{"id":28311,"date":"2009-04-28T09:42:00","date_gmt":"2009-04-28T09:42:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/28\/se-non-ci-fosse-stato-bisogno-della-redenzione-vi-sarebbe-stata-egualmente-lincarnazione\/"},"modified":"2009-04-28T09:42:00","modified_gmt":"2009-04-28T09:42:00","slug":"se-non-ci-fosse-stato-bisogno-della-redenzione-vi-sarebbe-stata-egualmente-lincarnazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/04\/28\/se-non-ci-fosse-stato-bisogno-della-redenzione-vi-sarebbe-stata-egualmente-lincarnazione\/","title":{"rendered":"Se non ci fosse stato bisogno della Redenzione, vi sarebbe stata egualmente l\u2019Incarnazione?"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli interrogativi pi\u00f9 ardui e &#8211; se ci \u00e8 concessa l&#8217;espressione &#8211; pi\u00f9 appassionanti della teologia cristiana \u00e8, a nostro avviso, il seguente: \u00abSe non vi fosse stato nessuno da redimere, Cristo si sarebbe fatto egualmente carne e sangue; si sarebbe fatto egualmente Uomo fra gli uomini, affrontando, per amor loro, la sofferenza e la morte?\u00bb.<\/p>\n<p>Non \u00e8, si badi, una domanda oziosamente astratta; non \u00e8 una domanda per professori che hanno la sola preoccupazione di girarsi i pollici tutto il santo giorno, seduti comodamente dietro la loro cattedra, con la sicurezza dello stipendio assicurato ad ogni fine del mese.<\/p>\n<p>Al contrario: \u00e8 una domanda drammatica; e, inoltre, una domanda estremamente pregnante, anche sul piano speculativo e prettamente filosofico.<\/p>\n<p>Drammatica: perch\u00e9, per un cristiano, il mistero pi\u00f9 altro della propria religione, l&#8217;Incarnazione, si intreccia con quello altrettanto profondo della Redenzione, e pone con forza la questione del senso della condizione umana, anzi, della condizione universale: a che cosa tendono gli enti, e con quali forze possono realizzare la propria vocazione? Se sono stati chiamati alla pienezza, cio\u00e8 al Bene, come mai non possiedono l&#8217;autonoma capacit\u00e0 di perseguire tale fine; e come mai, pur potendo disporre dell&#8217;aiuto soprannaturale della Grazia, accade frequentemente che cadano ugualmente, n\u00e9 riescano a portare a termine il proprio scopo?<\/p>\n<p>Pregnante: perch\u00e9, se il peccato originale ha reso necessaria l&#8217;Incarnazione, allora \u00e8 l&#8217;uomo che, con la sua caduta, muove il piano provvidenziale di Dio: e, in questo caso, dovremmo parlare di una teologia antropocentrica, nella quale tutto parte dell&#8217;uomo ed all&#8217;uomo ritorna; mentre, se si ammette che l&#8217;Incarnazione vi sarebbe stata comunque, allora ci si trova in presenza di una teologia cristocentrica, sulla linea del Vangelo di San Giovanni e delle Epistole di San Paolo.<\/p>\n<p>\u00abIn principio era il Verbo [il Logos] &#8211; esordisce, magnificamente, il quarto Vangelo -; e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio\u00bb.<\/p>\n<p>E ribadisce il concetto con l&#8217;affermazione esplicita di Cristo (Gv., 10, 30): \u00abIo e il Padre siamo una cosa sola\u00bb.<\/p>\n<p>Dunque, Cristo esiste \u00abab aeterno\u00bb: il fatto che Egli si sia incarnato, in un dato momento storico, non significa che Egli si riduce alle dimensioni del Cristo storico; al contrario: il Cristo storico \u00e8 solo la manifestazione visibile, per cos\u00ec dire, del Cristo divino, del Cristo eterno.<\/p>\n<p>E, se \u00e8 eterno, allora vuol dire che il Cristo continua ad essere non solo l&#8217;alfa, ma anche l&#8217;omega della creazione: vuole dire che tutte le cose tendono a lui, o meglio, che Egli attira a s\u00e9 tutte le cose, per dare ad esse la pienezza e la vita.