{"id":28210,"date":"2019-12-09T07:16:00","date_gmt":"2019-12-09T07:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/09\/quel-fondo-fangoso-che-ce-in-ognuno-di-noi\/"},"modified":"2019-12-09T07:16:00","modified_gmt":"2019-12-09T07:16:00","slug":"quel-fondo-fangoso-che-ce-in-ognuno-di-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/12\/09\/quel-fondo-fangoso-che-ce-in-ognuno-di-noi\/","title":{"rendered":"Quel fondo fangoso che c&#8217;\u00e8 in ognuno di noi"},"content":{"rendered":"<p>In termini religiosi si chiama <em>concupiscenza<\/em> ed \u00e8 la conseguenza diretta del Peccato originale: una certa disposizione, se non al male, a ci\u00f2 che apre la strada al male; una maggiore inclinazione verso l&#8217;egoismo, l&#8217;avidit\u00e0, la superbia e la lussuria, che non verso l&#8217;altruismo, la generosit\u00e0, la modestia e la continenza. Quanto al primo punto, il Peccato originale, il filosofo colombiano Nicol\u00e0s G\u00f2mez D\u00e1vila diceva che l&#8217;umanit\u00e0 si divide in due grandi categorie: quelli che credono al Peccato originale, e gli sciocchi. Quanto al secondo punto, le conseguenze di quel peccato per l&#8217;umanit\u00e0 intera (con la sola eccezione della Vergine Maria, nata senza peccato) sono state messe in dubbio da numerosi eretici, a partire da Pelagio, nel IV-V secolo, e oggi, nel neoclero modernista, esso trova sempre maggiori oppositori: ad esempio quel don Antonio Mazzi che va sempre nei salotti televisivi, gradito ospite, per dire, fra le altre cose, che non bisogna aver paura dell&#8217;uomo cattivo, perch\u00e9 <em>l&#8217;uomo cattivo non esiste<\/em>. Questa \u00e8 un&#8217;eresia, appunto perch\u00e9 nega, di fatto, il Peccato originale, o lo ridice a una faccenda che riguarda solo i nostri antichissimi progenitori, Adamo ed Eva: il che non \u00e8 cattolico, ma russoviano, visto che era il filosofo ginevrino ad asserire che l&#8217;uomo \u00e8 buono per natura, e a renderlo cattivo \u00e8, semmai, l&#8217;influsso nefasto della societ\u00e0 (come se la societ\u00e0 non fosse fatta di uomini). Il cattolico sa che l&#8217;uomo non \u00e8 buono per natura, perch\u00e9 soffre le conseguenze del Peccato originale ed \u00e8 stato ferito, nella sua natura, da quel grave atto di invidia e disobbedienza, cos\u00ec come \u00e8 stato ferito tutto il creato; pur senza cadere nell&#8217;eccesso di pessimismo di Lutero e dei protestanti, secondo i quali tutta l&#8217;umanit\u00e0 non \u00e8 che una massa dannata e che nessuno meriterebbe la salvezza, tranne i pochi che Dio sceglie nel suo imperscrutabile disegno, indipendentemente dai loro meriti apparenti (dottrina della salvezza <em>sola fide<\/em>, con la sola fede, e senza alcun contributo delle opere buone).<\/p>\n<p>Se l&#8217;uomo fosse buono per natura e se avesse ragione Rousseau, allora non si capisce cosa ci starebbe a fare la dottrina del Peccato originale nel Magistero della Chiesa cattolica: sarebbe come il <em>caput mortuum<\/em> di una visione antropologica viziata da un pessimismo tanto eccessivo quanto ingiustificato. E se avessero ragione don Mazzi e tutti quei preti e quei teologi che la pensano come lui, allora non si capisce bene per quale mai ragione Dio si sarebbe incarnato, sarebbe morto sulla croce e poi risorto per la redenzione dell&#8217;umanit\u00e0: evidentemente avrebbe potuto risparmiarsi la fatica. Se l&#8217;uomo fosse fondamentalmente buono, allora non si dovrebbe parlare di peccato, salvo casi eccezionali, ma di errore: sbaglia e commette delle violazioni alla legge morale, per\u00f2 non lo fa in assoluta malafede; sbaglia, ma bisogna capirlo, bisogna contestualizzare, bisogna saper fare <em>discernimento<\/em> (che bello, il vocabolario truffaldino della contro-chiesa apostatica: come rende dolci e graziose le parole-truffa), bisogna scusarlo: come insegna la falsa pastorale del falso pastore Bergoglio, ad esempio in <em>Amoris laetitia<\/em>, ove si giustifica l&#8217;adulterio e si autorizzano i divorziati risposati a seguitare nel disordine morale e, per soprammercato, a fare la santa Comunione, come se fossero perfettamente in grazia di Dio. Per non parlare dei falsi pastori tedeschi, col cardinale Marx in testa, secondo i quali la chiesa deve decidersi a riconoscere l&#8217;omosessualit\u00e0 come un&#8217;inclinazione assolutamente naturale e quindi non si vede perch\u00e9 essa non dovrebbe anche benedire le unioni gay nella forma sacramentale vera e propria.