{"id":28180,"date":"2018-08-01T12:14:00","date_gmt":"2018-08-01T12:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/01\/quante-gambe-ha-una-miss-italia\/"},"modified":"2018-08-01T12:14:00","modified_gmt":"2018-08-01T12:14:00","slug":"quante-gambe-ha-una-miss-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/08\/01\/quante-gambe-ha-una-miss-italia\/","title":{"rendered":"Quante gambe ha una miss Italia?"},"content":{"rendered":"<p>Chiara Bordi \u00e8 una bella ragazza di Tarquinia, provincia di Viterbo; ha diciassette anni, l&#8217;aria simpatica e intelligente, lunghi capelli castani e un fisico svelto e asciutto, da modella. Cinque anni fa, in un incidente automobilistico, ha perso una gamba, la sinistra, che le \u00e8 stata amputata subito sotto al ginocchio. La sua vita per\u00f2 \u00e8 ritornata pressoch\u00e9 normale, grazie a una protesi che le assicura una perfetta autonomia. Se indossa i pantaloni, nessuno si accorge che le manca un arto; cammina sicura e disinvolta. Bench\u00e9 non possa andare a ballare in discoteca, pu\u00f2 fare, per\u00f2, quasi tutto quel che una diciassettenne spensierata potrebbe desiderare: studiare, uscire, andare in palestra, avere degli amici, aspirare a una vita sana e felice, amore compreso. E invece no. Tutto questo non le basta. La tecnica medica le ha ridato la possibilit\u00e0 di vivere una vita quasi del tutto normale, ma non le basta. \u00c8 quel <em>quasi<\/em> che non le va gi\u00f9. Cos&#8217;\u00e8 che non pu\u00f2 fare, una ragazza che ha perso una gamba? Aspirare a sfilare nei concorsi di bellezza, magari vincere la fascia di <em>miss<\/em> Italia. Ebbene, Chiara ha deciso di provarci: ha gettato la sua sfida, si \u00e8 presentata ed \u00e8 arrivata quarta alle selezioni di Subiaco; ma spera di andare avanti, fino alle regionali, e, magari, perch\u00e9 no, fino alle nazionali. In fondo, se una nigeriana tutt&#8217;altro che bella ha potuto aggiudicarsi il titolo di <em>miss<\/em> Finlandia, perch\u00e9 una bella ragazza italiana come lei non potrebbe diventare <em>miss<\/em> Italia? Niente di razzista in questo confronto: \u00e8 solo per dire che, ai concorsi di bellezza, niente \u00e8 come una volta, niente sembra pi\u00f9 impossibile: c&#8217;\u00e8 spazio per ogni tipo di novit\u00e0. E allora, perch\u00e9 non provare? Senza contare l&#8217;elemento di simpatia, di solidariet\u00e0, di tenerezza e quasi, diciamolo pure, il desiderio di darle una qualche forma di risarcimento morale, da parte delle giurie. Viviamo in un momento storico in cui \u00e8 dogma la cultura del dialogo, dell&#8217;apertura, dell&#8217;inclusione: siamo tutti uguali, nessuno \u00e8 diverso, o meglio la diversit\u00e0 c&#8217;\u00e8, ma \u00e8 sempre e solo una ricchezza, non costituisce mai un problema. La neochiesa di Bergoglio si \u00e8 schierata in prima fila e lo ripete, dagli amboni, tutti i santi giorni: guai a lasciar fuori qualcuno, non \u00e8 cristiano. Bisogna accogliere tutti, fisicamente e spiritualmente; anche chi non si vuole adattare, non si vuole integrare, non ha buone intenzioni, ma pessime; anche il nemico, il nemico della Chiesa per esempio. Ma tanto, dice il neoclero, non ci sono pi\u00f9 nemici. Non ci sono nemmeno terroristi, lo dice Bergoglio: il terrorismo islamico non esiste. Anche gli italiani, qualche volta, ammazzano la mogli o la suocere; eppure non li si pu\u00f2 definire un popolo di assassini. Visto che logica impeccabile, stringente? Si vede che costui ha fatto grandi studi di teologia morale; chiss\u00e0 quante paia di occhiali ha consumato sui libri, per giungere a tali sublimi altezze; chiss\u00e0 quanto ha vegliato, pregato e meditato.