<\/p>\n<p>Come dice San Paolo nella Lettera agli Efesini (4, 7 sgg.):<\/p>\n<p>\u00abIl corpo di Cristo si svilupper\u00e0 fino a quel giorno in cui l&#8217;unit\u00e0 della fede ci raccoglier\u00e0 tutti nella conoscenza perfetta del Figlio di Dio e giungeremo a formare l&#8217;uomo adulto, a raggiungere pienamente la statura di Cristo.\u00bb<\/p>\n<p>E, sempre San Paolo, nella Lettera ai Corinzi, XV, 12-28):<\/p>\n<p>\u00abNoi dunque predichiamo che Cristo \u00e8 risuscitato dai morti. Allora come mai alcuni tra voi dicono che non vi \u00e8 risurrezione dei morti? Ma se non c&#8217;\u00e8 resurrezione dei morti, neppure Cristo \u00e8 risuscitato! E se Cristo non \u00e8 risuscitato, la nostra predicazione \u00e8 senza fondamento e la vostra fede \u00e8 senza valore. Anzi finiamo per essere falsi testimoni di Dio, perch\u00e9, contro Dio, abbiamo affermato che egli ha risuscitato Cristo. Ma se \u00e8 vero che i morti non risuscitano, Dio non lo ha risuscitato affatto. Infatti se i morti non risuscitano, neppure Cristo \u00e8 risuscitato.\u00a0 E se Cristo non \u00e8 risuscitato, la vostra fede \u00e8 un&#8217;illusione, e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche i credenti in Cristo che sono morti sono perduti.<\/p>\n<p>Ma se abbiamo sperato in Cristo solamente per questa vita, noi siamo i pi\u00f9 infelici di tutti gli uomini.<br \/>\nMa Cristo \u00e8 veramente risuscitato dai morti, primizia di risurrezione per quelli che sono morti. Infatti per mezzo di un uomo \u00e8 venuta la morte, e per mezzo di un uomo \u00e8 venuta la risurrezione. Come tutti gli uomini muoiono per la loro unione con Adamo, cos\u00ec tutti risusciteranno per la loro unione a Cristo.\u00a0 Ma ciascuno nel suo ordine. Prima Cristo che \u00e8 la primizia, poi, quando Cristo torner\u00e0, quelli che gli appartengono. Poi Cristo distrugger\u00e0 ogni Principato, Dominazione e Potenza, e consegner\u00e0 il regno a Dio Padre: allora sar\u00e0 la fine. Perch\u00e9 Cristo deve regnare, finch\u00e9 Dio abbia messo tutti i nemici sotto i suoi piedi. L&#8217;ultimo nemico a essere distrutto sar\u00e0 la morte. Infatti la Bibbia afferma: \u00abTutto ha posto sotto i suoi piedi\u00bb [quest&#8217;ultima citazione si riferisce al Salmo 110, 1, e al Salmo 8, 7].<\/p>\n<p>Ma quando dice che tutto gli \u00e8 stato assoggettato, \u00e8 chiaro che si deve eccettuare colui che gli ha assoggettato ogni cosa. E quando avr\u00e0 assoggettato a lui tutte le cose, allora il Figlio stesso far\u00e0 atto di sottomissione a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinch\u00e9 Dio sia tutto in tutti.\u00bb<\/p>\n<p>E ancora Giovanni, nel Libro dell&#8217; Apocalisse (22, 12 sgg.):<\/p>\n<p>\u00abEcco, io vengo presto, e porto con me il premio, per retribuire ciascuno secondo le opere sue. Io sono l&#8217;Alfa e l&#8217;Omega, il primo e l&#8217;ultimo, il principio e la fine.\u00bb<\/p>\n<p>Dicevamo che la tesi antropocentrica relativa all&#8217;Incarnazione \u00e8 stata sostenuta da Tommaso d&#8217;Aquino e dalla sua scuola, con la celebre formula: \u00abPeccato non existente, Incarnatio non fuisset\u00bb; cio\u00e8: \u00abSe non vi fosse stato il peccato [originale], non avrebbe avuto luogo neppure l&#8217;Incarnazione\u00bb (\u00abSumma Theologiae\u00bb, III, q. 1, a. 3).<\/p>\n<p>\u00c8 pur vero che n\u00e9 San Tommaso, n\u00e9 San Bonaventura, insieme alla maggior parte dei teologi della Scolastica, hanno presentato tale proposizione come una certezza, ma solo come una probabilit\u00e0; \u00e8 probabile &#8211; essi dicono &#8211; che, se non vi fosse stato il peccato, Dio non avrebbe avuto necessit\u00e0 di incarnarsi per liberare gli uomini da esso.