{"id":28230,"date":"2018-06-18T02:21:00","date_gmt":"2018-06-18T02:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/18\/quello-che-ce-al-fondo\/"},"modified":"2018-06-18T02:21:00","modified_gmt":"2018-06-18T02:21:00","slug":"quello-che-ce-al-fondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/06\/18\/quello-che-ce-al-fondo\/","title":{"rendered":"Quello che c&#8217;\u00e8 al fondo"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa c&#8217;\u00e8 al fondo, ma al fondo vero e proprio, di un determinato essere umano? Per saperlo, evidentemente, bisogna che cadano tutti i veli, dal primo all&#8217;ultimo: solo cos\u00ec si arriva a vedere, o almeno a intravedere, il fondo e a scoprire di che pasta si \u00e8 fatti. Se resta al suo posto anche un solo velo, se rimane sul viso anche una sola maschera, non lo vedremo e non lo sapremo mai; perch\u00e9 la tendenza istintiva di ciascuno \u00e8 quella di coprirsi, e cos\u00ec di nascondersi, di camuffarsi e di passare per ci\u00f2 non \u00e8. Lo fanno tutti, ma specialmente le persone da poco; e la societ\u00e0 di massa \u00e8 la societ\u00e0 delle persone da poco che si contano, misurano la loro forza e impongono le loro regole a tutti e ovunque, tagliando le vette, colmando le buche, in modo da ottenere una uniformit\u00e0 apparente, che esse chiamano democrazia, mentre \u00e8 solo il totalitarismo della mediocrit\u00e0. Ma come si fa a lasciar cadere tutti i veli che coprono le persone, in modo da poterle vedere e giudicare per ci\u00f2 che realmente sono, e non per ci\u00f2 che tentano di apparire?<\/p>\n<p>Immaginiamo che ogni essere umano sia simile a un carciofo. Il carciofo \u00e8 avvolto da un fitto strato di foglie: per arrivare al cuore, alla parte tenera, bisogna levarle una dopo l&#8217;altra. Esiste un modo per sfogliare un essere umano, come si sfoglia una piata di carciofo? S\u00ec: esiste. O meglio, non si tratta di sfogliare, ma di osservare quel che accade quando il vento della vita soffia con pi\u00f9 forza, e comincia a strappar via le foglie che ci avvolgono. Ecco che vola via una prima foglia: \u00e8 l&#8217;insieme dell&#8217;educazione ricevuta, ma che non ha fatto presa sino alle radici della personalit\u00e0; per essere pi\u00f9 esatti: \u00e8 tutto quel che gli altri hanno cercato di appiccicare, ma che non ha trovato il terreno adatto. Succede che questa foglia sia strappata dal vento quando si verifica un brusco, radicale cambiamento di situazioni e di ambiente; quando le vecchie regole, di colpo, non valgono pi\u00f9. Ad esempio, quando uno si ammala seriamente, e viene ricoverato per una lunga degenza; oppure quando viene condannato e finisce in prigione. Tutto quel che prima era utile ed efficace, adesso non serve a nulla; bisogna ripartire da zero. Poi, via una seconda foglia: \u00e8 l&#8217;influenza affettiva dei parenti e degli amici pi\u00f9 intimi. Questa foglia pu\u00f2 &quot;saltare&quot; per effetto di una esperienza sconvolgente, decisiva, che rimette totalmente in discussione quel che prima sembrava chiaro e certo. Per una ragazza o un ragazzo, potrebbe essere una imperiosa vocazione religiosa, una chiamata alla vita del convento, magari del convento di clausura. Basta amici, basta feste, basta vita sociale: solo Dio, la regola dell&#8217;ordine religioso e la preghiera. Poi, via un&#8217;altra foglia ancora: quella della cultura, delle credenze, delle cose imparate a scuola. Succede quando ci si trova catapultati in un nuovo ordine di cose, dove i libri non contano pi\u00f9. Un tempo, poteva essere l&#8217;esperienza del servizio militare; oppure, quella di una esperienza di volontariato internazionale, via da casa per due o tre anni come minimo, presso qualche popolazione affatto sconosciuta. Oppure pu\u00f2 essere quel che succede quando si perde il lavoro, quando si emigra, quando si fa naufragio, materialmente o spiritualmente, in un&#8217;isola deserta, non segnata sulle mappe, o, perlomeno, non segnata sulle proprie mappe concettuali. Per uno studente, pu\u00f2 