{"id":28178,"date":"2012-04-12T11:40:00","date_gmt":"2012-04-12T11:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/12\/e-gia-non-sai-ne-pensi-quanta-piaga-mapristi-in-mezzo-al-petto\/"},"modified":"2012-04-12T11:40:00","modified_gmt":"2012-04-12T11:40:00","slug":"e-gia-non-sai-ne-pensi-quanta-piaga-mapristi-in-mezzo-al-petto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/04\/12\/e-gia-non-sai-ne-pensi-quanta-piaga-mapristi-in-mezzo-al-petto\/","title":{"rendered":"\u00abE gi\u00e0 non sai n\u00e9 pensi quanta piaga m\u2019apristi in mezzo al petto\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>A torto alcuni leggono Leopardi, e specialmente le sue poesie d&#8217;amore, come \u00abLa sera del d\u00ec di festa\u00bb o quelle del ciclo di Aspasia, pensando soprattutto al dramma personale dell&#8217;autore, che una natura ingrata aveva reso sensibilissimo alle dolcezze dell&#8217;amore, ma anche dolorosamente consapevole della impossibilit\u00e0 di appagarlo.<\/p>\n<p>Si dice e si ripete, come una formula che dovrebbe spiegar tutto, che il suo infelice aspetto fisico lo escludeva in partenza dalle gioie dell&#8217;amore corrisposto; e si cita, fra l&#8217;altro, la sua autobiografia ideale nei \u00abDetti memorabili di Filippo Ottonieri\u00bb, in cui, parlando di Socrate come di un uomo portato naturalmente agli affetti, ma frustrato dalla sua bruttezza, egli avrebbe descritto la propria situazione fisica e psicologica.<\/p>\n<p>Si dimentica, per\u00f2, che non tutte le donne sono sensibili soltanto al fascino fisico dell&#8217;uomo; che ve ne sono anche di quelle che sanno vedere oltre, che sanno scorgere la luce dell&#8217;anima e ne restano affascinate; che un uomo fisicamente ancor pi\u00f9 disgraziato di Leopardi, Antonio Gramsci (ma si potrebbero fare parecchi altri esempi), am\u00f2 e fu riamato da donne notevolmente belle; e che insomma l&#8217;elemento decisivo della desolazione sentimentale del recanatese non fu di natura oggettiva, ma soggettiva, ossia una sorta di amara, sconsolata autoesclusione.<\/p>\n<p>Sia come sia, non \u00e8 questo il punto sul quale, in questa sede, vorremmo sviluppare una breve riflessione, ma un altro, ossia la sproporzione negli effetti dell&#8217;amore, talvolta drammatica, che viene a crearsi fra l&#8217;amante e l&#8217;amato, quando non vi sia da parte di entrambi, ma soprattutto da parte del secondo, piena consapevolezza di s\u00e9, delle proprie motivazioni, del proprio modo di porsi nei confronti degli altri.<\/p>\n<p>\u00c8 una osservazione quasi ovvia che la persona amata possiede in se stessa un qualcosa che induce l&#8217;altro ad amarla; ed \u00e8 altrettanto chiaro che questo qualcosa, sia esso fisico, spirituale o entrambe le cose insieme, non risiede tanto in lei, quanto nell&#8217;occhio di colui che l&#8217;ammira, che la desidera, che se ne innamora.<\/p>\n<p>Proprio da questo fatto, per\u00f2, pu\u00f2 originarsi una catena di situazioni ambigue, di comportamenti equivoci, di malintesi, di inutili sofferenze ed amarezze; perci\u00f2 ci sembra importante chiarire bene la portata del precedente enunciato.<\/p>\n<p>Dire che l&#8217;attrazione amorosa \u00e8 una conseguenza non di una virt\u00f9 propria della persona che lo suscita, ma di una attitudine e di una visione propria della persona che ne viene investita, equivale a dire che essa non nasce al di fuori di noi, ma all&#8217;interno di noi stessi; e che l&#8217;altro non ne \u00e8 mai la vera causa, ma semmai lo stimolo e l&#8217;occasione, vorremmo dire quasi il pretesto.