{"id":28213,"date":"2016-11-13T11:11:00","date_gmt":"2016-11-13T11:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/13\/da-quel-santo-eremita-nella-foresta-di-faggi-che-lezione-per-noi-uomini-moderni\/"},"modified":"2016-11-13T11:11:00","modified_gmt":"2016-11-13T11:11:00","slug":"da-quel-santo-eremita-nella-foresta-di-faggi-che-lezione-per-noi-uomini-moderni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/11\/13\/da-quel-santo-eremita-nella-foresta-di-faggi-che-lezione-per-noi-uomini-moderni\/","title":{"rendered":"Da quel santo eremita nella foresta di faggi che lezione per noi uomini moderni"},"content":{"rendered":"<p>Un santo eremita vive nella foresta di Perche, in Normandia: la notizia della sua presenza si diffonde a partire da quando una banda di briganti, che lo aveva avvicinato per derubarlo (e di che cosa, poi?), \u00e8 stata da lui convertita e ha promesso di cambiar vita. Ma le voci pi\u00f9 curiose a suo riguardo parlano d&#8217;un rapporto straordinario con gli animali: egli parla con loro, e quelli gli obbediscono, come se fossero creature razionali. Uno di questi racconti narra di una cerva che, inseguita dai lupi, si era rifugiata presso di lui, ed egli l&#8217;aveva salvata, ammonendo severamente i suoi inseguitori, che avevano desistito dalla caccia e si erano ritirati in buon ordine. \u00c8 un episodio che ricorda quello del lupo di Gubbio, narrato nei <em>Fioretti di San Francesco<\/em>: solo che san Francesco \u00e8 vissuto a cavallo fra il XII e il XIII secolo (dal 1181 o 1182 al 1226), mentre il santo eremita della foresta di Perche, Launomaro &#8212; in francese: saint Laumer -, \u00e8 vissuto seicento anni prima, nel VI secolo: pare sia morto, ormai pi\u00f9 che centenario, nel gennaio del 593, ed \u00e8 ricordato nel <em>Proprio dei Santi<\/em>, insieme ad altri, alla data del 19 gennaio.<\/p>\n<p>Che cosa ci faceva, Launomaro, in quell&#8217;angolo sperduto d&#8217;Europa, in mezzo al fitto intrico dei faggi e delle querce, residuo della selva primeva che ricopriva, in tempi antichissimi, gran parte del nostro continente? Non sappiamo molto di lui; le fonti sono delle <em>Vite<\/em> dell&#8217;et\u00e0 carolingia, scritte, dunque, oltre due secoli dopo la sua morte, e perci\u00f2 di scarsissimo valore storico. Ad ogni modo, sappiamo che, nato in una povera famiglia di Neuville-la-Mare, nella diocesi di Chartres, dopo aver fatto il pastore, aveva seguito la vocazione religiosa, era stato consacrato sacerdote e aveva assunto la funzione di economo nel capitolo di Chartres. In quella posizione, per\u00f2, Launomaro soffriva per la difficolt\u00e0 di seguire interamente la chiamata divina, che lo voleva dedito a una vita di pura contemplazione; per cui aveva scelto la foresta di Perche, come luogo ideale per l&#8217;eremitaggio, e vi si era ritirato, percorrendo quei luoghi selvaggi, ombrosi e solitari, mentre cantava gli inni al Signore. Abituato ai vasti spazi deserti della sua precedente vita di pastore, aveva tuttora bisogno di raccoglimento e solitudine per incontrare Dio, n\u00e9 era uomo da mezze misure: non temeva di nulla, perch\u00e9 non possedeva nulla e apparteneva interamente a Dio. Gli animali selvatici &quot;sentivano&quot; la sua santit\u00e0 e, davanti a lui, parevano trasformarsi in creature umane, dotate d&#8217;intelligenza, sentimento e volont\u00e0: segno inconfondibile di una vocazione vera e di una santit\u00e0 perfetta (qualcosa di simile si narra anche di un santo assai pi\u00f9 recente, il russo Serafino di Sarov).