<\/p>\n<p>Ma torniamo a Chiara Bordi. Il discorso che vogliamo fare \u00e8 duro, sgradevole, ma non cattivo, cio\u00e8 non distruttivo, n\u00e9 dettato da malanimo, tutt&#8217;altro; pure, \u00e8 difficilissimo da farsi, perch\u00e9 la cultura buonista ha depositato tali strati di melassa sulla coscienza della gente, che basta pronunciare una sillaba fuori del coro per scatenare delle relazioni isteriche, l&#8217;indignazione telecomandata di quanti si sono autoeletti custodi e censori della pubblica morale. Sappiamo benissimo chi sono, inutile far nomi: hanno viaggiato in regime di monopolio per settant&#8217;anni, e questo ha fatto crescere la loro supponenza a livelli patologici; sconfitti dalla storia, sconfitti politicamente, totalmente a corto di idee, si sono ancor pi\u00f9 incattiviti e sputano sentenze dalla mattina alla sera, in difesa degli &quot;ultimi&quot; e degli &quot;esclusi&quot;, che sono, guarda caso, sempre e solo i &quot;migranti&quot;, quelli che se ne vano a spasso tutto il giorno, sovente a spacciare droga o delinquere in vario modo, con il pasto e il letto assicurati in un albero, il telefonino e il Wi-Fi, tutto a spese nostre e guai a lamentarsi: si \u00e8 razzisti e populisti; guai a parlare delle centinaia di reati quotidiani che costoro commettono ai danni degli italiani: ci\u00f2 di cui si deve parlare son solo i casi rarissimi, in percentuale, in cui le vittime dell&#8217;esasperazione popolare sono loro. E tuttavia, proviamo a dirle, queste cose sgradevoli: non per demolire qualcuno, ma per indicare la strada perduta del buon senso. Che cos&#8217;\u00e8 un concorso di bellezza? Non occorre prendere il vocabolario per saperlo: quel che \u00e8 palese, \u00e8 che una ragazza, per parteciparvi., deve essere fisicamente integra. Chi lo dice? Il buon senso. \u00c8 razzismo, \u00e8 fascismo? No, \u00e8 buon senso, unito al buon gusto. Ma che, vogliamo escludere i disabili, ricacciarli nelle cantine? Niente affatto. Una bella ragazza come lei, nella disgrazia, \u00e8 stata fortunata: pu\u00f2 condurre una vita, ripetiamo, quasi normale. Le d\u00e0 fastidio quel &quot;quasi&quot;? Ecco, qui sta il nocciolo del problema; che non riguarda lei sola, ma parecchi milioni di persone. Oggi si pretende che tutti possano fare tutto e aspirare a tutto; a forza di rivendicare diritti, si \u00e8 perso ogni senso del limite. Una donna di sessant&#8217;anni vuol diventare madre: perch\u00e9 no? C&#8217;\u00e8 l&#8217;inseminazione artificiale. Una coppia di sodomiti vuol provare l&#8217;ebbrezza del matrimonio: perch\u00e9 no? Ci sono le unioni di fatto anche per loro, col sindaco, i confetti e gl&#8217;invitati: cos\u00ec potranno dire, come quel prete che ha piantato la parrocchia per andare a &quot;sposarsi&quot; alle Canarie, con un uomo: <em>Auguro a tutti di provare un amore grande come quello che io provo per mio marito<\/em>. S\u00ec, per mio marito. E il suo vescovo, che non ci risulta lo abbia ancora sospeso, ad abbracciarlo davanti ai parrocchiani, e a dirgli, quasi con le lacrime agli occhi: <em>Hai voluto realizzare un grande amore; ora vai liberamente per la tua strada<\/em>. Se, poi, quella coppia viene anche afferrata dall&#8217;impulso irresistibile della paternit\u00e0, perch\u00e9 no? Ci sono varie tecniche per aggirare il piccolo ostacolo costituito da quella brutta cosa che \u00e8 la fisiologia, per cui &#8212; con licenza parlando &#8212; la penetrazione anale non crea fertilit\u00e0. Una \u00e8 quella di comprare il beb\u00e8 da una donna bisognosa, che porta avanti la gravidanza in conto terzi e poi lo vende. E quanto sia popolare questa tecnica e simpatica questa mentalit\u00e0, lo prova l&#8217;indignatissima levata di scudi contro il nuovo ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, reo di aver osato dire che le adozioni di bambini registrate all&#8217;estero con siffatta tecnica, nel nostro Paese non hanno alcun valore legale. Non lo avesse mai detto! Ecch\u00e9, vogliamo riportare l&#8217;Italia al Medioevo?<\/p>\n<p>Il problema, dunque, \u00e8 la perdita del senso del limite. Nessuno trova strano che chiunque voglia rivendicare qualsiasi genere di diritto, purch\u00e9 non faccia del male agli altri: \u00e8 il trionfo della filosofia politica del liberalismo puro, senza fronzoli e pastelle morali, ossia del radicalismo. Un ragazzo autistico ha il diritto di iscriversi a un liceo, anche se non pu\u00f2 seguire neppure un&#8217;ora di lezione, non scrive, non parla, non interagisce con gli insegnanti e coi compagni: ma quello \u00e8 un suo diritto, e guai a contestarlo. Un bambino caratteriale ha il diritto di frequentare normalmente tutti gli anni della scuola dell&#8217;obbligo; ha anche