{"id":28306,"date":"2008-03-02T04:04:00","date_gmt":"2008-03-02T04:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/02\/prima-considerazione-inattuale-recuperare-il-giusto-concetto-di-aristocrazia\/"},"modified":"2008-03-02T04:04:00","modified_gmt":"2008-03-02T04:04:00","slug":"prima-considerazione-inattuale-recuperare-il-giusto-concetto-di-aristocrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/03\/02\/prima-considerazione-inattuale-recuperare-il-giusto-concetto-di-aristocrazia\/","title":{"rendered":"Prima considerazione inattuale: recuperare il giusto concetto di \u00abaristocrazia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>La parola greca <em>aristokrat\u00eda<\/em> non significa, come alcuni pensano, &quot;governo dei nobili&quot; (in senso ereditario), bens\u00ec, semplicemente, &quot;governo dei migliori&quot;: deriva, infatti, dal sostantivo <em>\u00e1ristos<\/em>, &quot;il migliore&quot;, e dal verbo <em>krat\u00e9o, &quot;io domino&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Per gli antichi, a cominciare da Platone, l&#8217;idea che la societ\u00e0 dovesse essere governata dalle persone migliori era talmente ovvia, da non meritare neppure una particolare spiegazione. Ma poi, con la Rivoluzione francese, la parola &quot;aristocrazia&quot; \u00e8 diventata impronunciabile e, ancora oggi, suona poco meno che come una parolaccia. Se vi vuole evidenziare l&#8217;atteggiamento antipatico, pretenzioso e sforzatamente ricercato di qualcuno, gli si affibbia l&#8217;epiteto di &quot;aristocratico&quot;, e quello pu\u00f2 considerarsi marchiato a fuoco per sempre.<\/p>\n<p>Eppure, se andiamo a consultare un vocabolario della lingua italiana &#8211; per esempio, lo Zingarelli &#8211; non tardiamo ad accorgerci che esiste almeno un significato della parola &quot;aristocrazia&quot;, che non \u00e8 n\u00e9 quello di designare il governo esercitato da un particolare ceto, n\u00e9, tanto meno, quello di designare la classe dei nobili in quanto tale; ma che indica, semplicemente, <em>\u00abil complesso delle persone meglio qualificate per svolgere una determinata attivit\u00e0\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Altro che parolaccia: questo \u00e8 puro buon senso. Eppure ci siamo allontanati da ci\u00f2 che \u00e8 evidente, abbiamo smarrito il buon senso, rincorrendo affannosamente parole d&#8217;ordine populiste e demagogiche: e il risultato \u00e8 stato una aristocrazia alla rovescia, una prevalenza dei peggiori, ossia dei pi\u00f9 incompetenti, fannulloni e presuntuosi.<\/p>\n<p>Predicando un egualitarismo irresponsabile e cialtrone, abbiamo scatenato gli istinti peggiori insiti nella natura umana: l&#8217;invidia verso chi \u00e8 migliore, il rancore contro chi vale di pi\u00f9, l&#8217;odio per ci\u00f2 che emerge in virt\u00f9 dei propri giusti meriti. C&#8217;\u00e8 stato, e prosegue tuttora, un linciaggio morale delle persone di valore: linciaggio che incomincia fin dai banchi di scuola, ove lo studente pi\u00f9 intelligente e volonteroso \u00e8 etichettato come &quot;sgobbone&quot;, &quot;secchione&quot; e via dicendo, e additato al disprezzo dei compagni.<\/p>\n<p>Pervasa da un sinistro, demoniaco bisogno di irridere il bene e pascersi dello spettacolo offerto dal male, la societ\u00e0 moderna ha scoperto che scandalizzare il prossimo \u00e8 una bella cosa e che, per riuscirci, la strada pi\u00f9 sicura da battere \u00e8 quella di una esaltazione sistematica delle qualit\u00e0 umane peggiori e una denigrazione, altrettanto sistematica, delle migliori (cfr. il nostro precedente articolo <em>Dobbiamo reimparare a indignarci davanti ai seminatori di scandali<\/em>, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Siamo arrivati, cos\u00ec, all&#8217;assurdo che non solo i peggiori occupano posti di responsabilit\u00e0, mentre i migliori, spesso, vengono misconosciuti ed emarginati; ma, addirittura, che tale pratica distruttiva viene eretta al valore di principio e di norma, ed \u00e8 proclamata ai quattro venti come il nuovo Vangelo della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ha reso intollerabile, storicamente, il predominio dell&#8217;aristocrazia come classe sociale, \u00e8 stata la sua evidente inadeguatezza a svolgere il proprio compito di classe dirigente: non a caso Foscolo, nel carme <em>Dei sepolcri,<\/em> descrive i nobili del suo tempo