{"id":28185,"date":"2015-10-16T08:54:00","date_gmt":"2015-10-16T08:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/16\/quanti-futuri-esistono\/"},"modified":"2015-10-16T08:54:00","modified_gmt":"2015-10-16T08:54:00","slug":"quanti-futuri-esistono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/10\/16\/quanti-futuri-esistono\/","title":{"rendered":"Quanti futuri esistono?"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni esperimenti di tipo parapsicologico eseguiti dal biochimico cecoslovacco Milan Ryzl (nato a Praga il 22 maggio 1928 e morto a Sacramento, in California, il 9 luglio 2011), in materia di telepatia e chiaroveggenza, danno molto da pensare.<\/p>\n<p>Una volta egli chiese a un soggetto medianico, una donna dotata di buone facolt\u00e0 extra-sensoriali, di visualizzare le prossime ore, fino al suo ritorno a casa, dopo aver condotto una serie di esperimenti in laboratorio: lei lo fece e rifer\u00ec che tutto si era svolto senza alcuna difficolt\u00e0. Dopo di che, egli stesso la riaccompagn\u00f2 a casa, percorrendo 25 km. in motoretta, da una estremit\u00e0 all&#8217;altra della periferia di Praga, con la donna seduta dietro di lui, in posizione da amazzone, cio\u00e8 di traverso sulla sella: cosa proibita dal severo codice della strada cecoslovacco Il percorso era pieno di vigili e di semafori, e Ryzl non fece assolutamente nulla per tentare di eluderli: al contrario, rallent\u00f2 e si ferm\u00f2 parecchie volte sotto il naso degli agenti, nessuno dei quali, apparentemente, si accorse della cosa e nessuno dei quali li ferm\u00f2 per elevare una contravvenzione, neanche una sola volta, nemmeno negli incroci pi\u00f9 trafficati, con la moto ferma. Questo esperimento ricorda un po&#8217; quello che il mago inglese Aleister Crowley fece, una volta, a Citt\u00e0 del Messico: attravers\u00f2 tutta la citt\u00e0 abbigliato in modo stranissimo, ma nessuno parve accorgersene e nessuno si ferm\u00f2 ad osservarlo.<\/p>\n<p>Comunque, quello di Ryzl fu, a ben guardare, un doppio esperimento: la cosa stupefacente non \u00e8 solo che i sospettosi vigili di Praga non fermarono la sua motoretta, ma che la sensitiva avesse previsto un rientro a casa senza alcun fastidio: fu come se la visione precognitiva avesse posto gli eventi futuri sotto una sorta di campana protettiva. Avendo &quot;visto&quot; che sarebbe tornata a casa senza inconvenienti, la donna e il suo accompagnatore poterono usufruire dell&#8217;ombrello protettivo offerto loro dalla visione anticipata del futuro: come se agli eventi reali fosse stata interdetta la possibilit\u00e0 di porsi in contrasto con ci\u00f2 che era stato visto dalla <em>medium<\/em> in stato di chiaroveggenza. Il che, naturalmente, solleva degli interrogativi affascinanti, e anche un po&#8217; inquietanti: il fatto di conoscere il futuro consente anche di poterlo modificare? E che cosa vuol dire <em>modificare il futuro<\/em>? Forse che il futuro \u00e8 gi\u00e0 scritto, da qualche parte, anche se noi, ancora (a meno che possediamo delle facolt\u00e0 medianiche) non lo conosciamo? Strane domande; ancor pi\u00f9 strane le risposte che si possono avanzare per tentare una spiegazione.<\/p>../../../../n_3Cp>Un successivo esperimento di Ryzl, o meglio, una serie di esperimenti, permettono di approfondire questa linea di ragionamento. A dei soggetti dotati di facolt\u00e0 di chiaroveggenza veniva chiesto di prevedere e di scrivere su un foglietto il numero 1 o 2, per indicare una delle due porte dalle quali lo sperimentatore sarebbe uscito dalla sala. Nessuno conosceva il contenuto del foglietto, tanto meno lo sperimentatore: Ryzl usciva da una delle due porte, dopo che il <em>medium<\/em> aveva predetto da quale egli sarebbe uscito; poi si controllava se la predizione era stata esatta. La percentuale di previsioni esatte si dimostr\u00f2 molto alta. A questo punto, Ryzl volle complicare l&#8217;esperimento: che cosa sarebbe accaduto se egli avesse barato al gioco, e fosse uscito, deliberatamente, dalla porta &quot;sbagliata&quot;, ossia da quella che non corrispondeva alla previsione del <em>medium<\/em>?