{"id":28284,"date":"2012-12-03T08:26:00","date_gmt":"2012-12-03T08:26:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/03\/il-rancore-puo-trasformarsi-in-un-elemento-positivo-di-crescita-e-maturazione\/"},"modified":"2012-12-03T08:26:00","modified_gmt":"2012-12-03T08:26:00","slug":"il-rancore-puo-trasformarsi-in-un-elemento-positivo-di-crescita-e-maturazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/12\/03\/il-rancore-puo-trasformarsi-in-un-elemento-positivo-di-crescita-e-maturazione\/","title":{"rendered":"Il rancore pu\u00f2 trasformarsi in un elemento positivo di crescita e maturazione?"},"content":{"rendered":"<p>Accade, talvolta, che tra un professore e uno studente si instauri una invincibile antipatia, una reciproca e acuta insofferenza; non \u00e8 una bella cosa e non dovrebbe accadere, perch\u00e9 vanifica completamente il processo educativo, tuttavia sappiamo che accade.<\/p>\n<p>Molti di noi hanno fatto una esperienza del genere, da ragazzi. Un professore prende in odio un alunno: non si sa perch\u00e9, ma tutta la classe se ne accorge, solo i colleghi di lui ed il preside paiono non avvedersene affatto o, se pure se ne accorgono, non muovono un dito e non fanno assolutamente nulla per intervenire. Era una situazione abbastanza frequente nella scuola di una volta, rigida e selettiva; pi\u00f9 rara oggi, dove non di rado si verifica la situazione opposta: di uno studente, o di un gruppo di studenti, che si accaniscono contro un professore o contro una professoressa, magari giovani e inesperti, oppure non pi\u00f9 giovani, ma notoriamente deboli e tali da prestare il fianco a pi\u00f9 d&#8217;una critica, perci\u00f2 difficilmente difendibili da parte dell&#8217;istituzione, che forse non vede l&#8217;ora di liberarsene.<\/p>\n<p>Certo, fra il professore e lo studente, fra l&#8217;adulto e il ragazzo, dovrebbe essere il primo a ritrovare il senso delle proporzioni, a tendere una mano all&#8217;antagonista, a rasserenare il clima, facendo s\u00ec che ciascuno rientri senza traumi nel proprio ruolo: quello dell&#8217;educatore il primo, quello del discente il secondo. Ma non sempre \u00e8 cos\u00ec, anzi talvolta l&#8217;adulto si mostra pi\u00f9 permaloso e pi\u00f9 vendicativo del giovane; e, sfruttando la posizione gerarchica di cui gode, giunge magari a delle forme di vera e propria persecuzione, sfruttando ogni occasione possibile e immaginabile per cogliere il ragazzo in fallo, per mettergli un brutto voto, per infiggergli una nota disciplinare.<\/p>\n<p>Certo, pu\u00f2 essere che il ragazzo abbia assunto degli atteggiamenti di tipo provocatorio; che eserciti, in maniera palese, un influsso negativo sul resto della classe; che, viziato e spalleggiato dai genitori, magari di alta estrazione sociale, voglia mostrare al professore, e a tutti i compagni, che lui \u00e8 il vero leader, mentre l&#8217;altro, l&#8217;adulto, \u00e8 solo un poveraccio senz&#8217;arte n\u00e9 parte, che un sistema anacronistico ha messo artificialmente in posizione di vantaggio, ma che \u00e8 legittimo ridimensionare, punzecchiare e perfino ridicolizzare, per ristabilire un principio di &quot;giustizia&quot;.<\/p>\n<p>Comunque, l&#8217;antipatia pu\u00f2 essere cordialmente ricambiata e il professore, che dovrebbe mostrare una certa superiorit\u00e0 rispetto a un simile atteggiamento psicologico, forse si mette invece allo stesso livello, forse si mette a un livello ancora pi\u00f9 basso, sfruttando il registro per eseguire interrogazioni a sorpresa, con l&#8217;unico scopo di far cadere il ragazzo, di potergli affibbiare un voto negativo: insomma per sminuirlo, per ostacolarlo, per farlo bocciare.<\/p>\n<p>Sono cose che succedono.