{"id":28177,"date":"2009-08-27T07:45:00","date_gmt":"2009-08-27T07:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/27\/quanta-fretta-ma-dove-corri-dove-vai\/"},"modified":"2009-08-27T07:45:00","modified_gmt":"2009-08-27T07:45:00","slug":"quanta-fretta-ma-dove-corri-dove-vai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/08\/27\/quanta-fretta-ma-dove-corri-dove-vai\/","title":{"rendered":"\u00abQuanta fretta: ma dove corri, dove vai?\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\u00abQuanta fretta: ma dove corri, dove vai?\u00bb, sono le battute iniziali di una simpaticissima canzone di Edoardo Bennato, \u00abIl gatto e la volpe\u00bb; e, astraendole dal loro contesto originario (che \u00e8 tutt&#8217;altro), potremmo sceglierle come monito alla societ\u00e0 odierna.<\/p>\n<p>Tutti corrono, tutti hanno una fretta indiavolata (e non usiamo questo aggettivo in modo casuale), nessuno mai trova il tempo di fermarsi ad ammirare, ascoltare, vedere, pensare, parlare, con gli altri e con se stesso.<\/p>\n<p>Una persona che finisca travolta in autostrada, magari dopo essere scesa per un guasto, verr\u00e0 schiacciata dalle ruote non di un automezzo soltanto, ma di almeno dieci; \u00e8 successo, tempo fa, ad una intera famigliola, bambini compresi. Nessuno li ha visti in tempo; e, quel che \u00e8 ancora pi\u00f9 orribile, nessuno ha pensato di fermarsi per prestare soccorso. Il richiamo delle ferie al mare era troppo forte; e poi perch\u00e9 fermarsi, sicuramente ci avrebbe pensato qualcun altro.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la fretta fisica.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 la fretta spirituale, la smania di fare tante cose, che ci porta a trascurare i sentimenti pi\u00f9 sacri: l&#8217;amicizia, la solidariet\u00e0, la gratitudine per il bene ricevuto. S\u00ec, lo sappiamo che il nostro amico X ha subito una perdita gravissima; ma chi ha il tempo di scrivergli una lettera, fargli almeno una telefonata? Ci sono tante cose da fare&#8230; Per\u00f2 lo abbiamo pensato, eh, poverino; eccome se lo abbiamo pensato, ci ha fatto una tale pena!<\/p>\n<p>Sembra incredibile, ma questo tipo di fretta, che nasce da un egoismo e da un utilitarismo quasi inumani, si lega indissolubilmente al nostro eterno bisogno di autoaffermazione, per cui ci sembra normale che il mondo si fermi ai primi sintomi di un nostro mal di pancia, mentre pu\u00f2 andare avanti benissimo anche sopra il cadavere delle persone che pi\u00f9 ci sono intime.<\/p>\n<p>Un esempio eloquente di questo egoismo inumano e che si potrebbe giudicare quasi inverosimile, se non fosse assai pi\u00f9 diffuso di quel che non si creda, \u00e8 dato da quella brutta persona che fu Karl Marx, in occasione della morte della compagna del suo migliore amico, nonch\u00e9 instancabile benefattore: Friedrich Engels.<\/p>\n<p>La brutale insensibilit\u00e0 di Marx lo spinse fino al punto di scrivergli solo una striminzita riga di circostanza e di aggiungervi, subito dopo, una serie di lamentele per le proprie preoccupazioni finanziarie; modo di fare che fer\u00ec dolorosamente Engels, che cos\u00ec gli rispose:<\/p>\n<p>\u00abTroverai giusto che questa volta la mia propria disgrazia e la tua fredda accoglienza di essa abbiano reso effettivamente impossibile risponderti prima. Tutti i miei amici, compresi i conoscenti filistei, in questa circostanza, che a dir il vero mi ha colpito abbastanza da vicino, dimostrarono maggior partecipazione e amicizia di quanto potessi aspettarmi. Tu trovasti che il momento era opportuno per far prevalere il tuo gelido modo di pensare.