{"id":28214,"date":"2019-04-23T12:14:00","date_gmt":"2019-04-23T12:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/23\/quel-sorrisetto-dice-piu-cose-di-voi-che-tutto-il-resto\/"},"modified":"2019-04-23T12:14:00","modified_gmt":"2019-04-23T12:14:00","slug":"quel-sorrisetto-dice-piu-cose-di-voi-che-tutto-il-resto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/04\/23\/quel-sorrisetto-dice-piu-cose-di-voi-che-tutto-il-resto\/","title":{"rendered":"Quel sorrisetto dice pi\u00f9 cose di voi che tutto il resto"},"content":{"rendered":"<p>Forse lo avrete notato, o forse no: i preti bergogliani e i teologi modernisti rivelano quasi sempre un comune denominatore antropologico: portano stampato sulla faccia, imperturbabile, incancellabile, inestinguibile, come fosse una seconda natura, un sorrisetto pi\u00f9 o meno grazioso, talvolta anzi francamente antipatico, dal quale non si separano neanche quando proferiscono le pi\u00f9 sfrontate enormit\u00e0 e le pi\u00f9 sacrileghe eresie. Fa parte di loro, \u00e8 tutt&#8217;uno con loro: parlano e sorridono; tacciono e sorridono; provocano, offendono, bestemmiano, e sorridono sempre, serafici, inalterabili, impenetrabili a qualsiasi elemento di critica, non parliamo poi di autocritica. In ogni caso, non \u00e8 un sorriso di benevolenza; non \u00e8 un sorriso che viene dalla serenit\u00e0 del cuore; non \u00e8 un sorriso che rifletta l&#8217;amore di Dio; al contrario: \u00e8 un sorriso ironico, sferzante, di sfida, tutto e solamente umano, un sorriso di superiorit\u00e0: il sorriso di chi sa di essere in alto, e si trova a dover ragionare con chi sta in basso, con chi non \u00e8 capace di stare alla loro altezza, con chi \u00e8 inferiore. Un sorriso simile a quello dei <em>philosophes<\/em> illuministi: il sorrisetto stampato sulla faccia di Voltaire, o di La Mettrie, immancabile, imperturbabile, in tutti i loro ritratti. Un sorrisetto malizioso, con una luce birichina che brilla nello sguardo: come a dire: <em>Noi s\u00ec che abbiamo capito come stanno le cose; voi, invece, poveretti, niente. Per questo \u00e8 giusto che a fare la cultura siamo noi, e non voi: perch\u00e9 noi siamo migliori di voi, siamo pi\u00f9 intelligenti, siamo portatori dei lumi nel buio della vostra ignoranza. Prego, zoticoni: lasciateci passare e spostatevi in l\u00e0, fatevi da parte: arriviamo noi e vi rechiamo gl&#8217;immensi benefici del progresso e della modernit\u00e0<\/em>. \u00c8 un sorrisetto che precede qualsiasi discorso e che rende superfluo qualunque ragionamento; s\u00ec, possiamo anche discutere con loro, ma tanto essi hanno gi\u00e0 vinto, hanno gi\u00e0 sbaragliato qualunque obiezione, perch\u00e9, sorridendo a quel modo, hanno mostrato la loro superiorit\u00e0: siamo noi che dobbiamo adeguarci, non loro; siamo noi che ci troviamo in difetto, non loro; siamo noi che dobbiamo imparare, mentre loro sanno gi\u00e0 tutto, hanno capito ogni cosa, sono arrivati per primi, noi siamo alla retroguardia, arranchiamo, la nostra stessa esistenza non \u00e8 che un fardello per la societ\u00e0. Ah, come si starebbe meglio se ci fossero loro soltanto! Infatti, non si degnano neppure di prendere in considerazione i discorsi altrui; le critiche non li toccano, non li sfiorano neppure; se, poi, sono critiche rivolte al loro sacro idolo, il signore argentino travestito di bianco, tutto quel che si degnano di fare \u00e8 scrollare le spalle, scuotere la testa e lasciar trasparire il loro infinto disprezzo. Ma sempre senza replicare, senza a argomentare, senza mettere in fila uno straccio di ragionamento: non serve, non ce n&#8217;\u00e8 bisogno. Loro sono il progresso, sono la modernit\u00e0: prima o poi anche i pi\u00f9 zucconi, anche i pi\u00f9 oscurantisti capiranno e la smetteranno con le loro inutili battaglie di retroguardia. In fondo, hanno tutte le ragioni: perch\u00e9 dovrebbero affaticarsi a discutere, a confrontarsi, quando hanno gi\u00e0 vinto la partita? L&#8217;hanno vinta perch\u00e9 agiscono in regime di monopolio: hanno tutti i giornali, da <em>Famiglia Cristiana<\/em> a <em>L&#8217;Avvenire<\/em>, da <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em> a <em>Vita Pastorale<\/em>; hanno tutti i microfoni, tutte le televisioni; hanno anche il sostegno della stampa e delle televisioni laiche, da <em>La Repubblica<\/em> a Mediaset. Perch\u00e9 dovrebbero abbassarsi a un confronto con quattro sfigati che non si arrendono, che non demordono, che non si dichiarano vinti e non si mettono ad applaudire Bergoglio, fino a spellarsi le mani, come fanno e predicano loro? Da quando in qua un cosmografo tolemaico ha il diritto di confrontarsi, da pari a pari, con uno copernicano? Da quando in qua un biologo non evoluzionista ha diritto a confrontarsi, da pari a pari, con uno evoluzionista? E come potrebbe pretendere, uno psicologo che non crede alla psicanalisi, di confrontarsi da pari a pari con uno psicanalista? Via, siamo seri. Se gli uomini evoluti perdessero tempo a discutere con gli uomini incivili, il progresso si fermerebbe e l&#8217;umanit\u00e0 resterebbe ferma. Perci\u00f2 bisogna capirli, se hanno quel sorrisetto stampato sulla faccia: in fondo, \u00e8 divertente: devono fare i conti, loro cos\u00ec evoluti, con le ultime vestigia del Medioevo, e sai che pazienza ci vuole, nei loro panni: meglio sorridere sul teatro del mondo.<\/p>\n<p>E allora guardiamoli bene: guardiamoli da vicino questi signori che hanno la verit\u00e0 in tasca e che smentiscono e contraddicono quasi duemila anni di Magistero, rileggono a loro modo la Scrittura, ignorano deliberatamente la Tradizione, insomma riscrivono da cima a fondo il cattolicesimo, e lo fanno con quel beato, invidiabile sorrisetto sulle labbra, e quella luce ironica e un po&#8217; divertita nello sguardo. Ecco don paolo Scquizzato, il quale ci spiega, dagli schermi di Tv2000, la Tv dei vescovi, che l&#8217;<em>Atto di dolore<\/em> \u00e8 una preghiera totalmente sbagliata, perch\u00e9 insegna che il peccato \u00e8 un&#8217;offesa fatta a Dio, cosa che non \u00e8 assolutamente vera: e lo dice appunto con quel sorrisetto inalterabile, quasi serafico, che somiglia tanto a quello di certi leader sessantottini di cinquant&#8217;anni fa, quando, da dietro le lenti degli occhialetti dalle lenti rotonde, che facevano tanto &quot;intellettuale&quot; bolscevico, discettavano dell&#8217;universo mondo spiegando, con pazienza, che tutto andava male a causa dell&#8217;ottusit\u00e0 e dell&#8217;egoismo borghesi, dell&#8217;ipocrisia e della laidezza borghesi, ma che presto, grazie alla lettura marxista dell&#8217;economia e della politica, grazie al materialismo storico e alla critica rivoluzionaria, le cose avrebbero cominciato ad andare meglio, molto meglio, purch\u00e9 si sapessero cogliere gli stimoli progressivi emergenti dalle medesime contraddizioni di classe. La stessa saccenteria, la stessa petulanza, la stessa rocciosa indifferenza agli eventuali argomenti del &quot;nemico&quot;: e il nemico, ora come ora, non sono i terroristi che ammazzano centinaia di cristiani in ogni parte del mondo; non solo le lobby massoniche che propagandano l&#8217;eutanasia e le adozioni dei bambini per le coppie gay, n\u00e9 le politiche abortiste che causano la soppressione di milioni di nascituri. No: il nemico sono i cattolici tradizionalisti, questa odiosa genia cos\u00ec dura a morire, che non si rassegna, che intralcia e ritarda inutilmente l&#8217;inevitabile trionfo della massoneria ecclesiastica, cio\u00e8, volevamo dire, del cattolicesimo adulto, laico e non settario, quello che non benedice i fedeli per non offendere chi non \u00e8 cattolico, quello che proclama che Dio non \u00e8 cattolico, e che \u00e8 da sciocchi andare in giro ad annunciare il Vangelo di un certo Ges\u00f9 Cristo. Questo \u00e8 il cattolicesimo che piace a codesti preti progressisti, pieni di amore per il prossimo, ma specialmente per gli africani, per i rom e per i travestiti, un po&#8217; meno per gli italiani onesti, che hanno sempre lavorato nella loro vita, pagato le tasse e rispettato le leggi, e che ora non ne possono pi\u00f9 di questa invasione, n\u00e9 delle politiche volute dalla BCE &#8211; che tanto piace ai vescovi e alla quale, a sua volta, tanto piace Bergoglio &#8211; le quali li hanno impoveriti oltre ogni misura negli ultimi anni, fin quasi a condurli alla disperazione.