{"id":28257,"date":"2015-11-03T11:13:00","date_gmt":"2015-11-03T11:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/03\/quis-custodiet-custodes-chi-vigila-sui-pregiudizi-di-chi-vigila-sui-pregiudizi\/"},"modified":"2015-11-03T11:13:00","modified_gmt":"2015-11-03T11:13:00","slug":"quis-custodiet-custodes-chi-vigila-sui-pregiudizi-di-chi-vigila-sui-pregiudizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/11\/03\/quis-custodiet-custodes-chi-vigila-sui-pregiudizi-di-chi-vigila-sui-pregiudizi\/","title":{"rendered":"Quis custodiet custodes? Chi vigila sui pregiudizi di chi vigila sui pregiudizi?"},"content":{"rendered":"<p>Che bella cosa: viviamo in una societ\u00e0 che, a partire dal buon Voltaire, ha dichiarato guerra, or sono almeno tre secoli, al pregiudizio, in qualunque forma e sotto qualunque travestimento si presenti; abbasso i pregiudizi, allora, e viva la libert\u00e0 del pensiero!<\/p>\n<p>Tralasciamo, naturalmente, nella presente sede, il fatto che, in questa specie di crociata ideologica, si smarrisce completamente il ruolo positivo e necessario che il pregiudizio svolge nell&#8217;atto del pensare, e, dunque, nel sorgere e nel costituirsi di qualunque societ\u00e0 che si regga, bene o male, su una qualche forma razionale di organizzazione (cfr., su ci\u00f2, i nostri precedenti articoli: \u00abElogio del &quot;pregiudizio&quot;, contro la tirannia di una ragione arrogante e totalitaria\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 25\/01\/2014, e su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 27\/01\/2014; e \u00abPregiudizio e tradizione: i due fondamenti del pensiero e della societ\u00e0\u00bb, pubblicato su \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb il 24\/09\/2015).<\/p>\n<p>Prendiamo per buono il fatto che il pregiudizio sia un male e che esso vada incessantemente snidato, combattuto, eliminato, ovunque si trovi. Benissimo.<\/p>\n<p>Tuttavia&#8230; c&#8217;\u00e8 un piccolo dettaglio, talmente piccolo da sembrare quasi insignificante, che non si lascia inserire tanto facilmente in questo quadro trionfalistico; che resiste, ostinato e seccante, ad ogni sforzo per &quot;normalizzarlo&quot; e addomesticarlo. Si tratta di una semplice domanda: <em>Quis custodiet custodes?<\/em> Chi sorveglia i custodi? Cio\u00e8: chi vigila, non sul pregiudizio medesimo (ce ne sono gi\u00e0 tanti a sorvegliarlo, nella cultura del <em>politically correct<\/em>: praticamente tutti!), ma su quanti vigilano su di esso e contro di esso? In altre parole: \u00e8 possibile che si formi un vero e proprio pregiudizio dell&#8217;antipregiudizio; e che la societ\u00e0 e l&#8217;individuo, tutti presi dal sacro fuoco di battersi contro il pregiudizio, chiamiamolo cos\u00ec, di primo livello, si trovino poi sprovvisti degli strumenti necessari a riconoscerlo ad un secondo livello, nonch\u00e9 dei mezzi atti a difendersene?<\/p>\n<p>Vogliamo fare un esempio, per rendere pi\u00f9 chiaro il nostro discorso. In tutti i libri di storia dedicati alla caccia alle streghe, si parte dall&#8217;assunto che le streghe non esistevano, o che, se pure esistevano, erano solo delle povere donne, forse squilibrate, forse calunniate, comunque sostanzialmente innocue; e che il fenomeno dei processi alla stregoneria si pu\u00f2 ascrivere, tutto intero, all&#8217;isteria collettiva che si era impadronita, come una specie di lucida pazzia, dell&#8217;intero corpo sociale, bisognoso di sfogare su qualcuno le proprie paure, rabbie e frustrazioni. Se pure non \u00e8 stato qualche cosa di peggio: una strategia deliberata, da parte dei poteri costituiti, e specialmente della Chiesa cattolica, per deviare, manipolare, strumentalizzare, la collera sociale e per rafforzare, indirettamente, la propria tirannica presa e lo sfruttamento ai danni delle masse ignoranti, superstiziose e credulone.