{"id":28237,"date":"2021-12-30T07:28:00","date_gmt":"2021-12-30T07:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/30\/quello-di-dio-e-un-problema-filosofico-o-religioso\/"},"modified":"2021-12-30T07:28:00","modified_gmt":"2021-12-30T07:28:00","slug":"quello-di-dio-e-un-problema-filosofico-o-religioso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/12\/30\/quello-di-dio-e-un-problema-filosofico-o-religioso\/","title":{"rendered":"Quello di Dio \u00e8 un &#8220;problema&#8221; filosofico o religioso?"},"content":{"rendered":"<p>Il pensiero religioso di Payaleo Carabellese, un filosofo del quale ci eravamo gi\u00e0 occupati in un precedente articolo (<em>O la Chiesa domina il mondo, o ne viene dominata?<\/em>, pubblicato sul sito della Accademia Nuova Italia il 26\/09\/21) offe un buon esempio di come i pensatori contemporanei trovano difficolt\u00e0 ad affrontare il tema di Dio, ossessionati, come sono, dal timore di scivolare sul terreno della &quot;fede&quot;, cio\u00e8 di non essere sufficientemente distaccati e obiettivi sul piano dell&#8217;indagine e della riflessione razionale. Strano timore, visto che da almeno ottocento anni san Tommaso d&#8217;Aquino ha mostrato che si pu\u00f2 essere grandi filosofi e grandi teologi senza confondere affatto le due cose, e tenendo ben distinte la via razionale per giungere alla conoscenza di Dio, da quella che viene dalla Rivelazione, per il tramite della grazia. E tuttavia, rispetto alla rozza semplificazione di Hegel, per il quale la filosofia \u00e8 superiore alla religione, perch\u00e9 la filosofia \u00e8 la forma pi\u00f9 alta dell&#8217;attivit\u00e0 speculativa, e quindi, per esempio, il Ges\u00f9 &quot;spiegato&quot; dalla sua filosofia \u00e8 certamente superiore, pi\u00f9 vero e pi\u00f9 saggio, del Ges\u00f9 annunciato dalla Chiesa cattolica, con Pantaleo Carabellese c&#8217;\u00e8 almeno il tentativo di separare i due ambiti senza affermare la superiorit\u00e0 dell&#8217;uno sull&#8217;altro, ma cercando semmai in che modo essi possano divenire complementari. Che \u00e8, se non altro, un modo di tornare alla lezione tomista, e sia pure partendo da una prospettiva radicalmente diversa, vale a dire assumendo alcune categorie della modernit\u00e0 che poi, di per se stesse, formano un diaframma insuperabile per recuperare il pensiero di Dio nella forma che \u00e8 pi\u00f9 naturale al pensiero stesso, ossia facendone un <em>problema<\/em>, che, come tutti i problemi di questo mondo (peccato per\u00f2 che Dio non \u00e8 una realt\u00e0 di questo mondo) vanno affrontati e risolti muovendo dall&#8217;assunto che bisogna sbarazzarsi di loro come ci si sbarazza di un fastidio o, quanto meno, di una preoccupazione che complica la vita.<\/p>\n<p>Luigi Cimmino, autore d&#8217;una scrupolosa monografia sul problema religioso nel contesto del pensiero di Pantaleo Carabellese, cos\u00ec riassume la questione, prima di passare a esporre la concezione personale del filosofo nel suo svolgimento organico (da: L. Cimmino, <em>Carabellese. Il problema dell&#8217;esistenza di Dio<\/em>, Roma, Edizioni Studium, 1983, pp. 121-125):<\/p>\n<p><em>\u00c8 il problema di Dio soltanto un problema religioso? Che non vi sia religione senza Dio non v&#8217;ha dubbio. Ma il problema di Dio \u00e8, come tale, proposto alla filosofia dalla religione e dalla religione soltanto? Ammettere ci\u00f2 \u00e8 dire o che la religione come tale esaurisca tutta l&#8217;attivit\u00e0 spirituale, o che vi sia una attivit\u00e0 spirituale dalla quale possa