<\/p>\n<p>Non solo: per essere certo di ingannare il sensitivo, egli disse, con il pretesto di aver fretta, che non c&#8217;era bisogno che questi scrivesse in anticipo il numero sul foglietto: il sensitivo doveva dire a voce alta da quale porta egli sarebbe uscito, dopo di che egli sarebbe uscito, dopo aver estratto a caso un numero fra 1 e 2, ma, in realt\u00e0, scegliendo apposta la porta diversa da quella indicata dal numero. In questo modo, il <em>medium<\/em> non avrebbe potuto n\u00e9 &quot;leggere&quot; il numero scritto, n\u00e9 &quot;leggere&quot; nella mente dello sperimentatore, il quale si sarebbe comportato in maniera opposta a quella indicata dal numero, ma lo avrebbe fatto all&#8217;ultimo momento, dopo che il <em>medium<\/em> aveva espresso a voce alta la sua previsione. Ebbene, accadde una cosa molto strana: quello stesso <em>medium<\/em> che, in precedenza, aveva &quot;indovinato&quot; un&#8217;alta percentuale di casi, ora appariva incerto e confuso e parlava di una sorta di &quot;nebbia&quot; che gli impediva di scorgere con sufficiente chiarezza da quale porta sarebbe uscito lo sperimentatore.<\/p>\n<p>Che conclusioni trarre da tutto ci\u00f2? Si direbbe che il futuro possa essere previsto, e, in un certo senso, modificato dalla previsione stessa (i due viaggiatori sulla moto che non vengono fermati dai vigili urbani); ma che la capacit\u00e0 di previsione &#8212; meglio sarebbe dire: di visione anticipata &#8212; si arresti, qualora si tenti di indagare troppo a fondo sul mistero della precognizione stessa: quasi che non sia lecito, allo sguardo dell&#8217;uomo, spingersi oltre una certa soglia; e, in particolare, che non sia consentito &quot;giocare&quot; con il futuro, manipolandolo a piacere.<\/p>\n<p>Ha scritto Sergio Conti nel libro \u00abAlla frontiera dell&#8217;ignoto\u00bb (Firenze, Salani, 1980, pp. 70-71; 75):<\/p>\n<p>\u00abUna delle implicazioni pi\u00f9 sconcertanti dei fenomeni precognitivi \u00e8 il problema morale che essi suscitano. Se possiamo dimostrare mediante episodi oggettivi e inconfutabili che il futuro pu\u00f2 talvolta essere precorso, giungiamo alla conclusione che esso gi\u00e0 esiste e che di conseguenza tutti gli avvenimenti e gli atti della nostra esistenza sono gi\u00e0 determinati. Il che non si concilia con il concetto del &quot;libero arbitrio&quot; e con la responsabilit\u00e0 morale che viene attribuita ad ogni uomo nelle azioni che compie. [&#8230;]<\/p>\n<p>Molti studiosi hanno cercato di risolvere questo scottante problema.<\/p>\n<p>Il filosofo americano William James, fisiologo e medico, docente all&#8217;Universit\u00e0 di Harvard, che fu tra i fondatori della Societ\u00e0 Americana per la Ricerca psichica (1885), avanz\u00f2 l&#8217;ipotesi &#8211; in questo segu\u00ecto anche dal Bozzano &#8211; che la precognizione non offra la visualizzazione di un &quot;futuro sicuro&quot;, ma solo quella di un &quot;futuro probabile&quot;. Questa tesi sarebbe dedotta dall&#8217;esame dei casi in cui le predizioni si sono avverate \u00a0solo in parte, o hanno lasciato aperta un&#8217;alternativa o non si sono verificate affatto.<\/p>\n<p>Tuttavia, come giustamente osserva il D\u00e8ttore, non \u00e8 questa un&#8217;interpretazione molto sostenibile: l&#8217;esame dei casi non la conferma appieno, inoltre l&#8217;idea di probabilit\u00e0 evidenzia un&#8217;incertezza limitata alle nostre conoscenze, e pertanto relativa. Non si pu\u00f2 invece individuarla in una realt\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Se la tesi di James e di Bozzano fosse esatta dovremmo accettare l&#8217;idea non pi\u00f9 di un&quot;futuro predeterminato&quot;, ma addirittura di pi\u00f9, forse di infiniti, &quot;futuri&quot; ognuno