{"id":28313,"date":"2022-12-26T09:56:00","date_gmt":"2022-12-26T09:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/12\/26\/reductio-ad-unum\/"},"modified":"2022-12-26T09:56:00","modified_gmt":"2022-12-26T09:56:00","slug":"reductio-ad-unum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/12\/26\/reductio-ad-unum\/","title":{"rendered":"Reductio ad unum"},"content":{"rendered":"<p>In fondo, a ben guardare, il principio \u00e8 sempre lo stesso: cercare la sola via giusta in mezzo alla foresta disordinata delle strade possibili.<\/p>\n<p>Tutti i fiumi portano al mare: ma non \u00e8 lo stesso mare.<\/p>\n<p>E tutti i semi cha attecchiscono nella terra portano alla pianta adulta: ma non sar\u00e0 la stessa pianta.<\/p>\n<p>E ogni vagito di bambino indica una vita che \u00e8 venuta al mondo: ma non diverr\u00e0 un adulto uguale a ad alcun altro.<\/p>\n<p>Ogni cosa tende all&#8217;uno, ma non all&#8217;identit\u00e0, n\u00e9 con le altee cose, n\u00e9 con il tutto: ecco l&#8217;errore del panteismo. Tutto cerca l&#8217;Uno, ma appunto perch\u00e9 l&#8217;Uno che tutte le cose cercano \u00e8 quello che rende possibile la loro molteplicit\u00e0 e differenza.<\/p>\n<p>Tutta la nostra vita \u00e8 un continuo bisogno e una continua ricerca di unit\u00e0: prima nel seno della mamma, poi fra le braccia della sposa amata (o dello sposo), infine tra le braccia amorevoli del Padre, che ci aspettavano Da sempre, gi\u00e0 da prima che il nostro seme fosse concepito.<\/p>\n<p>In tutti i volti delle ragazze che ci attraggono, \u00e8 in fondo sempre lo stesso volto che ci attrae con forza misteriosa, anche se non ne siamo consapevoli: quello di nostra madre, come si \u00e8 impresso nella nostra percezione infantile. E la stessa cosa accade alle ragazze nei confronti degli uomini, specie quando si tratta di un sentimento che sgorga dal profondo e non ha niente a che fare con un desiderio momentaneo.<\/p>\n<p>In tutti i nostri amici, in fondo \u00e8 uno solo quello che cerchiamo: il pi\u00f9 fedele, il pi\u00f9 paziente, quello che non ci deluder\u00e0 mai. Cosa che invece, talvolta accade, anche dopo anni di amicizia e per i motivi pi\u00f9 futili. Noi vogliamo quell&#8217;amico che ci rester\u00e0 sempre accanto, anche ai piedi della croce; che non ci vender\u00e0 per denaro come fece Giuda Iscariota, e che non ci rinnegher\u00e0 davanti al mondo, per paura o per vergogna di noi, come san Pietro.<\/p>\n<p>In tutte le sorgenti presso le quali ci dissetiamo, in tutte le pozze ove, accaldati e stanchi, ci bagniamo, \u00e8 sempre la stessa acqua, \u00e8 sempre la stessa fonte che cerchiamo: quella ove abbiamo ricevuto il santo Battesimo.<\/p>\n<p>E tutte le volte che ci raccogliamo in preghiera, \u00e8 alla nostra prima preghiera che inconsciamente torniamo, quella che ci \u00e8 stata insegnata da piccoli.<\/p>\n<p>E in tutte le chiese ove ci capita di entrare, per i motivi pi\u00f9 vari, anche semplicemente di studio, o magari per scaldarci dal freddo, \u00e8 sempre la stessa chiesa che istintivamente ci aspetteremmo di vedere: quella della nostra prima Comunione e della Cresima.<\/p>\n<p>E se, dopo aver girato il mondo e aver visto tanti paesi e citt\u00e0, ci capita poi, magari per caso, di tornare nella nostra citt\u00e0 e di passare sotto le finestre della nostra prima casa, quella nella quale siamo nati (perch\u00e9 allora non si nasceva in ospedale, salvo casi particolari), allora sentiamo che il significato della parola <em>casa<\/em> per noi \u00e8 quello e solamente quello, e non potrebbe essere che quello: anche se la casa non \u00e8 bella ed \u00e8 vecchia, anche se non ha l&#8217;ascensore e le stanze sono piccole e poco illuminate.