{"id":28221,"date":"2021-05-13T04:09:00","date_gmt":"2021-05-13T04:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/13\/quella-mano-misteriosa-che-pare-agisca-sulla-storia\/"},"modified":"2021-05-13T04:09:00","modified_gmt":"2021-05-13T04:09:00","slug":"quella-mano-misteriosa-che-pare-agisca-sulla-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/05\/13\/quella-mano-misteriosa-che-pare-agisca-sulla-storia\/","title":{"rendered":"Quella mano misteriosa che pare agisca sulla storia"},"content":{"rendered":"<p>Parliamo dello scandalo Harden-Eulenburg nella Germania del 1907. Scrive Franz Herre nella sua biografia <em>Guglielmo II. L&#8217;ultimo Kaiser<\/em> (titolo originale: <em>Wilhelm II<\/em>, K\u00f6ln, Verlag Kiepenheuer &amp; Witsch, 1993; traduzione dal tedesco di Anna Martini, Milano, Mondadori, 1996, pp. 294-295):<\/p>\n<p><em>Un giornalista ebreo, Maximilian Harden, aveva sferrato un attacco contro la camarilla e, di conseguenza, contro l&#8217;imperatore stesso. Guglielmo II sosteneva di non curarsi di quanto scrivesse un pecorone in un giornale, ma gli articoli pubblicati nella rivista &quot;Die Zukunft&quot; richiamavano necessariamente la sua attenzione, lo incalzavamo e gli facevano tenere non solo per il buon nome degli amici, ma anche per la propria reputazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Neanche l&#8217;idea che Harden, alias Witkowski, intendesse saldare vecchi conti con la corte migliorava la situazione. Quel giornalista tanto brillante quanto mordace sembrava non perdonare Guglielmo per avergli fatto fare inutilmente anticamera ai tempi in cui era un giovane monarca, e in ogni caso per averlo accusato pi\u00f9 volte del delitto di lesa maest\u00e0 condannandolo a pena detentive per un totale di un anno.<\/em><\/p>\n<p><em>Harden considerava non a torto il &quot;governo personale&quot; dell&#8217;imperatore come il problema principale del Reich, tuttavia &#8212; offendendolo ancora pi\u00f9 profondamente &#8212; si mostrava incline ad accordare all&#8217;imperatore le circostanze attenuanti, sostenendo che in tale governo non era il colonnello a detenere il comando, ma la cricca di aiutanti.<\/em><\/p>\n<p><em>I suoi strali erano rivolti principalmente contro Philipp Eulenburg, primo e migliore amico di Guglielmo, da quest&#8217;ultimo elevato al rango di principe nel 1900. Harden lo considerava il principale suggeritore dell&#8217;attore assolutista e non comprendeva, o meglio non voleva comprendere, che era proprio Eulenburg a mettere in guardia Guglielmo da falsi accenti e da passi azzardati. \u00abSe il mio re mi avesse prestato maggiore attenzione, molte cose sarebbero andate diversamente\u00bb avrebbe osservato Eulenburg poco prima di morire nel 1921. Guglielmo l&#8217;aveva seguito sempre meno per abbandonarlo infine dopo che Harden aveva pubblicamente rivolto contro di lui l&#8217;accusa di omosessualit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;accusa rimase senza prove. La serie di processi intentati al riguardo non pot\u00e9 concludersi, in quanto Eulenburg, rovinato dalla scandalo nella salute e nel buon nome, fu impossibilitato a partecipare ai dibattimenti. Tuttavia, a Guglielmo il sospetto fu sufficiente per prendere le distanze dal proprio paladino.