{"id":28292,"date":"2016-04-19T07:03:00","date_gmt":"2016-04-19T07:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/19\/col-panno-sporco-del-razzismo-abbiamo-gettato-anche-il-bambino-della-societa-organica\/"},"modified":"2016-04-19T07:03:00","modified_gmt":"2016-04-19T07:03:00","slug":"col-panno-sporco-del-razzismo-abbiamo-gettato-anche-il-bambino-della-societa-organica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/04\/19\/col-panno-sporco-del-razzismo-abbiamo-gettato-anche-il-bambino-della-societa-organica\/","title":{"rendered":"Col panno sporco del razzismo abbiamo gettato anche il bambino della societ\u00e0 organica?"},"content":{"rendered":"<p>Una societ\u00e0 \u00e8 sana quando \u00e8 una societ\u00e0 organica, ossia quando funziona come un organismo; e un organismo \u00e8 sano quando le funzioni dei diversi organi non si svolgono ciascuna per proprio conto, ma si integrano per preservare e, se possibile, potenziare, la vita dell&#8217;individuo. Dunque, a suo modo, la vita della societ\u00e0 \u00e8 paragonabile a quella di un individuo: perch\u00e9 l&#8217;organismo \u00e8 la struttura vitale che definisce l&#8217;individuo.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 umane, nel corso della storia, sono state caratterizzate da un grado maggiore o minore di omogeneit\u00e0 etnica, espressione che un tempo, pi\u00f9 sbrigativamente, ma pi\u00f9 efficacemente, e con meno ipocrisia, si rendeva con &quot;purezza razziale&quot;. Dopo gli orrori del Novecento, e specialmente dopo gli orrori della &quot;soluzione finale&quot; del problema ebraico da parte del regime nazista, nessuno studioso ha pi\u00f9 avuto il coraggio di parlare ancora di &quot;purezza razziale&quot;, e il concetto stesso \u00e8 stato abbandonato, non solo dagli specialisti (antropologi, sociologi, storici), ma anche dai politici e da coloro che formano la cosiddetta opinione pubblica, particolarmente i giornalisti. L&#8217;idea di una purezza razziale \u00e8 stata associata, arbitrariamente, all&#8217;idea del genocidio, o, quanto meno, della violenza indiscriminata, delle pulizie etniche e delle deportazioni, al punto da regredire <em>ipso facto<\/em> a disvalore, qualcosa di turpe, vergognoso, criminale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 comprensibile, se si pensa che alcuni propagandisti della purezza razziale furono anche complici, o corresponsabili, del genocidio; cosa che si era gi\u00e0 verificata con quello degli armeni, nel 1915-16, e che si sarebbe pi\u00f9 volte ripetuta, dopo la Seconda guerra mondiale, ad esempio con quanto avvenne in Bosnia, da parte delle milizie serbe (e, in minor misura, croate) nel 1995. Tuttavia non \u00e8 affatto condivisibile sul piano concettuale, perch\u00e9 non ne deriva affatto che chiunque parli di purezza di una certa razza, abbia in mente deportazioni o stermini a danno delle minoranze nazionali, o che approvi simili strategie. Non solo: si \u00e8 instaurata una sorta di censura preventiva, e persino di auto-censura, volta ad impedire che possa anche solo affacciarsi l&#8217;idea della superiorit\u00e0 razziale di un popolo rispetto ad altri; ma, di nuovo, si tratta di un timore alquanto paranoico, perch\u00e9 parlare di differenze razziali, e discutere sui pro e i contro della purezza razziale, ovvero, se si preferisce, della omogeneit\u00e0 etnica, rispetto ad una societ\u00e0 mista, multietnica e multiculturale, non implica affatto che vi siano, alla base, delle teorie, dei pregiudizi o degli atteggiamenti di tipo razzista: questi posono esservi o non esservi, ma, se vi sono, ci\u00f2 non dipende <em>necessariamente<\/em> dal fatto di considerare la purezza razziale come un vantaggio. Ci rendiamo ben conto che si tratta di una questione estremamente delicata, suscettibile di far insorgere, come riflessi condizionati, dei timori, delle angosce, delle inquietudini; e che si \u00e8 costretti a destreggiarsi fra i trabocchetti del linguaggio, su un piano inclinato e scivoloso, dove basta poco per generare, in buona o in cattiva fede, ogni sorta di malintesi e di polemiche strumentali, forse basate sul nulla.