{"id":28299,"date":"2022-08-19T12:47:00","date_gmt":"2022-08-19T12:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/19\/realismo-moderato-tomista-e-senso-comune\/"},"modified":"2022-08-19T12:47:00","modified_gmt":"2022-08-19T12:47:00","slug":"realismo-moderato-tomista-e-senso-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/19\/realismo-moderato-tomista-e-senso-comune\/","title":{"rendered":"Realismo moderato tomista e senso comune"},"content":{"rendered":"<p>Scrive padre R\u00e9ginald Garrigou-Lagrange (Auch, 21 febbraio 1877-Roma, 15 febbraio 1964) nella sua mirabile <em>Sintesi tomistica<\/em> (titolo originale <em>La Synth\u00e8se Thomiste<\/em>, Paris, Descl\u00e9e De Brouwer, 1950; trad. dal francese di Ignazio Paci O.P., Brescia, Queriniana Editrice, 1953, pp. 43-45):<\/p>\n<p><em>S. Tommaso insegna con Aristotele che il primo oggetto conosciuto dalla nostra intelligenza \u00e8 l&#8217;essere intelligibile delle cose sensibili. Questo \u00e8 l&#8217;oggetto della prima apprensione intellettuale che precede il giudizio. Cf I, q. 5, a. 2 \u00abPrimo in conceptione intellectus cadit ens; quia secundum hoc unumqodque conoscibile est in quantum est in actu; unde ens est proprium primum audibile\u00bb. Vedi anche I, q. 85, a. 3; I-II, q. 94, a. 2; Contra Gentes, I, II, c.83: De Veritate, q. I, a. 1. Ora l&#8217;essere \u00e8 ci\u00f2 che esiste (essere attuale) o pu\u00f2 esistere (essere possibile), id cuius actus est esse. Inoltre l&#8217;essere che la nostra intelligenza conosce prima di tutto non \u00e8 l&#8217;essere di Dio, n\u00e9 l&#8217;essere del soggetto pensante, ma l&#8217;essere delle cose sensibili: \u00abQuod statim ad occursum rei sensatae apprehenditur intellectu\u00bb (San Tomm., De anima, I, II, c. 6, lez. 13, de sensibili per accidens). Infatti la nostra \u00e8 l&#8217;ultima delle intelligenze ed ha per oggetto proprio o proporzionato l&#8217;ultimo degli intelligibili, che \u00e8 l&#8217;essere intelligibile delle cose sensibili: I, q. 76, a. 5. Mentre il bambino conosce attraverso i sensi la bianchezza e il sapore del latte, per usar un esempio, afferra coll&#8217;intelligenza l&#8217;essere intelligibile di questo oggetto sensibile, \u00abper intellectum apprehendit ens dulce ut ens et per gustum ut dulce\u00bb. Nell&#8217;essere intelligibile cos\u00ec conosciuto la nostra intelligenza afferra prima di tutto la opposizione al non essere, opposizione espressa nel principio di contraddizione, l&#8217;essere non \u00e8 il non-essere. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>Quindi la nostra intelligenza conosce l&#8217;essere intelligibile e la sua opposizione al niente, prima di conoscere esplicitamente la distinzione fra l&#8217;io e il non-io. Poi, riflettendo sul proprio atto conoscitivo giudica dell&#8217;esistenza attuale della tal cosa sensibile singolare appresa dai sensi: cf. I, q.86, a. 1; De veritate, q. 10, a.5. L&#8217;intelligenza conosce prima l&#8217;universale, mentre invece i sensi apprendono il sensibile e il singolare.<\/em><\/p>\n<p><em>Fin dal suo punto di partenza il realismo tomistico appare per tal modo come un &quot;realismo moderato&quot; secondo il quale l&#8217;universo, pur esistendo formalmente, in quanto universale, nelle cose singolari, ha in queste il suo fondamento. In tal modo la dottrina tomistica s&#8217;innalza fra i due estremi, considerati come due deviazioni: il REALISMO ASSOLUTO di Platone, il quale ritiene che l&#8217;universale esista formalmente al di fuori della mente (idee separate), e il NOMINALISMO, il quale nega che l&#8217;universale abbia un fondamento nelle cose singolari e riduce l&#8217;universale ad una rappresentazione soggettiva accompagnata da un nome comune. Mentre il realismo platonico pensa che si abbia una intuizione intellettuale confusa dell&#8217;essere divino o dell&#8217;Idea del Bene, il nominalismo apre la via all&#8217;empirismo e al positivismo, che riducono i primi principi razionali a semplici leggi sperimentali dei fenomeni sensibili, come per esempio il principio di causalit\u00e0 a questo enunciato: Ogni fenomeno suppone un fenomeno antecedente. Se