{"id":28295,"date":"2016-07-17T06:09:00","date_gmt":"2016-07-17T06:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/17\/dobbiamo-reagire-alla-tecnica-della-disfatta\/"},"modified":"2016-07-17T06:09:00","modified_gmt":"2016-07-17T06:09:00","slug":"dobbiamo-reagire-alla-tecnica-della-disfatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/07\/17\/dobbiamo-reagire-alla-tecnica-della-disfatta\/","title":{"rendered":"Dobbiamo reagire alla tecnica della disfatta"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1963 usciva il capolavoro storiografico di un geniale studioso italiano, giornalista e scrittore, Francio Bandini: <em>Tecnica della sconfitta<\/em>, dedicato ai primi quaranta giorni dell&#8217;intervento in guerra dell&#8217;Italia nel 1940, fino alla battaglia di Punta Stilo. La tesi di Bandini, politicamente scorrettissima, \u00e8 che fu la Gran Bretagna a volere ad ogni costo che l&#8217;Italia scendesse in campo al fianco della Germania, perch\u00e9 solo cos\u00ec, con l&#8217;estensione del conflitto che ne sarebbe derivata (Mediterraneo, Balcani, Africa settentrionale e orientale; senza contare l&#8217;inevitabile ritiro di forze navali inglesi dall&#8217;Oceano Pacifico, cosa che avrebbe lasciato campo libero all&#8217;espansionismo giapponese) gli Stati Uniti avrebbero dovuto decidersi a rompere gli indugi e schierarsi apertamente al fianco del Regno Unito.<\/p>\n<p>L&#8217;originalit\u00e0 dissacrante della tesi di Franco Bandini non si ferma qui: egli sostenne anche che la casta militare italiana, e non solo quella, fece di tutto per perderla, quella guerra; che una diversa impostazione strategica delle operazioni, in quelle prime settimane della primavera-estate del 1940, avrebbe potuto dare risultati ben diversi nell&#8217;andamento complessivo del conflitto e mutare completamente gli scenari: un rapido colpo su Malta, ad esempio, quando gi\u00e0 la flotta britannica di Alessandria si teneva pronta a salpare le ancore per trasferirsi nell&#8217;Oceano Indiano, avrebbe consegnato alla flotta italiana il dominio del Mediterraneo e, con ci\u00f2, anche le operazioni terrestri nello scacchiere africano avrebbero avuto un esito ben diverso, forse anche senza bisogno dell&#8217;intervento tedesco. A sprecare sistematicamente quelle utili occasioni furono le ingenuit\u00e0 colossali di alcuni uomini-chiave, come il vicer\u00e9 dell&#8217;Impero di Etiopia, il duca Amedeo d&#8217;Aosta, che si fid\u00f2 di una vaga promessa di neutralizzazione del settore est-africano da parte dei suoi ex amici di studi in Inghilterra; oltre, naturalmente, alla atavica furbizia da quattro soldi di una classe dirigente che pensava di poter vincere una guerra senza bisogno di combatterla sul serio, dal momento che a vincerla ci stavano pensando gi\u00e0 gli alleati tedeschi. Ma ci fu, quasi certamente, anche qualcosa di molto peggio: la volont\u00e0 di rovesciare il fascismo per salvaguardare i propri interessi egoistici, da parte di molti esponenti del mondo finanziario e industriale, oltre che di non pochi generali e ammiragli filo-britannici. Furono questi fattori a far s\u00ec che le cose andassero come andarono, ma come non era per niente &quot;destino&quot; che andassero: cio\u00e8 che gli eserciti e le flotte italiani fallissero la prova, miseramente, su tutti i fronti di operazioni e che si creassero le premesse per la schiacciante e devastante sconfitta dell&#8217;estate 1943, preludio alla guerra civile e, di fatto, all&#8217;uscita di scena del nostro Paese dal novero delle grandi potenze e alla perdita della effettiva sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>Franco Bandini, peraltro, non sostenne affatto che, con una pi\u00f9 energica e abile condotta delle operazioni nelle prime settimane dell&#8217;intervento, l&#8217;esito finale della Seconda guerra mondiale sarebbe stato diverso; ma osservava, e a ragione, che vi sono diversi modi di perdere una guerra, laddove l&#8217;Italia l&#8217;ha perduta nella maniera peggiore, cio\u00e8 sacrificando il proprio onore e giocandosi ogni credibilit\u00e0 sulla scena internazionale. Fu questo il risvolto peggiore della nostra sconfitta, secondo lui: il fatto che l&#8217;Italia, per il comportamento miserevole e imbelle della sua classe &#8211; o piuttosto casta &#8211; dirigente, e nonostante il valore del singolo soldato, marinaio e aviatore, si \u00e8 giocata, forse per sempre, la considerazione altrui a livello mondiale; e sono considerazioni che ci sentiamo di condividere in pieno.