{"id":28387,"date":"2009-08-31T07:17:00","date_gmt":"2009-08-31T07:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/31\/che-cosa-ti-impedisce-qui-ora-di-rientrare-in-te-stesso-cioe-nella-dimora-dellessere\/"},"modified":"2009-08-31T07:17:00","modified_gmt":"2009-08-31T07:17:00","slug":"che-cosa-ti-impedisce-qui-ora-di-rientrare-in-te-stesso-cioe-nella-dimora-dellessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/31\/che-cosa-ti-impedisce-qui-ora-di-rientrare-in-te-stesso-cioe-nella-dimora-dellessere\/","title":{"rendered":"Che cosa ti impedisce, qui, ora, di rientrare in te stesso, cio\u00e8 nella dimora dell&#8217;Essere?"},"content":{"rendered":"<p>Caro amico,<\/p>\n<p>da tanto tempo ti osservo e sono stato il silenzioso testimone del tuo cercare senza posa, del tuo affannoso andare alla ricerca di qualcosa che non riuscivi mai ad afferrare interamente, che sempre ti sfuggiva e ti precedeva di qualche passo.<\/p>\n<p>Ora, convinto sino in fondo della trasparenza del tuo animo e della sincerit\u00e0 della tua incessante ricerca, non posso fare a meno di rivolgerti una domanda: \u00abChe cosa ti impedisce, qui, ora, di rientrare in te stesso, cio\u00e8 nella dimora dell&#8217;Essere?\u00bb.<\/p>\n<p>Vedi, tu sei convinto di non essere ancora pronto, e cerchi e ti affanni per trovare gli strumenti che possano renderti tale; ma non \u00e8 cos\u00ec: colui che sta cercando la verit\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 pronto, in fondo al proprio animo: quello che realmente gli manca, \u00e8 solo il fatto di convincersene.<\/p>\n<p>Conosco bene la tua natura scrupolosa, e ti rassicuro: non \u00e8 un atto di superbia quello che ti invito a compiere, ma, al contrario, un atto di profonda umilt\u00e0. Perch\u00e9 in quanto alle nostre forze umane, non saremmo mai pronti per il gran passo; ma, una volta compreso che si tratta solo di abbandonarsi nel grembo dell&#8217;Essere, sar\u00e0 da quest&#8217;ultimo che verranno la forza e il coraggio.<\/p>\n<p>Non si tratta di farsi simili all&#8217;Essere, ma di capire che noi siamo gi\u00e0 nell&#8217;Essere, siamo parte dell&#8217;Essere, una sua emanazione, un suo riflesso, una sua scintilla; e che non si tratta di altro che trarne la logica conseguenza: dobbiamo smettere di cercare al di fuori di noi stessi, e rientrare nelle profondit\u00e0 delle nostra anima.<\/p>\n<p>L\u00ec, e solamente l\u00ec, troveremo la meta di tutti i nostri sforzi, il porto sicuro verso il quale avevamo diretto il timone della nostra piccola imbarcazione.<\/p>\n<p>Esistono varie strade per giungere a questa rivelazione, o illuminazione che dir si voglia; i maestri Zen, per esempio, raccontano tutta una serie di esempi in cui essa \u00e8 giunta, fulminea come un lampo, a squarciare le tenebre dell&#8217;inconsapevolezza, e ci\u00f2 nelle circostanze apparentemente pi\u00f9 casuali e perfino bizzarre (cfr., in proposito, il nostro precedente articolo: \u00abAccettare la vita significa fidarsi che noi viviamo nel migliore dei mondi possibili\u00bb, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, nel libro degli Atti degli Apostoli, un episodio interessante e generalmente non molto conosciuto, che descrive molto bene il moto improvviso di un&#8217;anima la quale decide di non porre pi\u00f9 tempo in mezzo e di riappropriarsi di se stessa: quello dell&#8217;incontro tra l&#8217;apostolo Filippo e un funzionario della regina d&#8217;Etiopia (8, 26-40).<\/p>\n<p>\u00abUn angelo del Signore parl\u00f2 cos\u00ec a Filippo: &quot;Alzati e va&#8217; verso sud, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza: \u00e8 una strada deserta.