{"id":28217,"date":"2017-03-30T03:34:00","date_gmt":"2017-03-30T03:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/30\/quella-bestia-del-diavolo-venuta-dallinferno\/"},"modified":"2017-03-30T03:34:00","modified_gmt":"2017-03-30T03:34:00","slug":"quella-bestia-del-diavolo-venuta-dallinferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/30\/quella-bestia-del-diavolo-venuta-dallinferno\/","title":{"rendered":"Quella bestia del diavolo, venuta dall&#8217;inferno"},"content":{"rendered":"<p>Ci piacerebbe far leggere questo episodio a uno di quei cattolici progressisti e modernisti, i quali non parlano mai del diavolo e dell&#8217;inferno, semplicemente perch\u00e9 non ci credono, e che non vogliono neanche sentir nominare possessioni ed esorcismi: l&#8217;esperienza di un prete cattolico che \u00e8 vissuto per anni nell&#8217;Africa Nera, dove gi stregoni e la magia diabolica sono di casa, e che, nel corso della sua esperienza di missionario, ha avuto occasione di assistere, o di essere coinvolto, in fatti strani e impressionanti; e poi domandargli quale spiegazione &quot;razionale&quot; egli abbia da dare (ammesso e non concesso che la sola forma di razionalit\u00e0 sia quella che esclude il preternaturale, e magari, gi\u00e0 che ci siamo, anche il soprannaturale).<\/p>\n<p>L&#8217;episodio che qui sotto riportiamo \u00e8 tratto dal libro di don Beppino C\u00f2, <em>L&#8217;armata di Satana<\/em> (Villa di Serio, Bergamo, Edizioni Villadiseriane, 2010, pp. 224-225):<\/p>\n<p><em>Un giorno, quando ero missionario in Senegal, tornavo da Dakar, la capitale del paese, alla mia missione, distante circa 150 km.<\/em><\/p>\n<p><em>Eravamo nel periodo della stagione secca, quindi ai bordo della strada non c&#8217;era erba e neppure cespugli come succede alla fine della stagione delle piogge.<\/em><\/p>\n<p><em>Stavo ascoltando una cassetta che parlava dei disastri causati dall&#8217;occultismo e mentalmente preparavo una catechesi sul Maligno che mi serviva per una sessione di formazione che stavo organizzando.<\/em><\/p>\n<p><em>All&#8217;entrata di un centro abitato ho rallentato come ero solito fare e d&#8217;un tratto mi sono visto davanti un asino, senza sapere come e da dove era sbucato cos\u00ec all&#8217;improvviso; fatto insolito, perch\u00e9, essendo la strada asfaltata alquanto alta in quel punto, pur correndo, l&#8217;asino avrebbe impiegato del tempo per salire e io l&#8217;avrei certamente visto.<\/em><\/p>\n<p><em>Non riuscendo a connettere mi sono messo a gridare: &quot;Che cosa fai; che fai?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;asino \u00e8 salito sul cofano della macchina, ha sfondato il cristallo, \u00e8 salito sulla cappotta, poi \u00e8 scivolato dietro; nello specchietto retrovisore l&#8217;ho visto scendere in piedi sulle sue gambe e trottare fuori della strada verso i campi come se nulla fosse.<\/em><\/p>\n<p><em>Pieno di vergogna, pensando che qualcuno mi avesse visto, per\u00f2 mi sono accorto che non c&#8217;era nessuno perch\u00e9 eravamo in pieno mezzogiorno e faceva molto caldo, mi sono fermato un paio di chilometri dopo il villaggio e sono sceso dalla macchina per constatare i disastri causati da quell&#8217;asino. Il cristallo era scoppiato ma i pezzi di vetro erano rimasti al loro posto, il cofano della macchina era pieno di ammaccature e di peli dell&#8217;asino e cos\u00ec anche la cappotta. Io ero intatto. Ho riflettuto ed ho capito che se il cristallo non avesse tenuto, il giorno dopo il quotidiano del paese &quot;Le Soleil&quot; avrebbe scritto: &quot;Missionario italiano, ritornando alla missione, muore abbracciato ad un asino!&quot;. Una morte veramente ingloriosa per un missionario!<\/em><\/p>\n<p><em>Mi sono chiesto se forse il Mister non avesse voluto mandarmi un segno della sua presenza mentre guidando la macchina pensavo a lui e preparavo una catechesi contro di lui!