{"id":28290,"date":"2020-07-12T10:40:00","date_gmt":"2020-07-12T10:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/12\/razze-popoli-culture-si-torni-a-parlarne-senza-tabu\/"},"modified":"2020-07-12T10:40:00","modified_gmt":"2020-07-12T10:40:00","slug":"razze-popoli-culture-si-torni-a-parlarne-senza-tabu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/07\/12\/razze-popoli-culture-si-torni-a-parlarne-senza-tabu\/","title":{"rendered":"Razze, popoli, culture: si torni a parlarne senza tab\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda del ragazzo ivoriano che alla fine di giugno ha ucciso e cucinato un gatto per la strada, e poi si \u00e8 messo a mangiarlo, di fronte alla stazione ferroviaria di Campiglia Marittima, cos\u00ec, davanti a tutti, incurante di ci\u00f2 che provavano i passanti e anzi stupito delle loro reazioni, e meravigliato di essere stato portato alla caserma dei carabinieri, dove gli \u00e8 stato notificato un avviso di reato ma \u00e8 stato anche prontamente rimesso in libert\u00e0, crediamo sia una di quelle piccole grandi cose che segnano uno spartiacque, la goccia che fa traboccare il vaso. Anche se le anime belle animaliste e ambientaliste hanno brillanto, ancora una volta, per la loro totale assenza e il loro fragoroso silenzio, cos\u00ec come le signore e signori femministi erano stati colpiti da mutismo improvviso in occasione degli stupri di Colonia del Capodanno 2016, quando 400 donne tedesche vennero aggredite, derubate, e in parte violentate da decine d&#8217;immigrati nordafricani. Certo, si tratta di due cose di ben diverso ordine di grandezza: pure, a noi sembra che abbiano in comune il tratto essenziale: l&#8217;arroganza e l&#8217;incivilt\u00e0 dei cosiddetti migranti. Se gli autori degli stupri di Colonia fossero stati degli europei, si pu\u00f2 bene immaginare quale sarebbe stata la reazione dei mezzi d&#8217;informazione, dell&#8217;opinione pubblica e delle autorit\u00e0; cos\u00ec come se il povero gatto fosse stato arrostito e mangiato sotto gli occhi dei passanti da un bianco, tutti i nobili difensori degli animali, i vegetariani, i vegani, gli ecologisti, ecc. sarebbero insorti e avrebbero chiesto i pi\u00f9 severi provvedimenti contro lo scellerato, il criminale. Invece niente: era un negro (si pu\u00f2 dire?), quindi massima indulgenza e massima comprensione.<\/p>\n<p>Era arrivato nel 2018, a ventuno anni, e aveva fatto richiesta d&#8217;asilo: richiesta respinta per l&#8217;insussistenza delle motivazioni. E come tutti gli altri suoi simili, non che rassegnarsi, aveva fatto appello: tanto, paghiamo noi italiani. Cos\u00ec, dopo essere stato ospite di un centro di accoglienza, adesso era senza dimora e vagava qua e l\u00e0, ma tecnicamente non \u00e8 un clandestino; perdio, nel Paese del garantismo d.o.c. un cittadino (cittadino?) \u00e8 innocente e immacolato fino a prova contraria, cio\u00e8 fino al terzo grado di giudizio. E cos\u00ec \u00e8 proibito chiamare clandestino un clandestino, si rischia una multa nonch\u00e9 l&#8217;accusa di razzismo; e, nel caso di un giornalista, si rischia la sospensione, se non l&#8217;espulsione, dall&#8217;albo professionale. Dunque, questo ragazzo di ventitr\u00e9 anni senza fissa dimora, e perci\u00f2 abituato a vivere di espedienti, evidentemente illegali, non pu\u00f2 essere chiamato clandestino, n\u00e9 trattato come tale: bisogna aspettare che il tribunale di Firenze si pronunci sul suo ricorso. E poi, immaginiamo, bisogner\u00e0 aspettare l&#8217;ulteriore ricorso, magari fino al Tribunale dei diritti dell&#8217;uomo in sede O,N.U, se lo Stato italiano razzista e cattivo si ostiner\u00f2 a negare il suo buon diritto a essere considerato un profugo. Anche se arriva, come migliaia di altri simili a lui, da un Paese africano che non \u00e8 in guerra, ove non esiste alcuna particolare emergenza umanitaria e dove non si capisce perch\u00e9 chi pu\u00f2 pagare tre o quattromila dollari per la traversata in Italia non potrebbe usare quel capitale per creare un&#8217;onesta attivit\u00e0 economica a casa propria. Ma no: in omaggio al buonismo, all&#8217;internazionalismo, al migrazionismo tanto predicati da una bella fetta del mondo politico italiano, da quasi tutto il mondo della cosiddetta cultura e da tutta