<\/p>\n<p>Dopo aver trascorso molti anni in solitudine, fra piante ed animali, Launomaro aveva fatto ritorno tra gli uomini, stabilendosi dapprima nella localit\u00e0 di Bellomer, dove poi sarebbe sorto un convento, e infine, tra il 560 e il 575, a Corbion, non lungi da Chartres, dove partecip\u00f2 alla costruzione di un nuovo convento (pi\u00f9 tardi denominato di Le -Moutier-au-Per-che). Dopo la morte, le sue spoglie conobbero diverse vicissitudini, dovute anche alla necessit\u00e0 di sottrarlo alle offese delle incursioni normanne, e trov\u00f2 infine riposo nel monastero di St-Laumer; per\u00f2, nel corso delle guerre civili del XVI secolo, gli ugonotti saccheggiarono il convento e dispersero i resti del santo, a eccezione del teschio, che era stato portato a Moissac fin dal 912, poi di nuovo traslato per iniziativa di Simone di Bourges, nel 1284.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo presenta Domenico Casagrande in un libro destinato a un pubblico di giovanissimi, <em>Santi e animali<\/em>, e scritto, perci\u00f2, nello stile adatto a dei bambini (Roma, Editrice Cor Unum, Figlie della Chiesa, 1970, pp.64-66):<\/p>\n<p><em>Che cosa direste, miei piccoli amici, se v&#8217;incontraste, in un bosco, con un monaco che canta a voce spiegata inni al Signore?<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio cos\u00ec faceva il santo monaco Launomaro nella foresta di Perche, in Gallia. E com&#8217;era bello, si racconta, vedere quel sant&#8217;uomo, ormai vecchio, con una fluente barba bianca che gli scendeva sul petto, a piedi scalzi, una tunica lunga nera stretta ai fianchi da una cintura di cuoio, camminare lentamente fra le alte piante di faggi e d&#8217;abeti, cantando salmi ed inni. Stromi d&#8217;uccelli gli volavano intorno ed univano il loro cinguettio allegro alla sua voce stanca.<\/em><\/p>\n<p><em>Nessuno, da principio, conosceva la presenza del sant&#8217;uomo nella foresta. Egli fu scoperto nientemeno che da alcuni briganti, che s&#8217;aggiravano nei dintorni per rapinare i viandanti. Quelle birbe matricolate credevano di fare un colpo buono anche con Launomaro, e invece il colpo lo fece lui&#8230; convertendoli tutti alla fede e ad una vita onesta. Una volta convertiti, essi diffusero la notizia della presenza del Santo in quel bosco; e la gente accorreva da lui per ricevere la sua benedizione e raccomandarsi alle sue preghiere.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma la carit\u00e0 del servo di Dio si esercit\u00f2 anche con gli animali.<\/em><\/p>\n<p><em>Si racconta che, un giorno, Launomaro stava passeggiando solo soletto in profonda meditazione, quando vide corrergli incontro, tutta tremante, una timida cerva inseguita dai lupi. Launomaro prov\u00f2 tanta compassione che, rivolto ai lupi, esclam\u00f2: &quot;Oh, bestie sempre rapaci, lasciate stare quella povera cerca, e tornate ai vostri luoghi!&quot;. I lupi si fermarono e, mogi mogi, se n&#8217;andarono a denti asciutti.<\/em><\/p>\n<p><em>La cerva s&#8217;accost\u00f2 al suo salvatore sino a strisciare sulle vesti di lui per esprimergli tutta la sua commossa gratitudine, e lo segu\u00ec alla capanna, mentr&#8217;egli andava mormorando tra s\u00e9: &quot;Ecco: come i lupi non cessano mai di divorar le carni altrui, cos\u00ec il diavolo, lupo ancor pi\u00f9 rapace, va in giro a divorare anime!&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Era giusto riportare questa pagina tratta da un libro per ragazzi: nella vita di questo santo nascosto, il cui nome non si trova nemmeno nella poderosa <em>Enciclopedia Cattolica<\/em>, si respira un&#8217;atmosfera fiabesca, mite, gentile, ma al tempo stesso rude e vigorosa, come le sterminate foreste che un tempo coprivano le terre della cristianit\u00e0, e delle quali non restano che pochi lembi &#8212; la Foresta delle Ardenne, la Foresta Nera, la Selva Boema &#8212; e che erano luoghi di eremitaggio per anacoreti, nonch\u00e9 luoghi del mito cristiano &#8211; si pensi solo al Santo Graal, celato lass\u00f9, da qualche parte, nelle foreste dell&#8217;Europa occidentale, cos\u00ec com&#8217;era celata la fontana dell&#8217;eterna giovinezza, o quella dell&#8217;amore e dell&#8217;odio. Nella vicenda umana di Launomaro si respira il profumo intenso della resina, degli abeti, e quello aspro degli animali