{"id":28378,"date":"2018-07-01T02:39:00","date_gmt":"2018-07-01T02:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/01\/ricostruire-la-civilta-sulle-rovine-dellamericanismo\/"},"modified":"2018-07-01T02:39:00","modified_gmt":"2018-07-01T02:39:00","slug":"ricostruire-la-civilta-sulle-rovine-dellamericanismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/01\/ricostruire-la-civilta-sulle-rovine-dellamericanismo\/","title":{"rendered":"Ricostruire la civilt\u00e0 sulle rovine dell&#8217;americanismo"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;americanismo, come abbiamo sostenuto pi\u00f9 volte, non \u00e8 la punta avanzata, ma la degenerazione, o per meglio dire, il cancro della civilt\u00e0 europea; e per dissimulare questa realt\u00e0, che sarebbe evidente se non venisse occultata da dense cortine fumogene, \u00e8 stata inventata la stupida espressione <em>civilt\u00e0 occidentale<\/em>, che non significa proprio niente, perch\u00e9 la civilt\u00e0 della quale noi siamo gli eredi, sia pure degeneri, \u00e8 la civilt\u00e0 europea, che ha le sue radici ideali nella Grecia e nella Roma antica, e, sotto il profilo spirituale, nel primo cristianesimo. Il quale, a sua volta &#8212; giova ricordarlo agli smemorati &#8211; era gi\u00e0 in larga misura una religione ellenizzata quando arriv\u00f2 in Europa, per cui anche dire che le radici della civilt\u00e0 europea sono cristiano-giudaiche \u00e8 una solenne sciocchezza, o, nel migliore dei casi, una mezza verit\u00e0, cio\u00e8 una mezza menzogna. L&#8217;Europa non ha niente a che fare con gli Stati Uniti sotto il profilo spirituale, morale, intellettuale; di mezzo c&#8217;\u00e8 la geografia, qualche migliaio di chilometri di Oceano Atlantico (mentre fra l&#8217;Europa e la Russia non c&#8217;\u00e8 un bel niente, anzi, la Russia \u00e8 parte integrante e assolutamente vitale dell&#8217;Europa, almeno fino ai Monti Urali); e, se moltissimi credono il contrario, ci\u00f2 accade perch\u00e9 scambiano l&#8217;imposizione dell&#8217;<em>american way of life<\/em> agli europei, per una specie di destino, o addirittura per una vocazione, mentre \u00e8 il risultato di una operazione economico-politica, gestita con la forza del denaro e degli eserciti, a danno dell&#8217;Europa e ad esclusivo vantaggio degli Stati Uniti. Per essere ancora pi\u00f9 precisi: ad esclusivo vantaggio della finanza ebreo-americana, di cui gli stessi Stati Uniti sono stati il primo terreno di conquista. Di fatto, l&#8217;Europa non aveva, e non ha, nulla di prezioso che possa ricevere dagli Stati Uniti; si limita ad importare i suoi prodotti e la sua propaganda, e ad indossare i suoi monili, agitandoli con entusiasmo puerile, come gli indigeni si adornavano con le collane e le perline di vetro colorato degli uomini bianchi, in cambio dei quali cedevano loro la propria terra, le risorse, la sovranit\u00e0. Pertanto, il rapporto fra Stati Uniti ed Europa \u00e8 di tipo puramente parassitario: come un tumore, appunto, che divora le cellule dell&#8217;organismo in cui s&#8217;\u00e8 sviluppato, e lo conduce alla morte.<\/p>\n<p>Ma, si dir\u00e0, questo pu\u00f2 esser vero, o plausibile, almeno in una certa misura, sul piano strettamente economico e commerciale, oltre che politico-militare: senza dubbio, gli Stati Uniti si servono dell&#8217;Europa per i loro fini, la dominano con la loro finanza, la usano come mercato per i loro prodotti, anche i peggiori, anche quelli di sfacciata propaganda (a cominciare dai film di Hollywood e da tantissime serie televisive), la spingono e la fomentano contro la Russia, per conservare la loro egemonia mondiale (che, comunque, non \u00e8 pi\u00f9 contesa loro dalla Russia, ma dalla Cina); e tuttavia, come negare la loro influenza anche sul piano culturale, letterario, artistico, per non parlare di quello scientifico e tecnologico? Noi, per\u00f2, non abbiamo negato affatto tale influenza; anzi, l&#8217;abbiamo additata come il problema pi\u00f9 grave che pende sul destino del&#8217;Europa: perch\u00e9 si tratta di vedere se tale influenza esercita, o ha mai esercitato, un