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che lo stesso concetto di &quot;razza&quot; \u00e8 divenuto politicamente scorretto, e cos\u00ec la relativa espressione, ormai pressoch\u00e9 impronunciabile; esso \u00e8 stato espunto dai libri scolastici e viene adoperato solo con estrema cautela anche nei testi scientifici, ad esempio di biologia o di etnologia, di solito non senza accompagnarlo dalla precisazione, scientificamente non necessaria, che le razze umane, propriamente parlando, non esistono, poich\u00e9 esiste una sola specie, <em>Homo sapiens sapiens<\/em>; e, inoltre, specificando &#8212; bench\u00e9 anche ci\u00f2 sia del tutto ovvio &#8211; che nessun razza umana pu\u00f2 considerarsi realmente &quot;pura&quot;.<\/p>\n<p>Oltre al tragico ricordo dei genocidi e al timore di poter alimentare, sia pure involontariamente, un approccio culturale, e magari politico, sbagliato, foriero di atteggiamenti razzisti, vi \u00e8, pertanto, anche la preoccupazione di non infrangere il tacito tab\u00f9 del politicamente corretto, secondo il quale, per usare una celebre espressione, oggi usata e abusata, se non proprio utilizzata per coprire dei secondi fini, bisogna <em>costruire ponti, non erigere muri<\/em>: un concetto che &quot;suona bene&quot;, perch\u00e9 evoca, immediatamente, la retorica dell&#8217;inclusione a trecentosessanta gradi; ma che \u00e8 irrimediabilmente falso, oltre che pericoloso.<\/p>\n<p>La domanda che bisognerebbe porsi, onestamente, \u00e8 se una societ\u00e0 umana, per sopravvivere e prosperare, possa davvero proporsi d&#8217;includere qualsiasi individuo e qualsiasi gruppo al proprio interno. Perfino quanti nutrono la convinzione che la democrazia possieda virt\u00f9 di assimilazione e di amalgama quasi miracolose, devono prendere atto che, nelle stesse societ\u00e0 democratiche, non \u00e8 possibile includere <em>chiunque<\/em>, senza che ci\u00f2 provochi, alla lunga, dei processi degenerativi di varia natura, disordini sociali, conflitti o tensioni razziali e culturali, agitazioni politiche, disorientamento culturale, perdita del senso religioso, o &#8212; viceversa &#8211; radicalizzazione e contrapposizione delle varie componenti religiose. L&#8217;inclusione a tutto campo porta al relativismo etico, alla perdita dell&#8217;identit\u00e0 culturale, al prevalere di logiche esasperate di tipo individualistico ed egoistico, basate sulla rivendicazione di sempre nuovi diritti da parte del singolo, a scapito della efficienza, della solidit\u00e0 e della continuit\u00e0 dell&#8217;intero gruppo sociale. Esiste, infatti, una soglia critica, oltre la quale una societ\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 in grado di erogare diritti a destra e a manca, ma scivola inesorabilmente verso il collasso, l&#8217;impotenza e il caos permanente della lotta di ciascuno contro tutti.<\/p>\n<p>Dunque, non sarebbe male tornare a interrogarsi, serenamente e senza pregiudizi o condizionamenti ideologici, sui vantaggi e gli svantaggi di una societ\u00e0 caratterizzata dalla mescolanza razziale, culturale, religiosa; tanto pi\u00f9 che, da alcuni decenni a questa parte, e senza che vi sia stata alcuna consultazione democratica o alcun serio dibattito al riguardo, l&#8217;Europa \u00e8 stata ed \u00e8 soggetta a una fortissima pressione, non solo materiale, ma anche politica, finanziaria, psicologica e culturale, affinch\u00e9 apra le proprie frontiere, accolga al suo interno chiunque voglia entrarvi &#8211; che si tratti di mille o centomila o d&#8217;un milione di persone &#8211; e si faccia carico della loro accoglienza, della loro sistemazione, e anche della loro integrazione; senza peraltro domandarsi se tutte codeste persone abbiano la reale volont\u00e0 d&#8217;integrarsi o se non si considerino, al contrario, come le quinte colonne di una sorta di armata di occupazione, mirante a colonizzare e, nella fattispecie, ad islamizzare il vecchio continente.