{"id":28208,"date":"2016-02-01T11:02:00","date_gmt":"2016-02-01T11:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/01\/quel-che-resta-del-giorno\/"},"modified":"2016-02-01T11:02:00","modified_gmt":"2016-02-01T11:02:00","slug":"quel-che-resta-del-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/01\/quel-che-resta-del-giorno\/","title":{"rendered":"Quel che resta del giorno"},"content":{"rendered":"<p>Da almeno un paio di secoli stiamo corteggiando la rovina, il disfacimento, la putrefazione; stiamo proclamando il dovere del disincanto, della disillusione, del pessimismo radicale; stiamo erigendo gli altari della nuova religione del Nulla, del relativismo e dell&#8217;indifferentismo. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi, quindi, se la luce si sta effettivamente spegnendo nelle nostre anime, e se il sipario sta per calare sulla nostra civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Siamo arrivato al crepuscolo: dopo averlo evocato cos\u00ec a lungo e cos\u00ec tenacemente, \u00e8 effettivamente arrivato ed \u00e8 troppo tardi per pentimenti, ripensamenti e rimorsi; non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo per recuperare le risorse morali e spirituali gettate al vento, l&#8217;intelligenza sprecata in sterili giochi, il tradimento nei confronti di noi stessi. Siamo i figli crepuscolari di una civilt\u00e0 crepuscolare, che sfrutta gli ultimi raggi di luce prima di sprofondare nel buio.<\/p>\n<p>Era questo che volevamo? Oppure abbiamo scherzato col fuoco, abbiamo evocato imprudentemente dei fantasmi che, in fondo, non pensavamo sarebbero arrivati? Abbiamo sbagliato per volont\u00e0 deliberata di autodistruzione, oppure per leggerezza irresponsabile? Comunque sia, non ha pi\u00f9 molta importanza. I fantasmi si sono presentati, i mostri si sono scatenati; il gioco, se anche era tale, si \u00e8 trasformato in qualcosa di terribilmente, mortalmente serio.<\/p>\n<p>Abbiamo imparato qualcosa, almeno, dai nostri errori? Se potessimo tornare indietro, cambieremmo il nostro atteggiamento? Saremmo capaci di riconoscere il punto in cui ci siamo discostati dalla giusta via, per addentrarci lungo sentieri attraenti, ma ingannevoli, nei quali abbiamo finito per perdere completamente l&#8217;orientamento e il significato stesso del nostro andare? Che cosa ci \u00e8 accaduto? Perch\u00e9 e come siamo arrivati a questo punto, a questa mancanza di speranza, di futuro, di autentico amore per la vita?<\/p>\n<p>Molti si preoccupano di sopravvivere, di ripristinare la possibilit\u00e0 di credere ancora nel domani. A noi pare piuttosto che dovremmo fare un profondo e salutare esame di coscienza; ammettere pienamente le nostre gravissime responsabilit\u00e0; chiedere perdono per la presuntuosa follia cui ci siamo abbandonati, e per aver defraudato noi stessi, e soprattutto i nostri figli, della speranza nel futuro. Questo \u00e8 pi\u00f9 importante che sopravvivere materialmente: perch\u00e9 ne va della salvezza delle nostre anime. La fine di un mondo \u00e8 ancora il male minore, purch\u00e9 scampi al naufragio la nostra essenza spirituale.