{"id":28236,"date":"2020-05-22T02:47:00","date_gmt":"2020-05-22T02:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/22\/quello-che-passa-e-quello-che-resta\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:44","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:44","slug":"quello-che-passa-e-quello-che-resta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/05\/22\/quello-che-passa-e-quello-che-resta\/","title":{"rendered":"Quello che passa e quello che resta"},"content":{"rendered":"<p>Tutta la vita umana \u00e8 scandita dallo scorrere del tempo e perci\u00f2 da un continuo, inarrestabile lasciarsi indietro le cose, le persone, le situazioni; e lasciarsi indietro anche la parte di noi stessi che eravamo ieri e che ora non \u00e8 pi\u00f9. Gli antichi lo sapevano bene e ancor meglio lo sapevano i cristiani, nella grande stagione della civilt\u00e0 medievale: tutto passa, tutto scorrere, la vita terrena corre verso la fine, come il fiume corre verso il mare. <em>Memento, homo, quia pulvis es et in pulverem reverteris<\/em>: ricordati, o uomo, che sei polvere e in polvere ritornerai. Oggi la falsa chiesa conciliare ha abolito perfino questa formula, preziosa e utilissima quant&#8217;altre mai; e ha fatto male, perch\u00e9 si \u00e8 messa, anche in ci\u00f2, sulla scia del mondo, il mondo che non vuol pensare al tempo e alla morte, ma solo al godimento presente. Riflettere su questa verit\u00e0 era, ed \u00e8, un indispensabile esercizio per restare agganciati alla realt\u00e0 e non smarrire il senso del limite, n\u00e9 coltivare, magari inconsciamente, impossibili sogni di potenza e di rivincita contro la morte. Non c&#8217;\u00e8 alcuna rivincita, beninteso finch\u00e9 ci troviamo sul piano materiale: la morte \u00e8 l&#8217;ultima parola, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che nasce deve morire e tutto ci\u00f2 che ha un principio deve avere anche una fine. Per quanto riguarda la dimensione del finito, la morte avr\u00e0 sempre l&#8217;ultima parola e questo vale per il mendicante come per l&#8217;imperatore, senza eccezione alcuna.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, la differenza fra il cristiano e chi non lo \u00e8 si vede proprio dal diverso atteggiamento nei confronti di tale consapevolezza. Il cristiano possiede una speranza che non \u00e8 di origine umana, ma divina; non s&#8217;illude n\u00e9 s&#8217;inganna quanto all&#8217;ineluttabilit\u00e0 della morte, ma guarda oltre, perch\u00e9 sa che la vita del corpo non \u00e8 la vita tutta quanta, anzi che non \u00e8 la vita vera, ma solo il necessario preambolo di essa. Il cristiano dunque \u00e8 e resta fondamentalmente un uomo di speranza, anche di fronte al mistero angoscioso della morte. Chi rifiuta il cristianesimo \u00e8 un uomo della disperazione, anche se pu\u00f2 mascherare abilmente questo fatto e sfoggiare davanti a quel mistero una disinvoltura che non pu\u00f2 avere, e che, se realmente l&#8217;avesse, dimostrerebbe solo quanto arida e vuota \u00e8 la sua dimensione interiore, perch\u00e9 davanti al mistero della morte \u00e8 umano, ed \u00e8 giusto, sentirsi turbati fino al profondo del proprio essere. Perfino Ges\u00f9 rimase scosso e turbato dalla morte del suo amico Lazzaro (<em>Gv<\/em> 11, 32-36):<\/p>\n<p><em>Maria, dunque, quando giunse dov&#8217;era Ges\u00f9, vistolo si gett\u00f2 ai suoi piedi dicendo: \u00abSignore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!\u00bb.\u00a0Ges\u00f9 allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turb\u00f2 e disse: \u00abDove l&#8217;avete posto?\u00bb. Gli dissero: \u00abSignore, vieni a vedere!\u00bb.\u00a0Ges\u00f9 scoppi\u00f2 in pianto. Dissero allora i Giudei: \u00abVedi come lo amava!