{"id":28390,"date":"2016-09-19T07:12:00","date_gmt":"2016-09-19T07:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/19\/chi-rifiuta-la-benedizione-si-attira-la-maledizione-questa-e-la-legge\/"},"modified":"2016-09-19T07:12:00","modified_gmt":"2016-09-19T07:12:00","slug":"chi-rifiuta-la-benedizione-si-attira-la-maledizione-questa-e-la-legge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/19\/chi-rifiuta-la-benedizione-si-attira-la-maledizione-questa-e-la-legge\/","title":{"rendered":"Chi rifiuta la benedizione, si attira la maledizione: questa \u00e8 la legge"},"content":{"rendered":"<p>La legge fondamentale della vita morale \u00e8 che chi rifiuta la benedizione, si attira la maledizione; ovvero che non esistono scelte, n\u00e9 comportamenti, che siano moralmente neutri, indifferenti, ma tutti hanno una valenza ben precisa nel complesso della vita morale, e tutti producono effetti che ritornano a colui che li ha innescati, sia che fosse pienamente consapevole di ci\u00f2 che faceva, sia che non lo fosse; perch\u00e9 l&#8217;ignoranza non costituisce una scusante e non attenua le conseguenze di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto.<\/p>\n<p>Ora, la vita morale di un individuo non \u00e8 fatta solo da ci\u00f2 che egli compie, ma anche da ci\u00f2 che egli rifiuta; non solo da ci\u00f2 che fa, ma anche da ci\u00f2 che riceve, o, pi\u00f9 esattamente, dal modo in cui riceve, o non accetta di ricevere. Compiere un&#8217;azione, buona o cattiva, significa scegliere, in maniera attiva, il proprio destino; ma c&#8217;\u00e8 anche un altro modo di sceglierlo: cio\u00e8 decidere come porsi nei confronti delle azioni che altri rivolgono a noi, oppure delle situazioni che ci vengono date, anche senza che noi le abbiamo volute o cercate in modo esplicito. La vita, infatti, sa quel che noi realmente vogliamo ed \u00e8 come se ci facesse incontrare precisamente quelle cose che pi\u00f9 temiamo o che pi\u00f9 desideriamo, per metterci nelle condizioni di imparare qualche cosa: ossia di non avere pi\u00f9 vane paure , n\u00e9 brame disordinate.<\/p>\n<p>Nessun uomo \u00e8 una monade senza porte e senza finestre; siamo anzi dei balconi spalancati e aperti su ogni lato, esposti ad ogni minimo alito di vento; anche se alcuni di noi sono pi\u00f9 ricettivi, pi\u00f9 sensibili, pi\u00f9 suggestionabili (non nel senso comune del termine, ma in quello di &quot;capaci di ricevere delle suggestioni&quot;, ossia degli stimoli di qualsiasi genere, positivo o negativo che sia). Di conseguenza, gli stimoli che riceviamo dall&#8217;esterno, le situazioni che ci vengono incontro, e che noi possiamo accettare o rifiutare, o alle quali possiamo decidere se aderire o se tentare di sfuggirle, agiscono su di noi come delle correnti d&#8217;aria e mettono in moto dei meccanismi di risposta, che possono essere di segno positivo o negativo, ma che, in ogni caso, provocano dei cambiamenti nello stato del nostro essere, contribuendo a formare il clima spirituale che ci avvolge e che, a sua volta, favorisce una determinata direzione nel nostro orientamento esistenziale.<\/p>\n<p>Nel suo romanzo <em>Nos actes nous suivent<\/em>, del 1927, lo scrittore Paul Bourget sostiene che i nostri atti ci seguono, fedeli e ineliminabili, come un&#8217;ombra che ci accompagna e che determina il nostro destino; ma forse sarebbe pi\u00f9 giusto dire non che i nostri atti ci seguono, bens\u00ec che ci precedono, nel senso che ad ognuno di essi corrisponde un effetto che si far\u00e0 sentire nel nostro futuro, vicino o lontano, in qualche modo predisponendo il domani verso il quale siamo incamminati, e che ci verr\u00e0 incontro a tempo debito. Gli effetti delle nostre scelte e delle nostre azioni, infatti, generano delle conseguenze che predispongono il futuro che ci attende. Noi pensiamo che il futuro sia qualcosa di impensabile e d&#8217;inconcepibile, qualcosa che mai giungeremo a immaginare o a prevedere, e sul