{"id":28191,"date":"2011-04-08T05:40:00","date_gmt":"2011-04-08T05:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/08\/sul-cammino-della-consapevolezza-spirituale-quarta-tappa-il-guerriero\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:41","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:41","slug":"sul-cammino-della-consapevolezza-spirituale-quarta-tappa-il-guerriero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/08\/sul-cammino-della-consapevolezza-spirituale-quarta-tappa-il-guerriero\/","title":{"rendered":"Sul cammino della consapevolezza spirituale: quarta tappa, il Guerriero"},"content":{"rendered":"<p>Quello del Guerriero, nel cammino della consapevolezza spirituale, \u00e8 un archetipo di fondamentale importanza; e tuttavia, allo stesso tempo, esso \u00e8, crediamo, quello che si presta maggiormente ad equivoci ed erronee interpretazioni.<\/p>\n<p>La vita \u00e8 lotta, su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio: non occorre essere darwiniani per ammetterlo, anzi, si pu\u00f2 benissimo essere antidarwiniani ed antievoluzionisti in senso biologico (tutt&#8217;altra cosa \u00e8 il concetto di evoluzione spirituale).<\/p>\n<p>Da tale constatazione, tuttavia, non discende che la vita sia l&#8217;arena in cui gli esseri umani si devono scontrare come altrettanti tori infuriati, cercando di prendersi a cornate l&#8217;un l&#8217;altro e di calpestarsi a morte sotto gli zoccoli; lasciamo ai filosofi del pessimismo cronico, come Machiavelli e Hobbes, una tale convinzione, foriera di funeste conseguenze sul piano pratico.<\/p>\n<p>In senso spirituale, l&#8217;autentico Guerriero non \u00e8 colui che si batte per il gusto di battersi e che rovescia a terra il maggior numero di nemici, bens\u00ec colui che sa domare la propria parte inferiore: con buona pace di tutti quei filosofi, Nietzsche in primis, secondo i quali non esistono parti inferiori e parti superiori, perch\u00e9, secondo loro, sarebbero tutte egualmente nobili; e, inoltre, \u00e8 colui che sa affrontare virilmente le situazioni di solitudine, angoscia, smarrimento, senza deviare dalla meta prefissata, ossia la realizzazione piena ed armoniosa del proprio S\u00e9.<\/p>\n<p>In questo senso, il vero modello del Guerriero non va ricercato fra i vari Achille, Aiace, Diomede, Orlando e Rodomonte; e fanno sorridere quelle volonterose post-femministe che, volendo conciliare l&#8217;emancipazione con l&#8217;esoterismo, credono di aver fatto chiss\u00e0 quale scoperta per il fatto che all&#8217;elenco aggiungono le varie Pentesilea, Bradamante, Clorinda e, perch\u00e9 no, le Xena o analoghi personaggi televisivi e cinematografici: come se vi fosse bisogno di aggiungere, alla stupida aggressivit\u00e0 maschile, anche la sua brutta copia femminile.<\/p>\n<p>Il vero Guerriero non ha bisogno di scudo e spada, n\u00e9 del cinturone con le pistole pronte a far fuoco sui &quot;cattivi&quot; di turno; le sue armi sono il coraggio morale (certo, talvolta anche quello fisico), la forza d&#8217;animo, l&#8217;intrepida perseveranza, la tenace determinazione, il rigore con se stesso, prima ancora che con gli altri, nel perseguimento dell&#8217;unica guerra degna di essere combattuta sempre e comunque: quella per il riconoscimento e la difesa del proprio S\u00e9, contro tutte le forze che mirano a disgregarlo, a indebolirlo, ad effeminarlo, a distoglierlo da tutto ci\u00f2 che \u00e8 grande, nobile e disinteressato.<\/p>\n<p>In breve, l&#8217;autentico Guerriero \u00e8 l&#8217;uomo (o la donna) la cui statura morale eccede naturalmente, e di molto, quella dei suoi simili, i quali, al confronto, paiono altrettanti nani; non perch\u00e9 egli, gonfio di superbia, si alzi sulle punte per sovrastarli o perch\u00e9, livido d&#8217;invidia, cerchi in ogni modo possibile di sminuirli, ma perch\u00e9 la sua grandezza appare evidente da tutto ci\u00f2 che egli pensa, fa e anche dal suo semplice silenzio e dal suo non agire: perch\u00e9 negli animi veramente grandi, anche la pura aspirazione all&#8217;assoluto si traduce in una palese autorevolezza, che non ha bisogno di titoli nobiliari o di attestati accademici per rifulgere sopra la media degli uomini comuni.