{"id":28305,"date":"2017-08-26T09:44:00","date_gmt":"2017-08-26T09:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/26\/la-realta-e-superiore-allidea-ma-cose\/"},"modified":"2017-08-26T09:44:00","modified_gmt":"2017-08-26T09:44:00","slug":"la-realta-e-superiore-allidea-ma-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/08\/26\/la-realta-e-superiore-allidea-ma-cose\/","title":{"rendered":"La realt\u00e0 \u00e8 superiore all&#8217;idea; ma cos&#8217;\u00e8?"},"content":{"rendered":"<p>Nel disperato tentativo di costruire una qualsiasi dignit\u00e0 filosofica attorno alle enunciazioni di papa Francesco, il gesuita Gaetano Piccolo, sull&#8217;ultimo numero de <em>La civilt\u00e0 cattolica<\/em> (n. 4011-4012, pp. 298 sgg.), nell&#8217;articolo <em>La realt\u00e0 \u00e8 superiore all&#8217;idea<\/em>, sottotitolo <em>Il pensiero contemporaneo torna a essere realista?,<\/em> si arrampica sugli specchi per spiegare che il papa ha genialmente intuito il cambio di rotta del pensiero dei nostri giorni e si \u00e8 fatto interprete di un sano ritorno al realismo, contro le degenerazioni idealistiche, specialmente nella esortazione apostolica <em>Evangelii gaudium<\/em> e nella enciclica <em>Laudato si&#8217;<\/em>. Vedremo ora quale peso intellettuale abbia una simile tesi, non senza aver notato, di sfuggita, che una <em>Civilt\u00e0 cattolica<\/em> la quale si &quot;apre&quot;con un articolo intitolato <em>Esercizio Zen e meditazione cristiana,<\/em> all&#8217;indomani della bella pensata di padre Sosa Abascal di andare a pregare, o meditare, fra i buddisti, come i buddisti, si qualifica da s\u00e9 come una cosa ben diversa da ci\u00f2 che <em>La civilt\u00e0 cattolica<\/em> \u00e8 stata in passato; cos\u00ec come l&#8217;Ordine dei gesuiti si rivela, ogni giorno di pi\u00f9, come una cosa ben diversa da quello che \u00e8 stato in passato e che era nelle intenzioni del suo fondatore, sant&#8217;Ignazio di Loyola; e ha inoltre tutta l&#8217;aria di voler fornire giustificazioni a parole e comportamenti, che siano del papa, o che siamo del generale dei gesuiti stessi, le quali di cattolico, ormai, hanno poco o niente, e che stanno ingenerando una confusione sempre pi\u00f9 grande tra i fedeli, e un pericolo sempre pi\u00f9 grave per le anime. Ma tant&#8217;\u00e8: <em>mala tempora currunt<\/em>; e padre Antonio Spadaro, il direttore della (un tempo) gloriosa rivista, essendo uno dei pi\u00f9 fervidi sostenitori del &quot;nuovo corso&quot; bergogliano, non pu\u00f2 che imprimerle, con il massimo entusiasmo, l&#8217;indirizzo da ci\u00f2 richiesto; ne prendiamo atto, e passiamo oltre.<\/p>\n<p>Non potendo citare l&#8217;intero articolo, ci limitiamo a riportare il paragrafo iniziale, escluse le note (cit., pp. 298-300); naturalmente, raccomandiamo vivamente chi voglia farsene un&#8217;idea completa ed esaustiva, di andare a leggerselo tutto.<\/p>\n<p><em>PAPA FRANCESCO E IL PRIMATO DELLA REALT\u00c0.<\/em><\/p>\n<p><em>Parlando della dimensione dell&#8217;evangelizzazione, nell&#8217;esortazione apostolica &quot;Evangelii gaudium&quot; (EG) papa Francesco affrontava io tema del bene comune e della pace sociale (EG 217-237). In quel contesto, il Pontefice postulava quattro principi: il tempo \u00e8 superiore allo spazio (EG 222-225); l&#8217;unit\u00e0 prevale sul conflitto (EG 226-230); la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 importante dell&#8217;idea (EG 231-233); il tutto \u00e8 superiore alla parte (EG 234-237). Il terzo principio \u00e8 stato poi ripreso nell&#8217;enciclica &quot;Laudato si&#8217;&quot; (LS), laddove siamo invitati ad affrontare la crisi ecologica pensando al bene comune e andando avanti nella via del dialogo (LS 201).