<\/p>\n<p>Dovremmo preoccuparci di questo. Il dovere di fare i conti con noi stessi, lealmente e onestamente, viene prima del fatto di chiederci se e come riusciremo a spegnere l&#8217;incendio che noi stessi abbiamo appiccato, o a scampare al naufragio da noi stessi reso inevitabile. La parabola della nostra civilt\u00e0, la cosiddetta civilt\u00e0 moderna, \u00e8 quella dell&#8217;orgoglio e della presunzione: \u00e8 questo che ci ha resi folli e ci ha condotti fuori strada. \u00c8 stato quello il momento in cui abbiamo acconsentito a che una forza malvagia si insinuasse dentro di noi e ci trascinasse, gonfi di superbia, verso la nostra stessa rovina. Eppure eravamo lucidi: non \u00e8 accaduto per una distrazione. Ci piacerebbe pensarlo, ma sarebbe una consolazione troppo facile, che non meritiamo: perch\u00e9 vedevamo bene dove stavamo andando, eppure abbiamo imboccato, con decisione e senza esitare affatto, il sentiero sbagliato. Eravamo fuori di noi, s\u00ec, ma in modo perfettamente lucido. E ora siamo giunti qui: alla fine del giorno.<\/p>\n<p>IL TRADIMENTO DELLA PERSONA.<\/p>\n<p>Il primo e pi\u00f9 grave tradimento \u00e8 stato nei confronti di noi stessi, del nostro essere persone. Adoratori delle cose, siamo regrediti a cose noi stessi. Abbiamo smesso di vederci come persone; abbiamo preferito vederci, desiderarci e amarci come cose: come le cose delle quali siamo divenuti insaziabili consumatori. Mai si era verificata una simile regressione, e con tanta euforia.<\/p>\n<p>L&#8217;IPERTROFIA DELL&#8217;EGO.<\/p>\n<p>Dopo aver perso completamente il senso del limite, ci siamo follemente innamorati di noi stessi. Ma di quale parte di noi stessi, se non la peggiore? La pi\u00f9 viziata e capricciosa; la pi\u00f9 narcisista e infantile; la pi\u00f9 banale e superficiale. Quella meno personale, meno individuale: quella che ci accomuna ad infiniti altri. Banali e narcisisti come noi.<\/p>\n<p>LUSSURIA, SUPERBIA, AVARIZIA.<\/p>\n<p>Il nostro bisogno di amore \u00e8 diventato smania di sesso, cio\u00e8 lussuria; il nostro bisogno di affermazione e di riconoscimento \u00e8 diventato superbia; il nostro bisogno di sicurezza si \u00e8 trasformato in avarizia e in cupidigia: in una tendenza compulsiva ad accumulare sempre pi\u00f9 cose, al di l\u00e0 di ogni reale necessit\u00e0, fino ad esserne ossessionati, a non poter pensare pi\u00f9 ad altro.<\/p>\n<p>L&#8217;ATTRAZIONE PER LA MORTE.<\/p>\n<p>Abbiamo voluto escludere la morte dal nostro orizzonte esistenziale; non pensarci, non vederla: e il risultato \u00e8 stato che essa, cacciata dalla porta, \u00e8 rientrata silenziosamente dalla finestra; si \u00e8 insinuata nella nostra anima, l&#8217;ha corrotta e avvelenata, ha spento in essa ogni gioia di vivere. Siamo diventati dei corteggiatori della morte, ma senza averne consapevolezza: dunque, con pena e con cattiva coscienza. Come il topo ipnotizzato dal serpente che si appresta a divorarlo.<\/p>\n<p>LA CULTURA DEL SOSPETTO.<\/p>\n<p>La nostra cattiva coscienza e il nostro rimorso, non riconosciuto come tale, ci ha resi non solo infelici, ma anche diffidenti. Abbiamo smesso di credere alla verit\u00e0 e abbiamo incominciato a vedere ovunque l&#8217;inganno, la falsit\u00e0, la menzogna, l&#8217;ipocrisia. Abbiamo rispecchiato all&#8217;esterno le nostre miserie, le nostre paure e le nostre deformit\u00e0. In realt\u00e0, diffidavamo di noi stessi.<\/p>\n<p>DISPERAZIONE, CRUDELT\u00c0, SADISMO.<\/p>\n<p>Il vicolo cieco in cui ci siamo infilati ci ha portati alla disperazione, ma la cattiva coscienza ci ha impedito di riconoscerlo, di cercare aiuto, di ritornare sui nostri passi. Disperati, abbiamo cercato sfogo nella crudelt\u00e0; e la crudelt\u00e0 \u00e8 divenuta una forma di risarcimento, di gratificazione sostitutiva: abbiamo scoperto il piacere sadico. Anche il masochismo, che \u00e8 sadismo contro se stessi.