{"id":28354,"date":"2008-03-06T08:30:00","date_gmt":"2008-03-06T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/06\/la-medicina-del-buon-senso-e-la-medicina-della-follia\/"},"modified":"2008-03-06T08:30:00","modified_gmt":"2008-03-06T08:30:00","slug":"la-medicina-del-buon-senso-e-la-medicina-della-follia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/06\/la-medicina-del-buon-senso-e-la-medicina-della-follia\/","title":{"rendered":"La medicina del buon senso e la medicina della follia"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci, in un precedente articolo, della medicina naturale del naturopata cileno Manuel Lezaeta Acharan (cfr. Francesco Lamendola, <em>Aria, luce, frutta: il segreto per la salute naturale secondo M. Lezaeta Acharan<\/em>), evidenziandone gli aspetti di puro buon senso e auspicando che ciascuna persona, nel proprio ambito, cominci a riappropriarsi della propria salute mediante un ritorno a un pi\u00f9 sano stile di vita, che prevenga le malattie; e, secondariamente, mediante un ritorno ai rimedi che la natura spontaneamente ci offre, collaudati in secoli e secoli di esperienza curativa popolare.<\/p>\n<p>\u00c8 stato osservato che gli animali selvatici e, in genere, anche quelli domestici, conoscono benissimo, per istinto, le proprie esigenze alimentari; e, quando sono indisposti, cercano e trovano con sicurezza infallibile, quelle erbe medicamentose di cui abbisognano e che contengono quelle propriet\u00e0, magari legate ai sali minerali presenti in quel determinato terreno, di cui il loro organismo \u00e8, momentaneamente, carente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che gli esseri umani dovrebbero riscoprire, al fine di prevenire gli stati patologici dell&#8217;organismo, \u00e8, dunque, essenzialmente un sistema di vita pi\u00f9 regolato e pi\u00f9 vicino alla natura o, almeno, non troppo lontano da essa.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 sembrare una cosa ovvia e, quindi, banale, ma le cose di cui c&#8217;\u00e8 veramente bisogno non sono altro che l&#8217;aria (pura), la luce, il cibo naturale (vegetariano), uniti a una giusta quantit\u00e0 di moto o di esercizio fisico, a una giusta dose di riposo e a un ricorso moderato al riscaldamento artificiale e agli indumenti pesanti, in modo da ossigenare sempre il cervello e da lasciar respirare, per quanto possibile, la pelle &#8211; che Lezaeta chiamava, giustamente, il nostro secondo polmone. Al contrario, \u00e8 necessario tenersi lontano dal fumo, dal caff\u00e8, dai super-alcolici (non \u00e8 provato che un bicchiere di vino, bevuto a tavola, faccia male, se non \u00e8 adulterato da sostanze chimiche), e dai due eccessi, opposti e speculari, del <em>surmenage<\/em>, che produce affaticamento, e dell&#8217;indolenza, che produce una caduta del tono muscolare e un abbassamento delle difese organiche; ma specialmente da quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>L&#8217;alimentazione carnivora \u00e8 nociva perch\u00e9, oltre a introdurre nell&#8217;organismo sostanze altamente velenose, come la cadaverina, mette in circolo le energie negative dell&#8217;infelice animale che \u00e8 stato ucciso per il nostro fabbisogno e che, morendo, intossicano le cellule del suo copro, per poi contaminare il nostro. Ci\u00f2 vale in modo particolare per il brodo di carne, che si pu\u00f2 definire un autentico &quot;sudore di cadavere&quot;, e per il fegato dei volatili e dei bovini, essendo il fegato preposto a filtrare le sostanze utili da quelle dannose e, quindi, di per s\u00e9 sommamente tossico. Si aggiunga poi, anche a prescindere da considerazioni di tipo morale &#8211; che pure, in un vegetarianesimo bene inteso, dovrebbero venire al primo posto rispetto a quelle igieniche e alimentari -, la digestione dell&#8217;alimento animale (appesantito, oltretutto, da conservanti ed estrogeni), \u00e8 molto pi\u00f9 laboriosa e difficile di quella del cibo vegetale e produce sostanze fermentanti che innalzano il calore dei visceri e costringono fegato, reni, stomaco, intestino a un superlavoro incessante, per il quale la struttura dell&#8217;organismo umano non \u00e8 adatta.