<\/em><\/p>\n<p>Caro cattolico modernista e progressista, cos&#8217;hai da dire? Forse ti sei scandalizzato perch\u00e9 l&#8217;Autore di questo brano di prosa non rivela una particolare forbitezza, e scrive &quot;gambe&quot; invece di &quot;zampe&quot; (dell&#8217;asino) e, di se stesso, &quot;intatto&quot; invece che &quot;illeso&quot;? Pu\u00f2 darsi che, per te, una persona non troppo colta sia anche incline alla credulit\u00e0 e quindi poco attendibile: ma sbagli. Un uomo intelligente e di fede, che ha fatto il missionario in Africa, ha imparato pi\u00f9 cose di quante ne puoi imparare tu sui libri teologici della &quot;svolta antropologica&quot; e nelle facolt\u00e0 universitarie dove si parla solo di Teilhard de Chardin, Karl Rahner e Hans K\u00fcng; o forse nemmeno di questi, comunque pur sempre troppo &quot;cattolici&quot; per i tuoi gusti, ma di Lutero, Rudolf Bultmann e Paul Tillich.<\/p>\n<p>Esaminando l&#8217;episodio riferito da don Beppino C\u00f2, vi sono alcuni aspetti che appaiono caratterizzanti e che ci aiutano a capire meglio la natura di quei fatti, e ad interpretarli in maniera non estemporanea, n\u00e9 episodica, ma il pi\u00f9 possibile precisa e circostanziata.<\/p>\n<p>Il primo aspetto che balza all&#8217;occhio \u00e8 la <em>sincronicit\u00e0<\/em>. Il missionario stava preparando una catechesi per mettere in guardia le anime contro l&#8217;azione del Maligno; stava, in quel momento, ascoltando una cassetta che parlava di tale argomento; e si proponeva di tenere dei corsi di formazione per i suoi parrocchiani, in un ambiente saturo di feticismo e animismo, e dove il potere degli stregoni, praticanti accaniti e, a loro modo, assai esperti, della magia nera, \u00e8 enorme. Ebbene, in quel preciso momento si \u00e8 verificato il <em>fatto<\/em>. Certo, si pu\u00f2 pensare a una pura e semplice coincidenza: non vi sono prove che tra le due cose esista una relazione pi\u00f9 profonda di quel che sembra a prima vista. Eppure, lo stesso missionario riferisce di numerose sincronicit\u00e0 dello stesso genere: l&#8217;automobile il cui motore si spegne all&#8217;improvviso; la fotocopiatrice che smette di funzionare; perfino una massiccia fuga di monossido di carbonio, proprio mentre stava scrivendo il suo libro: e tutti questi episodi si erano verificati in situazioni altamente sospette. Per esempio, l&#8217;automobile correva tranquillamente fino a un attimo prima; la fotocopiatrice non aveva perso un colpo; la caldaia dell&#8217;abitazione era quasi nuova e, per giunta, era stata da poco controllata e revisionata. Per nessuno di questi piccoli incidenti (non tanto piccolo, quello della fuga di gas: l&#8217;uomo avrebbe potuto morire senza neppure accorgersene) esisteva una spiegazione convincente, neanche da parte degli esperti (il tecnico delle caldaie, per esempio). L&#8217;automobile era ripartita, e cos\u00ec la fotocopiatrice, dopo una benedizione con l&#8217;acqua santa; tutti questi fatti, inoltre, si erano verificati mentre il sacerdote stava pensando alla sua battaglia contro il diavolo, o vi era concretamente impegnato. Tutte coincidenze, dunque? Forse; per\u00f2 molto improbabile. Andiamo avanti.<\/p>\n<p>Il secondo aspetto caratterizzante \u00e8 la <em>subitaneit\u00e0.<\/em> Da dove \u00e8 sbucato quell&#8217;asino? La stagione era secca, la vegetazione bruciata, la strada tagliava la campagna allo scoperto. \u00c8 come se l&#8217;animale fosse saltato fuori dal nulla: l&#8217;automobilista avrebbe pur dovuto vederlo arrivare, da qualche parte. Solo chi ha guidato l&#8217;automobile, o un grosso furgone, per ore e ore, lungo le strade o le piste della savana, o della steppa, come a noi \u00e8 accaduto di fare, sa che un simile incontro improvviso \u00e8 praticamente impossibile: l&#8217;orizzonte \u00e8 talmente sgombro che le immagini, nel grande calore, tremano per la presenza dell&#8217;aria surriscaldata che si innalza, e creano perfino il miraggio dell&#8217;acqua. Ma questo \u00e8 l&#8217;unico scherzo che la grande pianura pu\u00f2 giocare alla vista: null&#8217;altro. Resta l&#8217;ipotesi, naturalmente, che il missionario si fosse distratto; che la sua mente, lungo quel percorso monotono, che aveva gi\u00e0 fatto chiss\u00e0 quante volte, si fosse presa una pausa e avesse inserito, per cos\u00ec