<\/em><\/p>\n<p>Dunque, proviamo a fare il punto di tutto questo. Un giornalista ebreo, dalle colonne di un giornale molto aggressivo, si scaglia con veemenza contro alcuni uomini della cerchia dell&#8217;imperatore Guglielmo II, accusandoli apertamente di omosessualit\u00e0, il che, all&#8217;epoca, costituiva un reato punito dal codice penale; ma soprattutto poteva causarne la rovina morale e professionale, come si era visto pochi anni prima con la vicenda del processo di Oscar Wilde in Gran Bretagna. L&#8217;accusa colpiva quelle persone, specialmente il principe Eulenburg, sul piano della condotta privata, ma inevitabilmente aveva un riflesso immediato nella sfera politica. Guglielmo II era il sovrano di una monarchia costituzionale, ma il suo governo aveva un carattere spiccatamente personale e autoritario, e per colmo di sfortuna della Germania, egli era afflitto da disturbi psichi abbastanza seri, che pi\u00f9 volte lo avevano condotto a intemperanze verbali e gesti discutibili, tali da compromettere la sua lucidit\u00e0 e gettare un&#8217;ombra sulla sua autorevolezza quale capo di un grande Stato. Il conte Eulenburg era uno dei suoi intimi, anzi era notoriamente il suo migliore amico, confidente e consigliere: pertanto l&#8217;accusa rivolta ad Eulenburg colpiva di riflesso anche Guglielmo, e infatti quasi tutti compresero subito che il vero obiettivo di quell&#8217;attacco era lui, il kaiser, e non il suo amico e consigliere. Dobbiamo perci\u00f2 domandarci che cosa disturbasse gli ambienti di cui Harden si faceva interprete con la sua azione aggressiva e scandalistica. Chi era Harden, anzitutto? Il suo vero nome era Felix Ernest Witkoski, un ebreo convertito al luteranesimo, ex attorte passato al giornalismo d&#8217;inchiesta; un personaggio estremamente ambiguo, dalle grandi e confuse velleit\u00e0 politiche e di carriera, con lo sguardo allucinato, che un altro ebreo tedesco, lo scrittore Karl Kraus, conosceva cos\u00ec bene da scriverne la parodia. Direttore per trenta anni del giornale <em>Die Zukunft<\/em> (<em>Il Futuro<\/em>), dal 1892 al 1922, si era fatto una fama di paladino della verit\u00e0 e della giustizia con una serie di roventi inchieste sul gabinetto e sulla cerchia gravitante attorno al sovrano, persuadendo una parte dell&#8217;opinione pubblica che la politica interna ed estera della Germania, sotto il regime personale del kaiser, era influenzata da ambizioni e interessi privati non del tutto chiari, n\u00e9 limpidi, fino all&#8217;attacco diretto contro Eulenburg e il generale Kuno von Moltke del 1907, che costitu\u00ec il pi\u00f9 grosso scandalo della Germania guglielmina e caus\u00f2 al sovrano un gravissimo danno d&#8217;immagine, arrivando a lambire la sua stessa persona. Ma perch\u00e9 prendere di mira proprio Eulenburg? Nel suo caso, la posta in gioco non era la denuncia di interessi privati nell&#8217;azione di governo, ma la sua vita privata. Perch\u00e9 ci\u00f2 avrebbe dovuto attirare l&#8217;attenzione di un giornalista che, evidentemente, veniva finanziato generosamente da qualcuno per portare avanti il giornale e pagarsi le notevoli spese processuali che dovette affrontare a seguito delle sue accuse? Questa \u00e8 la vera domanda, e qui cominciano le vere sorprese per lo storico. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, sul piano politico Eulenburg era uno dei consiglieri pi\u00f9 intelligenti e pi\u00f9 moderati dell&#8217;impulsivo e disordinato Guglielmo II. Se c&#8217;era una personalit\u00e0 in grado di consigliarlo in maniera ragionevole, trattenendolo da certi eccessi e mostrandogli la via della prudenza, quello era lui. In quel momento, la Germania era uscita diplomatica sconfitta e isolata dalla conferenza di Algeciras, che aveva sancito il successo francese nella prima crisi marocchina. Tutte le grandi potenze, tranne l&#8217;Austria-Ungheria, si erano schierate contro di essa, perfino l&#8217;alleata Italia. Quello smacco fu vissuto dagli ambienti nazionalisti come un&#8217;onta insopportabile, ed essi andavano in cera dei &quot;colpevoli&quot;, vale a dire di quei consiglieri del kaiser i quali, invece di spingerlo verso un&#8217;azione di forza, lo avevano orientato verso una soluzione diplomatica rivelatasi poi disastrosa. Ora, al centro del mirino c&#8217;era proprio Eulenburg. Ed \u00e8 abbastanza