{"id":28327,"date":"2021-12-22T12:55:00","date_gmt":"2021-12-22T12:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/22\/religiosita-popolare-e-superstizione-quale-confine\/"},"modified":"2021-12-22T12:55:00","modified_gmt":"2021-12-22T12:55:00","slug":"religiosita-popolare-e-superstizione-quale-confine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/22\/religiosita-popolare-e-superstizione-quale-confine\/","title":{"rendered":"Religiosit\u00e0 popolare e superstizione: quale confine?"},"content":{"rendered":"<p>Senza dubbio i <em>cattolci adulti<\/em> e tutta la pletora dei teologi progressisti si scandalizzano di fronte agli aspetti pi\u00f9 vistisi della religiosit\u00e0 popolare: dicono che sono al limite della superstizione, e forse anche oltre il limite; e loro, si sa, non vogliono aver niente a che spartire con simile gente e con le sue basse e rozze manifestazioni del culto. Il sacro, per loro, \u00e8 puramente e totalmente spirituale: e non \u00e8 che non abbiano ragione, tutt&#8217;altro, Dimenticano, per\u00f2, che l&#8217;uomo non \u00e8 un puro spirito; \u00e8 fatto di anima e di corpo; e che, per rende il dovuto culti al Dio invisibile, gli uomini hanno bisogno d&#8217;immagini sensibili. Del resto, se fossero capaci di conoscere e adorare Dio in puro spirito di verit\u00e0, non vi sarebbe stato bisogno che il Verbo s&#8217;incarnasse; mentre si \u00e8 incarnato proprio per questo, per assumere su di S\u00e9 anche la parte corporea della nostra natura e mostrarci come sia possibile conciliarla con la parte spirituale, sottomettendo quella a questa. Ricordiamo che anche per san Tommaso d&#8217;Aquino, il sommo filosofo della cristianit\u00e0, <em>nihil est in intellectu quod non sit prius in sensu<\/em>, \u00abnulla \u00e8 nella mente che non sia prima nei sensi\u00bb (<em>De veritate<\/em>, q.2a 3 arg.19): e dunque tutto il nostro sapere, il nostro conoscere, il nostro comprendere, sono resi possibili dalla conoscenza sensibile. Infatti anche quando pensiamo in maniera astratta, in realt\u00e0 formuliamo i nostri pensieri per mezzo d&#8217;immagini: non esistono pensieri puramente astratti, perfino i concetti matematici e geometrici hanno bisogno, per essere pensati, di un minino di corporeit\u00e0. Per esempio, per pensare un punto bisogna pensare un minuscolo spazio segnato sul foglio di carta, pur sapendo che il &quot;vero&quot; punto geometrico non ha alcuna estensione, non occupa alcuno spazio ed \u00e8 quindi una pura astrazione.<\/p>\n<p>Dunque non c&#8217;\u00e8 dubbio che il culto rivolto a Dio, alla Vergine Maria, agli Angeli e ai Santi ha bisogno di segni esteriori: che altro \u00e8 il culto, se non l&#8217;esplicitazione materiale di un rituale invisibile? Come il dito che indica la luna, bisogna guardare la luna e non il dito; solo gli sciocchi guardano il dito. Tuttavia, anche il dito ha la sua importanza: la maggior parte degli esseri umani ne ha bisogno, perch\u00e9 da soli non saprebbero da che parte volger lo sguardo. Guardiamoci perci\u00f2 dal disprezzare quest&#8217;umanit\u00e0 semplice, ma animata da una profonda fede: per spiritualizzarsi in maniera conveniente, la fede deve alimentarsi anche di segni esteriori. Ma c&#8217;\u00e8 un confine fra religiosit\u00e0 popolare e superstizione vera e propria? Fin dove ci si pu\u00f2 spingere nel culto fatto di segni, senza oltrepassare quel delicato confine? La sola risposta onesta che si pu\u00f2 dare \u00e8 che Dio, che legge nei cuori, sa, Lui solo, dove si pone quel confine all&#8217;interno di ciascun uomo. \u00c8 difficile, se non impossibile, giudicare dall&#8217;esterno, tanto pi\u00f9 che Ges\u00f9 Cristo ha raccomandato di prendere esempio dai fanciulli e di essere semplici come loro per accostarsi al Regno di Dio; e ha anche lanciato una terribile maledizione, la pi\u00f9 severa di tutto il Vangelo, contro chi osi dare scandalo ad essi, insozzando la loro innocenza.