essere la dura esperienza del lavoro manuale, fra gente rozza, che non ha mai letto libri e che vive la vita come una serie di esperienze concrete, immediate, con pochissimo spazio per la riflessione o la meditazione, dove quel che conta \u00e8 avere buona salute, riflessi pronti e muscoli allenati. E poi, via un&#8217;altra foglia ancora: quella delle abitudini, materiali e mentali; quella della prevedibilit\u00e0, della sicurezza, del dare per scontate le cose; quella che si basa su calcoli, previsioni ragionevoli, pianificazione e organizzazione. Succede quando si \u00e8 costretti a improvvisare, a gettarsi, a rischiare il tutto per tutto. Quando una forza pi\u00f9 grande di noi ci afferra e ci getta avanti, alla disperata, correndo all&#8217;impazzata verso una meta odiata e amata, o tenuta, ma che ci attrae, in qualche maniera misteriosa e apparentemente inspiegabile. Oppure quando ci si vede costretti a buttarsi per necessit\u00e0, per istinto di sopravvivenza, come quando la casa prende fuoco e bisogna saltare dalla finestra, o rassegnarsi a bruciar vivi.<\/p>\n<p>Una persona sopravvissuta a un terremoto, o a una guerra, che ha perduto casa, parenti, amici, lavoro, tutto, \u00e8 simile a un carciofo al quale sono stare strappate via tutte le foglie. \u00c8 rimasta nuda nella sua essenza, nella sua verit\u00e0: ora possiamo vederla come realmente \u00e8, senza veli e senza finzioni. Se maledice la vita se continua a benedirla; se sa amare o soltanto odiare; se vuol fare la vittima o rimboccarsi le maniche; se crede ancora al futuro, oppure no; se l&#8217;amicizia, l&#8217;amore, il dovere, Dio, sono per lei soltanto delle vuote formule, oppure delle cose reali e concrete, che riempiono il suo orizzonte: tutto questo si pu\u00f2 vedere solo adesso, dopo una guerra o un terremoto. Pu\u00f2 anche trattarsi di una guerra di un terremoto metaforici: vi sono eventi, nella vita, che hanno la stesa forza devastante di una guerra e di un terremoto; per esempio, un disastro sentimentale, il tradimento o l&#8217;abbandono della persona amata, il crollo dei propri sogni, la caduta delle istituzioni che si credevano perenni, e sulle quali si faceva affidamento. Un marito che idolatrava sua moglie, che la credeva una nobile natura spirituale, generosa e altruista, e che viene da lei abbandonato, dopo vent&#8217;anni di matrimonio, per un amante giovanissimo e insulso, ma fisicamente pi\u00f9 bello, \u00e8 messo a nudo con la stessa forza di un terremoto che distrugge la casa. Un magistrato che credeva ciecamente alla nobilt\u00e0 della sua professione, che ha sempre servito spassionatamente la giustizia, con fatica e pericoli d&#8217;ogni sorta, e che viene posto a tu per tu con il cinismo del potere, che viene ricattato o che subisce uno scandaloso tentativo di corruzione proprio dai suoi superiori, che egli credeva integerrimi, \u00e8 anch&#8217;egli un uomo che viene spietatamente messo a nudo: il suo mondo crolla da un giorno all&#8217;altro, e potr\u00e0 diventare un disperato oppure rinascere e ricominciare daccapo, ma con pi\u00f9 consapevolezza e maturit\u00e0 di prima. Potremmo fare tanti altri esempi, ma crediamo di esserci spiegati a sufficienza.<\/p>\n<p>Ebbene, c&#8217;\u00e8 una grossa categoria di persone le quali, oggi, si trovano esattamente in questa situazione psicologica e spirituale: di vedersi crollare addosso il loro mondo, la loro casa, le loro certezze, tutte le cose pi\u00f9 care, alle quali avevano legato indissolubilmente la loro esistenza, la loro speranza, il significato pi\u00f9 intimo della loro vita. Stiamo parlando delle persone religiose, dei cattolici, quelli &#8212; beninteso &#8212; per i quali la fede in Dio, nel Dio di Ges\u00f9 Cristo, non \u00e8 un qualcosa di esteriore, di superficiale, di convenzionale, ma \u00e8 una ragione di vita, senza la quale non potrebbero nemmeno alzarsi dal letto la mattina, senza provare noia e disgusto di ogni cosa. Ebbene: i cattolici, oggi, coloro che vivono in profondit\u00e0 la loro fede, che