<\/p>\n<p>Passando, poi, dal <em>cosa<\/em> mangiare al <em>quanto, quando<\/em> e <em>come<\/em> mangiare, \u00e8 cosa ben risaputa che noi, figli della societ\u00e0 occidentale moderna &#8211; che, per un macabro eufemismo, denominiamo &quot;del benessere&quot; -, mangiamo <em>troppo, in tempi sbagliati e troppo in fretta<\/em>. Troppo, perch\u00e9 abbiamo dimenticato che ci si dovrebbe sedere a tavola sotto lo stimolo dell&#8217;appetito e, possibilmente, alzarsi da tavola conservandone ancora un poco; in tempi sbagliati, perch\u00e9 ci nutriamo poco al mattino, prima di affrontare la giornata lavorativa, e decisamente troppo alla sera, magari poco prima di coricarci, senza aver in alcun modo consumato le proteine e i grassi ingeriti; e male, perch\u00e9 mangiamo in fretta, masticando poco e sovraffaticando lo stomaco e l&#8217;intestino: come dicevano gli antichi, nella loro elementare saggezza: <em>prima digestio fit in ore<\/em>, &quot;la prima digestione abbia luogo in bocca&quot;, cio\u00e8 masticando lentamente.<\/p>\n<p>Sui vantaggi del respirare aria pura, ovviamente mediante una corretta e profonda respirazione; dell&#8217;abituarsi alle temperature naturali, evitando un eccessivo riscaldamento dell&#8217;abitazione o del luogo di lavoro in inverno, e il ricorso ai micidiali condizionatori d&#8217;aria in estate; di vestire in modo pratico e leggero (una buona giacca di lana, anche d&#8217;inverno, dovrebbe essere un indumento sufficiente nei nostri climi: parola di un montanaro e alpinista del calibro di Mauro Corona); di farsi la doccia con l&#8217;acqua fredda, in modo da stimolare la circolazione del sangue; di bere acqua pura ed evitare assolutamente bevande industriali come la Coca-Cola o l&#8217;aranciata in lattina: sui vantaggi connessi a tutte queste abitudini, crediamo, non dovrebbero essere possibili dubbi o perplessit\u00e0 di sorta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure, non dovrebbero esservi dubbi sul fatto che non faccia bene alla salute trascorrere troppe ore seduti davanti a un computer o a un televisore, specialmente per i bambini e gli adolescenti; utilizzare l&#8217;automobile anche per gli spostamenti pi\u00f9 piccoli, riducendo quasi a zero la quantit\u00e0 di moto quotidiano; prendere l&#8217;ascensore invece di fare le scale a piedi; torturare le caviglie e la spina dorsale, calzando scarpe con i tacchi alti; eccitare il proprio sistema nervoso, bevendo caff\u00e8; avvelenare i polmoni col fumo, anche passivo; dormire eccessivamente o rimanere in ozio per abitudine; sconvolgere il proprio orologio biologico, trasformando la notte in giorno e il giorno nella notte (sia pure per necessit\u00e0 lavorative); logorare l&#8217;organismo, sottoponendolo a dosi massicce di inquinamento atmosfera ed acustico; esporlo a bruschi sbalzi di temperatura, da caldo al freddo e viceversa.<\/p>\n<p>E ancora: se \u00e8 vero che il primo custode della nostra salute \u00e8 un corretto stile di vita, e se \u00e8 vero che lo stile di vita dipende dal nostro atteggiamento mentale e spirituale nei confronti della realt\u00e0, allora appare perfettamente evidente come solo un atteggiamento positivo, aperto, generoso, ottimistico ed entusiasta nei confronti della vita, pu\u00f2 consentirci di prevenire non solo pericolosi stati depressivi e svariati disturbi psico-somatici, ma la malattia stessa. La malattia \u00e8, essenzialmente, il risultato di un atteggiamento sbagliato nei confronti della vita, che si vendica sul nostro corpo degli errori, dei rimorsi, delle frustrazioni e dell&#8217;aggressivit\u00e0 che tormentano il nostro animo. Un cuore pacificati con se stesso tende a produrre equilibrio emozionale e benessere psico-fisico; un animo fervido e curioso della vita, che sta stupirsi di tutto e interessarsi a tutto, \u00e8 il migliore presidio contro le patologie, che ci assalgono da ogni parte.<\/p>\n<p>La prova di ci\u00f2 consiste nel fatto che il nostro organismo entra a contato, quotidianamente, con milioni e milioni di virus e microbi, e tuttavia, normalmente, non ne risente alcun danno, perch\u00e9 i suoi anticorpi li bloccano per tempo. Quando ci si ammala, ci\u00f2 significa che la nostra infelicit\u00e0, la nostra tristezza, il nostro pessimismo e la nostra inquietudine hanno minato, tutti insieme, le nostre difese organiche, aprendo un varco agli agenti patogeni e facendo crollare il naturale equilibrio fra mente e corpo.