<\/p>\n<p>Pure, obietter\u00e0 qualcuno, e a ragione, la Chiesa deve prendere posizione, quando viene coinvolta direttamente. Ai fedeli che chiedono al sacerdote di presiedere un certo culto, ad esempio una processione del Santo patrono, o un rito d&#8217;invocazione ad un certo Santo per impetrare il suo aiuto in qualche circostanza della vita (sant&#8217;Anna per il parto, san Valentino per le infestazioni diaboliche) non pu\u00f2 schermirsi: deve approvare o disapprovare. Cos\u00ec pure se un gruppo di fedeli gli chiede di accompagnarlo in pellegrinaggio presso qualche Santuario: se si tratta di luoghi legati ad apparizioni mariane non riconosciute dalla Chiesa, o riconosciute solo parzialmente, come nel caso di Medjugorje, va da s\u00e9 che il sacerdote deve dire un bel s\u00ec o un bel no. Ebbene, crediamo che egli non dovrebbe lasciarsi trasportare in alcun caso dalle sue convinzioni personali, ma farsi guidare solo e unicamente dal Magistero perenne e, scendendo nello specifico, qualora il Magistero non lo contempli, affidarsi al proprio <em>sensus fidei<\/em>, sorretto dalla propria fede e consigliato anche dalla propria esperienza di pastore amorevole, ma fermo.<\/p>\n<p>Scriveva il giornalista Gianni Flamini, bolognese, classe 1932, assai conosciuto come autore di alcune importanti inchieste sul terrorismo altoatesino e sulla loggia P2, nel suo libro <em>I maghi tra i grattacieli<\/em> (Bologna, Edizioni Dehoniane, 1968, pp. 138-140):<\/p>\n<p><em>Nella nostra citt\u00e0-tipo sono diverse le chiese legate a particolari tradizioni superstiziose. In una antica basilica vanno le donne a cui si annuncia vicina la maternit\u00e0. Con un rito singolare che si ripete da generazioni cercano conforto per il difficile momento ormai prossimo. Un vecchio frate le riceve e spiega loro rapidamente quello che dovranno fare per compiere convenientemente la pratica dei cento passi di sant&#8217;Anna. Poi comincia l&#8217;azione &quot;liturgica&quot;. La donna si inginocchia prima davanti a un&#8217;antica immagine di Sant&#8217;Anna, quindi in una cappella vicina cammina attorno a un altare recitando avemarie senza soluzione di continuit\u00e0. Una persona amica che l&#8217;avr\u00e0 accompagnata conter\u00e0 i passi e quando sar\u00e0 arrivata a cento dir\u00e0 alt. A questo punto il frate consegna una piccola candela e si accomiata dopo aver dato la sua benedizione.<\/em><\/p>\n<p><em>La pratica dei cento passi di sant&#8217;Anna si compie infatti in due tempi. Il primo l&#8217;abbiamo visto, il secondo ha inizio quando la donna sar\u00e0 colta delle doglie e sar\u00e0 portata in clinica. Qualcuno a casa tirer\u00e0 fuori da un cassetto la piccola candela donata dal frate e l&#8217;accender\u00e0. Quando essa si sar\u00e0 consumata del tutto si pu\u00f2 essere sicuri che sar\u00e0 nato un bambino sano e robusto e che il parto si sar\u00e0 svolto senza particolari difficolt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo rimasti fino ad ora nell&#8217;ambiti di quella che potremmo chiamare superstizione bianca, ma c&#8217;\u00e8 anche una superstizione nera, ben pi\u00f9 drammatica dell&#8217;altra, che seduce e terrorizza col suo corteo di malefici, spiriti maligni, diavoli e stregonerie. Succede cos\u00ec che in una chiesa dedicata a san Valentino, tutta la citt\u00e0 vada a cercare difesa contro le influenze nefaste. Ognuno porta con s\u00e9 un pacchetto che apre davanti al prete, al quale chiede di benedire la maglia del marito, o il pane che il figlio manger\u00e0 quel giorno, o un&#8217;immaginetta da cucire nella giacca del fratello senza che se ne accorga. Il temuto nemico che si tenta di mettere in condizioni di non nuocere ha sempre lo steso nome: malocchio.<\/em><\/p>\n<p><em>Di nuovo la base inalterabile di tutte le superstizioni chiama in causa lo zio Giuseppe. Solo che questa volta al potere diabolico di maghi, stregoni e fatture si oppone lo scudo di san Valentino, \u00abil prete e martire invocato con fiducia per implorare la salute degli infermi e specialmente per i disgraziati colpiti da epilessia e ma caduco\u00bb. La regola insegna che per disfare la fattura di un mago occorre l&#8217;opera di un altro mago: san Valentino finisce cos\u00ec per adempiere a questa funzione, Come altrettanto avviene per il prete che si rassegna a diventare la vittima del processo di strumentalizzazione che il superstizioso fa dei santi. Anche il prete, per la verit\u00e0, ha poche carte da giocare perch\u00e9 quasi sempre \u00e8 costretto ad assumersi un carico di responsabilit\u00e0 che non approva e tenta inutilmente di togliersi di dosso.