{"id":28195,"date":"2021-11-17T09:23:00","date_gmt":"2021-11-17T09:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/17\/quattro-passi-nel-mondo-inquietante-di-colin-wilson\/"},"modified":"2021-11-17T09:23:00","modified_gmt":"2021-11-17T09:23:00","slug":"quattro-passi-nel-mondo-inquietante-di-colin-wilson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/17\/quattro-passi-nel-mondo-inquietante-di-colin-wilson\/","title":{"rendered":"Quattro passi nel mondo inquietante di Colin Wilson"},"content":{"rendered":"<p>La figura e l&#8217;opera di Colin Wilson (Leicester, 26 giugno1931-Sanit Austell, Cornovaglia, 5 dicembre 2013), autore notissimo nel campo del mistero e del paranormale, ma anche dell&#8217;occultismo, della gnosi, dell&#8217;esoterismo, del misticismo, sono quasi un&#8217;unit\u00e0 inscindibile: dietro gli oltre cento volumi da lui scritti s&#8217;intravede l&#8217;itinerario spirituale dell&#8217;autore, perennemente assetato di verit\u00e0, perennemente alla ricerca di una rivelazione che dia un significato alla vita umana e la trasporti su d&#8217;un piano pi\u00f9 elevato di quello, prosaico, dell&#8217;esistenza di tutti i giorni. Egli stesso si definiva un filosofo, impegnato a creare un esistenzialismo nuovo improntato all&#8217;ottimismo, e la sua filosofia come un esistenzialismo fenomenologico.<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile fare un elenco, sia pure ridotto, dei suoi libri di saggistica sui temi sopra menzionati: si \u00e8 occupato di Poltergeist, di Gurdijeff, di Ouspenskij, di Rudolf Steiner, dello spiritismo, di magia, di alchimia, di medianit\u00e0, di Uri Geller, di Aleister Crowley di criminologia, di Jack lo Squartatore, della Sfinge, di Atlantide, di Rasputin; e insieme al figlio Damon ha compilato una ricca ed eccellente enciclopedia dei misteri irrisolti della storia. Tuttavia la sua personalit\u00e0 inquieta e poliedrica emerge con pi\u00f9 evidenza nei non pochi romanzi, tutti ispirati alle stesse tematiche e in particolare alla ricerca spirituale. A parte un romanzo di fantascienza mista al genere horror, come <em>I vampiri dello spazio<\/em> (1976) dal quale \u00e8 stato tratto anche un film che a suo tempo riscosse un discreto successo (regia di Tobe Hooper, 1985: titolo originale: <em>Space Vampires<\/em>), quasi tutti gli altri vertono sul tema della ricerca spirituale e della ricerca del vero s\u00e9 da parte di protagonisti che si distinguono per essere degli outsider, cio\u00e8 delle persone non bene inserite nella societ\u00e0, dominate dalla febbre di fare esperienze e comprendere le cause ultime del reale, e che vivono in modo eccentrico dal punto di vista delle persone comuni, senza curarsi delle apparenze o cercare un posto di lavoro sicuro. A questo filone appartengono <em>The Outsider<\/em> (1956), <em>Ritual in the Dark<\/em> (1960), <em>The Mind Parasites<\/em> (1967) e alcuni altri.<\/p>\n<p>Cos\u00ec descrive all&#8217;inquietante Austin Nunne la propria visione del mondo e la propria ricerca interiore Gerard Sorme, il protagonista di <em>Riti notturni<\/em>, trasparente proiezione dell&#8217;autore, un ventiseienne introverso e solitario che vive leggendo, scrivendo articoli e libri e dedicandosi alle ricerche spirituali grazie a una piccola rendita familiare che gli consente di vivere da outsider, senza doversi legare ad un lavoro regolare (Da: C. Wilson, <em>Riti notturni<\/em>; titolo originale: <em>Ritual in the dark<\/em>, Londra, Gollancz, 1960; traduzione dall&#8217;inglese di Aldo Rostagno e Diamante Cornaggia Medici, Milano, Lerici Editori, p. 21):<\/p>\n<p><em>Parlami del tuo romanzo, disse Nunne [incentrato sul ballerino e coreografo russo V. F. Nizinskij, 1889-1950].<\/em><\/p>\n<p><em>Non posso. Non \u00e8 proprio su Nijinsky. \u00c8 sulla sua concezione della vita.<\/em><\/p>\n<p><em>E cio\u00e8?<\/em><\/p>\n<p><em>Credeva in se stesso, ecco. La maggior parte delle persone non crede in se stessa.<\/em><\/p>\n<p><em>Altra gente era entrata nel bar, uomini d&#8217;affari. Anche una giovane coppia; lei aveva la pelliccia.