{"id":28218,"date":"2016-12-19T02:28:00","date_gmt":"2016-12-19T02:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/19\/quella-casa-fra-gli-alberi-sulla-collina-donde-sintravede-lo-scintillio-del-mare\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:42","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:42","slug":"quella-casa-fra-gli-alberi-sulla-collina-donde-sintravede-lo-scintillio-del-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/19\/quella-casa-fra-gli-alberi-sulla-collina-donde-sintravede-lo-scintillio-del-mare\/","title":{"rendered":"Quella casa fra gli alberi, sulla collina, donde s\u2019intravede lo scintillio del mare"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;antica dimora in pietra, ad alcuni chilometri da Efeso, verso sud, non lontana dalle azzurre rive del Mediterraneo, immersa nel verde dei pini, delle acacie e degli olivi e nella pace del silenzio. Un incendio era divampato nei boschi circostanti, nel 2003, ma, inspiegabilmente, le fiamme si arrestarono a un metro dalla casa, lasciandola intatta. Si tratta di una dimora antichissima, che \u00e8 stata datata al I secolo dell&#8217;era volgare. Secondo la tradizione, quella \u00e8 stata l&#8217;ultima dimora terrena di Maria Vergine, la madre di Ges\u00f9 Cristo (in turco: Meryem Ana Evi), ai piedi del monte Solmisso, che \u00e8, in realt\u00e0, una collina alta appena 500 metri, dalla quale si vede, per\u00f2, lo scintillio delle acque dell&#8217;Egeo. Il modo in cui quel venerabile edificio \u00e8 stato ritrovato merita senz&#8217;altro un approfondimento ed una riflessione.<\/p>\n<p>A mettere sulle sue tracce un archeologo francese \u00e8 stata la lettura di uno strano libro, <em>La dolorosa Passione di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo<\/em>: libro sorprendente e ben diverso dalla solita storia, pi\u00f9 o meno romanzata, della passione di Ges\u00f9, che il titolo potrebbe lasciar immaginare. Anche se pubblicato a cura dello scrittore Clemens Maria Brentano, il capofila dei poeti romantici tedeschi, (Ehrenbreitstein, 9 settembre 1778-Aschaffenburg, 28 luglio 1842), l&#8217;autrice \u00e8 una donna, Anna Katharina Emmerick (Coesfeld, 8 settembre 1774-D\u00fclmen, 9 febbraio 1824). Non certo una donna qualsiasi, o una delle tante visionarie cresciute nel clima un po&#8217; esaltato, e a volte torbido, del Romanticismo; bens\u00ec una mistica, una veggente, una stigmatizzata, che trascorse a letto, immobilizzata da una gravissima malattia, quasi tutta la sua vita, e che, ci\u00f2 nonostante, godeva fama di santit\u00e0 e riceveva la visita quotidiana di numerose persone, attratte dalla sua bont\u00e0, dal suo dolce sorriso, dalla sua comprensione spirituale, dalla sua accoglienza, che neppure le disperate condizioni di salute riuscivano ad offuscare.<\/p>\n<p>Di famiglia povera, con numerosi fratelli e sorelle, sin da bambina aveva avuto delle strane visioni della vita di Cristo, che lasciavano sbalorditi i suoi genitori; crescendo, aveva fatto la domestica e la sarta, prima di entrare in un convento di suore agostiniane, dal quale dovette uscire allorch\u00e9, nel 1811, venne soppresso nel contesto del processo di secolarizzazione degli Stati europei fra XVIII e XIX secolo. Accolta come domestica nella casa di un sacerdote francese fuggito dalla Rivoluzione, l&#8217;Abb\u00e9 Lambert, vide peggiorare continuamente le sue condizioni di salute e infine dovette allettarsi, per non pi\u00f9 rialzarsi, fino alla morte, che accolse con molta serenit\u00e0, cos\u00ec come aveva fatto con la sua malattia, per la quale si era sempre detta felice di poter unire le proprie sofferenze a quelle di Ges\u00f9 Cristo, in