<\/p>\n<p>Ma quella probabilit\u00e0 fu trasformata in certezza dai seguaci e dai continuatori di San Tommaso e di San Bonaventura; e tale divenne ,ben presto, nella convinzione dei pi\u00f9.<\/p>\n<p>Da parte sua, Giovanni Duns Scoto, il \u00abDoctor Subtilis\u00bb dell&#8217;Ordine francescano, contemporaneo di Dante, aveva elaborato una dottrina diversa: per lui, era cosa certa &#8211; e non soltanto probabile &#8211; che Cristo si sarebbe incarnato egualmente, anche se non vi fosse stato il peccato originale, portando verso la pienezza l&#8217;intera creazione.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della differente interpretazione dei passi scritturistici che giustifica i diversi esiti della ricerca delle due grandi scuole teologiche medievali, la tomista (che, in questo caso, prese decisamente il sopravvento per alcuni secoli, diciamo pure fin verso il Concilio Vaticano II) e la scotista, la differenza di fondo delle due linee di pensiero verte su un aspetto che trascende di gran lunga l&#8217;oggetto della disputa, ossia la gratuit\u00e0 assoluta della Redenzione.<\/p>\n<p>Per la scuola tomista, Cristo si \u00e8 incarnato per redimere l&#8217;umanit\u00e0 peccatrice; dunque, Egli ci ha riscattato a caro prezzo perch\u00e9 fossimo liberati dagli artigli del diavolo e dalla morte stessa, frutto del peccato.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che, alla base di questa interpretazione, l&#8217;attributo divino che viene privilegiato \u00e8 la Giustizia. Dio compie un atto di riparazione, ricomprando &#8211; cio\u00e8 pagando il prezzo dovuto &#8212; ci\u00f2 che era stato venduto: tale il significato etimologico del verbo \u00abredimere\u00bb. Innegabilmente, questa interpretazione finisce per assumere una connotazione di tipo prevalentemente legalistico: l&#8217;Incarnazione e la stessa Passione di Cristo appaiono come la volont\u00e0 di adempiere ai doveri di un contratto.<\/p>\n<p>Invece l&#8217;interpretazione scotista ha questo di caratteristico, che mette in risalto la gratuit\u00e0 del dono fatto da Dio all&#8217;uomo mediante l&#8217;Incarnazione. Cristo si incarna per un atto di amore e per portare nel mondo la pienezza della sua vita, della sua gloria, della sua luce.<\/p>\n<p>Per Duns Scoto, Cristo che si incarna compie un atto di amore gratuito, totalmente libero e, quindi, non condizionato dal peso del peccato; la Redenzione, pertanto, non \u00e8 solo e unicamente il risarcimento di un danno commesso (la colpa di Adamo), ma la Redenzione dell&#8217;umanit\u00e0 e dell&#8217;universo tutto (come dice San Paolo) dai limiti di una condizione imperfetta, dominata dalla morte, per trasfigurarlo nella sua stessa Vita inesauribile.<\/p>\n<p>Anche Teilhard de Chardin fondava la sua teologia sull&#8217;idea cristocentrica e pensava che una grande evoluzione cosmica conducesse ogni cosa verso il Cristo finale, fonte di amore inesauribile, che segna l&#8217;alfa e l&#8217;omega del creato.<\/p>\n<p>Ma vediamo pi\u00f9 da vicino le ragioni per le quali la scuola tomista perviene alla formulazione sopra citata: \u00abPeccato non existente, Incarnatio non fuisset\u00bb; dopo di che, potremo sviluppare alcune considerazioni pi\u00f9 specifiche in proposito.<\/p>\n<p>Per farlo, ci serviamo di una pagina del saggio del teologo J. F. Bonnefoy, \u00abIl primato di Cristo nella teologia contemporanea\u00bb, in \u00abProblemi e orientamenti della teologia dogmatica\u00bb, Milano, Marzorati, 1957, vol. II, p. 193 sgg., 226); riportato anche nel libro di Samuele Girotto \u00abCristo, centro dell&#8217;Universo\u00bb (Torino, Marietti, 1969, pp. 318-21):<\/p>\n<p>\u00abUn altro punto della scuola tomista che restringe e oscura la vocazione del Cristo nell&#8217;universo, \u00e8 quello riguardante le ragioni e le finalit\u00e0 dell&#8217;Incarnazione.