{"id":28187,"date":"2019-03-31T10:31:00","date_gmt":"2019-03-31T10:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/31\/quanto-puo-durare-una-societa-come-questa\/"},"modified":"2019-03-31T10:31:00","modified_gmt":"2019-03-31T10:31:00","slug":"quanto-puo-durare-una-societa-come-questa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/03\/31\/quanto-puo-durare-una-societa-come-questa\/","title":{"rendered":"Quanto pu\u00f2 durare una societ\u00e0 come questa?"},"content":{"rendered":"<p>Quelli che non hanno figli o che hanno figli ormai grandi; quelli che non lavorano nell&#8217;ambito dell&#8217;insegnamento e non sanno quelle che vi succede; quelli che non hanno a che fare, se non indirettamente e saltuariamente, con il mondo della scuola, tutti costoro non hanno, probabilmente, la minima idea della rapidit\u00e0 con cui si \u00e8 consumato il degrado della scuola pubblica italiana e del disastro intellettuale, sociale, culturale e morale in cui essa \u00e8 precipitata nel corso degli ultimi anni. Individuarne tutte le cause richiederebbe uno studio lungo quanto un&#8217;enciclopedia; del resto, un analogo degrado, e altrettanto rapido, si \u00e8 consumato in altri settori della societ\u00e0, dalla politica alla magistratura, dalla sanit\u00e0 ai trasporti, dalle poste alle banche, e soprattutto nelle famiglie. Ma la cosa pi\u00f9 impressionante \u00e8 che perfino quanti lo vedono e lo toccano con mano ogni giorno, raramente sembrano averne l&#8217;esatta percezione; i dirigenti scolastici, in particolare, e molti maestri e professori, sembrano aver imparato a memoria la lezioncina politicamente corretta della cultura progressista, secondo la quale la crisi, se c&#8217;\u00e8, \u00e8 una crisi di crescita, una crisi benefica e salutare, dalla quale possiamo e dobbiamo aspettarci <em>le magnifiche sorti e progressive<\/em>. In altre parole, il giudizio sulla trasformazione radicale che ha subito e continua subire l&#8217;istituzione delegata alla formazione e all&#8217;educazione dei bambini e degli adolescenti \u00e8, da parte delle autorit\u00e0 dirigenti e di una fetta della classe docente, radicalmente divergente da quel che la nuda e cruda realt\u00e0 dei fatti ci pone sotto gli occhi ogni mattina. La realt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 quella che vediamo e che udiamo, \u00e8 quella che l&#8217;ideologia progressista insegna e propaganda: una mela non \u00e8 pi\u00f9 una mela, se lo dice la cultura progressista \u00e8 una pera o una banana, e bisogna dire cos\u00ec: <em>Oh, che bella pera! Oh, che splendida banana!<\/em> Il principio di realt\u00e0 cede sotto la pressione del politicamente corretto; e guai a chi si azzarda a dire, sia pure a bassa voce, che quella \u00e8 pur sempre una mela, bella o brutta che sia. Il sistema scolastico buonista, tardigrado, elefantiaco, che non punisce mai nessuno, neanche davanti alle pi\u00f9 macroscopiche inefficienze, e non verifica mai nulla di sostanziale rispetto a tutti quelli, docenti e discenti, che vivono nel mondo della scuola, davanti a una simile insubordinazione reagisce, eccome, con estrema rapidit\u00e0 e agilit\u00e0, e prende provvedimenti rigorosi per punire il disobbediente, il sovversivo.<\/p>\n<p>Un esempio, fra i mille e mille, del clima di ordinaria follia che si respira nella scuola italiana. In una certa classe di una certa scuola elementare c&#8217;\u00e8 un bambino che gli &quot;esperti&quot;, gli psicologi, hanno qualificato <em>iperdotato<\/em> e <em>problematico<\/em>. E poich\u00e9 nella cultura politicamente corretta i nomi sostituiscono le cose, e le formule prendono il posto della realt\u00e0, la fama di essere iperdotato gli procura il rispetto e l&#8217;ammirazione delle maestre, mentre quella di essere problematico lo autorizza ad abbandonarsi a ogni sorta di capricci e intemperanze, nonch\u00e9 il diritto a essere seguito da un&#8217;apposita psicologa, la quale, peraltro, con lui non ha mai cavato un ragno dal buco. Quando gli vengono le sue crisi isteriche, si getta per terra e rende impossibile la vita a tutti i compagni per una intera mattinata. Se, poi, qualche