dei quali avrebbe qualche possibilit\u00e0 di attuarsi. Il fatto che una persona agisca in un modo o in un altro pu\u00f2 portare a differenti conseguenze. E poich\u00e9, per ogni individuo, ci\u00f2 avviene una infinit\u00e0 di volte nel corso della vita, questi &quot;futuri predeterminati&quot; costituirebbero una quantit\u00e0 infinita, la cui attuazione, dovuta a mero caso, ricondurrebbe ad uno stato di pura coincidenza. In definitiva sarebbe impossibile prevedere il futuro: non esisterebbe alcuna predeterminazione e il fenomeno precognitivo sarebbe pura illusione. Ci\u00f2 produce una contraddizione in termini, poich\u00e9 oggettive verifiche hanno invece provato l&#8217;esistenza di questo traumatizzante fenomeno.<\/p>\n<p>Come risolvere allora il problema del libero arbitrio nei confronti della possibilit\u00e0, provata, di poter prevedere gli avvenimenti?<\/p>\n<p>Forse un elemento determinante lo ha portato Milan Ryzl traendo delle conclusioni assai valide da una serie di sperimentazioni da lui condotte, in sede di laboratorio, con dotati sensitivi nel corso di anni di studi. [&#8230;]<\/p>\n<p>Probabilmente, conclude Ryzl, non ci muoviamo verso un futuro gi\u00e0 esistente, ma certi avvenimenti non sono prevedibili. Quelli che dipendono dalle nostre decisioni personali, forse gi\u00e0 esistenti, non possono essere selezionati dalle nostre facolt\u00e0 extrasensoriali. Le nostre volont\u00e0, le nostre decisioni creerebbero una sorta di barriera che rende il futuro opaco.\u00bb<\/p>\n<p>I problemi e gli interrogativi sollevati dagli esperimenti di Ryzl, sono, come dicevamo, formidabili. Gi\u00e0 il fatto che si possa &quot;vedere&quot; il futuro \u00e8, per la nostra <em>forma mentis<\/em>, sconvolgente: \u00e8 come se venisse posta in crisi tutta la nostra concezione del reale. A ben guardare, per\u00f2, il fatto che il futuro possa essere conosciuto in anticipo, non intacca, di per s\u00e9, il libero arbitrio dell&#8217;uomo: si tratta, semplicemente, di una &quot;visione dall&#8217;alto&quot;, come sarebbe quella di un alpinista che, giunto in cima a una montagna, riesce ad abbracciare con lo sguardo anche <em>l&#8217;altro<\/em> orizzonte: quello che, dal versante di partenza, rimaneva nascosto alla sua visuale.<\/p>\n<p>Il fatto di poter influire sul futuro, dopo averlo &quot;visto&quot; (ovviamente, in anticipo: ch\u00e9 tale \u00e8 la <em>visione del futuro<\/em>) pone gi\u00e0 delle domande molto pi\u00f9 complesse, anche da un punto di vista filosofico. Se la <em>medium<\/em> di cui si serviva Ryzl per i suoi esperimenti non avesse visualizzato il proprio ritorno a casa, constatando che si svolgeva in modo assolutamente normale, \u00e8 lecito pensare che le cose, poi, si sarebbero svolte in modo diverso, e che qualche vigile avrebbe fermato i due viaggiatori a bordo della motoretta. In questo senso, parrebbe che il futuro possa essere modificato. Ma, se pu\u00f2 essere modificato, ci\u00f2 implica che il futuro esista gi\u00e0, e che sia <em>univoco<\/em>: e allora, non \u00e8 forse una contraddizione logica il fatto di poter esercitare una modificazione su di esso? In alternativa, bisognerebbe supporre che esistano pi\u00f9 futuri possibili, forse perfino infiniti futuri: e che, di fatto, si realizzi quell&#8217;unico futuro che un insieme di circostanze finiscono per rendere attuale. Ma tali circostanze possono essere sovvertite dalla previsione medesima? Si pu\u00f2 &quot;vedere&quot; il futuro e poi decidere di ingannarlo, scegliendo una diversa linea di comportamento?