<\/p>\n<p>Non ci interessa, qui, andare a esplorare le diverse possibilit\u00e0 da cui pu\u00f2 scaturire un simile astio da parte del professore: invidia per la giovinezza un po&#8217; sfrontata; gelosia sociale; desiderio di rivalsa a buon mercato rispetto a una vita grigia, in cui non sono stati riconosciuti adeguatamente i suoi supposti meriti; perfino una segreta attrazione sessuale (potrebbe essere una studentessa; oppure potrebbe trattarsi di una attrazione omosessuale), negata a se stesso e trasformata in un odio che \u00e8, in effetti, odio per la propria tentazione.<\/p>\n<p>Non ci interessa, ripetiamo: \u00e8 affare dello psicologo; ci interessa, invece, vedere quali effetti pu\u00f2 produrre nel ragazzo una simile persecuzione, non solo nell&#8217;immediato, ma anche sul lungo periodo; non solo durante l&#8217;anno scolastico o in quel determinato corso di studi, ma anche in seguito, per gli anni a venire della sua vita adulta.<\/p>\n<p>Nella ormai datata biografia dell&#8217;alpinista Messner \u00abLe quattro vite di Reinhold Messner\u00bb, il giornalista Emanuele Cassar\u00e0 ricordava uno di questi sgradevoli, ma non infrequenti episodi (Milano, Dall&#8217;Oglio Editore, 1981, pp. 81-82):<\/p>\n<p>\u00abUn professore, a Bolzano, disprezzava l&#8217;attivit\u00e0 alpinistica di Messner e lo perseguitava ad ogni occasione, con tutti i pretesti, specialmente quand&#8217;egli, il luned\u00ec, non era presente alle lezioni, trattenuto da chiss\u00e0 quale bivacco notturno imprevisto o difficile passaggio, che l&#8217;aveva impegnato pi\u00f9 a lungo. Quel professore l&#8217;odiava e Reinhold non cap\u00ec mai se l&#8217;odiasse per le assenze del luned\u00ec (ma ci\u00f2 gli pareva eccessivo) o perch\u00e9 l&#8217;attenzione dei compagni, pi\u00f9 che al professore, era rivolta alle sue imprese; oppure perch\u00e9 &#8211; questa ragione \u00e8 la pi\u00f9 comprensibile &#8211; Reinhold non accettava mai la lezione senza discuterla e la sua faccia dura e bruciata dal sole non poteva essere affrontata senza fatica anche da chi stava seduto dietro una cattedra. Quel professore lo fece bocciare, proprio nell&#8217;anno in cui avrebbe dovuto ritirare il diploma. Aveva in mano un validissimo pretesto per siffatta vendetta: Reinhold s&#8217;era recato sulla Nord del Cervino per il primo tentativo di ripetizione invernale della via Bonatti, con G\u00fcnther e due altri compagni. Non ce l&#8217;avevano fatta per una spaventosa tempesta di neve e Reinhold si domand\u00f2 in seguito come poterono venirne fuori.<\/p>\n<p>L&#8217;assenza dalla scuola dur\u00f2 una settimana&#8230; L&#8217;anno dopo Reinhold, che aveva trovato intanto un impiego come insegnante di matematica alla scuola media di Appiano, arriv\u00f2 alla maturit\u00e0 da privato. Di quel professore non si dimentic\u00f2 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Quella storia poi volle completarla cos\u00ec: &quot;Ero il pi\u00f9 forte in lingua e letteratura tedesca, prendevo dieci. Anche in matematica ero bravo. Ma quel professore mi invidiava perch\u00e9 gi\u00e0 il &quot;Dolomiten&quot; aveva pubblicato alcuni articoli miei. \u00c8 un giornale che non mi piaceva, ma riconosco che mi ha offerto per primo la possibilit\u00e0 di scrivere: e io non sapevo niente, scrivevo! Ricevetti a casa anche piccoli assegni a compenso&#8230; Al professore non era mai riuscito di farsi pubblicare un articolo sul &quot;Dolomiten&quot;. Dopo il tentativo al Cervino, ritornai e mi interrog\u00f2, su lezioni mai davvero spiegate, e perci\u00f2 a me sconosciute. Mi segn\u00f2 un quattro. Allora io, lo ricordo benissimo, gli dissi d&#8217;un colpo: se a lei piace, se le d\u00e0 soddisfazione darmi &#8216;quattro&#8217; anche ogni giorno, a me non importa. Si diverta pure con comodo!&quot;.