fosse cos\u00ec, i primi principi della ragione non sarebbero pi\u00f9 leggi dell&#8217;essere, ma soltanto leggi dei fenomeni, e non permetterebbero pi\u00f9 d&#8217;innalzarsi alla conoscenza di Dio, causa prima, che supera l&#8217;ordine dei fenomeni. Il realismo moderato di Aristotele e di S. Tommaso \u00e8 conforme alla intelligenza naturale spontanea, chiamata senso comune. Ci\u00f2 apparisce specialmente da quello che il realismo moderato insegna circa il valore reale e la importanza dei primi principi razionali. Esso ritiene che l&#8217;intelligenza naturale afferra i primi principi nell&#8217;essere intelligibile che \u00e8 l&#8217;oggetto della prima apprensione intellettuale. Quindi tali principi le appariscono non solo come leggi mentali ossia leggi della logica, n\u00e9 solo come leggi sperimentali dei fenomeni, ma come leggi necessarie e universali dell&#8217;essere intelligibile o del reale, di ci\u00f2 che \u00e8 o pu\u00f2 essere. Questi principi son subordinati nel senso che dipendono da un primo principio, il quale afferma ci\u00f2 che per prima cosa conviene all&#8217;essere.<\/em><\/p>\n<p><em>Il principio assolutamente primo enuncia l&#8217;opposizione che esiste fra l&#8217;essere e il niente. La sua formulazione negativa \u00e8 il PRINCIPIO DI CONTRADDIZIONE: \u00abl&#8217;essere non \u00e8 il non-essere\u00bb o \u00abuna medesima cosa non pu\u00f2 essere e non essere sotto lo stesso rapporto e nel medesimo tempo\u00bb. La sua formula positiva \u00e8 il PRINCIPIO D&#8217;IDENTIT\u00c0: \u00abci\u00f2 che \u00e8, \u00e8; ci\u00f2 che non \u00e8, non \u00e8\u00bb; il che equivale a dire: l&#8217;essere non \u00e8 il non-essere; come si dice: il bene \u00e8 il bene, il male \u00e8 il male, per dire che l&#8217;uno non \u00e8 l&#8217;altro. Sul valore reale e sull&#8217;universalit\u00e0 del principio di contraddizione cf. S. Tommaso, In Metaphysic., 1, IV, lez. 5-15. Secondo questo principio ci\u00f2 che \u00e8 assurdo, come un circolo quadrato, \u00e8 non solo INIMMAGINABILE, non solo INCONCEPIBILE, ma assolutamente ineffettuabile. Fra la pura logica di ci\u00f2 che pu\u00f2 concepirsi e il concreto materiale vi son le leggi universali del REALE., Cos\u00ec \u00e8 gi\u00e0 affermata la capacit\u00e0 della nostra intelligenza a conoscere le leggi dell&#8217;essere extramentale.<\/em><\/p>\n<p>Il senso comune, o intelligenza naturale spontanea, ci fa avvertiti che il mondo \u00e8 popolato di enti reali: alcuni attuali, altri potenziali, possibili e futuri. Un seme \u00e8 una pianta possibile, poich\u00e9, se non intervengono fattori inibitori, noi <em>sappiamo<\/em> che esso diverr\u00e0 realmente una pianta; e cos\u00ec un bambino \u00e8 un ente possibile, quando vi sono due persone giovani di sesso diverso che desiderano avere dei figli. Tutti questi enti sono reali perch\u00e9 esistono effettivamente, nel mondo della realt\u00e0 fattuale e non solo nella mente del soggetto che li pensa, come i contenuti di un sogno nella mente del sognatore, o quelli di una fiaba in colui che la narra e in colui che l&#8217;ascolta, o, ancora, come dei triangoli, o dei cerchi, o dei numeri, nella mente di un matematico. Anche questi ultimi sono enti, e godono di un certo grado di esistenza: ma essa \u00e8 limitata all&#8217;ambito soggettivo e non si attua nella sfera del mondo reale, perch\u00e9 essi sono privi di consistenza fisica e possono svanire in un attimo, cos\u00ec come hanno iniziato a esistere dal nulla: mentre gli enti materiali non compaiono dal nulla, ma solo da un processo di generazione che ha dei tempi e delle modalit\u00e0 ben precisi. Una quercia non compare d&#8217;improvviso: ci vuole un seme e sono necessari molti anni di progressivo accrescimento affinch\u00e9 si sviluppi la pianta adulta; allo stesso modo una statua, un dipinto, un edificio, sono il risultato di un&#8217;opera specifica di progettazione e attuazione. Tanto gli enti reali che gli enti mentali, tanto gli enti fattuali che gli enti possibili, peraltro, formano il quadro della realt\u00e0 intelligibile: possono essere pensati e, per ci\u00f2 stesso, compresi dalla