<\/em><\/p>\n<p><em>Srme sentiva un crescente desiderio di parlare, represso soltanto dal timore di annoiare Nunne. Si pieg\u00f2 sul tavolo, verso di lui, disse:<\/em><\/p>\n<p><em>Se penso a Nijinsky e poi guardo questa gente, rimango perplesso. Nel suo &quot;Diario&quot;, se ricordi, dice: \u00abLa vita \u00e8 difficile perch\u00e9 nessuno ne conosce l&#8217;importanza\u00bb. Me lo figuro a passeggiare di notte per le strade, un po&#8217; come una pentola a pressione che stia per scoppiare.<\/em><\/p>\n<p><em>Si interruppe; vedeva Nunne attentissimo; lo stava ascoltando con una seriet\u00e0 che lo lusingava.<\/em><\/p>\n<p><em>Ecco, io la vedo cos\u00ec. Ammettiamo che alla fine della vita si abbia una visione di tutto &#8212; di tutto l&#8217;universo, nello stesso istante, Una specie di visione di Dio. Questo giustificherebbe ogni cosa. Se si potesse avere una visione del genere, questo cambierebbe il mondo. Si vivrebbe come degli ossessi, come degli invasati. Perch\u00e9 qualcosa che prima non aveva un significato, ora avrebbe un significato. Guarda. Nessuna di queste persone vive una vita INTERA. Vivono soltanto un po&#8217; di giorni per volta. \u00c8 come non fare mai un pasto completo, ma prendere un boccone ogni tante ore. O come ascoltare una sinfonia, non tutta filata, ma due o tre note per volta, distribuite cos\u00ec per dei mesi. Ecco come vivono. Be&#8217;, s\u00ec, c&#8217;\u00e8 anche chi non vive cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p>E alla domanda, ancora pi\u00f9 esplicita, formulata da un acuto sacerdote, padre Carruthers, su che cosa lo interessi di pi\u00f9 nella vita, su che cosa egli desideri veramente, Gerard Sorme risponde cos\u00ec (op. cit. pp. 88-90):<\/p>\n<p><em>Direi che tutta la mia vita fa perno intorno a un&#8217;idea. L&#8217;idea di una visione. Non voglio dire&#8230; il genere di visione che hanno i santi. Non quel genere l\u00ec. Un&#8217;altra cosa.<\/em><\/p>\n<p><em>Potrebbe spiegarsi un po&#8217; pi\u00f9 chiaramente?<\/em><\/p>\n<p><em>Posso&#8230; posso darle un esempio di quello che voglio dire A volte mi sveglio di notte, con una specie di presentimento. Poi mi sento come arbitrario. Assurdo, in certo qual modo. Mi chiedo, \u00abChi sono io?\u00bb e \u00abCosa ci sto a fare qui?\u00bb. Sento che prendiamo la vita troppo per dovuta. La nostra stessa esistenza prendiamo per dovuta. Ma forse NON \u00e8 naturale, esistere. Mi \u00e8 successo l&#8217;altra notte. Ci si rende conto di quanto si prenda per dovuto, e viene una gran paura di non avere il diritto di prendere alcunch\u00e9 per dovuto. Capisce cosa voglio dire, padre?<\/em><\/p>\n<p><em>Guard\u00f2 Carruthers e cap\u00ec subito di essersi cattivato la sua attenzione. Cominci\u00f2 a sentirsi meglio. Il prete disse: Capisco. Continui pure.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo \u00e8 un aspetto della questione. Poi ce n&#8217;\u00e8 un altro, che credo sia completamente diverso. Un paio di mesi fa raccattai una ragazza in un caff\u00e8: La conosco di vista &#8212; studia alla Slade School. Tornai a casa e me la portai a letto, e tutto and\u00f2 bene. Ma la seconda volta che sono andato a letto con lei, \u00e8 successa una cosa strana. Tutt&#8217;a un tratto non ne avevo pi\u00f9 voglia. Non saprei bene perch\u00e9. Restai sdraiato cos\u00ec, accanto a lei, sentendo un&#8217;assoluta mancanza di desiderio di far l&#8217;amore.<\/em><\/p>\n<p><em>Dev&#8217;essere stato un po&#8217; imbarazzante.<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, ma ecco la cosa strana. Ero l\u00ec tutto imbarazzato, cercando di capire cosa era successo. Mi vergognavo, e mi sentivo irritato. Non \u00e8 che non volessi la ragazza. Vi era un qualcos&#8217;altro in contrasto, dentro di me. E cos\u00ec restai l\u00ec, cercando di scoprire cosa fosse quest&#8217;altra emozione. E all&#8217;improvviso mi sentii terribilmente eccitato. Era una sensazione cos\u00ec forte che pensai che non avrei mai pi\u00f9 voluto dormire. Non corrispondeva a niente in particolare. Mi fece venire in mente la matematica. Pensavo: \u00abSono qui, a letto, in mezzo a Londra, con tre milioni di persone che dormono intorno a me, e un passato che si stende fino al tempo in cui i romani costruirono la citt\u00e0, su una palude malsana&#8230;\u00bb. Non riesco a spiegare cosa sentivo. Era un senso di PARTECIPAZIONE a tutto quanto. Volevo vivere un milione di volte pi\u00f9 di chiunque altro. Sa cosa voglio dire, padre?