{"id":28241,"date":"2017-12-11T08:38:00","date_gmt":"2017-12-11T08:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/11\/questa-luce-non-puo-e-non-deve-spegnersi\/"},"modified":"2017-12-11T08:38:00","modified_gmt":"2017-12-11T08:38:00","slug":"questa-luce-non-puo-e-non-deve-spegnersi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/12\/11\/questa-luce-non-puo-e-non-deve-spegnersi\/","title":{"rendered":"Questa luce non pu\u00f2 e non deve spegnersi"},"content":{"rendered":"<p>Dopo tre o quattro secoli di civilt\u00e0 moderna, possiamo misurare i disastri che l&#8217;allontanamento degli uomini da Dio ha provocato. Dovunque, dalla speculazione filosofica all&#8217;arte, dalla politica all&#8217;economia, dalla musica alla scienza, dall&#8217;urbanistica all&#8217;ambiente, dalla scuola alla famiglia, dovunque la civilt\u00e0 moderna ha celebrato i suoi trionfi, l\u00e0 sono avanzate la bruttezza, l &#8216;ingiustizia, l&#8217;avidit\u00e0, la lussuria, la superbia, la disgregazione sociale, l&#8217;ignoranza travestita da sapere di massa; ovunque si sono affermati modelli distruttivi, mode sciocche e volgari, superficialit\u00e0 e arroganza, disordine sistematico, conflitto maligno, narcisismo delirante, prevaricazione legalizzata dei pochi ai danni dei molti, menzogna spacciata per verit\u00e0 e demagogia folle contrabbandata per solidariet\u00e0 e accoglienza. E su tutto questo, mai sopito, mai realmente esorcizzato, aleggia l&#8217;incubo di un olocausto nucleare che porrebbe fine alla vita sul nostro pianeta, o, quanto meno, che porrebbe fine a ogni forma di civilt\u00e0.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, l&#8217;amarezza ha generato un desiderio di pace; la delusione, un desiderio di pienezza; la disperazione, l&#8217;angoscia, la tristezza, un profondo desiderio di verit\u00e0, di giustizia, di bellezza. Il pensiero, stanco di girare a vuoto, di rimestare fra le ceneri spente di mille sofismi, di accontentarsi di una funzione puramente negativa, di critica feroce e nichilista, torna a desiderare ci\u00f2 che aveva sempre cercato: la verit\u00e0 dell&#8217;essere. Uomini e donne, stanchi di combattersi, di competere in maniera distruttiva gli uni contro le altre, tornano a desiderare l&#8217;armonia e la complementariet\u00e0; genitori e figli, stanchi di litigi e incomprensioni, tornano a desiderare il calore dell&#8217;affetto reciproco; produttori e consumatori, stanchi d&#8217;inganni degli uni ai danni degli altri, di sterili conflitti ideologici, tornano a scoprire l&#8217;importanza di procedere con il medesimo passo, di rispettarsi a vicenda e di collaborare il pi\u00f9 possibile, nell&#8217;interesse di entrambi.\u00a0Il cittadino torna a desiderare una politica che lo rappresenti veramente e che sappia e voglia difendere i suoi interessi; lo studente, degli insegnanti che spezzino con lui il pane del sapere e della crescita intellettuale; i risparmiatori, degli istituti di credito dei quali potersi fidare; e i malati, dei medici che restituiscano loro la salute, non limitandosi a far sparire i sintomi delle malattie. Dovunque, gli uomini si riscuotono e si alzano in piedi, come dopo un lungo sonno angoscioso, e tornano a cercare, istintivamente, qualcuno o qualcosa che possa indicare loro la via smarrita, che possa aiutarli a ritrovare se stessi, a guardare al domani con un po&#8217; di speranza; e a volersi ancora bene, ma il bene vero, non il vuoto narcisismo, che ne \u00e8 la deleteria contraffazione.