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 male, dunque, riaprire pacatamente un dibattito sulla questione della societ\u00e0 organica; e, per cominciare, non sarebbe forse una cattiva idea quella di sentire come la vedesse il buon vecchio Nietzsche, il cui pensiero non ha mai smesso d&#8217;inquietare, preoccupare e irritare (anche perch\u00e9 esso \u00e8, effettivamente, inquietante, spaventevole e irritante), ma anche di stimolare alla ricerca di risposte, soluzioni e prospettive nuove, inedite, coraggiose.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, Friedrich Nietzsche in <em>Aurora<\/em> (edizione a cura di Giorgio Colli e Mazzino Montinari, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1971, p.p. 170-171, \u00a7 272):<\/p>\n<p><em>LA PURIFICAZIONE DELLA RAZZA.<\/em><\/p>\n<p><em>Non esistono probabilmente razze pure, ma soltanto razze divenute pure, e anche queste sono molto rare. D&#8217;ordinario si hanno razze miste, presso le quali devono trovarsi sempre, accanto alla disarmonia di forme corporee (per esempio quando occhio e bocca non si accordano tra di loro), anche disarmonie di abitudini e di concetti di valore. (Livingstone sent\u00ec dire una volta: &quot;Dio ha creato uomini bianchi e neri, ma il Diavolo cre\u00f2 i mezzosangue&quot;.) Razze miste sono costantemente al tempo stesso anche civilt\u00e0 miste, moralit\u00e0 miste: esse sono in genere pi\u00f9 malvagie, pi\u00f9 crudeli, pi\u00f9 irrequiete. La purezza costituisce il risultato ultimo di innumerevoli adattamenti, assorbimenti ed eliminazioni, e il progresso verso la purezza si mostra nel fatto che la purezza presente in una razza SI LIMITA sempre pi\u00f9 a singole funzioni selezionate, mentre in precedenza doveva provvedere a troppe cose e spesso contraddittorie: una tale limitazione apparir\u00e0 sempre, al contempo, anche come un IMMISERIMENTO e deve essere giudicata con cautela delicatezza. Ma infine, quando il processo di depurazione \u00e8 riuscito, tutta quella forza che prima si esauriva nel conflitto delle qualit\u00e0 disarmoniche, \u00a0messa a disposizione dell&#8217;intero organismo: ragion per cui razze divenute pure sono sempre state anche PI\u00d9 VIGOROSE E PI\u00d9 BELLE. I Greci ci danno il modello di una razza e di una civilt\u00e0 divenute pure: e speriamo che sia attuabile una buona volta anche una razza pura e una pura civilt\u00e0 in Europa<\/em>.<\/p>\n<p>Insomma: ancora una volta, quel che dice Nietzsche merita di essere meditato, e meditato a fondo, distinguendo, in esso, quel che \u00e8 irricevibile, inaccettabile, moralmente riprovevole, da quel che pu\u00f2 essere, invece, vero e valido e proficuo. Egli dice una cosa molto semplice: che tutte le grandi civilt\u00e0 sono nate da societ\u00e0 omogenee, ossia, per adoperare il suo linguaggio, estremamente diretto, da &quot;razze pure&quot;: la civilt\u00e0 greca \u00e8 stata fatta dai Greci, la civilt\u00e0 del Rinascimento, dagli Italiani; e cos\u00ec via. Certo, si potrebbe obiettare che Nietzsche, qui, sembra avere una visione troppo statica e troppo semplicistica di ci\u00f2 che caratterizza una civilt\u00e0; la civilt\u00e0 europea medievale, per esempio, \u00e8 stata forgiata principalmente da un elemento spirituale e religioso: l&#8217;idea cristiana della vita, e non dall&#8217;azione di una razza (anche se \u00e8 difficile sottovalutare l&#8217;apporto della razza tedesca, attraverso la fondazione dei regni romano-barbarici e, poi, dell&#8217;Impero carolingio, che fu, essenzialmente, un Impero tedesco, innestato, per\u00f2, sulla tradizione giuridica romana e sul solido fondamento del cristianesimo, romano anch&#8217;esso, e greco, pi\u00f9 che giudaico).