quale non abbiamo il bench\u00e9 minimo potere; ma questa concezione \u00e8 molto imprecisa e approssimativa, e non rende affatto l&#8217;ida di quel che il futuro \u00e8, ossia una realt\u00e0 che noi stessi veniamo preparando, con le nostre scelte ed azioni presenti. Del resto, l&#8217;idea che la nostra ombra ci &quot;segua&quot;, e che, simbolicamente, ci seguano anche i nostri atti, deriva da una immagine semplificata della realt\u00e0, e precisamente dall&#8217;idea che il sole sia davanti a noi; ma se il sole fosse dietro di noi, ecco che la nostra ombra si proietterebbe davanti a noi; se il sole fosse a perpendicolo su di noi, la nostra ombra cadrebbe esattamente ai nostri piedi.<\/p>\n<p>La parte finale della parabola del banchetto nuziale (capitolo 22 di <em>Matteo<\/em>, 11-14) sarebbe incomprensibile se non si tenesse presente che non solo i convitati indegni, quelli che disprezzarono l&#8217;invito del re e giunsero ad uccidere i suoi servi, ma anche colui che si era intrufolato nella sala del banchetto senza indossare l&#8217;abito da festa, vennero giudicati molto severamente: <em>Il re entr\u00f2 per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l&#8217;abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz&#8217;abito nuziale? Ed egli ammutol\u00ec. Allora il re ordin\u00f2 ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; l\u00e0 sar\u00e0 pianto e stridore di denti. Perch\u00e9 molti sono chiamati, ma pochi eletti.<\/em><\/p>\n<p>Il re che fa chiamare gli invitati al convito nuziale di suo figlio, \u00e8 Dio, che chiama a banchetto il popolo d&#8217;Israele, ma questo disprezza l&#8217;invito e, dopo aver ignorato pi\u00f9 volte l&#8217;invito, giunge a levare la mano omicida contro gli inviati del re; la decisione di far invitare al suo posto tutti quelli che si trovano per via, <em>buoni e cattivi<\/em>, precisa Matteo, simboleggia il fatto che il Vangelo, rifiutato dai Giudei, verr\u00e0 indirizzato ai Gentili. Essere invitati al banchetto di Dio, cio\u00e8 essere invitati a ricevere la Sua grazia, non equivale, per\u00f2, automaticamente, a ricevere il premio: c&#8217;\u00e8 una cosa che gli invitati devono fare <em>di loro iniziativa<\/em>: indossare l&#8217;abito nuziale, vale a dire, rispettare la volont\u00e0 del re e uniformarsi alla Sua legge. Se cos\u00ec non fosse, gli uomini non avrebbero alcun merito nella propria salvezza: non sarebbero soggetti attivi, non sarebbero persone, ma semplici burattini, salvati per forza. Il re vuol vedere se gli invitati sono degni; e lo fa scremando i <em>buoni<\/em> dai <em>cattivi<\/em>, e assegnando ai secondi la meritata punizione. Si mettano dunque l&#8217;anima in pace, quei teologi buonisti e relativisti, i quali non parlano mai del bene e del male, del peccato e della grazia, della conversione e della redenzione, ma presentano l&#8217;invito di Dio come una festa alla quale seguir\u00e0, immancabilmente, il premio per tutti, senza sacrificio, senza sforzo, <em>senza la croce<\/em>: perch\u00e9 un Vangelo senza la croce non \u00e8 pi\u00f9 il Vangelo di Ges\u00f9, ma un&#8217;altra cosa. Sapranno loro che cosa: si assumano dunque la responsabilit\u00e0 della propria apostasia, oppure abbiano l&#8217;onest\u00e0 e la decenza di rinnegare il Vangelo e di fondare, al suo posto, qualcos&#8217;altro, una nuova religione, un nuovo sistema di etica, una nuova filosofia. Lo dicano apertamente: allora ciascuno far\u00e0 la propria parte e seguir\u00e0 la strada che si \u00e8 scelto.