<\/p>\n<p>Ebbene: in un momento storico siffatto, forse il pi\u00f9 buio da tempo immemorabile, ma, nello stesso tempo, uno dei pi\u00f9 aperti al futuro, uno dei pi\u00f9 trepidanti di speranza, quando l&#8217;intera umanit\u00e0, per dirla con san Paolo, si direbbe che soffra e gema nelle doglie del parto, vi era una luce capace di illuminare l&#8217;orizzonte, di mostrare la strada, di confortare gli scoraggiati, di rinsaldare i dubbiosi, di restituire fiducia agli sconfitti: la luce del Vangelo. La Chiesa l&#8217;aveva custodita per circa duemila anni: ed essa non si era mai spenta, neppure nei momenti pi\u00f9 tragici della storia. Era ed \u00e8 una luce cos\u00ec chiara e meravigliosa, che sia le menti pi\u00f9 raffinate dei pensatori e dei teologi, sia generazioni e generazioni di persone comuni, di uomini e donne qualsiasi, di padri e madri di famiglia, di lavoratori, di soldati, di monaci, di sacerdoti, avevano trovato in essa tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 dare conforto e sicurezza, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 soddisfare sia l&#8217;intelligenza che il sentimento, tutto ci\u00f2 che rende umana la vita e comprensibile il fatto di esistere, accettabili le sofferenze e i sacrifici che ne sono il corollario. L&#8217;umanit\u00e0 affranta, delusa, amareggiata del terzo millennio avrebbe potuto trovare in quella luce tutto ci\u00f2 che le serve per ritrovare le ragioni del vivere, del lottare, del lavorare, dello sposarsi, del mettere al mondo dei figli, del tenere sempre alta la bandiera del bene, del bello, del giusto e del vero. Invece \u00e8 accaduta una cosa molto grave e inattesa. Quella luce, verso la quale si stavano rivolgendo gli sguardi di moltissime persone, anche di persone che non avevano mai condotto una vita religiosa, che non avevano mai letto o meditato il Vangelo, ma che ora, forse per la prima volta, ne sentivano il fascino, ne intuivano l&#8217;immensa carica vitale, hanno visto quella luce tremolare sempre pi\u00f9 spesso, affievolirsi, minacciare di spegnersi. Hanno sentito quel calore raffreddarsi; quella forza, indebolirsi; quella speranza, dileguarsi. Credevano di essere entrati, dopo un lungo e faticoso cammino, in un giardino meraviglioso, pieno di aromi e di colori: e si sono trovate in un roveto, in mezzo ai cardi spinosi, arido, senz&#8217;acqua. La loro delusione, il loro sconforto sono stati immensi.<\/p>\n<p>Di questa delusione storica, di questo tradimento verso i bisogni e le attese dell&#8217;umanit\u00e0 odierna, noi chiamiamo a responsabili i cattolici, ai quali era stata affidata la lampada, non in propriet\u00e0, ma in custodia: sono loro che l&#8217;hanno lasciata illanguidire, tanto che ora minaccia di spegnersi; e chiamiamo a responsabili sopratutto i pessimi teologi e i cattivi pastori, i quali, a un certo punto, si son lasciati sedurre, per superbia intellettuale, da false dottrine, e sono stati causa di scandalo e di apostasia per milioni e milioni di persone semplici. Quando il mondo ha avuto bisogno della Chiesa, non l&#8217;ha trovata: ha trovato una neochiesa falsa ed eretica, assuefatta alle menzogne e alle peggiori bestemmie; quando il mondo ha cercato la divina Verit\u00e0, come il bambino smarrito che cerca la mano di sua madre, ha trovato la mano di un estraneo, che non l&#8217;ha saputo guidare, che gli ha posto davanti le stesse miserie dalle quali era fuggito, le stesse parole vuote, petulanti, insulse che non l&#8217;avevano saziato, e delle quali provava ormai un vivo disgusto. L&#8217;umanit\u00e0, stanca\u00a0 ed affranta, era bramosa di sentir parlare di Dio, ma ha trovato un clero che sa discutere solo di diritti, di accoglienza, d&#8217;inclusione; era bramosa di sentir parlare della vita eterna, e sente solo discorsi sulla vita di quaggi\u00f9; che voleva sapere come liberarsi dal peccato e vivere nella grazia di Dio, e non sente mai neppure nominare n\u00e9 la grazia, n\u00e9 il peccato. E allora questa umanit\u00e0, sconcertata, sbigottita, umiliata, si vede costretta a riflettere cos\u00ec:\u00a0<em>ma se costoro, per primi, parlano come parla il mondo e\u00a0 non mostrano pi\u00f9 la via del Cielo; se proprio costoro, che dovrebbero avere lo sguardo pi\u00f9 limpido e il passo pi\u00f9 spedito, si muovono come dei miopi e vacillano come degli ubriachi; se costoro, ai quali ci eravamo rivolti come a delle guide esperte, mostrano di essere pi\u00f9 confusi di noi, e di vedere ogni cosa dalla nostra stessa prospettiva, che ormai da molto tempo ci appare insopportabilmente asfittica e limitata: allora vuol dire che ci siamo sbagliati completamente; che la Chiesa \u00e8 un inganno, e il Vangelo una mistificazione; allora vuol dire che la luce, che doveva aiutarci a ritrovare la strada, non c&#8217;\u00e8 mai stata, era solo un&#8217;illusione, una fata Morgana, un miraggio<\/em>.