volta accade che le maestre si lamentino con la famiglia del suo comportamento, e segnalino a casa alcuni dei suoi capricci, la famiglia reagisce male, con fastidio, con irritazione, come se fosse stata disturbata nella sua tranquillit\u00e0 e senza minimamente interrogarsi se il bambino, da parte sua, non crei dei problemi ai suoi compagni e a tutto l&#8217;ambiente nel quale \u00e8 inserito. Conclusione: a esser problematico non \u00e8 lui, ma lo \u00e8 la sua famiglia. Il fatto, per\u00f2, che a delle famiglie del genere &#8212; che sono sempre pi\u00f9 numerose nel panorama scolastico &#8211; venga concesso tanto spazio; che siano tanto temute e cos\u00ec pazientemente sopportate; che le maestre non osino contraddirle, non si permettano di metterle al loro posto, come farebbe qualsiasi professionista davanti a un cliente che pretende d&#8217;insegnargli, oltretutto in maniera scortese, come si deve fare il suo lavoro, dice tutto sul clima di folle demagogia populista (questa vola s\u00ec, nel senso negativo del termine) nella scuola italiana, e non solo nella scuola, ma, come dicevamo, anche in ogni altro ambito della vita sociale.<\/p>\n<p>Questo, ripetiamo, \u00e8 solo un esempio fra i tanti; lo si pu\u00f2 trasporre, <em>mutatis mutandis<\/em>, in un centro di accoglienza per sedicenti profughi, o in una qualsiasi azienda pubblica, o a bordo di un treno o di un autobus, o in un ospedale, o nel contesto di una causa giudiziaria. Qual \u00e8 il tratto comune che lega innumerevoli micro (e qualche volta pure macro) episodi di questo genere, o di analogo tenore, anche in ambiti diversi da quello dalla scuola pubblica? Da un lato, la carenza o l&#8217;inconsistenza di una chiaro progetto educativo: un progetto educativo che tenga conto del bene comune, cio\u00e8 di tutti i soggetti interessati, e non solo di alcuni, considerati, a ragione o (spesso) a torto, bisognosi di speciali attenzioni e meritevoli di particolari privilegi; dall&#8217;altro, la timidezza, l&#8217;acquiescenza e la masochistica tolleranza nei confronti dell&#8217;arroganza e della invasivit\u00e0 di certe famiglie, che sono poi le vere o comunque le principali responsabili del comportamento inadeguato dei loro rampolli. Se una banda di ragazzini disturba seriamente i viaggiatori di un autobus, e minaccia l&#8217;autista che chiede loro il biglietto; se il cortile della palestra dell&#8217;oratorio parrocchiale \u00e8 sempre ingombro di cartacce e di porcherie, gettate con noncuranza dai cari pargoletti; se una comitiva di giovani o una squadra sportiva lascia le stanze d&#8217;albergo in condizioni deplorevoli, come se le avesse devastate un ciclone, di chi \u00e8 la responsabilit\u00e0, in ultima analisi, se non delle famiglie? A chi bisogna chiedere conto del comportamento di quei ragazzi, se non alle famiglie, oltre, naturalmente, ai loro insegnanti e ai loro accompagnatori o allenatori sportivi? Ma gli insegnanti, gli accompagnatori e gli allenatori, cos\u00ec come i catechisti e il parroco, possono fare ben poco, se la famiglia non d\u00e0 ai giovani una seria impronta educativa, se non li abitua, al suo interno e fin dai primissimi anni, ad assumersi le loro responsabilit\u00e0, a rispettare le regole, a essere maturi e coscienti di s\u00e9, e a rispettare le persone e le cose; e inoltre a collaborare con il personale educativo che, per un certo numero di ore al giorno, si prende in carico i loro ragazzi. Oggi si direbbe che molte famiglie abbiano completamente obliato il fatto che mettere al mondo dei figli significa anche preoccuparsi di dar loro una educazione integrale, e, al tempo stesso, assumersi essi per primi la responsabilit\u00e0 di quanto i figli possono fare di sbagliato, di pericoloso, di pregiudizievole per se stessi, per gli altri e per l&#8217;ambiente. Non solo: si direbbe che un numero crescente di genitori, e specialmente di mamme, per lo pi\u00f9 giovami, carine, vestite alla moda e spesso anche palestrate, oltre ad essere costantemente sull&#8217;orlo di una crisi di nervi per la manifesta incapacit\u00e0 di farsi ascoltare e di esercitare un ruolo autorevole