<\/p>\n<p>A quanto pare, nessuno, o quasi nessuno, al giorno d&#8217;oggi, ha il coraggio di porsi da un altro punto di vista. Di fronte ad un fenomeno protrattosi per alcune centinaia d&#8217;anni, e riconosciuto anche da gran parte dell&#8217;<em>establishment<\/em> culturale &#8212; e non parliamo tanto del &quot;buio&quot; Medioevo, ma soprattutto dello splendido Rinascimento e del razionalista XVII secolo -, si direbbe che nessuno studioso contemporaneo abbia avuto l&#8217;umilt\u00e0 di prendere in esame, anche come semplice ipotesi, la possibilit\u00e0 che la stregoneria esistesse veramente (tanto pi\u00f9 che esiste anche al giorno d&#8217;oggi, e la cosa \u00e8 perfettamente conosciuta); che streghe e stregoni rappresentassero un reale pericolo per la societ\u00e0 civile e per la convivenza umana, oltre che per il sentimento e la pratica religiosa; e che i loro poteri &#8212; reali o immaginari che fossero, questa \u00e8 una questione che lo storico dovrebbe lasciare aperta, e passare la mano ad altri studiosi: gli antropologi, i teologi, gli studiosi del paranormale e del preternaturale &#8212; fossero comunque percepiti come temibili e come reali, e, pertanto, che provocassero un forte elemento di divisione, di confusione ed instabilit\u00e0 nel tessuto sociale e nelle relazioni umane.<\/p>\n<p>Esistono, del resto, indizi, e anche pi\u00f9 che indizi, dati di fatto, che ci permettono di gettare uno sguardo nel mondo tenebroso della stregoneria. Si pensi al caso, celeberrimo, di Gilles de Rais (1405-1440), barone di Francia, eroico guerriero nella Guerra dei Cent&#8217;Anni, seguace di Giovanna d&#8217;Arco, e poi, quasi senza soluzione di continuit\u00e0, assassino di centinaia di bambini, sadico, pedofilo, stupratore, squartatore in grande stile. Dietro i suoi crimini orrendi, e quasi inconcepibili, l&#8217;ombra della stregoneria: in particolare, la tenebrosa presenza di un mago italiano, Francesco Prelati, complice e istigatore di siffatte atrocit\u00e0. Come negare che la stregoneria e il satanismo (i due uomini evocarono pi\u00f9 volte il Demonio) possano aver svolto un ruolo in altri delitti e in altri malefici, cos\u00ec come lo svolsero nel caso di Gilles de Rais?<\/p>\n<p>Lo ripetiamo: lo storico non \u00e8 chiamato, da solo e con le sue sole forze, a decidere se i poteri di una strega o di uno stregone sono reali, oppure no; ma certo \u00e8 chiamato a interrogarsi sulla persistenza plurisecolare di una simile credenza, e a prendere atto che tale credenza esisteva, e che esisteva la credenza negli effetti malefici della stregoneria. Altrimenti, egli sarebbe come uno studioso di Dante che si rifiuti di accettare l&#8217;idea che Dante si considerava uno scrittore cristiano, divinamente ispirato e investiti di una missione profetica ed escatologica: riportare gli uomini dalla selva oscura del peccato al colle luminoso della Grazia; ricondurre le anime smarrite verso l&#8217;amore di Dio. Ad un tale dantista, crediamo, sfuggirebbe il senso pi\u00f9 profondo della \u00abDivina Commedia\u00bb: e ci\u00f2 solo per i pregiudizi (questi, s\u00ec, negativi: ma chi \u00e8 disposto a vederli e a riconoscerli?) della sua prospettiva materialista, razionalista e relativista. Se si vuol comprendere qualcosa di Dante, bisogna spogliarsi di tale armatura ideologica; e lo stesso vale se si vuol capire il fenomeno dei processi alle streghe. Comprendere non significa giustificare: non si tratta di dar ragione ai carnefici, e torto alle vittime; non compete allo storico di salire sul banco del tribunale e di emettere sentenze, di condanna o di assoluzione che siano; egli non deve giudicare, ma tentar di capire. Per esempio, tentare di capire se le vittime erano solo e unicamente vittime, e se i carnefici erano solo e unicamente carnefici. Non potrebbe darsi che le vittime fossero anche un po&#8217; carnefici, e i carnefici, un po&#8217; vittime? Porre simili interrogativi &#8212; \u00e8 superfluo precisarlo, ma bisogna farlo per evitare ogni possibile equivoco &#8212; non equivale affatto a giustificare i roghi.