{"id":28179,"date":"2009-12-21T03:55:00","date_gmt":"2009-12-21T03:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/12\/21\/quante-cose-puo-dire-una-voce-senza-volto\/"},"modified":"2009-12-21T03:55:00","modified_gmt":"2009-12-21T03:55:00","slug":"quante-cose-puo-dire-una-voce-senza-volto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/12\/21\/quante-cose-puo-dire-una-voce-senza-volto\/","title":{"rendered":"Quante cose pu\u00f2 dire una voce senza volto"},"content":{"rendered":"<p>Esistono voci che chiamano continuamente: voci interiori e voci esteriori; voci benevole e voci malefiche; voci di questa dimensione e voci da altre dimensioni.<\/p>\n<p>A volte udiamo queste ultime distintamente, magari nel cuore della notte: e, bench\u00e9 siamo certi di averle sentite con i sensi fisici, siamo perfettamente consapevoli che non possono venire da questo nostro mondo materiale, ma da un altro (cfr. il precedente articolo \u00ab Di chi \u00e8 la voce che ci chiama per nome, nella notte? Da quale mondo arriva?\u00bb, sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Abitiamo in un cosmo vivo, attraversato da flussi continui di forze, di energie, di pensieri positivi e negativi. Di solito ce ne rendiamo conto solo in particolari circostanze, cos\u00ec come assistiamo alla caduta delle stelle cadenti la notte del 10 agosto (le cosiddette \u00ablacrime di San Lorenzo\u00bb); ma, in effetti, meteoriti attraversano l&#8217;atmosfera terrestre in ogni periodo del&#8217;anno, e la rete di energie cosmiche in cui siamo immersi non si manifesta a intermittenza, ma sempre, sia che noi ne siamo coscienti oppure no.<\/p>\n<p>\u00c8 quasi superfluo osservare che la maggior parte delle voci che ci giungono, nel corso della nostra esistenza, non sono dirette a noi personalmente, ma sono voci della natura, oppure voci di altri esseri umani che ci giungono per caso, frammenti di messaggi destinati ad altri; oppure ancora sono messaggi generici, standardizzati, rivolti a tutti e a nessuno in particolare. Questi ultimi sono tipici della societ\u00e0 di massa, in cui la tecnica ha messo a disposizione dell&#8217;industria strumenti poderosi per raggiungerci e per perseguitarci quasi pressoch\u00e9 ovunque, ovviamente con il nostro assenso pi\u00f9 o meno esplicito, pi\u00f9 o meno consapevole.<\/p>\n<p>Le telefonate pubblicitarie che ci raggiungono a casa; le voci pre-registrate che ci rispondono cos\u00ec spesso, quando siamo noi a telefonare a qualcuno; la pubblicit\u00e0 televisiva e radiofonica, sono solo alcuni esempi di queste voci anonime ed estremamente invasive, le quali, talvolta, riescono a introdursi nelle nostre case e nel nostro privato in una misura quale a stento si potrebbe concepire in una societ\u00e0 che si vanta di essere razionale e gelosa della sfera di riservatezza del singolo.<\/p>\n<p>Lasciamo perdere, in questa sede, il discorso sui messaggi scritti o, comunque, visivi, che ci colpiscono e, non di rado, hanno anch&#8217;essi il potere di condizionarci e di ossessionarci; tralasciamo anche non le voci, ma i rumori artificiali, che quotidianamente formano il sottofondo, per lo pi\u00f9 sgradevole e molesto, della nostra giornata: dai martelli pneumatici alle sirene dell&#8217;ambulanza, dei vigili del fuoco, delle fabbriche, alle falciatrici elettriche, al puro e semplice brusio del normale traffico automobilistico; e limitiamo la presente riflessione all&#8217;ambito delle voci vere e proprie: suoni vocali articolati, latori di un messaggio ben preciso in una determinata lingua.<\/p>\n<p>Alcune di esse ci sono familiari, ma incomprensibili, perch\u00e9 parlano in una lingua che non conosciamo: tale il caso della musica leggere in lingua straniera, vale a dire in inglese, che non si pu\u00f2 fare a meno di sentire, anche se non si possiede un impianto stereo o un mp3, perch\u00e9 basta entrare in un negozio qualsiasi per udire (o subire) l&#8217;ultimo successo musicale di questo o quel cantante o complesso musicale internazionale.