{"id":28379,"date":"2016-07-06T04:39:00","date_gmt":"2016-07-06T04:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/06\/ricucire-la-scissione-fra-la-morale-e-i-costumi-e-la-sola-via-per-ritrovare-pace-ed-equilibrio\/"},"modified":"2016-07-06T04:39:00","modified_gmt":"2016-07-06T04:39:00","slug":"ricucire-la-scissione-fra-la-morale-e-i-costumi-e-la-sola-via-per-ritrovare-pace-ed-equilibrio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/06\/ricucire-la-scissione-fra-la-morale-e-i-costumi-e-la-sola-via-per-ritrovare-pace-ed-equilibrio\/","title":{"rendered":"Ricucire la scissione fra la morale e i costumi \u00e8 la sola via per ritrovare pace ed equilibrio"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo moderno \u00e8 angosciato; l&#8217;uomo moderno \u00e8 impotente; l&#8217;uomo moderno \u00e8 infelice: per trovare una possibile via d&#8217;uscita da un tale vicolo cieco, \u00e8 indispensabile capire donde abbiamo tratto origine la sua angoscia, la sua impotenza e la sua infelicit\u00e0. Ebbene, non crediamo di andare molto lontano dal vero, indicando tale origine nella scissione, sempre pi\u00f9 grave, e della quale l&#8217;uomo moderno non \u00e8 pi\u00f9 nemmeno consapevole, fra la sua morale e i suoi costumi.<\/p>\n<p>Si prenda il caso del gerarca nazista, del &quot;medico&quot; di Auschwitz, che usa i prigionieri come altrettante cavie umane per i suoi diabolici esperimenti, o dell&#8217;aguzzino SS che ordina di fucilare donne e bambini in un villaggio russo appena conquistato. A casa, probabilmente, \u00e8 un marito per bene, forse un padre esemplare; nella vita civile, un lavoratore onesto e coscienzioso; e non \u00e8 nemmeno escluso che ami gli animali, che non si dimentichi mai di controllare che vi sia il mangime nella vaschetta del suo canarino, o di portare il suo cane da passeggio a fare il suo giretto quotidiano fino al parco pi\u00f9 vicino, per correre e saltare liberamente, divertendosi a lanciargli degli oggetti che lui deve riprendere e portargli fra i denti. Insomma: nulla, o quasi nulla, nelle sue abitudini di vita, lascerebbe sospettare che si tratti d&#8217;un uomo capace di perseguitare a morte i suoi simili, senza provare alcun rimorso, semplicemente eseguendo gli ordini dei superiori. Che cosa si deduce da tutto ci\u00f2? Che in molti uomini moderni si \u00e8 verificata una completa scissione tra la sfera della morale e quella dei costumi; che esiste un abisso incolmabile fra ci\u00f2 che essi ritengono moralmente giusto o sbagliato, e ci\u00f2 che appartiene alla sfera pratica della loro vita.<\/p>\n<p>Fino a qualche tempo esisteva una stretta sinergia fra le due sfere. I costumi di una societ\u00e0 erano, press&#8217;a poco, l&#8217;insieme delle norme e dei comportamenti morali universalmente accettati; e i membri della societ\u00e0 si sforzavano di comportarsi secondo il codice morale riconosciuto. Se qualcuno trasgrediva, diveniva oggetto di riprovazione e di censura, e, anche se sfuggiva alla legge degli uomini, veniva socialmente emarginato. Un po&#8217; alla volta, per\u00f2, le cose sono cambiate. Da quando la morale laica si \u00e8 sostituita a quella religiosa, la societ\u00e0 ha rivisto molte delle sue convinzioni e delle sue antiche certezze, e ha elaborato un nuovo codice etico, basato non sui bisogni della vita e sulla necessit\u00e0 di soddisfarli e proteggerli, ma su delle &quot;idee&quot; astratte, pescate, prevalentemente, nel gran calderone dei &quot;diritti, pi\u00f9 o meno universali, pi\u00f9 o meno originari e imprescrittibili. Non \u00e8 pi\u00f9 giusto quel che \u00e8 moralmente giusto, ma quel che la mentalit\u00e0 moderna giudica che sia tale, eliminando ogni riferimento al peccato, alla trascendenza, alla legge divina, e proclamando la liceit\u00e0 degli istinti, i quali, vendo dalla &quot;natura&quot;, <em>devono<\/em> essere buoni, visto che la anche natura lo \u00e8.