<\/p>\n<p>Ebbene: quel libro, e la sua tesi paradossale, ma tutt&#8217;altro che peregrina, ci torna insistentemente alla memoria in questi giorni di smarrimento, confusione, parole in libert\u00e0 e ormai completamente staccate dal loro significato, quando l&#8217;Europa, di fronte alla doppia minaccia islamica, quella della graduale migrazione\/colonizzazione\/conquista, e quella dell&#8217;aggressione brutale, terroristica, spietata, che colpisce un giorno qua, un altro l\u00e0, anche lontano dall&#8217;Europa, nelle persone dei suoi cittadini all&#8217;estero, come lavoratori o come turisti, mette bruscamente gli Europei di fronte alla responsabilit\u00e0 del proprio futuro e s&#8217;incarica di strappare impietosamente la benda dagli occhi di quanti si erano cullati nei dolci sogni progressisti e neoilluministi di una futura societ\u00e0 multietnica e multiculturale, dove &quot;diverso \u00e8 bello&quot; e dove ci sarebbe stato spazio per tutti, senza eccezioni n\u00e9 distinzioni, in nome della cultura laica, materialista, individualista di cui ricorreva appunto la festa annuale, il 14 luglio, quando, sul lungomare di Nizza, si \u00e8 consumata l&#8217;ultima tragedia causata dal terrorismo islamico, spazzando via la vita di un centinaio di persone, fra le quali c&#8217;erano moltissimi bambini che tornavano, accompagnati dai loro genitori, dall&#8217;avere assistito allo spettacolo dei fuochi d&#8217;artificio. Ora gli Europei devono aprire gli occhi, anche se non ne avrebbero voglia: come non ne ebbero voglia i tedeschi, l&#8217;indomani degli stupri di massa di Colonia; o come non ne hanno avuto voglia gli italiani, dopo la strage dei loro connazionali a Dacca (dov&#8217;erano le massime autorit\u00e0 statali quando ci furono i loro funerali, visto che si sono precipitate al funerale d&#8217;un immigrato nigeriano morto in dubbie circostanze?).<\/p>\n<p>Il titolo del libro di Franco Bandini ci torna alla mente perch\u00e9 stiamo assistendo, ma stavolta su scala europea, a un fenomeno molto simile: a un misto d&#8217;incoscienza, superficialit\u00e0, dilettantismo, ignoranza, opportunismo criminoso, rifiuto ideologico di vedere la realt\u00e0, tutti atteggiamenti, questi, che stanno consegnando il nostro continente nelle mani della migrazione\/colonizzazione\/conquista islamica, e che stanno favorendo in ogni modo l&#8217;indebolimento delle difese e l&#8217;anestesia dei possibili anticorpi; il tutto in una prospettiva che somiglia sempre pi\u00f9 a quella di una disfatta vera e propria, anzich\u00e9 ad una semplice sconfitta: perch\u00e9 la disfatta \u00e8 qualcosa di molto peggio della sconfitta: \u00e8 la sconfitta pi\u00f9 il disonore, cio\u00e8 una sconfitta non solo totale, ma anche e soprattutto una resa morale, una auto-distruzione della propria identit\u00e0 e della propria dignit\u00e0. E lo dimostra il fatto, qualora vi fosse stato bisogno di una ulteriore conferma, che, per commentare i fatti di Nizza, siano stati chiamati a fare le loro valutazioni nei salotti televisivi politicamente corretti, dei personaggi che o non hanno capito nulla di quanto sta accadendo dopo il l&#8217;11 settembre del 2001, o, se lo capiscono, sono parte della congiura per la resa incondizionata del nostro continente al terrore e alla conquista islamica.