\u00bb (Cit. in: David McLellan, \u00abKarl Marx. La sua vita e il suo pensiero\u00bb, Milano, Rizzoli, 1976, p. 338; e si noti che si tratta di una biografia celebrativa di Marx, del quale cela accuratamente quasi tutte le peggiori magagne, mentre pompa quanto \u00e8 possibile gli aspetti positivi).<\/p>\n<p>Ma la disattenzione verso il prossimo, dovuta a una fretta smodata e irragionevole, si manifesta anche in mille e mille piccoli gesti quotidiani (o anche omissioni quotidiane); e chi abbia la ventura di trovarsi ad accompagnare abitualmente una persona anziana, impacciata nei movimenti, sa di che cosa stiamo parlando.<\/p>\n<p>Quante volte un automobilista si ferma alle strisce pedonali, o si trattiene dal strombettare con il clacson, mentre quella persona sale in auto con lentezza, causando qualche secondo di ritardo ai frettolosi? Quante volte un pedone cede il passo sulla porta di un negozia, e quante, invece, si fa avanti a testa bassa, come se la perdita di uno o due secondi del suo prezioso tempo costituisse un danno irreparabile? Quante volte succede di trovare qualcuno che, alla cassa del supermercato, \u00e8 disposto a fare un passo indietro per favorire una persona che si muove lentamente, o per lasciarla passare nelle corsie tra gli scaffali, invece di tagliarle la strada con il carrello della spesa, proiettato in avanti come fosse un mezzo anfibio per lo sbarco in Normandia?<\/p>\n<p>Quelli che stanno bene, che sono giovani e che godono di ottima salite, non immaginano neppure quanto sia divenuta una giungla sgradevole, anche solo dal punto di vista meramente fisico, la citt\u00e0 odierna; perch\u00e9, muovendosi al passo con i ritmi frenetici di essa, non hanno neanche l&#8217;occasione di accorgersi di quel che significhino non solo la malattia, la disabilit\u00e0 e la fatica dei movimenti, ma anche l&#8217;assoluta indifferenza e la prepotenza frettolosa degli altri.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che la fretta non \u00e8 soltanto una cattiva abitudine &#8211; della quale, peraltro, molti si vantano, come se tornasse a loro merito la quantit\u00e0 di impegni importanti che sottintende -, ma una manifestazione di disprezzo per il prossimo, che nasce, a sua volta, da una pericolosa forma d alienazione nei confronti della propria umanit\u00e0 profonda.<\/p>\n<p>\u00abLa fretta, che ogni uom dismaga\u00bb, diceva il gran padre Dante: e la sua riprovazione per l&#8217;uomo che si lascia travolgere dalla fretta non gli impediva di essere attivo cittadino nella vita politica del suo tempo, oltre che infaticabile studioso e sommo scrittore. Non ci si venga a dire, pertanto, che un uomo che non conosce la fretta \u00e8 un bighellone perditempo, e che le persone serie e laboriose devono, per forza, andar di fretta. Non \u00e8 vero affatto, anzi, \u00e8 vero il contrario: almeno se abbiamo chiaro il concetto che, in qualunque tipo di attivit\u00e0 umana, non \u00e8 la quantit\u00e0 di quel che produciamo ad essere significativa, ma la sua qualit\u00e0.<\/p>\n<p>A questo punto, dovrebbe apparire chiara la stretta connessone esistente tra la fretta e la filosofia del quantitativo, contrapposta a quella del qualitativo: tipica filosofia della societ\u00e0 di massa, ove quello che conta \u00e8 gettare sul mercato sempre pi\u00f9 beni e servizi, e, ovviamente, consumarne ancora di pi\u00f9, in una spirale senza fine, tanto assurda quanto distruttiva; e non gi\u00e0 curare i beni e i servizi in maniera che siano pienamente soddisfacenti e adeguati allo scopo.