dire, il pilota automatico. Capita a tutti gli automobilisti, qualche volta; magari si tratta di pochissimi istanti: ma in quegli istanti pu\u00f2 accadere l&#8217;imprevedibile. Ammettiamolo. Resta il fatto che la strada, in quel tratto, era sopraelevata: pertanto chi avesse voluto raggiungerla, avrebbe dovuto inerpicarsi su per la massicciata, cosa che avrebbe reso ancor pi\u00f9 difficile il farlo senza attirare l&#8217;attenzione del guidatore. Inoltre, il sacerdote non poteva essere in uno stato di sonnolenza, perch\u00e9 era concentrato nell&#8217;ascoltare la cassetta registrata; questo s\u00ec. Comunque, il fatto \u00e8 accaduto all&#8217;ingresso di un centro abitato: resta quindi la possibilit\u00e0, sia pure teorica, che una casa, un muro a secco, uno steccato, avessero occultato l&#8217;animale proprio nel momento in cui saliva la massicciata e si portava sulla strada. In tal caso, per\u00f2, avrebbe dovuto attraversare la carreggiata, presentando il fianco all&#8217;automobile che sopraggiungeva: invece l&#8217;uomo se lo vide venire <em>incontro<\/em>, frontalmente. Una cosa piuttosto strana, non \u00e8 vero?<\/p>\n<p>Il terzo aspetto che contraddistingue l&#8217;episodio \u00e8 la sua assoluta, quasi assurda <em>improbabilit\u00e0<\/em>. Una improbabilit\u00e0 talmente accentuata da sfiorare il grottesco. E infatti, subito dopo lo spavento, il sentimento che afferr\u00f2 il missionario fu la vergogna. Ebbe paura che qualcuno fosse stato testimone della scena e che avesse avuto motivo di deriderlo: \u00e8 un sentimento del tutto irrazionale, ma psicologicamente ben comprensibile, che a tutti sar\u00e0 capitato di provare almeno una volta nella vita; se non da svegli, nel sonno. Si sogna di trovarsi al centro di una situazione molto imbarazzate, per descrivere la quale non ci sono quasi le parole adatte, e ci si vergogna profondamente, si vorrebbe sprofondare sotto terra, anche se non si \u00e8 colpevoli di nulla e non si ha niente da rimproverarsi, nemmeno sul piano della prudenza. Questa notazione, cos\u00ec vera dal punto di vista umano, aggiunge ulteriore credibilit\u00e0 al racconto del sacerdote. Un asino che sale sul cofano della macchina, che si arrampica sul tetto e che poi scendere dall&#8217;altra pare, restando con le zampe ritte, come se il trottare lungo una inclinazione quasi verticale e su di una superficie liscia e metallica non costituisse, per lui, il bench\u00e9 minimo problema: si tratta di una sequenza talmente bizzarra, talmente contraria all&#8217;esperienza e anche al semplice buon senso, perfino alla logica, che pare addirittura inventata di sana pianta. Ma perch\u00e9 mai inventare un fatto in cui non c&#8217;\u00e8 nulla di cui vantarsi, e c&#8217;\u00e8 invece tutto da perdere, a cominciare dall&#8217;alta probabilit\u00e0 di non essere creduti, e di fare, quindi, una figura doppiamente stupida? Questa \u00e8 una di quelle situazioni nella quale la vittima preferisce tacere e andare a leccarsi le ferite in silenzio, lontano dagli sguardi altrui, per evitare l&#8217;oltraggio del ridicolo. Era ubriaco? O era forse impazzito? Oppure il sole e il calore gli avevano fatto girare la testa e gli avevano provocato un&#8217;allucinazione? Agli occhi degli indigeni, che ammirano la forza e la sicurezza, egli sarebbe uscito da quel fatto, qualora si fosse risaputo, fortemente sminuito. Nessun uomo sano di mente pu\u00f2 raccontare un&#8217;avventura di quel genere senza esporsi, automaticamente, all&#8217;ironia e all&#8217;incredulit\u00e0 altrui. E allora, perch\u00e9 parlarne? Meglio stare zitti e sperare che nessuno abbia visto. Ma don Beppino non fa cos\u00ec: lo racconta, lo scrive nel suo libro. A che scopo, se non per testimoniare la verit\u00e0 di quel che gli \u00e8 successo?