<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi lucida e quasi crudele del fondo fangoso di passioni perverse che giace allo stato latente nella nostra anima, e che \u00e8 saggio non ridestare mai, si trova nel romanzo <em>I turbamenti del giovane T\u00f6rless<\/em>, dello scrittore Robert Musil (Klagenfurt, 6 novembre 1880-Ginevra, 15 aprile 1942), assai pi\u00f9 famoso per il romanzo <em>L&#8217;uomo senza qualit\u00e0<\/em>, che lo pone, di fatto e di diritto, fra i massimi rappresentanti della cosiddetta letteratura della crisi del primo Novecento, insieme a Joyce, Pirandello, Svevo, Proust, Thomas Mann, Virginia Woolf e, per certi aspetti, Ernest Hemingway. Nel romanzo giovanile, il protagonista adolescente, figlio di un&#8217;ottima famiglia della societ\u00e0 austro-ungarica, durante gli anni in cui frequenta il collegio militare si trova coinvolto in misura crescente nella torbida vicenda che ruota attorno a un giovane collegiale, Basini, e a due ragazzi che lo perseguitano in ogni modo, anche sessualmente, e che arrivano a stuprarlo, usando l&#8217;arma del ricatto, in quanto sono venuti a conoscenza di un furto da lui commesso che, se fosse denunciato ai superiori condurrebbe certamente alla sua immediata espulsione. Dapprima sconcertato e disgustato da ci\u00f2 che i suoi due compagni stanno facendo ai danni di Basini, T\u00f6rless, animo raffinato di esteta e al tempo stesso gelido razionalista, un po&#8217; alla volta si fa prendere dalla spirale di violenza sadica e finisce per partecipare attivamente alla persecuzione del disgraziato, dal quale si sente attratto fisicamente, come del resto gli altri due, cosa che gli fa provare vergogna e sensi di colpa che cerca di esorcizzare raddoppiando la sua indifferenza e il suo cinismo nei confronti della vittima. Alla fine, stanco del gioco o forse nauseato di se stesso, finisce per consigliare Basini di auto-denunciarsi per sottrarsi al ricatto e alle violenze; e, quando la storia del furto viene in piena luce, questi \u00e8 cacciato, come previsto, mentre i suoi persecutori sono circonfusi dalla &quot;gloria&quot; di essersi adoperati per difendere il buon nome dell&#8217;istituto da un ospite indegno. Quanto a T\u00f6rless, dopo aver dato prova della sua natura contorta e a suo modo patologica, facendo un cervellotico discorso davanti ai responsabili del collegio, viene a sua volta allontanato, sia pur in maniera dolce, con la motivazione che un alunno della sua sensibilit\u00e0 e intelligenza potr\u00e0 proseguire gli studi pi\u00f9 efficacemente in forma privata. Il fascino del romanzo risiede nella maniera minuziosa e inesorabile, degna di Proust, con cui l&#8217;Autore descrive la discesa del protagonista negli abissi della sensualit\u00e0 e della perversione, conservando sempre, per\u00f2, una sorta di strano distacco, come se in lui vi fosse uno sdoppiamento che gli permette di osservare se stesso quasi dall&#8217;esterno, e nello stesso tempo gli impedisce di riconoscere sino in fondo il carattere profondamente malvagio del suo stesso comportamento. A distanza di anni, infatti, annota Musil che <em>T\u00f6rless non si pent\u00ec mai, neanche nella maturit\u00e0, di ci\u00f2 che gli era accaduto<\/em>: non dice <em>di ci\u00f2 che aveva fatto<\/em>, ma <em>di ci\u00f2 che gli era accaduto<\/em>; come se si fosse trovato preso da una forza esterna, e rimuovendo il fatto che il ruolo da lui svolto in quella oscura vicenda era stato assolutamente volontario.