{"id":28232,"date":"2009-10-02T09:36:00","date_gmt":"2009-10-02T09:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/02\/rispetto-sobrieta-forza-danimo-onesta-lealta-autorevolezza-ecco-cio-che-fa-grande-un-popolo\/"},"modified":"2009-10-02T09:36:00","modified_gmt":"2009-10-02T09:36:00","slug":"rispetto-sobrieta-forza-danimo-onesta-lealta-autorevolezza-ecco-cio-che-fa-grande-un-popolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/10\/02\/rispetto-sobrieta-forza-danimo-onesta-lealta-autorevolezza-ecco-cio-che-fa-grande-un-popolo\/","title":{"rendered":"Rispetto, sobriet\u00e0, forza d&#8217;animo, onest\u00e0, lealt\u00e0, autorevolezza: ecco ci\u00f2 che fa grande un popolo"},"content":{"rendered":"<p>Non c&#8217;era bisogno che l&#8217;ultima puntata di \u00abAnnozero\u00bb ci mostrasse, impietosamente, quel che si dice sulla BBC del nostro presidente del Consiglio, per sapere che tutto il mondo sghignazza di lui, e, quel che \u00e8 pi\u00f9 grave, di noi; lo sapevamo gi\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, quel che non sanno, o fanno finta di non sapere, quanti ritengono che il popolo italiano ritrover\u00e0 stima e considerazione nel mondo, non appena il Cavaliere verr\u00e0 rispedito ad Arcore, \u00e8 che non lui soltanto, ma l&#8217;intera classe politica italiana &#8211; di destra e di sinistra &#8211; gode di ben scarsa considerazione nel mondo, e questo gi\u00e0 da molto tempo; non solo la classe politica, ma la classe dirigente (o dovremmo dire dominante?) nel suo complesso; e non solo la classe dirigente, ma il popolo italiano in quanto tale.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l&#8217;amara verit\u00e0, che ci riguarda tutti: dal presidente del Consiglio ai ministri e parlamentari, ai finanzieri, agli industriali, ai dirigenti delle aziende, ai commercianti, agli artigiani ai direttori dei giornali, ai gestori dei servizi, ai presidi delle scuole, agli impiegati pubblici e privati, agli operai, ai coltivatori diretti, e senza dimenticare gli studenti. Non godiamo di grande considerazione nel mondo, perch\u00e9 non ce la meritiamo.<\/p>\n<p>\u00c8 una cosa che balza all&#8217;occhio, a chi viene da fuori: solo noi non ce accorgiamo, come colui che, abitando in una vecchia casa di cui non apre mai porte e finestre, non si rende conto di quanto l&#8217;aria sia pesante e viziata, quasi irrespirabile, per chi venga dall&#8217;esterno.<\/p>\n<p>Si comincia dal paesaggio, la nostra pi\u00f9 grande ricchezza, massacrato da decenni di impudente speculazione edilizia, ma anche di pessima amministrazione locale e di incivilt\u00e0 degli abitanti (vedi l&#8217;emergenza rifiuti); e si consideri la ridicola mitezza della legge contro quanti insozzano l&#8217;ambiente o lo mettono gravemente a rischio.<\/p>\n<p>Le sanzioni sono talmente irrisorie che a molti industriali conviene pagare la mula, se beccati in flagranza di reato, piuttosto che mettere i depuratori nelle loro fabbriche: tanto, c&#8217;\u00e8 il torrente l\u00ec vicino che si presta magnificamente allo scarico dei liquami inquinanti.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, perch\u00e9 il privato cittadino dovrebbe darsi la pena di portare in discarica la vecchia vasca da bagno, il wc o l&#8217;automobile da rottamare, quando c&#8217;\u00e8 il boschetto dietro casa dove si pu\u00f2 scaricare tutto impunemente, tanto nessuno ha mai visto un vigile a memoria d&#8217;uomo, o una guardia forestale, o un finanziere?