qualche ruolo positivo nella vita della civilt\u00e0 europea, o se, anch&#8217;essa, si pu\u00f2 paragonare a un organismo parassita, che si attacca ad un organismo sano e ne succhia le energie vitali per le sue necessit\u00e0, determinandone, alla lunga, la malattia e la morte. Che cosa dunque ha ricevuto, o riceve tuttora, la civilt\u00e0 europea, dagli Stati Uniti? In che cosa gli Stati Uniti hanno dato un contributo costruttivo alla sua civilt\u00e0? Se si osservano e si giudicano le cose in maniera spassionata, difficilmente si arriver\u00e0 ad una conclusione diversa da questa: gli Stati Uniti hanno preso, ma ci\u00f2 che hanno dato \u00e8 stato sempre, o quasi sempre, di segno negativo: hanno introdotto rilassatezza, dubbi, confusione, disordini d&#8217;ogni tipo, dal piano culturale a quello sessuale, dall&#8217;ambito religioso a quello strettamente intellettuale. Gli Stati Uniti non hanno dato all&#8217;Europa la loro giovinezza, perch\u00e9 non sono mai stati una nazione giovane (con buona pace di tutti gli americanisti nostrani, Vittorini e Pavese in testa), ma nata gi\u00e0 vecchia, perch\u00e9 nata da un disegno della massoneria in funzione squisitamente economica e finanziaria, e perch\u00e9 macchiata da due vergogne inestinguibili, la schiavit\u00f9 dei negri e il genocidio dei pellerossa. Nessuna spiritualit\u00e0, nessuna idealit\u00e0, nessuno slancio disinteressato verso alcunch\u00e9: il dollaro, ed esclusivamente il dollaro e tutto ci\u00f2 che produce dollari, questa \u00e8 stata, ed \u00e8 pi\u00f9 che mai, la cosiddetta civilt\u00e0 americana. Potremmo anche chiamarla la civilt\u00e0 dell&#8217;usura, sulle orme di un illustre americano, che queste cose le aveva capite anche troppo bene, Ezra Pound: quella che sarebbe diventata, per degenerazione, anche la civilt\u00e0 europea, se non ci fosse stato il correttivo del cristianesimo cattolico, che le ha sbarrato la strada, l&#8217;ha incanalata, l&#8217;ha addolcita, l&#8217;ha confinata entro limiti precisi, per secoli e secoli; e se infine anche in Europa essa ha trionfato, \u00e8 stato appunto perch\u00e9 l&#8217;Europa \u00e8 caduta nell&#8217;orbita degli Stati Uniti e ne \u00e8 divenuta un misero satellite, e sia pure un satellite di lusso. Ma di suo, quel che la cultura americana ha dato all&#8217;Europa, non \u00e8 stato altro che prodotti di risulta della stessa civilt\u00e0 europea: quel poco di buono che si \u00e8 sviluppato nella cultura americana viene dall&#8217;Europa, tutto il resto \u00e8 una creazione originale.<\/p>\n<p>La colonizzazione americana dell&#8217;Europa, come \u00e8 noto, ha avuto inizio nel 1917, con l&#8217;arrivo degli eserciti statunitensi per l&#8217;ultimo atto della prima guerra civile europea (quella del 1914-18); ed \u00e8 culminata a partire dal 1943-44, con la seconda, e stavolta definitiva, invasione del nostro continente, in occasione della seconda guerra civile europea. Da allora, l&#8217;Europa non si \u00e8 pi\u00f9 scrollata di dosso, non solo la tutela politica e militare americana, non solo la supremazia economica e finanziaria americana, ma neanche l&#8217;incontrastata supremazia culturale americana, dalla letteratura al cinema, dalle arti figurative alla musica leggera. E l&#8217;umiliazione della nostra sudditanza appare evidente dal modo in cui noi stessi ci raccontiamo questa storia: dal modo in cui, per esempio, nei nostri licei e nelle nostre universit\u00e0, si presentano come progrediti, illuminati, ispirati, quegli scrittori, come appunto Pavese e Vittorini, i quali fin dagli anni &#8217;30 del Novecento si diedero a imitare lo stile e i temi di Hemingway e Dos Passos e, soprattutto, importarono l&#8217;improbabile mito della frontiera e della &quot;libert\u00e0&quot; americana, mentre si passano sotto silenzio, o si ricordano in fretta e con una punta (o pi\u00f9 di una punta) di dispregio, gli scrittori italiani ed europei, i quali tentarono, per l&#8217;ultima volta, di far appello alle radici, alle tradizioni, alle energie dell&#8217;Europa: da Papini a Soffici, da J\u00fcnger a Drieu La Rochelle, da Hamsun allo stesso Pound, americano di nascita, ma europeo e italiano di adozione, bollandoli come conservatori, provinciali, e, nel caso di Pound, come pazzi e traditori, o entrambe le cose insieme.