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 questa \u00e8 una stranezza: una delle tante della modernit\u00e0, epoca caratterizzata dalla fruizione abituale di beni e servizi di cui non si conosce il reale funzionamento, anzi, di cui non si sa praticamente nulla, se non il loro uso meramente pratico e strumentale: il che \u00e8 come dire che viviamo un po&#8217; tutti come dei bambini che giocano quotidianamente con dei giocatoli pi\u00f9 grandi di loro, dei quali ci crediamo esperti, mentre non lo siamo affatto.<\/p>\n<p>Ma tale stranezza si aggiunge a numerose altre, prima fra tutte la frequenza e, come abbiamo detto, l&#8217;invasivit\u00e0 di tutte queste voci, spesso discordanti e dissonanti, le quali formano, tutte insieme, una vera e propria cacofonia babelica: voci che non abbiamo evocato deliberatamente, con un atto intenzionale della volont\u00e0, ma che ci inseguono non si sa bene da dove e non si sa bene perch\u00e9, intrecciandosi, sovrapponendosi e confondendosi, sino a formare in noi, con l&#8217;abitudine, una sorta di riflesso condizionato, che noi crediamo essere perfettamente innocuo, mentre gli esperti delle tecniche pubblicitarie sanno bene che ci trascina, nostro malgrado o perfino a nostra insaputa, l\u00e0 dove non avremmo immaginato di andare.<\/p>\n<p>Le voci della pubblicit\u00e0, in particolare, sono spesso accompagnate da immagini (tranne che quelle radiofoniche); tuttavia, anche se tale sinergia crea un effetto assai potente, che sfugge alla coscienza della persona comune, \u00e8 la voce in se stessa, pi\u00f9 ancora dell&#8217;immagine, a poter suscitare in noi misteriose e profonde rispondenze, proprio per la maggior carica di suggestione emotiva che la voce umana possiede rispetto alla pura e semplice percezione delle immagini.<\/p>\n<p>La voce umana \u00e8 un mezzo di comunicazione estremamente \u00abcaldo\u00bb, mentre le immagini, anche le pi\u00f9 ben studiate per colpire e suggestionare lo spettatore, sono in se stesse \u00abfredde\u00bb: al fascino sottile delle immagini si pu\u00f2 resistere; a quello di una voce, quasi mai. Si pu\u00f2 rimanere ossessionati da una voce pi\u00f9 facilmente che da una immagine televisiva: perch\u00e9 la voce, anche se giunge da una fonte artificiale e se si rivolge indifferentemente a milioni di individui, evoca comunque la fisicit\u00e0 di colui che la emette; mentre l&#8217;immagine, se non \u00e8 fruita direttamente, ma attraverso uno schermo elettronico (televisione, cinema, computer), per quanto coinvolgente possa essere, non riuscir\u00e0 mai a dissipare interamente la consapevolezza che non si tratta di qualcosa di reale, ma di fittizio.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la ragione del disappunto che si prova allorch\u00e9 ci si accorge che la voce che risponde al telefono \u00e8 registrata: ci sente come ingannati, traditi; o, se si aveva un forte desiderio di udire la viva voce dell&#8217;interlocutore, ci si sente, in un certo senso, beffati. E questa \u00e8 anche la ragione per cui una voce udita alla radio o alla televisione, magari mentre ci si trova in un&#8217;altra stanza o mentre si \u00e8 impegnati in altre cose, pu\u00f2 risuonare per giorni e giorni nella mente, senza che alcun atto della volont\u00e0 l&#8217;abbia chiamata: non a caso avevamo adoperato, in proposito, il vero \u00abossessionare\u00bb, proprio nel senso tecnico adoperato dagli studiosi dei fenomeni occulti.<\/p>\n<p>Bisogna osservare, infatti, che la voce umana, di per se stessa, \u00e8 molto pi\u00f9 di un semplice mezzo di comunicazione, come pu\u00f2 esserlo la scrittura: i fogli di una lettera, per quanto possano contenere frasi e parole emozionanti, non arriveranno mai a suscitare quelle emozioni profonde, a volte sconvolgenti, che pu\u00f2 produrre la voce di un altro essere umano, anche se questi non \u00e8 fisicamente presente, purch\u00e9 si tratti di una comunicazione di carattere personale. E che le cose stiano in questo modo, basterebbe, a confermarlo, il successo commerciale delle linee telefoniche \u00abhard\u00bb: come ben sanno, ad esempio, quei genitori che si vedono recapitare, ignari e inorriditi, bollette astronomiche dovute alle lunghe frequentazioni di esse da parte dei figli adolescenti.