prendono sul serio il Vangelo e non si sono mai sognati di barare con Dio, offrendogli poco in cambio di molto, tutti costoro si trovano nella condizione di un uomo che abbia perduto, di colpo, casa, averi, famiglia, amici, a causa di un terremoto o di un bombardamento, che ha spazzato via dalla faccia della terra la sua casa e, con essa, tutta la sua vita precedente. A partire dal Concilio Vaticano II, in maniera strisciante e relativamente cauta, poi sempre pi\u00f9 un fratta, sempre pi\u00f9 apertamente, specie dopo l&#8217;abdicazione di Benedetto XVI e l&#8217;elezione di Francesco, i cattolici delle ultime generazioni si son visti crollare il mondo addosso, e se ne sono accorti: alcuni assai tardi, ma, proprio per questo, in maniera ancor pi\u00f9 traumatica e dolorosa. Per una persona intimamente religiosa, scoprire che la Chiesa nella quale si \u00e8 nati e si \u00e8 stati battezzati, la Chiesa che ci ha accompagnati in tutte le tappe della vita, che ci ha fornito i valori e gli strumenti intellettuali e morali per fronteggiare le battaglie di cui l&#8217;esistenza \u00e8 fatta, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 stata soffocata (in gran parte, se non del tutto) da una falsa chiesa eretica e apostatica, che parla con lingua biforcuta, che predica massime menzognere, che intrattiene le folle e strappa l&#8217;applauso con atteggiamenti e affermazioni demagogici, contraddicendo frontalmente e platealmente lo spirito e la lettera del vero Vangelo: fare una scoperta del genere, sia che ci\u00f2 avvenga per gradi, poco a poco, sia che si presenti come un&#8217;illuminazione improvvisa ma, purtroppo, chiarissima e inequivocabile, \u00e8 un&#8217;esperienza sommamente traumatica; diciamo pure che \u00e8 un&#8217;esperienza tragica, forse la pi\u00f9 tragica che si possa fare. \u00c8 come scoprire che la propria madre, la propria mamma adorata, della quale si \u00e8 pensato sempre ogni bene possibile, e nella quale si \u00e8 riposta ciecamente ogni fiducia, \u00e8, in realt\u00e0, una creatura egoista e meschina, interessata solo a manipolare gli altri, a servirsi di loro per il proprio interesse, a perseguire il suo vantaggio senza curarsi di niente e di nessuno. Un figlio che facesse tale scoperta, resterebbe scioccato; la stessa cosa accade ora a milioni e milioni di credenti.<\/p>\n<p>Certo, per la maggioranza non \u00e8 cos\u00ec. La maggioranza non si accorge di nulla, o piuttosto non <em>vuole<\/em> accorgersene; \u00e8 pi\u00f9 comodo e pi\u00f9 rassicurante fare come lo struzzo, nascondere la testa o voltarla dall&#8217;altra parte, e sperare che la normalit\u00e0 ritorni al pi\u00f9 presto, cos\u00ec, da se stessa, in qualche modo, come ci si aspetta che dopo un periodo di maltempo torni il sereno. Per\u00f2 la verit\u00e0 \u00e8 che nulla torner\u00e0 come prima e che la Chiesa non rientrer\u00e0 nei suoi binari, non riprender\u00e0 il posto che occupava prima nelle coscienza e nella vita delle persone, se non vi sar\u00e0 una formidabile mobilitazione dei cristiani, la cui premessa necessaria \u00e8 la presa di coscienza di quel che sta accadendo. E quel che sta accadendo \u00e8 un tradimento senza precedenti, perfido perch\u00e9 intenzionale, del vero messaggio di Ges\u00f9 Cristo, per trasformarlo in qualche cosa che riesca gradito allo spirito del mondo: cio\u00e8 la sua negazione totale, ma presentata, astutamente, non come un rifiuto, bens\u00ec come un adattamento. Quando mai Cristo e il mondo hanno parlato, o potrebbero parlare, la stessa lingua? Aver scordato questa semplicissima verit\u00e0, del resto tante volte ribadita da Ges\u00f9 Cristo, nonch\u00e9 dagli Apostoli, dai Padri della Chiesa, dal Magistero, dai Santi e dai teologi (quelli veri: non quelli farlocchi del post-concilio) ci ha portati alla situazione attuale: \u00e8 come se i medici si fossero scordati della regola numero uno della Scuola salernitana: <em>Primum, non nocere<\/em>; o si fossero dimenticati il giuramento d&#8217;Ippocrate: difendere la vita