essere assente Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8, almeno a mio avviso, evidente che l&#8217;impostazione tradizionale tacitamente ammette questo secondo significato del presupposto; l&#8217;ammette senza esplicarselo (il presupposto non pu\u00f2 avere un significato esplicito da chi lo ha come presupposto). La religione, infatti, quando propone alla ragione dimostrativa il problema di Dio che a lei interessa, non si presenta come una indeterminata forma spirituale, o come tutta l&#8217;attivit\u00e0 spirituale; si presenta, vedemmo, come fede. E per di pi\u00f9 come fede che esige che si risolva il problema della esistenza di Dio, cio\u00e8 come fede intesa quale specifica esperienza di Dio. E se di Dio \u00e8 forma spirituale specifica proprio come sua speciale esperienza, soltanto quella religiosa, Dio non caratterizzer\u00e0 nessun&#8217;altra esperienza spirituale. Ora basta anche soltanto che questo presupposto esca dalla sua forma di presupposto e si faccia esplicitamente presente, perch\u00e9 se ne veda tutta la fallacia in questo suo secondo significato. Quella attivit\u00e0 spirituale da cui Dio fosse assente, rinnegherebbe il concetto stesso di Dio, che richiede comunque lo si interpreti, che Egli sia principio di ogni essere, di ogni attivit\u00e0 e pi\u00f9 ancora quindi di ogni spiritualit\u00e0. Basta ammettere un sola forma di attivit\u00e0 spirituale, da cui sia assente Dio perch\u00e9 Dio sia in tutto e per tutto negato.<\/em><\/p>\n<p><em>E quando ci\u00f2 si consideri, a voler ancora conservare quel presupposto, bisognerebbe dargli il primo significati e vedere nella forma spirituale della religiosit\u00e0 l&#8217;unica forma concreta di spiritualit\u00e0: la religione sarebbe attivit\u00e0 spirituale, tutta ed intera. Ma cos\u00ec non avremmo che annullata la religione nella sua specifica forma di fede, di certezza quindi che non consente problematicit\u00e0. Diremmo religione la stessa spiritualit\u00e0 attiva, ma in verit\u00e0 di religione non si parlerebbe pi\u00f9: dove tutto \u00e8 religione, nulla \u00e8 religione. E anche in tal caso quindi il presupposto svanisce: la religione, annullata come specifica coscienza di Dio, non avrebbe, in questo suo annullamento, da proporne problema.<\/em><\/p>\n<p><em>Il problema di Dio, dunque come problema, non nasce dalla esigenza religiosa: nasce dalla esigenza oggettiva della coscienza nella riflessione filosofica. Come \u00e8 possibile che nella coscienza ci sia l&#8217;essere in s\u00e9? \u00c8 quindi porre tutto il problema della oggettivit\u00e0 spirituale, tutto il problema dell&#8217;essere in s\u00e9.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando il problema di Dio liberiamo da questa subordinazione alla religione,allora anche vediamo confermata la natura della religione come pura adorazione. Finch\u00e9 la filosofia ripeter\u00e0 dalla religione il problema di Dio, la religione sar\u00e0 concepita come speciale esperienza inadeguata a provare l&#8217;esistenza del principio da cui proviene. Il riconoscere che la filosofia pone il problema di Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 il suo oggetto, rende possibile alla religione abbandonare quel suo concetto realistico e il profondarsi e purificarsi nella sua propria essenza. E si pu\u00f2 vedere allora con chiarezza che nella fede il credente, pur chiuso nella propria singolarit\u00e0 spirituale (&#8230;), sente, vive come costitutivo di questa, implicito, inespresso nella reciproca attivit\u00e0 