<\/em><\/p>\n<p><em>Credo di s\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Era eccitante, capisce. Di colpo fui conscio di quanta gente e di quanti posti ci fossero al di fuori di me.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma lei ha accennato alla matematica. Perch\u00e9 la matematica?<\/em><\/p>\n<p><em>Be&#8217;&#8230; perch\u00e9 pensavo alla matematica. Almeno, non \u00e8 che AL PRINCIPIO pensassi alla matematica. Mi sentivo irritato con la ragazza e col fatto che lei volesse che facessimo l&#8217;amore. Poi mi venne in testa una cosa che avevo etto quel giorno in un libro sulla magia. Di una donna che si chiamava Isobel Gowdie che dichiar\u00f2 di aver avuto dei rapporti sessuali con dei demoni, con suo marito che le dormiva accanto&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>E cos&#8217;\u00e8 che le ha fatto venire in testa quello?<\/em><\/p>\n<p><em>La ragazza che era a letto con me. \u00c8 una ragazza viziatissima, nevrotica, una ninfomane. Tutt&#8217;a un tratto sentii nausea per il suo tasteggiare senza calore, per la sua insaziabile voglia di sesso. Faceva l&#8217;amore per la stessa ragione per cui fumava a catena. La noia. Fu allora che mi venne in mente Isobel Gowdie. Almeno per lei il sesso aveva un SIGNIFICATO. Voleva essere posseduta dal demonio. Probabilmente si scocciava a morte in una fattoria in Scozia, lontana da tutto e da tutti. E allora ha inventato diavoli e demoni.<\/em><\/p>\n<p>Finch\u00e9, una notte, spinto da una forza misteriosa a salire sul tetto del palazzo nel quale occupa una camera in affitto e perso nella contemplazione dello spettacolo della metropoli avvolta dall&#8217;oscurit\u00e0, Gerard Sorme ha una sorta di rivelazione di se stesso, nonch\u00e9 di quel che da tanto tempo andava affannosamente ma confusamente cercando, sia nei libri che negli incontri con persone pi\u00f9 o meno stravaganti (op. cit., pp. 184-185):<\/p>\n<p><em>I suoi pensieri erano controllati, limpidi e decisi. Quelle che erano le sue sensazioni, da cui scaturivano i pensieri, fluivano calme e sicure. Erano rivolte a un&#8217;immagine di gratitudine, di reverenza, di affermazione; questa immagine divenne una cattedrale, pi\u00f9 grande di qualsiasi cattedrale mai vista, simbolo dell&#8217;invisibile. Pens\u00f2: cinque anni mi ci son voluti per arrivare a questo. A questa visione di tutto il sapere, di quello che l&#8217;uomo \u00e8 arrivato a compiere con la sua immaginazione e il suo coraggio. Non la visione del mistico, ma quella del filosofo, libero da trivialit\u00e0 e contingenze. Io sono il dio che dimora nell&#8217;occhio, e sono venuti ad arrecare diritto e verit\u00e0 a Ra. Ma quante colte? Mezza dozzina di volte in cinque anni. E ora, stimolato da un pederasta sadico [Austin Nunne] e da una ragazzina infatuata [Caroline, una lontana parente di Nunne]. Nunne riesce dove Plotino fall\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Si mise a ridere, sussultando con la schiena contro le tegole, e puntandosi con i piedi divaricati. Si accorse allora di avere freddo. Rimpianse di non aver pensato a portare il cappotto.<\/em><\/p>\n<p><em>Non riuscirei mai a essere uno &quot;yogi&quot;. Non ho abbastanza pazienza. O forse ci vuole un clima pi\u00f9 caldo. Intensit\u00e0 di vita. I monasteri dell&#8217;Imalaia. Un vecchio con lo sguardo fisso in direzione dell&#8217;alba, col viso segnato dai solchi della forza di volont\u00e0. Senza paure davanti ai mille e seicento metri di strapiombo, gi\u00f9 verso la vallata. Isaia o Michelangelo. Tiene nelle proprie mani il volere del mondo, al di l\u00e0 della tragedia A oriente, sottile come un tratto di matita, una linea di luce all&#8217;orizzonte.