{"id":28246,"date":"2021-07-24T04:25:00","date_gmt":"2021-07-24T04:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/24\/queste-e-non-altre-sono-le-radici-della-nostra-civilta\/"},"modified":"2021-07-24T04:25:00","modified_gmt":"2021-07-24T04:25:00","slug":"queste-e-non-altre-sono-le-radici-della-nostra-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/07\/24\/queste-e-non-altre-sono-le-radici-della-nostra-civilta\/","title":{"rendered":"Queste e non altre sono le radici della nostra civilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Da molti decenni un sentimento si \u00e8 diffuso, ed \u00e8 stato pilotato ad arte <em>col\u00e0 dove si puote ci\u00f2 che si vuole<\/em>, e cio\u00e8 l&#8217;auto-disprezzo collettivo di noi tutti, figli dell&#8217;Europa; il fastidio e il disgustato per le nostre radici, per la nostra storia, per ci\u00f2 che siamo stati e per ci\u00f2 che ha costituito la fede e la gloria delle generazioni che ci hanno preceduti, fino all&#8217;incirca a quella dei nostri nonni. E laddove l&#8217;auto-disprezzo ha saturato, per cos\u00ec dire, le possibilit\u00e0 di propaganda ideologica del potere occulto che si serve di tutti i luoghi e le istituzioni nei quali si forma il nostro immaginario e la nostra visione del mondo e di noi stessi, si \u00e8 fatto ricorso a un&#8217;altra tecnica mirante al medesimo fine: la falsificazione e il travisamento delle nostre radici e della nostra storia. Poich\u00e9 si \u00e8 dimostrato impossibile negarle e rimuoverle del tutto; poich\u00e9 non \u00e8 stato sufficiente bollare di sovranismo, populismo e cripto-fascismo l&#8217;amore per le proprie radici e per la propria storia, che nonostante tutto sopravvive ancora nel cuore e nel modo di vivere, soprattutto nei valori morali, di un grandissimo numero di persone e di famiglie, si \u00e8 provveduto a depotenziare tale attaccamento, a svuotarlo di significato, operando una sostituzione di contenuti: per cui si \u00e8 smesso di parlare delle radici greco-cristiane della civilt\u00e0 europea e ci si \u00e8 dati un gran daffare a sostituire tale espressione, perfettamente corretta, con l&#8217;altra, venuta di moda nel corso degli ultimi decenni, secondo la quale le nostre radici sarebbero giudaico-cristiane. In altre parole: gli intellettuali, gli scrittori, gli artisti, i professori, quasi tutti pi\u00f9 o meno apertamente al servizio del grande potere finanziario, hanno fatto del loro meglio (o del loro peggio) per cancellare in noi il senso delle radici, dell&#8217;appartenenza e dell&#8217;identit\u00e0, o quantomeno per far s\u00ec che ce ne vergognassimo sino in fondo all&#8217;anima. Ma poich\u00e9 non ci sono riusciti, o non del tutto, avendo incontrato la resistenza di una bella fetta di popolazione che non \u00e8 disposta n\u00e9 a recidere del tutto il legame col proprio passato, n\u00e9 a vergognarsene, allora sono passati alla strategia della fase due, pi\u00f9 perfida, duttile e manipolatoria: fare in modo che ci formassimo un&#8217;idea distorta, ambigua, fuorviante delle nostre radici, in modo da creare la massima confusione in noi stessi su ci\u00f2 che siamo e da dove veniamo.<\/p>\n<p>Proviamo ad analizzare l&#8217;espressione: <em>radici giudaico-cristiane<\/em>. Essa suggerisce che la cultura che ci ha formati, che ci ha tenuti a battesimo, che ha fatto di noi quel che siamo, \u00e8 la cultura giudaico-cristiana. Peccato solo che una tale cultura non esista, non sia mai esistita e sia un non senso logico e storico. La cultura giudaica, la spiritualit\u00e0 giudaica, la visione del mondo giudaica, non sono mai entrate nel DNA della civilt\u00e0 europea, se non altro perch\u00e9 una cultura europea non \u00e8 mai esistita prima del cristianesimo. Prima del cristianesimo, nel bacino del Mediterraneo e non gi\u00e0 in Europa (i due concetti non sono equivalenti!), era diffusa la cultura greca. Roma ha conquistato e inglobato nel suo impero una parte dell&#8217;Europa, fino alla linea del Reno e del Danubio, pi\u00f9 l&#8217;appendice della Britannia (non tutta la Gran Bretagna, dunque): e