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 il caso del parroco della chiesa di san Valentino della citt\u00e0 che abbiamo scelto come test. Dice: \u00abIo non faccio che ripetere che sono sciocchezze ma loro vogliono la benedizione e non posso negarla. \u00c8 assurdo per\u00f2 che si cerchi ancora oggi di guarire l&#8217;epilessia con l&#8217;acqua santa; alla gene serve prima il medico del prete, ma chi si sforza di capirlo? Quasi per darmi torto, tornano dopo un po&#8217; portando al santo un ex voto per qualche grazia ricevuta: la chiesa ne \u00e8 piena. Tutto quello che ho potuto fare \u00e8 stato di cancellare qualche riga nell&#8217;oremus; l\u00e0 dove l&#8217;invocazione a san Valentino dice: &#8216;esaudite quanti vi invocano a valente medico dell&#8217;anima e del corpo&#8217; ho tolto completamente la frase: &#8216;particolarmente negli attacchi del morbo epilettico dai quali tanto straziata rimane la povera umanit\u00e0&#8217;\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>In gran parte il culto superstizioso di san Valentino \u00e8 frutto di una tradizione, quasi di un segreto tramandato di padre in figlio. Si segue insomma un rituale perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 sempre stato. Ma i tempi cambiano e anche se non sono riusciti a fare giustizia di antichi pregiudizi che sembrano trovar continuamente motivo per rinnovarsi, ne portano di nuovi. Ne \u00e8 un esempio tipico san Valentino, sempre meno santo degli epilettici e sempre pi\u00f9 santo degli innamorati. Oggi nella vecchia chiesa, assieme a chi vuole benedire maglie e minestre, ci sono anche i fidanzati, che sotto la statua di un patrono fresco di nomina si scambiano gli anelli.<\/em><\/p>\n<p>Il tono del giornalista \u00e8 piuttosto scettico, ma noi pensiamo che non si debba avere troppa fretta di liquidare le forme da lui riportate, come i &quot;cento passi&quot; di Sant&#8217;Anna e la benedizione contro epilessia nel nome di san Valentino, alla stregua di pure e semplici superstizioni. Prima di tutto, quando una certa forma cultuale \u00e8 molto antica, merita gi\u00e0 per ci\u00f2 stesso rispetto e un certo grado di considerazione: a meno di pensare che generazioni di fedeli e di sacerdoti fossero dominate da una vera e propria sindrome di oscuramento mentale. Poi, oltre all&#8217;antichit\u00e0, bisogna considerare la sostanza effettiva di quel determinato rito, e non soffermarsi unicamente sulla forma: la ritualit\u00e0 \u00e8 l&#8217;espressione di un sentimento religioso, e se il sentimento \u00e8 sincero &#8212; e non \u00e8 difficile accertarsene &#8211; anche la ritualit\u00e0 deve essere considerata con il massimo rispetto. Questo non significa che sia tutto buono, tutto di prima scelta, nel ricchissimo patrimonio della religiosit\u00e0 popolare; l&#8217;importante \u00e8 che non sia cattivo. La fede in tutti i casi \u00e8 visibile a Dio solo; ci\u00f2 che umanamente appare da certe forme cultuali \u00e8 il grado maggiore o minore di sincerit\u00e0 e di trasporto. La tendenza a giudicare con estrema severit\u00e0 ogni espressione della religiosit\u00e0 popolare \u00e8 di matrice illuminista, positivista e materialista: che lo sappiano o no, i sacerdoti che manifestano una vera e propria insofferenza ideologica verso di essa &#8211; e noi ne conosciamo che deridono e umiliano le donne che portano i fiori freschi davanti all&#8217;altare della Madonna &#8211; sono gi\u00e0 fuori del vero spirito religioso e mostrano una forma di povert\u00e0 umana, oltre che di chiusura e ottusit\u00e0 pastorale. E magari sono proprio quelli che, quando rompono i freni e si mettono a parlare e sproloquiare nel tipico linguaggio demagogico progressista, si riempiono la bocca di parole come <em>apertura<\/em>, <em>dialogo<\/em> e <em>inclusione<\/em>; ma in realt\u00e0 non sanno neanche dove stiano di casa simili concetti. L&#8217;ipocrisia \u00e8 infatti il tratto pi\u00f9 tipico d&#8217;un tale clero, arrogante e infetto di modernismo.