<\/p>\n<p>&quot;Venne l&#8217;esame di maturit\u00e0. Della commissione faceva parte un professore dell&#8217;istituto che frequentavo, ma era amico dell&#8217;altro e perci\u00f2 mio dichiarato nemico. Costui, si capisce &#8211; Reinhold continuava nel proprio racconto &#8211; condusse il gioco. Io capivo perfettamente dove saremmo arrivati e gli dissi: Lei si \u00e8 fatto influenzare parecchio. Ma come pu\u00f2 un uomo di cinquant&#8217;anni subire cos\u00ec? Non pensare col proprio cervello? Un amico mi avvicin\u00f2 e mi disse: Lascia perdere, Reinhold, molla qualcosa, non cercare lo scontro. No! Io dico quello che penso e lo grido a tutti&quot;.<\/p>\n<p>Fu un anno duro. Suo padre non gli aveva pi\u00f9 dato una lira e, grazie a una amica che faceva la segretaria alla scuola di Appiano, Reinhold ottenne quella supplenza e se la cav\u00f2. Al secondo esame si trov\u00f2 con Klaus Dibiasi, il tuffatore olimpionico, che era in regola con gli anni. Il professore di tedesco domand\u00f2 a Reinhold: &quot;Come mai lei, che lo scorso anno, ha avuto cinque in lingua?&quot;.<\/p>\n<p>&quot;\u00e8 l&#8217;unica cosa che neanche io capisco, della mia vita&quot; &#8211; gli rispose Reinhold &#8211; e se lei me la vorr\u00e0 spiegare&#8230;&quot;<\/p>\n<p>&quot;Ma forse \u00e8 stato meglio cos\u00ec &#8211; concluse poi. &#8211; Se fossi stato promosso al primo esame, tutto ligio al dovere com&#8217;ero, studio e lavoro e rispetto di tutte le leggi, non avrei mai avuto la forza di ribellarmi a quel modo, sarei andato avanti inquadrato. Invece conservai un profondo rancore &#8211; quel professore era un simbolo &#8211; che mi rese selvaggio e felice&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>A posteriori, dunque, l&#8217;alpinista Reinhold Messner ritiene di aver tratto giovamento, dopo tutto, dalla persecuzione di quel professore, perch\u00e9 essa lo ha reso pi\u00f9 duro, pi\u00f9 deciso, pi\u00f9 pronto a combattere le ingiustizie; ritiene che il rancore accumulato lo abbia fortificato e avviato a una vita \u00abpi\u00f9 selvaggia e felice\u00bb. Ma se la sta raccontando giusta? \u00c8 proprio vero che dalla pianta velenosa del rancore possono derivare effetti cos\u00ec benefici e desiderabili?<\/p>\n<p>I giovani, in generale, hanno un vivo senso della giustizia- talmente vivo da spingersi istintivamente fino ai limiti della crudelt\u00e0: essi non perdonano facilmente, non perdonano niente, specie se a macchiarsi di una ingiustizia, vera o presunta, \u00e8 un adulto; specie se \u00e8 un genitore o un insegnante, cio\u00e8 una persona che, teoricamente, dovrebbe incarnare il principio stesso della giustizia e della equit\u00e0 (mentre di solito, ma non sempre, sono molto pi\u00f9 indulgenti nei confronti degli altri ragazzi, anche se questi hanno mancato in maniera plateale e intenzionale).<\/p>\n<p>Pertanto \u00e8 facile immaginare quali conseguenze pu\u00f2 avere, nella vita di una persona, l&#8217;esperienza di essere stato oggetto, nell&#8217;adolescenza, di una ingiustizia, o di un prolungato comportamento di tipo persecutorio, da parte di un adulto: la frustrazione si somma al rancore, possono manifestarsi problemi psicofisici (caduta dei capelli, specie nelle ragazze) e persino forme di esaurimento nervoso; qualche studente pu\u00f2 essere perfino costretto a ritirarsi o a cambiare scuola: e non sono cose che si dimenticano facilmente, nemmeno col passare degli anni.<\/p>\n<p>Il rancore \u00e8 una forma ostinata e durevole di odio nei confronti di qualcuno o di qualcosa; un odio impotente che, non potendo sfogarsi apertamente contro il suo vero oggetto, inquina e intossica tutta la vita dell&#8217;anima, diffondendosi come un tumore in metastasi e avvelenando, forse, anche le radici sane, cio\u00e8 portando una perturbazione complessiva, grave e permanente, nell&#8217;equilibrio interiore, nella stima di s\u00e9 e nel rapporto con gli altri.