{"id":28373,"date":"2019-11-05T08:58:00","date_gmt":"2019-11-05T08:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/05\/ricordiamo-che-la-scintilla-del-68-parti-dai-cattolici\/"},"modified":"2019-11-05T08:58:00","modified_gmt":"2019-11-05T08:58:00","slug":"ricordiamo-che-la-scintilla-del-68-parti-dai-cattolici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/11\/05\/ricordiamo-che-la-scintilla-del-68-parti-dai-cattolici\/","title":{"rendered":"Ricordiamo che la scintilla del &#8217;68 part\u00ec dai cattolici"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati cinquantadue anni da quel 15 novembre del 1967 e forse molti non se lo ricordano pi\u00f9, molti non lo sanno e non l&#8217;hanno mai saputo, ma \u00e8 un fatto, assolutamente certo e incontrovertibile, che la scintilla del &#8217;68 \u00e8 partita dall&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, cio\u00e8 dagli studenti cattolici, o di area cattolica, o comunque di formazione cattolica. Il che vorr\u00e0 pur dire qualcosa, anche se poi questa verit\u00e0 \u00e8 stata fatta scivolare un po&#8217; in seconda linea, se non proprio nel dimenticatoio. La sinistra voleva rivendicare la sua priorit\u00e0 rivoluzionaria, come sempre, quindi era gelosa; poi c&#8217;\u00e8 stato il grande compromesso storico, con la nascita dell&#8217;Ulivo e la fusione tra la vecchia DC, o almeno la sua parte maggioritaria, e il vecchio PCI, anche se riverniciato a nuovo perch\u00e9 il Muro di Berlino gli era cascato addosso e bisognava pur fare qualcosa per recuperare il tempo perduto, o meglio, per dare l&#8217;impressione di averlo recuperato. D&#8217;altra parte, c&#8217;era un&#8217;altra primogenitura, ancor meno invidiabile, che sinistra marxista e cattolicesimo progressista avrebbero potuto contendersi, ma nessuno dei due aveva voglia di prendere in mano la patata bollente: quella del terrorismo. Sebbene anche in questo caso, se \u00e8 vero che i fatti non sono opinioni, la primogenitura spetterebbe ai cattolici, vista l&#8217;occupazione della Facolt\u00e0 di Sociologia di Trento il 1\u00b0 febbraio 1968, e visto il ruolo che nelle vicende successive, che portarono alla nascita delle Brigate Rosse, ebbero Renato Curcio e altri compagni di estrazione cattolica. Ad ogni modo, il fatto \u00e8 quello: il &#8217;68 studentesco, snodo fondamentale della nostra storia contemporanea, a partire dal quale ogni cosa &#8212; scuola, cultura, istituzioni, politica, economia, moda, cinema, musica leggera, costumi &#8211; ha imboccato irrimediabilmente la via del degrado, del declino e della dissoluzione, \u00e8 partorito dagli studenti delle famiglie cattoliche che frequentavano l&#8217;universit\u00e0 &quot;medioevale&quot; fondata nel 1921 da padre Agostino Gemelli per riportare l&#8217;Italia sulla retta via della fede, ormai quasi smarrita. E invece \u00e8 da essa che i compagni rivoluzionari hanno suonato la diana dei moti insurrezionali che avrebbero dovuto portare <em>la fantasia al potere<\/em>, e, mediante il <em>sei politico<\/em> e la prassi del <em>proibito proibire<\/em>, aprire un&#8217;era nuova, meravigliosa e progressiva per la societ\u00e0 italiana. E poi&#8230; sappiamo troppo bene com&#8217;\u00e8 andata.<\/p>\n<p>Tuttavia, ai compagni di estrazione cattolica e al loro leader Mario Capanna incontestabilmente spetta la primogenitura della svolta a sinistra della cultura e della mentalit\u00e0 italiana che si verific\u00f2 in quegli anni, con tutti i suoi contraccolpi negli ambiti pi\u00f9 vari, compresa la morale sessuale e le vicende che avrebbero condotto alla riconoscimento del divorzio, alla liberalizzazione dell&#8217;aborto e pi\u00f9 tardi, molto pi\u00f9 tardi, ma sempre troppo presto a nostro giudizio, alla parificazione delle unioni di fatto con la famiglia fondata sul matrimonio, e, fra queste, anche delle coppie omofile. Forse non era per questo che quei genitori, con mille sacrifici, erano riusciti a mandare i loro rampolli alla <em>Cattolica<\/em>, negli ani &#8217;60 del Novecento; ma fu proprio quel che accadde: quei rampolli si