{"id":28333,"date":"2012-10-29T07:50:00","date_gmt":"2012-10-29T07:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/29\/requiem-per-un-vecchio-parroco\/"},"modified":"2012-10-29T07:50:00","modified_gmt":"2012-10-29T07:50:00","slug":"requiem-per-un-vecchio-parroco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/29\/requiem-per-un-vecchio-parroco\/","title":{"rendered":"Requiem per un vecchio parroco"},"content":{"rendered":"<p>Se n&#8217;\u00e8 andato in punta di piedi, all&#8217;improvviso, lasciando tutti di stucco.<\/p>\n<p>S\u00ec, aveva una bella et\u00e0; ma godeva di una salute invidiabile, dimostrava vent&#8217;anni di meno e tutti, in paese, si erano abituati a considerarlo eterno. Era arrivato quarant&#8217;anni prima: e quarant&#8217;anni sono parecchi, in un mondo che corre a ritmo febbrile.<\/p>\n<p>Ormai la parrocchia si identificava con lui: andare in chiesa, ricevere la benedizione domestica, recarsi allo spettacolo teatrale per la sagra annuale del santo patrono: ciascuna di queste cose si identificava con la sua persona, con il suo volto, con il suo caratteristico modo di parlare: chiaro, netto, ponderato.<\/p>\n<p>Molti, in paese, erano stati battezzati da lui; molti erano stati sposati da lui; molti erano stati accompagnati da lui al campo santo. I meno giovani lo ricordavano quando, tanti anni prima, insegnava la religione cattolica nella scuola superiore del capoluogo di comune; poi, gli impegni della parrocchia, nella frazione ai piedi delle colline, e quelli dell&#8217;asilo infantile, lo avevano completamente assorbito.<\/p>\n<p>Aveva gi\u00e0 passato i settant&#8217;anni e ancora accompagnava personalmente, in corriera, i bambini delle elementari alle gite in qualche lontano parco giochi; cos\u00ec come, fin oltre gli ottanta, continuava a seguire personalmente la sua creatura forse pi\u00f9 cara, il teatrino parrocchiale, partecipando alle prove e distribuendo consigli e suggerimenti ai giovani attori.<\/p>\n<p>Era un prete all&#8217;antica.<\/p>\n<p>Portava la tonaca lunga fino ai piedi, estate e inverno; non biascicava dubbi, esprimeva certezze; era piuttosto autoritario, ad esempio nell&#8217;ambito del consiglio parrocchiale; non capiva o non approvava molte cose della societ\u00e0 moderna e anche, forse, alcune cose della Chiesa postconciliare. Aveva un alto concetto della vocazione sacerdotale: non si tirava mai indietro davanti a un impegno, a una responsabilit\u00e0; tappava tutti i buchi, anche quelli pi\u00f9 umili, suppliva a tutte le deficienze; non mendicava aiuto, anche se lo domandava: poi, per\u00f2, si rimboccava le maniche e faceva, fosse pure da solo.<\/p>\n<p>La sua formazione sacerdotale era molto tradizionale, antecedente al Vaticano II; per\u00f2 sapeva dialogare con i giovani, sapeva ascoltarli e credeva in loro. Non era mai negativo, non era mai polemico, non era mai amaro. Non sottolineava ci\u00f2 che non va come dovrebbe andare, ma metteva sempre l&#8217;accento su quel che si pu\u00f2 fare e che va fatto, con l&#8217;aiuto di Dio.<\/p>\n<p>Lavorava molto ed era pieno di preoccupazioni, anche economiche, specialmente per la scuola materna, ma nessuno lo sapeva; lui non ne parlava, non si compativa. Cercava di non dare disturbo ad alcuno, di fare ogni cosa in punta di piedi. Anziano com&#8217;era, chiudeva da solo il pesante portone della chiesa, finita la messa; e ce la faceva a stento. Da fuori, si sentivano i colpi secchi, ripetuti, del chiavistello che batteva a vuoto.