avendo Roma assorbito la cultura greca, si pu\u00f2 dire che, all&#8217;epoca di Ges\u00f9 Cristo, quella parte dell&#8217;Europa fosse imbevuta di cultura greco-romana, o semplicemente, per brevit\u00e0, greca (a parte il diritto, le strade e la lingua, l&#8217;apporto romano \u00e8 stato nel complesso modesto: filosofia, arte, scienza, sono essenzialmente greche). Su tale cultura si \u00e8 innestato e diffuso il cristianesimo: e, con il crollo dell&#8217;Impero d&#8217;Occidente e l&#8217;apporto dei popoli germanici invasori, \u00e8 nata la civilt\u00e0 europea vera e propria, questa s\u00ec diffusa, o in via di diffusione, in tutta l&#8217;Europa, anche nelle regioni del Nord e dell&#8217;Est ove la civilt\u00e0 greca e le armi di Roma non erano mai arrivate. I monaci e i missionari cristiani, san Bonifacio, san Patrizio, Cirillo e Metodio, hanno portato la croce presso i popoli pi\u00f9 lontani e ancora estranei a quella civilt\u00e0; e, insieme ad essa, hanno portato la scrittura e la lingua, rispettivamente il latino nel Nord germanico, celtico e vichingo, e il greco nell&#8217;Est slavo. Ma la base cultura \u00e8 rimasta quella greca e latina: il pensiero di Aristotele, grazie a san Tommaso d&#8217;Aquino, \u00e8 stato posto a fondamento del pensiero cristiano medievale, cos\u00ec come Virgilio, per mezzo di Dante, \u00e8 stato definitivamente consacrato come il poeta latino per antonomasia, tanto caro allo spirito cristiano quanto la sua poesia \u00e8 impregnata di elementi, pi\u00f9 che pagani, <em>naturaliter<\/em> cristiani.<\/p>\n<p>In tutto questo la cultura giudaica non c&#8217;entra affatto. Gli ebrei erano diffusi in tutto l&#8217;Impero romano, anche prima della distruzione di Gerusalemme e della diaspora (in effetti una diaspora volontaria, di tipo commerciale e finanziario, esisteva da secoli), ma non avevano mai fatto proselitismo, n\u00e9 mai avevano prodotto un loro pensiero &quot;universale&quot; se non in alcuni centri del Mediterraneo orientale (Filone di Alessandria e, un millennio pi\u00f9 tardi, Maimonide in Spagna); alcuni adottarono la lingua dei conquistatori romani e si latinizzarono (Giuseppe Flavio). Gli sviluppi della Cabala nel Medioevo sono indubbiamente notevoli, e sono entrati a fondo nella filosofia europea, ma solo dopo che la civilt\u00e0 cristiana e latina, arricchita dell&#8217;apporto germanico, si era gi\u00e0 saldamente formata. Ma Ges\u00f9 era ebreo!, obiettano a questo punto i sostenitori del concetto di radici cristiano-giudaiche dell&#8217;Europa: quei signori neo-illuministi, materialisti, irreligiosi che dominano la cosiddetta cultura moderna e che vorrebbero cancellare, o snaturare, il senso delle radici e la memoria storica dei nostri popoli. Essi in fondo odiano il cristianesimo e in generale la trascendenza: ma, non essendo riusciti a sradicarli dopo secoli e secoli di vani sforzi, provano almeno ad inquinarli. Benissimo: e che vuol dire? Nessuno nega che Ges\u00f9 fosse ebreo quanto alle origini umane (c&#8217;\u00e8 il piccolo dettaglio che, per i cristiani, Egli \u00e8 il Verbo incarnato, quindi si \u00e8 fatto uomo, ma non era un uomo, era Dio: e Dio non \u00e8 ebreo, fino a prova contraria); quel che si nega \u00e8 che da ci\u00f2 discenda che le nostre radici siano giudaico-cristiane. Ges\u00f9 \u00e8 stato ripudiato e messo a morte dai capi del giudaismo, che hanno immediatamente scatenato una persecuzione sanguinosa anche contro i suoi Apostoli; il popolo ebreo, nel suo complesso, non ha accolto per niente il messaggio di Ges\u00f9, anzi lo ha respinto con sdegno e disprezzo: per secoli e secoli, nei libri sacri giudei, come il <em>Talmu<\/em>d, si \u00e8 tramandato un odio implacabile contro Ges\u00f9 e contro i suoi seguaci. Dunque, attraverso Ges\u00f9, nulla della cultura giudaica \u00e8 entrato a far parte della civilt\u00e0 europea. Solo nei primissimi tempi del cristianesimo \u00e8 esisto un piccolo gruppo giudaico-cristiano che pretendeva, fra le altre cose, la circoncisione da parte di quanti volevano aderirvi; ma \u00e8 stato marginalizzato