misero alla testa dell&#8217;ondata rivoluzionaria che stava per sollevarsi. E non si dimentichi un altro fatto: che appena due anni prima dell&#8217;occupazione della <em>Cattolica<\/em> si era conclusa un&#8217;altra rivoluzione, apparentemente assai diversa, ma, in effetti, ben pi\u00f9 profonda e destinata ad avere ripercussioni pi\u00f9 durevoli e pi\u00f9 incisive nell&#8217;assetto dell&#8217;intera societ\u00e0: quella del Concilio Vaticano II. Una rivoluzione pilotata dall&#8217;alto e diretta da una regia tuttora, almeno in parte, oscura; e nondimeno una rivoluzione a tutti gli effetti, se &quot;rivoluzione&quot; significa rottura irreparabile con la tradizione e totale rovesciamento del paradigma culturale. Tanto \u00e8 vero che nel 1967 era apparso un libro indubbiamente rivoluzionario che venne a sconvolgere la scuola e le idee pedagogiche, <em>Lettera a una professoressa<\/em>, libro che era stato ispirato ai ragazzi della scuola di Barbiana proprio da un sacerdote, debitamente progressista e di sinistra: don Lorenzo Milani, un prete tanto ribelle al suo arcivescovo di Firenze, monsignor Ermenegildo Florit, quanto lo studente Mario Capanna era ribelle al suo rettore della <em>Cattolica<\/em>, Ezio Franceschini.<\/p>\n<p>Ma ecco come il protagonista di quelle vicende, Mario Capanna, rievoca la prima occupazione della <em>Cattolica<\/em> da parte degli studenti, nel novembre del 1967; una seconda occupazione si sarebbe verificata nel marzo 1968, ed entrambe le volte intervenne la polizia e ci furono scontri e imponenti manifestazioni di piazza, con decine di migliaia di studenti che manifestavano per le vie di Milano (da: M. Capanna, <em>Formidabili quegli anni<\/em> (Milano, Rizzoli, 1988, pp. 17-19):<\/p>\n<p><em>A met\u00e0 novembre, incredibilmente, scendono in campo gli studenti dell&#8217;Universit\u00e0 Cattolica a Milano. Segno dei tempi. Unica universit\u00e0 confessionale del Paese, era stata per decenni, durante e dopo il fascismo, un caposaldo di stabilit\u00e0 culturale e politica. Gioiello delle gerarchie ecclesiastiche, era tenuto sotto controllo direttamente dal Vaticano tramite l&#8217;assidua supervisione di un suoi fiduciario.<\/em><\/p>\n<p><em>Ad animare il movimento sono gli studenti alloggiati nei due collegi universitari (uno maschile, l&#8217;&quot;Augustinianum&quot;, l&#8217;altro femminile, il &quot;Marianum&quot;, separati da un muro invalicabile, letteralmente), pupille degli occhi della Cattolica. Basti dire che l\u00ec, prima di noi, avevano compiuto i loro studi Francesco Cossiga e Ciriaco De Mita, solo per fare due nomi.<\/em><\/p>\n<p><em>Per accedere ai due collegi bisognava superare una selezione durissima, e un implacabile esame d&#8217;ammissione. Per potervi restare, continuando a usufruire del presalario statale (300 mila lire l&#8217;anno) occorreva ottenere i massimi voti a ogni esame, in pratica la media del 30 in ogni ano accademico.<\/em><\/p>\n<p><em>Le vittime che restavano lungo il percorso erano numerose Perci\u00f2 studiavamo come pazzi. Fallire un esame avrebbe significato l&#8217;interruzione degli studi. Per me sarebbe stato senz&#8217;altro cos\u00ec: i miei fratelli non avrebbero potuto darmi di pi\u00f9. L&#8217;eventualit\u00e0 mi atterriva.<\/em><\/p>\n<p><em>Studiavamo, dunque, di giorno e di notte. Ma non solo le materie d&#8217;esame. Leggevamo Marx e altri autori marxisti praticamente proibiti nell&#8217;insegnamento ufficiale. E leggevamo teologi allora innovatori e di frontiera, come Karl Rahner, Edward Schillebeeckx, Hans Urs von Balthasar. Sugli uni e gli altri facevamo sovente discussioni che duravano fino all&#8217;alba Proprio l\u00ec il dissenso cattolico, crescente nel Paese, si nutriva di razionali e solidi argomenti. Era il segnale di un disagio che si ramificava e diveniva profondo. Era il preannuncio della politica.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa emerge e si dispiega pienamente a met\u00e0 novembre. L&#8217;occasione \u00e8 data da un improvviso aumento delle tasse di iscrizione alla Cattolica. Il 14 \u00e8 indetto lo stato di agitazione e va avanti per tre giorni. Si verifica anche qualche episodio curioso, come il duello oratorio tra il rettore Ezio Franceschini e me.