<\/p>\n<p>Con la ricerca del sapere, \u00e8 la stessa cosa. Da bambini restiamo affascinati da tante cose, vorremmo esplorarle e conoscerle tutte, tutte: dal castello signorile che si staglia maestoso contro il profilo delle colline, alla vecchia casa di periferia tutta coperta d&#8217;edera che sta cadendo in rovina e il cui giardino rinselvatichito \u00e8 popolato da una quantit\u00e0 di gatti randagi. E poi ascoltare i racconti dei grandi, specialmente quelli dei nonni: com&#8217;era il mondo ai loro empi, come giocavano da bambini, come vivevano in tempi di pace e di guerra.<\/p>\n<p>E le favole che il pap\u00e0 o la mamma ci raccontavano la sera, prima del bacio della buonanotte, erano in fondo sempre la stessa: cambiavano l&#8217;ambientazione, l&#8217;epoca (sempre indeterminata) e lo stato sociale dei protagonisti, ma era sempre la stessa storia che ritornava in cento forme e con mille volti diversi: la favola dell&#8217;amicizia, dell&#8217;amore e della fedelt\u00e0, la favola della lotta del male contro il bene; e il male, alla fine, nonostante le sue minacciose apparenze, risultava sempre sconfitto, condannato alla disfatta dalla sterilit\u00e0 della sua stessa cattiveria. E bench\u00e9 la storia fosse in realt\u00e0 sempre la stessa, pure sembrava ogni volta nuova diversa; non generava mai alcun senso di monotonia o di stanchezza, al contrario: era sempre affascinante ed elettrizzante come la prima volta, e si avrebbe voluto ascoltarla una seconda una terza volta. Nessun programma televisivo, nessun film possedevano la stessa forza di attrazione: gustate cos\u00ec, al calduccio nel proprio lettino, le fiabe della sera erano impagabili e insuperabili, erano quanto di meglio per chiudere in pace e in serenit\u00e0, con la mente piena di sogni e di avventure generose, la giornata, dopo la recita delle preghiere e il breve ma necessario esame di coscienza.<\/p>\n<p>Tutto nella vita converge verso un punto focale: la sola differenza \u00e8 che i bambini lo sanno, o almeno lo intuiscono, mentre la stragrande maggioranza degli adulti se n&#8217;\u00e8 bella e scordata e non ci pensa proprio.<\/p>\n<p>Sarebbe un&#8217;impropria semplificazione dire che quel punto focale \u00e8 la fine del cammino terreno, cio\u00e8 la morte: anche perch\u00e9 i bambini, se non vi sono costretti dalle circostanze brutali, alla morte non pensano affatto. No: il punto focale, per loro, \u00e8 la ricerca assidua, incessante, spesso inconsapevole, sempre esigente e appassionata, capace di assumere mille strategie, di aprirsi una strada nei punti pi\u00f9 impensati, di pregustare con l&#8217;immaginazione ci\u00f2 che ancora neppure si vede, della felicit\u00e0. Il bambino \u00e8 fatto per essere felice; \u00e8 fermamente convinto che la vita ne possieda un bagaglio inesauribile; e non si lascia sfuggire la bench\u00e9 minima occasione &#8212; il bambino sano ed equilibrato, naturalmente, non il bambino viziato e affetto dalla stessa nevrosi dell&#8217;avere che possiede gli adulti &#8212; di scorgerla, di afferrarla, di trattenerla. Lui sa come fare; lui conosce le dolci misteriose parole di un linguaggio tutto suo, che costringe la bella ma volubile signora a trattenersi con lui quanto pi\u00f9 a lungo possibile, nonostante tutto e tutti.<\/p>\n<p>Lui non sa, naturalmente &#8212; non conosce n\u00e9 Aristotele, n\u00e9 san Tommaso d&#8217;Aquino &#8212; che essere felici equivale ad avere la coscienza pulita e condurre alla perfezione &#8212; relativa, ben s&#8217;intende &#8212; la propria natura, che, per l&#8217;uomo, \u00e8 razionale, volitiva e rammemorante. Che poi sono due facce di una stessa condizione, perch\u00e9 se la coscienza non \u00e8 pulita, sgombra da impurit\u00e0 e imperfezioni, intossicata dal rimorso delle cattive azioni, non potr\u00e0 mai gustare i frutti deliziosi che crescono nel giardino della felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Eppure \u00e8 cos\u00ec: e in fatto di filosofia dovremmo andare tutti quanti alla scuola dei bambini, perch\u00e9 loro ne sanno assai pi\u00f9 di noi.