{"id":28200,"date":"2012-10-24T10:34:00","date_gmt":"2012-10-24T10:34:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/24\/le-quattro-virtu-cardinali-prudenza\/"},"modified":"2012-10-24T10:34:00","modified_gmt":"2012-10-24T10:34:00","slug":"le-quattro-virtu-cardinali-prudenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/24\/le-quattro-virtu-cardinali-prudenza\/","title":{"rendered":"Le quattro virt\u00f9 cardinali: prudenza"},"content":{"rendered":"<p>Dante e Virgilio, sbucati sulla spiaggia del Purgatorio, vedono brillare, alte nel cielo australe, quattro stelle eccezionalmente luminose, la cui bellezza lo commuove al punto da fargli considerare il cielo boreale &quot;vedovo&quot;, poich\u00e9 gli \u00e8 negato un tale fulgore.<\/p>\n<p>Esse rappresentano le quattro virt\u00f9 cardinali, gi\u00e0 note agli antichi, e specialmente a Platone, ma riprese e reinterpretate dalla cultura medievale con una particolare coloritura religiosa; tanto che la teologia cristiana, da sempre, le considera propedeutiche all&#8217;acquisizione delle tre virt\u00f9 teologali, che portano l&#8217;anima umana alle soglie del divino: fede, speranza e carit\u00e0.<\/p>\n<p>Le quattro virt\u00f9 cardinali sono la prudenza (&quot;prudentia&quot;), la giustizia (&quot;iustitia&quot;), la fortezza (&quot;fortitudo&quot;) e la temperanza (&quot;temperantia&quot;); ad esse alcuni teologi cattolici ne aggiungono una quinta, l&#8217;umilt\u00e0 (&quot;humilitas&quot;), che le completa e le riassume, nel senso evangelico della purezza di cuore o della verginit\u00e0 del cuore (&quot;puritas cordis&quot;).<\/p>\n<p>Gli uomini moderni sembrano averle dimenticate: vivendo in una societ\u00e0 profondamente secolarizzata, essi le hanno messe in soffitta, considerandole un retaggio della educazione religiosa ricevuta da bambini, e nella quale non vogliono pi\u00f9 riconoscersi; e poco importa che esse non siano virt\u00f9 specificamente cristiane, ma proprie dell&#8217;essere umano in quanto tale, cio\u00e8, per dirla con Aristotele, in quanto essere sociale e ragionevole.<\/p>\n<p>Del resto, tutto o quasi tutto, nel mondo moderno, sembra andare nella direzione contraria ad esse: la fretta, l&#8217;efficientismo, l&#8217;utilitarismo, l&#8217;edonismo, il materialismo, la smania di arrivare ad ogni costo, di affermarsi in qualunque modo: siamo tutti ormai nipotini di Machiavelli; tutti, nel nostro piccolo, tendiamo a pensare che il fine giustifica i mezzi, che ci\u00f2 che conta \u00e8 riuscire e che il risultato \u00e8 il solo criterio della validit\u00e0 di un&#8217;azione.<\/p>\n<p>In particolare, sembra che pi\u00f9 nessuno, ormai, abbia ancora voglia di parlare del bene e del male; se qualcuno si azzarda a farlo, viene tacciato di semplicioneria sul piano filosofico, in nome del relativismo, dello scetticismo e di ogni sorta di &quot;pensiero debole&quot;, per cui &quot;male&quot; e &quot;bene&quot; sembrano concetti troppo netti ed univoci; e di autoritarismo sul piano pratico, perch\u00e9, si dice, pretende di imporre agli altri la sua concezione etica.<\/p>\n<p>Ai bambini, specialmente, secondo la cultura oggi dominante non si dovrebbe pi\u00f9 parlare del bene e del male: son discorsi che hanno fatto il loro tempo, che hanno creato disagio e senso di colpa, che hanno prodotto individui nevrotici e tendenzialmente schizofrenici: ma quale bene, quale male, ci\u00f2 che conta \u00e8 non traumatizzare i piccoli, non imporre loro divieti e restrizioni, tutto va bene purch\u00e9 sia spontaneo, evviva la libert\u00e0.<\/p>\n<p>Del resto, si aggiunge, che male c&#8217;\u00e8 a fare questa o quella cosa, anche se fuori dalle regole morali, purch\u00e9 non rechi un danno evidente al prossimo? \u00c8 sbagliato, si dice, parlare del bene e del male come se fossero categorie ontologiche auto-sussistenti; \u00e8 bene solo ci\u00f2 che io giudico bene, ed \u00e8 male ci\u00f2 che io ritengo essere male: non alla luce di un principio superiore, non in base a una gerarchia di valori, ma cos\u00ec, empiricamente, all&#8217;insegna del quotidiano &quot;carpe diem&quot;, in una societ\u00e0 che, come insegna il liberalismo, serve quasi solo a tutelare i miei diritti.