<\/p>\n<p>I teologi scotisti fermano la loro attenzione principalmente sul culto d&#8217;onore e d&#8217;amore dovuto in modo adeguato e sicuro all&#8217;infinita maest\u00e0 di Dio, sulla Signoria assoluta e universale dell&#8217;uomo Cristo Ges\u00f9.<\/p>\n<p>I tomisti, invece, escludono questi scopi e affermano &#8211; nel decreto dell&#8217;Incarnazione &#8211; un solo motivo o fine: quello redentivo, citando anch&#8217;essi, a prova della loro dottrina, testi biblici e patristici.<\/p>\n<p>Si \u00e8 gi\u00e0 visto sopra che il loro modo di ragionare sui testi citati non corrisponde a verit\u00e0. Lo documentiamo con le seguenti riflessioni storiche e teologiche.<\/p>\n<p>&quot;La ragione propriamente detta dell&#8217;Incarnazione che si trova pi\u00f9 spesso sostenuta nella teologia latina &#8211; osserva Bonnefoy &#8211; \u00e8 indubbiamente la redenzione del genere umano.<\/p>\n<p>Si deve vedere in questo fenomeno un&#8217;influenza, se non addirittura una esagerazione, della dottrina di S. Agostino, maestro dei nostri grandi Scolastici..<\/p>\n<p>Egli, che aveva avuto nella giovinezza una penosa esperienza del male morale, ne fu costantemente preoccupato, cosicch\u00e9 si potrebbe dire della sua teologia quello che il Gilson ha detto della sua filosofia: essa \u00e8 una teologia della conversione.<\/p>\n<p>Che il Cristo sia il nostro Salvatore, lo attestano tutte le pagine della Sacra Scrittura e lo stesso nome di Ges\u00f9. Non c&#8217;\u00e8 cristiano che lo contesti.<\/p>\n<p>L&#8217;errore comincia quando si dice espressamente o in modo equivalente che la nostra redenzione \u00e8 l&#8217;unico beneficio dell&#8217;Incarnazione.<\/p>\n<p>Questa utilit\u00e0, pi\u00f9 sentita perch\u00e9 pi\u00f9 aderente a noi, non deve tuttavia nascondere altre verit\u00e0 non meno indiscutibili, e principalmente il fatto che la nostra elevazione alla vita soprannaturale \u00e8 ugualmente un beneficio dell&#8217;Incarnazione, un frutto della Passione di Cristo.<\/p>\n<p>I difensori del primato assoluto di Cristo (gli scotisti) hanno amato sottolineare questo punto di vista per combattere la tesi tomista, secondo la quale la redenzione sarebbe l&#8217;unico motivo dell&#8217;Incarnazione&#8230;<\/p>\n<p>Degno di particolare interesse, per il suo tono non polemico, lo studio di Lot-Borodine sulla &quot;Dottrina delle deificazione nella Chiesa greca fino al XII secolo&quot;.<\/p>\n<p>L&#8217;autrice ha potuto scrivere, esagerando un po&#8217;, quanto segue: &#8216;D&#8217;altra parte, la caduta prevista &#8211; quasi augurabile nel sistema agostiniano, a causa dell&#8217;Incarnazione, resa necessaria da essa (cio\u00e8 dalla colpa di Adamo) e inutile senza di essa &#8211; non \u00e8 mai stata per l&#8217;Oriente la FELIX CULPA; ci\u00f2 tanto meno, poich\u00e9 l&#8217;Incarnazione non vi \u00e8 mai stata concepita (nell&#8217;Oriente) in funzione della Redenzione.&#8217;<\/p>\n<p>Quali che possano essere i ritocchi da apportare sotto il profilo storico a quest&#8217;ultima osservazione &#8211; continua il Bonnefoy -, \u00e8 ben certo che la redenzione liberatrice, come si verifica nel genere umano, e la stessa nozione di CADUTA, presuppongono una elevazione preliminare, che la Scrittura e la Tradizione attribuiscono ai merito di Cristo re che i Padri hanno valorizzato.,<\/p>\n<p>Le due fonti della Rivelazione non sembrano meno chiare &#8211; malgrado le perplessit\u00e0 di una parte della scuola tomista &#8211; nel considerare Ges\u00f9 Cristo come il mediatore degli Angeli.