{"id":28386,"date":"2016-03-30T08:50:00","date_gmt":"2016-03-30T08:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/30\/bisogna-rieducare-luomo-ad-essere-felice\/"},"modified":"2016-03-30T08:50:00","modified_gmt":"2016-03-30T08:50:00","slug":"bisogna-rieducare-luomo-ad-essere-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/03\/30\/bisogna-rieducare-luomo-ad-essere-felice\/","title":{"rendered":"Bisogna rieducare l&#8217;uomo ad essere felice"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo \u00e8 fatto per la gioia, per la felicit\u00e0, pur passando attraverso la sofferenza, anzi, proprio passando attraverso di essa; e non c&#8217;\u00e8 assolutamente niente di sbagliato in questo, perch\u00e9 il richiamo verso la felicit\u00e0 \u00e8 un istinto naturale, permanente, costitutivo della persona umana, e quindi negarlo sarebbe follia ed equivarrebbe a condannare l&#8217;uomo ad una diurna, spossante, inutile lotta contro se stesso.<\/p>\n<p>Detto questo, resta da vedere in che cosa consista e dove vada cercata questa misteriosa felicit\u00e0 che tutti agognano, ma cos\u00ec pochi riescono a trovare; e quei pochi, guarda caso, sono appunto coloro i quali hanno fatto la grande scoperta che essa si trova agli antipodi di dove i pi\u00f9 pensano di cercarla, la inseguono, la assediano: nelle prove affrontate e superate con animo lieto, con cuore puro, con retta intenzione.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 mettono ogni cura nell&#8217;evitare le difficolt\u00e0, le prove, le sofferenze, convinti che la felicit\u00e0 si trovi nella direzione opposta: e sbagliano. Coloro i quali hanno fatto l&#8217;esperienza di accogliere le prove con la giusta disposizione di spirito, al contrario, si sono accorti che l\u00ec, e proprio l\u00ec, si trova l&#8217;oggetto del desiderio universale, questa elusiva felicit\u00e0 di cui tutti parlano, che tutti vorrebbero afferrare per un lembo e tenere gelosamente presso di s\u00e9, cos\u00ec come l&#8217;avaro non vorrebbe mai pi\u00f9 doversi staccare dai propri tesori.<\/p>\n<p>Detto cos\u00ec, sembrerebbe quasi un paradosso: suona molto simile al dire che la ricchezza si trova presso colui che \u00e8 ricco, o la saggezza, presso colui che \u00e8 saggio; ma se gli uomini avessero gi\u00e0, in se stessi, la capacit\u00e0 di trasformare la sofferenza in gioia, allora &#8212; cos\u00ec, almeno, pu\u00f2 sembrare &#8212; non vi sarebbe pi\u00f9 nemmeno il bisogno di cercare la felicit\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;avremmo gi\u00e0 in tasca. Sarebbe come dire che, per non aver fame, basta mangiare: questo \u00e8 evidente; ma come pu\u00f2 sfamarsi, colui che non ha neanche un pezzo di pane da mettere in bocca? Come si pu\u00f2 dare una pacca sulla spalla a colui che soffre, e licenziarlo dicendogli semplicemente: \u00abVa&#8217;, caro amico, va&#8217; in pace e stai contento\u00bb?<\/p>\n<p>Eppure, il paradosso si scioglie e diventa una verit\u00e0 accessibile a chiunque, non appena si aggiunga che l&#8217;uomo, da solo, non \u00e8 capace di trasformare la sofferenza in serenit\u00e0 e in gioia, il dolore in pace dell&#8217;anima e consolazione; ma che egli lo pu\u00f2 fare con l&#8217;aiuto di Dio, e offrendo a Dio la propria sofferenza, con umilt\u00e0 e semplicit\u00e0, deponendo l&#8217;orgoglio e il falso pudore, secondo le divine parole del Maestro: \u00abIo sono la vera vite, e il Padre mio \u00e8 il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota, perch\u00e9 porti ancora pi\u00f9 frutto. [&#8230;] Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 dar frutto da se stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec anche voi sede non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi resta unito a me produce molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sar\u00e0 dato\u00bb (Giov. 15, 1-7).