riparazione dei peccati del mondo. Il fascino spirituale che da lei emanava era talmente forte che un medico ateo, Franz Wesener, che seguiva le condizioni dell&#8217;ammalata, fin\u00ec per convertirsi al cattolicesimo e per diventare il suo principale confidente ed estimatore, almeno fino a quando la fama di lei port\u00f2 nella casa di D\u00fclmen, nel 1818, il poeta Clemens Brentano, il cui fratello ella aveva gi\u00e0 conosciuto. Fu un colpo di fulmine spirituale a prima vista: Brentano, che era partito malvolentieri da Berlino, interrompendo la corte a una ragazza che lo apprezzava come amico, ma non voleva fidanzarsi con lui, si era ripromesso di effettuare solo un breve soggiorno in quella cittadina della Renania; invece vi sarebbe rimasto per ben sei anni, quasi ininterrottamente, fino alla morte di lei (alla quale assistette), e dalle cui labbra raccolse tutte le visioni soprannaturali, che lei gli dettava e che lui, pi\u00f9 tardi, avrebbe riordinato e pubblicato, con fedelt\u00e0 sostanziale ai racconti originali.<\/p>\n<p>Stando nel suo letto di malattia, dunque, e senza mai aver visto la Palestina, anzi, senza mai essersi allontanata dal paese natio &#8212; tutta la sua vita si svolse entro un orizzonte geografico di pochi chilometri di diametro &#8211; Anna Katharina ebbe una lunga serie di visioni della vita di Ges\u00f9 e di Maria, e particolarmente della Passione, caratterizzate da un altissimo grado di precisione e da un realismo che, sovente, si faceva assai crudo (il regista Mel Gibson si \u00e8 ispirato anche alle visioni della Emmerick per il suo film <em>La Passione di Cristo<\/em>, del 2004); visioni che comprendono anche molti episodi della vita nascosta di Ges\u00f9, quella dell&#8217;infanzia, e altri particolari che non sono riferiti dai Vangeli canonici e neppure da quelli apocrifi, ma che hanno trovato conferma, almeno parziale, negli studi archeologici successivi, come nel caso della dimora di Maria a Efeso. Per molti aspetti, questa vicenda ricorda quella di un&#8217;altra grande mistica, pi\u00f9 recente, l&#8217;italiana Maria Valtorta (Caserta, 14 marzo 1897-Viareggio, 12 ottobre 1961), della quale altra volta abbiamo avuto occasione di parlare (cfr. l&#8217;articolo <em>L&#8217;Anticristo, per Maria Valtorta, sar\u00e0 un eminente uomo di Chiesa<\/em>, pubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 23\/02\/2016).<\/p>\n<p>Dobbiamo solo aggiungere che anche la Emmerick, come tante altre mistiche e mistici, non sempre venne adeguatamente compresa; che sub\u00ec persecuzioni, sia nel convento delle agostiniane, sia fuori, nel mondo; che le autorit\u00e0 prussiane, dopo che la Vestfalia e la Renania furono annesse al Regno di Prussia, ordin\u00f2 una inchiesta severissima, durante la quale ella fu prelevata brutalmente, con tutto il letto, e trasportata in un luogo ove fu sottoposta a stretta osservazione, giorno e notte, per due settimane, con la luce sempre accesa, subendo strapazzi che la portarono vicina alla morte. Ma ella accett\u00f2 ogni cosa senza protestare, con mansuetudine angelica. Si sperava di coglierla in fallo, di smascherare l&#8217;inganno; in particolare, si riteneva di poter dimostrare che ella si nutrisse di nascosto, e che era impossibile che realmente non mangiasse, n\u00e9 bevesse, come si diceva in paese. L&#8217;inchiesta, al contrario, non approd\u00f2 a nulla: bench\u00e9 osservata giorno e notte, nessuno pot\u00e9 cogliere il pi\u00f9 piccolo segno d&#8217;impostura: del resto, in quelle condizioni, immobilizzata e lontana dalle persone care, ci\u00f2 le sarebbe stato semplicemente impossibile. Pertanto, dopo essere stata riportata a casa, pi\u00f9 nessuno le rec\u00f2 molestia ed ella pot\u00e9 riprendere i colloqui, pressoch\u00e9 quotidiani, con il poeta Brentano, al quale raccontava, o meglio dettava, tutto quel che le era apparso nelle sue visioni, fino a sfinirsi per la stanchezza.