<\/p>\n<p>Che ci possano essere anche dei precisi doveri verso se stessi; che non basti non fare del male palese al prossimo, ma che bisogni anche astenersi da tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 danneggiarlo indirettamente e in maniera poco visibile; che, insomma, agire bene non sia questione di singole azioni estemporanee, dettate solo dalle circostanze e dalle opportunit\u00e0, ma un abito mentale e una maniera di porsi di fronti a s\u00e9 e agli altri, oltre che &#8212; per quanti ci credono &#8212; davanti a Dio: tutto questo sembra essere stato dimenticato, aver perso la sua evidenza.<\/p>\n<p>Gli effetti negativi di questa filosofia, per\u00f2, sono evidenti e sotto gli occhi di tutti: la societ\u00e0 rischia di implodere, ormai ci si vive con fatica, con pena, con disagio crescente; non solo: la natura si ribella, violentata in ogni maniera da un modo di porsi dell&#8217;uomo, nei suoi confronti, che sembra non riconoscere alcun diritto alle altre creature viventi.<\/p>\n<p>E allora proviamo a tornare a parlare del bene e del male, torniamo a parlare delle quattro virt\u00f9 cardinali: senza una rifondazione morale dei valori che rendono la vita amabile e degna d&#8217;essere vissuta, non si andr\u00e0 da nessuna parte, si girer\u00e0 a vuoto in un circolo vizioso.<\/p>\n<p>La prima di esse \u00e8 la prudenza. Potremmo definirla come la capacit\u00e0 di discernere, appunto, il bene dal male; o, se si preferisce, di discernere quale sia il vero bene, per noi innanzitutto, ma poi anche per coloro che sono in relazione con noi, cominciando dai nostri cari e finendo con gli animali, con le piante, con l&#8217;ambiente nel quale viviamo.<\/p>\n<p>\u00c8 difficile parlare della prudenza, cos\u00ec come delle altre virt\u00f9 cardinali, in termini puramente laici: perch\u00e9, in una visione spirituale, essa orienta l&#8217;anima verso il Bene, ossia verso la volont\u00e0 di Dio; definizione che un&quot; laico&quot; certamente non potrebbe accettare. D&#8217;altra parte, da Platone in poi, questa \u00e8 sempre stata l&#8217;idea del Bene propria della nostra civilt\u00e0: uniformarsi alla volont\u00e0 divina. Solo in tempi recenti si \u00e8 fatta avanti una diversa concezione, che pretende di fondare l&#8217;etica esclusivamente sulla dimensione dell&#8217;immanenza.<\/p>\n<p>Per Aristotele, la prudenza consiste nel retto discernimento intorno a ci\u00f2 che si deve operare; il cristianesimo, a sua volta, la considera cos\u00ec importante e cos\u00ec ineffabile, che la vede come uno dei sette doni dello Spirito Santo, dello Spirito di Dio.<\/p>\n<p>La prudenza, evidentemente, ha a che fare con la sapienza, ne \u00e8 la premessa logica: solo la persona prudente pu\u00f2 avvicinarsi al vero sapere; senza la prudenza, il sapere degenera e fuorvia chi lo coltiva: da strumento di liberazione intellettuale e di crescita spirituale, il sapere diventa pietra d&#8217;inciampo e fonte di continuo errore.<\/p>\n<p>La persona imprudente, accecata dall&#8217;orgoglio o dalla precipitazione, smarrisce il senso del conoscere e si perde lungo mille vie tortuose, che la allontanano dalla verit\u00e0, mentre ella crede di avvicinarsi ad essa: \u00e8 tipico dell&#8217;imprudenza, infatti, scambiare l&#8217;errore per verit\u00e0 e chiudersi in esso, intestardendosi e perseverando in falsi ragionamenti.<\/p>\n<p>La prudenza \u00e8 nemica della fretta, \u00e8 nemica della precipitazione e si guarda bene dalla tentazione dell&#8217;orgoglio: sa che ciascuno di tali atteggiamenti la porterebbero fuori strada, perci\u00f2 soppesa attentamente gli elementi davanti ai quali deve prendere una decisione o assumere una linea di condotta.<\/p>\n<p>Nondimeno, la prudenza non \u00e8 affatto sinonimo di freddo calcolo e di mancanza di spontaneit\u00e0: \u00e8, semplicemente, la saggia attitudine a valutare con calma, a non lasciarsi trasportare da impulsi poderosi, ma, forse, non buoni; ad andare oltre le apparenze, a essere lungimiranti, a cogliere nelle cose l&#8217;essenziale, dietro la loro superficie che, talvolta, \u00e8 seducente, ma ingannevole.