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima affermazione non viene dimostrata, ma data per auto-evidente: lo ha detto Rousseau, lo hanno detto i <em>philosophes<\/em> del XVIII secolo, e, alla fine, l&#8217;idea si \u00e8 radicata nel nostro immaginario collettivo, anche se nessuno si \u00e8 mai preso la briga di argomentarla e di provarla. I costumi, di conseguenza, sono stati radicalmente modificati: non sono pi\u00f9 essi che devono adeguarsi alla morale, ma la morale che deve adeguarsi ai costumi. Ma pu\u00f2 anche darsi il caso che le questioni morali non siano pi\u00f9 nemmeno percepite come tali, dal momento che tutto si ridice a soddisfazione di bisogni, s\u00ec, ma non reali e necessari, bens\u00ec sempre pi\u00f9 artificiali. Una donna che vuole diventare madre a 65 anni, o un uomo che vuol diventare padre a 73 anni, non ritengono di dover affrontare una questione di carattere morale, ma solo di carattere tecnico e giuridico. L&#8217;importante \u00e8 trovare un laboratorio che pratichi la fecondazione eterologa, ed un magistrato che consenta loro quella operazione. Per il resto, non immaginano neppure che sia un problema: se desiderano quel figlio, evidentemente \u00e8 perch\u00e9 lo amano; e dunque, chi potrebbe essere tanto cattivo da voler mettere loro i bastoni fra le ruote? Ecco un esempio di come la morale scompare e si scioglie nel costume: fra qualche decennio, tale sar\u00e0 divenuto il costume normale, e di casi del genere non si parler\u00e0 nemmeno, perch\u00e9 saranno diventati la regola.<\/p>\n<p>Prendiamo un altro caso, ancora pi\u00f9 quotidiano, e, in apparenza, pi\u00f9 semplice e banale. Una donna, felicemente sposata e con figli gi\u00e0 grandicelli, esce di casa in una calda giornata d&#8217;estate: e, siccome fa davvero caldo, si veste il minimo indispensabile; per essere pi\u00f9 precisi, si sveste secondo il suo talento, aggiungendo, al fatto pratico di sentirsi fresca, il sottile piacere della seduzione, per far vedere a tutti che \u00e8 ancora bella, desiderabile, eccetera, nonostante l&#8217;et\u00e0 non pi\u00f9 giovanissima. Insomma, se ne va per la strada acconciata e truccata in maniera provocante. Non pensa, per\u00f2, di far niente di strano, meno ancora di far qualcosa di poco bello o di poco pulito: la signora difficilmente ammetterebbe di essersi abbigliata a quel modo per stuzzicare il prossimo; preferisce raccontare a se stessa un&#8217;altra verit\u00e0 (o mezza verit\u00e0), e cio\u00e8 che desidera piacersi, sentirsi bene col suo corpo, cosa che ha l&#8217;apparenza di una maggiore &quot;innocenza&quot;. E poi, si sa, il corpo di ciascuno \u00e8 una sua propriet\u00e0, della quale pu\u00f2 disporre liberamente, senza dover rendere conto agli altri. Qualcuno si sentir\u00e0 provocato, turbato? Peggio per lui: \u00e8 affar suo; non \u00e8 cosa che riguardi la nostra giovanile e simpatica signora. Una volta si diceva che certi comportamenti erano &quot;poco seri&quot;, che erano da &quot;civetta&quot;, e che non si addicevano alle persone dopo che avessero passato i quarant&#8217;anni; ma oggi, con l&#8217;allungamento della vita media e, soprattutto con il dilagare delle filosofie edoniste, del narcisismo, del principio del <em>carpe diem<\/em> (inteso in senso alquanto grossolano), nessuno dice o pensa pi\u00f9 nulla del genere: la donna sta semplicemente esercitando i suoi diritti, primo dei quali \u00e8 il diritto a disporre di s\u00e9, a sentirsi viva, a piacersi, a sentirsi a proprio agio con ci\u00f2 che indossa e su come lo indossa; insomma, a farsi norma e misura delle proprie scelte. Nessun principio superiore: nessuna morale in senso tradizionale, nessun punto di vista che si collochi al di sopra dei contrastanti desideri e delle passioni soggettive di ciascuno. Del resto, \u00e8 probabile che il marito di quella signora non solo non provi imbarazzo, ma sia lusingato di veder sua moglie che se ne va in giro in abbigliamento provocante: gode al pensiero del desiderio e dell&#8217;invidia che gli altri uomini proveranno; e persino i suoi figli, forse, saranno fieri della loro mamma, &quot;libera&quot; ed &quot;emancipata&quot;. A riprova del fatto che i costumi hanno completamente assorbito e cancellato la morale.