<\/p>\n<p>Nel cinema contemporaneo, mentre abbondano le figure di guerrieri con la &quot;g&quot; minuscola, sulla falsariga del guerriero omerico, tutto muscoli e furore bellicoso (dall&#8217;eroico sceriffo di \u00abMezzogiorno di fuoco\u00bb ai vari \u00abRambo\u00bb e \u00abRocky\u00bb, bravi solo ad usarte i muscoli e le armi automatiche), sono assai meno frequenti le figure ispirate al Guerriero in senso iniziatico, proprio perch\u00e9 meno appariscenti o, addirittura, quasi irriconoscibili ad uno sguardo superficiale.<\/p>\n<p>Un discorso analogo va fatto per la letteratura moderna, in cui si \u00e8 passati bruscamente dalla figura &quot;classica&quot; e stereotipata dell&#8217;eroe a quella, ormai altrettanto abusata, dell&#8217;antieroe: incerto, nevrotico, complessato, inetto e sterilmente critico verso tutto e verso tutti, un essere che \u00e8 di peso a se stesso prima ancora che agli altri e che tuttavia, invece di sforzarsi di trovare delle ragioni di crescita e di perfezionamento, si abbandona al piacere distruttivo di aver nausea d&#8217;ogni cosa e di disprezzare tutto ci\u00f2 che limita la sua non meglio identificata &quot;libert\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>Insomma, se dai vari D&#8217;Artagnan, Sandokan e Arsenio Lupin (perch\u00e9 l&#8217;eroe moderno pu\u00f2 anche essere un ribaldo patentato) si passa ai vari Zeno Cosini, Mattia Pascal o Albertine (perch\u00e9 le anti-eroine devono pur sempre eccedere per rendersi interessanti, magari rotolandosi nella menzogna pi\u00f9 totale), si ha l&#8217;impressione di scivolare da un mondo fasullo, ma pur sempre orientato alla &quot;grandezza&quot;, ad una galleria di personaggi volutamente squallidi, isterici, narcisisti, qualcosa che sta a mezza strada fra il sordido ed il manicomiale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il passaggio non \u00e8 stato cos\u00ec brusco come pu\u00f2 sembrare, perch\u00e9 a far da ponte tra i due gruppi vi sono stati personaggi dai caratteri intermedi, ma comunque tendenti al grottesco, come Oblomov di Gon\u010darov, Re Ubu di Alfred Jarry, i borghesi &quot;indifferenti&quot; di Moravia e tutti quei piccoli uomini e quelle piccole donne della societ\u00e0 di massa che, scontenti del proprio ruolo alienato e omologato e, nondimeno, incapaci di ergersi a realizzare il proprio vero S\u00e9, tutto quel che sanno fare \u00e8 disturbare ed intralciare il cammino degli altri, godendo, come certi personaggi di Carlo Emilio Gadda, della universale abiezione in cui vedono sprofondare la condizione umana.<\/p>\n<p>Proprio questo impoverimento e questa degenerazione dell&#8217;archetipo del Guerriero nella cultura contemporanea testimoniano nella maniera pi\u00f9 eloquente, qualora ve ne fosse bisogno, l&#8217;oblio della dimensione spirituale e, pi\u00f9 specificamente, l&#8217;ignoranza abissale di ci\u00f2 che significa realmente sviluppare la capacit\u00e0 di battersi per realizzare la propria vocazione profonda, cio\u00e9 per costruire e riconoscere il proprio S\u00e9.<\/p>\n<p>Le persone superficiali credono che, per realizzarsi, sia necessario combattere contro gli altri, ossia che ci si realizza tanto pi\u00f9 compiutamente, quanto pi\u00f9 si contrappone il proprio io al tu; mentre \u00e8 vero quasi l&#8217;esatto contrario, ossia che solo quando si arriva a comprendere il legame necessario che lega l&#8217;io al tu, cos\u00ec come l&#8217;io a se stesso, al mondo e al trascendente, si desiste dal contrapporsi all&#8217;altro e dal potenziare un ego gi\u00e0 ipertrofico, per portare in luce il proprio vero S\u00e9, in armonia con il tu, con se stessi, con il mondo e con l&#8217;Assoluto.