e formalmente condannato da san Paolo, nel concilio di Gerusalemme. A parte questo, nulla del giudaismo \u00e8 entrato nel DNA del cristianesimo, se non la tradizione dell&#8217;Antico Testamento, letto per\u00f2 in maniera radicalmente diversa da come lo leggono i giudei osservanti, vale a dire come profezia del Messia venturo e anticipazione della Nuova Alleanza stabilita da Ges\u00f9 Cristo, col Suo sangue, sulla croce della Redenzione. Ecco perch\u00e9 il clero post-conciliare si affanna tanto a sostenere, mentendo, che l&#8217;Antica Alleanza \u00e8 tuttora valida (il che se fosse vero, creerebbe un vero e proprio <em>monstrum<\/em> non solo religioso, ma anche logico: due vie distinte e opposte alla verit\u00e0 e alla salvezza): perch\u00e9 sa che, stante la vera dottrina cattolica, quella sempre tramandata fino al 1965, Ges\u00f9 completa la Legge mosaica e allo stesso tempo la oltrepassa, quindi la abolisce, perch\u00e9 la Nuova Alleanza si fonda su di Lui e non pi\u00f9 su di essa.<\/p>\n<p>Dunque, parlando delle nostre radici, possiamo affermare tranquillamente che esse sono greco-romane e cristiane; che Aristotele, il pi\u00f9 grande filosofo greco, \u00e8 stato ripreso e sviluppato da san Tommaso d&#8217;Aquino, il pi\u00f9 grande filosofo cristiano di tutti i tempi, e ci\u00f2 ha dato luogo a una fusione del pensiero greco con quello cristiano; e che Virgilio, il massimo poeta latino, \u00e8 stato ripreso e attualizzato da Dante, il pi\u00f9 grande poeta cristiano, avendo entrambi una visione del mondo fondata sul senso del dovere da compiere, sulla ricerca della verit\u00e0 e sull&#8217;idea che il lavoro, la fatica, il dolore, danno un senso alla vita umana e la redimono da tutto ci\u00f2 che \u00e8 materiale, egoistico, pesante, innalzandola su un piano pi\u00f9 elevato: che per Virgilio \u00e8 solo un vago presentimento, per Dante una gioiosa certezza. Perci\u00f2 Virgilio, il mite Virgilio, colui che soffre per i vinti e si china pensoso sul mistero del male, \u00e8 entrato nel DNA della nostra civilt\u00e0 assai pi\u00f9 di Omero, che pure gli \u00e8 superiore in ambito strettamente poetico: Virgilio, e non Omero, era, ed \u00e8, suscettibile di una lettura cristiana, e Dante, col suo occhio d&#8217;aquila, lo ha visto e ne ha fatto <em>il suo maestro e il suo autore<\/em>.<\/p>\n<p>Scrivono a questo proposito Lorenzo Bianchi e Paolo Nediani nella nota introduttiva all&#8217;<em>Eneide<\/em> di Virgilio (tradotta da Giuseppe Albini; Bologna, Zanichelli, 1956, p. L-LI):<\/p>\n<p><em>Virgilio \u00e8 pi\u00f9 vicino a Dante che ad Omero. Non parr\u00e0 sentenza paradossale, ove si ponga mente, anzich\u00e9 alla diversa indole &#8212; mite nell&#8217;uno, fiera (ma anche suscettibile dei pi\u00f9 dolci rapimenti) nell&#8217;altro &#8212; alle analogie di spirituali interessi e d&#8217;intendimento tra i due poeti imperiali d&#8217;Italia, e finanche alla loro complessa unit\u00e0 e alla loro formazione. Entrambi dalla nascita alla more possono dire alle Muse: \u00abVostro sono\u00bb, ma disdegnare il chiuso di torri eburnee. Infatti risentono fortemente e riflettono nelle opere i casi privati e pubblici strettamente congiunti, e ricevono in un momento decisivo il colpo l&#8217;uno della spogliazione, l&#8217;altro dell&#8217;esilio, donde sono tratti a meditare sui mali della patria e del mondo e ad additarne i rimedi che Virgilio trova nella realt\u00e0 augustea e Dante nel vaticinato Veltro o Dux. N\u00e9 l&#8217;uno n\u00e9 l&#8217;altro canta per cantare: l&#8217;impero \u00e8 nello sfondo come instaurazione o restaurazione e colui che storicamente compie o tenta l&#8217;impresa (Augusto o Arrigo VII) viene innalzato al cielo.