ragione. Certo, non tutti gli enti mentali trovano riscontro nel mondo reale e concreto: un cavallo alato potr\u00e0 vivere solo nel mondo di ci\u00f2 che \u00e8 pensabile. Altri enti mentali sono situati, per cos\u00ec dire, al limite estremo dell&#8217;intelligibile: l&#8217;isola che non c&#8217;\u00e8, per esempio, pu\u00f2 essere descritta a parole e perfino posta al centro di una storia, ma di fatto non \u00e8 pensabile, perch\u00e9 pensarla implica una contraddizione o, per dir meglio, un&#8217;impossibilit\u00e0 logica: se non c&#8217;\u00e8, significa che qualsiasi isola pensata non pu\u00f2 essere quella, ma un&#8217;altra. Nemmeno una settimana di otto giorni pu\u00f2 essere pensata, ma solo enunciata a parole: infatti a tale espressione verbale non corrisponde alcunch\u00e9 di esistente, neppure a livello immaginativo; si tratta di un paradosso logico che si serve di un&#8217;espressione indecifrabile e inintelligibile.<\/p>\n<p>Ora, fra tutte le filosofie elaborate nel corso della storia, solo quella di san Tommaso d&#8217;Aquino risulta in perfetto accordo, ma un accordo profondo e ragionato e non superficiale, con l&#8217;evidenza del senso comune: \u00e8 l&#8217;applicazione pi\u00f9 rigorosa, sistematica e di ampio respiro della ragione naturale, impiegata secondo premesse dimostrate e secondo forme e categorie logiche e coerenti fra di loro. In tutte le altre filosofie si trovano alcune note stridenti, alcuni passi falsi della ragione, alcune premesse immotivate e alcune conclusioni illogiche o incoerenti o maggiori delle premesse medesime. Tutti gli altri filosofi si prendono il lusso di fare qualche affermazione gratuita; non di rado ripetono pi\u00f9 volte, adoperando parole diverse, il medesimo concetto, e procedono come se lo avessero argomentato e dimostrato, mentre non hanno fatto n\u00e9 l&#8217;una cosa, n\u00e9 l&#8217;altra. Solo in san Tommaso la ragione naturale procede in modo cos\u00ec rigoroso e armonioso rigoroso da non lasciare spazio ad alcuna affermazione gratuita, da non costruire un solo passaggio nel quale ogni pensiero, ogni parola non siano stati vagliati, soppesati, e rispetto ai quali non siano state prese in considerazione tutte le obiezioni logiche possibili. E nemmeno tutti i tomisti sono stati all&#8217;altezza del maestro, sia nel Medioevo che dopo. Quasi tutti, infatti, hanno commesso una deviazione in apparenza piccola, ma importantissima, dalla traccia originaria: hanno perso di vista che il grande merito di san Tommaso \u00e8 aver incentrato la sua ricerca sull&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;essere, sull&#8217;essere come <em>actus essendi<\/em>, come puro <em>esse<\/em> e non come <em>aliquid<\/em>, come qualcosa, e sia pure come una modalit\u00e0 o una categoria dell&#8217;ente. Questa piccola ma significativa deviazione consiste precisamente nell&#8217;identificare l&#8217;essere con l&#8217;<em>aliquid<\/em>, per esempio come fa Aristotele, con la categoria della sostanza, che \u00e8 pi\u00f9 o meno come dire dell&#8217;essenza. Ma l&#8217;essere non \u00e8 una categoria, non \u00e8 una modalit\u00e0 dell&#8217;ente: \u00e8 qualcosa che viene prima, non in senso cronologico ma in senso logico. Vale a dire che l&#8217;ente innanzitutto \u00e8, poi \u00e8 in questo o quel modo, risponde a questa o quella categoria: prima di avere o di essere una certa sostanza, una certa essenza, l&#8217;essere <em>\u00e8<\/em>. Il fatto che \u00e8 rende possibile e attuale tutto il resto, a partire dal fatto che abbia o sia una certa sostanza e una certa essenza. Ma se non fosse, non avrebbe n\u00e9 sostanza, n\u00e9 essenza; non avrebbe alcuna modalit\u00e0 e non corrisponderebbe ad alcuna categoria. Dunque il fondamento di tutto \u00e8 l&#8217;essere: l&#8217;essere che emerge vittoriosamente dal nulla. Pertanto solo la filosofia di san Tommaso, come aveva notato \u00c9tienne Gilson, \u00e8 una piena e coerente filosofia dell&#8217;essere, del puro essere, che rende possibile ogni altra esistenza e ogni altra cosa; le altre sono forme di essenzialismo, cio\u00e8 filosofie dell&#8217;ente, che \u00e8 sempre qualcosa di determinato.