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 chi fa innamorare di s\u00e9 non fa altro che far leva su di una attitudine che era gi\u00e0 presente nell&#8217;amante; l&#8217;amato non \u00e8 il creatore dell&#8217;amore, ma lo strumento; egli non dovrebbe inorgoglirsi troppo del potere che \u00e8 in grado di esercitare su un altro essere umano, perch\u00e9 quel potere non risiede in lui, ma nell&#8217;altro, ed egli funge solo da catalizzatore.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una prima considerazione: chi si inorgoglisce del potere di seduzione che sa esercitare sul prossimo non ha capito la vera natura dell&#8217;amore, non si rende conto di farsi bello con delle piume non sue; inebriandosi di un potere che non gli appartiene, getta le premesse per la conseguenza inevitabile di ogni sopravvalutazione di s\u00e9: dolore e disillusione da parte dell&#8217;altro, ma anche da parte propria. I bambini non dovrebbero mai giocare con giocattoli potenzialmente pericolosi, e chi gioca con l&#8217;amore altrui finir\u00e0 per fare del male anche a se medesimo.<\/p>\n<p>Una seconda considerazione \u00e8 che chiunque, anche il soggetto meno desideroso di ci\u00f2, pu\u00f2 far innamorare di s\u00e9, proprio perch\u00e9 l&#8217;innamoramento non dipende tanto dalle virt\u00f9 di chi funge da esca per tale manifestazione, ma da una serie di desideri e aspettative che risiedono in colui che \u00e8 pronto ad innamorarsi.<\/p>\n<p>Si suol dire che l&#8217;amore colpisce a tradimento e che, talvolta, cade innamorato chi meno lo avrebbe creduto o lo avrebbe voluto: ebbene, non \u00e8 vero; lo si dice soltanto per sottrarsi alla parte che si svolge in una faccenda che, tanto spesso, evidenzia il grado di dipendenza delle persone da qualcosa che sta fuori di esse, la loro difficolt\u00e0 a essere padrone di se medesime.<\/p>\n<p>Chi s&#8217;innamora, vuol dire che era pronto a innamorarsi, anche se non lo sapeva o fingeva di non saperlo; meno che meno \u00e8 vero che ci si pu\u00f2 innamorare di qualcuno contro la propria volont\u00e0, di qualcuno che si disprezza o che si vorrebbe odiare. Se ci\u00f2 accade, non si tratta di amore, ma di brutale desiderio fisico, il che \u00e8 una cosa ben diversa: l&#8217;amore, infatti, \u00e8 un sentimento totale, che tende a ingentilire tutta la realt\u00e0 dell&#8217;altro e perfino ad attenuare o minimizzare i suoi difetti pi\u00f9 evidenti, sia fisici che spirituali.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, proprio perch\u00e9 l&#8217;innamoramento scatta per ragioni interne, ben diverse da quelle che l&#8217;innamorato generalmente s&#8217;immagina, \u00e8 quasi inevitabile che l&#8217;amato non afferri la portata del sentimento che, per tramite suo, si \u00e8 acceso nell&#8217;amante.<\/p>\n<p>Due casi sono possibili: che l&#8217;amato si sia adoperato con varie strategie per sedurre l&#8217;amante, oppure che l&#8217;amato sia stato cercato e desiderato dall&#8217;amante senza aver fatto nulla per suscitare un tale sentimento.<\/p>\n<p>Una possibilit\u00e0 intermedia, oggi peraltro piuttosto frequente, \u00e8 che l&#8217;amato abbia assunto un contegno seducente per puro gioco, o meglio per sperimentare il proprio potere, e ci\u00f2 non verso un soggetto ben preciso, ma verso tutti e nessuno: tipico esempio di quell&#8217;agire deresponsabilizzato, inconsapevole, cieco, che \u00e8 ormai caratteristico delle relazioni umane nella societ\u00e0 di massa. Si agisce per l&#8217;agire, non per uno scopo ben preciso; si provoca per provocare; si gioca per giocare; si butta l&#8217;amo a cascaccio, cos\u00ec, per il gusto di vedere se qualcuno abboccher\u00e0.