<\/p>\n<p>Tornando alla parabola del convito nuziale: gli uomini hanno ricevuto, con la ragione naturale, anche la legge morale naturale; e, con essa, potrebbero gi\u00e0 vedere chi \u00e8 Dio e quale sia il significato della vita umana: amare, adorare e ringraziare il loro Creatore (cfr. <em>Romani<\/em>, 1, 19-22); ma, poich\u00e9 essa si \u00e8 mostrata insufficiente davanti alla loro malizia e alla loro durezza di cuore, Dio ha voluto mandar loro una serie di messaggeri straordinari, i profeti dapprima, indi il Suo stesso Figlio, latori del Suo invito e della Sua legge, ossia della Rivelazione soprannaturale, pensando, come il padrone della vigna: <em>almeno di mio figlio avranno rispetto<\/em> (cfr. Luca, 20, 13). Invece i vignaioli hanno preferito uccidere il Figlio, pensando, cos\u00ec, di diventare i padroni assoluti della vigna, cio\u00e8 di sostituirsi nel mondo ai diritti di Dio, creatore di tutte le cose, al quale soltanto deve andare l&#8217;amore e il timore degli uomini. Cos\u00ec, tutti sono stati invitati, ma non tutti saranno eletti; tutti hanno avuto la loro possibilit\u00e0, ma non tutti la sanno vedere e la sanno afferrare. E adesso torniamo al discorso da cui eravamo partiti, sulla benedizione e la maledizione presenti nella vita umana, quale legge morale universale.<\/p>\n<p>La benedizione \u00e8 saper vedere la Grazia divina, saperla accogliere, saperla porre a fondamento della propria esistenza. La Grazia \u00e8 il dono soprannaturale che viene offerto agli uomini, ciascuno secondo le sue particolari circostanze, per entrare a far parte della vita divina, cio\u00e8 per oltrepassare la condizione di uomini e donne auto-centrati, limitati, egoisti, pieni di brame e di timori, duri di cuore, e acquisire la nuova condizione di amici e figli di Dio, rinascendo come ad una nuova vita, ad un pi\u00f9 alto piano di esistenza. Accogliendo la Grazia, si muore all&#8217;uomo vecchio e si rinasce all&#8217;uomo nuovo, spirituale e non pi\u00f9 carnale, proiettato verso il vero Bene e capace di riconoscere e disprezzare i piccoli e falsi beni che ingannevolmente l&#8217;uomo vecchio desidera, e per i quali sarebbe capace di perdere la propria anima. L&#8217;uomo vecchio ragiona secondo la carne, l&#8217;uomo nuovo secondo lo spirito; l&#8217;uomo vecchio si gloria del successo, del potere, del denaro, \u00e8 superbo, gonfio d&#8217;orgoglio, si vanta nella buona fortuna e si dispera nella cattiva; l&#8217;uomo nuovo \u00e8 mite e umile di cuore, non cerca pi\u00f9 nulla per s\u00e9, se non Dio, e sa che solo cercando, amando e servendo Dio, trover\u00e0 la vita serena in questo mondo, cio\u00e8 la vera letizia di chi \u00e8 stato affrancato da inutili paure e da vani desideri, e la pienezza della vita soprannaturale, nell&#8217;altro.<\/p>\n<p>La Grazia \u00e8 un mistero. Per riceverla, bisogna chiederla, bisogna almeno desiderarla, come il cieco che desidera il bene della vista, ma sa che egli non pu\u00f2 darselo da solo; perci\u00f2 essa si offre a coloro che sono degni e pronti a riceverla, non a quanti sono lontanissimi dalla necessaria umilt\u00e0, e inseguono pi\u00f9 che mai le passioni del mondo, cio\u00e8 le passioni carnali. Le passioni carnali sono la superbia, l&#8217;ira, la lussuria, la frode, l&#8217;invidia, la maldicenza, l&#8217;inganno, la menzogna, l&#8217;orgoglio, la vanit\u00e0, la calunnia, la ribellione ai genitori, il tradimento degli amici, la slealt\u00e0 verso il prossimo: chi \u00e8 dominato da esse, non possiede quel minimo di trasparenza morale per essere degno di ricevere la Grazia; e, quand&#8217;anche la ricevesse, non se ne accorgerebbe neppure, ma seguiterebbe ad avvoltolarsi nel fango, a pascersi di fango e a desiderare sempre altro fango. Non \u00e8 sufficiente poter disporre di un tesoro, infatti, per essere ricchi; la prima cosa necessaria \u00e8 la consapevolezza di disporre del tesoro. Se si possiede un gioiello preziosissimo, ma se ne ignora il valore; se si crede che sia un falso, che sia una pietra qualunque; se non si riconosce il gioiello come tale, oppure non si sa di averlo, essendo mescolato in mezzo a mille altre cose di nessun valore, ma che sono credute importanti, \u00e8 come esserne del tutto privi. Ebbene: la stessa cosa vale per la Grazia. La Grazia \u00e8 la benedizione per colui che la riceve; ma, se colui che la riceve non la vede neppure, costui rimane perfettamente escluso dai suoi benefici.