<\/p>\n<p>Il realismo di san Tommaso, dunque, come osserva R\u00e9ginald Garrigou-Lagrange, \u00e8 una forma moderata di realismo, che si colloca all&#8217;incirca a met\u00e0 strada fra il realismo assoluto di Platone, che pone l&#8217;esistenza dell&#8217;universale come forma che esiste non solo nella mente, ma nella realt\u00e0 effettiva delle Idee, e il nominalismo, che nega ogni realt\u00e0 sostanziale all&#8217;universale e ne fa un puro ente logico, che esiste senza alcun rapporto concreto con gli enti. Alcuni hanno spinto l&#8217;interpretazione del realismo moderato di Tommaso fino a qualificarlo come addirittura come un anti-realismo: ad esempio perch\u00e9 la ragione naturale parte s\u00ec, dal dato sensibile (<em>nisi in intellctu quod prius non fuerit in sensu<\/em>) ma va oltre di esso per cogliere l&#8217;intelligibilit\u00e0 del reale, il che significa elaborare un universo mentale e non reale. Ma si tratta di un&#8217;esagerazione: perch\u00e9 in san Tommaso l&#8217;universale non svaluta, come in Platone, il particolare: e il dato sensibile \u00e8 sempre individuale, non gi\u00e0 universale. Dunque la filosofia di san Tommaso non solo non perde l&#8217;aggancio con la dimensione della realt\u00e0 concreta, ma ne fa la sua base di partenza: in pieno accordo, anche qui, con il senso comune. E la grandezza di Tommaso \u00e8 proprio nell&#8217;aver visto che la menta parte sempre dall&#8217;individuale concreto, e la prima cosa che vi trova non \u00e8 una certa <em>quidditas<\/em>, o essenza, ma il puro <em>esse<\/em>: l&#8217;atto cio\u00e8 di esistere. Chiarissimo l&#8217;esempio che fa Garrigou-Lagrange del neonato il quale &#8212; direbbe Dante &#8212; bagna ancora la lingua attaccato alla mammella della madre (cfr. <em>Par.<\/em>, XXXIII, 108): percepisce un liquido bianco e dolce e poi, con l&#8217;esperienza, impara che quelle sensazioni visive e gustative corrispondono a un ente, il latte: non sa ancora cosa sia ma gi\u00e0 percepisce che c&#8217;\u00e8, che esiste; e quindi coglie l&#8217;ente nell&#8217;atto di essere, poi lo universalizza con un&#8217;idea e infine gli d\u00e0 un nome.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto proprio dell&#8217;intelletto umano \u00e8 dunque &#8212; come osserva Sofia Vanni Rovighi &#8212; l&#8217;essenza delle cose corporee: <em>quidditas sive natura in materia corporali existens<\/em> (<em>Summa<\/em>, I, q. 84, art. 7), <em>quidditas rei materialis<\/em> (q. 88, art. 3). Ma poi l&#8217;illustre studiosa aggiunge: <em>il che vuol dire la realt\u00e0 corporea considerata nella sua essenza<\/em> (S. Vanni Rovighi, <em>Introduzione a Tommaso d&#8217;Aquino<\/em>, Laterza, 1973, 1995, p. 100). E bench\u00e9 subito dopo affermi che <em>ci\u00f2 non contraddice affatto a quella della prima questione &quot;De veritate&quot; secondo la quale il primo oggetto dell&#8217;intelletto \u00e8 l&#8217;essere, poich\u00e9 la &quot;quidditas rei materialis \u00e8 ci\u00f2 in cui l&#8217;intelletto scopre la prima volta l&#8217;essere, ci\u00f2 che per primo coglie come ente<\/em>, non \u00e8 questo uno scivolare nell&#8217;essenzialismo? Tommaso non dice che la ragione coglie l&#8217;essere <em>come<\/em> ente, ma <em>attraverso<\/em> l&#8217;ente: cosa ben diversa. S\u00ec, lo sappiamo: pu\u00f2 sembrare una sfumatura di scarsa importanza, quasi una questione di lana caprina. Invece \u00e8 una distinzione decisiva: la mente coglie l&#8217;intelligibile nell&#8217;evidenza e nella immediatezza dell&#8217;ente percepito <em>nell&#8217;atto di esistere<\/em>; non sa ancora bene cosa sia, ma sa che <em>c&#8217;\u00e8<\/em>, e questa \u00e8 la base di tutto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrive padre R\u00e9ginald Garrigou-Lagrange (Auch, 21 febbraio 1877-Roma, 15 febbraio 1964) nella sua mirabile Sintesi tomistica (titolo originale La Synth\u00e8se Thomiste, Paris, Descl\u00e9e De Brouwer, 1950;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-28299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28299\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}