<\/p>\n<p>I popoli europei sono alla merc\u00e9 di una classe politica di traditori, venduti ai piani della globalizzazione finanziaria e, pertanto, decisi a far passare la politica dell&#8217;islamizzazione per distruggere rapidamente l&#8217;identit\u00e0 europea e per affrettare, in tal modo, l&#8217;avvento di una societ\u00e0 di cittadini succubi, senza radici, senza storia, senza ideali, senza mete che non siano quelle del consumismo e dell&#8217;edonismo spicciolo, la sfrenata licenza sessuale, la libert\u00e0 di drogarsi, la deresponsabilizzazione completa e la distruzione finale della famiglia, mediante una accelerazione delle politiche abortive e contraccettive, un incoraggiamento delle relazioni e delle unioni omosessuali, una esaltazione dei &quot;diritti&quot; individuali contro qualsiasi tipo di responsabilit\u00e0, di dovere, di sacrificio nei confronti dei propri familiari. Enormi sono le colpe della cultura e dei partiti di sinistra, che hanno incoraggiato e alimentato atteggiamenti di auto-disprezzo degli Europei nei confronti della propria civilt\u00e0 e delle proprie tradizioni; e anche della Chiesa cattolica, la quale, pur avendo una grandissima tradizione cui ispirarsi per difendere l&#8217;identit\u00e0 religiosa del continente, con tutti i riflessi morali a ci\u00f2 connessi, ha preferito imboccare la via opposta: quella di auto-censurarsi, di auto-criticarsi, di auto-rottamarsi, predicando nello stesso tempo l&#8217;accoglienza indiscriminata di tutti i migranti\/invasori, che siano profughi o no, che siamo necessitati o no, e prendendosela proprio con gli ultimi esponenti della vera concezione cattolica, impegnati ormai da soli nella battaglia contro l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, la parificazione delle unioni omosessuali al matrimonio e alla famiglia, la svendita del proprio patrimonio ideale, la relativizzazione dei propri valori, la laicizzazione e la secolarizzazione del proprio messaggio soprannaturale, fino a ridurre il cristianesimo a una comoda dottrina <em>usa e getta<\/em>, buona per la modernit\u00e0 materialista ed edonista, ma assolutamente contraria allo spirito genuino del Vangelo.<\/p>\n<p>Con i loro atteggiamento dissennati, con il loro buonismo d&#8217;accatto, con il loro ecumenismo a base russoviana e volterriana, gnostico-massonico e anticristiano, gli intellettuali e i politici di sinistra e gli esponenti del mondo cattolico che amano definirsi progressisti, portano la responsabilit\u00e0 morale di avere incoraggiato l&#8217;odio anti-europeo e anti-cristiano di tanti islamici, anche fra quelli che da due o tre generazioni vivono in Europa e che si pensava in via di &quot;integrazione&quot;; e di aver suscitato, per reazione, la nascita di sentimenti d&#8217;insofferenza, di ripulsa e anche di vero e proprio razzismo fra i popoli europei, laddove razzismo non ce n&#8217;era, n\u00e9 ce ne sarebbe stato, se quegli stessi popoli non avessero assistito, allibiti e impotenti, alla resa delle pubbliche autorit\u00e0 davanti all&#8217;arroganza di certi comportamenti dei nuovi venuti e al dispiegamento sconcertante di politiche di &quot;aiuto&quot; e di &quot;sostegno&quot; rivolte agli immigrati, anche clandestini, a fronte della perfetta indifferenza dimostrata nei confronti della miseria crescente delle classi sociali pi\u00f9 deboli dei popoli europei, messe in ginocchio dalla speculazione finanziaria e dalla crisi economica che ne \u00e8 seguita, tradite dalle banche, abbandonate dai loro governati e, da ultimo, beffate anche dalla Chiesa e dagli esponenti del mondo cattolico, dai quali hanno ricevuto solo inviti a togliere i crocifissi per non &quot;irritare&quot; gli islamici, a evitare i canti di Natale e i Presepi per la stessa ragione, a mortificare insomma in ogni modo la propria tradizione e la propria identit\u00e0 in vista di una &quot;accoglienza&quot; che equivale, a tutti gli effetti, ad una resa senza condizioni. Questi politici, questi intellettuali e questi (cattivi) vescovi e preti, portano la responsabilit\u00e0 morale di quello che sta accadendo e di quello che accadr\u00e0 ai danni delle nostre prossime generazioni.