&quot; Filippo si alz\u00f2 e si mise in cammino. Tutto a un tratto incontr\u00f2 un etiope: era un eunuco, un funzionario di Candace, regina dell&#8217;Etiopia, amministratore di tutti i suoi tesori. Era venuto a Gerusalemme per adorare Dio e ora ritornava nella sua patria. Seduto sul suo carro, egli stava leggendo una delle profezie di Isaia. Allora lo Spirito di Dio disse a Filippo: &quot;Va&#8217; avanti, e raggiungi quel carro&quot;. Filippo gli corse vicino e sent\u00ec che quell&#8217;uomo stava leggendo un brano del profeta Isaia. Gli disse: &quot;Capisci quello che leggi?&quot;. Ma quello rispose: &quot;Come posso capire se nessuno me lo spiega?&quot;. Poi invit\u00f2 Filippo a salire sul carro e a sedersi accanto a lui. Il brano della Bibbia che stava leggendo era questo:<\/p>\n<p>&quot;<em>Come una pecora fu condotto al macello,<\/em><\/p>\n<p><em>e come un agnello che tace dinanzi a chi lo tosa,<\/em><\/p>\n<p><em>cos\u00ec egli non apr\u00ec bocca.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 stato umiliato ma ottenne giustizia.<\/em><\/p>\n<p><em>Non potr\u00e0 avere discendenti,<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 con violenza gli \u00e8 stata tolta la vita<\/em>.&quot;<\/p>\n<p>Rivoltosi a Filippo l&#8217;eunuco disse: &quot;Dimmi, per piacere. Queste cose il profeta di chi le dice? Di se stesso o di un altro?&quot;<\/p>\n<p>Allora Filippo, prese la parola e cominciando da questo brano della Bibbia, gli parl\u00f2 di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Lungo la via, arrivarono a un luogo dove c&#8217;era acqua e l&#8217;etiope disse: &quot;Ecco, qui c&#8217;\u00e8 dell&#8217;acqua! Che cosa mi impedisce di essere battezzato?&quot;.<\/p>\n<p>Filippo disse: &quot;Se credi fermamente, puoi ricevere il battesimo.&quot;<\/p>\n<p>E quello rispose: &quot;S\u00ec, io credo che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il Figlio di Dio.&quot;<\/p>\n<p>Allora l&#8217;eunuco fece fermare il carro: Filippo e l&#8217;eunuco discesero insieme nell&#8217;acqua e Filippo lo battezz\u00f2.<\/p>\n<p>Quando risalirono dall&#8217;acqua, lo Spirito del Signore port\u00f2 via Filippo, e l&#8217;eunuco non lo vide pi\u00f9. Tuttavia egli continu\u00f2 il suo viaggio, pieno di gioia. Filippo poi si trov\u00f2 presso la citt\u00e0 di Azoto; da quella citt\u00e0 fino a Cesarea egli predicava a tutti.\u00bb<\/p>\n<p>Anche S. Agostino riferisce una esperienza simile, nel momento della propria conversione: si trovava in un giardino, con l&#8217;animo tormentato, allorch\u00e9 gli giunse una voce di bimbo, o di bimba, che ripeteva come una cantilena: \u00abTolle et lege; tolle et lege\u00bb. Allora egli prese il Vangelo, lo apr\u00ec e tutto gli fu chiaro: versando lacrime di commozione, decise che quello era il preciso momento in cui voleva che in s\u00e9 nascesse l&#8217;uomo nuovo.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo nuovo giace in fondo alla nostra anima e lotta per venire alla luce, ma noi non vogliamo dargli ascolto; e, se pure udiamo la sua voce, per sfiducia in noi stessi o per pigrizia, continuiamo a rimandare il momento di prendere sul serio le sue invocazioni.<\/p>\n<p>Ma, in realt\u00e0, che cosa ci impedisce di prendere in mano la nostra vita e di dire, qui, in questo preciso istante: \u00abEcco, voglio abbandonarmi con fiducia all&#8217;Essere; voglio lasciare che l&#8217;uomo nuovo nasca dal mio grembo, e trasfiguri d&#8217;ora in avanti tutta la mia vita?\u00bb.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, lo possiamo fare; e anche tu lo puoi fare, caro amico, se la smetti di rinviare e di tormentarti con inutili dubbi e tentennamenti.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 semplice di quanto non si creda; beninteso: pi\u00f9 semplice, per colui che gi\u00e0 si \u00e8 messo in cammino, si \u00e8 posto il problema, ha incominciato ad interrogarsi. Per lui, s\u00ec, \u00e8 pi\u00f9 semplice: non per chi mai si \u00e8 interrogato circa il senso da dare alla propria vita. Infatti, non si tratta di una semplicit\u00e0 che possiamo immaginare come un punto di partenza, ma, al contrario, come punto d&#8217;arrivo di un lungo processo.