<\/em><\/p>\n<p><em>Questa insistenza sull&#8217;efficacia della realt\u00e0, per non perdersi nei possibili travisamenti del&#8217;idea, \u00e8 estremamente attuale e fortemente presente nel dibattito filosofico contemporaneo. In diversi contesti culturali &#8212; non solo europei, ma anche negli Stati Uniti e in Australia &#8212; si parla infatti di &quot;nuovo realismo&quot; e talvolta addirittura di un ritorno alla metafisica. \u00c8 possibile dunque immaginare una convergenza tra il dibattuto sollecitato dalle parole di Francesco e la discussione filosofica in corso. Ci\u00f2 non dovrebbe sorprendere, poich\u00e9 proprio la tradizione filosofica cattolica, che ha trovato i suoi esponenti pi\u00f9 recenti nella neoscolastica di inizio Novecento, aveva sostenuto- senza grande successo, a giudicare dalla svolta intrapresa dal pensiero filosofico del secolo scorso in senso piuttosto antimetafisico &#8212; il primato della realt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Papa Francesco sembra dunque recuperare con un tempismo straordinario il nucleo di un dibattito caro alla tradizione, inserendolo nella discussione culturale attuale, indicandone anche i possibili risvolti etici.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;&quot;Evangelii gaudium&quot; mette innanzitutto in guardia dal rischio di separare la realt\u00e0 dall&#8217;idea, rifugiandosi nel regno della sola parola, dell&#8217;immagine, del sofisma. L&#8217;affermazione di papa Francesco, secondo cui la realt\u00e0 semplicemente \u00e8, mentre l&#8217;idea si elabora, sembra centrare il cuore del dibattito contemporaneo, dove il ritorno al realismo, soprattutto nel contesto europeo, si presenta anche come un atto d&#8217;accusa nei confronti di una filosofia che assolutizzava il primato di un&#8217;elaborazione concettuale: il mondo non c&#8217;\u00e8 affatto, diceva Richard Rorty, n\u00e9 possiamo pensare che il nostro linguaggio e il nostro pensiero riflettano la realt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>Se dunque la realt\u00e0 \u00e8 superiore all&#8217;idea, allora i nostri progetti non possono essere n\u00e9 meramente formali, n\u00e9 disincantati, n\u00e9 ideologici, n\u00e9 antistorici. L&#8217;idea separata dalla realt\u00e0 rischia di essere manipolativa, cio\u00e8 di occultarla realt\u00e0 solo per i propri scopi, come ricordava gi\u00e0 Platone nel &quot;Gorgia&quot;: l&#8217;idea, quando \u00e8 separata dalla realt\u00e0, opera come la cosmesi, copre il vero volto della persona. Il corpo reale, ammoniva Platone, si tiene in forma attraverso l&#8217;esercizio fisico, altrimenti pu\u00f2 aspirare solo a una bellezza finta attraverso l&#8217;uso di prodotti cosmetici. In altre parole, l&#8217;idea pretende a volte di manipolare la realt\u00e0, di ostentare descrizioni affascinanti, ragionamenti persuasivi, ma che risultano artificiali e disincarnati. I nostri ragionamenti possono anche essere logici e chiari, ma ci\u00f2 non implica che riescano a coinvolgere o a smuovere la realt\u00e0. Concretamente, la politica \u00e8 continuamente esposta a questo rischio.<\/em><\/p>\n<p><em>La scelta del punto di partenza si rivela fondamentale: \u00e8 la realt\u00e0 che chiede di essere illuminata dall&#8217;intelligenza; invece, non sempre le nostre idee possono trovare riscontro e applicazione nella realt\u00e0. La realt\u00e0 si lascia incontrare e conoscere, l&#8217;idea non sempre accetta di essere verificata e modificata dalla realt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>La parola che illumina la vita della Chiesa \u00e8 sempre una parola incarnata. Ges\u00f9 Cristo ha preso un corpo. QUESTO Ges\u00f9 \u00e8 il criterio del nostro agire?