<\/p>\n<p>Certo, la vita \u00e8 fatta anche di esperienze negative; anzi \u00e8 vero che sono proprio queste ultime a favorire la crescita e la maturazione delle persone, perch\u00e9 nelle esperienze positive si tende ad adagiarsi mollemente e a vivere senza porsi problemi, senza porsi traguardi, senza cercare di migliorarsi. Il prezzo, per\u00f2, pu\u00f2 essere alto: tutto sta, dunque, a vedere se esiste una ragionevole proporzione fra il prezzo che si paga a tali esperienze negative, in termini di equilibrio spirituale, e il vantaggio che se ne pu\u00f2 ricavare, rielaborandole nel corso del tempo e facendone occasione di perfezionamento e di accresciuta consapevolezza. Diciamo che una ragionevole proporzione esiste quando la maturazione avviene senza che sia compromesso l&#8217;incanto del mondo; se questo si incrina e si spezza, se sopraggiunge il disincanto, portando lo stuolo dei suoi cattivi compagni &#8211; l&#8217;amarezza, il cinismo, il pessimismo, la durezza fine a se stessa -, allora possiamo dire che il prezzo pagato \u00e8 stato troppo alto, che per ottenere un risultato positivo ci si \u00e8 dovuti sottomettere a un tributo esageratamente esoso.<\/p>\n<p>\u00c8 arduo fare onestamente i bilanci nella vita della propria anima e riconoscere quanto si \u00e8 perso e quanto si \u00e8 acquistato; \u00e8 difficile perch\u00e9, persino a distanza di anni, l&#8217;istinto di conservazione, che tende a proteggere l&#8217;immagine positiva che noi vorremmo avere di noi stessi, ci spinge a una scarsa obiettivit\u00e0 verso il nostro passato e verso i nostri sentimenti, ci suggerisce meriti che non ci spetterebbe e ci invita ad appropriarci di virt\u00f9 che, forse, abbiamo raggiunto solo in parte, ammesso che le abbiamo mai raggiunte.<\/p>\n<p>Comunque, il rancore \u00e8 una pianta sterile: non produce frutti commestibili, ma solo bacche velenose; di per s\u00e9, dunque, non favorisce la crescita, ma la rallenta e la impedisce. Pu\u00f2 accadere, tuttavia, che il rancore, un poco alla volta, si trasformi in qualcosa di diverso: in desiderio pacato e razionale di giustizia; in rinnovata ammirazione per le persone oneste e coraggiose che lottano, ogni giorno, per i loro ideali; in volont\u00e0 di sanare le proprie ferite, non alimentando il rancore stesso, ma producendo gli anticorpi che immunizzano dai suoi effetti esiziali: la capacit\u00e0 di comprendere l&#8217;altro e quella di perdonarlo, nonch\u00e9 di perdonare noi stessi.<\/p>\n<p>Perdonare l&#8217;altro, infatti, perdonare colui che, in anni lontani, ci ha fatto ingiustamente del male, \u00e8 solo il primo passo; non meno importante \u00e8 il passo successivo, perdonare noi stessi:perdonarci per essere stati delle vittime impotenti e rancorose, per esserci crogiolati in sterili sogni di vendetta, per aver subito senza opporci quando era il momento di ribellarci, accumulando, cos\u00ec, sensi di colpa e disistima per noi stessi. Se questo accade, allora si pu\u00f2 parlare di una sana proporzione fra il male che si \u00e8 subito e che, magari, si \u00e8 involontariamente alimentato in se stessi, e il bene che deriva da un approfondimento del proprio percorso di consapevolezza. \u00c8 cos\u00ec che noi possiamo cambiare il senso del nostro passato: una facolt\u00e0 straordinaria, che ci aiuta ad andare sempre avanti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accade, talvolta, che tra un professore e uno studente si instauri una invincibile antipatia, una reciproca e acuta insofferenza; non \u00e8 una bella cosa e non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-28284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28284\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}