<\/p>\n<p>Quanto ai piromani, il pi\u00f9 delle volte pagati dalla mafia, dalla camorra o da altre organizzazioni criminali, possono stare certi della quasi assoluta impunit\u00e0, e continuare coscienziosamente a incendiare quel poco di boschi che ci rimangono, ogni estate che Dio manda, per fare spazio ai pascoli o ai terreni edificabili, che renderanno tanti bei quattrini ai palazzinari; altrettanto certi, questi ultimi, che gli amministratori locali faranno come le proverbiali tre scimmiette: non vedranno, non sentiranno e non apriranno bocca (se non, ovviamente, per esigere la loro quota d&#8217;interessi).<\/p>\n<p>E via di questo passo.<\/p>\n<p>Il cittadino che evade le tasse, da noi, \u00e8 un furbo, non un delinquente: le sue imprese sono degne di ammirazione; e, se poi riesce ad essere un evasore totale, ossia del tutto sconosciuto al fisco, poco ci manca che venga considerato un eroe, nonch\u00e9 un genio. Basti pensare che un Italiano su due dichiara al fisco non pi\u00f9 di 1.250 euro d&#8217;imponibile mensile: ma \u00e8 sufficiente girare per le strade e ammirare le automobili, le ville, le vetrine dei negozi, per rendersi conto immediatamente che questa \u00e8 una favola buona per i bambini sotto i tre anni.<\/p>\n<p>Altro che Paradisi fiscali! Il capitalista nostrano non ha bisogno di nascondere i capitali all&#8217;estero: condoni a parte, \u00e8 l&#8217;Italia stessa ad essere un vero e proprio Paradiso fiscale. Con la P maiuscola, come e pi\u00f9 delle isole Cayman, o del Lussemburgo.<\/p>\n<p>Stiamo generalizzando? Forse.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che vi sono molti Italiani che non rispondono a questo clich\u00e9: persone serie, laboriose, frugali, oneste, di parola. Per\u00f2, diciamo la verit\u00e0: sono abbastanza numerosi da dare il tono generale alla nostra societ\u00e0? Gli stranieri la pensano diversamente; e non possiamo autoassolverci ogni volta, dicendo che esiste nel mondo un pregiudizio anti-italiano. Il vittimismo \u00e8 l&#8217;ultima difesa dei pusillanimi e di quanti hanno la coscienza sporca.<\/p>\n<p>Qualche cosa avremo pur fatto, per meritarci lo stereotipo dell&#8217;Italiano disonesto, malfido e cialtrone; a cominciare dal nostro attuale governo che, invece di strillare di improbabili complotti internazionali ai suoi danni, farebbe meglio a non varare delle leggi smaccatamente \u00abad personam\u00bb, ma nell&#8217;interesse comune. Se tutto il mondo ride di esso, e di noi che ce lo siamo scelto, qualche motivo ci sar\u00e0, purtroppo.<\/p>\n<p>L&#8217;abbiamo detto e ridetto pi\u00f9 volte: non ci siamo mai ripresi dalla disfatta morale dell&#8217;8 settembre 1943: da quella che lo storico Ernesto Galli Della Loggia ha giustamente definito \u00abla morte della Patria\u00bb. Siamo ancora quelli del vile e irresponsabile: \u00abTutti a casa!\u00bb, dal re fino all&#8217;ultimo soldato e pubblico amministratore. Siamo ancora quelli, perch\u00e9 non abbiamo mai avuto il coraggio, morale e intellettuale, di affondare il bisturi nella piaga purulenta, e fare onestamente i conti con la nostra storia recente. In compenso, ci siamo inventati il mito degli \u00abItaliani brava gente\u00bb: e ce lo siamo raccontato cos\u00ec bene, che non solo abbiamo finito per crederci, ma siamo perfettamente convinti che lo credano anche gli altri, in ogni parte del mondo.<\/p>\n<p>Curzio Malaparte, ne \u00abLa pelle\u00bb, ha raccontato con sobria, ironica efficacia (qualcuno potrebbe anche dire: cinica), quel clima di disfatta morale, ma anche d&#8217;inverosimile incoscienza e, al tempo stesso, di sfrontata impudenza:<\/p>\n<p>\u00abEra stato per noi un magnifico giorno, quello dell&#8217;8 settembre 1943. [&#8230;] Era stato veramente un bellissimo spettacolo, uno spettacolo divertente. Tutti noi, ufficiali e soldati, facevamo a gara a chi buttava pi\u00f9 &quot;eroicamente&quot; le armi e le bandiere nel fango. [&#8230;] Finita la festa, ci ordinammo in colonna, e cos\u00ec, senz&#8217;armi, senza