\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec pure di fronte al mistero, meno drammatico in apparenza, ma altrettanto severo e ineluttabile, dello scorrere inesorabile del tempo. C&#8217;\u00e8 una profondit\u00e0 abissale nel <em>pensiero<\/em> del tempo che scorre, mentre un brivido arcano attraversa l&#8217;anima e la lascia sbigottita di fronte alla <em>constatazione<\/em> di tale scorrere inarrestabile e ineluttabile. E questa \u00e8 una scoperta che sopraggiunge quando si \u00e8 in et\u00e0 da avere dei nipoti &#8212; non importa se i nipoti arrivano davvero, o no &#8212; cio\u00e8 quando una nuova generazione ha fatto il suo ciclo, dalla nascita all&#8217;et\u00e0 fertile, e adesso \u00e8 pronta a fare la sua comparsa una seconda generazione, e ciascuna di esse vede o vedr\u00e0 il mondo in una maniera sostanzialmente diversa da come lo hanno visto e conosciuto quelli che sono diventati genitori e ora potrebbero essere nonni. Anche in questa scoperta vi \u00e8 qualcosa di drammatico, di lacerante, anche se parrebbe meno drammatico della realt\u00e0 della morte. Perch\u00e9 \u00e8 come scoprire che si muore ogni giorno, lentamente e insensibilmente, ma inesorabilmente: una cosa che ciascuno sa a livello teorico, ma che solo arrivati a una certa et\u00e0 si comincia a <em>constatare<\/em>. Vivere \u00e8 vivere nel tempo, dunque \u00e8 un incessante morire. Si muore ogni volta che una persona cara se ne va, anzi ogni volta che muore un semplice conoscente; ogni volta che una vecchia bottega o un&#8217;osteria abbassa la saracinesca per l&#8217;ultima sera; ogni volta che una vecchia casa viene abbattuta e un nuovo condominio viene costruito al suo posto; ogni volta che un prato viene asfaltato e un&#8217;autostrada passa l\u00e0 dove prima volavano le farfalle o gracidavano le rane. Non importa per chi suona la campana: suona per te, suona per tutti e per ciascuno: anche per il giovanotto che ora va fiero della sua salute e della sua forza, o per la bella ragazza che esulta in cuor suo vedendo la gente voltarsi a guardarla quando passa per la strada: e che anche loro, un giorno, pi\u00f9 presto di quel che non avrebbero immaginato, se pure ci avevano mai pensato, si troveranno sull&#8217;altra riva del fiume, saranno seduti su una panchina o affacciati alla finestra della casa di riposo e vedranno passare, orgogliosa e indifferente, la nuova giovent\u00f9: un&#8217;altra generazione destinata a finire con la vecchiaia e la morte, come tutte le altre che l&#8217;hanno preceduta e quelle che la seguiranno.<\/p>\n<p>S\u00ec, \u00e8 davvero un grande e inquietante mistero quello del tempo che passa, come \u00e8 fonte in un arcano trasalimento fermarsi a osservare l&#8217;acqua che scorre. Chi \u00e8 quel bambino che vi guarda, sorridendo, da una vecchia fotografia un po&#8217; ingiallita? Siete proprio voi? E quell&#8217;altro bambino, e quella bambina, vestiti in maniera cos\u00ec buffa: sono proprio la mamma e il pap\u00e0? Possibile? Dunque sono stati bambini anche loro? E i nonni? Noi li abbiamo sempre visti come persone anziane: ma in quelle vecchissime foto, miracolosamente conservate nel corso degli anni e dei decenni, \u00e8 attestato il fatto indiscutibile che sono stati giovani anche loro, bambini anche loro. Il nonno non ha avuto sempre i capelli bianchi, dunque? No, aveva i capelli neri e il passo elastico di un giovanotto anche lui, come pi\u00f9 tardi i suoi figli e noi suoi nipoti. E la nonna non ha avuto sempre quelle rughe intorno agli occhi e alla bocca: nossignori, \u00e8 stata una bella ragazza bionda, ed era adorabile, e sprizzava gioia di vivere quando ballava (poveri