{"id":28315,"date":"2018-05-27T03:16:00","date_gmt":"2018-05-27T03:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/27\/referendum-aborto-democrazia-vangelo\/"},"modified":"2018-05-27T03:16:00","modified_gmt":"2018-05-27T03:16:00","slug":"referendum-aborto-democrazia-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/27\/referendum-aborto-democrazia-vangelo\/","title":{"rendered":"Referendum, aborto, democrazia, Vangelo"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 maggio 2018 gli irlandesi hanno votato un referendum per liberalizzare l&#8217;aborto, e i fautori del &quot;s\u00ec&quot; hanno vinto in maniera abbastanza netta. L&#8217;ultimo bastione cattolico dell&#8217;Europa occidentale ha ceduto e anche l&#8217;Irlanda si \u00e8 uniformata alle politiche laiciste e anticristiane della democrazia moderna, secolarizzata e irreligiosa. \u00c8 la stessa strada che l&#8217;Italia, nazione ben pi\u00f9 moderna e progredita, aveva imboccato quasi quarant&#8217;anni fa, precisamente col referendum sull&#8217;aborto del 1981. Ora, subito prima che gli irlandesi fossero chiamati alle urne, il 25 maggio, il cardinale Gualtiero Bassetti ha chiuso l&#8217;assemblea generale della C.E.I., di cui \u00e8 presidente, affermando che i paletti non negoziabili sono, per la Chiesa cattolica, la centralit\u00e0 della persona, la Costituzione, il lavoro e la democrazia. S\u00ec, avete capito bene: non Dio, il peccato e la grazia; non la vita eterna, il paradiso e l&#8217;inferno; neanche l&#8217;amore del prossimo. No: la persona, la Costituzione, il lavoro e la democrazia. Una dichiarazione tutta politica, perfettamente in linea col pontificato ultrapoliticizzato e ultraprogressista del signor Bergoglio; ma una dichiarazione in cui manca totalmente il profumo del divino, il respiro dell&#8217;infinito; in cui manca totalmente la vera impronta cattolica. L&#8217;aborto, il divorzio, l&#8217;eutanasia, sono questioni morali che dividono; dunque, perch\u00e9 insistere su tali sgradevoli punti di contrasto? No, meglio parlare di persona, Costituzione, lavoro e democrazia. E perch\u00e9, poi, la Costituzione? La Costituzione non \u00e8 il Vangelo; a differenza del Vangelo, \u00e8 riformabile, \u00e8 modificabile: \u00e8 giusto che si adatti al mutare dei tempi e delle situazioni. Chi vuole inchiodare gli italiani alla Costituzione del 1947, evidentemente ha in mente un&#8217;idea dell&#8217;Italia che vuole conservare l&#8217;esistente, che vuol salvaguardare gli equilibri attuali; ma non ha a cuore il vero bene degli italiani, i quali nella Costituzione non hanno un cane da guardia, ma uno strumento per la difesa di quel bene. E la democrazia? Chi lo dice che cristianesimo fa rima con democrazia? Per milleottocento anni, il cristianesimo ha fatto rima con monarchia assoluta, e per altri cento con monarchia costituzionale, e nessuno lo ha trovato scandaloso. Attenzione: non stiamo rimpiangendo la monarchia, n\u00e9 quella assoluta, n\u00e9 quella costituzionale: stiamo dicendo che il regime istituzionale non c&#8217;entra con il cristianesimo. Pertanto, \u00e8 assurdo che il Presidente della C.E.I. venga a dire che la democrazia \u00e8 un &quot;valore&quot; irrinunciabile: primo, perch\u00e9 cos\u00ec facendo assolutizza una forma della politica che far\u00e0 certamente il suo tempo, come lo hanno fatto la monarchia assoluta e poi la monarchia costituzionale; secondo, perch\u00e9 politicizza il Vangelo, e lega il destino della Chiesa a qualcosa che appartiene al mondo, contravvenendo alla chiara affermazione di Ges\u00f9 Cristo: <em>Date a Cesare quel che \u00e8 dio Cesare, e a Dio quel che \u00e8 di Dio<\/em>. Ma Bassetti, da bravo bergogliano d.o.c. &#8211; talmente servile verso il suo padrone da aver definito la <em>Amoris laetitia<\/em> &quot;un capolavoro&quot;, e ci\u00f2 pur sapendo benissimo, perch\u00e9 lo sanno tutti ed \u00e8 un fatto, non un&#8217;opinione, che ha causato un&#8217;immensa confusione in tutta la Chiesa, al punto che fior fiore di cardinali e di vescovi hanno chiesto e supplicato, ma invano, una parola chiarificatrice dal signor Bergoglio &#8211; da