<\/p>\n<p>Si \u00e8 trattato, magari, di un processo sotterraneo, come nel caso di quei fiumi carsici che corrono per chilometri e chilometro sotto terra, fra grotte e precipizi, sinch\u00e9 non riappaiono a grande distanza dal punto in cui la roccia li aveva inghiottiti, magari gi\u00e0 in vista del mare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 stato nel tuo caso, caro amico: la tua ricerca non \u00e8 stata clamorosa, non l&#8217;hai sbandierata ai quattro venti, come fanno certo pretesi intellettuali, i quali, se rivolgono la mente a Dio e al mistero della vita per qualche ora in tutto, subito corrono a scriverci sopra almeno un paio di libri, che le case editrici strombazzeranno come l&#8217;ultimo grido nel campo della meditazione religiosa e, magari, riusciranno a pompare in cima alla classifica mensile dei pi\u00f9 venduti.<\/p>\n<p>No, la tua ricerca \u00e8 sempre stata discreta e silenziosa; cos\u00ec discreta e silenziosa che ben pochi, dall&#8217;esterno, se ne sono accorti: a me, tuttavia, non \u00e8 sfuggita, perch\u00e9 ti conosco quanto basta per riconoscere i movimenti della tua anima, anche quando ti sforzi di tenerli nascosti; anzi, specialmente allora.<\/p>\n<p>Appartieni alla eletta schiera dei ricercatori spirituali che nemmeno osano adoperare questa espressione, parlando di s\u00e9 stessi, per modestia e per senso del pudore; persone che non si ritengono particolarmente in alto, in senso spirituale, tutt&#8217;altro; ma che hanno, tuttavia, una acuta percezione di cosa voglia dire stare in basso, come quella massa d&#8217;individui che si compiace di razzolare nel fango della propria ignavia: e che, per tale motivo, sono generalmente considerate superbe, anche se, in realt\u00e0, non lo sono affatto.<\/p>\n<p>Dunque, tu hai cercato abbastanza: ora \u00e8 tempo di lasciarsi andare, di abbandonarsi fiduciosamente in grembo all&#8217;Essere. Libri ne hai letti fin troppi, non \u00e8 vero che la verit\u00e0 si trovi sui libri: tutto quello che essi possono fornire, \u00e8 un insieme di suggerimenti e indicazioni, che bisogner\u00e0 poi utilizzare in modo assolutamente personale; a patto che non si sia fatta indigestione di letture. Anche il troppo studio fa male, se non si possiede un intestino abbastanza forte per digerirlo: ma questa \u00e8 una verit\u00e0 che s&#8217;impara, generalmente, solo dopo aver studiato troppo, vale a dire dopo aver fatto una solenne indigestione.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 ultima non si trova mai nei libri, per quanto eccelsi, perch\u00e9 i libri sono scritti per tutti, mentre la verit\u00e0 ultima non pu\u00f2 essere affidata che alla parola orale, da maestro a discepolo, in un rapporto personale costruito lungamente nel tempo, con l&#8217;ausilio di solide basi. La cultura esclusivamente libresca, dispiace dirlo, \u00e8 stata pensata e realizzata appositamente per dare agli imbecilli la gradevole sensazione di essere divenuti delle persone intelligenti; ma imbecilli erano e imbecilli resteranno, con l&#8217;aggravante della presunzione.<\/p>\n<p>Dunque, caro amico, ascolta queste mie parole: basta anche coi libri. Ne hai letti sin troppi; e neppure una biblioteca come quella d&#8217;Alessandria, potrebbe rimpiazzare l&#8217;esperienza diretta della vita, vera grande maestra dell&#8217;anima. Fidati del consiglio: impara a leggere un po&#8217; meno, e ad ascoltare un po&#8217; di pi\u00f9 il rumore multiforme della vita. Dopo un poco che ti sarai messo in ascolto, ti accorgerai che quel rumore \u00e8 una vera e propria sinfonia: una sinfonia ricchissima, meravigliosa, quale mai avevi udita nelle migliori sale da concerto.