<\/p>\n<p>Eppure, se vogliamo uscire dal vicolo cieco in cui, come europei, ci siamo volonterosamente posti, bisogner\u00e0 che ripartiamo da dove l&#8217;ultima generazione di veri europei si \u00e8 fermata, o meglio, \u00e8 stata fermata, dal disastro della seconda guerra civile europea, quella del 1939-45, e dalla successiva invasione e occupazione americana; bisogna ripartire dall&#8217;ultima stagione della cultura europea ancora autonoma e fiera di se stessa, anche se gi\u00e0 ammalata; e ricercare in quelle esperienze, in quei tentativi, lo spunto per una possibile ripresa, per una necessaria rinascita, senza di che la nostra civilt\u00e0 passer\u00e0 dalla fase della decadenza a quella della morte, e gli europei delle prossime generazioni non saranno altro che dei morti viventi, o, per dirla con Nietzsche, non saranno altro che &quot;il nulla&quot;: perch\u00e9 una civilt\u00e0 grande come quella europea, che \u00e8 stata di modello al mondo intero, non ha alternative, o sceglie di essere se stessa oppure precipita nel nulla. In quest&#8217;opera di rivisitazione e di ripensamento storico, dovremo liberarci dai complessi e dai ricatti che tre generazioni di europei asserviti agli interessi del dominio americano, hanno sistematicamente coltivato ed imposto: primo fra tutti, il senso di colpa per aver prodotto il comunismo, il fascismo e il nazismo, cose orrende e di esecrata memoria, dalle quali siamo stati liberati generosamente dai nobili americani, i quali, come \u00e8 noto, le guerre non le fanno per sordide ragioni d&#8217;interesse materiale, ma unicamente per idealismo umanitario e democratico. Il che non significa rivalutare, in se stessi, il comunismo, il fascismo e il nazismo, ma, semmai, vedere quel che di valido, o quantomeno d&#8217;interessante e di potenzialmente utile e intelligente, c&#8217;era nel terreno da cui sono nate queste ideologie; e, pi\u00f9 ancora, cercare una risposta ai problemi, agli interrogativi e alle necessit\u00e0, autentici e non fittizi, cui si trovarono di fronte i popoli dell&#8217;Europa allorch\u00e9 l&#8217;ondata devastante della modernit\u00e0, coi suoi micidiali meccanismi di spoliazione finanziaria e commerciale, li invest\u00ec in misura sempre pi\u00f9 forte, a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo.<\/p>\n<p>A questo proposito, pu\u00f2 essere interessante rileggere quel che ha scritto Vito Errico, seguace di Beppe Niccolai, nella sua rievocazione delle figure del suo maestro e di Berto Ricci, nell&#8217;articolo (consultabile in rete) <em>Beppe e Berto, la lezione di due &quot;eretici<\/em>&quot;:<\/p>\n<p><em>Quello di Berto Ricci era un mondo in crisi di civilt\u00e0. Una crisi che attraversava la societ\u00e0 in cui era scemato il senso del peccato e s&#8217;era ridotto al lumicino il concetto di Trascendenza. Come oggi. Beppe Niccolai, fra i pochi ad essere convinti della bont\u00e0 di certe tesi, affermava che c&#8217;era bisogno di nuovi valori su cui basare la costruzione di un progetto prima culturale e poi politico. Egli li indicava questi valori:<\/em><\/p>\n<p><em>La sacralit\u00e0 della vita, il ritorno al Sacro sul quale bisogna approfondire i discorsi perch\u00e8 -diceva- \u00abho l&#8217;impressione che con tutti gli sforzi encomiabili che sta facendo, nemmeno Papa Wojtila pare che ce la faccia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>La Patria, che per Niccolai non andava assolutamente confusa con il concetto di sessanta. o settant&#8217;anni fa. La patria non \u00e8 sopraffazione delle patrie altrui, ma \u00e8 la difesa delle identit\u00e0 minacciate, la Patria \u00e8 difendere le proprie differenze, cio\u00e8 i centri storici, le cattedrali, lo stesso fiume, il mare, l&#8217;aria.<\/em><\/p>\n<p><em>E non fu Berto Ricci a condannare il Vaticano costretto a \u00abseminare di smorte lampadine elettriche le facciate delle Chiese del bel Rinascimento?