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, se la societ\u00e0 europea fosse stata un organismo sano, la disfatta non sarebbe stata cos\u00ec facile, l&#8217;implosione non sarebbe stata cos\u00ec rapida. Dobbiamo riconoscere che la guerra, che il terrorismo islamico ci ha dichiarato, ci ha trovati gi\u00e0 impreparati ed inermi, e sguarnite le nostre posizioni: e ci\u00f2 perch\u00e9 noi stessi, da almeno due secoli e mezzo, ci siamo tenacemente impegnati nella distruzione della nostra stessa civilt\u00e0, che era una civilt\u00e0 cristiana, basata su valori trascendenti e imperniata sulla vitalit\u00e0, la coesione e la saldezza della famiglia, per sostituirla con una civilt\u00e0 senz&#8217;anima, materialista, cinica, senza ideali tranne l&#8217;arricchimento ad ogni costo, il potere e il piacere sessuale, e sempre pi\u00f9 disamorata della vita, sempre meno propensa a fare figli e a vedere nella famiglia un potente presidio dei valori essenziali sui quali si fonda e si regge <em>qualsiasi<\/em> societ\u00e0. La cosiddetta civilt\u00e0 moderna, nata all&#8217;ombra della ghigliottina e dei &quot;diritti universali&quot;, \u00e8 la stessa che ci ha condotti al disprezzo di noi stessi, all&#8217;angoscia, all&#8217;impotenza, alla nevrosi, al <em>cupio dissolvi<\/em>. \u00c8 stata inaugurata il 14 luglio del 1789, con quella orribile sfilata per le strade di Parigi di una folla d&#8217;uomini e donne ubriachi di sangue e di vuote parole d&#8217;ordine, una folla che recava in cima ad un&#8217;asta la testa di un essere umano, come in un odierno film dell&#8217;orrore. E ci si vorrebbe far credere che allora \u00e8 sorta, invece, l&#8217;alba di un giorno radioso; che noi tutti dovremmo essere grati a quegli eventi e mostrarci lieti di essere i nipoti legittimi della &quot;filosofia dei lumi&quot; dei Voltaire, dei Diderot, dei d&#8217;Holbach, dei Rousseau e delle loro nobili, nobilissime dichiarazioni di principio sulla libert\u00e0 e sulla tolleranza. Peccato che sia nato dalle loro idee il primo genocidio della storia moderna: quello della Vandea, condotto nel 1793 dalle autorit\u00e0 giacobine contro un popolo che non voleva accogliere con sufficiente entusiasmo la <em>libert\u00e9<\/em>, la <em>fraternit\u00e9<\/em> e l&#8217;<em>egalit\u00e9<\/em>.<\/p>\n<p>Giungiamo cos\u00ec alla conclusione che tutte le guide dell&#8217;Europa: statisti e pubblici amministratori, banchieri e industriali, intellettuali e giornalisti, vescovi e Santa Sede, sono d&#8217;accordo &#8211; per ragioni anche dissimili, ma sono sostanzialmente d&#8217;accordo &#8211; nel proseguire e, anzi, accelerare processo di islamizzazione dell&#8217;Europa. Ciascuno di essi ha il proprio tornaconto egoistico &#8211; la grande industria, per esempio, tenere basso il costo del lavoro, mediante l&#8217;importazione di una manodopera disposta a lavorare per qualsiasi salario -, ma il risultato \u00e8 una straordinaria convergenza strategica, quale mai, o rarissimamente, si era verificata nella storia pi\u00f9 che millenaria del nostro continente. Pochissime volte, o mai, infatti, si era vista una simile concordanza, una simile identit\u00e0 di opinioni intorno a una questione cruciale per il futuro immediato del nostro continente: tanto \u00e8 vero che se, nel 1914 e nel 1939, fu necessario svolgere un&#8217;opera di propaganda per convincere i rispettivi popoli di quanto fossero giuste e necessarie le decisioni da adottare in ordine alla guerra e alla pace, adesso &#8212; e davanti a una situazione solo apparentemente meno drammatica, ma altrettanto carica di incognite per il nostro futuro a breve, medio e lungo periodo &#8211; nessun governo, e tanto meno ai vertici dell&#8217;Unione europea (perch\u00e9 di un governo europeo \u00e8 impossibile parlare) si sente in dovere di convincere, pi\u00f9 di tanto, i cittadini che aprire le frontiere, e, di fatto, abolirle, legalizzando qualsiasi ingresso da parte di chiunque, dietro il pretesto del diritto d&#8217;asilo o dell&#8217;emergenza umanitaria, davanti alla marea montante e apparentemente inarrestabile degli immigrati\/invasori\/colonizzatori islamici, \u00e8 la cosa giusta da fare, e persino (secondo il punto di vista di papa Bergoglio e di molti vescovi) la cosa moralmente e cristianamente doverosa. Lo si d\u00e0, semplicemente, per scontato. I cittadini sono messi di fronte al <em>fatto<\/em> della migrazione\/invasione\/ colonizzazione; il loro parere non \u00e8 ritenuto necessario; quel che si domanda a loro \u00e8 di &quot;accogliere&quot;, di non essere &quot;egoisti&quot;, di seguire la strada del &quot;realismo&quot;: tutt&#8217;al pi\u00f9, si pu\u00f2 cavillare su aspetti del tutto secondari del problema, non mettere in discussione la scelta di fondo, che \u00e8 gi\u00e0 stata presa, non si sa bene quando, n\u00e9 come, n\u00e9 da chi, e, soprattutto, non si sa e non si sapr\u00e0 mai bene <em>perch\u00e9<\/em>.