<\/p>\n<p>Ecco come lo scrittore austriaco descrive lo stato d&#8217;animo del protagonista nei giorni in cui ha la rivelazione del fondo torbido e limaccioso che giaceva nelle profondit\u00e0 della sua anima, e ne resta per met\u00e0 sconvolto e per met\u00e0 affascinato; poi sposta la riflessione sugli anni successivi, quando T\u00f6rless \u00e8 diventato un giovane uomo posato e affidabile, mai, per\u00f2, visitato dal rimorso o anche solo dal rammarico per ci\u00f2 cui aveva partecipato (da: R. Musil, <em>I turbamenti del giovane T\u00f6rless<\/em>; titolo originale: <em>Die Verwirrungen der Z\u00f6glings T\u00f6rless<\/em>, 1906; traduzione dal tedesco di Andrea Landolfi, Roma, Newton Compton, pp. 143-145):<\/p>\n<p><em>Si domandava che cosa gli altri, i genitori, gli insegnanti, gli avrebbero detto se avessero saputo il suo segreto.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma con quest&#8217;ultimo stupore, regolarmente i suoi tormenti cessavano. Subentrava una fredda stanchezza, e la pelle, febbricitante e rilasciata, di nuovo si tendeva in un benefico brivido di freddo. Allora una silenziosa indifferenza lo rendeva inavvicinabile, ma insieme si sentiva pieno di un chiaro disprezzo per tutti. Dentro di s\u00e9 sospettava delle cose pi\u00f9 abiette ognuna delle persone con cui parlava.<\/em><\/p>\n<p><em>E inoltre gli sembrava che gli altri non conoscessero la vergogna. Non credeva che essi soffrissero quanto lui sapeva soffrire. Gli pareva che la corona di spine dei suoi rimorsi di coscienza a loro mancasse.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma si sentiva anche come uno che si sia risvegliato da una profonda agonia. Come uno che sia stato sfiorato dalle mani occulte della dissoluzione. Come uno che non pu\u00f2 pi\u00f9 dimenticare la silenziosa saggezza di una lunga malattia.<\/em><\/p>\n<p><em>In quello stato d&#8217;animo si sentiva felice, tanto che in continuazione ne provava nostalgia.<\/em><\/p>\n<p><em>Cominciava cos\u00ec: di nuovo poteva guardare Basini con indifferenza, e fronteggiare con un sorriso il disgusto e la volgarit\u00e0 che questi gli ispirava. Poi sapeva che si sarebbe abbassato, ma a ci\u00f2 attribuiva un senso nuovo. Quanto pi\u00f9 orribile e indegno era ci\u00f2 che Basini gli offriva, tanto maggiore era il contrasto cin quel sentimento di sofferente delicatezza che soleva subentrare dopo.<\/em><\/p>\n<p><em>T\u00f6rless si rifugiava in un cantuccio da cui poteva vedere senza essere veduto. Se chiudeva gli occhi sentiva salire in s\u00e9 un impulso indistinto, e se li riapriva non trovava nulla che potesse paragonare a quello. E poi, all&#8217;improvviso il pensiero di Basini cresceva e concentrava su di s\u00e9 ogni cosa. Ma subito, per\u00f2, perdeva ogni connotato certo. Sembrava non appartenere pi\u00f9 a T\u00f6rless e sembrava non riferirsi pi\u00f9 a Basini. Era completamente circondato da sensazioni come donne lascive dagli abiti accollati e dai volti celati in maschere.<\/em><\/p>\n<p><em>T\u00f6rless non era in grado di nominare nessuna di quelle sensazioni, di nessuna sapeva che cosa celasse; ma proprio in ci\u00f2 era la seduzione inebriante. Egli non conosceva pi\u00f9 se stesso, e proprio da questo cresceva la sua brama selvaggia e sprezzante di dissipazione: come se, in una festa galante, all&#8217;improvviso si spegnessero tutte le luci e uno non sapesse pi\u00f9 chi \u00e8 la figura che sta trascinando a terra e coprendo di baci.