noi stessi: e questo \u00e8 tutto. Ma, cambiando noi stessi, anche il mondo incomincer\u00e0 a cambiare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abE la &quot;pars costruens&quot;?\u00bb<\/p>../../../../n_3Cp>\u00abLa &quot;pars costruens&quot; consiste nella trasformazione dell&#8217;uomo vecchio, che \u00e8 in noi, nell&#8217;uomo nuovo: l&#8217;uomo della speranza, della gioia e della tensione verso il proprio naturale completamento, ossia verso l&#8217;Essere da cui proviene e al quale \u00e8 destinato a ritornare.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche Hitler e Stalin volevano costruire l&#8217;uomo nuovo&#8230;.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma con una bella differenza: che volevano costruirlo sulla pelle degli altri, di milioni di altri, senza aver saputo costruirlo prima in se stessi. E quando l&#8217;uomo vecchio vuol versare il suo vecchio vino negli otri nuovi, questi si rompono, inevitabilmente.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSpiegati meglio.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abOh, \u00e8 molto semplice. Voglio dire che, prima di voler comandare agli altri cosa devono fare per essere migliori, bisogna imparare a comandare a se stessi. Altrimenti non si fa altro che proiettare sul mondo la propria ombra negativa, la propria incapacit\u00e0 di guardarsi dentro; e si finisce per odiare l&#8217;altro, perch\u00e9 si vede in lui la parte odiosa che non si \u00e8 saputa correggere in s\u00e9.\u00bb<\/p>\n<p>Ora una luce particolare si accende sul volto di Sabina e, sulle sue labbra, compare quel tipico sorriso ambiguo, vagamente ironico e malizioso:<\/p>\n<p>\u00abTornando dalla grande palude a quella piccola, questa \u00e8 una spiegazione di certi rancori, di certe maldicenze, di certe inestinguibili invidie: si odia la parte di s\u00e9 che si detesta, ma con la quale non si ha il coraggio di fare i conti una buona volta.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSi capisce, perch\u00e9 \u00e8 faticoso. Molto pi\u00f9 semplice scaricare addosso agli altri le proprie frustrazioni e la propria cattiva coscienza.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa perch\u00e9 sia cattiva, bisogna tuttavia avercela, una coscienza. E tu sei proprio sicuro che certi individui, come quelli di cui abbiamo parlato, ce l&#8217;abbiano?\u00bb<\/p>\n<p>Mi stringo nelle spalle prima di rispondere:<\/p>\n<p>\u00abFrancamente non lo so, non poterei giurarlo. Forse non l&#8217;hanno pi\u00f9; forse l&#8217;hanno uccisa, perch\u00e9 dava loro troppa noia. Ma, nonostante tutto, il diamante rimane.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuale diamante?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuello che giace nascosto in fondo a ognuno di noi, e che rende sacro il mistero dell&#8217;anima, di ogni anima: a dispetto dei suoi atti esteriori e dei suoi stessi pensieri.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abAnche Hitler e Stalin avevano un diamante in fondo all&#8217;anima?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTutti, senza eccezione. Ma talvolta esso \u00e8 nascosto, talmente nascosto in profondit\u00e0, che davvero potrebbe sorgere il dubbio. Magari \u00e8 sepolto sotto infiniti strati di sporcizia&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0: perch\u00e9 un diamante \u00e8 un diamante, e la sporcizia \u00e8 sporcizia.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; cos\u00ec come una profonda canzone d&#8217;autore \u00e8 un&#8217;opera di poesia, mentre una canzonetta con quattro note furbe e quattro parole messe l\u00ec per abbagliare gli spiriti superficiali, \u00e8 tutta un&#8217;altra cosa.\u00bb<\/p>\n<p>\u00ab&#8230; mentre quel tale critico musicale sostiene che sono due cose di pari dignit\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTutti i diamanti sono di pari dignit\u00e0; ma non la sporcizia che ne riveste alcuni.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 tu sei un uomo all&#8217;antica, vero?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abGi\u00e0. Per me una torta \u00e8 una torta, e uno sterco di vacca \u00e8 uno sterco di vacca. Si capisce che \u00e8 utile anche quest&#8217;ultimo, ma come concime per la terra: cio\u00e8, in un altro ordine di fenomeni. Se invece si afferma che una torta e uno sterco sono due cose di pari dignit\u00e0, senza distinguerne i differenti ambiti, si fa solo della confusione in mala fede.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 in mala fede?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 annulla le differenze di qualit\u00e0, appiattisce tutto e legittima tutto, anche le cose peggiori.\u00bb<\/p>\n<p>Sabina mi lancia una delle sue occhiate assassine e non dice pi\u00f9 niente, sorridendo sotto i baffi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abE cos\u00ec hai deciso di non rispondere?\u00bb \u00abCerto. 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