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi piazzo di buon mattino all&#8217;ingresso dell&#8217;ateneo e per ore, da un microfono collegato a un altoparlante, informo gli studenti, che stanno entrando, di quanto bolle in pentola. Si avvicina il rettore e, come termino il breve comizio volante, mi chiede il microfono. Indicandomi, dice: &quot;Badate, quello l\u00ec non \u00e8 un prete&quot;. Quindi spiega che l&#8217;aumento delle tasse \u00e8 inevitabile. Torno a parlare io e ribadisco i motivi dell&#8217;agitazione. Reinterviene lui sempre precisando il punto del prete. Siccome pioviggina, indosso un impermeabile nero, lungo fino alle caviglie, prestatomi da un sacerdote assistente universitario. Abbottonato fino al collo, mi fa davvero sembrare un uomo di chiesa ed \u00e8 la cosa, evidentemente, che preoccupa di pi\u00f9 il rettore. Uomo tenace, Franceschini non abbandona il campo se non dopo due ore.<\/em><\/p>\n<p><em>Il 17 novembre un&#8217; assemblea di pi\u00f9 di mille studenti, riunita nella grande aula &quot;Gemelli&quot; (il fondatore dell&#8217;universit\u00e0), dopo ore di dibattito, a mezzanotte decide l&#8217;occupazione a tempo indeterminato.<\/em><\/p>\n<p><em>Per la prima volta il sacrilegio viene sancito con voto palese e democratico, per di pi\u00f9 alla presenza del rettore che prende la parola, tentando, inutilmente, la dissuasione.<\/em><\/p>\n<p><em>La piattaforma rivendicativa \u00e8 essenziale: ritiro degli aumenti delle tasse, pubblicit\u00e0 dei bilanci dell&#8217;universit\u00e0 &#8212; inaudito! -, democrazia, riconoscimento dell&#8217;assemblea degli studenti come istanza decisionale. Poche ore dopo, alle 3 del mattino, \u00e8 chiamata la polizia a irrompere nell&#8217;universit\u00e0 e ci porta fuori di peso, a centinaia. Per la prima volta le forze dell&#8217;ordine violano la &quot;sacralit\u00e0&quot; della Cattolica, rispettata persino durante il fascismo.<\/em><\/p>\n<p>Questa testimonianza di uno dei leader indiscussi del movimento studentesco \u00e8 quanto mai significativa. A parte la notazione apparentemente buffa, ma in sostanza pi\u00f9 seria di quanto non paia, dell&#8217;impermeabile prestato a Capanna dal suo amico prete e che lo faceva sembrare un prete lui stesso, al punto da indurre il rettore Ezio Franceschini a chiarire ripetutamente, davanti alla folla degli studenti in subbuglio, che quello <em>non<\/em> era un prete &#8211; il che, evidentemente, avrebbe anche potuto essere, cosa che avrebbe acquistato un significato alquanto particolare &#8212; colpisce ci\u00f2 che egli dice delle letture forsennate che lui e i suoi amici facevano e delle appassionate discussioni notturne relative ad esse. Le rivoluzioni, anche quelle farsesche come il &#8217;68, nascono dalle idee: e di quali idee dibattevano, fino all&#8217;alba, Mario Capanna e gli altri giovani studenti che stavano per gettare l&#8217;Italia nella stagione sessantottina? Quelle di Marx, \u00e8 naturale, e anche di altri pensatori marxisti; ma non solo: anche le idee di Karl Rahner, di Edward Schillebeeckx e di Hans Urs von Balthasar. Straordinario. Una improvvisa e misteriosa fascinazione per la teologia, dunque? Ne dubitiamo assai: piuttosto, essi erano andati a cercare appositamente i teologi che apparivano loro &quot;innovativi e di frontiera&quot;, come poi li avrebbe definiti Capanna. In altre parole, cercavano un punto su cui fare leva per scardinare la vera e sana teologia cattolica: e lo trovarono, ovviamene, nei cattivi teologi che avevano ispirato, tre o quattro anni prima, il Concilio Vaticano II. Quegli studenti della <em>Cattolica<\/em> non erano interessati alla teologia se non per trovare la maniera di eroderla e far saltare la fede dall&#8217;interno: la stessa strategia &#8212; sar\u00e0 un caso, o forse no &#8212; perseguita, da molto pi\u00f9 tempo, ma che allora stava giungendo al culmine, dalla massoneria: infiltrare