la chiesa che si dice cattolica, ma non lo \u00e8, essendo eretica, atea, modernista e massonica, capitanata da un avventuriero argentino abusivamente eletto papa e talmente sfrontato da ingannare un miliardo e trecento milioni di fedeli, quelli come il mangiatore di gatti di Campiglia Marittima o come gli spacciatori a tempo perso ospiti del prete che canta in chiesa <em>Bella ciao<\/em> vanno capiti, scusati, giustificati. Certo, ci\u00f2 che ha fatto non \u00e8 precisamente carino: per\u00f2 bisogna capirlo, aveva fame &#8212; questo infatti \u00e8 ci\u00f2 che ha detto ai carabinieri per giustificarsi &#8212; e inoltre, nella sua cultura, non c&#8217;\u00e8 niente di strano nel fatto di cucinare un gatto, un cane, un topo, una scimmia, un serpente, o qualsiasi altro animale capiti a portata di mano. Ecco, questo appunto \u00e8 ci\u00f2 su cui vorremmo soffermare l&#8217;attenzione. Sul fatto che la fame scusi il suo gesto, ci sarebbe molto da dire; la signora che per prima lo ha ripreso, glielo ha detto subito: <em>E non dire che hai fame, perch\u00e9 vedo che hai un pacchetto di sigarette: allora potevi usare quei soldi per comprarti qualcosa da mangiare<\/em>. Il problema comunque non \u00e8 la fame, ma l&#8217;incompatibilit\u00e0 culturale.<\/p>\n<p>Tale aspetto \u00e8 stato colpevolmente ignorato o minimizzato da tutti i responsabili della sua gestione e da quasi tutti gli scrittori, i giornalisti, politologi, antropologi, sociologi, sociologi ecc., ma \u00e8 e resta il problema numero uno: grande come una casa, pressoch\u00e9 insormontabile. Le culture esistono; i popoli esistono; le razze esistono; esistono le differenze nei modi di sentire, di pensare, di vivere; ed esistono delle differenze cos\u00ec grandi che la convivenza pacifica, per non dire la tanto decantata (mai per\u00f2 vista) integrazione risultano semplicemente impensabili. Perfino fra popoli vicini, con la stessa religione, con una lingua non molto diversa, con delle abitudini non troppo differenti, la convivenza \u00e8 problematica. Chi ha amici francesi, svizzeri, tedeschi, sloveni o croati, per contare solo i popoli geograficamente pi\u00f9 prossimi all&#8217;Italia, o chi ha sposato un coniuge di una di queste nazionalit\u00e0, lo sa bene, per esperienza vissuta: i modi di pensare e di vedere la vita sono cos\u00ec diversi che ci vogliono molto amore, molta pazienza e molta fortuna perch\u00e9 non giungano a incrinare i rapporti o mettere in crisi i matrimoni. Non si tratta di superiorit\u00e0 o inferiorit\u00e0 di questi o di quelli: si tratta di diversit\u00e0; e la possibilit\u00e0 di vivere insieme con l&#8217;altro, in buona armonia, dipende sovente dalle piccole cose, dalle abitudini quotidiane pi\u00f9 che dai grandi valori o dalle grandi idee astratte. Una cosa \u00e8 visitare un Paese straniero come turista, una cosa ben diversa \u00e8 fermarsi a viverci. Ci sono cose, abitudini, modi di fare, che un tedesco non sopporta negli italiani, e un italiano non sopporta nei tedeschi: eppure, brave persone gli uni e gli altri, nessuno lo mette in dubbio. Da alcuni decenni, per\u00f2, il cinema, la televisione, la letteratura, la scuola ci vogliono persuadere che non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 semplice, per un africano, che stabilirsi in Italia (be&#8217;, diciamo qualche centinaio di migliaia di africani, anzi qualche milione di africani), e andare perfettamente d&#8217;amore e d&#8217;accordo coi loro vicini italiani, e questi con lui. Ci dicono e ci ripetono che non c&#8217;\u00e8 niente di pi\u00f9 naturale, per una ragazza italiana, che innamorarsi di un ragazzo africano di religione islamica, sposarlo e mettere su una famiglia. Nessuno si azzarda a prospettare i pericoli, le incompatibilit\u00e0, le incomprensioni, per esempio sulla questione dell&#8217;educazione dei figli, o sul ruolo riservato alla donna in una famiglia islamica: se lo facesse, verrebbe bollato automaticamente come razzista, o, nel migliore dei casi, come un inguaribile pessimista, una persona dalle vedute ristrette, incapace di stare al passo coi tempi. Cio\u00e8 i tempi luminosi della globalizzazione, dove uomini, merci e capitali viaggiano in lungo e in largo per ogni dove, le frontiere perdono significato e l&#8217;umanit\u00e0 