<\/p>\n<p>Sentire, anche solo al telefono, la voce di un congiunto, di un caro amico o di un amante, costituisce una esperienza pi\u00f9 forte, sul piano emotivo, che non ricevere una lettera, per quanto dettagliata e scritta con intensit\u00e0 di sentimenti (sia questa recapitata per posta ordinaria o per posta elettronica). La voce viene dalle corde vocali, e queste ultime evocano non solo la fisicit\u00e0 della persona, ma anche la sua dimensione intima, profonda, che sfugge allo sguardo: in un certo senso, \u00e8 come parlare direttamente con un&#8217;altra anima.<\/p>\n<p>La voce, inoltre, reca impresse inconfondibilmente le caratteristiche essenziali del carattere, del temperamento, della sensibilit\u00e0 di una persona, indipendentemente dalle cose che vengono dette; e questo, quanto e pi\u00f9 del suo viso o del suo aspetto fisico, anche perch\u00e9 \u00e8 molto pi\u00f9 difficile contraffarla e mascherare non tanto i sentimenti che essa esprime, quanto la natura spirituale e profonda di colui, o colei, cui appartiene.<\/p>\n<p>La nostra voce \u00e8 una parte di noi stessi, perfino pi\u00f9 del nostro aspetto fisico: quest&#8217;ultimo, infatti, pu\u00f2 essere modificato con svariati espedienti, mentre la voce, non appena incominciamo a parlare, dice molte pi\u00f9 cose di noi di quel che vorremmo, che ci piaccia o no.<\/p>\n<p>Un osservatore un po&#8217; attento, e soprattutto una persona dotata di un certo grado di sensibilit\u00e0, non fa fatica a leggere in una voce anche quello che essa non dice, quello che si trova a di l\u00e0 delle parole: pu\u00f2 capire se chi sta parlando ha fiducia in se stesso, oppure no; se \u00e8 gioioso o pessimista; se \u00e8 superficiale o profondo; se \u00e8 felice o infelice; se ama la vita oppure no.<\/p>\n<p>E questo, ripetiamo, indipendentemente dalle cose che vengono dette: perch\u00e9 \u00e8 ovvio che, a parole, si pu\u00f2 dire tutto il contrario di quel che si pensa; ma &#8211; ecco il punto &#8211; \u00e8 molto pi\u00f9 difficile dire tutto il contrario di quel che si \u00e8. La voce \u00e8 come la firma di una persona: come il suo modo di camminare, di guardare, di respirare, ma perfino pi\u00f9 di quelli, essa tradisce immediatamente il segreto dell&#8217;anima del suo proprietario. Con la propria voce \u00e8 molto difficile barare.<\/p>\n<p>Non solo. La voce \u00e8 uno strumento prodotto dalle corde vocali, ma non solo da esse: pensarla altrimenti, sarebbe cadere nel pi\u00f9 ingenuo riduzionismo. Noi parliamo con tutto il nostro corpo e con tutta la nostra anima: vale a dire che, nella nostra voce, mettiamo veramente la totalit\u00e0 del nostro essere, quasi senza residui &#8211; e, come si \u00e8 visto, con scarse possibilit\u00e0 di finzione (a meno che l&#8217;ascoltatore non abbia il segreto desiderio di essere ingannato, caso che \u00e8 assai pi\u00f9 frequente di quanto non si creda; ma questo \u00e8 un problema che riguarda chi ascolta, non chi parla).<\/p>\n<p>Una voce sensuale pu\u00f2 essere a stento falsificata: se una personale \u00e8 sensuale, la sua voce lo rivela; se non lo \u00e8, per quanto si sforzi di sembrarlo, la sua voce non riuscir\u00e0 mai ad ingannare un interlocutore attento; e ci\u00f2 anche senza bisogno dell&#8217;ausilio della vista, come pu\u00f2 essere nel caso di persona non vedente o di un rapporto esclusivamente telefonico tra due individui che non si siano mai incontrati di persona. Ecco perch\u00e9 l&#8217;erotismo di certe telefonate fra due amanti lontani pu\u00f2 superare di molto quello di due amanti che abbiano la possibilit\u00e0 di parlarsi stando faccia a faccia.<\/p>\n<p>Ed ora torniamo al discorso delle voci anonime della pubblicit\u00e0 che invadono di continuo il nostro spazio privato (il nostro spazio acustico, in questo caso). Coloro che studiano l&#8217;efficacia degli spot pubblicitari sanno che la voce umana possiede questo alto potere di seduzione, nel bene come nel male; e, fedeli alla vecchia regola che le cose negative colpiscono l&#8217;immaginazione pi\u00f9 di quelle positive, spesso giocano la carta del successo di un determinato spot puntando su una voce che sia particolarmente antipatica, ma che, al tempo stesso, possieda un timbro e un potere di suggestione particolari.