innanzitutto. I cristiani che si sono scordati le parole di Ges\u00f9: <em>Non si possono servire due padroni, Dio e mammona<\/em>, sono quelli che hanno reso possibile la scalata vittoriosa della massoneria ecclesiastica e la conquista del vertice della Chiesa, con tutti i suoi apparati di potere e di propaganda, da parte di un pugno di cardinali e di vescovi che hanno perso la fede in Ges\u00f9 Cristo, ma non hanno certo perso la fede nei poteri di questo mondo: il successo, il denaro, il piacere; una cricca di monsignori corrotti, viziosi, avidi e sodomiti, alcuni anche satanisti, accomunati da una sfrenata ambizione e da un narcisismo patologico, smaniosi di essere acclamati per il loro progressismo, per la loro &quot;umanit\u00e0&quot;, per la loro &quot;comprensione&quot; dei problemi dell&#8217;uomo moderno, cio\u00e8, in altre parole, per aver condotto la Chiesa alla disfatta e alla capitolazione ignominiosa davanti ai poteri del mondo (e intendiamo anche poteri politici ed economici, dal B&#8217;nai B&#8217;rith a Soros, e non solo poteri in senso allegorico e morale). Perch\u00e9 non vi \u00e8 dubbio che il regista ultimo di questa operazione non \u00e8 una creatura di questo mondo, ma il diavolo in persona; per\u00f2 \u00e8 altrettanto vero che anche il diavolo, per realizzare i suoi tenebrosi disegni, ha bisogno di schiavi che lavorino per lui e che facciano il lavoro sporco. Alcuni li prende all&#8217;amo facendo leva sulle loro passioni disordinate, sui loro vizi, sulla loro mancanza di fede; altri li prende all&#8217;amo facendo leva sul loro orgoglio intellettuale, sulla loro presunzione, sulla loro pretesa di sapere di pi\u00f9, di aver capito di pi\u00f9, di essere i &quot;veri&quot; interpreti del Vangelo: e tutti li manovra e li manipola come poveri idioti, servendosi dell&#8217;ingenuit\u00e0 degli uni e della superbia degli altri, ma sempre lasciando intravedere vantaggi immediati: comodit\u00e0, licenze, permissivismo, tolleranza nei confronti di ci\u00f2 che \u00e8 male davanti a Dio. Ai divorziati, fa intravedere un facile perdono; ai sodomiti, assicura che Dio li vuol vedere felicemente &quot;sposati&quot;; agli ambiziosi, suggerisce che la loro ambizione \u00e8 al servizio d&#8217;una nobile causa; agli avidi, d\u00e0 a intendere che la loro avidit\u00e0 serve a finanziare le giuste necessit\u00e0 della Chiesa. Per tutti ha una parola rassicurante, a tutti fa credere la cosa pi\u00f9 facile da credere, la meno impegnativa, quella che risparmia fatiche e sacrifici. Da cosa lo si riconosce, il diavolo che si traveste da uomo di Dio? Dal fatto che non parla mai della cosa essenziale: la Croce. Non parla del peccato e della grazia; non parla della morte e della vita eterna; non parla nemmeno del bene e del male, ma incoraggia il diffondersi di una mentalit\u00e0 relativista e soggettivista, che vada d&#8217;accordo con la mentalit\u00e0 di questo mondo. Quando, per esempio, si vede il cardinale Nichols ringraziare i medici e i giudici, e assicurare che tutto \u00e8 stato fatto per il bene del piccolo Alfie Evans; e quando ci si prende il disturbo di andare a vedere come si \u00e8 svolta la degenza del piccolo, e con quanta lucidit\u00e0, perseveranza e malafede lo si \u00e8 voluto far morire, adottando tutte le strategie possibili perch\u00e9 ci\u00f2 accadesse, ma dissimulando le vere intenzioni di medici e magistrati: quando si odono, dicevamo, le scandalose parole del cardinale Nichols, ecco, allora si \u00e8 in presenza d&#8217;un buon esempio di ci\u00f2 che abbiamo detto: di come il diavolo sa confondere, illudere e strumentalizzare coloro dei quali ha deciso di servirsi per gettare il disordine nelle anime e sovvertire il Vangelo da cima a fono, introducendo un &quot;vangelo&quot; che non \u00e8 certo quello di Ges\u00f9 Cristo, ma semmai il <em>suo<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa c&#8217;\u00e8 al fondo, ma al fondo vero e proprio, di un determinato essere umano? 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