<\/em><\/p>\n<p><em>La visione dell&#8217;oltretomba sta al centro dell&#8217;&quot;Eneide&quot;, forma il tutto nella &quot;Commedia&quot;: poemi a loro modo &quot;sacri&quot; dunque e complessi, ai quali \u00abhan posto mano e cielo e terra\u00bb. Comune il carattere epico-drammatico (pi\u00f9 epica e patetica la &quot;Eneide&quot;, pi\u00f9 lirico-rappresentativa la &quot;Commedia&quot;), qualunque sia il genere letterario in cui si vogliano convenzionalmente catalogare; comune il rilievo di particolari scene e quadri ed episodi, la coscienza e il giudizio morale sempre desti con esempi e alti ammonimento, con rievocazioni e profezie, con Roma e l&#8217;Italia al posto preminente; comune l&#8217;amor patrio, la passione per la scienza (filosofia o teologia) e, forse in parte attraverso l&#8217;influsso etnico etrusco, il culto religioso e il senso del mistero.<\/em><\/p>\n<p><em>Ed eccoli banditori di una missione, della quale i protagonisti &#8212; l\u00e0 Enea, qua Dante stesso &#8212; sono provvidenzialmente investiti; la palingenesi o la redenzione attraverso il dolore, la rivelazione del vero e la coscienza del dovere costituiscono lo scopo e insieme la fede che muove il loro poetare. Se non che, percorrendo i campi della loro fantastica invenzione, non evadono, ma si portan dietro la vita sofferta e vagheggiata, scrutata e giudicata nella sua ragion d&#8217;essere e nei fini supremi; ed essendo essenzialmente poeti, di tutto quel che toccano e pensano e anelano, miracolosamente trasfigurato in simbolo di bellezza, fanno poesia. Poesia, cio\u00e8 creazione viva, appunto perch\u00e9 non si prefigge l&#8217;arte per l&#8217;arte, non si cristallizza in artificio dai freddi bagliori, ma si sostanzia di realt\u00e0 attuale e ideale, sollevata e composta in armonia rivelatrice. Infine, passano tutt&#8217;e due alla concezione matura attraverso il sogno giovanile e la esperienza dolorosa, esplicando il genio in opere successive come per gradi (quasi ritorno ciclico sempre pi\u00f9 largo ed elevato in una unit\u00e0 integrale), e muoiono appena levata la mano dall&#8217;opera maggiore.<\/em><\/p>\n<p>Ci piace ritornare su questo importante concetto: <em>la palingenesi o la redenzione attraverso il dolore, la rivelazione del vero e la coscienza del dovere costituiscono lo scopo e insieme la fede che muove il loro poetare.<\/em> Questa \u00e8 la visione della vita che ci \u00e8 stata tramandata dai nostri padri, attraverso molte e molte generazioni; alla luce di essa sono vissuti i nostri genitori e ci hanno trasmesso il loro esempio. Primo: il dolore non \u00e8 un fardello inutile, non \u00e8 qualcosa che va eliminato non appena sia possibile, ma ha un suo profondo significato, perch\u00e9 \u00e8 da esso che nasce quanto di meglio pu\u00f2 nascere in noi, una visione pi\u00f9 matura, comprensiva e saggia della vita. Secondo: la vita \u00e8 una ricerca, non solo intellettuale, ma anche e soprattutto esistenziale, del vero: e chi non l&#8217;ha inteso, chi si balocca nel mare magno del relativismo e del soggettivismo, non ha capito nulla della vita stessa, del perch\u00e9 ci \u00e8 data, del fine cui tende. Terzo: ciascuno di noi ha un dovere da compiere, perch\u00e9 la vita \u00e8 anche una milizia; eludere il proprio dovere, fare finta di un udirne il richiamo, \u00e8 la pi\u00f9 bassa forma di vilt\u00e0 che si possa immaginare. Ebbene: queste sono le basi della visione cristiana della vita (e le troviamo anche in Virgilio, sissignori, bench\u00e9 egli sia vissuto qualche anno prima della venuta di Cristo); questi sono gli elementi essenziali del DNA della civilt\u00e0 della quale siamo figli. In questi valori si pu\u00f2 identificare ciascuno di noi; \u00e8 per essi che noi siamo quello che siamo, abbiamo una coscienza specifica, un&#8217;individualit\u00e0, un posto nel mondo. Senza di essi siamo solo polvere al vento, monadi senza porte n\u00e9 finestre, deboli pianticelle senza radici. Per questa ragione precisa vogliono toglierci Dante, il latino, la metafisica, perfino la coscienza delle nostre radici: per dominarci meglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da molti decenni un sentimento si \u00e8 diffuso, ed \u00e8 stato pilotato ad arte col\u00e0 dove si puote ci\u00f2 che si vuole, e cio\u00e8 l&#8217;auto-disprezzo collettivo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[107,110,133],"class_list":["post-28246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}