<\/p>\n<p>Il Guerriero \u00e8 colui che ha compreso il grande segreto: che non si vince con la forza, sottomettendo qualcosa o qualcuno, ma si vince quando ci si mette in gioco interamente per un fine superiore, disinteressato e generoso; e che, quando tali condizioni siano osservate, il Guerriero vince sempre, non perde mai, perch\u00e9 anche le sconfitte non fanno che rafforzarlo.<\/p>\n<p>Il Guerriero, ad esempio, \u00e8 un uomo (o una donna) che, avendo molto amato e, nondimeno, avendo perduto l&#8217;oggetto del proprio amore, non maledice la sorte e non rinnega ci\u00f2 che il suo cuore ha vissuto, n\u00e9 ripudia il sentimento cui si \u00e8 abbandonato: perch\u00e9 egli sa che in amore si vince sempre, sempre, anche quando si appare sconfitti, purch\u00e9 si rimanga fedeli a se stessi e alla propria verit\u00e0 interiore.<\/p>\n<p>Renzo Tramaglino, ad esempio \u00e8 un autentico Guerriero, perch\u00e9 non si arrende mai, neppure quando Lucia gli scrive chiaro e tondo di mettersi il cuore in pace e di dimenticarla; e torna a Milano nel mezzo della peste, la va a cercare perfino al Lazzaretto, l\u00e0 dove sembra follia cercare una persona viva, in mezzo a tanti morti e moribondi: il suo amore \u00e8 cos\u00ec grande che calpesta anche il proprio orgoglio e sa essere tenace, paziente, incrollabile.<\/p>\n<p>Anche Mara, la giovanissima ragazza di Bube, nell&#8217;omonimo romanzo di Carlo Cassola, finisce per rivelarsi &#8211; lei cos\u00ec giovane e inesperta della vita -, una Guerriera: sia pure dopo lotte e turbamenti, sceglie la via della fedelt\u00e0 e del sacrificio &#8211; e, in tal modo, imbocca la strada del Martire, ossia la tappa successiva a quella del Guerriero.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il Guerriero non \u00e8 mai un vinto, se rimane fedele a se stesso; ma, nella sconfitta, diventa un Martire, e proprio questo movimento lo trasporta pi\u00f9 in alto, al di sopra di se stesso, e lo fa trionfare sopra ogni ostacolo ed ogni avversa circostanza.<\/p>\n<p>Anche quella del Guerriero, comunque, \u00e8 una tappa e non pu\u00f2, n\u00e9 deve, trasformarsi in una condizione permanente e definitiva. Il Guerriero che resta eternamente tale si rivela incapace di ulteriore evoluzione spirituale, prigioniero di una logica oppositiva che gli impedisce di scorgere l&#8217;unit\u00e0 nella polarit\u00e0, la connessione degli opposti.<\/p>\n<p>Combattere per il gusto di combattere \u00e8 uno sport poco intelligente, nel quale vengono inutilmente dissipate quelle energie spirituali che sarebbero invece necessarie per rendere possibile il balzo verso un livello pi\u00f9 alto di consapevolezza.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, comunque, nella cultura occidentale, una palese sopravvalutazione del combattimento, effetto di quel dualismo che porta a vedere ovunque la contrapposizione fra l&#8217;amico e il nemico, fra ci\u00f2 che si deve difendere e ci\u00f2 che deve essere distrutto (a fin di bene, si capisce!), fra ci\u00f2 che \u00e8 giusto e perci\u00f2 merita di vivere, e ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato e quindi merita di perire.<\/p>\n<p>Il combattere, pertanto, \u00e9 figlio del giudicare: ma una tendenza a giudicare troppo le cose, cio\u00e8 a vedere in esse pi\u00f9 quello che divide che non ci\u00f2 che potrebbe unire, costringe a indossare perennemente l&#8217;elmo e la corazza e a brandire la spada e la lancia, come se al mondo non vi fosse cosa pi\u00f9 bella del battersi; mentre questa \u00e8, semmai, una dura necessit\u00e0, alla quale si dovrebbe ricorrere solo quando ogni altra via sia rivelato impraticabile.