bravo bergogliano, dicevamo, non si preoccupa di simili quisquilie: lui non ha mica Ges\u00f9 Cristo come punto di riferimento, lui ha un modello molto pi\u00f9 autorevole: il papa Francesco. E se quest&#8217;ultimo mastica politica tutti i santi giorni, e non sa parlare altro che di immigrati, ecologia, ambiente, n\u00e9 si astiene dall&#8217;entrare a gamba tesa dalle vicende politiche italiane, sparando a zero contro Salvini, ed estere, interferendo nella campagna elettorale statunitense da cui \u00e8 uscito vincitore Trump, che volete che sia il monito di Ges\u00f9 Cristo? E poi, quel che disse realmente Ges\u00f9 Cristo non lo sa nessuno: parola di padre Sosa Abascal, generale in carica dei gesuiti. Mica c&#8217;erano i registratori, a quel tempo, in Palestina! Dunque, non sapendo cosa disse realmente Ges\u00f9, ma sapendo, perch\u00e9 lo udiamo tutti i giorni da Santa Marta, cosa dice e ripete il signor Bergoglio, ecco che Bassetti, e Galantino, e Paglia, e tutti gli altri come loro, prontamente si adeguano, anzi, ci mettono del proprio, scalpitano e sgroppano per spingersi ancor pi\u00f9 lontano: santa impazienza, la loro!<\/p>\n<p>E che dire, poi, della centralit\u00e0 della persona? \u00c8 un concetto, questo, che piacerebbe molto a Bonino, a Scalfarti, a Capezzone, e che sarebbe piaciuto al defunto Pannella; ma un cardiale, un Presidente della C.E.I. pu\u00f2 mettere la centralit\u00e0 della persona al primo posto fra le cose irrinunciabili per le quali deve battersi un buon cattolico? Vediamo. Per il cattolicesimo, la persona ha un grandissimo valore; si pu\u00f2 dire perfino, senza tema di smentite, che \u00e8 stato il cristianesimo a &quot;inventare&quot; il concetto di persona, che n\u00e9 i greci, n\u00e9 i romani avevano elaborato, non almeno nel senso che intendiamo noi. Basti dire che, per essi, gli schiavi non erano persone, ma cose: strumenti parlanti, diceva il buon Varrone: pi\u00f9 cose che uomini. Si potevano sacrificare per il divertimento della folla, farli crocifiggere, bruciare vivi, dare in pasto alle belve feroci, o anche farli combattere tra loro, sino alla morte, armati con strane armi e ancor pi\u00f9 strane armature, a met\u00e0 fra la buffonata e la tragedia; ma il sangue che versavano, talvolta a migliaia in un colpo solo, quello era vero, non era un gioco. Tuttavia. se il cristianesimo ha creato il concetto di persona e ha educato a esso generazioni e generazioni di europei, fino a consegnarlo in eredit\u00e0 alla cultura moderna, post-cristiana e anticristiana, ci\u00f2 non significa che la persona, per il cristianesimo, sia al centro di tutto. Niente affatto: al centro di tutto c&#8217;\u00e8 Dio, e solamente Dio. L&#8217;uomo, quanto a se stesso, non \u00e8 al centro di niente, se non dell&#8217;amore di Dio. La visione del reale propria del cristianesimo \u00e8 teocentrica, non antropocentrica; diremo di pi\u00f9: l&#8217;antropologia cristiana \u00e8 pessimistica, perch\u00e9 l&#8217;uomo, dopo il Peccato originale, ha perso, di fatto, gli strumenti per guadagnare l&#8217;amicizia con Dio e, in tal modo, la salvezza: se Dio non gli venisse incontro, se non si fosse incarnato per amor suo, se non lo soccorresse con l&#8217;intervento della grazia, l&#8217;uomo non saprebbe compiere il bene, non saprebbe riconoscerlo, n\u00e9 perseverare in esso: si lascerebbe travolgere dalla sua concupiscenza e sprofonderebbe nel fango delle sue passioni disordinate. Tale \u00e8 la vera antropologia cristiana: non quella, ottimistica e falsamente rassicurante, del signor Bergoglio, o del signor Paglia, o del signor Galantino. Tutti costoro partono dall&#8217;assunto che l&#8217;uomo, in effetti, \u00e8 capace di far da solo: che trova, s\u00ec, un aiuto in Dio, ma che anche senza bisogno di quell&#8217;aiuto, troverebbe comunque la strada per fare il bene. Il che \u00e8 falso. Cos\u00ec come non \u00e8 scritto da nessuna parte che il cattolicesimo deve abbracciare la causa della democrazia, tanto meno \u00e8 scritto che esso deve fare perno attorno alla centralit\u00e0 della persona. La persona, nell&#8217;ottica cristiana, ha valore in quanto \u00e8 illuminata dall&#8217;amore di Dio e in quanto si pu\u00f2 santificare attraverso la grazia e le opere; non ha valore in se stessa, se non nella sua relazione con Dio. Se la persona avesse un valore assoluto, allora si potrebbe anche convenire coi fautori dell&#8217;aborto, o con quelli del divorzio, e anche con quelli delle unioni omosessuali: perch\u00e9 negare alla persona la sua &quot;realizzazione&quot;, l&#8217;affermazione dei suoi diritti, la sua personale ricerca della felicit\u00e0? Se la persona \u00e8 al centro di tutto, chi oser\u00e0 negarle il diritto di godere della vita secondo i suoi gusti, e di soddisfare tutti i suoi bisogni, impulsi e desideri? Solo se si ammette che la persona trova il suo completamento e la sua realizzazione in Dio, il personalismo cristiano trova un significato non equivoco: diventa non gi\u00e0 il riconoscimento di una autonomia assoluta, ma di un legane assoluto con Dio. La persona esiste perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 fatto a immagine di Dio, e non per altro; se cos\u00ec non fosse, quale differenza vi sarebbe fra l&#8217;uomo e le altre creature animali? E infatti, durante questo pontificato, vi sono stati tentativi sconcertanti per suggerire che proprio questo \u00e8 il caso: che la persona e l&#8217;uomo, inteso come essere naturale, sono la stessa cosa; che l&#8217;uomo \u00e8 la persona cosciente dei suoi diritti; che l&#8217;uomo \u00e8 la persona che decide la propria vita e prende in pugno il proprio destino. Ma tutto questo non ha niente a che vedere col cristianesimo, niente a che vedere col Vangelo. \u00c8 un capovolgimento della vera dottrina cristiana, ed \u00e8 una intollerabile adulterazione del cattolicesimo. Ecco perch\u00e9 lo spettacolo della proiezione delle gigantesche immagini di animali sulla facciata della Basilica di San Pietro, la notte, nel dicembre 2015 &#8212; scimmioni, tigri, leoni, squali, perfino cannibali con l&#8217;osso fra i capelli &#8212; ha avuto il sapore di una profanazione vera e propria. \u00c8 stato come se il papa avesse voluto dire: <em>Vedete? Questo \u00e8 l&#8217;uomo; una creatura fra le tante; una come le altre<\/em>. Un animale, in fondo, solo dotato d&#8217;intelligenza e volont\u00e0. Niente trascendenza, n\u00e9 grazia, n\u00e9 vita soprannaturale; n\u00e9 redenzione, n\u00e9 resurrezione, n\u00e9 vita eterna. Certo, queste cose non sono state dette, per\u00f2 suggerite. E molte altre cose, in questo pontificato, sono andate a suggerire i medesimi concetti.<\/p>\n<p>Dunque, partendo da questi due eventi qui concomitanti, l&#8217;esito del referendun irlandese sull&#8217;aborto e le dichiarazioni del cardinale Bassetti, e constatando la disastrosa confusione che regna nella Chiesa oggi, specialmente a livello di Magistero &#8211; che <em>Amoris laetitia<\/em> sia, o non sia, un &quot;capolavoro&quot;, come dice l&#8217;ineffabile Presidente della C.E.I., nella sua sublime e sperticata adulazione &#8212; ci sembra indispensabile fermarci a riflettere brevemente sul senso della relazione che lega la Chiesa cattolica, quella vera, quella di sempre, alla dimensione della politica, affinch\u00e9 le anime non siano sviate o turbate ulteriormente da messaggi incongrui e da indicazioni erronee. E la prima cosa da dire, anzi, da ribadire con estrema energia, \u00e8 questa: il cristianesimo, con la politica, non c&#8217;entra nulla. Questo non significa che esso sia indifferente al destino dell&#8217;uomo; ma il destino terreno dell&#8217;uomo non pu\u00f2 essere concepito come slegato o indifferente rispetto al suo destino vero, quello ultraterreno. Se si perde di vista l&#8217;eternit\u00e0, come sempre raccomandava Kierkegaard, si perde di vista l&#8217;essenziale e si tradisce il cristianesimo, lo si abbassa al livello di una delle tante ideologie di questo mondo, nessuna delle quali, per quanto, forse, animata da buone intenzioni, ha mai portato agli uomini il vero bene, perch\u00e9 nessuna ha mai saputo vedere l&#8217;uomo per quello che realmente \u00e8: una creatura fatta a immagine di Dio, che trova la sua realizzazione solo in Dio, il suo bene