<\/p>\n<p>\u00c8 quello che ha cercato di fare Ryzl con l&#8217;esperimento delle due porte; o meglio, \u00e8 quello che ha tentato di fare con la seconda serie di esperimenti, quella in cui egli agiva, deliberatamente, in maniera contraria a ci\u00f2 che il <em>medium<\/em> era stato indotto ad anti-vedere. Egli aveva fatto in modo che il <em>medium<\/em> lo &quot;vedesse&quot; uscire da una delle due porte, mediante la chiaroveggenza; e poi aveva deciso di uscire dalla porta opposta a quella estratta a sorte. Ed eccoci in presenza di almeno due futuri possibili: quello antiveduto dal <em>medium<\/em> e quello attuato, poi, dallo sperimentatore. Ma il <em>medium<\/em> non era riuscito a vedere pi\u00f9 nulla, o, se aveva creduto di vedere, aveva sbagliato la sua previsione. Il futuro, infatti, altro non \u00e8 che il prolungamento del presente: nella dimensione ordinaria dello spazio-tempo, il futuro \u00e8 unico ed univoco; non ce ne possono essere due o pi\u00f9 di due. Parlare di futuri possibili \u00e8, dunque, una specie di gioco intellettuale, una mera astrazione: nella dimensione reale, non c&#8217;\u00e8 posto per pi\u00f9 di una serie di avvenimenti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non esclude, peraltro, che, in una ulteriore dimensione del reale, ove lo spazio e il tempo non si configurino in maniera rigida e separata, ma facciano parte di un <em>continuum<\/em> pi\u00f9 ampio, sottratto alle leggi della fisica a noi note, possano esistere, effettivamente, numerosi futuri contemporanei: non, propriamente parlando, dei <em>futuri possibili<\/em>, bens\u00ec dei <em>futuri reali<\/em>, che si svolgono, per\u00f2, l&#8217;uno simultaneamente all&#8217;altro, ciascuno su di un proprio livello di realt\u00e0. Si tratta, ovviamente, della teoria degli universi paralleli. Secondo tale teoria, tutto ci\u00f2 che esiste e che noi percepiamo in forma separata e distinta, appartiene ad una realt\u00e0 molto pi\u00f9 grande e complessa, in cui c&#8217;\u00e8 posto per infinite possibilit\u00e0 di cose, di combinazioni, di sviluppi; una realt\u00e0 in cui passato e futuro s&#8217;incrociano e si sovrappongono, si mescolano e generano una infinita serie di sequenze simultanee, dove accadono tutti i fatti possibili e anche il loro contrario, in una sorta di caleidoscopio cosmico che non si esaurisce mai, perch\u00e9 infinite, appunto, sono le combinazioni cui ogni fatto pu\u00f2 dare luogo, e ogni pi\u00f9 piccolo evento &#8212; a sua volta &#8211; si suddivide e si moltiplica, per cos\u00ec dire, in un numero incalcolabile, inimmaginabile, inconcepibile di nuove sequenze di eventi, che differiscono l&#8217;una dall&#8217;altra, almeno inizialmente, forse per dei particolari assolutamente insignificanti e quasi impercettibili. Un potente calcolatore elettronico potrebbe improvvisare miliardi e miliardi di variazioni su un certo tema, qualora venisse appositamente istruito: ed \u00e8 con questa similitudine che potremmo immaginare la struttura degli universi paralleli.<\/p>\n<p>Tutto questo \u00e8 troppo per la nostra mente? E, soprattutto, che cosa abbiamo da ricavare, in termini di chiarezza intellettuale e di progresso spirituale, da simili astratte e vertiginose speculazioni? Ben poco, probabilmente. Una filosofia \u00e8 seria quando aiuta a comprendere meglio il reale, perch\u00e9 solo da una retta comprensione del reale possono scaturire scelte veramente libere e responsabili: dopo di che, a ciascuno tocca assumersi la responsabilit\u00e0 esclusiva delle proprie scelte. Universi paralleli o no, chiaroveggenza o no, la vita non \u00e8 un gioco per prestigiatori: \u00e8 una cosa seria. Sapere che il futuro non ci condiziona \u00e8, certo, molto importante: altro non ci occorre per vivere una vita buona&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni esperimenti di tipo parapsicologico eseguiti dal biochimico cecoslovacco Milan Ryzl (nato a Praga il 22 maggio 1928 e morto a Sacramento, in California, il 9<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-28185","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28185","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28185"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28185\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}