rispetto ai propri figli (tutti ricordiamo le mamme che accompagnarono, all&#8217;una di notte, i loro figli undicenni alla discoteca di Corinaldo, al tragico appuntamento con la morte, solo perch\u00e9 non seppero dire loro un bel <em>no<\/em>, salvo poi cercare all&#8217;esterno dei capri espiatori sui quali riversare la loro rabbia e il loro dolore), paiono anche aver maturato la strana convinzione che il mondo intero, a cominciare dalla scuola, sia in debito verso di loro; che, se le insegnanti si lamentano del cattivo comportamento dei loro figli, sono delle incapaci, delle sfaticate e delle rompiscatole; e che se quei figli picchiano i compagni, insultano le maestre, danneggiano l&#8217;aula o gli arredi scolastici, chi si deve scusare, non si sa bene perch\u00e9, sono proprio le maestre, i bidelli, e magari anche il sindaco e l&#8217;assessore alla scuola, tutti insomma, ma non certo loro, che anzi si vedono come delle intrepide eroine, lasciate sole e incomprese da tutti, e ciononostante ben certe di avere tutte le ragioni del mondo a protestare e a pretendere maggiore impegno da parte degli altri. \u00c8 sempre la solita storia: quando si tratta di prendesi dei meriti, allora i meriti sono tutti dei genitori: se il bambino \u00e8 bravo, se \u00e8 educato, se \u00e8 rispettoso, se \u00e8 intelligente, eccetera; ma quando si tratta di farsi un esame di coscienza e chiedersi perch\u00e9 il bambino \u00e8 nervoso, aggressivo, isterico, caratteriale, o se \u00e8 semplicemente svogliato e strafottente, allora la responsabilit\u00e0 va cercata senza dubbio negli altri, i quali non sanno capire, non sanno dialogare, non sanno farsi ascoltare, non sanno tenere la linea giusta, insomma sono una massa d&#8217;incapaci.<\/p>\n<p>Il bello \u00e8 che l&#8217;autorit\u00e0, di qualunque tipo e a qualunque livello, tifa sistematicamente non per chi fa il proprio dovere e cerca di far rispettare l&#8217;ordine, le regole, la legalit\u00e0, ma, al contrario, per chi la mette costantemente in crisi, per chi disprezza le regole, per chi crea disturbo al prossimo, anche in maniera grave. Che dire di quel dirigente scolastico che, in una scuola presso Treviso, ha aperto un provvedimento disciplinare a carico di quel professore che ha subito un pestaggio da parte di un genitore, perch\u00e9 aveva rimproverato suo figlio? Che dire di quel giudice che ha condannato per abuso d&#8217;ufficio il capotreno della linea Padova-Belluno, che ha fatto scendere dal convoglio un viaggiatore senza biglietto (un africano) il quale, oltre a non voler obbedire, gli aveva anche rifilato un paio di ceffoni? Che dire del questore il quale prende provvedimenti a carico dei poliziotti che la sera, di pattuglia, durante il controllo dei documenti del solito spacciatore straniero, si macchiano dell&#8217;orribile reato di abuso di potere, perch\u00e9 il giovanotto in questione si mette a scalciare e sferrare pugni come un forsennato, e magari si graffia le nocche sul visto di un tutore delle forze dell&#8217;ordine, suscitando il coro indignato di tutta la stampa e di tutti i salotti televisivi politicamente corretti? E che dire &#8211; su un altro versante, quello religioso &#8211; di quell&#8217;arcivescovo di Gorizia che ha fatto trasferire il parroco di un paesino il quale aveva chiesto al capo-scout di lasciare la sua funzione, dopo che costui si era sposato civilmente con un uomo, e che alla fine \u00e8 rimasto trionfante al suo posto, nella parrocchia e nei campi scout, e cos\u00ec pure \u00e8 rimasto, &quot;vittorioso&quot;, il vice-parroco che lo aveva sostenuto, e si era schierato contro il suo parroco? In tutti questi casi, e in cento e mille altri che potremmo citare, in una infinita litania ormai sempre pi\u00f9 monotona, fino al magistrato siciliano che mettere sotto inchiesta un ministro dell&#8217;Interno per sequestro di persona, perch\u00e9 ha fatto ritardare di cinque giorni lo sbarco dell&#8217;ennesima infornata di clandestini, emerge il ritratto di un Paese assurdo, di una societ\u00e0 alla rovescia, di una contro-scuola, una contro-giustizia, una contro.