diventa una sola, grande famiglia, con un solo governo (indovinate di chi?) e una sola, grande madre. Come sarebbe, chi?, ma la Madre terra, si capisce, la Pachamama; chiedetelo al falso papa argentino, che ve lo spiegher\u00e0 bene. Ad ogni modo, il problema rimane e nessuna chiacchiera, nessun ricatto morale possono far s\u00ec che scompaia come se non esistesse: quando due culture sono troppo dovere, \u00e8 cosa difficilissima che luna si adatti all&#8217;altra. Pu\u00f2 funzionare per un numero limitato di persone, non per milioni; e dopo qualche generazione, non da un giorno all&#8217;altro. Si guardi il problema dei negri negli Stati Uniti d&#8217;America: sono nati l\u00ec, appartengono a quella societ\u00e0 da sei, sette, otto generazioni: eppure non si integrano, tranne ai livelli pi\u00f9 alti, vale a dire i pi\u00f9 benestanti. Nelle periferie del Sud non vanno d&#8217;accordo coi bianchi, e nelle citt\u00e0 della costa Ovest non vanno d&#8217;accordo con gli asiatici &#8212; per usare un eufemismo. E non \u00e8 che siano discriminati: sono loro stessi che nutrono sentimenti razzisti verso gli altri. Chiedetelo a chiunque sia stato da quelle parti e abbia osservato come si comportano. Oppure chiedetelo ai bianchi del Sudafrica dopo il 1991, cio\u00e8 dopo la fine dell&#8217;apartheid: vivono letteralmente nel terrore, perch\u00e9 rischiano di essere aggrediti, rapinati e uccisi in casa propria da bande di criminali neri, senza che i mass media politicamente corretti, anche nostrani (o soprattutto i nostrani) si ricordino di farne parola. Mentre prima, quando il razzismo veniva dai bianchi, c&#8217;erano un servizio o un articolo al giorno: gonfi d&#8217;indignazione e grondanti di lacrime. Che bello sentirsi buoni quando si tratta di parlare male della propria razza e lamentare i torti che essa infligge alle altre. E che bello, per i tedeschi, rivangare senza posa nella piaga dell&#8217;antisemitismo, parlare a scuola di Auschwitz tutti i santi giorni; che meraviglia sentirsi sporchi, indegni, colpevoli. Che bello per gli italiani rievocare con disgusto il fascismo, a pi\u00f9 di settant&#8217;anni dalla sua scomparsa definitiva; che gusto per gli intellettuali agitarne lo spettro ogni volta che qualcuno cerca di opporsi agli effetti pi\u00f9 perversi della globalizzazione, che qualcuno sostiene il diritto alla difesa dei confini e alla selezione degli immigrati &#8212; posto che l&#8217;immigrazione illegale degli africani in Italia sia un destino scritto nel libro della Storia e che volerla contrastare o cercare di limitarla, siano patenti manifestazioni di fascismo. Ma soprattutto: esiste forse una qualche speranza di&#8217;integrare gli stranieri se essi sono animati da un minimo di buona volont\u00e0; se nutrono un minimo di amore e rispetto verso il Paese che li accoglie, li sfama e offre loro un futuro; se sono disposti a rinunciare a un minimo delle loro usanze e abitudini, almeno a quelle pi\u00f9 palesemente incompatibili con la nuova societ\u00e0. Ma se essi vengono con spirito di conquista e animati da disprezzo; se il loro obiettivo non \u00e8 crearsi un futuro lavorando onestamente, ma occupare un Paese che ad essi appare ricco e imbelle, sfruttandolo da perfetti parassiti; se ci\u00f2 che vogliono \u00e8 imporre la loro cultura e la loro religione, e pretendere sempre nuovi diritti senza contrarre alcun obbligo, neanche di tipo morale: allora ci saranno sempre ragazzi che cucinano i gatti e se li mangiano per la strada, e altri che stuprano, uccidono e tagliano a pezzi le loro vittime: perch\u00e9 quella \u00e8 la loro cultura, e pretendere di criticarla sarebbe razzismo. Infatti, la linea di difesa prontamente adottata dai nostri bravi signori e signore progressisti e buonisti, \u00e8 stata proprio questa: bisogna capire, non giudicare, nei loro Paesi si usa cos\u00ec. Ed \u00e8 vero. In quelle culture, si usa uccidere e mangiare i gatti per la strada; e la mafia nigeriana \u00e8 solita smembrare i corpi delle sue vittime, anche perch\u00e9 nei suoi delitti droga e stregoneria vi svolgono un ruolo importante. Ma guai a dirlo: si passa per razzisti. Difatti c&#8217;\u00e8 un solo intellettuale italiano che osa parlarne apertamente, Alessandro Meluzzi: tutti gli altri, zitti e mosca.