alterna, quell&#8217;assoluto Spirito che da tutti si intende come Dio, e in questo riposa, non bramoso che glie se ne dimostri l&#8217;esistenza, ma sublimandosi, amoroso e timoroso, in questa assoluta inseit\u00e0, da cui pur sente che parte quella alterit\u00e0 in cui egli vive con qualunque opera che egli faccia, costituito com&#8217;\u00e8, di assoluta essenza. E persuasi di questo, non andr\u00e0 cercando tra gli altri o al di l\u00e0 degli altri Dio, per distinguerlo da essi e porsi in rapporto di alterit\u00e0 solo con lui. Il soggetto che vive la fede non sente l&#8217;alterit\u00e0, mentre pur si chiude strettamente in essa. \u00c8 questa la trascendenza religiosa: \u00e8 esistenza che vive nell&#8217;assoluto il proprio principio; e perci\u00f2 \u00e8 certezza, \u00e8 riposo, \u00e8 beatitudine. Certezza, riposo, beatitudine che non \u00e8 concretezza, ma condizione trascendentale di questa.<\/em><\/p>\n<p><em>Non l&#8217;esistenza di Dio, che l&#8217;inabisserebbe nel nulla, sente il credente, ma l&#8217;esistenza pura dell&#8217;io, costituita da quell&#8217;unico assoluto oggetto, che \u00e8 un s\u00e9, e che perci\u00f2 non ha una sua propria esistenza. Il credente sente nell&#8217;io l&#8217;inseit\u00e0 e si bea in questa trascendenza, Scambiare quell&#8217;inseit\u00e0 sentita nell&#8217;io con un tu che costringe a negarsi, non \u00e8 essere nella religione, \u00e8 fare una falsa filosofia della religione. E da questa falsa filosofia non si pu\u00f2 uscire fino a che il problema di Dio non sia impostato come problema filosofico. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>La religione \u00e8 adorazione, perch\u00e9 \u00e8 certezza; la filosofia \u00e8 dimostrazione, perch\u00e9 \u00e8 problema.<\/em><\/p>\n<p>Abbiamo diverse riserve e obiezioni da fare al ragionamento di Pantaleo Carabellese circa la questione &quot;Dio&quot;.<\/p>\n<p>Anzitutto, non \u00e8 vero che non si d\u00e0 religione senza la nozione di Dio. Questo \u00e8 vero nell&#8217;ambito della cultura occidentale; nelle culture orientali le cose stanno altrimenti. Il buddhismo, in quanto religione (perch\u00e9, senza dubbio, \u00e8 <em>anche<\/em> una filosofia) \u00e8 sostanzialmente agnostico. Interrogato sull&#8217;esistenza di Dio, Buddha rispose al discepolo Ananda che si dichiarava ateo o teista a seconda di chi lo interrogava in proposito; agli agnostici, poi, confermava di non sapere nulla e negava di essere un illuminato. La verit\u00e0 \u00e8 che Buddha pensava che ciascuno deve fare da s\u00e9 l&#8217;esperienza del divino, oppure no; ma che non serve a nulla predicare qualcosa sull&#8217;argomento a chi non \u00e8 pronto per capire. Quanto al confucianesimo e al taoismo, \u00e8 noto che n\u00e9 l&#8217;uno, n\u00e9 l&#8217;altro si esprimono chiaramente, n\u00e9 fanno di Dio, o degli d\u00e8i, il centro del loro messaggio. Dunque, in gran parte dell&#8217;Asia, milioni e milioni di persone sono state cresciute all&#8217;interno di &quot;religioni&quot; che non fanno di Dio il cuore della devozione; taoismo e buddismo, peraltro, sembrano inclinare verso una concezione panteista, e concentrare i loro sforzi verso l&#8217;auto-divinizzazione dell&#8217;uomo, attraverso la scoperta che l&#8217;uomo \u00e8 parte del Tutto, \u00e8 una cosa sola col Tutto, e quindi \u00e8 una cosa sola con il divino che pervade il Tutto.