come dei morti viventi, preoccupati solo di soddisfare le proprie mollezze. Ma una aristocrazia dello spirito, una aristocrazia delle responsabilit\u00e0 e delle competenze, \u00e8 necessaria a qualunque societ\u00e0 voglia conservare un certo grado di ordine e di efficienza e, soprattutto, di tensione spirituale e di rispetto per se stessa. Una societ\u00e0 come la nostra, dove anche di fronte ai fallimenti pi\u00f9 clamorosi non si trova mai qualcuno disposto ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0; una societ\u00e0 dove i Bassolino se ne vanno solo se la magistratura li mette sotto inchiesta, e non perch\u00e9 le montagne di spazzatura inevasa stiano l\u00ec a testimoniare la gestione disastrosa della cosa pubblica, \u00e8 una societ\u00e0 priva di ogni dignit\u00e0 e basata su una aristocrazia alla rovescia, su un &quot;governo dei peggiori&quot;.<\/p>\n<p>Sostiene Platone nel primo libro de <em>La Repubblica<\/em> (traduzione di Francesco Gabrieli, Firenze, Sansoni Editore, 1950; 1990, pp. 29-30):<\/p>\n<p><em>&quot;\u00abDunque, o Trasimaco, non \u00e8 ormai chiaro che nessun&#8217;arte o governo procura ci\u00f2 che \u00e8 utile a s\u00e9, , ma, come dicevamo da un pezzo, procura e prescrive l&#8217;utile dei sottoposti, cercando quindi il vantaggio di chi \u00e8 inferiore e non di chi \u00e8 superiore. Appunto per questo, caro Trasimaco, io ho detto poco fa che nessuno volontariamente governa e si pone a raddrizzare gli affari degli altri, ma richiede una mercede, per il fatto che chi si propone di ben esercitare la sua arte, non fa mai n\u00e9 prescrive il suo meglio, quando prescrive secondo l&#8217;arte, ma quello del sottoposto. Per questa ragione, come pare, coloro che accondiscendono a governare devono avere una mercede, o ricchezze o onori, o una pena se non governano\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abChe cosa intendi dire, o Socrate?- domand\u00f2 Glaucone. &#8211; Perch\u00e9 quelle due rimunerazioni le conosco, ma non comprendo invece la pena che dici e di cui parli come fungesse da mercede\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abNon comprendi allora, dissi, la ricompensa dei migliori, per cui i pi\u00f9 valenti governano quando consentono a governare. Non sai dunque che l&#8217;amore degli onori e della ricchezza sono ritenuti e sono effettivamente biasimevoli?\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abCerto\u00bb,disse.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;\u00abPerci\u00f2 allora n\u00e9 per ricchezze n\u00e9 per onori i buoni vogliono governare: infatti non vogliono n\u00e9 apertamente richiedere una mercede per la loro attivit\u00e0, perch\u00e9 non li dicano mercenari, e neppure prenderla essi stessi di nascosto, giovandosi della carica, perch\u00e9 non li diano ladri; e neppure, ancora, si lasceranno allettare dagli onori, perch\u00e9 non ne sono cupidi. Bisogna allora che essi, se accettano di governare, si prospettino una necessit\u00e0 e una pena: per cui l&#8217;andar al governo volontariamente e non sottostare a una necessit\u00e0 rischia di esser giudicata una cosa turpe. Ora, massima pena, se uno non voglia governare lui stesso, \u00e8 l&#8217;esser governato da uno moralmente da uno inferiore: per questo timore mi pare che governi, quando governa, la gente di qualit\u00e0, e allora va al potere considerandolo non cosa buona o in cui possa trovar vantaggi, ma come una necessit\u00e0, e non potendo affidarlo a dei migliori o uguali. Per cui, se esistesse una citt\u00e0 di persone valenti, c&#8217;\u00e8 rischio che in essa si gareggi per non governare, come attualmente si gareggia per governare: e cos\u00ec si pu\u00f2 veder chiaramente che un capo vero e genuino non \u00e8 fatto per cercare il proprio utile, bens\u00ec quello dei governati. Di modo che chiunque si rendesse conto di questo preferirebbe ricevere utilit\u00e0 da altri piuttosto che ave seccature procurandola ad altri. Che dunque il giusto sia l&#8217;utile di chi \u00e8 superiore, io non lo concedo in nessun modo a Trasimaco\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Dal brano di Platone emerge chiaramente il concetto che assumersi la responsabilit\u00e0 di svolgere una funzione dirigente \u00e8 non tanto un diritto, ma un dovere morale cui i migliori non possono sottrarsi, pena il fatto di lasciare se stessi, e l&#8217;intera societ\u00e0, in balia dei peggiori. I migliori, cio\u00e8, non desiderano affatto il potere per i vantaggi che potrebbero trarne, ma esclusivamente per i vantaggi che essi possono procurare agli altri; cos\u00ec come il bravo medico non esercita la medicina per giovare a se steso, ma per giovare ai malati che sono affidati alle sue cure.