<\/p>\n<p>Ora, se un sacerdote appende sulle pareti della chiesa gli ex voto dei suoi parrocchiani, ma senza credere alla loro veridicit\u00e0, anzi pensando che si tratta di mere superstizioni, va da s\u00e9 che costui non sta facendo un gioco limpido: sta barando, o con se stesso o coi fedeli, o con entrambi; e, quel che \u00e8 peggio, sta barando col Signore Iddio. Ma <em>a Dio non la si fa<\/em>, come dice il dottor Manson ne <em>La cittadella<\/em> di Cronin. Il problema del clero, a partire dal Concilio Vaticano II, \u00e8 per\u00f2 appunto questo: vuole farla a Dio, ma senza avere il fegato di dirlo. Fra Dio e il mondo ha scelto il mondo, con la scusa di voler portare Dio nel mondo, pi\u00f9 di prima e meglio di prima. Fino al 1962, infatti, preti e teologi non avevano capito nulla; ma poi \u00e8 arrivata l&#8217;illuminazione, son rimasti tutti folgorati sulla via di Damasco, e da quel momento ogni cosa \u00e8 apparsa chiara e limpida, come se fosse illuminata dal sole anche di notte. In verit\u00e0, costoro hanno voluto cambiare la liturgia per poter cambiare la dottrina: ma senza avere la franchezza di dirlo, anzi facendo finta di non voler cambiare nulla, solo le modalit\u00e0 dell&#8217;annuncio. Come se i modi dell&#8217;annuncio fossero separabili dalla sostanza del Vangelo! Ecco perch\u00e9 la religiosit\u00e0 popolare d\u00e0 tanto fastidio a quei signori: perch\u00e9 \u00e8 troppo antiquata, \u00e8 terribilmente anacronistica; mentre essi hanno il complesso del ritardo, quei 200 anni di ritardo rispetto al mondo moderno deprecati dal cardinale Martini. Figuriamoci se possono sopportare il peso morto di quei culti, di quelle processioni, di quei riti e perfino la credenza nel demonio e la necessit\u00e0 degli esorcismi: quello, poi! Roba da Medioevo. Eppure, il problema non \u00e8 sorto nel 1962, e neppure nel 1907, anno della <em>Pascendi<\/em> di san Pio X contro il modernismo; n\u00e9 nel 1864, con la pubblicazione del <em>Sillabo<\/em> di Pio IX; e infine neppure nel 1738, allorch\u00e9 Clemente XII lancia la prima scomunica contro i massoni. No, il problema \u00e8 molto pi\u00f9 vecchio: \u00e8 vecchio quanto la Chiesa. Da sempre la tentazione di mettersi al passo coi tempi, di venire a un&#8217;intesa col mondo, e perci\u00f2 edulcorare il Vangelo, ha infettato una parte del clero e l&#8217;ha spinta sulla china dell&#8217;infedelt\u00e0 a Ges\u00f9 Cristo. Ed \u00e8 essenzialmente un problema di orgoglio, di superbia intellettuale, d&#8217;incapacit\u00e0 di farsi piccoli secondo la raccomandazione evangelica. Il che non significa che il credente deve mortificare la propria intelligenza: tutto il contrario! Forse san Tommaso d&#8217;Aquino ha sacrificato la ragione in nome della fede? Nossignori: ha messo la ragione al servizio della fede, e con la ragione ha spianato la strada dell&#8217;uomo verso Dio. \u00c8 l&#8217;antico peccato di Adamo ed Eva, i quali vollero farsi simili a Dio; ed \u00e8 il peccato degli Angeli ribelli, i quali non vollero servire Iddio e trascinarono nella ribellione anche l&#8217;ordine delle cose celesti. Da allora la natura \u00e8 ferita, e geme in attesa del riscatto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza dubbio i cattolci adulti e tutta la pletora dei teologi progressisti si scandalizzano di fronte agli aspetti pi\u00f9 vistisi della religiosit\u00e0 popolare: dicono che sono<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[236],"class_list":["post-28327","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-sacerdozio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28327","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28327"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28327\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28327"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28327"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28327"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}