<\/p>\n<p>In secondo luogo, l&#8217;affermazione che <em>basta ammettere un sola forma di attivit\u00e0 spirituale, da cui sia assente Dio perch\u00e9 Dio sia in tutto e per tutto negato,<\/em> ci sembra avventata e apodittica. Di fatto, esistono numerose forme di spiritualit\u00e0 che prescindono dall&#8217;esistenza di Dio, o che l&#8217;ammettono, ma in senso del tutto capovolto rispetto alla teologia. Al primo tipo appartengono il buddismo, il taoismo, lo yoga, la teosofia, l&#8217;antroposofia: sono forme di spiritualit\u00e0 che non ci persuadono o che non ci piacciono, specialmente le ultime, ma \u00e8 innegabile che fanno appello alla dimensione spirituale. Al secondo tipo appartengono la magia, l&#8217;occultismo, il satanismo: la loro \u00e8 una spiritualit\u00e0 deviata o addirittura rovesciata, ma \u00e8, anch&#8217;essa, una forma di spiritualit\u00e0: il fatto che i loro cultori si rivolgano alle forze oscure non significa che non credano alla loro esistenza o che abbiano una prospettiva immanentista e materialista.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la domanda se del problema di Dio debba occuparsi unicamente la religione, o se la filosofia debba occuparsene in maniera del tutto autonoma, e quindi sciolta da ogni implicazione di fede, \u00e8 stata superata da secoli, nell&#8217;ambito stesso del pensiero cristiano. Come ignorare che san Tommaso d&#8217;Aquino ha riconciliato la ragione e la fede, proprio separandone i percorsi, per poi constatare che esse, ciascuna per conto proprio, giungono alla medesima meta? \u00c8 merito di san Tommaso, che riprende la grande filosofia di Aristotele, aver restituito alla filosofia la propria sfera autonoma di ricerca e aver impostato le domande su Dio in senso rigorosamente razionale. Si noti per\u00f2 che, nella prospettiva tomista, Dio non \u00e8 in alcun modo un &quot;problema&quot;: lo \u00e8 per il pensiero moderno, proprio perch\u00e9 il pensiero moderno \u00e8 giunto alla negazione di Dio, o alla insolubilit\u00e0 della questione, avendo assunto Dio come il limite alla libert\u00e0 dell&#8217;uomo, un limite che doveva essere abbattuto e oltrepassato per rivendicare una sfera di libert\u00e0 maggiore, anzi assoluta. Ma per l&#8217;uomo cristiano, cosciente del fatto che tutte le creature, e anche la creatura pi\u00f9 perfetta, l&#8217;uomo, non possono che essere limitate a paragone del loro Creatore, Dio non \u00e8 un problema, perch\u00e9 quel limite gli appare come una cosa perfettamente naturale. Non esiste nulla di terreno che non abbia un limite: anzi \u00e8 necessario che tutto abbia un limite, perch\u00e9 solo cos\u00ec pu\u00f2 essere se stesso. Se non vi fossero limiti, le cose sarebbe confuse, sovrapposte, indistinte; \u00e8 la realt\u00e0 del limite che le fa sussistere come realt\u00e0 indipendenti e permette loro di concentrarsi sul proprio perfezionamento. Laddove \u00e8 la gnosi, specialmente nella forma alchemica e occultistica, che persegue il sogno di far evaporare gli enti l&#8217;uno nell&#8217;altro, di renderli intercambiabili, di dissolverli e ricostruirli secondo la volont\u00e0 del&#8217;uomo, ossia del &quot;magio&quot;: la sua formula preferita \u00e8, infatti <em>solve et coagula<\/em>, oppure <em>cos\u00ec sopra come sotto.