<\/p>\n<p>Se si \u00e8 arrivati a questo, \u00e8, lo ripetiamo, perch\u00e9 la morale, a un certo punto, si \u00e8 ideologizzata, si \u00e8 distaccata dalle cose, dalla vita: \u00e8 divenuta un fatto di testa, una pretesa dei filosofi, un imperativo categorico kantiano. Ma Kant non ha mai saputo spiegare quel suo: <em>Tu devi<\/em>; per cui non vi \u00e8 da meravigliarsi se il <em>Tu devi<\/em> si \u00e8 completamente rovesciato e prescrive alle persone, oggi, di comportarsi in maniera pressoch\u00e9 opposta a come si comportavano i loro genitori e i loro nonni. Scissione fra morale e costumi, astrattezza della morale, banalizzazione dei costumi: nella societ\u00e0 di massa, anche i costumi si sono massificati, e hanno digerito la morale come il coccodrillo digerisce la preda che ha catturato sulla riva del fiume.<\/p>\n<p>Dell&#8217;esistenza di una tale scissione era profondamente convinto Marcel De Corte, il grande pensatore controcorrente, cattolico e antimoderno, e pertanto &#8211; oggi ancor pi\u00f9 che non lo fosse al suo tempo &#8211; politicamente scorretto, addirittura impresentabile; e, infatti, non lo si presenta mai, e la stessa cultura cattolica pare che se ne vergogni, a tal punto ne ha rimosso e cancellato perfino il ricordo. La sua riflessione su questo argomento ha raggiunto vertici di profondit\u00e0 e di finezza, ed \u00e8 degna di stare al pari delle pagine pi\u00f9 alte dei maggiori moralisti e psicologi di tutti i tempi.<\/p>\n<p>Ci piace riportare qui il passaggio centrale del suo ragionamento, svolto in un libro dedicato al suo amico Gustav Thibon, noto come il &quot;filosofo contadino&quot;, il quale, per primo, aveva intuito come la radice del male risieda nel divorzio fra morale e costumi, verificatasi nella civilt\u00e0 europea a partire dall&#8217;illuminismo (da: Marcel De Corte, <em>Incarnazione dell&#8217;uomo. Psicologia dei costumi contemporanei<\/em> (titolo originale: <em>Incarnation de l&#8217;homme. Psychologie des moeurs contemporaines<\/em>, Paris, Librairie de M\u00e9dicis, 1942; Bruxelles, Editions Universitaires, 1944; traduzione dal francese di Giuliana Ferrari Sborgi, Cremona, Morcelliana Editrice, 1949, pp. 69; 71-73):<\/p>\n<p><em>Non vi \u00e8 fenomeno pi\u00f9 angoscioso della CRESCENTE SEPARAZIONE a cui assistiamo dal XVIII secolo TRA LA MORALIT\u00c0 E I COSTUMI dell&#8217;uomo. Questa tesi, che prendiamo in prestito a Gustavo Thibon, ci d\u00e0 la chiave di tutti i problemi antropologici di oggi.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ci d\u00e0 proprio un senso di pena rappresentarci questo stato di scisma profondo che progressivamente invade tutti i generi di attivit\u00e0 di cui l&#8217;uomo \u00e8 capace, il quale solva con una traccia indelebile, gli aspetti cos\u00ec complessi e svariati della condotta umana che si usano riassumere col termine di CIVILT\u00c0. Noi sentiamo, con una certezza spaventosa, che nell&#8217;uomo c&#8217;\u00e8 &quot;qualche cosa&quot; di guasto, che &quot;nulla marcia pi\u00f9&quot;, che stiamo toccando il fondo di un gorgo oscuro cosparso dei rottami di un mondo infranto; sperimentiamo fino alla nausea ed in un subisso di equivoci, LA DISGIUNZIONE, FATALE PER L&#8217;ESSENZA UMANA, DELL&#8217;INTELLETTUALE E DEL VITALE; l&#8217;energia dello spirito e quella della vita si ergono quali idoli famelici a cui si offrono, apertamente o in segreto, dei sacrifici sanguinosi; ma non riusiamo pi\u00f9 a dominare, con uno sguardo limpido, gli avvenimenti spettacolosi che trascinano il mondo da vari secoli, e che lanciano nelle direzioni pi\u00f9 diverse il brulicame umano un balia del disordine. Si pu\u00f2 appellarsi alle