{"id":28199,"date":"2012-10-26T11:21:00","date_gmt":"2012-10-26T11:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/26\/le-quattro-virtu-cardinali-giustizia\/"},"modified":"2012-10-26T11:21:00","modified_gmt":"2012-10-26T11:21:00","slug":"le-quattro-virtu-cardinali-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/10\/26\/le-quattro-virtu-cardinali-giustizia\/","title":{"rendered":"Le quattro virt\u00f9 cardinali: giustizia"},"content":{"rendered":"<p>La giustizia viene ricordata generalmente dopo la prudenza, ma ci\u00f2 ha un significato pi\u00f9 cronologico che sostanziale: perch\u00e9 non pu\u00f2 esservi giustizia se non vi \u00e8, a monte di essa, un abito mentale e spirituale permeato di prudenza; ma la giustizia, in se stessa, \u00e8 una virt\u00f9 pi\u00f9 importante della prudenza, perch\u00e9 quella si limita a discernere, questa va al cuore del rapporto personale.<\/p>\n<p>Il rapporto personale si esercita in pi\u00f9 direzioni: verso se stessi; verso il prossimo (inteso nel senso pi\u00f9 ampio possibile e non solo in quello di &quot;simile&quot;: come se, ad esempio, non vi fosse il dovere della giustizia anche nei confronti degli animali); verso Dio. \u00c8 un rapporto personale perch\u00e9 parte da una persona e si dirige verso l&#8217;altro in maniera personale: vede, cio\u00e8, nell&#8217;altro, non una entit\u00e0 astratta, ma un essere concreto, individuale, unico e irripetibile.<\/p>\n<p>San Tommaso, nella \u00abSumma theologiae\u00bb (II, II, 58, 1), definisce la virt\u00f9 della giustizia come \u00abla ferma e costante volont\u00e0 di dare a ciascuno il suo\u00bb: una definizione che, nella sua chiarezza, stringatezza e linearit\u00e0, ci sembra talmente impeccabile, da costituire un modello su cui dovrebbero riflettere tanti fumosi &quot;filosofi&quot; moderni, abituati a rendere difficili anche le cose pi\u00f9 semplici e a rendere complicate anche quelle pi\u00f9 trasparenti.<\/p>\n<p>Che cosa vuol dire &quot;dare a ciascuno il suo&quot;? Vuol dire dare a ciascuno ci\u00f2 che \u00e8 giusto, ci\u00f2 che gli spetta, ci\u00f2 che gli si deve: e noi dobbiamo il giusto sia a noi stessi, sia a quanti ci stanno intorno, sia a Dio, fonte del nostro essere e del nostri esistere. Il &quot;giusto&quot;, poi, non \u00e8 una misura variabile e opinabile, sulla quale possiamo mercanteggiare e praticarci, da noi stessi, eventualmente, uno sconto: la misura del giusto \u00e8 la mancanza di misura, perch\u00e9 non vi \u00e8 vera giustizia senza amore: in questo senso, la giustizia si lega indissolubilmente alla carit\u00e0, \u00e8 la premessa logica e necessaria della carit\u00e0, \u00e8 ci\u00f2 che rende la carit\u00e0 attiva e operante.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, dare a un amico il giusto non significa, semplicemente, rendergli il bene che egli ci fa, restituirgli quel che da lui abbiamo ricevuto, e cos\u00ec via; significa andarlo a cercare quando sappiamo che \u00e8 nel bisogno, intuire quel bisogno anche quando lui non lo esprime, non lo manifesta, anche quando non chiede e non domanda nulla. Trattare l&#8217;altro con giustizia vuol dire trattarlo come vorremmo essere trattati noi stessi, se ci trovassimo al suo posto: con la stessa delicatezza, con la stessa generosit\u00e0, con la stessa benevolenza.<\/p>\n<p>Quindi, per continuare con l&#8217;esempio dell&#8217;amico (esempio che \u00e8 particolarmente facile da rappresentare, perch\u00e9 molto pi\u00f9 accessibile al nostro comune sentire che non se parlassimo, invece, dell&#8217;estraneo, o addirittura del &quot;nemico&quot;), trattarlo secondo giustizia significa che, se egli dice o fa qualche cosa che ci dispiace, invece di giudicarlo immediatamente e senza appello, invece di cancellarlo dalla lista dei nostri amici e trattarlo da nemico, dobbiamo fargli credito della buona fede, dobbiamo cercare di metterci nei suoi panni, dobbiamo scusare, fino a prova contraria &#8212; cio\u00e8 fino alla prova di una palese mala fede &#8212; il suo comportamento, attribuendolo piuttosto a qualche fattore accidentale, o magari ad un equivoco, ad un malinteso. Trattare l&#8217;amico secondo giustizia significa porlo sotto la categoria dell&#8217;amicizia, che \u00e8 benevolenza, comprensione, fiducia: perch\u00e9 \u00e8 &quot;giusto&quot; avere fiducia in lui, come la ha gi\u00e0 altre volte meritata e come vorremmo che lui si regolasse con lui, se le parti fossero invertite.