il diritto di terrorizzare i compagni e picchiarli (e, qualche volta, anche le maestre): non \u00e8 forse giusto che la parte pi\u00f9 forte, cio\u00e8 la societ\u00e0 dei sani, faccia uno sforzo per venire incontro alle necessit\u00e0 di chi \u00e8 stato meno fortunato? E via di questo passo. \u00c8, ripetiamo, la stessa logica per cui un africano che non fugge da nessuna guerra, da nessuna carestia, da nessun pericolo o persecuzione o cataclisma, ha il diritto, semplicemente e puramente, di essere &quot;accolto&quot; in Italia, cio\u00e8 di trasferirsi nel nostro Paese in pianta stabile; gratis per i primi tre anni circa, albergo, musica e computer assicurati. Poi si vedr\u00e0. Forse, alla fine, risulter\u00e0 che non ne aveva diritto, anzi, risulta nel novantatre per cento dei casi; ma che importa? A quel punto, provate voi a rimandarlo indietro. Sarebbe estremamente difficile; e poi sarebbe anche un po&#8217; crudele. Magari voleva unirsi a un fratello, a un genitore che in Italia c&#8217;erano gi\u00e0, con tanto di permesso: vogliamo forse separare le famiglie? Vogliamo fare come quel barbaro di Trump, che separa i bambini dai loro genitori? Non siamo mica ai tempi del Terzo Reich&#8230; E per il discorso su <em>miss<\/em> Italia \u00e8 la stessa cosa, in tutto e per tutto. Premettiamo che ci sono poche cose pi\u00f9 idiote e volgari di un concorso di bellezza femminile. La cultura femminista, che impera e imperversa da almeno cinquant&#8217;anni, non ci ha mai trovato nulla di turpe o vergognoso, eppure si tratta di esibizione di carne cruda, n\u00e9 pi\u00f9, n\u00e9 meno. Ci\u00f2 premesso, tutti gusti sono gusti e a chi piace quella roba, non si vede perch\u00e9 lo si dovrebbe proibire; per\u00f2 le regole son quelle: che la carne cruda sia di prima scelta. Perci\u00f2 una ragazza senza una gamba ci sta come i cavoli a merenda. Mentalit\u00e0 antiquata, oscurantista? Senza dubbio; e per fortuna. Qui si tratta, ripetiamo, di buon gusto e di buon senso, E nessuno provi a dire che vogliamo negare a quella ragazza dei diritti. Se si trattasse di uno sport in cui le braccia non servono, certo che potrebbe gareggiare. C&#8217;\u00e8 una ragazza americana, Bethany Hamilton, che nel 2003, quando aveva tredici anni, fu attaccata da uno squalo che le port\u00f2 via un braccio; praticava il surf, e, dopo l&#8217;incidente, con una tenacia e un coraggio ammirevoli, riprese a gareggiare, ottenendo risultati notevoli. Tanto di cappello a quella ragazzina. Se avesse perso una gamba, invece, e avesse voluto praticare l&#8217;atletica, avrebbe dovuto servirsi di protesi. Le protesi sono una bella cosa per chi ha subito un&#8217;amputazione e desidera continuare a fare una vita normale: aspirazione pi\u00f9 che legittima. Ma praticare lo sport con le protesi, <em>per mezzo delle protesi<\/em>, a noi pare una cosa sbagliata, antiestetica e imbarazzante. Difficile dire se il merito dei risultati sia delle gambe, che non ci sono pi\u00f9, o delle protesi di acciaio elastico: nel dubbio, meglio evitare. \u00c8 questione di buon senso e di buon gusto, merci sempre pi\u00f9 rare di questi tempi. Lo stesso vale per i concorsi di bellezza. Dire queste cose, significa discriminare una povera ragazza che \u00e8 gi\u00e0 stata sfortunata nella vita? A nostro avviso, no. Uno non si deve sentire discriminato, o menomato, o umiliato, perch\u00e9 non pu\u00f2 fare qualsiasi cosa. Un uomo che pesa cinquanta chili non deve sentirsi umiliato o escluso perch\u00e9 non pu\u00f2 praticare il lancio del peso, o aspirare ai campionati di <em>boxe<\/em> dei pesi massimi: \u00e8 logico, non c&#8217;\u00e8 neanche bisogno di spiegarlo. Una donna che pesa novanta chili non dovrebbe gareggiare al concorso (idiota) di <em>miss<\/em> Italia, e non serve spiegare perch\u00e9. Il che non significa essere a favore delle modelle anoressiche, voler imporre modelli estetici discutibili, ricacciare nel buio tutte la ragazze un po&#8217; ciccione: no, \u00e8 solo il vecchio, sano, benedetto buon senso, e nient&#8217;altro. Per la stessa ragione, una ragazza che ha perso una gamba in un incidente non dovrebbe voler partecipare al concorso di <em>miss<\/em> Italia. Abbiamo