<\/em><\/p>\n<p><em>Per cambiare. Per cambiare. Per diventare che cosa?<\/em><\/p>\n<p><em>Gli venne alla mente l&#8217;immagine di Caroline, e il ricordo, l\u00ec per l\u00ec, gli fu sgradevole. L&#8217;invisibile, l&#8217;avventura dell&#8217;immaginazione, ecco quello che ei proprio non simboleggiava. Come Kay, la ragazza della Slade School, era un ideale che lei offendeva. Quel caldo corpo rapace, quel desiderio di essere posseduta. La sua vitalit\u00e0 animale lo derubava della sua tensione come un &quot;filo a terra&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Per cambiare. Ma non un cambiamento fisico. Solo una costante intensit\u00e0 di immaginazione, che non esigesse alcun simbolo di cattedrale per essere sorretta e mantenuta viva. Isobel Gowdie, la formosa sposa del colono, smaniosa e protesa verso l&#8217;astratta diabolica presenza che la posseder\u00e0, i caldi umori del suo corpo fluenti a far penetrare in lei il demone incorporeo. Per sfuggire al tedio diurno di una fattoria sparsa in Scozia, la trappola del tempo. Il simbolo del&#8217;invisibile Essendo l&#8217;invisibile tutto ci\u00f2 che non si pu\u00f2 vedere al momento. Fino a che la coscienza non si allarga ad abbracciare tutto lo spazio e il tempo passato, Osiris sventra il nembo della tempesta, nel cuore del cielo, e si \u00e8 esso stesso affrancato; Orus si rafforza felicemente ogni giorno. Perch\u00e9 questa trappola del tempo? Perch\u00e9 questa limitazione? Legami invisibili, legami non esistenti, legami che non possono venire spezzati perch\u00e9 non esistono. Esseri umani come cavalli con i paraocchi.<\/em><\/p>\n<p>Avendo letto o consultato numerosi libri di Colin Wilson e avendone apprezzato la sostanziale onest\u00e0 intellettuale, la scrupolosit\u00e0 dell&#8217;informazione, la precisione dei dati, la chiarezza espositiva e la metodicit\u00e0, vorremmo dire pedagogica, che li caratterizza, pensiamo di poter trarre qualche conclusione generale circa la sua attivit\u00e0 di scrittore, l&#8217;influenza che ha esercitato sul pubblico e la natura della problematica filosofica e spirituale che egli ha messo al centro della sua riflessione, tanto che non \u00e8 eccessivo affermare che con tutta la sua sterminata produzione, pur attraverso la variet\u00e0 dei titoli e degli argomenti, in ultima analisi \u00e8 come se avesse scritto sempre lo stesso libro. Ci sono pochi autori pi\u00f9 coerenti e unitari di Colin Wilson, specialmente se si considera l&#8217;apparente, estrema variet\u00e0 delle problematiche da lui affrontate; in pratica, egli \u00e8 rimasto sempre fedele alla stessa idea, da giovane fino alla vecchiaia, e ha continuato a scavare e approfondire, con l&#8217;ostinazione e la perseveranza del mastino che ha fiutato la preda e non intende perderla di vista neanche per un attimo. Al tempo stesso, la sua opera offre un ampio spaccato di un certo filone culturale un po&#8217; <em>underground<\/em>, un po&#8217; <em>New Age<\/em>, con tutte le sue tensioni ideali, le sue contraddizioni pratiche e teoriche, le sue pose e le sue ingenuit\u00e0, tipico specialmente degli anni &#8217;60 e &#8217;70 del secolo scorso, e che anche in seguito ha conservato una sua vitalit\u00e0 e una sua cerchia di affezionati cultori: quello della spiritualit\u00e0 &quot;alternativa&quot;, della ricerca della rivelazione ultima per mezzo di vie e tecniche diverse da quelle insegnate dalla Chiesa e praticate dai mistici e dai santi del cattolicesimo. In questi senso, crediamo di poter cogliere delle affinit\u00e0 fra Colin Wilson e i poeti decadentisti di fine&#8217;800, in particolare Rimbaud: al di l\u00e0 del fatto che egli \u00e8 molto lucido e razionale nella sua ricerca, la meta sembra essere pressoch\u00e9 identica: la ricerca di un&#8217;illuminazione che renda ragione di tutte le contraddizioni dell&#8217;esistenza, che sciolga i nodi irrisolti della sofferenza e dell&#8217;incertezza esistenziale, e che in definitiva trasporti la vita su di un piano pi\u00f9 elevato, pi\u00f9 nobile e puro, dove non hanno alcuna importanza le preoccupazioni di ordine pratico e utilitaristico, ma la sola cosa che conti \u00e8 la comprensione simultanea, totale e ineffabile della realt\u00e0.