<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso, san Tommaso ha dimostrato che a Dio si giunge con la ragione naturale tanto quanto con la fede; i filosofi moderni, che giudicano insufficienti e &quot;superate&quot; le cinque prove della sua esistenza, devono perci\u00f2 affrontare la questione da capo e la vedono come un problema, cio\u00e8 come qualcosa di difficile e irritante, mentre \u00e8 noto che l&#8217;uomo moderno odia le cose difficili e irritanti, perch\u00e9 sfuggono al suo controllo e al suo bisogno compulsivo di controllare tutto. Ma Dio \u00e8 un problema solo per chi vive male il fatto che Dio esista; e affermare che il problema dell&#8217;esistenza di Dio \u00e8 cosa distinta dalla realt\u00e0 di Dio, perch\u00e9, come affermava Carabellese, Dio \u00e8 l&#8217;essere in s\u00e9, mentre l&#8217;esistere \u00e8 essere in relazione, e dunque affermare l&#8217;esistenza di Dio equivarrebbe, di fatto, a negarla, questo a noi sembra poco pi\u00f9 di un gioco di parole, un paradosso logico che scaturisce dalla pretesa di affrontare Dio come un &quot;problema&quot; invece di accettarne la nozione come un <em>fatto<\/em> perfettamente naturale, che nasce spontaneo nel cuore dell&#8217;uomo da che l&#8217;uomo esiste. Perch\u00e9 non \u00e8 stato trovato un solo popolo, per quanto primitivo, che non avesse una qualche nozione del divino, e non tributasse alle divinit\u00e0, agli spiriti o agli esseri superiori una qualche forma di culto. Da questo punto di vista, taoismo e buddismo, cos\u00ec come l&#8217;epicureismo, che \u00e8 una forma di ateismo pratico (gli d\u00e8i ci sono, ma \u00e8 come se non ci fossero, perch\u00e9 non s&#8217;interessano al mondo degli uomini) appaiono come fenomeni tardi e per certi aspetti degenerativi di una credenza originaria che, per quanto assumesse talvolta forme discutibili o mostruose, come nel caso dei sacrifici umani o di altre pratiche orribili fatte in nome delle divinit\u00e0, ha sempre caratterizzato la storia umana, almeno da che l&#8217;uomo pu\u00f2 essere riconosciuto come tale, cio\u00e8 dotato di coscienza autonoma, di pensiero e di gusto del bello, come \u00e8 attestato dalle pitture rupestri pi\u00f9 antiche (il che non va confuso con la teoria evoluzionista, perch\u00e9 ci\u00f2 di cui stiamo parlando non \u00e8 l&#8217;uomo in s\u00e9, creato perfetto da Dio, ma l&#8217;uomo in quanto riconoscibile dalle sue testimonianze <em>storiche<\/em> che a noi sono giunte, a partire da una certa epoca).<\/p>\n<p>Si aggiunga che, se esistere \u00e8 relazione, nulla vieta che Dio esista appunto come relazione: di S\u00e9 con S\u00e9 medesimo. Come dice Dante (<em>Par<\/em>., XXXIII, 124-126 :<\/p>\n<p><em>O luce etterna che sola in te sidi,<\/em><\/p>\n<p><em>sola t&#8217;intendi, e da te intelletta<\/em><\/p>\n<p><em>e intendente te ami e arridi!<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 il mistero della santissima Trinit\u00e0: Dio \u00e8 uno ma in tre Persone, e ciascuna di esse gode infinitamente della reciproca compagnia, perch\u00e9 solo Dio pu\u00f2 comprende Se stesso, amare Se steso e gioire pienamente di Se stesso. Del resto, non aveva espresso un concetto simile il pi\u00f9 grande filosofo greco, Aristotele, affermando che Dio \u00e8 il Motore Immobile, Pensiero in atto, ossia Pensiero che pensa se stesso? E dunque l&#8217;alternativa posta da Carabellese: o esistere e non essere Dio, o essere Dio e allora non esistere, perch\u00e9 Dio esisterebbe in maniera solitaria e non gi\u00e0 relazionale, appare del tutto superata. (Ma c&#8217;\u00e8 chi fa di molto, molto peggio: Bergoglio, ad esempio, il quale arriva a bestemmiare che le tre Persone della Santissima Trinit\u00e0 litigano in continuazione fra di loro; oh, ma a porte chiuse: aggiungendo cos\u00ec l&#8217;ipocrisia di un falso pudore, che viene attribuita addirittura a Dio, alla blasfema enormit\u00e0 di aver posto Dio in confitto con Se stesso. E poi si dice che la cultura laica ha portato il pensiero teologico al punto pi\u00f9 basso della sua storia!)