<\/p>\n<p>DISONEST\u00c0 INTELLETTUALE, GELOSIA, INVIDIA.<\/p>\n<p>Il nostro modo di vivere e di porci ci ha condotti alla disonest\u00e0 intellettuale: vediamo il bene, ma facciamo il male; per\u00f2 non abbiamo il fegato di chiamare le cose col loro nome, e contrabbandiamo il male per bene, volendo autoassolverci. Al tempo stesso, siamo gonfi di gelosia e d&#8217;invidia per chi \u00e8 migliore di noi: per chi vede il bene e cerca di farlo, mentre si sforza di evitare il male.<\/p>\n<p>CORTO CIRCUITO DEL LOGOS CALCOLANTE.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto del Logos strumentale e calcolante la sola forma legittima di conoscenza, e questo ha provocato un corto circuito. Tutto ci\u00f2 che non rientra nei suoi schemi \u00e8 stato negato o rimosso; quel che vi rientra, ma come verit\u00e0 parziale, \u00e8 stato assolutizzato. Pur senza mentire in modo esplicito, abbiamo orribilmente deformato il volto della realt\u00e0, secondo il nostro sogno di potenza.<\/p>\n<p>DERISIONE DEL BENE, DEL GIUSTO, DEL VERO E DEL BELLO.<\/p>\n<p>Non ci \u00e8 bastato allontanarci dalla retta via; abbiamo voluto tagliarci i ponti dietro le spalle e spargere ovunque semi di odio, disprezzo e derisione per il Bene, il Giusto, il Vero e il Bello. Abbiamo eretto blasfemi monumenti al male, all&#8217;empiet\u00e0, alla falsit\u00e0 e alla bruttezza. Abbiamo perfino perseguitato chi incarnava l&#8217;onest\u00e0 e la rettitudine, per tacitare i nostri sensi di colpa.<\/p>\n<p>Animati da una malizia subdola e infernale, abbiamo proclamato di detestare i dogmi, i fanatismi, l&#8217;intolleranza, ma quel che volevamo era instaurare il relativismo pi\u00f9 assoluto: perch\u00e9 solo nelle tenebre dell&#8217;anima potevamo sottrarci alla vergogna di quel che facevamo. Come ladri nella notte.<\/p>\n<p>IL DISPREZZO DEL CREATO E DEL CREATORE.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 che mai decisi a farci gli d\u00e8i di noi stessi, abbiamo negato e disprezzato il vero Dio e ci siamo arrogati il diritto di manipolare la creazione, illimitatamente, diabolicamente. Non abbiamo arretrato davanti a nulla, a nessuna pratica perversa: sempre in nome della scienza e del progresso. Come se esistesse un progresso che giustifichi un simile stravolgimento dello statuto ontologico degli enti.<\/p>\n<p>LA VOLUTT\u00c0 DEL NICHILISMO.<\/p>\n<p>Divenuti cavalieri del Nulla, ci siamo sprofondati nella volutt\u00e0 dell&#8217;autodistruzione: e l&#8217;abbiamo chiamata salute. Abbiamo cercato di dissimulare, dietro un vitalismo esasperato, la triste consapevolezza di essere gi\u00e0 morti e di trascinare attorno i nostri pallidi cadaveri. E, quel che \u00e8 peggio, avremmo rifiutato qualunque medico: troppo godevamo di una tale degradazione.<\/p>\n<p>RESPONSABILIT\u00c0 DEI CATTIVI MAESTRI.<\/p>\n<p>Ci siamo cercati dei &quot;maestri&quot; degni della nostra perversione: e, naturalmente, li abbiamo trovati. La domanda crea l&#8217;offerta: se non ci fossero stati, li avremmo inventati. Dopo di che, li abbiamo applauditi, ammirati, adorati. Essi hanno procurato un male immenso alla societ\u00e0, ma siamo noi che lo abbiamo permesso. Se la societ\u00e0 fosse stata sana, li avremmo riconosciuti per quel che erano, e li avremmo cacciati a furor di popolo, tra fischi e risate di scherno.