<\/em><\/p>\n<p><em>Pi\u00f9 tardi, quando ebbe superato gli eventi della sua giovinezza, T\u00f6rless divenne un giovane di animo molto fine e sensibile, una di quelle nature d&#8217;indole estetico-intellettuale a cui l&#8217;osservanza delle leggi e anche, in parte, della morale pubblica, conferisce tranquillit\u00e0, perch\u00e9 in tal modo si sentono sollevate dal dover riflettere su cose basse e lontane dai ben pi\u00f9 raffinati accadimenti spirituali. A questa grande e un poco ironica correttezza esteriore tali nature associano tuttavia un&#8217;annoiata indifferenza non appena si richiede loro un pi\u00f9 personale interesse per gli oggetti di quelle leggi e di quella morale. Il loro interesse precipuo, ci\u00f2 che veramente li prende, \u00e8 infatti unicamente la crescita dell&#8217;anima, dello spirito o come altrimenti si voglia chiamare ci\u00f2 che in noi viene cresciuto da un pensiero trovato tra le pagine di un libro o sulle labbra serrate di un ritratto; ci\u00f2 che a volte si risveglia quando una melodia isolata e ostinata si libera da noi e prende a vagare nell&#8217;infinito trascinandosi dietro, con bizzarre movenze, il filo rosso e sottile del nostro sangue, ma che sempre sparisce quando scriviamo atti, costruiamo macchine, andiamo al circo o comunque ci dedichiamo a una delle infinte occupazioni di questo genere.<\/em><\/p>\n<p><em>Dunque a simili uomini sono sommamente indifferenti quegli oggetti che facciano appello unicamente alla loro correttezza morale. Per questo T\u00f6rless non si pent\u00ec mai, neanche nella maturit\u00e0, di ci\u00f2 che gli era accaduto. I suoi bisogni erano cos\u00ec univocamente orientati sulla sfera intellettuale che, se qualcuno gli avesse raccontato una storia in tutto simile sugli eccessi di un dissoluto, sicuramente non gli sarebbe neanche venuto in mente di provare dello sdegno&#8230;<\/em><\/p>\n<p>In questa pagina di prosa, che certo non ha la potenza drammatica di quelle di Dostoevskij, ma pure si segnala per la sua acutezza e la capacit\u00e0 d&#8217;introspezione psicologica, Musil ci offre una chiave di lettura per comprendere molte cose del comportamento dell&#8217;uomo contemporaneo. Da un lato ci mostra fino a che punto estetismo e nichilismo abbiano minato le basi stesse della vita quotidiana, e affacciato il demone della pazzia sadica e dissolutrice nei tessuti e nella carne viva delle relazioni interpersonali, nelle quali l&#8217;altro \u00e8 ridotto a cosa, ad oggetto di trastullo crudele, una sorta di vittima designata, e che prova lei stessa l&#8217;impulso perverso di soffrire: come accade a Basini, che subisce tutto anche perch\u00e9 ci trova un abietto e inconfessabile piacere. Dall&#8217;altro lato ci mostra il ruolo essenziale ma pressoch\u00e9 sconosciuto che svolge nelle nostre vite il senso di colpa: perch\u00e9 \u00e8 chiaro che quanto pi\u00f9 la colpa viene rimossa da colui che l&#8217;ha commessa e respinta nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima, tanto pi\u00f9 imputridisce e comincia a generare un inconsapevole senso di colpa, che genera, a sua volta, l&#8217;auto-disprezzo. In questo senso, si pu\u00f2 ipotizzare che il cinismo e la freddezza con cui T\u00f6rless diventato adulto si avvolge, altro non siano che la corazza per esorcizzare i sensi di colpa che battono alla sua coscienza, ma non vengono riconosciuti e proprio perci\u00f2 premono con maggior violenza. Ora, bisogna aver chiaro che T\u00f6rless, per quanto sia, in fondo, un anormale &#8212; cresciuto e divenuto cittadino modello, come Ulrich ne <em>L&#8217;uomo senza qualit\u00e0<\/em>, si diletta di studi matematici e intanto sfiora per gioco l&#8217;incesto con la sorella &#8212; non \u00e8 affatto un&#8217;eccezione. Forse lo era cent&#8217;anni fa: oggi \u00e8 un tipo largamente diffuso. <em>Questa<\/em> \u00e8 la malattia della modernit\u00e0: la perdita del senso del male, generatrice d&#8217;inconsci sensi di colpa, i quali deturpano la vita come una lebbra&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In termini religiosi si chiama concupiscenza ed \u00e8 la conseguenza diretta del Peccato originale: una certa disposizione, se non al male, a ci\u00f2 che apre la<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[109,117,119,219],"class_list":["post-28210","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-dottrina","tag-peccato-originale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28210\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}