<\/p>\n<p>Quando poi diciamo che Dio, per l&#8217;uomo moderno, ha cessato di essere un fatto, per diventare un problema, non ci riferiamo (solo) a Cartesio, Kant o Hegel, ma, per certi aspetti, gi\u00e0 all&#8217;uomo medievale: perch\u00e9 la modernit\u00e0, come nuovo orientamento del pensiero, inizia assai prima della fine del Medioevo.<\/p>\n<p>\u00c8 noto che Gaunilone, nel Mille, contestava le prove dell&#8217;esistenza di Dio fornite da Anselmo d&#8217;Aosta, e in particolare, l&#8217;affermazione che la sua esistenza \u00e8 provata dal fatto che l&#8217;esistenza di un ente \u00e8 cosa pi\u00f9 perfetta del semplice pensiero di quell&#8217;ente, per cui Dio, essere perfettissimo, non pu\u00f2 mancare di quella perfezione che \u00e8 l&#8217;esistenza. Gaunilone obiettava che anche le idee false esistono, ma esistono solo nella nostra mente; per cui, a rigore, non possiamo inferire l&#8217;esistenza di Dio dal fatto che di Lui abbiamo l&#8217;idea. S. Anselmo ragionava secondo il buon senso istintivo, in Gaunilone cominciava gi\u00e0 a serpeggiare l&#8217;atteggiamento inquieto e ipercritico caratteristico della modernit\u00e0, vale a dire di segreta invidia verso Dio e dal bisogno tormentoso di contraddire le fonti della certezza su di Lui per mezzo di sofismi. San Tommaso d&#8217;Aquino poi, introducendo la distinzione fra essenza ed esistenza, avrebbe mostrato che tutto ci\u00f2 che pensiamo nasce da un&#8217;esperienza sensibile (<em>nihil in intellectu nisi prius in sensu<\/em>), risalendo da ci\u00f2 che \u00e8 particolare verso ci\u00f2 che \u00e8 universale. Il che da un lato accoglie le obiezioni di Gaunilone al ragionamento puramente astratto, ma dall&#8217;altro le supera, perch\u00e9 se noi pensiamo Dio, ci\u00f2 significa che ne abbiamo una qualche nozione tratta dalla sfera della nostra esperienza sensibile, ad esempio osservando che tutto ci\u00f2 che si muove \u00e8 mosso da qualcos&#8217;altro: e ovviamente non si pu\u00f2 procedere all&#8217;infinito con la catena degli enti motori. Perci\u00f2 quando Carabellese sostiene che l&#8217;idea di Dio, al credente, si presenta come fede, cio\u00e8 come certezza, mentre le questioni filosofiche si pongono perch\u00e9 sono percepite come problemi che richiedono una dimostrazione, sembra confondere i piani del pensiero razionale e della fede, che pur san Tommaso aveva cos\u00ec bene delimitati.<\/p>\n<p>In conclusione. Nessuno pone in dubbio che la ragione naturale possa e debba seguire una sua strada indipendente nel cercare Dio e nel dimostrarne l&#8217;esistenza. Non \u00e8 vero, per\u00f2, che non possa arrivare a Dio in accordo con la fede, cio\u00e8 con il dato della Rivelazione mediata dalla grazia. Ricordiamo l&#8217;aurea massima tomista: la grazia perfeziona la natura, non l&#8217;abolisce. E ci\u00f2 vale anche e soprattutto per la ragione, che Dio ha dato all&#8217;uomo appunto perch\u00e9 questi possa giungere a Lui&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pensiero religioso di Payaleo Carabellese, un filosofo del quale ci eravamo gi\u00e0 occupati in un precedente articolo (O la Chiesa domina il mondo, o ne<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,141,153],"class_list":["post-28237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-filosofia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28237\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}