<\/p>\n<p>NECESSIT\u00c0 IMPROROGABILE DELLA CONVERSIONE.<\/p>\n<p>Se vogliamo salvare almeno l&#8217;anima, dobbiamo fare un bagno di umilt\u00e0: dobbiamo convertirci dalla vita falsa e adulterata alla vita vera, alla vita buona. Dobbiamo ritrovare il senso delle cose, tirarci fuori dalla palude del pessimismo, del nichilismo e del disamore di noi stessi. Il nostro narcisismo, infatti, non \u00e8 vero amore, ma un goffo tentativo di dissimulare il disprezzo per noi stessi.<\/p>\n<p>GRAZIA E REDENZIONE, DONI CELESTI.<\/p>\n<p>Non possiamo redimerci a soli: questo, almeno, \u00e8 chiaro. Non ci redimer\u00e0 la scienza, non ci salver\u00e0 il progresso. Dobbiamo imparare a chiedere; dobbiamo ritornare a sentirci creature e a sentire, pensare ed agire come tali. Non siamo piccoli d\u00e8i: siamo deboli, fragili e imperfetti. Per\u00f2 possiamo fare grandissime cose; ma non da soli, bens\u00ec con l&#8217;aiuto della Grazia celeste. In definitiva, dobbiamo riscoprire tutto il valore salvifico della preghiera.<\/p>\n<p>LA LEGGE NATURALE, PREMESSA DELLA LEGGE DIVINA.<\/p>\n<p>Finora ci siamo fatti legge a noi stessi. E siamo giunti fin sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso, dove tuttora ci troviamo, paurosamente in bilico. Da adesso, dobbiamo tornare a seguire la legge naturale, che ci parla del Creatore prima ancora d&#8217;averlo incontrato. Osservando la legge naturale, possiamo cominciare a mettere un piede fuor della palude; il resto verr\u00e0 dopo, se saremo animati dalla buona volont\u00e0. Non dovremo fare tutto da soli. E, del resto, nemmeno lo potremmo. Qualcuno ci aiuter\u00e0. Ma solo se sapremo morire al nostro uomo vecchio e rinascere all&#8217;uomo nuovo che \u00e8 in noi, e che soffre e geme nelle doglie del parto.<\/p>\n<p>L&#8217;AMOR CHE MOVE IL SOLE E L&#8217;ALTRE STELLE.<\/p>\n<p>Non si vive a caso: si vive per uno scopo. Lo scopo \u00e8 cercare, trovare, amare e servire Dio, meta suprema e punto omega di tutto ci\u00f2 che esiste. L&#8217;amore di Dio \u00e8 il solo perfetto, perch\u00e9 sciolto dai lacci e dalle scorie dell&#8217;io; ed \u00e8 il solo che rinasce continuamente da se stesso, non si logora mai, non si esaurisce mai, perch\u00e9 la sua sorgente non \u00e8 nel nostro mondo finito, ma nell&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>E ADESSO, CORAGGIO.<\/p>\n<p>Intelligenza, sentimento, volont\u00e0: dobbiamo fare appello alla nostra umanit\u00e0 profonda e semi-dimenticata. Dobbiamo tornare a volerci bene, ma nel modo giusto; ad amare la vita, a vedere nel &quot;tu&quot; non l&#8217;ostacolo, ma il completamento di noi stessi. Dobbiamo avere fede. E adesso, coraggio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da almeno un paio di secoli stiamo corteggiando la rovina, il disfacimento, la putrefazione; stiamo proclamando il dovere del disincanto, della disillusione, del pessimismo radicale; stiamo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-28208","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28208","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28208"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28208\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28208"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28208"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28208"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}