<\/p>\n<p>Una delle cose pi\u00f9 stupefacenti di questa donna &#8212; che \u00e8 stata beatificata da papa Giovanni Paolo II, il 2 ottobre 2004 &#8212; \u00e8 la circostanza che non riusciva ad assumere nessun tipo di cibo solido e che ingeriva con estrema difficolt\u00e0 anche i liquidi: in pratica, si sosteneva con la sola particola della Comunione. Comunque, di queste cose avevamo gi\u00e0 parlato in un precedente articolo (cfr. <em>Ave Maris Stella,<\/em> pubblicato su <em>Il Corriere delle Regioni<\/em> il 23\/11\/2016), per cui non vi insisteremo oltre. Resta il fatto sorprendente, e umanamente inspiegabile, di una persona che, malata, e senza varcare la porta di casa, in Europa, &quot;vede&quot; lontano sia nello spazio che nel tempo, e il cui racconto trova puntuali conferme, a distanza di decenni, da parte di quanti si sono presi la briga di verificare direttamente se quelle visioni avessero un fondamento di verit\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha ricostruito le singolari circostanze del ritrovamento della casa di Efeso la giornalista e saggista Paola Giovetti, nel suo libro, assai ben fatto, <em>La monaca e il poeta. Anna Katharina Emmerick e Clemens Brentano<\/em> (Cinisello Balsamo, Milano, Edizioni San Paolo, 2000, pp. 105-108):<\/p>\n<p><em>Le comunicazioni relative all&#8217;ultima abitazione della madre di Ges\u00f9 furono pi\u00f9 d&#8217;una e avvennero verso la met\u00e0 di agosto del 1822, subito prima della festa dell&#8217;Assunzione di Maria; Brentano provvide in seguito a dar loro un ordine logico. Ecco i testi: &quot;Il 13 agosto 1822 ella disse di mattina: questa notte ho avuto una grande visione della morte della santa Vergine. Alla domanda quanti anni avesse la Vergine, lei rispose: &quot;Quando mor\u00ec aveva sessantaquattro anni meno ventitr\u00e9 giorni ho visto sei volte il segno X, poi I, poi V: non fa 64? Dopo l&#8217;ascensione di Ges\u00f9, Maria visse tre anni a Sion, tre anni a Betania e nove anni a Efeso. Maria non abitava proprio a Efeso, ma nelle vicinanze. La sua casa si trovava a circa tre ore e mezzo di cammino da Efeso, a sinistra su una montagna venendo da Gerusalemme. Questo monte scende con una certa pendenza verso Efeso, che venendo da sud-est sembra tutta raccolta ai suoi piedi, ma avvicinandosi risulta pi\u00f9 estesa. \u00c8 una zona piuttosto solitaria, con molte colline piacevoli e fertili e grotte scavate nella roccia tra piccole pianure sabbiose, con alberi dal tronco liscio a forma piramidale dal bellissimo fogliame. Quando Giovanni condusse qui la santa Vergine, per la quale in precedenza aveva fatto costruire la casa, in questa zona abitavano gi\u00e0 parecchie famiglie cristiane e sante donne, parte in caverne adattate ad abitazione grazie a rivestimenti di legno, parte in tende. Essi erano fuggiti prima delle persecuzioni. Soltanto la casa di Maria era di pietra. Dietro alla casa un piccolo sentiero conduceva fra le rocce alla cima del monte da cui, al di l\u00e0 delle colline e degli alberi, si vedevano Efeso e il mare con le sue tante piccole isole. Il luogo \u00e8 pi\u00f9 vicino al mare che a Efeso, che dista dal mare alcune ore. La zona \u00e8 solitaria e pochissimo frequentata. Nelle vicinanze c&#8217;\u00e8 un castello dove abita un re spodestato, Giovanni si reca spesso da lui.