<\/p>\n<p>Il concetto di giustizia si sposa con quello di armonia: vi \u00e8 un ordine nel mondo, in quello fisico come in quello morale; tale ordine si manifesta come armonia, come proporzione, come corrispondenza delle parti al tutto: ebbene anche la giustizia collabora a un tale progetto di armonia e, quindi, di verit\u00e0 e di bellezza. Senza la virt\u00f9 della giustizia, il mondo morale precipiterebbe nell&#8217;inferno del disordine, della confusione, della sopraffazione. Giustizia \u00e8 riconoscere una gerarchia di valori e uniformarvisi; \u00e8 saper riconoscere il bene maggiore rispetto a quello minore, e saperlo vedere non solo per s\u00e9, ma anche per l&#8217;altro.<\/p>\n<p>La giustizia \u00e8 anche un concetto legale; ma, se fosse solo questo, se esaurisse la sua funzione e la sua ragion d&#8217;essere nella sfera della &quot;legge&quot;, non sarebbe una virt\u00f9 morale, ma semplicemente una norma esteriore da rispettare per non incorrere nella disapprovazione della legge e, dunque, in quella degli altri.<\/p>\n<p>Nella cultura veterotestamentaria c&#8217;\u00e8 un uso piuttosto frequente del concetto di essere &quot;giusto davanti a Dio&quot;; il profeta Daniele, per esempio, si gloria del fatto che Dio ha legato la bocca dei leoni, nella cui fossa era stato gettato per gli intrighi dei ministri e dei satrapi del re Dario, perch\u00e9 Egli lo ha trovato &quot;giusto&quot; al suo cospetto. San Paolo, per\u00f2, nella \u00abEpistola ai Romani\u00bb, vero e proprio trattato teologico e morale, mostra come la Redenzione di Cristo ha superato la legge, perch\u00e9, secondo la legge, nessuno pu\u00f2 sottrarsi al peccato e quindi nessuno potrebbe dirsi &quot;giusto&quot;. Il pericolo, infatti, quando si carica il concetto di &quot;giustizia&quot; di significato giuridico-legale, \u00e8 che l&#8217;orgoglio spinga a ritenersi &quot;giusti&quot; quando si sono osservati tutti i precetti della legge; ma la verit\u00e0 \u00e8 che nessuno potrebbe osservarli al cento per cento e, perfino in quel caso, nessuno potrebbe farlo con animo perfettamente &quot;puro&quot;, perch\u00e9 ci\u00f2 oltrepassa le forze umane.<\/p>\n<p>Siamo giunti, cos\u00ec, a una importante acquisizione concettuale: nessuno pu\u00f2 rendere perfettamente giustizia a s\u00e9, agli altri o a Dio, con le sue sole forze; per farlo, dovrebbe essere perfettamente giusto: ma la perfetta giustizia non \u00e8 alla portata di una creatura umana. Solo Dio, che \u00e8 perfezione assoluta, possiede la pienezza della Giustizia; dunque la giustizia, se gli uomini la possiedono, non viene da loro, non \u00e8 una loro personale conquista, ma un dono che viene dall&#8217;alto, che viene da Dio.<\/p>\n<p>Dio \u00e8 la fonte delle virt\u00f9 e dunque anche della giustizia; senza la Grazia, senza il soccorso dello Spirito divino, gli uomini non potrebbero realizzare la giustizia; se lo potessero, sarebbero d\u00e8i essi stessi; invece non sono d\u00e8i, sono creature fragili e fallibili, creature che si insuperbiscono con niente e che si abbattono al primo soffiar di vento.<\/p>\n<p>La giustizia, inoltre, ha a che fare con il bene comune: non pu\u00f2 esservi giustizia solo per me, o solo per i miei amici, o solo per il mio gruppo o per la mia comunit\u00e0: la giustizia si pone al di sopra delle parti, si realizza nella dimensione universale, oppure, semplicemente, non \u00e8, diventa una cosa ben diversa, una contraffazione, una falsificazione, il pi\u00f9 delle volte ipocrita. Non pu\u00f2 esservi giustizia se non per tutti coloro che si pongono in relazione reciproca: questa \u00e8 la condizione indispensabile perch\u00e9 essa si realizzi pienamente. Se anche una sola creatura restasse esclusa dalla giustizia, l&#8217;ordine complessivo risultante sarebbe ingiusto.