<\/p>\n<p>Da qualche tempo, l&#8217;industria Barilla sta mandando in onda una pubblicit\u00e0 televisiva della pastasciutta accompagnata da una voce femminile fuori campo che dovrebbe essere quella della cantante Mina (ma alcuni hanno pensato subito all&#8217;attrice Elsa Martinelli: vedere per credere, esistono dei blog che si sono gettati a corpo morto in tale diatriba). Questa voce rimane a lungo impressa negli ascoltatori, e talvolta li perseguita per settimane, essenzialmente per due caratteristiche: \u00e8 la voce di una donna anziana, ed \u00e8 una voce gonfia di alterigia. Una terza ragione, pi\u00f9 sottile ma non per questo meno importante &#8211; anzi, semmai il contrario &#8211; \u00e8 che si tratta di una voce stranamente, improbabilmente, inconcepibilmente sensuale e seduttiva.<\/p>\n<p>Prima caratteristica: \u00e8 la voce di una persona anziana. Su questo non ci sono dubbi: la voce tradisce l&#8217;et\u00e0, senza scampo; e, se \u00e8 vero che ci sono persone le quali, nell&#8217;aspetto, ingannano circa la loro et\u00e0 anagrafica, ma fino ad un certo punto, ebbene la stessa cosa vale per la voce. Vogliamo dire che una donna di sessant&#8217;anni, ad esempio, pu\u00f2 dimostrarne quaranta, in via eccezionale: tuttavia c&#8217;\u00e8 sempre qualcosa, in lei, che ci lascia intravedere la verit\u00e0. Sarebbe pi\u00f9 esatto dire che la vediamo indossare i suoi sessant&#8217;anni come se fossero quaranta; ma si intuisce che quaranta non sono, che devono essere molti di pi\u00f9, anche se non si capisce bene quanti.<\/p>\n<p>Ora, una delle prime regole del mondo pubblicitario \u00e8 che i soggetti di essa devono essere giovani o, quanto meno, giovanili; e ci\u00f2 a maggior ragione, quando si tratta di donne. Non dimentichiamo, infatti, che lo scopo della pubblicit\u00e0 \u00e8 sempre quello di vendere cose (o servizi); quindi anche le persone, per essa, non possono essere trattate se non come cose, come oggetti: e allora, tanto vale che si tratti di soggetti belli, freschi e gradevoli.<\/p>\n<p>La voce della pubblicit\u00e0 Barilla infrange questa regola non scritta, perch\u00e9 non solo \u00e8 la voce di una donna anziana, ma lo \u00e8 di una donna anziana che non vuole neanche fingere di essere giovanile: in breve, \u00e8 la voce, piuttosto sgradevole e irritante, di una vecchia, puramente e semplicemente; di una vecchia che se ne infischia di apparire pi\u00f9 giovane. E si noti che le immagini che accompagnano quella stessa pubblicit\u00e0 ci mostrano, invece, soltanto persone giovani, belle, sane e scattanti: che \u00e8 come dire creare un ossimoro, ovvero mettere un quadro antico in una cornice ultramoderna. Si crea un effetto di contrasto molto forte, che lascia il segno.<\/p>\n<p>Seconda caratteristica: \u00e8 una voce gonfia di alterigia. Nel suo modo di scandire le parole, nel compiacimento con cui rimarca il proprio timbro di donna anziana, nella maniera artificiosa e innaturale di scandire le pause, traspare un atteggiamento non solo aristocratico, ma fastidiosamente superbo e altezzoso, proprio di una persona con la puzza sotto il naso, che guarda gli altri un po&#8217; dall&#8217;alto in basso.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 \u00e8 peggio che politicamente scorretto: \u00e8 imperdonabile, nel contesto di un mondo, come quello pubblicitario, ove l&#8217;assioma imprescindibile \u00e8 il democraticismo del denaro: se tu puoi acquistare il prodotto in questione, allora vali esattamente quanto un conte o un marchese. \u00abPecunia non olet\u00bb, \u00abil denaro non ha cattivo odore\u00bb, rispose Vespasiano a chi gli domandava se non fosse disdicevole, per lo Stato, riscuotere il denaro dei frequentatori dei gabinetti pubblici; cos\u00ec ce la racconta Svetonio, e la frase \u00e8 divenuta proverbiale.