strano che, in un Paese nel quale esisteva senza dubbio un pregiudizio antisemita, e sui banchi del Reichstag sedevano i apprestanti di un partito che si dichiarava antisemita fin nel nome, un giornalista ebreo prendesse le parti di quanti criticavano Guglielmo II per la sua eccessiva arrendevolezza e auspicavano una politica estera ancora pi\u00f9 aggressiva, per non dire avventurista, di quella che gi\u00e0 nel 1906, poi ancora nel 1908 e nel 1911, e infine nel 1914, conduceva diritto verso il baratro di una guerra generalizzata. Cosa ci guadagnava un giornalista ebreo a farsi portavoce dell&#8217;imperialismo germanico, che a livello di politica interna era inevitabilmente, se non antisemita, certo poco benevolo verso gli ebrei? Per farsi un&#8217;idea di chi fosse Harden, bisogna ricordare che egli aveva la caratteristica di spostarsi disinvoltamente da posizioni di sinistra a posizioni di destra, poi ancora di sinistra, apparentemente come un mina vagante: basti dire che nel 1914 approv\u00f2 l&#8217;invasione tedesca del Belgio, mentre nell&#8217;immediato dopoguerra si fece banditore di un nuovo sistema politico fondato sui valori della socialdemocrazia. Giungiamo cos\u00ec alla constatazione che un giornalista ebreo, l&#8217;ultimo che ci aspetteremmo di vedere in quel ruolo, caus\u00f2 il siluramento politico del principale consigliere di Guglielmo II capace di trattenere il sovrano sulla china che avrebbe condotto alla guerra mondiale; il tutto dietro il pretesto di una campagna moralizzatrice, mentre i suoi obiettivi erano chiaramente di natura politica, e pi\u00f9 precisamente di politica estera. Tutto questo \u00e8 un po&#8217; strano, vero?<\/p>\n<p>A guerra finita, e finita con la disfatta della Germania e la caduta della monarchia degli Hohenzollern, Guglielmo II, riflettendo su quel che era accaduto a lui personalmente e al suo Paese, ma senza dubbio anche sulla scorta dell&#8217;amara esperienza fatta con Harden, sarebbe giunto alla conclusione che gli ebrei avevano tramato coi massoni perch\u00e9 le cose andassero com&#8217;erano andate, e non esit\u00f2 a formulare apertamente quest&#8217;accusa. Citiamo ancora dallo storico e giornalista Franz Herre (op. cit., p. 413):<\/p>\n<p><em>Il 2 dicembre 1919 Guglielmo scrisse che i tedeschi che avevano disintegrato il Reich erano stati \u00absobillati e istigati dalla stirpe giudaica, a loro invisa, la quale godeva presso di oro del diritto d&#8217;ospitalit\u00e0! E questo \u00e8 stato il suo ringraziamento!Nessun tedesco se lo scordi n\u00e9 abbia requie finch\u00e9 questi parassiti non siano sterminati e cancellati dal Suolo Tedesco! Questi funghi velenosi sulla Quercia Tedesca!<\/em><\/p>\n<p><em>Il monarca rovesciato sosteneva che quell&#8217;albero era stato abbattuto da una cospirazione mondiale composta non soltanto di ebrei, massoni e gesuiti, ma anche di tedeschi stessi. Costoro &#8212; proseguiva &#8212; cantavano &quot;Deutschland \u00fcber alles&quot;, ma al tempo stesso si automortificavano.<\/em><\/p>\n<p>Quattordici anni dopo and\u00f2 al potere in Germania un uomo che la pensava esattamene cos\u00ec; e sappiamo quali sono state le conseguenze, per gli ebrei e per l&#8217;Europa e il mondo intero. Lo storico, infatti, non dovrebbe mai fermare la sua attenzione alla conclusione immediata di talune vicende, ma spingere lo guardo anche pi\u00f9 in l\u00e0 nel tempo, fino a riconoscere che da certi fatti possono originarsi, magari a distanza di molti anni, eventi fatali, che senza quei fatti probabilmente non sarebbero nati, o comunque non avrebbero preso quella forma. Sia come sia, e lasciando da parte, in questa sede, i riflessi che l&#8217;azione di uomini come Harden possono avere avuto nei successivi sviluppi dell&#8217;antisemitismo tedesco, rimane l&#8217;impressione