dall&#8217;interno il vertice della Chiesa e poi agire in modo da fare <em>cambiare Roma con Roma<\/em>, e non contro Roma, cio\u00e8 da dentro e non da fuori, per usare l&#8217;efficace espressione del modernista scomunicato Ernesto Buonaiuti. Par quasi di vederli, gli studenti bramosi di rivoluzione, discutere sino all&#8217;alba della Lunga Marcia di Mao, della rivoluzione dei Barbudos cubani, del <em>Capitale<\/em> di Marx (ma chiss\u00e0 quanti di loro lo avranno letto davvero, poi?), di Gramsci, di Luk\u00e1cs, di Pannekoek, di Castoriadis, e&#8230; dell&#8217;eretico <em>Nuovo Catechismo Olandese<\/em> del 1966, Rahner, Schillebeeckx e von Balthasar. Questa \u00e8 la testimonianza pi\u00f9 convincente del fatto che le idee dei teologi &quot;novatori&quot; del Concilio erano <em>oggettivamente<\/em> rivoluzionarie: piacevano cos\u00ec tanto ai nemici della Chiesa da appassionarli in lunghe discussioni, perch\u00e9 vedevano in esse il possibile grimaldello mediante il quale forzare il ben custodito Deposito della fede. E a ci\u00f2 si aggiungano le recenti iniziative e parole d&#8217;ordine di don Milani, di don Mazzi e di alcuni altri preti d&#8217;assalto, disobbedienti ai loro vescovi e saturi di lotta di classe; per non parlare del lasciato morale dei vari Dossetti, Lazzati e La Pira: il sindaco cattolico di Firenze che s&#8217;improvvisava ambasciatore (comunista) ad Hanoi e volava nella capitale del Nord Vietnam per manifestare la sua solidariet\u00e0 ai valorosi combattenti contro il capitalismo, quasi a voler correggere la politica estera del governo italiano, allora alleato di ferro degli Strati Uniti d&#8217;America. E questo mentre il cardiale Giacomo Lercaro, che si era fatto notare al Concilio come punto di riferimento dei vescovi progressisti italiani, il 1\u00b0 gennaio 1968 pronunciava dalla cattedrale di Bologna una celebre omelia contro i bombardamenti sul Vietnam del Nord che era anche una critica, nemmeno velata, alla politica americana. A proposito della questione, sempre controversa e oggi pi\u00f9 che mai d&#8217;attualit\u00e0, di quanto sia sottile il confine che separa la religione dalla politica e l&#8217;azione pastorale dei sacerdoti in ambito spirituale e religioso dal loro intervento, e magari dalla loro indebita irruzione, nelle cose di questo mondo.<\/p>\n<p>Giungiamo cos\u00ec alla conclusione, anzi, per dire meglio, alla constatazione e alla conferma, di ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0 pi\u00f9 volte evidenziato: che le due rivoluzioni, quella religiosa e quella profana, il Concilio e il Sessantotto, non sono affatto indipendenti, ma si tengono l&#8217;una con l&#8217;altra, si influenzano, si sollecitano a vicenda: ma \u00e8 quella religiosa &#8211; \u00e8 un dato di fatto &#8211; a precedere e mettere in movimento la seconda, quella profana. Questo aspetto dovrebbe chiarire le idee a quei cattolici che ancor oggi, a mezzo secolo di distanza, continuano a meravigliarsi della deriva a sinistra della cultura cattolica e dell&#8217;elettorato ex democristiano e si chiedono come possano vescovi e cardinali elogiare Pannella e Bonino, e trattare da lebbrosi Siri o Caffarra. Non c&#8217;\u00e8 stata alcuna deriva: dentro il mondo cattolico, un&#8217;anima marxista, radicale e anticattolica c&#8217;era gi\u00e0, e da sempre&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati cinquantadue anni da quel 15 novembre del 1967 e forse molti non se lo ricordano pi\u00f9, molti non lo sanno e non l&#8217;hanno mai<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[107],"class_list":["post-28373","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-cattolicesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28373","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28373"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28373\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28373"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28373"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28373"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}