<\/p>\n<p>Ora, lo stesso tipo di ragionamento si pu\u00f2 estendere dalla sfera della politica a quello di qualsiasi altra attivit\u00e0 umana. In ogni attivit\u00e0 umana, infatti, vi sono due modi di procedere: quello di chi, essendo competente, persegue il bene degli altri, ai quali tale attivit\u00e0 \u00e8 diretta; e quello di coloro che, essendo incompetenti, ma avidi e ambiziosi, sfruttano le posizioni occupate per cercare il massimo del profitto egoistico, infischiandosene bellamente del bene comune. E ci\u00f2 vale non solamente per quanti occupano posti direttivi &#8211; sebbene, in tali casi, gli effetti negativi siano pi\u00f9 evidenti e pi\u00f9 dannosi -, ma in genere per tutti coloro che vivono in societ\u00e0 e che esercitano una attivit\u00e0 qualsiasi o una funzione qualsiasi: a partire dalla micro-societ\u00e0 fondamentale, sulla quale si regge l&#8217;intera comunit\u00e0, che \u00e8 la famiglia.<\/p>\n<p>Esercitare male la propria attivit\u00e0 e la propria funzione, nel lavoro cos\u00ec come nella vita privata, significa dare continuamente scandalo, nel senso di dare continuamente un cattivo esempio, specialmente ai bambini e ai giovani. Ad esempio, sfruttare delle leggi &#8211; forse un po&#8217; troppo preoccupate di difendere a ogni costo i posti di lavoro e troppo poco interessate a difendere il bene comune -, per simulare malattie inesistenti o per poltrire, invece di svolgere degnamente i propri compiti, per i quali si riceve un salario o uno stipendio, significa danneggiare doppiamente la societ\u00e0: sprecando risorse materiali e dando un pessimo esempio sul piano morale.<\/p>\n<p>Ecco allora che l&#8217;invito rivolto da Platone ai migliori, perch\u00e9 escano dal proprio comodo quieto vivere e si facciano carico di assumersi responsabilit\u00e0 pubbliche, appare per quello che effettivamente \u00e8: un sacrosanto incitamento a promuovere la parte altruista, seria e onesta della natura umana, affinch\u00e9 non prevalgano le tendenze peggiori: la pigrizia, l&#8217;egoismo, la superficialit\u00e0, la furberia da quattro soldi.<\/p>\n<p>Ma, si obietter\u00e0, chi sar\u00e0 in grado di stabilire chi siano i migliori, perch\u00e9 essi possano svolgere, nella societ\u00e0 quel ruolo utile e necessario, dal quale dipende, necessariamente, il suo buon funzionamento?<\/p>\n<p>\u00c8 certo una domanda legittima; ma, troppo spesso, viene strumentalizzata in mala fede, al fine di insinuare il dubbio che, non essendovi alcun criterio oggettivo di selezione dei migliori, ne consegue che il male minore, per la societ\u00e0, \u00e8 quello di lasciare che &quot;le cose vadano per il loro verso&quot;, ossia che si affermi chi vuole e chi pu\u00f2: anche se costui non possiede affatto i requisiti per aspirare ad un posto di responsabilit\u00e0 e se \u00e8 mosso non dal senso del bene pubblico, ma dalla prospettiva di vantaggi personali.<\/p>\n<p>In fondo, pensano i paladini un democraticismo e di un egualitarismo astratto e velleitario, \u00e8 meglio che la societ\u00e0 sia condotta dai mediocri, piuttosto che cada nelle mani di qualcuno che, con la scusa di essere &quot;il migliore&quot;, aspiri al potere per creare una sorta di dittatura del merito. Poveri sciocchi, che non vedono come questa filosofia ha gi\u00e0 consegnato la societ\u00e0 in mano a una dittatura: la dittatura dei peggiori: dei pi\u00f9 incompetenti, dei pi\u00f9 cialtroni, dei pi\u00f9 meschini. Ovunque, infatti, si assiste allo stesso meccanismo in azione, il meccanismo dell&#8217;invidia e del rancore: quando il sottotenente tormenta i soldati semplici per la stizza di non essere capitano; quando il professore fa la fronda contro il preside, perch\u00e9 vorrebbe essere al suo posto; quando il giornalista s&#8217;incattivisce contro tutti, perch\u00e9 ritiene di essere stato defraudato del posto di direttore del giornale, che, a suo parere, gli spettava; e via dicendo. E gli effetti di questa spirale perversa e distruttiva sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>Ovunque, chi