<\/em><\/p>\n<p><em>&quot;La casa di Maria era di pietra, quadrangolare, solo la parte posteriore era arrotondata; le finestre erano ricavate nella parte superiore delle mura e il tetto era piatto. Era divisa in due parti dal focolare collocato al centro. Il fuoco bruciava di fronte alla porta in un infossamento del muro, che da entrambe le parti saliva fino al soffitto della casa. Un&#8217;apertura nel soffitto portava via il fumo. La parte anteriore della Casa era separata dall&#8217;altro ambiente da porte poste ai due lati del focolare. In questa stanza anteriore, le cui pareti erano abbastanza rustiche e anche annerite dal fumo, ho visto ai due lati piccoli locali creati da divisioni leggere. Se questa parte della Casa doveva servire come sala pi\u00f9 grande, queste divisorie venivano tirate da parte. Qui dormivano la serva di Maria e altre donne che venivano a visitarla. A destra e a sinistra del focolare, attraverso le porte, si entrava nella parte pi\u00f9 interna, scura, semirotonda della casa, ben arredata e molto gradevole. Tutte le pareti erano rivestite di legno e anche il soffitto era rivestito e ornato. La parte estrema di questo ambiente, separata da una tenda, era l&#8217;oratorio di Maria&#8230; A destra dell&#8217;oratorio, in una nicchia accanto al muro, c&#8217;era il giaciglio di Maria e accanto a questo c&#8217;era un piccolo locale dove erano custoditi i suoi abiti e altre sue cose. Queste due stanzette erano separate da una tenda. Maria era solita sedere davanti a questa tenda quando lavorava o leggeva&#8230; La santa Vergine viveva qui sola con una persona pi\u00f9 giovane, una serva, che procurava quel poco che serviva come nutrimento. Vivevano in pace e in silenzio. In casa non abitava nessun uomo. A volte la Vergine riceveva la visita di un apostolo o di un discepolo. Pi\u00f9 speso di tutti vidi entrare e uscire un uomo che ho sempre ritenuto essere Giovanni, ma n\u00e9 a Gerusalemme n\u00e9 qui lo vidi vivere continuativamente accanto a lei&#8230;&quot;<\/em><\/p>\n<p><em>Fin qui le descrizioni di Anna Katharina, protocollate da Brentano e pubblicate nel suo libro sulla vita della Vergine. Fu questo libro, ben presto tradotto in francese, a incuriosire e appassionare sacerdote di Parigi, padre Julien GoUyet, studioso di archeologia, inducendolo a mettersi alla ricerca della casa dove era vissuta la Vergine nei suoi ultimi anni, Casa della quale si erano totalmente perse le tracce. Libro alla mano, Gouyet visit\u00f2 la Palestina e il vicino Oriente, trovando stupefacenti conferme a quanto la monaca, sen mai muoversi dal suo letto, aveva raccontato. And\u00f2 in Egitto alla ricerca dei luoghi dove la sacra famiglia aveva soggiornato durante la fuga da Erode e constat\u00f2 che essi erano quali Anna Katharina li aveva descritti. Lo stesso avvenne a Gerusalemme, Ebron, Cafarnao, Nazareth e il monte Tabor. Incoraggiato da queste conferme, padre Gouyet part\u00ec per Efeso, ben intenzionato a individuare la Casa della Madonna. Si inform\u00f2 presso i padri Lazzaristi che vivevano a Smirne, che per\u00f2 negarono che la casa fosse nei dintorni di Efeso. Gouyet non si scoraggi\u00f2 e and\u00f2 dall&#8217;arcivescovo in carica, monsignor A. P. Timoni, il quale &#8212; pur con poca convinzione &#8212; gli diede un lasciapassare e un seminarista come guida. I due uomini esplorarono tutta la zona per parecchi giorni, trovarono resti di varie abitazioni e di alcune cappelle dedicate alla Madonna e infine il 18 ottobre 1881 individuarono ci\u00f2 che restava della Casa di Maria: ogni dettaglio corrispondeva a quanto Anna Katharina aveva scritto! Gouyet fece rapporto all&#8217;arcivescovo, che non dimostr\u00f2 alcun interesse, e poi and\u00f2 a Roma, con lo stesso risultato. Dovevano passare dieci anni perch\u00e9 la casa fosse di nuovo ritrovata, sempre grazie alle visioni della Emmerick e agli scritti di Brentano, e questa volta presa finalmente in considerazione,.