<\/p>\n<p>Un altro sorrisetto esemplare? Quello del gesuita padre Sosa Abasca, il quale spiega alla gente un po&#8217; ignorante e credulona, servendosi di un&#8217;intervista alla stampa laica (mica di una omelia in chiesa o di un documento ufficiale del suo ordine, oh no: quello sarebbe &quot;clericalismo&quot;, il pi\u00f9 gran male che affligga la Chiesa odierna) che il diavolo non esiste e non \u00e8 mai esistito; e che, per ciliegina sulla torta, nessuno pu\u00f2 sapere quel che disse realmente Ges\u00f9 Cristo; ma lui sa, in compenso, quel che <em>non<\/em> disse: non disse, ad esempio, che il matrimonio \u00e8 indissolubile e non sostenne che dividere ci\u00f2 che Dio ha unito \u00e8 una cosa sbagliata. Ma le dice, padre Sosa, queste e simile cose, con una tale grazia, con una tale leggerezza, con una tale sovrana tranquillit\u00e0, quasi un misto di disinvoltura sudamericana e di flemma anglosassone, che \u00e8 difficile, quasi impossibile volergliene. C&#8217;\u00e8 una luce cos\u00ec allegra nei suoi occhiett8i vivaci; e poi quel sorrisetto a fior di labbra, dietro quei baffetti cos\u00ec carini, cos\u00ec &quot;laici&quot; e anticlericali; c&#8217;\u00e8 una tale gradevole mondanit\u00e0 nei suoi modi, in tutta la sua persona, che \u00e8 quasi impossibile non provare sentimenti di empatia verso di lui. Cime potrebbe essere cattivo, o semplicemente incosciente, un uomo che sorride cos\u00ec, con tanta dolcezza; un uomo dai capelli bianchi, che sar\u00e0 pure diventato adulto per qualcosa, mica per scherzare con le serie come fanno certi ragazzini! Sembra lo zio di casa, bonario, mite, pieno di buon senso: infatti, quale maggior espressione di buon senso che quella di osservare che al tempo di Ges\u00f9 non c&#8217;erano i registratori? E ti guarda, e sorride, e ti senti estasiati, ti par di bere una camomilla, ti senti in pace con il mondo: se \u00e8 cos&#8217; serafico lui, nel dire quelle cose, come potremmo non sentirci bene con l&#8217;universo anche noi, ascoltandole? E poi quei gilet, quei maglioncini, quelle magliette a righe con le maniche corte: pare un nonno che viene da una partita a bocce con gli amici, un mite pensionato che si gode in santa tranquillit\u00e0 gli anni della quiescenza. S\u00ec, \u00e8 vero che \u00e8 un figlio di pap\u00e0, viene da una famiglia ricca e potente e ora gioca a fare il tifo per i poveri; ma bisogna perdonarglielo, sono difetti veniali, rispetto alla grande umanit\u00e0, alla grande simpatia che ispirano i suoi gesti semplici, le sue parole senza spocchia professorale. Non \u00e8 forse Bergoglio ad averci abituati a questo cambio di prospettiva? Non conta la dottrina, anzi la dottrina \u00e8 una cosa di cui diffidare, \u00e8 fatta per le persone rigide e prive di misericordia; e non conta neanche la logica, perch\u00e9 bisogna dar la precedenza alle emozioni, a ci\u00f2 che si sente a pelle, bisogna andare <em>l\u00e0 dove ti porta il cuore<\/em>, come disse un grande filosofo dei tempi antichi. Non si deve annoiare i giovani con la dottrina, coi precetti, tanto meno coi divieti: bisogna allettarli e conquistarli con le emozioni, Ges\u00f9 ti emoziona, devi lasciarti trasportare, <em>tu chiamale se vuoi emozioni<\/em>, come diceva un altro grandissimo pensatore di qualche secolo fa. Vogliamo continuare con la galleria dei sorrisetti? Ecco allora quello di Enzo Bianchi. \u00c8 il meno scherzoso, il pi\u00f9 aggressivo: nessuna luce di cristiana bont\u00e0 in quegli occhi freddi e duri come il ghiaccio, ma solo un infinto disdegno verso quanti non capiscono, n\u00e9 apprezzano le meraviglie dell&#8217;era postconciliare, specialmente quella bergogliana. Eppure, anche quegli occhi taglienti s&#8217;inteneriscono, si velano di commozione quando egli \u00e8 al cospetto del suo grande modello, del papa francescano, misericordioso, immensamente vicino alla gente: una luce di complicit\u00e0 passa dall&#8217;uno all&#8217;altro sguardo, uno sguardo d&#8217;intesa che \u00e8 un segnale in codice, noi s\u00ec che ci comprendiamo, noi s\u00ec che sappiamo dove vogliamo portare la navicella di san Pietro; e