occupa un posto inferiore odia chi sta al di sopra di lui e ne boicotta il lavoro, non perch\u00e9 ritiene che lo stia svolgendo male, ma perch\u00e9 gli brucia dovergli riconoscere una preminenza. Chi \u00e8 inadempiente, lavativo e inefficiente, mobilita avvocati e sindacati per ripristinare i suoi &quot;presunti&quot; diritti, violati dalla sentenza iniqua, a suo dire, di qualche tribunale del lavoro; il dipendente pubblico, licenziato perch\u00e9 rubava il denaro degli utenti, mette a rumore mezzo mondo per farsi riassumere in servizio e pretende le scuse dell&#8217;amministrazione; il maestro o il professore pedofilo esige di rientrare in servizio con tutti gli onori e i risarcimenti del caso, oppure, in alternativa, che lo si mandi in pensione dopo averlo promosso; e cos\u00ec via. Di questo passo, non \u00e8 certo motivo di meraviglia che tutto il meccanismo sociale risulti sempre pi\u00f9 inceppato e screditato, sempre pi\u00f9 deficitario, sempre pi\u00f9 fallimentare. Gli onesti ed i seri devono fare buon viso, ogni giorno, alla incredibile sfrontatezza dei disonesti e dei manigoldi: e le leggi sembrano fatte apposta per tutelare i secondi, non certo i primi.<\/p>\n<p>Non vogliamo, tuttavia, eludere la domanda circa il criterio con cui si dovrebbe stabilire quali siano i &quot;migliori&quot;.<\/p>\n<p>Precisiamo subito, intanto, che il concetto di &quot;migliore&quot; istituisce un comparativo di maggioranza: si \u00e8 migliori rispetto a qualcun altro; non si \u00e8 perfetti in assoluto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, ci sembra che i risultati dovrebbero parlare da soli, se noi avessimo ancora occhi capaci di vedere e orecchi capaci di udire. Chi svolge bene il proprio ruolo, grande o piccolo che sia, non passa inosservato; e cos\u00ec pure chi lo svolge male: a patto che la societ\u00e0 non sia talmente traviata dai cattivi esempi e talmente frastornata da una demagogia chiassosa e triviale, da aver smarrito anche il grado pi\u00f9 elementare di buon senso.<\/p>\n<p>A volte, purtroppo, verrebbe da pensarlo.<\/p>\n<p>Che altro bisogna pensare, ad esempio, davanti allo sconcio e drammatico spettacolo di migliaia di tonnellate di spazzatura, rimasta inevasa per anni ed anni nelle citt\u00e0 e nei paesi della Campania, mentre per\u00f2 si assiste alla rielezione di quegli stessi amministratori e uomini politici che portano la responsabilit\u00e0 di una tale indecenza e che, fra parentesi, sono pagati profumatamente per prendere le decisioni utili e necessarie al pubblico bene?<\/p>\n<p>E tuttavia, noi abbiamo sempre l&#8217;obbligo dell&#8217;ottimismo della volont\u00e0, per quanto la ragione ci inclinerebbe a un pessimismo radicale. A nulla giova, infatti, compiacersi del fatto che ogni cosa vada di male in peggio. \u00c8 pi\u00f9 utile un solo individuo il quale, nel suo piccolo ambito di vita e di lavoro, cerca di assolvere con amore, con scrupolo e passione ai propri doveri, che mille profeti di sventura, i quali null&#8217;altro sanno fare se non distribuire a piene mani, dall&#8217;altro della loro sterile &quot;saggezza&quot;, un fatalismo che paralizza e scoraggia ogni slancio generoso, ogni desiderio di bene, e lascia le cose esattamente come stanno.<\/p>\n<p>Non di simili intellettuali, imbelli e parolai, abbiamo bisogno; ma di persone umili e forti, pazienti e coraggiose al tempo stesso: che sappiano armarsi di una forza e di un coraggio che le assista, giorno per giorno, nelle piccole battaglie della vita, e, dal cui esito dipende la qualit\u00e0 dell&#8217;intero corpo sociale.<\/p>\n<p>In altre parole, abbiamo bisogno di schiere sempre pi\u00f9 numerose di persone serie e bene intenzionate: di <em>aristocratici<\/em>, appunto, nel senso etimologico della parola, che spargano intorno a s\u00e9 il doppio beneficio della competenza e del buon esempio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La parola greca aristokrat\u00eda non significa, come alcuni pensano, &quot;governo dei nobili&quot; (in senso ereditario), bens\u00ec, semplicemente, &quot;governo dei migliori&quot;: deriva, infatti, dal sostantivo \u00e1ristos, &quot;il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28306","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28306"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28306\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}