-chiesa, ciascuna delle quali sta facendo del suo meglio, o piuttosto del suo peggio, per rendere la vita e il lavoro impossibili a quanti, con onest\u00e0, coscienza e coraggio, cercando di svolgere il loro compito nella maniera pi\u00f9 giusta e responsabile.<\/p>\n<p>Ora, la domanda \u00e8 questa: quanto pu\u00f2 durare ancora, una societ\u00e0 del genere? Qualche decennio? Qualche anno? Qualche mese? E poi, che succeder\u00e0? Quale futuro ci attende, al termine di una simile deriva verso la follia? Ci permettiamo di cogliere una inquietante analogia, non certo perch\u00e9 proviamo il minimo piacere a fare i profeti di sciagura, ma perch\u00e9 l&#8217;analogia emerge con forza irresistibile dai fatti, beninteso a chi conosce un po&#8217; la storia italiana, non per come la raccontano, da troppo tempo, i libri e i programmi politicamente corretti, ma per come \u00e8 stata realmente, anche se ci\u00f2 dispiace ai fautori dell&#8217;ideologia anti-nazionale e anti-cristiana oggi al potere. L&#8217;analogia \u00e8 questa: l&#8217;Italia di oggi assomiglia terribilmente all&#8217;Italia degli anni che vanno dal 1919 al 1922. L&#8217;ordine, le regole, la stessa legge morale naturale (da dove nascono i bambini? non si sa; proibito dire che nascono da una madre e un padre) vengono infranti tutti i santi giorni da una serie di comportamenti diffusi, che rivendicano la loro assoluta liceit\u00e0, anche se, considerati con occhio spassionato, appaiono semplicemente aberranti e antisociali. E la cosa significativa \u00e8 che si tratta di comportamenti e atteggiamenti che provengono da una minoranza della popolazione, sostenuta da una ideologia permissiva, buonista, favorevole all&#8217;affermazione arrogante di alcune minoranze a danno della maggioranza; una ideologia talmente folle e talmente aggressiva, da aver descritto come un evento eversivo, oscurantista, odioso, intollerabile, il Convegno mondiale della Famiglia che si svolge ogni anno, ma che quest&#8217;anno si \u00e8 tenuto a Verona, il che ha suscitato le ire funeste di tutte le Boldrini, le Gruber, le Cirinn\u00e0, e naturalmente di tutti i Martina, gli Zingaretti, i Vendola, eccetera, eccetera. Una minoranza di femministe e di esponenti della sinistra, ispirati essenzialmente dall&#8217;ideologia radicale (i radicali, col loro 1 o 2% dei voti governano di fatto l&#8217;Italia; qualcuno se n&#8217;\u00e8 accorto?) impongono al Paese un clima di disordine cronico e auto-mortificazione che esaspera sempre pi\u00f9 la maggioranza silenziosa, la quale finora ha sopportato fin troppo pazientemente. Fino a quando continuer\u00e0 a sopportare? La parte sana della societ\u00e0 si rende conto che il buonismo a senso unico e la rivendicazione selvaggia e unilaterale di sempre nuovi diritti, specie da parte delle minoranze iperprotette, ha innescato una spirale distruttiva senza fondo, che finir\u00e0 per travolgere tutto il corpo sociale. Non si pu\u00f2 consentire che chi sa solo distruggere, criticare, frapporre ostacoli in nome del proprio presunto diritto, spadroneggi e ponga il giogo sulla groppa di tutti gli altri, quelli che lavorano, rispettano le regole, cercano soluzioni, sono disponibili al confronto costruttivo. Bisogna fermare una simile spirale, prima che sia troppo tardi. Il buonismo e la crociata per i diritti sono solo lo schermo dietro il quale c&#8217;\u00e8 qualcuno che persegue la distruzione della societ\u00e0 intera&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quelli che non hanno figli o che hanno figli ormai grandi; quelli che non lavorano nell&#8217;ambito dell&#8217;insegnamento e non sanno quelle che vi succede; quelli che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30149,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[247],"class_list":["post-28187","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","tag-scuola"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-economia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28187"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28187\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30149"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}