<\/p>\n<p>A questo punto, forse, dovremmo svegliarci da un lungo torpore e cominciare col chiedere scusa ai pochi che avevano visto subito quel che stava accadendo, e che lo avevano afferrato con pi\u00f9 chiarezza e lucidit\u00e0 di noi tutti: e, fra quei pochi, a che chi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 (come la giornalista Oriana Fallaci). Ad essi va riconosciuto di aver avuto pi\u00f9 buon senso e pi\u00f9 lungimiranza di tutti gli altri, i benpensanti fabbricati con lo stampino, i progressisti a un tanto il chilo, i disinvolti predicatori del multiculturalismo e della societ\u00e0 multietnica. Quel che sta accadendo proprio in questi giorni negli Stati Uniti d&#8217;America, dove secoli di convivenza non sono bastati a sopire le tensioni razziali fra due singole etnie, la maggioranza di origine europea e la minoranza di origine africana, dovrebbe svegliare dai loro sogni voluttuosi di pacifica convivenza tutte queste anime belle, che si sono cullate nel sogno idillico di una societ\u00e0 aperta, tollerante, secondo il modello della canzone <em>Imagine<\/em> di John Lennon: <em>Immagina che non ci sia il Paradiso, prova, \u00e8 facile; nessun Inferno sotto i piedi; sopra di noi solo il cielo. Immagina che la gente viva al presente. Immagina che non ci siano Paesi, non \u00e8 difficile&#8230; Niente per cui uccidere e morire e nessuna religione. Immagina che tutti vivano la loro vita in pace.<\/em> Peccato che i terroristi islamici non la pensino cos\u00ec; che siano ansiosi di guadagnarsi il <em>loro<\/em> Paradiso, proprio spedendo all&#8217;Inferno gli infedeli, cio\u00e8 noi europei e cristiani; peccato che non avere alcuna identit\u00e0, nazionale o religiosa, ci stia consegnando, inermi e imbelli, come agnelli sacrificali al banchetto del fanatismo altrui; e che una civilt\u00e0 i cui figli non siano disposti a credere in nulla che vada oltre il presente, n\u00e9 a lottare per difendere se stessi, qualora siano minacciati, \u00e8 una civilt\u00e0 moritura, gi\u00e0 in via di dissoluzione e di putrefazione, mentre ancora respira e s&#8217;illude, forse, di godere di un&#8217;ottima salute.<\/p>\n<p>I settant&#8217;anni di pace che il nostro continente ha goduto dopo il 1945 sono stati, per un certo verso, esiziali per noi: ci siamo illusi che la pace fosse un qualcosa di scontato e di acquisito una volta per sempre; non abbiamo riflettuto che essa era solo una tregua provocata dal &quot;congelamento&quot; del mondo nei due blocchi contrapposti della Guerra fredda; e che, una volta finita quest&#8217;ultima, tutti i popoli del mondo, compresi quelli europei, sarebbero stati chiamati a difendere la loro libert\u00e0 e la loro indipendenza, perch\u00e9 libert\u00e0 e indipendenza non sono un regalo del cielo, ma una continua e faticosa conquista umana, che la fede in Dio senza dubbio anima e sostiene, ma che non pu\u00f2 esimersi anche, se necessario, da una difesa concreta e materiale.<\/p>\n<p>Gli Europei, abbrutiti da una falsa pace in cui si sono abbandonati alla crapula del consumismo, hanno dimenticato la loro stessa storia; i cristiani hanno smarrito il senso autentico della loro fede. La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;Europa, nell&#8217;alto Medioevo, dovette lottare per secoli, allo scopo di difendere se stessa, i propri valori, la propria civilt\u00e0; e che perfino la religione dell&#8217;amore e del perdono, il cristianesimo, si \u00e8 trovata nella dura necessit\u00e0 di impugnare la spada per respingere il tentativo di altri popoli di distruggerla e sottometterla. Se gli abitanti celtici