<\/em><\/p>\n<p>Il problema di questo discorso \u00e8 che n\u00e9 qui, n\u00e9 dopo, viene data una definizione di cosa sia &quot;la realt\u00e0&quot;. Ora, ci\u00f2 che caratterizza il discorso filosofico e lo distingue dal discorso ordinario, \u00e8 che in quest&#8217;ultimo ci si pu\u00f2 anche intendere, <em>press&#8217;a poco<\/em>, pur adoperando parole imprecise o dal significato incerto; nel primo, assolutamente no, perch\u00e9 \u00e8 un discorso concettuale, e se manca la chiarezza sui termini, anche i concetti diventano confusi e si prestano a tutte le possibili interpretazioni. In mancanza di una definizione di cosa sia la &quot;realt\u00e0&quot;, siamo costretti a fare delle supposizioni: e quella pi\u00f9 plausibile \u00e8 che l&#8217;Autore intenda, per &quot;realt\u00e0&quot;, la dimensione fisica e materiale delle cose. La citazione dal <em>Gorgia<\/em> di Platone va in questa direzione: il corpo reale di cui parla il filosofo greco \u00e8 l&#8217;equivalente del corpo fisico, cos\u00ec come \u00e8 in se stesso, contrapposto al corpo mascherato dalla cosmesi, che \u00e8 il corpo come appare, o meglio, come ingannevolmente vien fatto apparire, ma in effetti non \u00e8. Al corpo reale, che \u00e8 quello vero, si contrappone il corpo come apparenza e come inganno, realizzato dalla cosmesi. Certo, anche la cosmesi si serve di tecniche e ingredienti materiali: per\u00f2 il suo scopo \u00e8 far sembrare reale e naturale ci\u00f2 che non lo \u00e8, quindi non di far apparire qualcosa (che non c&#8217;\u00e8), ma di nascondere i segni del proprio intervento. Infatti il corpo reale \u00e8 quello che viene modellato dall&#8217;esercizio <em>fisico<\/em>; il corpo mendace \u00e8 quello che si affida unicamente agli espedienti della <em>bellezza finta<\/em>. E dunque la ginnastica \u00e8 una cosa reale, perch\u00e9 fisica; la cosmesi \u00e8 una cosa &quot;ideale&quot;, perch\u00e9 mira a far prevalere ci\u00f2 che vede l&#8217;occhio su ci\u00f2 che effettivamente \u00e8. In tutto questo vi \u00e8 sia un giudizio gnoseologico, che un giudizio morale, perch\u00e9 la prevalenza dell&#8217;idea sulla cosa cela una intenzione manipolatoria, basata sull&#8217;inganno e non sulla verit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio paradigmatico di Ges\u00f9 Cristo rivela ancor pi\u00f9 chiaramente l&#8217;intenzione dell&#8217;Autore. Egli dice che la parola che illumina la vita della Chiesa \u00e8 sempre una parola incarnata, nel senso che Ges\u00f9 Cristo ha preso un corpo. Certo che Ges\u00f9 ha preso un corpo; ma non ha preso solo il corpo. Per essere uomo fra gli uomini, ha preso il corpo e ha preso anche la struttura interiore dell&#8217;uomo, che una volta si diceva anima (non sappiamo se la parola, scomparsa da molto tempo dal linguaggio della filosofia profana, abbia ancora diritto di cittadinanza fra i teologi, specialmente se di tendenza progressista e neomodernista; o se, per riguardo a ci\u00f2 che pensa il mondo, anch&#8217;essi abbiamo deciso di censurarla, uniformandosi al linguaggio della cultura profana, cos\u00ec come si uniformano al suo sentire e al suo pensare). La differenza \u00e8 sostanziale: una cosa \u00e8 dire che Ges\u00f9 ha preso un corpo, e un&#8217;altra, e ben diversa, \u00e8 dire, o piuttosto suggerire, sottintendere, che Ges\u00f9 era solo un corpo. Nel primo caso, siamo all&#8217;interno della dottrina cattolica; nel secondo, no: siamo nel naturalismo e nello storicismo, ossia nell&#8217;eresia modernista. Quando si dice che Ges\u00f9 \u00e8 il Verbo incarnato, si dice che Dio ha assunto l&#8217;umanit\u00e0 per rivelarsi pienamente agli uomini, non certo che Egli si \u00e8 fatto uomo risolvendosi interamente nella natura umana. Ges\u00f9 si \u00e8 fatto uomo, rimanendo Dio; e si \u00e8 fatto uomo non solo in senso fisico, ma anche in senso intellettuale, spirituale, morale. Non era uomo solo perch\u00e9 aveva fame, sete e sonno come tutti gli altri uomini; era uomo anche perch\u00e9 capace di intendere, elevarsi (o abbassarsi) e volere, come tutti gli altri uomini, tanto \u00e8 vero che era soggetto alle tentazioni e che il diavolo venne a tentarlo; e che fino all&#8217;ultimo, nell&#8217;orto degli olivi, preg\u00f2 il Padre suo contro la tentazione di sottrarsi alla croce. Ma la tentazione, per lui, poteva venire anche dall&#8217;amore mal consigliato dei discepoli: quando respinse san Pietro con dure parole, dicendogli: <em>Via da me, Satana; tu mi sei di scandalo, perch\u00e9 non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini<\/em>, lo fece perch\u00e9 san Pietro, all&#8217;annuncio della Passione, aveva esclamato: <em>Questo non ti accadr\u00e0 mai!