<\/p>\n<p>Aveva un po&#8217; viziato i suoi parrocchiani. Diceva quattro messe alla domenica, a tutte le ore; solo alla fine aveva tagliato quella delle sette del mattino, frequentata appena da qualche vecchietta; e ogni anno faceva il giro delle famiglie, visitandole tutte, una per una. Aveva pazienza con tutti: coi bambini, coi catechisti, coi chierichetti.<\/p>\n<p>Solido, asciutto, dignitoso, parlava con misura, esprimendo sempre concetti chiari; non concepiva distanza tra il dire e il fare; non si nascondeva mai dietro il &quot;vorrei, ma non posso&quot;. Eppure aveva le sue debolezze, i suoi momenti di sconforto; anche se pochissimi lo sanno. Pochissimi sanno che una volta era uscito, quasi piangente, dall&#8217;aula di dottrina, sconfitto dalla baraonda e dalla mancanza di rispetto dei quindicenni cresimandi, presi soltanto dal pensiero dei regali che avrebbero ricevuto per la cerimonia. Era andato a sfogarsi dalla anziana perpetua, la quale, pi\u00f9 energica, aveva ripreso in mano le redini della situazione; ed era rimasto fra loro.<\/p>\n<p>Era un uomo di Dio, non un superuomo.<\/p>\n<p>Non mancavano le chiacchiere, le voci, le insinuazioni: succede nei piccoli paesi, come succede nei quartieri cittadini, che sono, in fondo, dei piccoli paesi anch&#8217;essi. Non si sa cosa ci fosse di vero. Che gli piacessero le donne, o che gli fossero piaciute in giovent\u00f9, non \u00e8 cosa che ne possa sminuire il ricordo, anche se fosse comprovata. Era un uomo, appunto.<\/p>\n<p>Essendo una persona retta, se pure quelle voci hanno un fondamento, egli avr\u00e0 accusato la propria debolezza e avr\u00e0 cercato di combatterla: talvolta nulla trapela, all&#8217;esterno, delle lotte che sostiene l&#8217;anima altrui; prima di giudicare, dovremmo avere rispetto per il grande mistero che vi \u00e8 al fondo di ognuno di noi, nessuno escluso: il mistero delle persone migliori che vorremmo essere, e che tuttavia facciamo una cos\u00ec gran fatica a diventare.<\/p>\n<p>Che fosse seriamente impegnato per il bene della sua parrocchia, per\u00f2, questo nessuno arriva a metterlo in dubbio: ed \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 conta. Che non si risparmiasse, che fosse esigente con se stesso assai pi\u00f9 che con gli altri, era sotto gli occhi di tutti. Non sono molte le persone delle quali si possa affermare una cosa del genere.<\/p>\n<p>Il fatto che fosse in paese da cos\u00ec tanti anni e che fisicamente fosse, o apparisse, sempre uguale a se stesso, come se il tempo, per lui, sembrasse aver fatto una eccezione e corresse pi\u00f9 lentamente che per gli altri, aveva suggerito un po&#8217; a tutti, inconsapevolmente, l&#8217;idea che sarebbe durato in eterno, come la chiesa e come il campanile eretto da un conte quando questa regione era ancora sotto l&#8217;Impero austriaco.<\/p>\n<p>Invece non \u00e8 stato cos\u00ec: ovviamente.<\/p>\n<p>Se n&#8217;\u00e8 andato nel sonno, senza un lamento, senza un testimone, senza un dolore o un segno premonitore. Ultimamente era piuttosto affaticato, ma pochi se n&#8217;erano accorti. E quei pochi attribuivano la sua stanchezza semplicemente al troppo lavoro e allo sfibramento di un&#8217;estate particolarmente torrida, lui che soffriva il caldo.<\/p>\n<p>Una bella morte, una morte serena. \u00c8 passato dalla quiete del pisolino pomeridiano al grembo dell&#8217;eternit\u00e0, quasi senza malanni e senza medicine. Niente terapie, niente ospedali, niente di niente: se n&#8217;\u00e8 andato ancora nel pieno delle forze, lucido, come per un lungo sonno.