<\/p>\n<p>Adesso immaginiamo di voler raggiungere una sella in montagna, ma di essere sprovvisti di carte. Ci metteremo in marcia, di buon passo, cercando d&#8217;indovinare la direzione giusta. Da tutta una serie d&#8217;indizi, di ragionevoli supposizioni, di particolari significativi, abbiamo compreso che la direzione giusta \u00e8 quella che va a nord-est. A quel punto, possiamo sgombrare tre quarti del nostro orizzonte ideale ed escludere tutti i sentieri, tutte le direzioni di marcia che vanno verso sud-est, verso sud-ovest o verso nord-ovest.<\/p>\n<p>Certo, non \u00e8 del tutto da escludersi che qualche sentiero capriccioso, dopo essersi avviato in una direzione apparentemente sbagliata, descriva poi una curva fra i boschi e torni indietro, avvicinandosi alla nostra meta, senza che noi ne abbiamo alcun sentore. \u00c8 possibile, ma improbabile, e quando bisogna mettere sulla bilancia il gioco delle probabilit\u00e0, \u00e8 meglio lasciar perdere l&#8217;improbabile, l&#8217;imprevedibile, il capriccioso, e affidarsi alle sane, vecchie, buone apparenze: pur coscienti che non sempre l&#8217;abito fa il monaco. La vita \u00e8 fatta anche di rischi, e bisogna saperne affrontare qualcuno.<\/p>\n<p>I bambini sanno che la felicit\u00e0 esiste, \u00e8 possibile, \u00e8 sempre nascosta dietro l&#8217;angolo di casa, o forse <em>dentro<\/em> l&#8217;angolo: sanno che non si paga in denaro, e infatti con la scambiano, se non raramente e per un tempo brevissimo, con un giocattolo costoso; sanno anche che \u00e8 una regina un po&#8217; capricciosa, che viene quando vuole e se ne va altrettanto facilmente, ma sanno anche che esiste un repertorio di trucchi, di piccole astuzie, di magie evocate dalla loro stessa innocenza, che ha il potere di cambiare la durata del tempo e far durare pochi minuti come se fossero ore.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per un adolescente, il miraggio della felicit\u00e0 \u00e8 nell&#8217;amicizia, nell&#8217;amore e nello sport. Sogna di diventare un grande calciatore, o magari un famoso alpinista, di conquistare tutte le vette pi\u00f9 ardue dei Cinque Continenti. Oppure sogna d&#8217;indossare la maglia rosa, di vincere trionfalmente il Giro d&#8217;Italia, di lasciarsi alle spalle, sulla mitiche salite delle Alpi, gli avversari pi\u00f9 quotati e pi\u00f9 temibili. E questi pensieri, per quanto vaghi e indistinti, gli forniscono gi\u00e0 un qualche assaggio, un qualche anticipo della felicit\u00e0 futura. Perch\u00e9 egli pensa ancora &#8212; e qui sta gi\u00e0 mostrando la sua goffaggine e la sua inesperienza &#8212; che essa sia senz&#8217;alto qualcosa di futuro, un evento, una situazione, una persona che un giorno, molto presto, entreranno con un sorriso nella sua vita, e la solleveranno a parecchi metri da terra.<\/p>\n<p>Poi un bel giorno l&#8217;adolescente diventa un giovane uomo e deve pur fare una scelta, imboccare una strada: quella del lavoro o quella degli studi universitari, e quali. Se \u00e8 un giovane serio, introspettivo, portato alla contemplazione, facilmente sar\u00e0 attratto dalle scienze naturali, dall&#8217;astronomia, dalle matematiche: vorr\u00e0 cercare un perch\u00e9. Ma anche la storia eserciter\u00e0 un fascino potentissimo: tutta la storia, dall&#8217;antichit\u00e0 al tempo presente. E il tempo presente significa governo, opposizione, politica, ingiustizie: se ha un temperamento focoso, non \u00e8 escluso che abbracci le ideologie pi\u00f9 rivoluzionarie ed estremiste. E se ha un animo sensibile, la storia dell&#8217;arte e la musica saranno in cima alle sue preferenze: si perder\u00e0 ore e giornate intere fra pinacoteche e gallerie. Ma la bellezza \u00e8 