<\/p>\n<p>E adesso, dopo aver ricordato alcuni meriti e alcune innegabili qualit\u00e0 del lavoro e della ricerca di Colin Wilson, vediamo quali sono i suoi limiti e le sue manchevolezze. In primo luogo, egli cerca la rivelazione totale, e l&#8217;attende da una sorta d&#8217;illuminazione interiore, da un&#8217;improvvisa espansione della coscienza, che faccia sentire l&#8217;individuo in strettissima unione con tutto ci\u00f2 che esiste. Dice anche che questa \u00e8 una visione filosofica: <em>Non la visione del mistico, ma quella del filosofo, libero da trivialit\u00e0 e contingenze<\/em>; e probabilmente \u00e8 in questo senso che egli si considerava anzitutto un filosofo. In realt\u00e0, la filosofia non \u00e8 questo: la filosofia \u00e8 la ricerca razionale, basata sulla logica, del vero, fino alle radici ultime degli enti e delle loro cause, nonch\u00e9 alla causa prima di tutto ci\u00f2 che esiste. E questo non ha niente a che vedere con l&#8217;illuminazione improvvisa che scaturisce da una visione interiore, che \u00e8 un&#8217;esperienza mistica. Non si devono confondere le due cose: una strada \u00e8 quella dell&#8217;indagine razionale; un&#8217;altra \u00e8 quella della rivelazione mistica. Il punto d&#8217;arrivo pu\u00f2 essere lo stesso, ma la strada per arrivarci \u00e8 del tutto differente. \u00c8 strano che Coin Wilson, avendo dedicato tutta la sua vita a una tale ricerca, non lo abbia compreso.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 il fatto che egli cera una visione totale, s\u00ec, ma laica: non gl&#8217;interessa quella della religione cristiana. Non spiega perch\u00e9, ma il fatto \u00e8 quello. Ora, la visone arriva o non arriva, ma di certo non la si pu\u00f2 programmare, tanto meno le si possono dettare in anticipo le regole. Nessuno pu\u00f2 pretendere di avere una visione che risponda alle proprie aspettative: la visione mistica, per definizione, supera e annulla tutto ci\u00f2 che l&#8217;individuo sapeva o credeva di sapere prima di farne la sconvolgente esperienza. A ci\u00f2 si aggiunga che, per Wilson, pare che non ci sia molta differenza fra la visione del mistico e quella dell&#8217;occultista o magari del satanista: gravissimo errore. Ciascuno trova ci\u00f2 che sta cerando; e ci\u00f2 che cerca il mistico \u00e8 cosa ben diversa da ci\u00f2 che cercano l&#8217;occultista o il satanista. Non esiste una tecnica neutra e oggettiva della visione: non esiste una visione neutra; la visione \u00e8 sempre visione di ci\u00f2 che appare a colui che cerca, e se colui che cerca \u00e8 animato da intenzioni pure o impure, generose o egoistiche, buone o malvagie, la visione che arriver\u00e0 in premio al suo lungo cercare non sar\u00e0 di certo la stessa per entrambi. Di nuovo, sorge spontanea la domanda: come \u00e8 possibile che uno studioso che ha dedicato l&#8217;intera vita a questo genere di studi non abbia capito una cosa tanto elementare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La figura e l&#8217;opera di Colin Wilson (Leicester, 26 giugno1931-Sanit Austell, Cornovaglia, 5 dicembre 2013), autore notissimo nel campo del mistero e del paranormale, ma anche<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[130],"class_list":["post-28195","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-esistenzialismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28195","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28195"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28195\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28195"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28195"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28195"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}