<\/em><\/p>\n<p><em>Il secondo ritrovamento si deve al lazzarista padre M. Jung il quale, dopo aver letto il libro sulla vita della Vergine, con quattro compagni si mise di nuovo alla ricerca della Casa e dopo parecchi giorni di faticose esplorazioni la trov\u00f2: tutto coincideva, il perimetro quadrato, arrotondato sul retro, il focolare al centro, alle spalle la montagna da cui si vede il mare con le piccole isole (Samo con le sue molte vette somiglianti a tante isole), non lontano i resti di un castello diroccato. Anche l&#8217;interno della casa corrispondeva in tutto e per tutto alle descrizioni della veggente, escluse naturalmente le paratie di legno, le tende e gli arredi. C&#8217;erano le due stanze, le finestre alte, la nicchia. Una relazione ufficiale firmata dall&#8217;arcivescovo di Smirne A. P. Timoni, questa volta attento e interessato al ritrovamento, e da una decina di altri studiosi e sacerdoti, dava notizia del ritrovamento, insistendo sul fatto che esso era dovuto alle descrizioni della monaca di D\u00fclmen.<\/em><\/p>\n<p>La Chiesa cattolica, tuttavia, non ha mai dato un riconoscimento ufficiale a questo luogo, anche se ben tre pontefici &#8211; Paolo VI nel 1967, Giovanni Paolo II nel 1979 e Benedetto XVI nel 2006 &#8211; vi si sono recati in pellegrinaggio. Di fatto, esso non \u00e8 mai diventato un polo d&#8217;attrazione del turismo religioso; e, del resto, solo a partire dalla met\u00e0 del XX secolo un moderato flusso di pellegrini cominci\u00f2 a dirigesi verso di esso, specialmente dopo che Pio XII accord\u00f2 loro le stesse indulgenze riservate a quelle degli altri luoghi sacri.<\/p>\n<p>A Gerusalemme esiste una chiesa dedicata all&#8217;Assunzione in cielo di Maria, e anche altri luoghi del mondo, i pi\u00f9 strani (come l&#8217;isola di Anglesey, in Inghilterra), si contendono il privilegio di ospitare la tomba di Maria. Probabilmente \u00e8 la tradizione, molto antica, relativa alla chiesa gerosolimitana che impedisce una definitivo pronunciamento circa l&#8217;autenticit\u00e0 della Casa di Efeso, nella quale Maria sarebbe vissuta nei suoi ultimi anni e infine sarebbe morta, per poi venire assunta in cielo (dormizione e transito della Vergine). Nel proclamare il dogma dell&#8217;Assunzione di Maria, nel 1950, Pio XII non specific\u00f2 se Maria fosse morta e poi subito risuscitata e assunta in cielo, come pensa, forse, la maggior parte dei teologi, o se sia stata assunta in cielo direttamente, senza passare per la morte fisica come gli altri esseri umani.<\/p>\n<p>Lasciamo queste speculazioni, appunto, ai dotti teologi. A noi, in questo caso, risulta pi\u00f9 che sufficiente la semplice fede popolare. E resta il mistero, pieno di grazia e di delicatezza, di quella casa nel paesino tedesco, dove una donna ammalata vegliava e pregava, e vedeva e udiva cose che gli altri non vedevano, n\u00e9 udivano; e di quell&#8217;altra casa, antichissima, in mezzo al verde, sulle coste dell&#8217;Asia Minore, dove un&#8217;altra Donna, la Madre di Dio, vegli\u00f2 \u00e8 preg\u00f2 negli ultimi anni della sua vita terrena&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;antica dimora in pietra, ad alcuni chilometri da Efeso, verso sud, non lontana dalle azzurre rive del Mediterraneo, immersa nel verde dei pini, delle acacie<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[157],"class_list":["post-28218","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28218"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28218\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}