<\/p>\n<p>Il fine supremo di ciascun sistema politico e sociale deve essere la giustizia: un governo che non si regola secondo giustizia verso i propri cittadini, \u00e8 un governo illegittimo; e questa non \u00e8 una idea raffinata del XX secolo, non \u00e8 una &quot;scoperta&quot; dei moderni, ma \u00e8 una tipica idea medievale: ci\u00f2 che legittima il potere, \u00e8 la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di agire secondo giustizia, di instaurare e difendere la giustizia in terra. \u00c8 anche l&#8217;idea di Dante Alighieri, esposta con forza nel \u00abDe Monarchia\u00bb, ma presente in tutto il suo itinerario filosofico e letterario e traspare da tutte le sue opere, compresa la \u00abDivina Commedia\u00bb, anzi, in essa pi\u00f9 evidente che mai. Indegni sono i sovrani o gli imperatori che trascurano la giustizia: il potere politico non \u00e8 mai fine a se stesso, ma subordinato alla funzione di instaurare la giustizia sulla terra e di farla rispettare.<\/p>\n<p>La giustizia sociale, dunque, non consiste nella irrealistica e violenta pretesa di abbattere ogni forma di propriet\u00e0 privata, ma nel riconoscimento che quest&#8217;ultima non \u00e8 il valore supremo della societ\u00e0 e che i rapporti fra gli uomini non possono essere regolati soltanto dalla difesa a oltranza di essa, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 qualcosa che viene prima, e cio\u00e8 il bene comune. Giustizia, allora, \u00e8 operare per il bene comune, dunque rispettare la propriet\u00e0, ma rispettare anche il lavoro e retribuire al lavoratore la giusta paga. Anche questa \u00e8 un&#8217;idea tipicamente medievale: uno dei crimini pi\u00f9 gravi, davanti a Dio e davanti agli uomini, \u00e8 quello di frodare il lavoratore e di negargli la giusta retribuzione per il suo lavoro.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, per\u00f2, la giustizia non pu\u00f2 mai giustificare l&#8217;odio e la contrapposizione cieca e inflessibile: sia perch\u00e9 una societ\u00e0, cos\u00ec divisa e lacerata al proprio interno, non potrebbe sopravvivere, sia perch\u00e9 l&#8217;odio, non solo quello del singolo individuo, ma anche l&#8217;odio di classe, \u00e8 il contrario della giustizia. Questa \u00e8 una verit\u00e0 intuitiva: non si pu\u00f2 rendere giustizia a qualcuno che si odia, non si \u00e8 mai &quot;giusti&quot; verso un nemico odiato; gi\u00e0 \u00e8 difficile esserlo verso un nemico che si rispetta e per il quale non si prova odio. Ed ecco perch\u00e9 la &quot;teologia della liberazione&quot; \u00e8 intrinsecamente sbagliata: non perch\u00e9 sia sbagliato coniugare la giustizia sociale alla liberazione morale degli uomini, ma perch\u00e9 la giustizia sociale \u00e8 un aspetto particolare di una realt\u00e0 pi\u00f9 vasta: la giustizia come categoria normativa dello spirito. Inoltre la teologia, che \u00e8 la ricerca della verit\u00e0 in Dio, non pu\u00f2 farsi strumento di una liberazione dell&#8217;uomo che adotti le stesse categorie sociologiche e politiche del marxismo, ossia della lotta di classe: l&#8217;uomo di fede \u00e8 pronto a combattere per la giustizia fino alla morte, ma senza mai ergersi a giudice dell&#8217;ingiusto e senza pretendere di essere egli stesso il legislatore e l&#8217;arbitro di ci\u00f2 che \u00e8 giusto, per il motivo che abbiamo visto poc&#8217;anzi: che Dio solo \u00e8 perfettamente giusto.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro aspetto importante della giustizia, come virt\u00f9 morale, che dobbiamo ribadire: ossia il fatto che l&#8217;uomo, per cercare di essere giusto nei confronti dell&#8217;altro, deve attingere alle profondit\u00e0 della propria coscienza, ma deve anche domandare il soccorso della Grazia che viene dall&#8217;alto: altrimenti riuscirebbe, forse, ad essere s\u00ec giusto, ma solo in senso strettamente legale; mentre la vera giustizia, come abbiamo visto, \u00e8 sempre coniugata all&#8217;amore, \u00e8 l&#8217;altra faccia dell&#8217;amore, e solo l&#8217;Amore divino \u00e8 sovrabbondante e inesauribile. Quello umano, messo duramente alla prova (e a volte anche messo blandamente alla prova), si incrina, si offusca, si arrende; senza contare che, molte volte, si dirige verso l&#8217;oggetto sbagliato, oppure si dirige verso un oggetto appropriato, ma con modalit\u00e0 sbagliate.