<\/p>\n<p>Da tutto ci\u00f2 deriva una ovvia conseguenza: noi abbiamo dimenticato che cosa sia la felicit\u00e0, perch\u00e9 ci siamo allontanati da Dio, e ci siamo dati a cercarla, sempre pi\u00f9 affannosamente, l\u00e0 dove essa non si trova, perch\u00e9 lontano da Lui non vi \u00e8 alcun bene per l&#8217;uomo, ma solo illusioni di bene, che presto o tardi lo stancano, lo nauseano o lo tradiscono; per cui \u00e8 necessario rieducare l&#8217;uomo alla felicit\u00e0. Anche questo sembrerebbe un paradosso, dal momento che viviamo nell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;edonismo per eccellenza: si direbbe che mai, come al giorno d&#8217;oggi, gli uomini singolarmente presi, e anche la societ\u00e0 nel suo insieme, abbiano posto il fine dell&#8217;esistenza nella ricerca del piacere e della felicit\u00e0 (apparente), e mai si siano altrettanto impegnati nel conseguimento di un tale fine; eppure mai come oggi ne sono stati lontani, e di ci\u00f2 si sono sempre pi\u00f9 scoraggiati, fino a precipitare nelle torbide paludi dell&#8217;amarezza e della disperazione.<\/p>\n<p><em>Rieducare l&#8217;uomo alla felicit\u00e0: ecco il nostro prossimo compito!<\/em> Mostrare dove essa si trova, come la si pu\u00f2 raggiungere; e ci\u00f2, dopo aver mostrato dove essa <em>non<\/em> si trova, e per quali vie <em>non<\/em> la si potr\u00e0 mai raggiungere, per quanto invitanti e promettenti esse possano apparire in un primo momento e per quanto sforzi si facciano per inseguirla e afferrarla.<\/p>\n<p>Ci piace riportare, a questo proposito, una pagina dello psicologo spagnolo Narciso Irala, padre gesuita (nato il 7 febbraio 1896 e morto il 13 aprile 1988), gi\u00e0 missionario in Asia e autore di un aureo libretto &#8212; libretto per modo di dire: sono 300 pagine di testo &#8212; che si pu\u00f2 considerare un vero gioiello, per chiarezza e lucidit\u00e0 di esposizione, ovvero un classico dimenticato, o non sufficientemente conosciuto, che meriterebbe di essere riletto da quanti sono interessati al presente argomento (da: N. Irala, <em>Il controllo del cervello e delle emozioni<\/em>; titolo originale: <em>Control cerebral y emozional<\/em>, Bilbao, Editorial El Mensajero del Corazon de Jesus. Apartado 73; traduzione dalla 58a edizione spagnola corretta e ampliata di Carlo Cumano; ultima edizione italiana riveduta e corretta dalla Prof. Lidia Cavaliere, Roma, Edizioni Paoline, 1967, pp. 23-25; 31-32):<\/p>\n<p><em>La facciata del palazzo dove dimora la pseudo-felicit\u00e0, o felicit\u00e0 apparente, ostenta piaceri, ricchezze, diversivi e via dicendo. Non \u00e8 l\u00ec la felicit\u00e0. Dall&#8217;interno del palazzo echeggiano senza posa queste voci: Vuoto, Inquietudine, Nausea. La ricchezza non basta a soddisfare; non bast\u00f2 a soddisfare gli ottanta milionari che in un anno morirono suicidi negli Stati Uniti. Non \u00e8 possibile confondere il piacere con la felicit\u00e0; molti sono coloro che, per volerlo fare, si danno al vizio e vi trovano soltanto abiezione, disgusto, rimorso, more immatura e, forse, eterna dannazione. I piaceri smodati non appagano nessuno; una quantit\u00e0 di giovani sente il vuoto d&#8217;una vita priva d&#8217;ideali, che occorrerebbe riempire con la soddisfazione del dovere compiuto, del sacrificio volontario ad una nobile causa. Essi preferiscono mascherare quel vuoto sotto uno spesso strato di diversivi, imbottito di volgare ilarit\u00e0 e di sfrenata agitazione. Non \u00e8 quella la via che conduce alla felicit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La felicit\u00e0 vera pu\u00f2 esser raffigurata come &quot;una nobile Dama, tranquilla e riservata, che risiede nel castello dell&#8217;anima e conosce i suoi tesori e li accresce e li gusta. Sovente ella si lascia vedere al di fuori, attraverso le finestre del volto e mostra il sorriso, sfolgorante abbigliamento della creatura ragionevole, del quale non si possono ornare n\u00e9 gli animali n\u00e9 i fiori pi\u00f9 belli&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>La felicit\u00e0 gioca a rimpiattino. Si nasconde quando la cerchiamo per egoismo e ci si mostra quando, dimentichi di noi stessi, ci