se agli altri non sta bene, tanto peggio per loro. E che dire del sorrisetto di Vincenzo Paglia, il cantore delle magnifiche gesta di Marco Pannella, il monsignore che fa affrescare la sua cattedrale con un gran dipinto inneggiante alla sodomia, e vi si fa raffigurare egli stesso; un dipinto, per di pi\u00f9, che oltraggia l&#8217;immagine di Cristo, ridicolizza e capovolge satanicamente il significato della divina Redenzione? E intanto lascia un buco da milioni di euro nella sua diocesi: ma nessuna paura, tanto paga la Chiesa, cio\u00e8 paghiamo noi. \u00c8 un sorrisetto furbo, navigato, da uomo esperto del mondo: e infatti lo si vede sorridere sempre, anche con un bicchiere in mano, accanto a Bergoglio, accanto a Myrta Merlino, accanto a Crescenzio Sepe, accanto a Giuseppe Fioroni, accanto a Gianfranco Ravasi, accanto a Giacinto Pannella, accanto a Roberto Benigni, insomma sempre accanto alla gente che piace. E sorride, sorride a tutti; al giornalista di <em>Famiglia Cristiana<\/em> che lo intervista, e ai suoi amici di Radio Radicale, ma soprattutto agl&#8217;invitati alla presentazione dei suoi libri. Un altro sorriso molto caratteristico? Quello di Antonio Spadaro, da dietro le lenti di direttore de <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em>; un sorriso furbo, divertito: di che cosa, poi? Di assecondare con assoluta fedelt\u00e0 la &quot;rivoluzione&quot; pastorale del signore argentino, anche smentendo l&#8217;intera tradizione della rivista? E Antonio Rizzolo, di che cosa sorride da dietro le lenti? Di aver politicizzato oltremodo <em>Famiglia Cristiana<\/em> e averla portata (insieme al suo predecessore, Antonio Sciortino) al minimo storico di 200.000 copie vendute, un settimanale che, quando parlava di Dio invece che di migranti e di Salvini, ne vendeva un milione mezzo? Eppure sorridono, sorridono tutti: sapranno loro il perch\u00e9, ma intanto sorridono. Si vede che sono soddisfatti, che si sentono dalla parte giusta della barricata. Perch\u00e9 la vita \u00e8 una guerra continua, non fra il bene e il male &#8212; questa \u00e8 teologia vecchia, roba da <em>Catechismo di Pio X<\/em>, cio\u00e8 da museo &#8212; ma fra cattolici moderni, proiettati verso le meraviglie del futuro, la societ\u00e0 multietnica e multiculturale, e cattolici oscurantisti, tradizionalisti, populisti, sovranisti, insomma egoisti e razzisti, se non proprio fascisti. E il sorrisetto sardonico del gesuita James Martin, dove lo mettiamo? Non ce ne siano certo scordati: come avremmo potuto? \u00c8 il prototipo, la quintessenza del sorrisetto del neoteologo modernista: ti guarda e sorride, con quella luce particolare nello sguardo, diciamo pure un po&#8217; da pazzo, o da genio, o da artista, chi lo sa; ti guarda e gesticola, inarca le sopracciglia, spalanca le braccia, va in televisione a fare le corna con entrambe le mani; fa il serio e sorride, fa il buffone e sorride, sorride sempre, <em>the show must go on<\/em>, lo spettacolo deve continuare, non pu\u00f2 fermarsi, chi si ferma \u00e8 perduto. Infatti: che succederebbe se qualcuno s fermasse per riprendere il fiato, per riflettere un poco; se i cattolici ricominciassero a pensare, e a pensare da cattolici? Forse, davanti a tutti quei sorrisetti, proverebbero, di colpo, una vampata di furore. Forse vorrebbero gridare il loro sdegno, la loro indignazione, la loro rivolta. C&#8217;\u00e8 poco da sorridere; Ges\u00f9, del resto, con tutta la sua immensa bont\u00e0, non aveva quel sorrisetto sulla faccia. Come lo sappiamo, visto che non c&#8217;erano le telecamere? Lo sappiamo perch\u00e9 molti Santi lo hanno <em>visto<\/em> e nessuno di loro, guarda caso, ha mai parlato d&#8217;un tale sorrisetto sul suo Volto di luce&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse lo avrete notato, o forse no: i preti bergogliani e i teologi modernisti rivelano quasi sempre un comune denominatore antropologico: portano stampato sulla faccia, imperturbabile,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[257],"class_list":["post-28214","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28214\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}