<\/p>\n<p>E adesso torniamo al nostro assunto generale: chi ci protegge dal pregiudizio dell&#8217;antipregiudizio? Per farsi un&#8217;idea del tipico approccio della cultura &quot;liberale&quot; e &quot;progressista&quot; al fatto del pregiudizio, basta sfogliare un qualunque manuale di psicologia o di sociologia politicamente corretti, vale a dire, un qualsiasi manuale di psicologia o sociologia <em>tout-court<\/em>: non ve ne sono, o non circolano nelle scuole e nelle universit\u00e0, che non rispecchino l&#8217;impostazione del Pensiero Unico oggi imperante. Un esempio fra mille: si veda quel dice sul pregiudizio una autorit\u00e0 in materia, lo psicologo americano Gordon W. Allport (1897-1967), esponente della &quot;psicologia dei tratti&quot; e del cognitivismo, nel suo famoso saggio \u00abLa natura del pregiudizio\u00bb (titolo originale: \u00abThe nature of Prejudice\u00bb, Cambridge, Mass., Addison-Welsey Publ., 1954; traduzione dall&#8217;americano di Mario Chiarenza, Firenze, La Nuova Italia, 1973, pp. 197-198), premettendo alle sue osservazioni un aforisma di Schopenhauer, piegato e adattato opportunamente alle sue particolari intenzioni:<\/p>\n<p><em>\u00ab&quot;Sopportare ci\u00f2 che ci tocca in sorte a causa della nostra natura o del nostro destino non sembra cos\u00ec doloroso come sopportare quanto ci viene inflitto dall&#8217;arbitrio di altri.&quot; A. SCHOPENHAUER<\/em><\/p>\n<p><em>Chiedete a voi stessi che cosa accadrebbe alla vostra personalit\u00e0 se continuamente qualcuno vi dicesse che siete pigri, bastardi, ladri ad ogni occasione favorevole, e che avete sangue inferiore. Supponiamo che tale opinione sia sostenuta dalla maggioranza dei vostri concittadini. E supponiamo che voi non possiate fare nulla per mutare questa opinione &#8212; perch\u00e9 per l&#8217;appunto avete la pelle nera.<\/em><\/p>\n<p><em>Oppure supponiamo che ogni giorno vi si dica che siete degli abili furfanti, fortunati negli affari, non graditi nelle associazioni e negli alberghi, capaci di mescolarvi soltanto con gli ebrei e, proprio per questo da tutti biasimati. E supponiamo ancora che voi non possiate fare nulla per mutare questa opinione &#8212; perch\u00e9 per l&#8217;appunto siete ebrei.<\/em><\/p>\n<p><em>La reputazione di una persona, vera o falsa che essa sia, finisce, a lungo andare, per modificare il carattere della persona stessa che ne \u00e8 l&#8217;oggetto.<\/em><\/p>\n<p><em>Un bambino che si vede respinto e attaccato da ogni parte non potr\u00e0 tanto facilmente sviluppare dignit\u00e0 ed equilibrio quali caratteri preminenti della sua personalit\u00e0. Al contrario, egli svilupper\u00e0 difese. Come un nano in un mondo di giganti minacciosi, egli non potr\u00e0 combattere ad armi pari. Sar\u00e0 costretto ad ascoltare le loro beffe, i loro apprezzamenti derisori e a soggiacere ai loro abusi.<\/em><\/p>\n<p><em>Molte sono le cose che quel nano indifeso pu\u00f2 fare, e tutte servono a difendere il suo Io. Pu\u00f2 rinchiudersi in se stesso, parlare poco a quei giganti prepotenti, e non essere mai sincero. Pu\u00f2 fare lega con gli altri nani deboli come lui, per trovare conforto e rispetto. Egli tenter\u00e0 di ingannare i giganti quando pu\u00f2, ed assaporare cos\u00ec il dolce gusto della vendetta. In un momento di disperazione pu\u00f2 spingere un gigante gi\u00f9 da un precipizio o colpirlo con un sasso, se \u00e8 certo di uscirne impunito. Oppure, non avendo altra via d&#8217;uscita, pu\u00f2 fare ci\u00f2 che il gigante vuole, e condividere l&#8217;atteggiamento poco complimentoso che ha il sui padrone verso gli altri nani. Il suo naturale amor proprio, sotto la sferza del persistente disprezzo, pu\u00f2 evolvere nell&#8217;odio verso se stesso.