<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 ancora un quarto aspetto che colpisce e che risulta caratteristico, anche se, o proprio perch\u00e9, appare in contrasto col precedente, l&#8217;improbabilit\u00e0: si tratta del suo <em>realismo<\/em>. Anche se la breve, drammatica avventura (che poteva terminare con la morte) sembra appartenere alla natura sei sogni, o piuttosto degli incubi, magari delle fantasticherie ad occhi aperti, insomma anche se ha un carattere decisamente onirico, essa \u00e8 stata, al tempo stesso, una esperienza dai tratti marcatamente realistici. La sequenza della &quot;scalata&quot; dell&#8217;automobile da parte dell&#8217;animale, la sua discesa sul cofano, senza scivolare e senza cadere a terra, ma restando perfettamente in equilibrio sulle zampe, hanno un carattere di realismo allucinato, di iperrealismo, come una scena girata al rallentatore: la scena di un film o di un romanzo del terrore. Quelle che erano rimaste impresse sul cofano e sul tetto, comunque, erano delle vere e profonde ammaccature, lasciate dagli zoccoli della bestia; e, come se non bastasse, c&#8217;erano abbondanti ciuffi di pelo. Come mai? \u00c8 normale che un asino, nel sormontare un ostacolo, lasci cadere interi ciuffi del suo mantello, senza aver urtato contro un ostacolo, senza aver sfiorato dei rami o delle frasche? Certamente no. E allora, non resta che un&#8217;altra possibilit\u00e0, per quanto pazzesca: l&#8217;animale, o colui che lo &quot;possedeva&quot;, voleva lasciare un segno inequivocabile del suo passaggio. Le impronte degli zoccoli erano gi\u00e0 una traccia eloquente; ma i ciuffi di pelo erano l&#8217;elemento decisivo, che toglie ogni possibile dubbio. N\u00e9 allucinazione, n\u00e9 sogno, n\u00e9 miraggio, dunque: ma un asino vivo e vegeto, in carne e ossa, con tutto il suo peso (il parabrezza sfondato) e la sua fisicit\u00e0.<\/p>\n<p>A questo punto si potrebbe obiettare che, se l&#8217;intento del diavolo era quello di &quot;fermare&quot; l&#8217;azione del missionario, uccidendolo, o provocando un grave incidente, ad esempio facendolo sbandare e uscire di strada, esso \u00e8 fallito, il che farebbe pensare a un normalissimo asino, momentaneamente rimasto incustodito e libero di pascolare, pi\u00f9 che a uno spirito maligno. Ma pu\u00f2 darsi che la premessa sia sbagliata: che il diavolo, se era lui l&#8217;autore di quel singolarissimo episodio, non volesse uccidere il prete, ma semplicemente spaventarlo. Che volesse spaventarlo a morte, e indurlo a lasciar perdere le sue iniziative per contrastare il suo potere nei villaggi dell&#8217;interno del Senegal. Una delle strategie del Maligno \u00e8 proprio questa: spargere qua e l\u00e0 indizi della sua presenza e della sua azione nefasta, ma non del tutto evidenti, non cos\u00ec chiari ed espliciti da equivalere a una firma vera e propria. Finch\u00e9 sussistono dei margini di dubbio, gli uomini sono doppiamente esposti agli effetti della sua azione, perch\u00e9 alla paura si mescola l&#8217;incertezza: e l&#8217;incertezza pu\u00f2 essere, alla lunga, pi\u00f9 snervante e sconfortante della paura stessa. In quel caso, pertanto, il diavolo ha voluto suggerire che l&#8217;irruzione dell&#8217;asino era opera sua, e che si era trattato di un avvertimento, pi\u00f9 che di una minaccia immediata. Come se avesse voluto far vedere cosa sa fare, ma, per il momento, non avesse voluto spingere troppo oltre il suo gioco. Un avvertimento nel suo stile, condito di umorismo grottesco. <em>Pensa che titoli, se avessi voluto ucciderti:<\/em> <em>\u00abMissionario muore abbracciato a un asino\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci piacerebbe far leggere questo episodio a uno di quei cattolici progressisti e modernisti, i quali non parlano mai del diavolo e dell&#8217;inferno, semplicemente perch\u00e9 non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[70],"tags":[246],"class_list":["post-28217","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-demonologia","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-demonologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28217"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28217\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30146"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28217"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28217"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}