{"id":28266,"date":"2007-09-08T07:49:00","date_gmt":"2007-09-08T07:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/09\/08\/la-vita-come-apertura-e-come-dono\/"},"modified":"2007-09-08T07:49:00","modified_gmt":"2007-09-08T07:49:00","slug":"la-vita-come-apertura-e-come-dono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2007\/09\/08\/la-vita-come-apertura-e-come-dono\/","title":{"rendered":"La vita come apertura e come dono"},"content":{"rendered":"<p><strong>LA VITA COME APERTURA E COME DONO<\/strong><\/p>\n<p><strong>A UN RADICALE PROGETTO DI FEDELT\u00c0 ALL&#8217; ESSERE<\/strong><\/p>\n<p>Si dice che Rabbi Zousia, un umile ebreo qualsiasi, amasse raccontare questo brevissimo apologo: \u00abQuando mi presenter\u00f2 davanti al tribunale celeste, non mi si chieder\u00e0 perch\u00e9 non sono stato Abramo, Goiacobbe o Mos\u00e9; mi sar\u00e0 domandato perch\u00e9 non sono stato Zousia\u00bb. E la teologa Emmanuelle-Marie commenta in proposito: \u00abOgni uomo incarna un volto di Dio, ed \u00e8 una sua immagine unica\u00bb: come dire che l&#8217;infedelt\u00e0 verso se stessi, il nascondimento, la calcolata mancanza di verit\u00e0 e autenticit\u00e0 coincidono con il tradimento verso noi sessi e verso il progetto superiore che noi, appunto, incarniamo.<\/p>\n<p>Quando diciamo che per poterci scegliere dobbiamo essere in grado di riconoscerci e, quindi, di perseguire un disegno di assoluta lealt\u00e0 verso noi stessi, non intendiamo sostenere che il nostro io deve essere sempre pi\u00f9 ottusamente autocentrato, sempre pi\u00f9 narcisisticamente innamorato di se steso, anche nei suoi aspetti negativi o deteriori. Al contrario: rifiutare la tentazione dell&#8217;inautenticit\u00e0, gli allettamenti del calcolo e del nascondimento vuol dire realizzare quell&#8217;idea di noi stessi che costituisce il nostro progetto originario (Hillmann dice: la nostra &quot;ghianda&quot; destinata a germogliare) e che \u00e8, in definitiva, il senso profondo del nostro esserci, di questa condizione che \u00e8 la vita terrena. Infatti al centro del nostro io finiremo per trovare qualche cosa che non \u00e8 pi\u00f9 il nostro io, qualche cosa d&#8217;altro, di infinitamente pi\u00f9 ricco e universale: ci\u00f2 che Jung chiamava il S\u00e9, culmine del processo d&#8217;individuazione; ci\u00f2 che la mistica indiana definisce il <em>Brahaman<\/em> rispetto all&#8217;<em>Atman<\/em>, ossia l&#8217;anima universale rispetto all&#8217;anima individuale; ci\u00f2 che potremmo semplicemente definire l&#8217;Essere rispetto all&#8217;essere.<\/p>\n<p>Ci piace riportare un bellissimo brano di Paolo Cattorini tratto da <em>Valore della vita, qualit\u00e0 della vita, persona<\/em> (nel volume <em>Centri di bioetica in Italia Orientamenti a confronto<\/em>, Fondazione Lanza-Gregoriana Libreria Editrice, 1993):<\/p>\n<p><em>&quot;La vita si offre all&#8217;uomo come un&#8217;emergenza di sensi, che egli avverte come propri, tali per cui in essi sembra andarne del suo stesso essere. Essi rimandano a qualcosa che ha da essere, qualcosa che vale, che ha valore. Il riconoscimento cui aspiro, l&#8217;incontro in cui sosto con piacere, l&#8217;ordine con cui amo ridisporre le cose, sono queste le &#8216;passioni&#8217; che muovono e ispirano le &#8216;azioni&#8217; dell&#8217;uomo, e da cui non posso prescindere quando cerco il senso unico del mio stesso vivere, senso che in quei sensi determinati, in quei desideri, diversamente viene a parola.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La decisione morale non crea queste inclinazioni, ma piuttosto ne riconosce e ne verifica criticamente il valore e cerca le condizioni per il loro dispiegarsi coordinato. La libert\u00e0 dell&#8217;uomo decide ultimamente di affidarsi ad un valore, ad un desiderio di vita buona senza peraltro possedere la certezza di produrne l&#8217;adempimento conclusivo. Quei desideri sono messaggi, indizi, che condurranno in regioni e ad opere che neppure io gi\u00e0 da ora conosco, ma che sperimento come mie nel senso che \u00e8 attraverso me e con me che espressioni, pensieri e opere verranno all&#8217;essere.