effimera, \u00e8 come una trama di sogni: la realt\u00e0 sono i corpi che invecchiano e muoiono. Non ha senso rifugiarsi in un castello d&#8217;avorio. Poi, un poco alla volta, senza disertare nessuno di questi interessi, sar\u00e0 portato ad approfondirne alcuni, quelli che gli parranno pi\u00f9 essenziali per avvicinarsi alla soluzione del problema. Lui ancora non lo sa, ma il problema \u00e8 sempre quello: la <em>reductio ad unum<\/em>; scoprire la sorgente unica che illumina e giustifica le infinite manifestazioni del mondo della natura e della storia. Qualche volta, durante le sue ricognizioni storico-artistiche, entrando in una chiesa solitaria e particolarmente antica, e perdendosi nella luce che pare smaterializzare ogni cosa, verr\u00e0 sfiorato, magari inconsapevolmente, da quei lontani ricordi della Prima Comunione e delle Cresima, dalle lezioni del catechismo, da quel dolce timore che lo accompagnava fino al confessionale, e da quel meraviglioso senso di pulizia, di pace col mondo, quando ne usciva dopo aver ricevuto l&#8217;assoluzione. Ma pi\u00f9 che ricordi sono sensazioni indistinte, come di qualcosa di bello che giace in fondo alla coscienza, ma non si decide a rivelarsi pienamente. \u00c8 passato tanto tempo! E i giovani, a meno che siano toccati dalla grazia, a tutto pensano fuor che al seminario, e qualche settimana dopo il rito della Cresima par che abbiano dimenticato tutto: peggio, che quasi si vergognino di aver creduto a quelle verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed ecco che il nostro giovane, ammaestrato anche da alcune rudi lezioni della vita, concentra sempre di pi\u00f9 i suoi interessi. Romanzi, poesie, ha sempre fatto fatica a leggerli; ora non ci riesce proprio: gli parrebbe di buttar via del tempo. \u00c8 un giudizio ingiusto, naturalmente, ma i giovani sono cos\u00ec: o tutto o niente. Da anni, ormai, lascati da parte anche i libri di latino e di greco, non ha occhi che per quelli di filosofia, specie di metafisica: che al liceo, chiss\u00e0 perch\u00e9, lo attiravano pochissimo. Ma si era accorto che sono scritti tutti alla stessa maniera, che vogliono convincerlo delle stesse tesi, anche se lui non ne \u00e8 convinto affatto: perci\u00f2 comincia a frequentare i mercatini e le librerie antiquarie e fa delle vere scoperte che lo riempiono di gioia: libri ormai rarissimi, non pi\u00f9 ristampati da decenni (e perfino da oltre un secolo!), e tuttavia ancora cos\u00ec spregiati che si vendono a pochi euro l&#8217;uno. Vuoi vedere che al liceo la filosofia lo annoiava per come la porgevano?<\/p>\n<p>E cos\u00ec fa incetta di vecchi testi filosofici che nessuno vuole pi\u00f9, di autori sovente dimenticati. Per\u00f2 sono autori che danno luce, che rischiarano il cammino; autori che scaldano il cuore, perch\u00e9 esprimono alla perfezione quel che anche lui sente; mentre dagli altri non si sente capito, viene trattato come un essere alieno. E cos\u00ec, rovistando fra gli scaffali polverosi, finalmente la grande scoperta, la scoperta definitiva: la teologia. Quanti bellissimi tomi ancora intonsi, grossi, dove ogni pagina contiene decine di verit\u00e0 sublimi e innalza la mente e l&#8217;anima ad altezze sublimi! Par di guardare il mondo da un&#8217;altezza stratosferica: e questo dopo aver adottato la pi\u00f9 semplice delle tecniche, l&#8217;umilt\u00e0. Con la superbia, anche la pi\u00f9 bella intelligenza impazzisce e si perde nei suoi vani ragionamenti; ma solo con l&#8217;umilt\u00e0 \u00e8 possibile che venga la grazia, e con essa tutto si fa chiaro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In fondo, a ben guardare, il principio \u00e8 sempre lo stesso: cercare la sola via giusta in mezzo alla foresta disordinata delle strade possibili. 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