balli di paese, e rari; non certo i fine settimana in discoteca!), quando rideva o anche solo quando camminava per recarsi a fare la spesa. E adesso, dove sono andati? Certo non dentro quella tomba ove ancora portiamo i fiori, ma per una forma di rispetto sociale pi\u00f9 che di vera devozione. No, non sono l\u00ec: se sono da qualche parte &#8212; e il cristiano, questo, lo crede fermamente &#8212; allora sono in un&#8217;altra dimensione. Ci vedono, ci seguono, ma non con gli occhi del corpo perch\u00e9 non hanno pi\u00f9 corpo. Anche noi non avremo pi\u00f9 corpo. Questo che abbiamo ora, invecchier\u00e0 e si raggrinzir\u00e0, come un vestito consumato dai tarli, e alla fine lo dovremo lasciare, e andarcene a che noi. La carne \u00e8 destinata a finire, \u00e8 lo spirito che continua a vivere, finalmente liberato dai ceppi cui era legato. Se il cristiano si scorda di questo, se lo perde di vista nella sua navigazione terrena, allora non \u00e8 pi\u00f9 un cristiano, \u00e8 un misero uomo abbandonato alla paura della morte, come tutti gli altri. Come ricorda il <em>Libro della Sapienza<\/em> (2, 1-9):<\/p>\n<p><em>Dicono fra loro sragionando:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abLa nostra vita \u00e8 breve e triste;<\/em><\/p>\n<p><em>non c&#8217;\u00e8 rimedio, quando l&#8217;uomo muore,<\/em><\/p>\n<p><em>e non si conosce nessuno che liberi dagli inferi.<\/em><\/p>\n<p><em>Siamo nati per caso<\/em><\/p>\n<p><em>e dopo saremo come se non fossimo stati.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 un fumo il soffio delle nostre narici,<\/em><\/p>\n<p><em>il pensiero \u00e8 una scintilla<\/em><\/p>\n<p><em>nel palpito del nostro cuore.<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta spentasi questa, il corpo diventer\u00e0 cenere<\/em><\/p>\n<p><em>e lo spirito si dissiper\u00e0 come aria leggera.<\/em><\/p>\n<p><em>Il nostro nome sar\u00e0 dimenticato con il tempo<\/em><\/p>\n<p><em>e nessuno si ricorder\u00e0 delle nostre opere.<\/em><\/p>\n<p><em>La nostra vita passer\u00e0 come le tracce di una nube,<\/em><\/p>\n<p><em>si disperder\u00e0 come nebbia<\/em><\/p>\n<p><em>scacciata dai raggi del sole<\/em><\/p>\n<p><em>e disciolta dal calore.<\/em><\/p>\n<p><em>La nostra esistenza \u00e8 il passare di un&#8217;ombra<\/em><\/p>\n<p><em>e non c&#8217;\u00e8 ritorno alla nostra morte,<\/em><\/p>\n<p><em>poich\u00e9 il sigillo \u00e8 posto e nessuno torna indietro.<\/em><\/p>\n<p><em>Su, godiamoci i beni presenti,<\/em><\/p>\n<p><em>facciamo uso delle creature con ardore giovanile!<\/em><\/p>\n<p><em>Inebriamoci di vino squisito e di profumi,<\/em><\/p>\n<p><em>non lasciamoci sfuggire il fiore della primavera,<\/em><\/p>\n<p><em>coroniamoci di boccioli di rose prima che avvizziscano;<\/em><\/p>\n<p><em>nessuno di noi manchi alla nostra intemperanza.<\/em><\/p>\n<p><em>Lasciamo dovunque i segni della nostra gioia<\/em><\/p>\n<p><em>perch\u00e9 questo ci spetta, questa \u00e8 la nostra parte.<\/em><\/p>\n<p>Ma il cristiano no. C&#8217;\u00e8 la promessa di Ges\u00f9 Cristo; c&#8217;\u00e8 la testimonianza della sua Resurrezione. Le cose passano, le passioni svaniscono; si dissolvono le cose che credevamo eterne, e tutto viene limato e scalpellato via dall&#8217;opera incessante del tempo. Voler costruire qualcosa di durevole nella dimensione del tempo \u00e8 come voler travasare l&#8217;acqua del mare in una buca scavata nella sabbia della spiaggia. Quando ogni altra cosa \u00e8 caduta, quando svaniscono perfino i ricordi e si stenta a rammentare il volto delle persone care, allora si comprende che tutta la vita terrena \u00e8 poco pi\u00f9 di nulla, e che la sola vita \u00e8 quella di cui parla Ges\u00f9, che \u00e8 vita Lui stesso (<em>Gv<\/em> 6,48-51; 53-58; 63):<\/p>\n<p><em>Io sono il pane della vita.