selvatici, i cervi, gli orsi; l&#8217;odore della solitudine, del vento, delle foglie che stormiscono ai temporali d&#8217;autunno, e i grandi silenzi innevati dell&#8217;inverno, quando ogni cosa pare immersa in un sonno senza sogni, nel gelo dai riflessi azzurrini; il calore del fuoco che crepita sui ciocchi, e il rumore della neve che si scioglie, sgocciolando, alle prime carezze della primavera; e l&#8217;atmosfera raccolta, solenne, della preghiera e della contemplazione, quando l&#8217;anima \u00e8 assestata di Dio, e di Dio soltanto, e anche un semplice sospiro sembra una voce profana, capace di rompere l&#8217;incantesimo. \u00c8 l&#8217;atmosfera di un mondo meraviglioso, uscito perfetto dalle mani di Dio, anche se poi ferito dal Peccato originale; un mondo di pace, di bellezza, fatto per l&#8217;uomo, e non certo il mondo diabolico immaginato dalla eresia catara; ma un mondo dal quale bisogna prepararsi a prendere commiato, perch\u00e9 la sua bellezza \u00e8 transitoria, tutto in esso \u00e8 transitorio, e l&#8217;anima non deve aggrapparsi alle cose che fuggono, ma puntare dritta all&#8217;assoluto, a ci\u00f2 che permane.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 ha detto che, per entrare nel regno di Dio, bisogna divenire simili a dei fanciulli; e questa \u00e8 appunto la sensazione che si ricava dalla figura di un santo come Launomaro; e anche da una biografia, ingenua, se si vuole, ma ricca di fede, in un libro religioso destinato ai bambini. Il che non significa che il cristianesimo sia una religione fanciullesca, che sia solo un insieme di miti poetici, escogitati per consolare gli uomini nelle tribolazioni dell&#8217;esistenza; no, niente affatto: \u00e8 una religione talmente profonda, che le menti pi\u00f9 raffinate, come quella di sant&#8217;Agostino o quella di san Tommaso d&#8217;Aquino, vi si sono affaticate e vi hanno profuso il meglio della loro intelligenza, senza tuttavia arrivare a scorgerne il fondo, anzi, restando ancora in superficie, tanto \u00e8 abissale la Verit\u00e0 del Vangelo. Talmente abissale che l&#8217;intelligenza umana, per quanto vi si affatichi, somiglia ad un bambino che voglia travasare l&#8217;acqua del mare in una piccola buca scavata sulla riva. Eppure, la ragione pu\u00f2 indirizzare, pu\u00f2 guidare, pu\u00f2 sorreggere per un bel tratto di strada; pu\u00f2 chiarire dubbi, sciogliere incertezze, rischiarare oscurit\u00e0, incoraggiare gli esitanti: ma solo fino ad un certo punto. Poi, ci vuole qualcosa di pi\u00f9 &#8212; e non certo qualcosa di meno &#8211; della ragione umana: qualcosa che i fanciulli possiedono, ma gli uomini, resi superbi dalla loro intelligenza e dal loro sapere, hanno pressoch\u00e9 dimenticato. Ci vuole la fede. <em>Credo ut intelligam, et intelligo ut credam<\/em>, diceva, giustamente, sant&#8217;Agostino. E chi non ha capito ci\u00f2, non ha capito nulla.<\/p>\n<p>Ed ecco la fede di un santo, di un eremita, di un confessore dei briganti, di un amico degli animali; di un uomo che se ne va per le solitudini dei boschi a cantare i salmi e gli inni al Signore. Una fede rude e semplice, ma che punta dritto all&#8217;essenziale: al colloquio con Dio, alla contemplazione, alla lode, al ringraziamento per le meraviglie del creato. La fede di un vecchio che, senza dubbio, aveva, oltre che la barba lunga, anche le mani callose, la pelle rugosa, il fisico provato dai digiuni e dalle asprezze della vita selvatica, ma lo sguardo mite e penetrante di un bambino. Quante cose avremmo da imparare, noi moderni, da questa storia esemplare, che pare una favola per bambini e non lo \u00e8, semmai appartiene al mito; e il mito non \u00e8 un gioco della fantasia, \u00e8 una forma di conoscenza, tanto rispettabile quanto quella scientifica, e anche di pi\u00f9: perch\u00e9 la scienza descrive la superficie delle cose, il mito punta direttamente al cuore di esse. Che stiano bene attenti, i cristiani moderni, a non perdere di vista l&#8217;essenziale, a non scordarsi di andare al cuore delle cose: perch\u00e9 l&#8217;impressione che essi danno \u00e8 quella di essere venuti talmente a patti con il mondo, con la cultura moderna &#8212; la cui essenza, non bisogna mai scordarlo, \u00e8 anticristiana: materialista, edonista, ateista &#8212; da aver smarrito in se stessi ci\u00f2 che \u00e8 specificamente cristiano &#8212; la fede, per prima cosa. Quella vera, quella profonda, quella di un santo eremita che scelse la vita del bosco.