che una forza misteriosa si sia servita dell&#8217;inchiostro avvelenato di Harden per spingere la politica estera di Guglielmo II su posizioni sempre pi\u00f9 avventuriste, sfidando pi\u00f9 volte gli equilibri mondiali e alzando continuamente la posta. Diremo di pi\u00f9: studiando gli eventi dell&#8217;estate 1914, si ha l&#8217;impressione che una mano invisibile avesse gi\u00e0 scritto il copione di quel che sarebbe avvenuto, e si sia adoperata a togliere di mezzi quanti avrebbero potuto opporsi al precipitare degli eventi, proprio come nel 1907 aveva tolto di mezzo il moderato Eulenburg, spingendo il kaiser verso una politica pangermanista sempre pi\u00f9 aggressiva. Il prestigioso leader socialista Jean Jaur\u00e9s, l&#8217;unico uomo che sarebbe stato capace, con lo strumento dello sciopero generale, di opporsi alla politica patriottica e bellicista adottata dal partito socialista francese, il 31 luglio 1914, un giorno prima della mobilitazione che conduceva inevitabilmente alla guerra, fu assassinato da un giovane nazionalista che voleva la guerra ad ogni costo. Curioso, vero? Ancor pi\u00f9 strano il fatto che lo stesso giorno, circa alla stessa ora, in un oscuro villaggio siberiano una donna armata di coltello si scagli\u00f2 improvvisamente contro Grigorij Efimovic Rasputin, colpendolo allo stomaco e provocandogli ferite che per miracolo non furono mortali, ma che lo misero fuori combattimento nei giorni cruciali della mobilitazione e della fatale decisione russa di respingere l&#8217;ultimatum tedesco. Rasputin, che godeva di un&#8217;enorme influenza a corte, specie presso la zarina Alessandra Fedorovna, per la sua capacit\u00e0 di fermare le emorragie dello zarevic Alessio, affetto da emofilia, era un deciso fautore della pace e aveva predetto a Nicola II che, se questi avesse imboccato al via della guerra, un destino terribile si sarebbe abbattuto sulla Russia e sulla dinastia. Quante coincidenze. In Germania, c&#8217;era chi si era adoperato per eliminare i consiglieri moderati di Guglielmo II; In Francia, chi voleva morto Jaur\u00e9s; in Russia, chi voleva morto Rasputin: tutti uomini di pace o comunque inclini alla prudenza. Occorre ricordare, poi, che la guerra del 1914 scoppi\u00f2 proprio in seguito a un atto terroristico che tolse la vita all&#8217;erede al trono d&#8217;Austria-Ungheria, l&#8217;arciduca Francesco Ferdinando, fautore di una soluzione &quot;trialista&quot; per il suo Impero, e quindi avversato da quei nazionalisti serbi che puntavano alla distruzione della monarchia asburgica, quale necessaria condizione per la riunificazione degli Slavi del sud? E che gli alti gradi della massoneria inglese e francese vedevano nella guerra un passo avanti, con la distruzione delle monarchie centro-europee alleate dell&#8217;altare, verso l&#8217;instaurazione di un nuovo ordine mondiale repubblicano, liberale, laicista, mercantilista, dominato dalla finanza, coi popoli ridotti a numeri per le manovre speculative delle grandi banche? La Prima guerra mondiale fu dunque pilotata da una regia occulta? Era evitabile, mentre fu resa inevitabile da forze invisibili? Vi \u00e8 quanto meno un dubbio in tal senso. E non solo la Prima, anche la Seconda. N\u00e9 solo la Seconda, anche molte guerre successive, dalla Serbia all&#8217;Iraq e dall&#8217;Afghanistan alla Libia. Anche la grande crisi del 1929 fu pianificata, come gi\u00e0 la Rivoluzione bolscevica in Russia (primo finanziatore di Lenin: il banchiere ebreo russo A. L. Parvus). Quante cose restano in ombra, inesplorate, in attesa di storici coraggiosi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parliamo dello scandalo Harden-Eulenburg nella Germania del 1907. Scrive Franz Herre nella sua biografia Guglielmo II. 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