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il desiderio dell&#8217;uomo avverte insomma l&#8217;invito, che la vita gli rivolge, di acconsentire al carattere promettente con cui essa gli si presenta, e di acconsentirvi senza poter prevedere o disporre del compimento determinato di quelle promesse.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Il desiderio \u00e8 appunto questo aprirsi ad altro, questo sentirsi fuori di s\u00e9, questo tendere inesausto verso un positivo di senso, dichiarando lo squilibrio radicale, in cui l&#8217;uomo \u00e8 consegnato (longitudinalmente) alla speranza di un futuro, di una progressiva vittoria sul nonsenso; e in cui egli \u00e8 rimandato (trasversalmente) al volto di altri, verso i quali sente debito, responsabilit\u00e0, prossimit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La vita per l&#8217;uomo, la vita dell&#8217;uomo \u00e8 perci\u00f2 la trasparenza ad un desiderio, che si sa non esaudibile da progetti determinati e che per ci\u00f2 spera in una radicale garanzia per le proprie fatiche, per il proprio continuo giocarsi e cio\u00e8 aspira ad un&#8217;illimitata vita buona in cui finalmente dimorare.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Intanto, all&#8217;uomo \u00e8 chiesta, nell&#8217;invito che il desiderio gli rivolge, e nella mediazione simbolica di singoli atti e decisioni, una pi\u00f9 generale decisione di disporre di s\u00e9 nella forma del dono, dello spendersi per altro.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Questa esposizione dell&#8217;uomo, questa sua scentratura nel desiderio, giustifica &#8211; lo ripetiamo &#8211; la persuasione che il comportamento umano sia debitore nei confronti di inclinazioni (pulsioni, affetti, sentimenti) che sono anteriori ad una presa di coscienza riflessa degli stessi. Perci\u00f2 il discernimento operato a proposito dei desideri dell&#8217;uomo non li rende affatto accidentali: la determinazione ultima del contenuto materiale della norma non pu\u00f2 infatti prescindere dal riferimento &#8216;empirico&#8217; ai desideri dell&#8217;uomo.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;Viceversa non si d\u00e0 autoconoscenza dell&#8217;uomo se non attraverso i suoi atti. L&#8217;opera (carica di vissuti e mossa da inclinazioni), lungi dal procedere ad una coscienza pratica gi\u00e0 pria consapevole di s\u00e9, rivela l&#8217;operante a s\u00e9 stesso.&quot;<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 agendo, pertanto, e prendendo decisioni che l&#8217;essere s rivela a s\u00e9 medesimo; ed essere radicalmente fedeli a s\u00e9 stessi non significa altro che <em>riconoscere<\/em> il proprio io negli atti della propria vita, accettandoli e accogliendoli come il risultato di circostanze casuali ed estrinseche, ma come la manifestazione autentica del nostro vero essere e, in definitiva, della nostra <em>chiamata originaria<\/em>. E questa rivelazione di noi a noi stessi non si compie in qualche astratta regione metafisica, ma nel rapporto concreto con persone, fatti, situazioni che formano il disegno complessivo della nostra vita: che sar\u00e0 tanto pi\u00f9 autentica e tanto pi\u00f9 fornita di senso quanto pi\u00f9 persone, atti e situazioni con cui entriamo in relazione divengono scelta consapevole e responsabile e non episodi sporadici e frammentari dominati dal non-senso del capriccio e dell&#8217;improvvisazione.