<\/p>\n<p>Per una strana forma di odio di noi stessi, alimentata per decenni dai Padroni Universali attraverso i mezzi d&#8217;informazione e la scuola stessa, in conformit\u00e0 al Piano Kalergi, tolleranza e comprensione sono riservate solo agli stranieri che vengono da lontano. E perci\u00f2 tutti ad applaudire la brava Silvia Romano, rapita dai terroristi islamici e felicemente tornata in Italia convertita all&#8217;islamismo, spot vivente del modo di vivere islamico, cominciando dal cambio del nome e degli abiti: uno spot pagato a salatissimo prezzo dai contribuenti italiani. Ma se a una ragazza nigeriana lanciano delle uova, magari non per razzismo ma perch\u00e9 suo padre \u00e8 un emerito delinquente (ricordate il caso, tanto strombazzato dai media, della pesista Daisy Osakue?), apriti cielo, \u00e8 tutta la nazione che deve fare ammenda. Nessuno ha visto i signori e le signore del politicamente corretto inginocchiarsi in riverente silenzio per la memoria di Pamela Mastropietro, la povera ragazza italiana stuprata, uccisa, tagliata a pezzi, e i cui resti sono stati nascosti entro un paio di valigie da criminali nigeriani; ma quegli stessi signori e signore si sono genuflessi in memoria del povero George Floyd, il delinquente omicida americano che al suo Paese, gli Stati Unti, \u00e8 rimasto ucciso durante l&#8217;arresto, e che gi\u00e0 ha avuto dei funerali degni di un Martin Luther King, e per vendicare il quale si sono scatenate bande di criminali in tutte le citt\u00e0, uccidendo, saccheggiando, incendiando, mentre i mass-media e il Partito Democratico, di concerto coi suoi alleati internazionali, cercano di accollare la responsabilit\u00e0 di tutto ci\u00f2 al presidente Trump. Versione grottesca dei fatti, che nondimeno \u00e8 stata ripresa con zelo encomiabile da quasi tutti i giornali e telegiornali italiani, dove le varie signore Gruber &amp; Botteri e i vari Mieli &amp; Parenzo da anni svolgono la loro professione impegnando tutte le loro (modeste) risorse dialettiche per convincere l&#8217;opinione pubblica che da quando Trump \u00e8 salito alla Casa Bianca ogni cosa oltre Atlantico se ne va a rotoli, mentre se avesse vinto Hillary Clinton ora tutto andrebbe a meraviglia, come del resto accadeva sotto la pacifica e filantropica presidenza Obama. Ma infine dove vogliamo arrivare con questi discorsi? Vogliamo forse riportare d&#8217;attualit\u00e0 il razzismo? E come osiamo parlare di razze, quando tutti sanno che la parola stessa \u00e8 stata dichiarata tab\u00f9 dalla cultura <em>mainstream<\/em>? Scusate, ma non siamo soliti cambiare orientamento come bandierine al soffio del vento. Da ragazzi abbiamo studiato, all&#8217;universit\u00e0, su testi molto buoni di antropologia, come <em>Razze e popoli della Terra<\/em> di Renato Biasutti. I nostri professori erano tutti dei biechi razzisti? Per la stessa ragione, abbiamo studiato sui libri di psicologia che l&#8217;omosessualit\u00e0 \u00e8 una deviazione del normale istinto sessuale; e adesso non ci va di dire che \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella del mondo, solo perch\u00e9 il politicamente corretto ce lo ordina (e tra poco lo far\u00e0 valere a suon di denunce). Essere persone libere significa avere il coraggio della verit\u00e0 e della coerenza. Se qualcuno pu\u00f2 mostrarci in che cosa le nostre affermazioni non sono veritiere, ne saremo lieti, perch\u00e9 ci avr\u00e0 liberati dall&#8217;errore. Se no, che taccia e se ne vada al diavolo. Noi diremo pane al pane e vino al vino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda del ragazzo ivoriano che alla fine di giugno ha ucciso e cucinato un gatto per la strada, e poi si \u00e8 messo a mangiarlo,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[109],"class_list":["post-28290","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-chiesa-cattolica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28290","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28290"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28290\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28290"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28290"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28290"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}