ragioni pi\u00f9 evidenti per spiegare questa universale metamorfosi e questa totale impotenza: non ve n&#8217;\u00e8 alcuna che colpisca nel segno pi\u00f9 della SCISSIONE TRA LA MORALE ED I COSTUMI. E noi non ce ne accorgiamo! Non ce ne accorgiamo, PERCH\u00c9 LA VIVIAMO, perch\u00e9 \u00e8 diventato lo stato abituale dell&#8217;uomo di oggi e perch\u00e9, separando il pensiero dalla vita, essa ci impedisce quel ritorno al sano apprezzamento dei fatti che solo l&#8217;unit\u00e0 vissuta di morale e costumi pu\u00f2 permettere! Di qui deriva la debolezza, l&#8217;inerzia e l&#8217;animosit\u00e0 &#8212; poich\u00e9 ogni animosit\u00e0 fine a se stessa \u00e8 destinata ad impoverirsi e a irrigidirsi &#8212; dei giudizi espressi circa la situazione attuale dell&#8217;uomo: siamo incapaci di GIUDICARE l&#8217;umanit\u00e0 contemporanea, perch\u00e9 l&#8217;etica che adottiamo si \u00e8 staccata dalle necessit\u00e0 vitali di ogni genere che normalmente ci costringono, e perch\u00e9 a loro volta gli imperativi della vita concreta, privati della loro legislazione razionale, indeboliti e deformati, si sono corrotti senza rimedio. Teniamo in mani i principi dell&#8217;ordine, della giustizia, della coscienza, della libert\u00e0 ecc., li impugniamo anche tutti i momenti, ma abbiamo la sensazione confusa di quanto siano tenui, fragili ed inconsistenti per saper tener dietro alla concretezza dell&#8217;azione. I tentativi di razionalizzazione, in campo morale e sociale, succedutisi da due o tre secoli, da un capo all&#8217;altro del pianeta, con l&#8217;ipocrisia della parola o con la brutalit\u00e0 del terrore, hanno dimostrato storicamente e senza dubbio in modo definitivo che un&#8217;etica, la quale si sua staccata dalle necessit\u00e0 della vita, \u00e8 afflitta da paralisi e falsit\u00e0. In modo parallelo anche le necessit\u00f2 della vita che un tempo erano spontaneamente accettate, si sono deteriorate, deviate o stroncate; niente si effettua pi\u00f9 per spontaneo scaturimento, e, naturalmente, con una incoscienza spaventosa se non il male, e nel suo grado pi\u00f9 animalescamente basso: n\u00e9 la vita, n\u00e9 il pensiero, n\u00e9 i costumi, n\u00e9 la morale ci possono oggi fornire un criterio di azione: un movimento di oscillazione pendolare fa ondeggiare l&#8217;uomo moderno da una moralit\u00e0 malsicura a dei costumi che non hanno consistenza, e questo essere impoverito, decaduto, crede di poter ritrovare la purezza umana perduta, fermando questa oscillazione con la soppressione di uno dei due poli di attrazione: la vita si esalta uccidendo lo spirito, lo spirito si innalza soffocando la vita! L&#8217;uomo cos\u00ec \u00e8 arrivato ai nostri giorni allo stato di povert\u00e0 FRANTUMATA che egli camuffa sotto il termine di rinascimento e ricchezza umana!<\/em><\/p>\n<p><em>La condotta quotidiana dell&#8217;uomo moderno ci offre una immagine sorprendente della sua posizione: da una parte la moralit\u00e0, dall&#8217;altra i costumi non arrivano pi\u00f9 a congiungersi in una unit\u00e0 vivente. Ecco un onesto borghese tormentato di continuo dalle idee di libert\u00e0, uguaglianza, fraternit\u00e0 sognare una splendida Salento [?] dove, sotto l&#8217;effetto di un magico razionalismo, regnerebbe la trinit\u00e0 del vero, del bello e del bene, e dove, con il trionfo delle sue concezioni politiche, essendo appianati tutti i conflitti sociali, il popolo ormai felice, liberato da ogni costrizione, seguirebbe placidamente la strada maestra di una media moralit\u00e0. Ma per incosciente debolezza, rifiuta il peso di tirare su bambini; se \u00e8 funzionario, e con la stessa incoscienza, eseguisce il suo compito assai meno per il bene della comunit\u00e0 che non per la ricompensa che ne deriva, e che accresce i suoi agi; le preoccupazioni per la collettivit\u00e0 non oltrepassano in lui i limiti della famiglia, o del circolo politico a cui appartiene; \u00e8 generoso fintanto che