bandiere, ci avviammo verso i nuovi campi di battaglia, per andare a vincere con gli alleati quella stessa guerra che avevamo gi\u00e0 persa con i tedeschi. Marciavamo a testa alta, fieri di aver insegnato ai popoli di Europa che non c&#8217;\u00e8 ormai altro nodo di vincer le guerre che buttar le proprie armi e le proprie bandiere, eroicamente, nel fango, &quot;ai piedi del primo venuto&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>Non ci siamo mai pi\u00f9 ripresi da quella disfatta, che, prima di essere politica e militare, \u00e8 stata soprattutto morale; siamo ancora e sempre gli stessi: furbi pi\u00f9 che astuti, astuti pi\u00f9 che intelligenti; e, sempre, di una intelligenza a corto respiro, che sa vedere solo i vantaggi immediati e non \u00e8 disposta ad affrontare sacrifici in vista di beni a lungo termine.<\/p>\n<p>Certo, forse il vero problema degli Italiani \u00e8 ancora pi\u00f9 semplice: vale a dire, che siamo un popolo con tanti difetti, perch\u00e9 non siamo un popolo: non lo siamo mai stati, e il tentativo di realizzarlo si \u00e8 infranto, appunto in quell&#8217;8 settembre di sessantasei anni fa, quando la radio diede l&#8217;inverosimile annuncio della resa, e il Paese precipit\u00f2 nel caos pi\u00f9 umiliante.<\/p>\n<p>Ma quali sono le qualit\u00e0 che rendono un popolo serio e affidabile, che rendono una societ\u00e0 degna di rispetto, all&#8217;intero e all&#8217;esterno dei propri confini?<\/p>\n<p>Dovremmo chiederlo ai nostri avi, agli antichi Romani: la risposta sta essenzialmente nel concetto di \u00abmos maiorum\u00bb (ne abbiamo gi\u00e0 parlato in un precedente articolo, intitolato \u00abIl divorzio fra &quot;mos maiorum&quot; e &quot;humanitas&quot; \u00e8 all&#8217;origine della nostra crisi attuale\u00bb, sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice; ma, in quel contesto, ci eravamo occupati degli aspetti generali del problema, e non di quelli specifici della societ\u00e0 italiana odierna).<\/p>\n<p>Scrive Angelo Diotti in \u00abLingua magistra\u00bb (Milano, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 2008, p. 43):<\/p>\n<p>\u00abMos maiorum (letteralmente: &quot;il costume&quot; o &quot;la tradizione degli antenati&quot; \u00e8 un&#8217;espressione che indica l&#8217;insieme dei valori e ideali riconosciuti dai Romani come fondamento della loro societ\u00e0 e identit\u00e0 civile. I costumi degli avi erano l&#8217;esempio da seguire e da tramandare di padre in figlio, a difesa della prosperit\u00e0 dell&#8217;intera collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Elemento cardine del mos maiorum era l&#8217;idea di stato, inteso non come un&#8217;istituzione creata per assicurare il benessere dei singoli cittadini, ma come un patrimonio ideale e materiale che apparteneva a tutto il popolo: la res publica appunto. Per un cittadino romano, quindi, il bene comune era assolutamente preminente rispetto all&#8217;interesse individuale e sua massima aspirazione era poter contribuire personalmente ala grandezza dello stato. [&#8230;]La virt\u00f9 fondamentale del civis era la PIETAS (devozione, rispetto) nei confronti della patria, degli dei e della famiglia.<\/p>\n<p>Le altre virt\u00f9 civili ritenute degne di essere tramandate erano quelle che i cittadini romani vedevano incarnate nelle biografie dei grandi personaggi storici. Esse erano in particolare:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p>la FRUGALITAS (modestia e semplicit\u00e0 di vita, soprattutto come atteggiamento dell&#8217;animo);<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>la FORTITUDO (incorruttibilit\u00e0, forza morale, coraggio valoroso);<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>la PROBITAS o INTEGRITAS (onest\u00e0, nei rapporti privati e pubblici);<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>la GRAVITAS (maest\u00e0, autorevolezza, seriet\u00e0, intesa come senso dell&#8217;onore e della dignit\u00e0 tipico del magistrato e del civis ideale);<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>la FIDES (lealt\u00e0, rispetto della parola data).