rivolgiamo a quanto c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9 nobile: il dovere, la virt\u00f9, il bene del prossimo, Dio. Gli avvenimenti la sfiorano appena. Poich\u00e9 se da essi gli stolti traggono disperazione e tristezza, i saggi, invece, ne traggono rassegnazione, pace, allegria. Infatti \u00e8 nella base o essenza di ogni essere e di ogni avvenimento che l&#8217;anima felice scopre ci\u00f2 che d\u00e0 loro unit\u00e0 e valore: il fine nobilissimo di aiutarci a glorificare il Creatore, infinitamente buono e bello e di unirci a Lui con perfetta felicit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>In questa s distinguiamo dalla felicit\u00f2 chiassosa, falsa e volgare, la felicit\u00e0 intima, calma e profonda, basata sulla nobilt\u00e0; ne proponiamo tre meccanismi psichici, o fattori animici, che sono il pensare, il volere e il sentire; ne esponiamo quindi il complemento fisiologico nella espressione esteriore del sorriso; e dopo che l&#8217;avremo brevemente spiegata, ne trarremo una formula schematica.<\/em><\/p>\n<p><em>La felicit\u00e0 \u00e8 nobile. Non v&#8217;\u00e8 felicit\u00e0 vera nel vizio, nell&#8217;abiezione, nei piaceri illeciti; la soddisfazione che questi procurano dura quanto un lampo, mentre che ad essi segue durer\u00e0 ancora a lungo.<\/em><\/p>\n<p><em>Le intime ansie di vera grandezza, come la vera morale, ne vengono inibite o contrastate.<\/em><\/p>\n<p><em>N\u00e9 la felicit\u00e0 si pu\u00f2 basare sulle ricchezze, sui piaceri, sul potere. Questi possono solo favorire temporaneamente tendenze meno nobili, ma non possono offrire alla coscienza una realt\u00e0 che la soddisfi. Chi aspirava a 100, una volta ottenuto, anela a 10.000 e poi a 100.000. La soddisfazione che a mano a mano ne ha ricevuto \u00e8 stata superficiale e passeggera ed ha lasciato vuoto lo strato pi\u00f9 profondo dell&#8217;anima. Molti milionari, sentendo questo vuoto, od oppressi dalle preoccupazioni, rimpiangono gli anni ella loro faticosa giovent\u00f9. Spesso c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 pace e gioia tra i poveri, non in miseria, che tra i ricchi e i potenti.<\/em><\/p>\n<p><em>La felicit\u00e0 \u00e8 tranquilla e raccolta. La felicit\u00e0 vera non si trova nell&#8217;agitazione e nel disordine; si trova nel pi\u00f9 intimo dell&#8217;essere ragionevole e consiste in una soddisfazione profonda, basata su di una pace che nulla pu\u00f2 turbare. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Non sono gi avvenimenti che procurano la felicit\u00e0; un medesimo evento, infatti, \u00e8 occasione per gli uni di rassegnazione, di pace, di gioia, e per gli altri di tristezza, di disperazione.<\/em><\/p>\n<p><em>va cercando la felicit\u00e0 nel vizio, nella vanit\u00e0, nel disordine, ossia dove non \u00e8, dovr\u00e0 cominciare col rimettersi sulla via del dovere e della virt\u00f9; le letture di educazione morale ed ascetica lo guideranno nella giusta direzione. In questo libro ci proponiamo di venire in aiuto a quegli uomini di buona volont\u00e0 che, pur camminando sulla retta via, non sono felici quanto dovrebbero, perch\u00e9 non comprendono, o non sanno opportunamente usare, i meccanismi psichici atti a procurar loro unit\u00e0 e pienezza di vita nel momento presente.<\/em><\/p>\n<p><em>Alcuni mancano di chiarezza e di precisione nelle percezioni sensorie; non si rendono esatto conto di ci\u00f2 che vedono e di ci\u00f2 che fanno, non permettono ch&#8217;entrino in loro la pace, la gioia, il godimento estetico. Altri si dimostrano incapaci d&#8217;ottenere il riposo, la profondit\u00e0 di pensiero, il piacere e l&#8217;efficienza che procura un ben ordinato lavoro mentale, per eccessiva stanchezza o per distrazione mentale. Altri ancora sono dominati da un senso d&#8217;irresolutezza e d&#8217;incostanza, non si sanno valere della forza immensa della volont\u00e0. Molti, infine, si rendono schiavi di antipatie, di ripugnanze, di attrazioni, di inclinazioni che li distolgono dal loro dovere; patiscono di malinconie, di timori, di sofferenze esagerate; il meccanismo emotivo in essi non funziona. Sar\u00e0 dunque opportuno che facciamo la conoscenza di queste quattro facolt\u00e0, o meccanismi psichici, per metterci in grado di controllare e di accrescere la nostra felicit\u00e0. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>La stanchezza, la debolezza, il malessere, non sono dovuti all&#8217;immaginazione del paziente. Costituiscono una malattia vera e penosa, che, in genere, non ha cause organiche, ma psichiche. Difficilmente viene compresa da coloro che non ne soffrono. Perci\u00f2 chi ne va soggetto non speri nella comprensione altrui: si risparmier\u00e0 profonde delusioni.<\/em><\/p>\n<p>Certo, sono concetti molti semplici: almeno in apparenza. Ma la verit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 semplice di quel che non si creda; e la ragione naturale, quasi sempre alleata del buon senso (inteso nel significato migliore dell&#8217;espressione), ci indicherebbe, se noi non fossimo completamene sviati, la giusta direzione da tenere nel cammino della vita. In effetti, la ragione si \u00e8 rivolta contro di noi, per il cattivo uso che ne abbiamo fatto, a partire da quando abbiamo deciso di doverla separare nettamente dalla fede, e, infine, di doverla contrapporre alla fede, quasi che sia cosa impossibile conciliare le due dimensioni, quella razionale e quella religiosa, e quasi che solo la prima sia suscettibile di darci le risposte che cerchiamo, grazie al suo carattere di oggettivit\u00e0 e dimostrabilit\u00e0. Quanta cattiva filosofia, quanto esistenzialismo d&#8217;accatto, quante compiaciute sofisticherie, quanto nichilismo strisciante, quanto relativismo interessato e furbesco, mirante a scusare tutti i nostri vizi, le nostre cattive tendenze, hanno sepolto la nostra sana ragione naturale, ed estromesso la fede dal palazzo della nostra anima! E in cambio di che cosa, poi? Ci siamo forse avvicinati d&#8217;un passo ad una maggiore comprensione delle cose, del mondo, degli altri, o anche solamente di noi stessi? O non \u00e8 forse vero il contrario: che ce ne siamo allontanati in progressione esponenziale, quanto pi\u00f9 ci siamo affidati ai cattivi consigli di questa ragione malata, asfittica, presuntuosa, disconoscendo il ruolo della volont\u00e0 e della sensibilit\u00e0 e gettando via da noi, come cosa inutile e perfino molesta, quella facolt\u00e0 razionale che oltrepassa la ragione stessa, ma senza negarla, e che si concilia con essa, fin dove le loro strade procedono parallele, rafforzando, anzi, i giudizi della ragione naturale, ampliando la nostra prospettiva e potenziando la nostra facolt\u00e0 visiva?<\/p>\n<p>Dobbiamo, perci\u00f2, ripartire da zero; dobbiamo rieducarci alla felicit\u00e0, come dei bambini che non sanno nulla: peggio, come dei bambini viziati che hanno scambiato la soddisfazione dei loro capricci e delle loro fugaci fantasie per ci\u00f2 che di pi\u00f9 alto esiste al mondo e per ci\u00f2 che di pi\u00f9 nobile e prezioso si pu\u00f2 ottenere dalla vita. Ci vuole, innanzitutto, un bagno di umilt\u00e0 e un ritorno al buon senso istintivo dei nostri nonni, che vivevano sereni anche nel poco, n\u00e9 si affliggevano, come noi, per la smania di avere sempre di pi\u00f9. Dobbiamo spezzare le catene del diabolico consumismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo \u00e8 fatto per la gioia, per la felicit\u00e0, pur passando attraverso la sofferenza, anzi, proprio passando attraverso di essa; e non c&#8217;\u00e8 assolutamente niente di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28386","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28386","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28386"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28386\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28386"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28386"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28386"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}