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>Eresie d&#8217;allora, eresie d&#8217;oggi in cui si concepisce da qualche parte del nostro mondo la Nazione e la Patria come qualcosa che sta nell&#8217;Occidente. Anche da noi, purtroppo, ci sono gli ammiratori di Rambo, i mallevadori di Bush, coloro i quali si scambiano \u00abamorosi sensi\u00bb con quel colonnello North dell&#8217;Irangate. In questo \u00abnostro\u00bb mondo non s&#8217;\u00e8 compreso il valore delle tesi sostenute da Edgardo Sulis in &quot;Processo alla borghesia&quot; e di Berto Ricci, che tuonavano contro il capitalismo, l&#8217;occidente, l&#8217;americanismo, anche allora molto in voga. Un anticapitalismo, un anti-occidentalismo, un anti-americanismo \u00abdi sinistra\u00bb che s&#8217;incrociava, con l&#8217;anticapitalismo e l&#8217;anti-americanismo \u00abdi destra\u00bb di Evola; autore di &quot;Rivolta contro il mondo moderno&quot;. Quell&#8217;anti-americanismo che cresceva in Europa e che trovava i vessilliferi in Drieu La Rochelle, ma anche nella reazione cattolica di Bernanos, nell&#8217;anarchico \u00abdi destra\u00bb J\u00fcnger, nell&#8217;esistenzialismo di Heidegger, nel pensiero liberal-riformista di Ortega. E che, nel momento in cui l&#8217;Italia \u00e8 scaduta a un ruolo di dominio americano, era condiviso da Beppe Niccolai che sosteneva che l&#8217;appiattirsi dell&#8217;Europa sull&#8217;America era un errore. La massificazione della vita italiana (e della vita europea) che si \u00e8 avuta con il passaggio da una cultura all&#8217;altra \u00e8 la fuga in occidente. Entrare nel protestantesimo americano ha significato lo sradicamento. Cio\u00e8 siamo cambiati, siamo mutati, anche dal punto di vista antropologico. Non sappiamo pi\u00f9 chi siamo. Questo trapasso nella fuga in Occidente \u00e8 stato operato dal democratismo cristiano il quale, per avere la legittimazione dell&#8217;impero che ha vinto la 2\u00aa guerra mondiale a poter governare il paese permanentemente, ha dovuto rendere, per esempio, il paese il meno cristiano d&#8217;Europa. Cio\u00e8 scristianizzarlo e, in cambio, ha fatto passare questa cultura del protestantesimo che \u00e8 cultura estranea alla vita degli italiani. Abbiamo avuto cos\u00ec una scuola senza educazione, perch\u00e9 la prima operazione che il potere ha fatto \u00e8 stata quella di cancellare il concetto di patria.<\/em><\/p>\n<p>Questa analisi pu\u00f2 risultare sgradevole, ma \u00e8 sostanzialmente condivisibile: cos\u00ec come a livello politico, anche a livello culturale l&#8217;Italia \u00e8 stata tenuto sotto tutela da parte di forze moralmente segnate dalla disponibilit\u00e0 a tradire gli interessi della nazione in vista di vantaggi particolari, di partito, di classe, di schieramento internazionale. La cultura italiana non \u00e8 stata sana perch\u00e9 non era nelle mani giuste: non era affidata ai migliori, ma ai pi\u00f9 conformisti, ai pi\u00f9 adulatori e ai pi\u00f9 servi. Ora che nuovi equilibri mondiali si vanno ridisegnando, e che il popolo italiano sembra ridestarsi a una pi\u00f9 matura e realistica coscienza di s\u00e9, di ci\u00f2 che \u00e8 nel suo interesse e di ci\u00f2 che, invece, lo danneggia, si aprono scenari nuovi. Da parte nostra, riteniamo che la sola valida alternativa al putrescente modello americano, quello consumista e del capitalismo di rapina, non possa trovarsi che nel ritorno alla sua autentica tradizione spirituale: cattolica, apostolica e romana; e nessun&#8217;altra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;americanismo, come abbiamo sostenuto pi\u00f9 volte, non \u00e8 la punta avanzata, ma la degenerazione, o per meglio dire, il cancro della civilt\u00e0 europea; e per dissimulare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[110,133,256],"class_list":["post-28378","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-civilta","tag-europa","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28378"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28378\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}