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 qualcosa di stupidamente inutile nel gettarsi a testa bassa contro il supposto nemico, ogni qual volta ci venga agitato un panno rosso davanti agli occhi: il vero Guerriero sa che la forza non va sprecata in battaglie inutili e che i suoi sforzi dovrebbero essere sempre diretti contro un avversario che sia almeno degno di lui.<\/p>\n<p>Nondimeno, quando c&#8217;\u00e8 da battersi, ossia quando non rimanga spazio per alcuna mediazione, il Guerriero si batte, eccome: si batte con coraggio, con molta decisione e non indietreggia mai, a costo di soccombere sotto il numero dei nemici.<\/p>\n<p>Per questo il suo corpo \u00e8 pieno di cicatrici. Ogni combattimento si lascia dietro le sue cicatrici: quelli vittoriosi e quelli sfortunati. E le cicatrici che non si vedono, come \u00e8 noto, sono anche quelle che fanno soffrire di pi\u00f9: basta poco a farle riaprire, a farle sanguinare nuovamente, perch\u00e9, in effetti, nessuna di esse si chiude mai completamente.<\/p>\n<p>Si dice che il tempo medica ogni ferita, ma non \u00e8 vero. Le ferite che scompaiono del tutto, senza lasciare traccia, erano soltanto dei graffi superficiali, non delle ferite vere.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra caratteristica del Guerriero, oltre alla tenacia e al coraggio, \u00e8 la fierezza.<\/p>\n<p>Nessuno potr\u00e0 mai dire di averlo visto andare in giro a capo chino, mortificato, avvilito; nessuno potr\u00e0 dire di averlo visto umiliato, neanche davanti alla peggiore sconfitta.<\/p>\n<p>Come Farinata degli Uberti, che si erge con tutta la persona dalla sua tomba di fuoco e sembra avere l&#8217;Inferno in \u00abgran dispitto\u00bb, il Guerriero non abbassa mai la fronte, non si abbatte, non implora misericordia: \u00e8 cosciente della propria forza morale e soprattutto della propria limpidezza, sa di non dover arrossire davanti ad alcuno.<\/p>\n<p>La superbia \u00e8 il suo difetto pi\u00f9 evidente: abituato a tener testa a tutti quanti, battendosi sempre \u00aba viso aperto\u00bb, finisce per disprezzare gli altri e per esagerare il concetto di se stesso; ma questo suole avvenire al guerriero con la &quot;g&quot; minuscola, non al Guerriero spirituale.<\/p>\n<p>Il Guerriero spirituale non sopravvaluta mai la propria forza, perch\u00e9 sa che gli viene dall&#8217;alto, e non disprezza alcuno, perch\u00e9 ha imparato a non giudicare troppo facilmente.<\/p>\n<p>Nel film di Edwin Sherin \u00abValdez is coming\u00bb (malamente tradotto in italiano \u00abIo sono Valdez\u00bb), del 1971, il protagonista, un vice-sceriffo messicano che, per amore della giustizia, affronta un piccolo esercito di avversari, a un certo punto viene disarcionato e disarmato. In attesa che giunga il suo mortale nemico, Frank Tanner, il capo dei &quot;bandidos&quot; che lo hanno catturato, El Segundo, dopo avergli offerto da fumare, si complimenta con lui per l&#8217;ottima mira dimostrata e gli chiede dove abbia imparato a sparare cos\u00ec lontano.<\/p>\n<p>Valdez risponde che ha adoperato delle pallottole per bisonte e che le usava un tempo, dando la caccia agli Apaches.<\/p>\n<p>\u00abQuando?\u00bb, vuol sapere El Segundo.<\/p>\n<p>\u00abQuando capivo di meno\u00bb, risponde, con semplicit\u00e0, il fiero vice-sceriffo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello del Guerriero, nel cammino della consapevolezza spirituale, \u00e8 un archetipo di fondamentale importanza; e tuttavia, allo stesso tempo, esso \u00e8, crediamo, quello che si presta<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[148,258],"class_list":["post-28191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-friedrich-nietzsche","tag-thomas-hobbes"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28191\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}