detto: <em>non dovrebbe volere<\/em>; non abbiamo detto: <em>non deve<\/em>, o <em>non pu\u00f2<\/em>. \u00c8 questione di realismo, di coscienza del proprio limite. Ma, si dir\u00e0, la mentalit\u00e0 della gente sta cambiando, certe cose non sono pi\u00f9 percepite come limiti. \u00c8 vero, rispondiamo: e proprio qui sta il male. Perch\u00e9 ci siamo allontanati dal buon senso contadino delle societ\u00e0 sane, e abbiamo sviluppato un modo di pensare e di sentire malato, distorto, patologico, proprio delle societ\u00e0 industriali e decadenti. In effetti \u00e8 la tipica mentalit\u00e0 americana: non arrendersi davanti a niente; sarebbe encomiabile, se non diventasse un delirio di superbia.<\/p>\n<p>In fondo, una sola cosa non pu\u00f2 fare una ragazza cui manca una gamba: il concorso di <em>miss<\/em> Italia. Perch\u00e9 vuole fare proprio quello? Per spirito di rivalsa. Allo stesso modo, una sola cosa non potevano fare Adamo ed Eva, che avevano a diposizione i frutti di <em>tutte<\/em> le altre piante: mangiare quelli dell&#8217;albero della conoscenza del bene e del male; ma vollero mangiare proprio quelli. Per entrare nella psicologia di una ragazza cui manca una gamba, ma che vuol concorrere a <em>miss<\/em> Italia, sono rivelatrici le sue parole, dopo aver &quot;passato&quot; il primo turno: <em>Sono salita sul palco con un po&#8217; di incertezze. Ho lottato per arrivare qui, ho lottato contro i pregiudizi, contro i limiti, contro gli sguardi e perfino contro me stessa, e non sapevo cosa aspettarmi.. Poi ho sfilato su quella passerella e ho visto i sorrisi, gli occhi incuriositi puntati non solo sulla mia protesi ma anche su di me, ho sentito gli applausi crescere e io mi sono sentita pi\u00f9 sicura che mai, mi sono riempita di orgoglio e sorridevo con gli occhi quasi lucidi.<\/em> Ecco la parola chiave: orgoglio: <em>mi sono riempita di orgoglio<\/em>. Ma siamo sicuri che avere delle perplessit\u00e0 sulla sua partecipazione sia una forma di pregiudizio, come lei dice? Ci\u00f2 le permetterebbe di indossare le vesti di chi lotta contro i pregiudizi: vesti impeccabili, ammirevoli e invidiabili. E siamo sicuri che non ci sia la segreta aspettativa di far leva sulla piet\u00e0 altrui, per procurarsi un vantaggio rispetto alle altre concorrenti, fornite di entrambe le gambe? In una societ\u00e0 che presenta ogni svantaggio come un&#8217;ingiustizia, sarebbe quasi normale. <em>Ho visto i sorrisi, gli occhi incuriositi puntati non solo sulla mia protesi ma anche su di me<\/em>: ma davvero si possono separare le due cose, gli sguardi rivolti alla protesi e quelli rivolti a lei come persona? Sarebbe come dire che, per le altre concorrenti, il pubblico non guarda solo le gambe, il seno o il sedere, ma anche la persona. Ma se cos\u00ec fosse, il concorso di <em>miss<\/em> Italia non esisterebbe: per accorgersi che le persone sono persone, quello \u00e8 il luogo meno adatto. E che cosa dovrebbe fare, allora, una persona che ha subito una menomazione? Accettarla e chiedersi come ci\u00f2 pu\u00f2 aiutarla ad elevarsi. Nelle vite dei santi ci sono, spesso, le malattie, le infermit\u00e0, le menomazioni: essi le hanno trasformate in armi vincenti, ma a livello spirituale. Migliaia di persone facevano la fila davanti alla casa di un&#8217;umile contadina francese, Marthe Robin, immobilizzata a letto da anni, al buio, straziata da atroci dolori: spirava bont\u00e0 e saggezza. Nondimeno, se deve parlare della sofferenza, il signor Bergoglio annaspa, farfuglia, non sa che dire. Se non lo sa lui, allora ha proprio sbagliato mestiere. Eppure \u00e8 da qui che si deve ripartire: scoprire il valore della sofferenza. Il resto \u00e8 solo chiacchiera&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiara Bordi \u00e8 una bella ragazza di Tarquinia, provincia di Viterbo; ha diciassette anni, l&#8217;aria simpatica e intelligente, lunghi capelli castani e un fisico svelto e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[178],"class_list":["post-28180","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28180"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28180\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}