<\/p>\n<p>Oltre alla Grazia soprannaturale, la vita ci fa incontrare anche il bene umano, che \u00e8 un fattore naturale, ma che \u00e8 anch&#8217;esso prezioso, se non altro perch\u00e9 pu\u00f2 rappresentare, per noi, il preludio della consapevolezza e del risveglio spirituale, e, pertanto, aprire lo spirito alla ricerca di un bene pi\u00f9 alto: quello che viene da Dio, e a confronto del quale tutti i beni di origine umana, anche i pi\u00f9 preziosi, impallidiscono e svaniscono. Anche per ricevere il bene naturale \u00e8 necessario possedere la necessaria consapevolezza; anche in questo caso, per poter ricevere il bene, \u00e8 necessario anzitutto vederlo. Facciamo un esempio concreto: quello dell&#8217;amicizia. Per riconoscere questo grande bene, cos\u00ec dolce e prezioso nella vita umana, bisogna avere gi\u00e0 fatto un certo percorso di tipo spirituale: bisogna, come minimo, saper riconoscere e distinguere, nella vita dell&#8217;anima, la moneta buona dalla moneta falsa. Chi si circonda di falsi amici, e cerca la loro compagnia per ragioni volgari e ingannevoli &#8212; la bellezza, la ricchezza, l&#8217;interesse &#8212; non arriver\u00e0 mai a comprendere il significato autentico dell&#8217;amicizia, e rimarr\u00e0 privato del bene che essa \u00e8 suscettibile di recare nella sua vita, come un fresco vento di primavera che disperde l&#8217;aria stagnante e afosa. Ora, rifiutare il bene, rifiutare l&#8217;amicizia sincera di un vero amico, \u00e8 esattamente la stessa cosa che disprezzare la perla preziosa, e seguitare ad adornarsi di monili volgari, di pietre false. L&#8217;ignoranza di ci\u00f2 che \u00e8 realmente prezioso porta con s\u00e9 la giusta punizione: restare privi di ci\u00f2 che ha valore e inseguire testardamente e pateticamente ci\u00f2 che non ne ha.<\/p>\n<p>Ed ecco spiegato l&#8217;apparente mistero della benedizione e della maledizione. La benedizione, nella vita di un essere umano, \u00e8 il bene che gli si presenta nelle pi\u00f9 varie circostanze, e che, per cos\u00ec dire, bussa alla porta di casa sua. Colui che non apre la porta, o che, addirittura, esce e prende a male parole il portatore di bene, arrivando magari fino al punto di percuoterlo e ucciderlo, \u00e8 colui che trasforma, con le sue stesse mani, la benedizione in maledizione. Come ha fatto l&#8217;invitato indegno al banchetto nuziale: senza alcun merito era stato invitato, ma non \u00e8 stato all&#8217;altezza del favore e dell&#8217;onore che gli venivano fatti; vi \u00e8 entrato come un ladro, con animo chiuso e diffidente, e ne \u00e8 stato scacciato con vergogna e con dolore. Di fatto, siamo noi stessi che ci scacciamo con pena e con vergogna, ogni qualvolta ci comportiamo cos\u00ec: ignoriamo il bene che ci viene incontro, che ci viene offerto gratuitamente, e seguitiamo a desiderare il male, a essere schiavi delle nostre passioni disordinate &#8212; passioni, appunto, da schiavi. Non \u00e8 solo un modo di dire: chi preferisce vestire i panni sudici dell&#8217;uomo vecchio e disdegna la veste candida dell&#8217;uomo nuovo, \u00e8 simile a uno schiavo che preferisce seguitare a voltolarsi nel fango, quando gli sono offerti un bagno purificatore e una veste immacolata. La maledizione \u00e8 questa, sul piano morale. Sul piano pratico, lo vediamo tutti i giorni che cosa sia: infelicit\u00e0, depressione, angoscia, disperazione, <em>pianto e stridor di denti<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La legge fondamentale della vita morale \u00e8 che chi rifiuta la benedizione, si attira la maledizione; ovvero che non esistono scelte, n\u00e9 comportamenti, che siano moralmente<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[92],"class_list":["post-28390","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28390"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28390\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}