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Ora, non abbiamo alcuna intenzione di polemizzare sul merito delle affermazioni di Allport riguardo a questi due particolari gruppi etnici, i neri e gli ebrei; il punto che ci interessa non \u00e8 questo: il punto \u00e8 l&#8217;approccio metodologico di Allport, che \u00e8, a nostro avviso, completamente sbagliato, per la semplice ragione che non si pu\u00f2 esaminare solo un estremo del pregiudizio, ossia gli effetti negativi che esso provoca. No; per onest\u00e0 intellettuale, bisogna assumere come ipotesi di lavoro anche l&#8217;esame dell&#8217;altro estremo: la sua genesi. Bisogna anche chiedersi se una persona \u00e8 pigra perch\u00e9 tutti le ripetono che \u00e8 pigra, o se &#8212; per caso &#8212; non potrebbe anche essere accusata di pigrizia, perch\u00e9 lo \u00e8 realmente, anteriormente alle accuse. In altre parole: un pregiudizio antico, radicato, diffuso, nasce sempre e comunque dal nulla? Nasce sempre e comunque dalla stupidit\u00e0, dall&#8217;ignoranza, dal pregiudizio stesso? Come \u00e8 possibile che il pregiudizio sorga da se stesso, quando ancora non esisteva? Possiamo ammettere che il pregiudizio, diffondendosi, dilagando, si auto-alimenti; ma come \u00e8 nato? Deve esserci stato qualche elemento che lo ha fatto nascere; non diciamo, necessariamente, un elemento reale, nel senso di oggettivo; forse si \u00e8 trattato di una falsa percezione, di una falsa notizia, di un atteggiamento di credulit\u00e0, di opportunismo: tutto quel che si vuole. Ma qualcosa deve esserci stato, perch\u00e9 dal nulla non nasce nulla, nemmeno un pregiudizio.<\/p>\n<p>Naturalmente, se noi escludiamo a priori, come fa la cultura moderna, che certe cose siano possibili, solo perch\u00e9 non sono del tutto razionali (nel senso moderno della razionalit\u00e0, beninteso), allora ci precludiamo la possibilit\u00e0 di capire come e perch\u00e9 certi pregiudizi nascano. Un pregiudizio \u00e8 come una calunnia, una maldicenza: le calunnie e le maldicenze nascono dal nulla? Evidentemente no. Possono nascere da una errata o malevola interpretazione di fatti, di per s\u00e9 innocui; oppure da una amplificazione, preoccupata, per dei fatti che sono innegabilmente veri e reali.<\/p>\n<p>Questo, per\u00f2, la cultura liberale e progressista non lo ammette; non \u00e8 neanche disposta a prenderlo in considerazione. Per essa, le vittime sono sempre e solo vittime, e i carnefici sempre e solo carnefici. Essa, per timore di fare un torto alle vittime, preferisce fare un torto all&#8217;intelligenza, la quale ci ammonisce che raramente il bene e il male, il vero e il falso, sono radicalmente separati e opposti. E non dimentichiamo i poteri forti che agiscono nell&#8217;ombra e che sono interessati a negare anche solo la possibilit\u00e0 di certe cose. Ad esempio, bisogner\u00e0 dire che la Massoneria non ha mai tramato, n\u00e9 mai ucciso alcuno, solo perch\u00e9 ci\u00f2 saprebbe di pregiudizio: e questo fatto, a chi giova? Eppure sappiamo che la Massoneria ha tramato, ha ucciso. Quanti campioni della crociata contro il pregiudizio sono sul libro paga di tali poteri occulti? Ma \u00e8 difficile dire anche ci\u00f2; essi hanno gi\u00e0 pronta la contromossa: accusare di pregiudizio complottista quanti puntano l&#8217;indice contro di loro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che bella cosa: viviamo in una societ\u00e0 che, a partire dal buon Voltaire, ha dichiarato guerra, or sono almeno tre secoli, al pregiudizio, in qualunque forma<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-28257","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28257","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28257"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28257\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}