<\/p>\n<p>Quale tremenda responsabilit\u00e0 ricade sulle spalle di questo neoclero, che \u00e8 venuto meno al suo dovere di tenere accesa la lampada per i naviganti smarriti, proprio quando gli uomini ne avevano maggior bisogno, e proprio quando la Chiesa avrebbe potuto e dovuto offrire un conforto, un balsamo, un medicamento prezioso ed efficacissimo alle ferite dell&#8217;umanit\u00e0. Non, per\u00f2, nell&#8217;ottica di un ospedale da campo, come ha detto, con una similitudine infelicissima, il papa Francesco: perch\u00e9 le ferite dell&#8217;umanit\u00e0 non sono di natura tale che le possa medicare un ospedale qualunque, per quanto bene attrezzato; sono le ferite dell&#8217;incredulit\u00e0, del disamore verso Dio, del rifiuto di Ges\u00f9 Cristo, e a quelle ferite la Chiesa, e solo la Chiesa, aveva ed ha gli strumenti per rispondere e per curare, ma a patto di restar se stessa, e di parlare come ha sempre parlato, con il suo linguaggio, coi suoi dogmi, con la sua morale e la sua liturgia, e non con un vago e confuso sincretismo, non con ambigue mescolanze con altre fedi e altre filosofie, e meno ancora con &quot;laici&quot; e generici richiami alla coscienza individuale, perch\u00e9 \u00e8 proprio dalla gabbia del soggettivismo che l&#8217;uomo moderno vuol fuggire, e non sa che farsene di chi gli predica di tornarci dentro e di convincersi che non di una prigione si tratta, ma di un palazzo meraviglioso, del quale egli sarebbe il fortunatissimo inquilino. Perci\u00f2 quando il papa, conversando con Eugenio Scalfari, dice: <em>Io non parlerei, nemmeno per chi crede, di verit\u00e0 assoluta&#8230; Il peccato, anche per chi non ha la fede, c&#8217;\u00e8 quando si va contro la coscienza. Ascoltare e obbedire a essa significa, infatti, decidersi di fronte a ci\u00f2 che viene percepito come bene o come male. E su questa decisione si gioca la bont\u00e0 o la malvagit\u00e0 del nostro agire<\/em>, dice delle cose folli, non cattoliche e neppur vagamente cristiane. La coscienza individuale \u00e8 l&#8217;origine del bene e del male? La morale, un fatto di percezione soggettiva? Ma quando mai!<\/p>\n<p>Ecco la lampada, tremolando, manda gli ultimi guizzi; pare che debba spegnersi da un istante all&#8217;atro, al prossimo soffio di vento. Ma cos\u00ec non deve accadere e cos\u00ec non accadr\u00e0 mai. La lampada \u00e8 stata affidata alla Chiesa, affinch\u00e9 la custodisse; ma Colui dal quale proviene la sua luce \u00e8 Ges\u00f9 Cristo, il quale, ben conscio della umana debolezza, ha promesso a san Pietro e a tutti i suoi seguaci; e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa! La Chiesa non \u00e8 sola, non lo \u00e8 mai stata e non lo sar\u00e0; la Chiesa non \u00e8 fatta solo degli uomini i quali confessano che Ges\u00f9 \u00e8 la Via, la Verit\u00e0 e la Vita; la Chiesa \u00e8 amata dal Padre, guidata dal Figlio e ispirata dallo Spirito Santo. Anche se gli uomini, nella loro debolezza, vacillano e a che se dovessero cadere, la Chiesa non cadr\u00e0. Ha superato altri momenti terribili; superer\u00e0 anche questo presente. Di ci\u00f2 non possiamo dubitare, perch\u00e9 sarebbe come dubitare della promessa di Ges\u00f9 Cristo. E tuttavia, non possiamo nemmeno cullarci nella riposante certezza che tutto finir\u00e0 bene, perch\u00e9 Cristo, per far trionfare la sua Chiesa, ha bisogno di tutto il nostro impegno, di tutta la nostra disponibilit\u00e0 al sacrificio: <em>Chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua<\/em>. Cristo ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno sulla Chiesa, ma non che essa non potr\u00e0 venire sottoposta a delle prove. Al contrario: ce lo ha predetto: <em>Simone, Simone, ecco satana ha chiesto di vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perch\u00e9 non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli<\/em> (<em>Lc<\/em>., 22, 31-32). Ges\u00f9, dunque, non ha mai detto che i membri della sua Chiesa non saranno tentati o che non potranno cader; anzi, ha detto che il diavolo li vuole vagliare come si vaglia il grano: in compenso, ha assicurato che pregher\u00e0 per loro. E se Ges\u00f9 \u00e8 con noi, chi mai potr\u00e0 prevalere contro di noi?