<\/p>\n<p>Il nostro essere \u00e8 paragonabile a quei blocchi di marmo che Michelangelo si recava ad esaminare nella cava e nei quali gi\u00e0 vedeva- si dice &#8211; la scultura che intendeva realizzare, scegliendoli perci\u00f2 di una determinata forma anzich\u00e9 di un&#8217;altra. \u00c8 come se l&#8217;Essere vedesse in noi &#8211; informi blocchi di pietra &#8211; quell&#8217;opera finita che dovrebbe essere la nostra vita, se noi accogliessimo il suo progetto e la sua chiamata, sforzandoci di realizzare, con senso di apertura e di dono, quella fedelt\u00e0 in cui consiste il suo progetto originario. Essere fedeli a noi stessi coincide con l&#8217;essere fedeli a quel progetto originario, che noi siamo chiamarti a realizzare; quel progetto per cui ciascuno di noi \u00e8 assolutamente unico e irripetibile, \u00e8 <em>persona<\/em> nel senso pi\u00f9 pieno e pregnante del termine e non cellula abbrutita e inconsapevole di una massa uniforme e intercambiabile.<\/p>\n<p>Il concetto cristiano di peccato, allora, viene sostanzialmente a coincidere con il concetto di filosofico di infedelt\u00e0 all&#8217;Essere: noi pecchiamo allorch\u00e9, tradendo la chiamata originaria e il progetto che siamo invitati ad accogliere, deturpiamo il nostro io inseguendo false immagini di bene, basate su una narcisistica ricerca di felicit\u00e0 a dispetto dell&#8217;altro e di noi stessi. Ogni volta che noi tradiamo la lealt\u00e0 dovuta a noi stessi e all&#8217;altro, ogni volta che -per volont\u00e0 di dominio, per paura o per amore del quieto vivere &#8211; disconosciamo e rinneghiamo la nostra insopprimibile esigenza di autenticit\u00e0, ci allontaniamo dall&#8217;essere e deturpiamo il nostro stesso volto, degradandoci al rango di essere mancato, di non-essere. Ogni qualvolta tradiamo la promessa fatta all&#8217;altro, la fedelt\u00e0 dovuta all&#8217;altro e alla nostra verit\u00e0 profonda, ci infliggiamo con le nostre stesse mani il castigo pi\u00f9 severo: l&#8217;allontanamento volontario dalla dimora accogliente dell&#8217;essere, l&#8217;auto-relegazione nell&#8217;inferno del rimorso, del senso di colpa, della vergogna, della sofferenza senza sollievo e senza redenzione.<\/p>\n<p>L&#8217;ordine cosmico, in definitiva, e la giustizia che regola la vita dell&#8217;universo si reggono su quest&#8217;unico, fondamentale principio: la fedelt\u00e0 all&#8217;essere che \u00e8 in noi stessi, ma che, attuandosi attraverso la relazione con gli essenti, ci riconduce all&#8217;Essere in s\u00e9 stesso, nostra origine e nostra ultima destinazione. A tale invito noi siamo liberi di opporre un rifiuto, altrimenti l&#8217;ordine non sarebbe tale: perch\u00e9 solo se nasce da una scelta volontaria della coscienza l&#8217;ordine complessivo pu\u00f2 definirsi tale. Nondimeno, \u00e8 certo che &#8211; fra gli infiniti mondi possibili, come li definiva il filosofo Leibniz &#8211; uno solo \u00e8 il migliore di tutti: quello in cui ogni essente risponde alla chiamata dell&#8217;Essere, ne accoglie con gioia e con fedelt\u00e0 il progetto, si sforza di realizzarlo &#8211; pur traverso difficolt\u00e0, turbamenti e cadute &#8211; in vista di un ritrovamento finale ove le aporie e le lacerazioni presenti cadranno come una benda dai nostri occhi, e non resteranno che la luce e la bellezza dell&#8217;Essere, puro come cristallo di rocca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA VITA COME APERTURA E COME DONO A UN RADICALE PROGETTO DI FEDELT\u00c0 ALL&#8217; ESSERE Si dice che Rabbi Zousia, un umile ebreo qualsiasi, amasse raccontare<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-28266","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28266","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28266"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28266\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}