<\/p>\n<p>La salute, non la malattia, \u00e8 lo stato naturale del nostro organismo, cos\u00ec come lo \u00e8 per gli animali; e la miglior medicina \u00e8 l&#8217;assunzione di quelle abitudini mentali, spirituali, respiratorie, igieniche, alimentari che, di per se stesse, costituiscono la pi\u00f9 sicura garanzia per il mantenimento di quell&#8217;equilibrio.<\/p>\n<p>Una volta che gli agenti patogeni sono riusciti ad aprirsi un varco nel nostro organismo, fiaccandolo, noi solitamente commettiamo un duplice, clamoroso errore, che ne moltiplica gli effetti negativi.<\/p>\n<p>Il primo errore \u00e8 quello di rinunciare ad assumerci la responsabilit\u00e0 della nostra salute, delegando ogni cosa ad un medico che, magari, ci prescrive farmaci inutili e dannosi senza neppure visitarci, i quali introducono nel nostro organismo sostanze di sintesi che, spesso, combattono i sintomi anzich\u00e9 le cause della malattia; ad esempio, facendo sparire lo stato febbrile, ma senza agire sul male di cui la febbre non \u00e8 altro che il benefico segnale.<\/p>\n<p>Il secondo errore, mentale, consiste nell&#8217;identificare il nostro io con la nostra malattia e con la nostra sofferenza, sino a farli diventare una cosa sola. In tal modo, senza volerlo, centuplichiamo il potere demoralizzante che la malattia esercita su di noi e indeboliamo ancor pi\u00f9 le naturali difese organiche.<\/p>\n<p>Tutto quel che abbiamo detto circa la bont\u00e0 di una concezione naturale della medicina non \u00e8 che puro buon senso e, in certo qual modo, lo si potrebbe considerare talmente ovvio da non meritare neanche un discorso esplicito.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, allora, parlare di queste cose?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 nella societ\u00e0 impazzita del cosiddetto benessere, anche la concezione dell&#8217;uomo \u00e8 degenerata e la medicina, di conseguenza, \u00e8 impazzita a sua volta. Allontanandoci dalla natura, ci siamo dimenticati del buon senso. Illusi da un iper-razionalismo borioso e impigriti da una tecnologia onnipervasiva i quali, l&#8217;uno e l&#8217;altra, ci hanno immersi in un mondo virtuale, non pi\u00f9 fatto di cose e situazioni reali, ma di nomi e di vane apparenze, abbiamo perso il contatto con la realt\u00e0 e viviamo, assurdamente, come corpi estranei gettati in un ambiente quasi del tutto artificiale. Non sappiamo interpretare i nostri malesseri e preferiamo spendere cifre impressionanti per l&#8217;acquisto di medicinali chimici fallaci o dannosi o per delle sedute psicanalitiche che non ci danno sollievo n\u00e9 ci restituiscono a noi stessi.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 logico: la salute \u00e8 una conquista quotidiana ed \u00e8 la risultante di atteggiamenti e comportamenti sani, gioiosi, positivi, equilibrati. Non ha alcun senso respirare in modo sbagliato, mangiare e bere in modo sbagliato, dormire e lavorare in modo sbagliato, e poi chiedere che un <em>deus ex machina<\/em> (medico, dietologo, psicologo, ecc.) intervenga &quot;miracolosamente&quot; e ci liberi dai nostri disturbi. Cacciati dalla porta, essi rientreranno dalla finestra.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 hanno qualche cosa da dirci sul tipo di vita che stiamo conducendo, e pretendono di essere ascoltati.<\/p>\n<p>Scrivono Brian Inglis e Ruth Welsh in <em>Guida alla medicina alternativa<\/em> (edizione originale: <em>The Alternative Health Guide<\/em>, London, 1983; traduzione italiana di G. A. Z., Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1984):<\/p>\n<p><em>&quot;Paradossalmente, la pi\u00f9 antica forma di medicina \u00e8 quella in cui la medicina non ha nessuna parte. Il principio delle cure naturali delle cure naturali \u00e8 implicito nel termine; significa, cio\u00e8, che, lasciata libera di agire come vuole, la natura si cura da s\u00e9. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Noi non viviamo pi\u00f9 vicini alla natura. Viviamo in citt\u00e0 e villaggi e spesso conduciamo un tipo di vita sotto molti profili innaturale. La medicina risulta inevitabilmente un compromesso, inteso a mantenerci in buona salute per quanto \u00e8 possibile date le circostanze in cui viviamo. La sua forma pi\u00f9 nota \u00e8 la<\/em> Naturopatia<em>. Da secoli \u00e8 collegata alla cura dell&#8217;acqua o<\/em> Idroterapia<em>, che va quindi considerata un naturale coadiuvante della naturopatia. Inoltre, ci sono ci sono adesso un gran numero di supporti terapeutici che rientrano nella categoria della medicina naturale: le<\/em> diete <em>di vario genere, per esempio quelle che hanno lo scopo di reintegrare nell&#8217;organismo gli elementi nutritivi essenziali, come le vitamine, di cui pu\u00f2 esserci carenza nella nostra alimentazione quotidiana; l&#8217;<\/em>Ionizzazione dell&#8217;aria <em>concepita per svolgere una funzione analoga nei confronti dell&#8217;aria che respiriamo e il<\/em> Metodo Bates <em>che si prefigge di metterci in grado di fare a meno degli occhiali.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00c8 generale convinzione che gli animali selvaggi sono fondamentalmente sani e sanno istintivamente quel che fa loro male o bene. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Quanto questo istinto naturale sia efficace \u00e8 stato descritto da lord Ritchie-Calder nel suo<\/em> Medicine and Man. <em>Un animale che soffre di una carenza \u00abcompir\u00e0 migrazioni su lunghe distanze pur di trovare un lago salato o una vegetazione contenente gli elementi di cui manca\u00bb. Si \u00e8 scoperto che le pecore mangiano il tipo di erba adeguato alloro fabbisogno \u00abprima di volgersi ad altri pascoli che soddisferebbero la loro fame ma non darebbero loro gli elementi necessari\u00bb. Ancor pi\u00f9 sorprendentemente, durante una misteriosa epidemia che mieteva il bestiame nel veldt sudafricano, una mandria si salv\u00f2 mangiando la corteccia e il fogliame di un albero \u00abnel cui tronco era conficcato un unico chiodo di rame\u00bb. L&#8217;epidemia, si scopr\u00ec poi, era stata provocata da una deficienza della necessaria quantit\u00e0 minima di rame nei pascoli.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La salute \u00e8 quindi un espediente dell&#8217;evoluzione. Il concetto della \u00absopravvivenza dei pi\u00f9 adatti\u00bb va inteso come \u00absopravvivenza dei pi\u00f9 sani\u00bb. L&#8217;istinto della salute \u00e8 innato, ma c&#8217;\u00e8 un ostacolo: l&#8217;essere umano non sa pi\u00f9 lasciar parlare l&#8217;istinto. La ragione ha preso il sopravvento, o almeno cos\u00ec ci piace credere. Non permettiamo all&#8217;istinto di dirci che cosa mangiare, quando e quanto mangiare, n\u00e9 quanta aria pura respirare o quanto esercizio fare. Queste decisioni vengono prese dalla volont\u00e0 o dalla forza dell&#8217;abitudine. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Quelli che credono nelle cure naturali sostengono che ci ammaliamo perch\u00e9 abbiamo soffocato l&#8217;istinto e non possiamo perci\u00f2 dare ascolto ai suoi consigli, ovvero che li sentiamo ma non agiamo perch\u00e9 non guardiamo abbastanza lontano da preoccuparci dei danni che gradualmente arrechiamo al nostro organismo. La cosa migliore che ci rimane da fare \u00e8 adottare uno stile di vita il pi\u00f9 possibile consono a quello naturale. Ci\u00f2 significa che dobbiamo assumere solo cibi naturali, respirare aria pura e fare dell&#8217;esercizio fisico ogni volta che ci \u00e8 possibile, evitare le cattive abitudini come il fumo, l&#8217;alcool e gli alimenti trattati. Col tempo, scopriremo che gli istinti cominciano a riaffiorare, come se ci fossimo liberarti dalla schiavit\u00f9 imposta dai nostri carcerieri: il tabacco, lo zucchero, e molti altri ancora. Allora non avremo pi\u00f9 bisogno di seguire u regime; potremo mangiare e bere quello che ci piace, perch\u00e9 quello che ci piace sar\u00e0 anche quello che ci fa bene.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questa, per\u00f2, \u00e8 la posizione dei puristi, ma di puristi ne rimangono pochi. Secondo la maggior parte di coloro che professano la medicina naturale, vivendo, come viviamo, in una societ\u00e0 che ci incoraggia, con ogni espediente, noto all&#8217;industria pubblicitaria, ad avvelenarci mediante le sigarette, l&#8217;alcool e la robaccia che mangiamo, \u00e8 quasi sempre necessario ricorrere a vere e proprie terapie per tornare sulla strada della salute.