<\/p>\n<p>Possiamo essere certi, dunque che, con l&#8217;aiuto soprannaturale di Ges\u00f9, la sua Chiesa riuscir\u00e0 a superare anche questa crisi che stiamo vivendo e che appare pi\u00f9 insidiosa di tutte le altre, perch\u00e9 essa parte essenzialmente dall&#8217;interno e non dai nemici esterni. Ogni giorno vediamo dei pastori che cadono nell&#8217;errore, che spacciano per dottrina la loro apostasia e che si vantano delle loro affermazioni eretiche, delle quali dovrebbero piuttosto vergognarsi; e tuttavia possiamo stare certi che, non visto, non percepito, ogni giorno si verifica pure il fenomeno opposto: che anime gi\u00e0 distaccate dalla Chiesa, stanno tornando ad essa; che uomini e donne che avevano smesso di credere in lei, o che non vi avevano mai creduto, si stanno avvicinando alla sua eterna verit\u00e0, attratti da quella luce misteriosa e inestinguibile che brilla da lei, a dispetto della insufficienza e, non di rado, della colpevole debolezza degli uomini. Non sono gli uomini, infatti, che attirano nuove adesioni alla Chiesa, ma \u00e8 Cristo, che agisce per mezzo di essi: tale \u00e8 anche l&#8217;opera dei Santi: non sono i Santi, in se stessi, a operare i prodigi, compreso il prodigio delle conversioni, ma la luce di Dio, che brilla nei loro volti, nei loro gesti e nelle loro parole, e che dispiega, attraverso di loro, il suo fascino irresistibile, incommensurabilmente superiore al fascino e all&#8217;attrattiva di qualsiasi cosa che sia puramente umana. Allo stesso modo, possiamo stare certi che i nemici della Chiesa non sono solamente umani; che contro di essa combattono le forze del male superiore all&#8217;umano, e che all&#8217;origine di esse c&#8217;\u00e8 ancora e sempre lui, il diavolo, l&#8217;antico avversario, che fin dalle origini della storia tenta in ogni modo di ostacolare e di far fallire la relazione d&#8217;amore che Dio non si stanca di voler ristabilire con le sue creature. Lo vediamo presente e attivo anche nella vita di Cristo: dalla strage dei bambini innocenti, alle tentazioni nel deserto, fino all&#8217;ultima tentazione, nell&#8217;orto degli ulivi: quella di rifiutare il calice della Passione; lo vediamo presente ed attivo nel tradimento di Giuda Iscariote e nel rinnegamento di Pietro; nella spietata malignit\u00e0 del Sinedrio, come pure nell&#8217;accecamento bestiale della folla, che grida a Pilato: <em>Crocifiggilo! Crocifiggilo!<\/em> (s\u00ec, lo sappiamo questo pensiero non \u00e8 carino e non \u00e8 neanche politicamente corretto nei confronti dei cari &quot;fratelli maggiori&quot;; pazienza, <em>sed magis amica veritas<\/em>). E dunque perch\u00e9 non dovrebbe essere attivo e presente anche oggi, che la partita fra lui e Dio per la salvezza dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 divenuta, per un insieme di ragioni, una partita mondiale, come mai lo \u00e8 stata? Perci\u00f2, come dice san Paolo (<em>Ef.,<\/em> 6, 10-12), <em>attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell&#8217;armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non \u00e8 contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potest\u00e0, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti<\/em>. Avanti, allora: non siamo soli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo tre o quattro secoli di civilt\u00e0 moderna, possiamo misurare i disastri che l&#8217;allontanamento degli uomini da Dio ha provocato. 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