<\/p>\n<p>La gente lo ha accompagnato in cimitero, intontita, lui che ne aveva accompagnati tanti: pareva impossibile che la domenica successiva, al suono della campana, non lo avrebbe rivisto sul pulpito, dritto, pacato, rassicurante, come lo aveva visto per otto lustri; che la sua voce, dal timbro chiaro e quasi ritmato, non sarebbe pi\u00f9 risuonata per la navata.<\/p>\n<p>Strano questo senso di vuoto, che \u00e8 subentrato in paese.<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo il fatto che un parroco nuovo non \u00e8 arrivato in paese e chiss\u00e0 quando arriver\u00e0, ammesso che arrivi; non \u00e8 solo il fatto che le messe sono diminuite di frequenza e che, a celebrarle, vengono dei preti da fuori; e neanche il fatto che alcune piccole abitudini, da lui instaurate o tollerate, sono state rapidamente cancellate, magari cose da poco, che davano per\u00f2 il senso della continuit\u00e0, quasi la sensazione di essere in una famiglia.<\/p>\n<p>No, non \u00e8 solo questo; e nemmeno il fatto che tutto sembra andare, almeno in apparenza, come prima, ad eccezione della porta della chiesa che, adesso, rimane sempre chiusa, tranne alla domenica, per le celebrazioni, mentre prima era sempre aperta, perch\u00e9 lui, fiducioso nel prossimo, non la voleva chiudere durante tutto il giorno, anche se magari era vuota, anche se ad entrarci erano in pochi sismi durante la settimana e anche se, cos\u00ec facendo, si esponeva al rischio dei furti, rischio purtroppo tutt&#8217;altro che improbabile o remoto.<\/p>\n<p>Anche quella porta sempre aperta era un segno, che trasmetteva un senso di familiarit\u00e0 e di accoglienza e che diceva pure qualcosa sul carattere dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile dire cosa sia questo senso di stranezza, che ora aleggia e si respira in paese: sta di fatto che ci si sente un po&#8217; smarriti, un po&#8217; confusi, un po&#8217; pi\u00f9 soli. Una presenza se n&#8217;\u00e8 andata, che infondeva sicurezza e un confortante senso di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Egli era un po&#8217; come uno di quegli antichi fari che brillano nel buio da lontano: e, anche se nell&#8217;epoca del radar e dei computer le navi non hanno quasi pi\u00f9 bisogno di fari, perch\u00e9 la loro rotta \u00e8 tracciata dagli strumenti automatici, nondimeno \u00e8 rassicurante vedere quella luce brillare nella notte: lo \u00e8 per tutti e non solo per i naviganti, anche per quelli che se ne stanno con i piedi ben piantati sulla terraferma.<\/p>\n<p>Ancora una volta ci si deve confrontare con l&#8217;antica verit\u00e0, che ci si accorge delle cose importanti e benefiche solo quando esse vengono a mancare; ma, finch\u00e9 ci sono, le si d\u00e0 per scontate, non le si apprezza al loro giusto valore. Il fatto di averle sempre a portata di mano, chiss\u00e0 perch\u00e9, induce a sottovalutarle, a notarle poco e a non ringraziare mai, neanche col pensiero.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dal punto di vista umano, \u00e8 un&#8217;altra presenza familiare che se n&#8217;\u00e8 andata senza far rumore, aggiungendosi ad altre, spesso altrettanto discrete: come quella della nonna della casa accanto, persona fine, delicata, modesta; come quella del negoziante della bottega di alimentari, che aveva sempre un sorriso e un cioccolatino per i bambini che entravano coi genitori a fare la spesa; come quella del vecchio poeta, che passeggiava solitario e intabarrato, anche nella buona stagione, contemplando pensoso il fiume e le colline.