<\/p>\n<p>Oh, certo, per carit\u00e0: si pu\u00f2 essere buoni cristiani e veri testimoni di Cristo anche stando in mezzo al mondo, anche nel frastuono della modernit\u00e0. Bisogna vedere come ci si sta. Il cristiano dovrebbe starci come un viandante di passaggio: oggi \u00e8 qui, ma domani sar\u00e0 giunto alla sua vera destinazione; e, anche stando qui, il suo sguardo non \u00e8 mai distolto dalle cose di quaggi\u00f9, ma conserva sempre la tensione verso l&#8217;alto, l&#8217;istinto di cercare il Cielo. Un cristiano che smette di guardare verso il Cielo e che si adatta fin troppo ai compromessi e alle comodit\u00e0 di questo mondo; che sostituisce la <em>Bibbia<\/em> e il Rosario con il computer e il telefonino; che ha sempre poco tempo per pregare, ma trova sempre il tempo per fare cento, mille cose materiali: ebbene, \u00e8 un cristiano che si \u00e8 dimenticato di essere tale. \u00c8 andato fuori strada, semplicemente. In genere non lo sa e non vuole saperlo; anzi: si vanta di aver pi\u00f9 fede lui, di dieci monaci di clausura; e di servir Dio pi\u00f9 lui, di tutti loro. Ma non \u00e8 vero. Si \u00e8 scordato l&#8217;essenziale, come un marito che, giunto a una certa et\u00e0, e dopo aver raggiunto il successo e la ricchezza, si \u00e8 scordato il motivo per cui aveva preso moglie, e si \u00e8 scordato il tempo in cui era felice, con poco, insieme alla sua sposa.<\/p>\n<p>Tutto l&#8217;insieme della vita dei cristiani, del loro stile e dello stile di una parte della Chiesa stessa, mostra questa secolarizzazione strisciante, questo processo di accomodamento con il mondo, ipocritamente chiamato &quot;dialogo&quot;, mentre invece \u00e8 una resa a discrezione. Potremmo fare innumerevoli esempi, dalla pastorale alla liturgia, dal catechismo al linguaggio. Ogni settimana, una rete nazionale manda in onda la Messa domenicale insieme ad un programma di riflessione religiosa rivolto specialmente ai ragazzi. C&#8217;\u00e8 un giovane sacerdote che sembra un fotomodello, lo si vede parlare e gesticolare in maniera insipida, sforzata, artificiale, imitando i modi di Alberto Angela. Le domande sono banali, le risposte, peggio; nessuna atmosfera di autentico raccoglimento, n\u00e9 di mistero (nel senso teologico del termine), o di vera spiritualit\u00e0. Ma senza spiritualit\u00e0, la fede \u00e8 morta, e la religione si riduce a un troncone bruciato dal fulmine. Abbiamo bisogno di ben altro, che di queste minestrine precotte, per accendere &#8211; o riaccendere &#8211; la fiamma della fede.<\/p>\n<p>Non ci servono discorsi melensi, sorrisi melliflui, giardinetti e fiorellini; non ci serve una fede presentata come facile e liscia, come si trattasse di bere un bicchier d&#8217;acqua. No: ci servono testimoni; ci servono uomini di Dio; ci servono eremiti come Launomaro, che amano la bellezza del mondo, ma per lodare la maggior gloria di Dio. La Chiesa non ha bisogno di damerini, ma di santi..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un santo eremita vive nella foresta di Perche, in Normandia: la notizia della sua presenza si diffonde a partire da quando una banda di briganti, che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,245],"class_list":["post-28213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-santi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28213\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}