\u00bb<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>Riassumendo. Una societ\u00e0 i cui cittadini non sentano profondamente l&#8217;esigenza del bene comune, non \u00e8 una vera societ\u00e0, ma un coacervo di egoismi sempre in lotta reciproca, di interessi perennemente protesi a sopraffarsi vicendevolmente.<\/p>\n<p>Ma, per raggiungere l&#8217;obiettivo di instillare nel cuore e nella mente dei propri figli questo valore fondamentale, una societ\u00e0 deve puntare tutte le sue carte sull&#8217;educazione, intesa non solo come scuola, ma anche e soprattutto come buon esempio degli adulti verso i bambini e verso i giovani: a cominciare, ovviamente, dai genitori, che sono i primi educatori in assoluto.<\/p>\n<p>I valori fondamentali, da trasmettere alle giovani generazioni, sono, ancora e sempre, quelli dell&#8217;antico \u00abmos maiorum\u00bb; cambia il contesto sociale, economico, tecnologico, ma i valori di base per il buon funzionamento della societ\u00e0 rimangono sempre gli stessi. Sarebbe un grave errore pensare che una societ\u00e0 tecnologica possa farne a meno, come se si potesse delegare alle macchine l&#8217;orientamento spirituale degli individui.<\/p>\n<p>Oggi, per\u00f2 &#8211; non possiamo nascondercelo, e specialmente nella nostra Italia &#8211; tutto questo \u00e8 molto difficile: secoli di malcostume civile ci hanno reso degli autentici analfabeti della res publica; e il benessere materiale degli ultimi decenni, non \u00e8 altro che una semplice mano di vernice stesa sopra la vecchia ruggine.<\/p>\n<p>Non possediamo pi\u00f9 la &quot;pietas&quot;, perch\u00e9 non proviamo rispetto, n\u00e9, tanto meno, devozione, verso la patria, la divinit\u00e0 o la famiglia.<\/p>\n<p>Non possediamo pi\u00f9 la &quot;frugalitas&quot;, perch\u00e9 siamo diventati sfrenati consumisti; n\u00e9 la &quot;fortitudo&quot;, perch\u00e9 il benessere materiale ci ha fiaccati spiritualmente; n\u00e9 la &quot;probitas&quot;, perch\u00e9 vediamo negli altri e nello Stato solo degli ostacoli da superare o dei polli da spennare; e meno che mai la &quot;gravitas&quot;, perch\u00e9 ci ridurremmo a fare qualunque capriola, come i pagliacci del circo, pur di apparire, magari in televisione. Quanto alla &quot;fides&quot;&#8230;Chi \u00e8 che d\u00e0 ancora un significato alla parola data, all&#8217;impegno assunto, sia esso professionale, morale o di qualunque altro genere? Chi \u00e8 che si scandalizza ancora, se la parola data viene tradita (beninteso, da lui stesso); chi si formalizza ancora per simili bagattelle?<\/p>\n<p>Eppure, dobbiamo ripartire proprio da queste cose: dobbiamo ripartire fin dal piccolo, dall&#8217;esempio quotidiano che diamo ai bambini, se vogliamo essere credibili allorch\u00e9, poi, pretendiamo dai cittadini adulti, un senso dello Stato che non hanno, che non possono avere, perch\u00e9 nessuno glielo ha trasmesso, tranne che a parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;era bisogno che l&#8217;ultima puntata di \u00abAnnozero\u00bb ci mostrasse, impietosamente, quel che si dice sulla BBC del nostro presidente del Consiglio, per sapere che tutto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[178],"class_list":["post-28232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28232"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28232\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}