<\/p>\n<p>Resta comunque il fatto che il genio dei singoli popoli ha contribuito moltissimo al sorgere delle civilt\u00e0 umane, dall&#8217;Egitto faraonico in poi; e che le &quot;razze miste&quot;, per adoperare la sua espressione, raramente danno vita a una vera e propria civilt\u00e0; semmai &#8211; direbbe Spengler &#8212; a una civilizzazione, ossia alla fase tarda della civilt\u00e0, quando l&#8217;energia creatrice si \u00e8 esaurita e subentrano i segni della decadenza: urbanesimo, gigantismo architettonico, relativismo etico e religioso, fortissime sperequazioni sociali, imperialismo, politica di espansione fine a se stessa. Gli Stati Uniti, sorti, come grande potenza, da un complesso e instabile miscuglio razziale, non hanno prodotto una civilt\u00e0, semmai una civilizzazione; e il fatto che il mondo intero, oggi (Europa compresa; anzi, Europa in primo luogo) guardino ad essa con prona, quasi servile ammirazione, tentando pi\u00f9 o meno goffamente d&#8217;imitarla, la dice lunga sul fascino della decadenza e sulla tentazione dell&#8217;auto-annientamento, latente nelle societ\u00e0, cos\u00ec come lo \u00e8 nei singoli individui.<\/p>\n<p>Ora, comprendiamo benissimo che inseguire il mito di una &quot;razza pura&quot; sarebbe non solo pericoloso, ma anacronistico e antistorico: tutti i principali meccanismi della modernit\u00e0 spingono verso la globalizzazione, e, dunque, verso una crescente mescolanza razziale, culturale, religiosa, economica e produttiva. Ci\u00f2 non significa che ci si debba inchinare e adorare l&#8217;esistente, e non si possa, o non si debba, esercitare il pensiero critico nei confronti dei fenomeni storici che stiamo vivendo e che stanno attraversando, con forza dirompente, il nostro orizzonte esistenziale, mutando e persino capovolgendo tutte quelle che, fino a ieri, erano per noi certezze consolidate e rassicuranti. Che la modernit\u00e0 sia un bene positivo in se stessa, \u00e8 una leggenda che nasconde una vera e propria mistificazione; e che la societ\u00e0 multietnica e multiculturale debba essere invocata come il nostro destino <em>necessario<\/em>, \u00e8 un&#8217;altra menzogna, che serve a mascherare un copione gi\u00e0 scritto riguardo al nostro futuro, ma scritto non da noi, bens\u00ec dalle grandi centrali del potere finanziario, le quali, a loro volta, dominano l&#8217;informazione, la cultura, l&#8217;opinione pubblica e la politica stessa.<\/p>\n<p>Che conclusioni trarre da tutto ci\u00f2? La prima, e la pi\u00f9 ovvia, \u00e8 che non si deve sopravvalutare le capacit\u00e0 di autoconservazione di una societ\u00e0, quando essa venga &quot;caricata&quot; di apporti estranei oltre un certo limite, che essa non \u00e8 pi\u00f9 in grado di assorbire. Sembra che molti di noi abbiamo scordato la semplice verit\u00e0 che una nave, costruita per trasportare un carico, poniamo, di 10.000 tonnellate, non pu\u00f2 sopportarne uno di 12.000, 15.000 o 20.000: finirebbe, inevitabilmente e matematicamente, per rovesciarsi e affondare. Ogni societ\u00e0 umana \u00e8 paragonabile, oltre che ad un organismo in lotta per la sopravvivenza, a una nave adibita a trasportare un certo carico: nessuno pu\u00f2 pretendere d&#8217;imporle un onere superiore alle sue forze. Chi lo fa, o \u00e8 uno sciocco o un criminale, il cui vero e inconfessato scopo \u00e8 provocare il naufragio. Ma noi, che siamo a bordo, accetteremo passivamente un tale destino? Il tempo delle chiacchiere \u00e8 finito: ora si tratta di prender decisioni di portata vitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una societ\u00e0 \u00e8 sana quando \u00e8 una societ\u00e0 organica, ossia quando funziona come un organismo; e un organismo \u00e8 sano quando le funzioni dei diversi organi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-28292","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28292"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28292\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}