lo spettacolo della sofferenza ferisca la sua delicata sensibilit\u00e0; un simile tipo d&#8217;uomo \u00e8 oggi esteso ad un numero infinito di esemplari. Si potrebbero far variare le idee di cui si diletta, sostituirle con altre anche opposte. Il suo atteggiamento concreto non varierebbe molto. Possiede una morale ideologica qualsiasi che per\u00f2 non scende pi\u00f9 in gi\u00f9 del suo cervello; la sua etica \u00e8 tanto pi\u00f9 pura, quanto pi\u00f9 \u00e8 incapace di prender corpo nella sua vita particolare; possiede dei costumi, ma tentennanti, gi\u00e0 in rovina, nei quali sussiste solo ci\u00f2 che comunemente si chiama integrit\u00e0 personale e che non va pi\u00f9 in su della sua vita vile ed egoista.<\/em><\/p>\n<p>Che altro aggiungere ad una analisi cos\u00ec precisa, cos\u00ec chiara e lungimirante? Certo, ai tempi di De Corte erano ancora inimmaginabili tutta una serie di pratiche, di &quot;diritti&quot;, di sentenze dei tribunali e di leggi approvate democraticamente dai parlamenti, che calpestano secoli e secoli di morale e di buoni costumi, e rivoltano come un guanto tutto ci\u00f2 che la societ\u00e0 credeva di sapere a proposito del bene e del male. Si direbbe che la pratica, oggi, comandi alla legge morale e che, se un certo numero di persone fa una certa cosa, quella cosa diventa automaticamente lecita. Non \u00e8 un grande progresso rispetto ai tempi del nazismo, quando gli ordini superiori facevano sentire moralmente giustificato colui che agiva in maniera contraria alla legge morale e ai buoni costumi. Oggi a dettar legge non \u00e8 pi\u00f9 il potere tirannico di un certo regime politico, ma il potere, altrettanto tirannico, ma pi\u00f9 insidioso, perch\u00e9 abilmente dissimulato, della stampa, del cinema, della pubblicit\u00e0, e, in definitiva, della opinione pubblica: concetto bislacco che equivale al nulla, perch\u00e9 l&#8217;opinione pubblica non \u00e8 che l&#8217;umore, instabile e disordinato, di una folla anonima, deresponsabilizzata e manipolata intellettualmente da oscuri poteri finanziari.<\/p>\n<p>Esiste una sola via che potrebbe consentirci di ritrovare la pace dell&#8217;anima e l&#8217;equilibrio che abbiamo perduto: quella che va nella direzione di ricucire lo strappo apertosi tra la sfera della morale e quella dei costumi. In altre parole bisogna tornare al primato della morale: ma non di una morale astratta, ideologica, fondata sui &quot;diritti&quot; individualistici ed egoistici dell&#8217;uomo, ma quella che nasce dalla volont\u00e0 di soddisfare i bisogni effettivi del singolo, armonizzandoli, il pi\u00f9 possibile, con il bene dell&#8217;intera societ\u00e0, o, perlomeno, evitando di creare un dissidio tra le due sfere, una insanabile contrapposizione tra quella del privato e quella del pubblico. Pertanto, si tratta di tornare ai bisogni autentici delle persone, separandoli nettamene da ci\u00f2 che \u00e8 capriccio o, peggio, vizio, e di tornare ad insegnare alle nuove generazioni il rispetto di un codice etico al quale i costumi e i comportamenti devono, per quanto possibile, inchinarsi e uniformarsi.<\/p>\n<p>O cercheremo di fare questo, oppure sar\u00e0 il caos.<\/p>\n<p>Sospettiamo, per\u00f2, fortemente che vi siano dei lucidi strateghi del caos, i quali, dietro la maschera delle buone intenzioni e del rispetto verso i &quot;diritti&quot; e gli &quot;istinti naturali&quot; dell&#8217;individuo, vogliono sospingere l&#8217;intera societ\u00e0 lungo la china inarrestabile dell&#8217;auto-distruzione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo moderno \u00e8 angosciato; l&#8217;uomo moderno \u00e8 impotente; l&#8217;uomo moderno \u00e8 infelice: per trovare una possibile via d&#8217;uscita da un tale vicolo cieco, \u00e8 indispensabile capire<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28379","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28379\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}