<\/p>\n<p>Terza caratteristica: \u00e8 una voce sottilmente, ma inequivocabilmente sensuale e provocante. Questa, poi, delle tre scorrettezze di cui stiamo discorrendo, \u00e8 di gran lunga la pi\u00f9 grave: perch\u00e9 nella nostra societ\u00e0, e, a maggior ragione, nella nostra pubblicit\u00e0, solo le donne giovani e belle hanno il diritto di essere sensuali e provocanti; le vecchie dovrebbero sparire, passare le giornate fra le pentole o a filare la calza per i nipotini.<\/p>\n<p>La sessualit\u00e0 degli anziani ci turba, nel contesto di una cultura esasperatamente giovanilistica: sono passati i tempi in cui, al Carosello, recitavano attori anziani (e bravissimi) come Cesare Polacco, l&#8217;indimenticabile ispettore della brillantina Linetti: oggi c&#8217;\u00e8 posto solo per i giovani e per i bellissimi (anche se non sanno nemmeno far finta di recitare), come la coppia Totti-Blasi, o per quelli che giovani cercano di fingersi, come Christian De Sica. Tanto pi\u00f9 ci turba la sessualit\u00e0 delle anziane: le anziane ci fanno pensare alle nonne; e le nonne, come \u00e8 noto, non dovrebbero avere desideri sessuali, n\u00e9 tanto meno una vita sessuale.<\/p>\n<p>E adesso, ecco quella odiosa voce femminile, quella voce di vecchia presuntuosa, che ammicca segretamente e par che dica: \u00abCosa credete, poveri sciocchi, che io non sia ancora capace di far impazzire un uomo, se lo voglio, e di dare dei punti alle ventenni?\u00bb, sovvertendo tutte le regole non scritte della pubblicit\u00e0, del decoro, perfino della morale.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 maschilista e perbenista, la donna che si fa avanti in un certo modo \u00e8, comunque, una poco di buono; ma se, per giunta, \u00e8 pure anziana, allora lo spettacolo che offre il suo desiderio si tinge di oscenit\u00e0. A Treviso, proprio in questi giorni, la stampa locale \u00e8 occupatissima dal caso di una arzilla ottantenne che \u00e8 stata cacciata dalla chiesa, perch\u00e9 da tempo molestava un quarantenne, con lettere e altri messaggi inequivocabili: una vicenda boccaccesca di provincia, che sarebbe piaciuta moltissimo a al Pietro Germi, autore del film \u00abSignore e signori\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco dove sta il pericolo delle voci che invadono continuamente la nostra vita, non cercate e non volute: che esse fanno leva sul fondo fangoso che \u00e8 in noi, sulla nostra parte pi\u00f9 squallida e meschina. Ed ecco perch\u00e9 esse hanno il potere di ossessionarci: perch\u00e9 sono un po&#8217; come la nostra Ombra, nel senso junghiano del termine, vale a dire la nostra patte rifiutata; ma, a differenza dell&#8217;Ombra junghiana, esse evocano la parte pi\u00f9 stupida e volgare di noi, la nostra scimmia deforme. Gli esperti di pubblicit\u00e0 lo sanno bene, e sanno dove colpirci.<\/p>\n<p>L&#8217;unica difesa, contro una strategia cos\u00ec insidiosa, \u00e8 la consapevolezza di dover praticare una vera e propria ecologia della mente, esattamente come si dovrebbero praticare una ecologia dell&#8217;ambiente o una ecologia dell&#8217;alimentazione. Non possiamo accogliere tutti gli stimoli che ci vengono rovesciati addosso, incessantemente e indiscriminatamente, dagli strumenti pi\u00f9 brutti e amorali della societ\u00e0 di massa; e, comunque, dobbiamo imparare a filtrarli, in modo da togliere il veleno a quelli pi\u00f9 dannosi per il nostro equilibrio spirituale.<\/p>\n<p>Dalle molte, troppe voci che ci bombardano attraverso la pubblicit\u00e0, dobbiamo imparare a difenderci: la voce umana \u00e8 una cosa seria, vorremmo dire sacrale; mentre la pubblicit\u00e0 ne fa un uso assolutamente spregiudicato e intollerabile.<\/p>\n<p>Ridare valore al significato della voce umana, significa ridare valore al rapporto personale con l&#8217;altro: l&#8217;unica forma di comunicazione che meriti veramente tutta la nostra attenzione e la nostra sensibilit\u00e0, perch\u00e9 l&#8217;unica che pu\u00f2 renderci delle persone migliori: pi\u00f9 attente, pi\u00f9 oneste, pi\u00f9 coerenti, pi\u00f9 comprensive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esistono voci che chiamano continuamente: voci interiori e voci esteriori; voci benevole e voci malefiche; voci di questa dimensione e voci da altre dimensioni. 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