in Dio, la sua felicit\u00e0 in Dio, e in nessun altri che in Lui. Il fatto che, storicamente, alla fine del XIX secolo siano sorti dei partiti politici d&#8217;ispirazione cattolica, alcuni dei quali esistono ancora, mentre altri, come quello italiano, si sono dissolti, e nessuno ne rimpiange la scomparsa; e il fatto che, sempre verso la fine del XIX secolo, sotto la spinta di circostanze eccezionali &#8212; la rivoluzione industriale, la nascita del proletariato moderno e la vasta penetrazione in esso dell&#8217;ideologia marxista &#8212; sia sorta una dottrina sociale della Chiesa, non deve farci perdere di vista il fatto che entrambi i fenomeni ebbero luogo per supplire a deficienze obiettive delle istituzioni nei confronti di problemi reali della societ\u00e0, molto gravi e molto urgenti: un po&#8217; come la Chiesa nel Medioevo si era fatta carico di tutta una serie di servizi d&#8217;interesse comune, dagli ospedali alle scuole, pagando per\u00f2 poi, pesantemente, lo scotto della sua inevitabile deriva mondana. In altre parole: non bisogna scambiare per definitivo, e soprattutto per essenziale, un impegno della Chiesa sul piano temporale, che, per quanto nato da buone intenzioni, finisce per creare necessariamente un legame innaturale fra le cose di Dio e le cose terrene. Che la politica sia una cosa sporca, oppure una cosa pulita, \u00e8 questione di opinioni personali; ma che la Chiesa, di per s\u00e9, debba impegnarsi sul fronte politico, e che i cattolici, in quanto cattolici, debbano mettere le rivendicazioni dei diritti politici al centro della loro prospettiva religiosa, questo \u00e8 assolutamente falso, e perci\u00f2 eretico. \u00c8 una delle tentazioni che Ges\u00f9 affront\u00f2 e vinse nel deserto, quando il demonio venne per distoglierlo dalla sua missione di salvezza: cerc\u00f2 di invogliarlo a trasformarsi in un messia politico, ma senza alcun successo. Ges\u00f9 non si lasci\u00f2 fuorviare; dunque, neppure i suoi seguaci dovrebbero farlo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un&#8217;altra riflessione da fare. La democrazia, applicata alla maniera di pensare e di sentire dei cattolici, \u00e8 un&#8217;arma a doppio taglio; in altre parole, \u00e8 estremamente pericolosa, perch\u00e9 suggerisce una impropria estensione delle sue categorie dalla politica alla sfera religiosa. Invece il principio democratico della maggioranza, applicato alle cose dello spirito, \u00e8 gravemente fuorviante: la vita della Chiesa non si decide a colpi di maggioranza (o, magari, di minoranza, se quest&#8217;ultima \u00e8 molto decisa e ben organizzata), per il semplice fatto che la vita della Chiesa ruota attorno al Deposito della fede, e questo proviene direttamente dalla Rivelazione. Di conseguenza, voler estendere il <em>modus operandi<\/em> della democrazia alla vita della Chiesa conduce a delle vere e proprie eresie, perch\u00e9 fa dipendere le verit\u00e0 di fede da qualcosa che \u00e8 umano, e, per giunta, da qualcosa che \u00e8 storico, perch\u00e9 le opinioni degli uomini, sul piano terreno, variano col variare dei tempi (e dei luoghi: ed ecco le teologie indigene: latinoamericana, africana, cinese, indiana). Eppure, questo \u00e8 precisamente quel che si \u00e8 verificato durante il Concilio Vaticano II: un concilio deciso secondo le procedure tipiche dell&#8217;ideologia democratica; tanto che, quando Giovanni XXIII sub\u00ec il rifiuto degli schemi preparatori da parte di una agguerrita minoranza di vescovi progressisti, i quali pretesero di riscriverli di sana pianta, il cardinale Suenens, capofila di questi ultimi, non si perit\u00f2 d&#8217;esultare: <em>Ora anche la Chiesa ha il suo 1789!<\/em> Ma allora, a decidere della validit\u00e0 della santa Eucarestia saranno i vescovi, secondo le loro private opinioni? \u00c8 quel che sta accadendo ora, col consenso di Bergoglio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 maggio 2018 gli irlandesi hanno votato un referendum per liberalizzare l&#8217;aborto, e i fautori del &quot;s\u00ec&quot; hanno vinto in maniera abbastanza netta. 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