<\/em> San Pietro, umanamente, voleva proteggere il suo Maestro; ma Ges\u00f9, divinamente, sapeva che il proprio Sacrificio era necessario, e tuttavia, da uomo, provava un istintivo raccapriccio all&#8217;idea della propria sofferenza e della propria morte sulla croce.<\/p>\n<p>Ora, tornando a noi, l&#8217;Autore dell&#8217;articolo afferma che <em>se dunque la realt\u00e0 \u00e8 superiore all&#8217;idea, allora i nostri progetti non possono essere n\u00e9 meramente formali, n\u00e9 disincantati, n\u00e9 ideologici, n\u00e9 antistorici.<\/em> Ci sia permesso dire che, da un punto di vista cattolico, questo \u00e8 uno strano linguaggio. Che il cristiano non debba fare progetti meramente formali e disincantati, sta bene; ma che non debba farli n\u00e9 ideologici, n\u00e9 antistorici, questo non va bene, perch\u00e9 non \u00e8 cattolico. Il cristiano deve rifiutare l&#8217;ideologia e deve porsi nel solco della storia? Assolutamente no: riemerge qui l&#8217;antipatia di papa Francesco per l&#8217;ideologia, che egli aveva esternato nella omelia di Santa Marta del 19 maggio 2017. Ma quella che Bergoglio chiama &quot;ideologia&quot;, \u00e8 semplicemente la dottrina cattolica: e quando dice che \u00e8 buona se unisce , ma diventa cattiva se divide, dice semplicemente il falso, perch\u00e9 qualsiasi dottrina divide, e la dottrina cristiana pi\u00f9 di qualsiasi altra. Il cristiano \u00e8 segno di contraddizione: <em>porr\u00f2 il padre contro il figlio e il figlio contro il padre; la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera<\/em>. Dire che la dottrina cristiana non deve creare divisioni \u00e8 eretico, perch\u00e9 Ges\u00f9 stesso \u00e8 stato segno di contraddizione, e perch\u00e9 Ges\u00f9 ha esplicitamente insegnato che la divisione fra la Verit\u00e0 e la menzogna \u00e8 il fatto di credere o non credere che Lui, proprio Lui, \u00e8 la Via, la Verit\u00e0 e la Vita. Un buddista non ci crede, caro padre Sosa; non ci crede un giudeo, n\u00e9 un islamico, e tanto meno un ateo. C&#8217;\u00e8 poco da fare: quella di gettare ponti da tutte le parti e abbattere ogni tipo di muro \u00e8 una pratica assurda e non \u00e8 cattolica. Non \u00e8 che il cattolico ami i muri e le divisioni, egli ama la Verit\u00e0; e la Verit\u00e0 divide, perch\u00e9 i figli delle tenebre non la vogliono, si infuriano perfino a sentirla nominare, vorrebbero rimuoverla, cancellarla. Questa \u00e8 la verit\u00e0, al di l\u00e0 delle chiacchiere sul fatto che l&#8217;unit\u00e0 prevale sul confitto. Bisognerebbe invece distinguere tra il conflitto maligno, che \u00e8 quello di chi vuol prevaricare sull&#8217;altro, e il conflitto benigno, che \u00e8 quello che scaturisce dalla difesa della Verit\u00e0. Facciamo un esempio: un ragazzo che ha la vocazione religiosa. Poniamo che suo padre e sua madre non approvino la sua scelta, che vi si oppongano in ogni modo: il figlio, pur amandoli e onorandoli, dovr\u00e0 opporsi alla loro pretesa, perch\u00e9 si deve obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Ecco, questo \u00e8 un conflitto; un conflitto inevitabile e necessario: e la causa di esso \u00e8 Ges\u00f9 Cristo. Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 della retorica buonista, secondo la quale il conflitto \u00e8 male in se stesso. Il conflitto \u00e8 male se nasce dall&#8217;odio e dalla negazione dell&#8217;altro, come avviene nel caso dei terroristi islamici. Il cristiano porta il conflitto perch\u00e9 tutto il suo modo di essere \u00e8 in antitesi con il mondo, e quindi suscita fastidio, antipatia, odio. Mettetevi il cuore un pace, cari cattolici progressisti e bergogliani: se si \u00e8 dei veri cristiani, si viene perseguitati, cos\u00ec come \u00e8 stato perseguitato a morte Ges\u00f9 Cristo: <em>non c&#8217;\u00e8 servo che sia superiore al padrone<\/em>. \u00c8 una strana pretesa, la vostra, di ricevere solamente applausi, quando il divino Maestro fu crocifisso. Quanto alla storia, che vuol dire che i progetti del cristiano non devono essere antistorici? Questa affermazione sembra presupporre che la storia sia fatta dagli uomini, come per Machiavelli. Ma il padrone della storia \u00e8 Dio. Forse era antistorico, da parte di Mos\u00e8, sfidare l faraone e portare il suo popolo fuori dall&#8217;Egitto, nel deserto; ma lo fece, perch\u00e9 si fid\u00f2 della promessa di Dio. E certamente era antistorico, da parte degli apostoli, andare in giro per il mondo a predicare il Vangelo, follia per i Greci e bestemmia per i Giudei; a san Paolo, nell&#8217;Areopago, lo dissero sul muso: <em>Che ci vieni a parlare di un uomo che era morto e poi \u00e8 risorto? Di questo, ti ascolteremo un&#8217;altra volta!<\/em>; e se ne andarono. Il cristiano non fa alcun conto sulle forze della storia; fa conto esclusivamente su Dio. Se dovesse affidarsi alla storia, il cristiano tradirebbe la chiamata di Dio, che \u00e8, per definizione, una chiamata soprannaturale.<\/p>\n<p>Questa deviazione teologica si fa evidente, nella Chiesa, a partire dal Concilio Vaticano II. Il papa che lo ha convocato, Giovani XXIII, nel suo discorso inaugurale, disse che lo aveva fatto anche perch\u00e9 il momento era particolarmente favorevole, in quanto l&#8217;umanit\u00e0 stava attraversando una promettente fase di cambiamento; tanto promettente che volle manifestare una viva irritazione contro la voce dei &quot;profeti di sventura&quot;, che mettevano in guardia contro le cattive tendenze del mondo (il che, da che mondo \u00e8 mondo, e da che la Bibbia \u00e8 la Bibbia, \u00e8 precisamente la ragion d&#8217;essere dei profeti). Allora, tanto varrebbe porre anche Ges\u00f9 Cristo fra i profeti di sventura, perch\u00e9 tutto il suo Vangelo non \u00e8 altro che un invito all&#8217;amore di carit\u00e0 e, nello stesso tempo, una messa in guardia contro il modo di sentire, di pensare e di agire del mondo. La storia \u00e8 stata crocifissa e condannata in Ges\u00f9 Cristo; Ges\u00f9 ha oltrepassato la storia, con il suo Sacrificio e con la sua Resurrezione. Il cristiano che si fida della storia, che si basa sulla storia, non ha capito nulla del Vangelo di Ges\u00f9 Cristo; non ha capito che la Morte e la Resurrezione di Ges\u00f9 hanno posto fine alla storia, e che ci\u00f2 che stiamo vivendo \u00e8 solo la vigilia dell&#8217;ultimo giorno, quando i veli cadranno e Ges\u00f9 ritorner\u00e0 per il Giudizio universale. Ed ecco ci\u00f2 che manca in questa neochiesa progressista modernista, tutta infervorata di sacro zelo per medicare i mali dell&#8217;umanit\u00e0, al punto da volersi trasformare, come ha detto il papa, in un &quot;ospedale da campo&quot;: la tensione escatologica. \u00c8 una chiesa appiattita e ripiegata sulla storia, che cerca la risposta alle sue domande nella storia; e che si \u00e8 dimenticata che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la sola ed unica risposta, e che si tratta di una risposta che sta al di sopra della storia, nell&#8217;Assoluto, come Lui stesso ha detto e ribadito, fino all&#8217;ultimo, durante il colloquio con Pilato: <em>il mio Regno non \u00e8 di questo mondo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel disperato tentativo di costruire una qualsiasi dignit\u00e0 filosofica attorno alle enunciazioni di papa Francesco, il gesuita Gaetano Piccolo, sull&#8217;ultimo numero de La civilt\u00e0 cattolica (n.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[107,110,216,259],"class_list":["post-28305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-papi","tag-tradizione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28305"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28305\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}