<\/p>\n<p>Qualche anno fa era diventato tragicamente di moda il passatempo di gettare delle grosse pietre sulle autostrade, dall&#8217;alto di un ponte o di un cavalcavia: senza prendere la mira, cos\u00ec, per scherzare con la vita altrui; per vedere se sarebbero cadute sul tettuccio di un&#8217;automobile, sfondandolo e ferendo o uccidendo i viaggiatori, oppure se sarebbero finite sulla sede stradale, senza fare danni &#8211; o, almeno, senza farli in maniera immediata e diretta.<\/p>\n<p>Coloro che godono a essere il pi\u00f9 possibile seducenti si comportano esattamente nella stessa maniera: giocano, e non si preoccupano minimamente delle conseguenze del loro gioco; non si fermano e riflettere che ne sar\u00e0 di quanti dovessero cadere nella loro rete, magari con sentimenti profondi e con leali intenzioni.<\/p>\n<p>Eppure, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, nessuno cade nell&#8217;amore per accidente, cos\u00ec come nessuno cade nell&#8217;odio; vi sono delle ragioni profonde, dei bisogni insoddisfatti, delle precise necessit\u00e0 affettive che spingono una persona ad innamorarsi o, viceversa, a prendere in odio qualcuno (e le due cose non sempre sono cos\u00ec distanti l&#8217;una dall&#8217;altra, come di solito si crede). Perci\u00f2, a ciascuno la sua propria responsabilit\u00e0: all&#8217;amante quella di essersi innamorato; all&#8217;amato, quella di aver suscitato l&#8217;amore altrui.<\/p>\n<p>Si tratta, in entrambi i casi, di una doppia responsabilit\u00e0: verso se stessi e verso il prossimo. L&#8217;amante ha la responsabilit\u00e0 di aver rispetto di s\u00e9 e di aver rispetto dell&#8217;altro, ossia di vedere nell&#8217;altro, nell&#8217;amato, non un mero strumento per il raggiungimento del proprio piacere, ma una persona, nella sua totalit\u00e0 di anima e corpo. L&#8217;amato ha la stessa, duplice responsabilit\u00e0: di aver cura di s\u00e9 e di avere rispetto dell&#8217;amante.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo aspetto \u00e8 particolarmente importante, perch\u00e9 l&#8217;amante, che se ne renda conto o no (ma \u00e8 quasi impossibile che non lo veda e che non lo capisca), esercita un potere sull&#8217;altro, e questo potere aumenta la sua responsabilit\u00e0: la tentazione di abusarne \u00e8 forte, e anche le persone migliori rischiano, talvolta, di cederle; figuriamoci le persone superficiali, egoiste e inconsapevoli, abituate a pensare solo a se stesse e ai propri comodi.<\/p>\n<p>Il potere che una persona \u00e8 in condizione di esercitare pone sempre una questione morale, anche quando si tratti di un potere assolutamente legittimo o perfino doveroso e necessario, come lo \u00e8 quello del genitore nei confronti del figlio piccolo.<\/p>\n<p>Ebbene, si dovrebbe ricordare che il valore di una persona emerge sempre, infallibilmente, nell&#8217;esercizio del potere: \u00e8 l\u00ec che possiamo giudicarla, nel momento in cui dispone di un potere su qualcun altro; \u00e8 l\u00ec che possiamo vedere che sa agire con moderazione, con delicatezza, con rispetto, oppure se si inebria, si inorgoglisce e diventa tirannica.<\/p>\n<p>In fondo a ogni essere umano giace, sonnecchiante, un piccolo tiranno: il tiranno che era in lui da bambino, che piangeva per imporre la sua volont\u00e0, che bagnava il letto per esigere attenzione, che teneva svegli i genitori quando non aveva pi\u00f9 sonno. Crescendo, il piccolo tiranno si \u00e8 ritratto nelle pieghe del&#8217;anima; ma rimane sempre in agguato, pronto a riemergere.<\/p>\n<p>Vi sono persone, solo in apparenza adulte, le quali non vedono l&#8217;ora di far uscire allo scoperto il piccolo tiranno che \u00e8 in loro, viziato e imprevedibile, occupato unicamente di se stesso; e l&#8217;essere amate rappresenta, per esse, l&#8217;occasione ideale per sguinzagliarlo in libert\u00e0, per lasciargli calpestare tutto ci\u00f2 che incontra, per consentirgli di giocare crudelmente con l&#8217;amante che da loro dipende, come un vassallo, come un servo, come uno schiavo.