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abLe terapie naturali funzionano con pi\u00f9 efficacia quando accompagnate da certe forme ausiliarie di cura\u00bb afferma il dottor E. K. Ledermann nell&#8217;introduzione al suo libro su questo argomento. \u00abLa medicina omeopatica accresce la reazione agli stimoli somministrati dal terapeuta naturale. La manipolazione (specie alla colonna vertebrale) e il massaggio danno ai pazienti un ulteriore aiuto per ristabilirsi dalle tensioni della vita, e l&#8217;agopuntura \u00e8 un mezzo per riportare al loro giusto equilibrio varie funzioni turbate\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Nel suo<\/em> Everybody&#8217;s Guide to the Nature Cure<em>, pubblicato nel 1936, Harry Benjamin formulava quelli che erano secondo lui i principi fondamentali delle naturopatie. Esoi continuano ad essere validi. (&#8230;)<br \/>\n&quot;Il primo, e principale, secondo Benjamin (il corsivo \u00e8 suo), \u00e8 \u00ab<\/em>che tutte le forme morbose <em>sono dovute alla<\/em> stessa causa<em>, cio\u00e8 all&#8217;accumulo di scorie ammassatesi nel corpo dell&#8217;individuo in questione attraverso anni di abitudini sbagliate\u00bb. Ne consegue che \u00abl&#8217;unico modo per<\/em> guarire la malattia <em>\u00e8 adottare metodi che posano mettere il sistema in grado di liberarsi di questi accumuli tossici che quotidianamente fanno inceppare le ruote della macchina umana\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Secondo, \u00abil corpo si sforza sempre di raggiungere quello che \u00e8 in definitiva il bene dell&#8217;individuo\u00bb. Ne consegue che i sintomi di tutte le malattie acute, dal raffreddore al tifo, \u00abnon sono altro che tentativi messi in atto dallo stesso organismo per liberarsi degli accumuli del materiale di scarto (una parte del quale \u00e8 ereditario) che interferisce col suo buon funzionamento\u00bb. Sforzandosi di sopprimere quei sintomi, le terapie ortodosse non fanno altro che ricacciarli indietro, col risultato di vederli riemergere alla prima occasione.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il terzo principio di Benjamin \u00e8 che \u00abil corpo ha il potere innato di ristabilire quella condizione di normale benessere nota come salute, purch\u00e9 siano posti in atto i metodi giusti per metterlo in grado di farlo\u00bb. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;I principi di Benjamin sono ancora accettati, anche se alcuni naturopati ritengono che l&#8217;accumulo del materiale di scarto possa di per s\u00e9 essere sintomatico di disturbi pi\u00f9 complessi, nella sfera psicologica pi\u00f9 che dietetica. Vi sono anche divergenze sul metodo migliore per ripristinare la forza insita nell&#8217;organismo. Quali sono i metodi \u00abgiusti\u00bbatti a metterlo in grado di riprendersi?<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Benjamin ne proponeva cinque: digiuno; dieta scientifica; idroterapia; culturismo generico e misure igieniche; psicoterapia. Non c&#8217;\u00e8 nessuno di questi metodi la cui attuazione non si presti a dubbi. Il digiuno significa non prendere alcun tipo di cibo? In caso affermativo, per quanto tempo? Altrimenti, quale alimento \u00e8 consentito? Non ci sono due naturopati che si trovino d&#8217;accordo sulla determinazione di una dieta \u00abscientifica\u00bb. Alcuni non fanno gran conto dell&#8217;idroterapia. Esiste una variet\u00e0 sconcertante di culturismi e di misure igieniche. E quanto alla psicoterapia, questo termine copre una gamma vastissima di prassi diverse e talvolta contraddittorie.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Rimbocchiamoci le maniche, dunque, e ricominciamo daccapo.<\/p>\n<p>Presi da mille cose (famiglia, lavoro, sport, ecc.), ci stiamo dimenticando un po&#8217; di noi stessi. Non delle apparenze del nostro corpo, di quelle ci occupiamo anche troppo (lampade abbronzanti, palestra, cure estetiche, abbigliamento firmato), ma del nostro intimo, profondo benessere spirituale e, di conseguenza, fisico.<\/p>\n<p>\u00c8 da l\u00ec che dobbiamo ripartire, se vogliamo reimparare ad assumerci, in prima persona, la responsabilit\u00e0 della nostra salute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di occuparci, in un precedente articolo, della medicina naturale del naturopata cileno Manuel Lezaeta Acharan (cfr. 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