\u00a0I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;\u00a0questo \u00e8 il pane che discende dal cielo, perch\u00e9 chi ne mangia non muoia.\u00a0Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivr\u00e0 in eterno e il pane che io dar\u00f2 \u00e8 la mia carne per la vita del mondo. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell&#8217;uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.\u00a0Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciter\u00f2 nell&#8217;ultimo giorno.\u00a0Perch\u00e9 la mia carne \u00e8 vero cibo e il mio sangue vera bevanda.\u00a0\u00a0Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.\u00a0Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, cos\u00ec anche colui che mangia di me vivr\u00e0 per me.\u00a0Questo \u00e8 il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivr\u00e0 in eterno. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 lo Spirito che d\u00e0 la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita.<\/em><\/p>\n<p>Da queste Sue parole si comprende quale atto gravissimo, quale odioso attentato alla nostra speranza cristiana \u00e8 sta la proibizione, per mesi, di partecipare alla santa Messa e di accostarci al Corpo vivo di Ges\u00f9 Cristo; tanto pi\u00f9 odiosa in quanto ha colpito anche la Domenica di Pasqua, cio\u00e8 la Messa delle Messe, la Messa dalla quale discende ogni altra Messa. Pasqua \u00e8 la Resurrezione di Cristo, e riconciliarsi di Lui in quel giorno significa assaporare, gi\u00e0 ora, la beatitudine della vita eterna. \u00c8 stato da criminali averlo impedito, e quindi \u00e8 un clero criminale quello che si \u00e8 prestato a tale disegno. Strano, per la celebrazione del 25 aprile da parte degli eredi dei partigiani assassini, non c&#8217;era pericolo di contagio. Il pericolo \u00e8 nella santa Messa, nell&#8217;accostarsi al Corpo di Cristo. Per questo la mascherina, i guanti, le pinzette; per questo i parroci scoraggiano la Comunione, pretendono che i parrocchiani ne facciano richiesta e poi qualcuno, non consacrato, la porter\u00e0 loro a domicilio. Come la pizza. Le loro intenzioni sono chiare: abituarci a stare senza l&#8217;Eucarestia, cio\u00e8 a vivere in peccato mortale. Togliere la Resurrezione e lasciare solo la Parola. Poi anche la Parola diverr\u00e0 la parola, una fra le tante: come quella di Buddha, Maometto, Socrate. A questo mirava il perfido slogan: <em>meno Messe, pi\u00f9 Messa<\/em>. Alla fine non ci sar\u00e0 pi\u00f9 la Messa; ci saranno le assemblee del popolo, nelle quali si legger\u00e0 la <em>Bibbia<\/em> e la si commenter\u00e0 liberamente, stravolgendone il senso per togliere il peccato. Poi, basta anche quello. Rester\u00e0 il clima, l&#8217;ambiente, i migranti e Pachamama. Intanto il tempo scorre e la vita se ne va. Arriva il giorno del Giudizio. Guai a voi, falsi pastori. Vi sar\u00e0 chiesto di render conto e non saprete che dire. Allora, ma invano, sar\u00e0 pianto e stridore di denti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutta la vita umana \u00e8 scandita dallo scorrere del tempo e perci\u00f2 da un continuo, inarrestabile lasciarsi indietro le cose, le persone, le situazioni; e lasciarsi<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,120,157],"class_list":["post-28236","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-ebraismo-e-giudaismo","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28236","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28236"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28236\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}