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi inutile sottolineare, inoltre, che la virt\u00f9 della giustizia, cos\u00ec come l&#8217;abbiamo delineata, non si pu\u00f2 conciliare in alcun modo con l&#8217;individualismo e con il soggettivismo oggi largamente diffusi e con il loro inseparabile compagno, il relativismo etico. Tutti coloro i quali pensano che \u00abla mia vita \u00e8 mia e soltanto mia\u00bb e che ciascuno, quindi, \u00e8 il solo arbitro della propria, ivi compreso il fatto di rifiutarla e di privarsene, eventualmente, se dovessero presentarsi delle circostanze ritenute insopportabili, non possono condividere quanto siamo andati finora dicendo, perch\u00e9, secondo loro, la giustizia \u00e8 una virt\u00f9 soggettiva, puramente umana e che pu\u00f2 farsi misura di se stessa, a discrezione di ciascuno.<\/p>\n<p>Secondo la mentalit\u00e0 &quot;laica&quot;, basta non far del male al prossimo \u00e8 si \u00e8 gi\u00e0 nella giustizia: invece anche far del male a se stessi, anche non fare agli altri il bene che si potrebbe fare, anche negare a Dio ci\u00f2 che gli \u00e8 dovuto, ossia lo slancio dell&#8217;anima verso la sorgente da cui ogni cosa trae il proprio essere e la propria esistenza: anche tutto ci\u00f2 si configura come ingiustizia.<\/p>\n<p>Ricordiamolo un&#8217;altra volta: l&#8217;ingiustizia \u00e8 disordine, la giustizia \u00e8 ordine: ordine cosmico, ordine e armonia fra le parti e il tutto; e noi siamo una parte del tutto, non siamo piccoli mondi separati dagli altri mondi, non siamo isole gettate a caso nel grande oceano della vita. La giustizia, pertanto, consiste nel riconoscere il legame necessario che esiste fra noi e noi stessi, fra noi e l&#8217;altro, fra noi e Dio: se neghiamo questo legame; se pretendiamo di farci arbitri e legislatori di noi stessi, noi spezziamo tale legame e ci ribelliamo all&#8217;ordine cosmico.<\/p>\n<p>La giustizia \u00e8 fatta di rispetto, di compassione, di amore oltre che di imparzialit\u00e0: ingiustizia \u00e8 anche strappare un fiore dal prato per mero capriccio, anche strappare le ali di un insetto per crudele divertimento. La giustizia \u00e8 rispettare i propri doveri sociali, essere cittadini responsabili, onorare il padre e la madre, accudire i figli, farsi carico del pi\u00f9 debole, di chi non ha voce; sempre, si capisce, accompagnata dalla prudenza e ispirata dalla carit\u00e0.<\/p>\n<p>La giustizia vuole che noi riserviamo una parte del nostro tempo e delle nostre sollecitudini a noi stessi, senza narcisismo e senza eccessivo compiacimento: abbiamo il dovere di amare noi stessi come di amare l&#8217;altro. E sempre la giustizia vuole che noi onoriamo Dio, riservandogli non gi\u00e0 un angolino della nostra giornata o della nostra settimana, mediante un omaggio formale, ma aprendoci fiduciosamente al suo Amore e lasciandoci permeare da esso, lasciandoci addolcire da esso, lasciandoci guidare, sostenere e consigliare da esso.<\/p>\n<p>Non saremmo uomini e donne completi senza la giustizia, cos\u00ec come non saremmo uomini e donne completi senza l&#8217;amore. Saremmo solo dei tromboni sfiatati, delle canne al vento, degli interrogativi senza risposta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giustizia viene ricordata generalmente dopo la prudenza, ma ci\u00f2 ha un significato pi\u00f9 cronologico che sostanziale: perch\u00e9 non pu\u00f2 esservi giustizia se non vi \u00e8,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[15,36],"tags":[117,265],"class_list":["post-28199","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-le-quattro-virtu-cardinali","category-etica","tag-dio","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28199","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28199"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28199\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}