<\/p>\n<p>La prudenza, come le altre virt\u00f9 morali, \u00e8, prima di tutto, un dono di Dio: ma un dono al quale l&#8217;uomo \u00e8 chiamato a collaborare attivamente, sviluppandola ed educandola e integrandola con la virt\u00f9 del consiglio, ovvero della sapienza. L&#8217;uomo, dunque, riceve uno strumento in s\u00e9 perfetto, ma sta a lui imparare ad accordarlo, per trarne le note giuste; da lui dipende se tale strumento verr\u00e0 suonato bene o verr\u00e0 suonato male.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, sarebbe sbagliato immaginare la prudenza, cos\u00ec come le altre virt\u00f9 morali, come un bene in se stesso compiuto e autosufficiente: al contrario, esso \u00e8 in relazione con tutte le altre virt\u00f9 e, insieme ad esse, discende direttamente dal giusto modo di porsi dell&#8217;uomo di fronte a Dio. In altre parole, se si cade nel vizio dell&#8217;imprudenza, ci\u00f2 avviene non per un caso fortuito, ma per una ragione ben pi\u00f9 profonda, ossia perch\u00e9 si \u00e8 perso di vista il vero fine della vita, che \u00e8 assecondare l&#8217;azione dell&#8217;amore divino. Si diventa imprudenti allontanandosi dal Bene.<\/p>\n<p>La prudenza, infatti, non consiste nell&#8217;agire in maniera prudente in una singola circostanza, cos\u00ec come l&#8217;imprudenza non consiste solo nell&#8217;agire in maniera avventata; la prudenza \u00e8 una disposizione dell&#8217;anima, un modo dell&#8217;essere, non un abito che si pu\u00f2 indossare o levarsi a piacere. Dunque, una volta acquisita, non la si smarrisce pi\u00f9, anche se si pu\u00f2, talvolta, errare; viceversa, una volta sprofondati nel vizio dell&#8217;imprudenza, un errore chiamer\u00e0 l&#8217;altro, una colpa seguir\u00e0 all&#8217;altra: perch\u00e9, nella vita dell&#8217;anima, tutto \u00e8 legato, tutto si tiene.<\/p>\n<p>Ecco come il teologo Bernhard H\u00e4ring considera la virt\u00f9 della prudenza (B. H\u00e4ring, \u00abLa legge di Cristo. Trattato di teologia morale\u00bb; titolo originale: \u00abDas Gesetz Christi. Moraltheologie\u00bb 1961; traduzione dal tedesco di A. Kovacev, B. Ragni, S. Raponi, Brescia, Morcelliana, vol. 3, pp. 22-32):<\/p>\n<p>\u00abIl significato pi\u00f9 vasto del termine biblico &quot;prudenza&quot; coincide, in larga misura, col concetto di &quot;sapienza&quot;. Esse costituiscono, insieme, il contrapposto della &quot;pazzia del peccato&quot;, il quale, nel suo accecamento, si prescrive uno scopo e dei mezzi che conducono inevitabilmente all&#8217;eterna perdizione [&#8230;] La prudenza deve giudicare &quot;dei mezzi proporzionati allo scopo&quot;, come dice S. Tommaso dopo Aristotele, cio\u00e8: essa deve vigilare sulla pratica della carit\u00e0. [&#8230;] Ogni virt\u00f9 dipende dalla prudenza nella misura in cui essa ha bisogno di armonizzare la sua azione alle circostanze [&#8230;] Essa ha due compiti: valutare esattamente le circostanze concrete, e decidere l&#8217;atto che ad ogni momento la realt\u00e0 esige. [&#8230;] La virt\u00f9 della prudenza non considera solamente le circostanze esterne, ma, soprattutto, le realt\u00e0 soprannaturali. In quanto virt\u00f9 infusa, essa \u00e8 l&#8217;occhio della fede rivolto alla situazione del momento. [&#8230;]<\/p>\n<p>La prudenza si radica nell&#8217;umilt\u00e0 e nel riconoscimento umile e rispettoso della realt\u00e0 e delle possibilit\u00e0 limitate del bene. [&#8230;] Prudente \u00e8 solamente chi, in umilt\u00e0 assume le povere condizioni della vita ed accoglie volentieri il compito che Dio gli trasmette per mezzo del messaggero cos\u00ec banale della situazione concreta. [&#8230;] La virt\u00f9 della prudenza \u00e8 davanti al reale, non come spettatrice estranea, ma per impegnarsi attivamente in esso. Essa \u00e8 estranea ad ogni quietismo e ad ogni falsa &quot;interiorit\u00e0&quot;, la quale per essere in regola si contenta di buone intenzioni senza dare la dovuta importanza all&#8217;azione. [&#8230;]<\/p>\n<p>S. Tommaso respinge esplicitamente l&#8217;opinione secondo la quale la virt\u00f9 della prudenza servirebbe esclusivamente al perfezionamento del proprio io, e mirerebbe non tanto alla rettitudine dell&#8217;impegno esterno, quanto