del Galles, fra il sesto e il nono secolo, non si fossero difesi con le armi dall&#8217;assalto degli invasori pagani, sassoni e danesi, il cristianesimo sarebbe stato spazzato via dalle Isole Britanniche. Se gli imperiali, i veneziani, i polacchi non si fossero coalizzati, nel diciassettesimo secolo, davanti alla irrompente minaccia ottomana, Vienna sarebbe caduta sotto la scimitarra della mezzaluna, la cattedrale di Santo Stefano sarebbe stata trasformata in moschea (come gi\u00e0 era accaduto alla basilica di Santa Sofia in Costantinopoli, due secoli prima) e il cristianesimo, con la civilt\u00e0 da esso innervata, sarebbe stato spazzato via dal cuore dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Tutte le anime belle che leggono il Vangelo con un occhio solo &#8212; il sinistro &#8212; dimenticano, o non sanno, o fanno finta di non sapere, che il comandamento di Ges\u00f9, di amare anche i nemici e di pregare per loro, non implica il suicidio di se stessi, la consegna al nemico dei propri cari e la rinuncia alla propria civilt\u00e0, di cui la fede cristiana \u00e8 parte essenziale; se leggessero meglio il Vangelo, troverebbero che Ges\u00f9 ha raccomandato: <em>Ama il prossimo tuo come te stesso<\/em>, non <em>pi\u00f9 di te stesso<\/em>; e che amare se stessi significa anche essere disposti a battersi per difendere ci\u00f2 che si ama e ci\u00f2 in cui si crede, qualora si venga ingiustamente aggrediti o minacciati. E che il comandamento di soccorrere il povero e il bisognoso non si estende al dovere, per un popolo o per un insieme di popoli, di farsi invadere e assimilare da immense quantit\u00e0 di persone provenienti da altri popoli e da altre civilt\u00e0. Esiste anche una carit\u00e0 verso se stessi e verso il proprio mondo, che non \u00e8 sinonimo di chiusura e di grettezza, meno ancora di egoismo, ma di legittimo amor di s\u00e9 e di sacrosanta volont\u00e0 di proteggere ci\u00f2 che si \u00e8 e ci\u00f2 in cui si crede.<\/p>\n<p>Dell&#8217;Islam come religione, non vogliamo dire nulla. Riteniamo che ogni religione abbia una sua dignit\u00e0 e una sua ragione storica, e che tutte meritino rispetto, <em>fino a prova contraria<\/em>. Ci limitiamo a rilevare quel che vedrebbe anche un bambino: che l&#8217;Europa ha impiegato secoli per elaborare i concetti della tolleranza, del pluralismo, della laicit\u00e0 e della democrazia, e questo proprio sotto la spinta intellettuale e morale, diretta o indiretta, della religione cristiana, anche se poi la cultura secolarizzata ha trasformato quei valori in schegge impazzite; mentre l&#8217;Islam, una tale strada non l&#8217;ha intrapresa, o, forse, sta appena incominciando a percorrerla. Di conseguenza, senza con ci\u00f2 disprezzare nessuno, appare evidente che il continente europeo non pu\u00f2 permettersi il lusso di accogliere decine e decine di milioni di persone (pi\u00f9 tutte quelle che nasceranno nei prossimi anni) le quali non condividono i valori, le tradizioni, e le stesse regole della convivenza civile, sui quali si fonda la nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Saremo capaci, almeno adesso, dopo aver gi\u00e0 sprecato tanto tempo prezioso e aver lasciato che le cose arrivassero fino a questo punto, di assumere comportamenti coerenti ed energici, improntati alla fermezza e alla dignit\u00e0, e, in definitiva, ispirati al rispetto e all&#8217;amore che ciascun popolo e ciascuna comunit\u00e0 umana devono a se stessi?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1963 usciva il capolavoro storiografico di un geniale studioso italiano, giornalista e scrittore, Francio Bandini: Tecnica della sconfitta, dedicato ai primi quaranta giorni dell&#8217;intervento in<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[178,231],"class_list":["post-28295","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-italia","tag-regno-unito"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28295","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28295"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28295\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}