<\/p>\n<p>Anche qui gli autori scotisti si sono preoccupati di raccogliere le testimonianze della Tradizione relative a questo punto di dottrina. Basterebbe questo per controbattere la tesi della redenzione unico motivo dell&#8217;Incarnazione, e la conseguenza che se ne trae (dai tomisti): &#8216;Dunque, se Adamo non avesse peccato, il Verbo non si sarebbe incarnato&#8217;.<\/p>\n<p>Ecco il motivo per cui gli scotisti hanno tanto insistito su questa dottrina (cio\u00e8 sulla mediazione di Cristo e dei suoi meriti in favore della santificazione e della salvezza degli angeli&#8230;).<\/p>\n<p>L&#8217;insegnamento dei Padri, meglio conosciuto sulla grazia degli angeli e sulla formazione del corpo di Adamo, ha aperto una breccia nella tesi tomista del motivo unico dell&#8217;Incarnazione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec pure l&#8217;attribuzione non meno comune &#8211; specialmente presso i Padri greci &#8211; della prima grazia dei nostri progenitori ai meriti di Cristo determina il crollo completo della tesi fondamentale della scuola domenicana, che cos\u00ec si esprime: &#8216;L&#8217;Incarnazione non \u00e8 causa della grazia per gli Angeli, n\u00e9 per Adamo innocente&#8217;.<\/p>\n<p>Un altro sublime beneficio dell&#8217;Incarnazione \u00e8 la singolare predestinazione di Maria Vergine, che fu decretata da Dio anteriormente alla predestinazione degli Angeli e degli uomini, e quindi indipendentemente dalla caduta di Adamo e da qualunque debito di peccato.<\/p>\n<p>Questa dottrina &#8211; cio\u00e8 l&#8217;esenzione di Maria anche dal debito di contrarre la colpa &#8211; guadagna terreno di giorno in giorno, come si \u00e8 potuto constatare recentemente a Roma in occasione del Congresso Mariologico del 1954. Essa \u00e8 parsa a numerosi teologi come imposta dalla stessa definizione dogmatica del 1954. E coloro che la contestano riconoscono ch&#8217;essa \u00e8 una conseguenza logica (e necessaria) del primato assoluto di Cristo.\u00bb<\/p>\n<p>E conclude Samuele Girotto (op. cit., p. 322):<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 dunque chiaro quanto sia insostenibile, anzi erronea, la tesi tomista dell&#8217;unico motivo o fine dell&#8217;Incarnazione.<\/p>\n<p>Come la redenzione del genere umano dal peccato \u00e8 uno dei fini dell&#8217;Incarnazione, cos\u00ec pure il culto d&#8217;onore e d&#8217;amore dovuto a Dio, la Signoria universale del Cristo, il suo Primato assoluto, la deificazione delle creature ragionevoli, sono altrettante finalit\u00e0 della venuta di Cristo nel mondo, racchiuse nei testi biblici, bene interpretati.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque, e a parte il discorso su Maria Vergine e sul mistero della sua predestinazione, la teologia di Giovanni Duns Scoto individua diversi motivi per l&#8217;Incarnazione, oltre a quello puramente redentivo e legalistico d&#8217;impronta tipicamente vetero-testamentaria.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 importante di essi, posto che sia possibile istituire una graduatoria, \u00e8 che la venuta di Cristo nel mondo rende pi\u00f9 esplicito e comprensibile agli uomini il messaggio di Dio, la Buona Novella (Evangelo), attraverso la sua predicazione, la sua Passione e la sua Resurrezione, cuore e centro della teologia paolina.<\/p>\n<p>Teilhard de Chardin, come \u00e8 noto, ha portato alle estreme conseguenze il concetto che Cristo non \u00e8 venuto nel mondo una sola volta, ma torner\u00e0 &#8211; anzi, sta gi\u00e0 tornando &#8211; per attrarre a s\u00e9 l&#8217;intera creazione, trasfigurandola in cieli nuovi e terre nuove; e che, dunque, non solo per gli uomini (e per gli Angeli) si svolge questo gigantesco dramma cosmico, ma per ogni singolo ente dell&#8217;universo, compresi quelli che, alla nostra debole scienza attuale, possono apparire privi di ragione.