<\/p>\n<p>Ma il punto di vista umano, per quanto importante, \u00e8 un punto di vista limitato e imperfetto: quello che il vecchio prete ha voluto dire, con l&#8217;esempio oltre che con la parola, nel corso della sua lunga vita operosa, \u00e8 che non si muore, si nasce due volte: perch\u00e9 la morte non \u00e8 una porta sul nulla, ma una porta sulla dimensione piena e luminosa dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Un ritorno a casa, dunque; che non deve far paura. Specialmente se si \u00e8 degnamente impiegata la propria vita, se ci si \u00e8 sforzati di portare a buon fine il proprio compito, rispondendo generosamente alla chiamata e scegliendo non la strada pi\u00f9 comoda, ma quella pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p>La strada giusta, in realt\u00e0, \u00e8 una ed una sola: non ce ne sono due; per\u00f2 \u00e8 vero che la strada giusta \u00e8 anche la meta e che, pertanto, non \u00e8 tracciata in anticipo, bisogna provare e anche sbagliare, senza mai perdersi d&#8217;animo, ricominciando sempre daccapo, con rinnovato slancio: perch\u00e9 sbagliare strada \u00e8 come sbagliare la propria vita, e ogni giorno sbagliato \u00e8 un giorno perso.<\/p>\n<p>Brutta cosa, arrivare a una certa et\u00e0 e rendersi conto di aver sbagliato la propria vita. Meglio starci attenti e cercare di accorgersene in tempo, finch\u00e9 di tempo ce n&#8217;\u00e8 ancora: per quanto possa essere frustrante dover ammettere lo sbaglio e ritornare indietro, \u00e8 sempre meglio che perseverare nella strada sbagliata, solo per malinteso orgoglio o per forza d&#8217;abitudine.<\/p>\n<p>\u00c8 da uomini e donne forti saper ammettere il proprio sbaglio, per quanto doloroso possa essere, e ritornare indietro; \u00e8 da deboli volersi mostrare forti e sicuri, quando si \u00e8 semplicemente fuori strada e perseverare in una direzione sbagliata, che non porta in alcun luogo.<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>La giornata \u00e8 stata fredda e ventosa, ieri la neve \u00e8 caduta in abbondanza sulle montagne vicine, imbiancando tutto il paesaggio come in pieno inverno; invece siamo appena al principio dell&#8217;autunno.<\/p>\n<p>Ora, improvvisamente, le nuvole si sono squarciate e la luna piena appare nel limpido cielo della sera, grande, luminosa, prima di rituffarsi in mezzo ad esse, i cui margini ne sono illuminati e come trasfigurati.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 la nostra vita: brilla per un poco, uscendo fuori dalle tenebre; poi si immerge nuovamente nel buio e nel mistero. E cos\u00ec \u00e8 la vita di coloro che ci corrispondono: ci accompagna per un tratto, a volte breve, a volte un po&#8217; pi\u00f9 lungo; e quando, infine, se ne vanno, ci sentiamo sempre come orfani, inaspettatamente defraudati d&#8217;una sicurezza.<\/p>\n<p>Eppure, anche quel senso di vuoto \u00e8 benefico: ci ricorda la nostra mortalit\u00e0, ci fa porre la nostra vita in una prospettiva seria. Ci induce a domandarci dove stiamo andando e se stiamo percorrendo la strada giusta, la strada buona; ci ricorda che siamo viandanti e pellegrini, in cammino lungo la nostra personale Via Lattea.<\/p>\n<p>Qualche volta siamo stanchi, e allora apprezziamo il calore di chi ci cammina accanto, per un tratto; cos\u00ec come egli, forse, apprezza il nostro. Non siamo qui per odiare, dopotutto, ma per offrirci una spalla lungo le asperit\u00e0 del cammino, pur sapendo che nessuno pu\u00f2 sostituirci sulla strada e che dobbiamo percorrerla noi stessi, fino in fondo, a costo di veglie e sacrifici. Ma ne vale la pena&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se n&#8217;\u00e8 andato in punta di piedi, all&#8217;improvviso, lasciando tutti di stucco. 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