<\/p>\n<p>Quando sarai arrivato in questa fase, allora sarai maturo per l&#8217;ultimo salto: il salto nell&#8217;Essere. Dovrai lasciarti cadere come la foglia in autunno, vincendo ogni paura, ogni orgoglio e ogni senso di attaccamento e di possesso. Dovrai convincerti che non possiedi nulla, e che solo non possedendo pi\u00f9 nulla, si pu\u00f2 giungere alle soglie della dimora dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>La foglia che cade dal ramo, in autunno, non cade a caso, non compie un&#8217;azione arbitraria: porta a compimento il suo ciclo naturale, ritornando alle proprie origini: alla terra, da cui l&#8217;albero sul quale \u00e8 cresciuta, \u00e8 nato e si \u00e8 sviluppato. Tu devi fare come la foglia che si stacca dolcemente dal ramo, al soffio del primo vento autunnale; e che lentamente, lietamente, scende fino a terra, eseguendo nell&#8217;aria una danza leggera di lode e di ringraziamento.<\/p>\n<p>Noi siamo come le foglie degli alberi: lo diceva Glauco a Diomede, nel celebre dialogo dell&#8217;\u00abIliade\u00bb, ma in un senso ben pi\u00f9 cupo e malinconico. Non c&#8217;\u00e8 nulla di cupo e malinconico, invece, nell&#8217;idea che le cose ritornino all&#8217;Essere, dal quale si sono generate; che si stacchino al vento d&#8217;autunno come le foglie.<\/p>\n<p>La foglia non cade al suolo per morire, ma per rinascere. Rinascer\u00e0, in primavera, sotto forma di nuovo germoglio, nuovo fiore e nuovo frutto: ci\u00f2 non potrebbe accadere, se prima la foglia non si lasciasse andare, affrontando il distacco dal ramo che la sosteneva.<\/p>\n<p>Noi dobbiamo imparare a distaccarci dai rami che ci sostengono: perch\u00e9 arriva il momento in cui ogni sostegno finisce per diventare un capestro e una prigione, se non si capisce a tempo debito quando \u00e8 giunto il momento di partire.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, caro amico, ti rinnovo la domanda: \u00abChe cosa ti impedisce, qui, ora, di rientrare in te stesso, cio\u00e8 nella dimora dell&#8217;Essere?\u00bb.<\/p>\n<p>Mi guardi sconcertato, quasi smarrito: te lo impediscono mille cose, pensi; ma poi taci, confuso: perch\u00e9 ti sei reso conto che non te lo impedisce proprio nulla, se tu lo vuoi.<\/p>\n<p>Quando vogliamo veramente qualcosa, prima o poi finiamo per raggiungerla: e se davvero vogliamo ritrovare la nostra essenza pi\u00f9 profonda, nessuna forza al mondo ce lo potr\u00e0 impedire, una volta che abbiamo vinto la paura di essere noi stessi.<\/p>\n<p>Essere noi stessi, vuol dire riconoscerci come una parte dell&#8217;Essere, come un aspetto, una emanazione, una scintilla dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>In fondo, non \u00e8 un compito superiore alle nostre forze: e noi non riusciremmo a realizzarlo in alcun modo, se, per il fatto stesso di desiderarlo, non l&#8217;avessimo gi\u00e0 fatto nostro.<\/p>\n<p>A dire il vero, non siamo noi che lo facciamo, ma l&#8217;Essere, perch\u00e9 noi, da soli, non possiamo fare niente; ma, riconoscendoci nell&#8217;Essere, possiamo fare tutto.<\/p>\n<p>Possiamo anche morire come brutte crisalidi, e trasformarci in farfalle di una rara bellezza: pronte a volare nell&#8217;azzurro infinito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro amico, da tanto tempo ti osservo e sono stato il silenzioso testimone del tuo cercare senza posa, del tuo affannoso andare alla ricerca di qualcosa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117],"class_list":["post-28387","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28387"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28387\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}