<\/p>\n<p>Ma quale maggiore assurdo, che quello di immaginare creati da Dio degli enti perfettamente inutili? Ch\u00e9 tali sarebbero quelli che, privi di ragione e di coscienza, non sarebbero mai in grado di godere i benefici della rivelazione finale di Cristo e della trasfigurazione del cosmo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un passo famoso e veramente potente di San Paolo, a questo proposito, che recita cos\u00ec (nella Epistola ai Romani, 8, 19-23):<\/p>\n<p>\u00abLa creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti \u00e8 stata sottomessa alla caducit\u00e0 &#8211; non per suo volere, ma per volere di colui che l&#8217;ha sottomessa &#8211; e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavit\u00f9 della corruzione, per entrare nella gloria dei figli di Dio. sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non \u00e8 la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l&#8217;adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.\u00bb<\/p>\n<p>Anche il corpo, quindi, attende di essere redento; la redenzione non \u00e8 un fatto che riguardi solo la dimensione spirituale.<\/p>\n<p>Anche la terra soffre e geme, come nelle doglie del parto, in attesa della propria redenzione. Possibile che queste parole debbano essere intese solo in senso poetico e metaforico? Francamente, la cosa ci sembra un po&#8217; eccessiva. \u00c8 ben vero che San Paolo parla, talvolta, in senso figurato; ma, quando lo fa, lo dice apertamente, e non lascia sussistere margini di ambiguit\u00e0 su cose d&#8217;importanza fondamentale.<\/p>\n<p>Ora, la prospettiva delineata qui da San Paolo \u00e8 perfettamente in accordo sia con il Quarto Vangelo, sia con l&#8217;escatologia dell&#8217;Apocalisse. Il Padre e il Figlio sono una sola ed unica realt\u00e0; il Figlio \u00e8 sempre esistito e si \u00e8 poi manifestato al mondo, per tornare al Padre, in attesa degli ultimi tempi; la funzione della sua venuta \u00e8 quella di manifestare apertamente agli uomini la gloria del Padre e annunciare loro la parola dell&#8217;Amore, che comprende ma, al tempo steso, supera la parola della Legge.<\/p>\n<p>Se Cristo si fosse incarnato solo per attuare la redenzione degli uomini dal peccato, allora il suo non sarebbe stato un atto di amore assolutamente libero: sarebbe stato condizionato da uno stato d necessit\u00e0. In breve, non avrebbe potuto esprimere a pieno quel messaggio di amore gratuito e disinteressato che oltrepassa di gran lunga la prospettiva legalistica e giustizialistica dell&#8217;Antico Testamento.<\/p>\n<p>Se Cristo si fosse incarnato solo per liberare gli uomini dal peccato, il cristianesimo non avrebbe sostanzialmente superato l&#8217;ambito del giudaismo; perch\u00e9 il giudaismo non \u00e8 mai arrivato all&#8217;idea di un Redentore universale che si fa uomo per amore degli uomini, di tutti gli uomini, non solo per liberarli dalle tenebre del peccato, ma anche per donare loro, a tutti gli effetti, la pienezza di figli, in un universo totalmente rinnovato e spiritualizzato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli interrogativi pi\u00f9 ardui e &#8211; se ci \u00e8 concessa l&#8217;espressione &#8211; pi\u00f9 appassionanti della teologia cristiana \u00e8, a nostro avviso, il seguente: \u00abSe non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,157,239],"class_list":["post-28311","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-san-paolo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28311"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28311\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}