alla virt\u00f9 interiore di colui che agisce. Poich\u00e9 compito della prudenza \u00e8 di dirigere l&#8217;impegno attivo della carit\u00e0, essa deve seguire la stessa direttiva della carit\u00e0, la quale &quot;non cerca ci\u00f2 che \u00e8 suo&quot; (I Cor. 13,5), ma serve il prossimo e, soprattutto, &quot;il bene comune&quot;. I tre principali atti della prudenza sono, secondo S. Tommaso, la de deliberazione (&quot;consilium&quot;), il giudizio portato sulla situazione (&quot;iudicium&quot;) e l&#8217;ordine di esecuzione, con la determinazione precisa dell&#8217;azione (&quot;imperium&quot;, &quot;praecipere&quot;). Il terzo atto \u00e8 lo scopo dei due rimi, di cui si suppone la rettitudine. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ciascuno deve particolarmente coltivare quell&#8217;aspetto della prudenza che meglio gli conviene. Cos\u00ec, p\u00e8er es., lo scrupoloso deve badare non tanto all&#8217;accuratezza nella decisione e nella deliberazione, quanto alla coraggiosa prontezza del giudizio. Non tutti sono dotati dalla natura, nello stesso modo, dei doni della prudenza. Non tutti possono, anche con la migliore buona volont\u00e0 e col crescere in santit\u00e0, acquistare quella somma di prudenza che li renderebbe capaci di guidare altri. Ma come insegna S. Tommaso, tutti coloro i quali sono in stato di grazia hanno la prudenza sufficiente per conseguire l&#8217;eterna salute e, &quot;se hanno bisogno di consiglio essi sanno almeno ricorrere al consiglio altrui e distinguere i suggerimenti buoni dai cattivi&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la prudenza \u00e8, in certo modo, &quot;il tatto della coscienza nella situazione concreta&quot;, essa pu\u00f2 essere veramente delicata e sicura solo quando la coscienza che la sostiene e la muove \u00e8 delicata e forte. La virt\u00f9 della prudenza fiorisce solamente in una coscienza sana, in una personalit\u00e0 in armonia con se stessi e con Dio. [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p>Certo, la virt\u00f9 greca della prudenza \u00e8 una cosa puramente umana, puramente razionale, puramente legata agli scopi contingenti della vita; soprattutto in Aristotele, che era un grande filosofo, ma non era un uomo spirituale. Per l&#8217;uomo spirituale, invece, la prudenza \u00e8 una virt\u00f9 soprannaturale, che scende dall&#8217;alto e tende a risalire alla sua fonte; e che sarebbe nulla senza il soccorso della Grazia e senza l&#8217;assenso della volont\u00e0 umana a ci\u00f2 che la trascende.<\/p>\n<p>Possiamo trovarci in parziale disaccordo con singoli punti della dottrina tomista; ma, in quanto si tratta di una dottrina profondamente spirituale, oltre che pienamente razionale, dobbiamo per forza trovarci in sintonia con essa sulle linee fondamentali.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, senza la virt\u00f9 della prudenza, sarebbe una canna al vento; ma la prudenza egli non pu\u00f2 darsela da solo: \u00e8 un dono di natura, certo, ma la natura ne \u00e8 solo l&#8217;intermediaria: non viene da essa, ma dall&#8217;alto.<\/p>\n<p>Per il resto, l&#8217;uomo \u00e8 chiamato a collaborare a quel dono, non a riceverlo passivamente: perch\u00e9, se non vi fosse la sua collaborazione, esso scenderebbe invano e si perderebbe, cos\u00ec come un fiume che si perde ed evapora nelle sabbie del deserto.<\/p>\n<p>E in ci\u00f2 sta, appunto, la grandezza dell&#8217;uomo davanti a Dio: nella sua capacit\u00e0 di agire da essere libero, fatto a sua immagine, riflesso della sua perfezione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dante e Virgilio, sbucati sulla spiaggia del Purgatorio, vedono brillare, alte nel cielo australe, quattro stelle eccezionalmente luminose, la cui bellezza lo commuove al punto da<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[15,36],"tags":[264,265],"class_list":["post-28200","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-le-quattro-virtu-cardinali","category-etica","tag-virgilio","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28200"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28200\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}