<\/p>\n<p>Abusare del potere di cui si dispone in simili circostanze, ossia quando l&#8217;altro si sottomette volontariamente e si offre, fiducioso e senza difese, in tutta la sua vulnerabilit\u00e0, \u00e8 cosa abietta; e non meno abietto \u00e8 il gioco incosciente con i sentimenti altrui, l&#8217;accenderli per puro divertimento o l&#8217;alimentare le altrui illusioni solo per godere pi\u00f9 a lungo del proprio potere.<\/p>\n<p>Nella poesia \u00abLa sera del d\u00ec di festa\u00bb, Leopardi descrive con esemplare chiarezza la sproporzione, cui abbiamo accennato, che si verifica talora fra il sentimento dell&#8217;amante e l&#8217;inconsapevolezza dell&#8217;amata, la quale ultima, forse, si era limitata ad una qualche forma di civetteria, cos\u00ec, tanto per divertirsi un poco, senza minimamente sospettare l&#8217;intensit\u00e0 del sentimento che, in tal modo, suscitava nell&#8217;animo altrui:<\/p>\n<p>\u00abDolce e chiara \u00e8 la notte e senza vento,<\/p>\n<p>e queta sovra i tetti e in mezzo agli orti<\/p>\n<p>posa la luna, e di lontan rivela<\/p>\n<p>serena ogni montagna. O donna mia,<\/p>\n<p>gi\u00e0 tace ogni sentiero e pei balconi<\/p>\n<p>rara traluce la notturna lampa:<\/p>\n<p>tu dormi, che t&#8217;accolse agevol sonno<\/p>\n<p>nelle tue chete stanze; e non ti morde<\/p>\n<p>cura nessuna; e gi\u00e0 non sai n\u00e9 pensi<\/p>\n<p>quanta piaga m&#8217;apristi in mezzo al petto&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Tale sproporzione rappresenta un grande mistero nella vita dell&#8217;anima; da essa possono generarsi sofferenze enormi, e vi \u00e8 chi ne rimane ferito per tutta la vita, senza che l&#8217;altro (o l&#8217;altra) abbia mai saputo, abbia mai intuito, l&#8217;entit\u00e0 della ferita da lui inferta.<\/p>\n<p>Il mistero diviene ancora pi\u00f9 fitto se si riflette che l&#8217;amato (o l&#8217;amata) fornisce solo l&#8217;occasione per il manifestarsi di una passione, le cui ragioni sono interne all&#8217;amante. Pu\u00f2 accadere che l&#8217;amante veda nella persona amata una bellezza, fisica o spirituale, che in realt\u00e0 non esiste, perch\u00e9 \u00e8 nell&#8217;occhio che guarda e non nell&#8217;oggetto dell&#8217;amore.<\/p>\n<p>Una ironia, dunque; una beffa del destino, di cui noi siamo solo le misere marionette, destinate a gettare al vento dei tesori di sentimento, a soffrire inutilmente per qualcosa che nemmeno esiste? Non precisamente. Se \u00e8 vero che si dovrebbe essere sempre all&#8217;altezza dei propri sentimenti, ci\u00f2 vale sia per chi \u00e8 amato, sia per chi ama, sia per chi ama ed \u00e8 amato nel medesimo tempo; e non vi \u00e8 altro modo di esserlo, che quello di abituarsi alla lealt\u00e0 e alla sincerit\u00e0 con se stessi, a saper leggere nella propria anima, a saper riconoscere onestamente quel che si prova: senza barare al gioco e senza abusare del potere che si \u00e8 in grado di esercitare sull&#8217;altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A torto alcuni leggono Leopardi, e specialmente le sue poesie d&#8217;amore, come \u00abLa sera del d\u00ec di festa\u00bb o quelle del ciclo di Aspasia, pensando soprattutto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[159],"class_list":["post-28178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-giacomo-leopardi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28178"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28178\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}