<\/p>\n<p>Si gettano sul mercato &#8211; ad esempio &#8211; migliaia, milioni di ferri da stiro a prezzo economico, distribuiti capillarmente attraverso i grandi magazzini e i centri commerciali. Molti esemplari sono difettosi, perch\u00e9 prodotti in serie con pochissima attenzione alla qualit\u00e0; non importa! Il cliente torner\u00e0 al grande magazzino e si far\u00e0 cambiare l&#8217;articolo difettoso; ma solo per sentirsi dire, da una commessa distratta e frettolosa (anche lei!), che non pu\u00f2 garantire che il nuovo pezzo sia migliore del precedente. Al secondo o a terzo tentativo, il cliente finir\u00e0 per gettare la spugna e acquistare qualche altro articolo, facendosi detrarre il prezzo del ferro da stiro che avr\u00e0 restituito; e andr\u00e0 in un negozio specializzato ad acquistare un ferro da stiro garantito, sobbarcandosi, cos\u00ec, una doppia spesa e una notevole perdita di tempo.<\/p>\n<p>Ma chi ci pensa? \u00c8 cos\u00ec bello (almeno per certe persone) andare su e gi\u00f9 per i centri commerciali, riempire il carrello di tante cose invitanti e a basso costo, e tornarsene a casa con il bagagliaio dell&#8217;automobile pieno zeppo di simpatiche cianfrusaglie che, in fondo, non ci servono affatto, ma intanto ci danno l&#8217;illusione della variet\u00e0, della facilit\u00e0, della velocit\u00e0, e perfino del risparmio (anche se, a conti fatti, si tratta di articoli che durano pochissimo, per cui sono fonte di spese assai maggiori dei vecchi prodotti artigianali che costavano, s\u00ec, parecchio, ma duravano una vita).<\/p>\n<p>E cos\u00ec come la fretta \u00e8 l&#8217;espressione di un mondo basato sul principio quantitativo in senso fisico, altrettanto lo \u00e8 anche in senso spirituale.<\/p>\n<p>Una buona scuola, nel giudizio oggi corrente, \u00e8 quella in cui si diplomano molti studenti con il massimo dei voti (non importa se quel massimo \u00e8 frutto di un pompaggio artificiale); un buon libro, \u00e8 quello che si vende a centinaia di migliaia di copie e che vince i maggiori premi letterari (anche se si tratta di un best-seller usa e getta, e anche se quei premi sono l&#8217;espressione della solita, decrepita mafia accademica); un buon quadro o un buon film, sono quelli di cui parlano con ammirazione alcuni critici di professione, anche se costoro vivono in un pianeta tutto loro, rispetto ai cui giudizi i comuni mortali possono solamente adeguarsi, per non passare da somari; ed \u00e8 un grande intellettuale, l&#8217;ultimo cialtrone che riempie le sale per conferenze, purch\u00e9 abbia sufficiente faccia tosta per proclamare le sue inarrivabili sciocchezze con un tono sufficientemente serioso e, se possibile, con un linguaggio astruso e pressoch\u00e9 incomprensibile al \u00abvulgo\u00bb.<\/p>\n<p>Il malcostume di scambiare la fretta e la quantit\u00e0 delle cose svolte per una virt\u00f9, indipendentemente dalla loro qualit\u00e0, \u00e8 giunto a un punto tale, che perfino un bravo sacerdote \u00e8 considerato quello che organizza cento iniziative, che si agita e corre di qua e di l\u00e0, che non ha un minuto libero fra un pellegrinaggio in pullman gran turismo, una gita ricreativa coi ragazzini della parrocchia, un seminario di teologia e un corso di formazione per fidanzati e non so cos&#8217;altro; anche se non trova mai il tempo per andare a far visita alle persona anziane e sole, a parlare un po&#8217; con loro, a confortarle nel deserto della loro vita.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che quando una societ\u00e0 si lascia interamente dominare dalla fretta, e arriva al punto di considerarla un sintomo di eccellente salute, vuol dire che ha smarrito la propria anima; e che i singoli individui, in essa, vivono la pi\u00f9 tremenda delle alienazioni: quella che non ha un nome, perch\u00e9 non riesce nemmeno a riconoscersi come tale.<\/p>\n<p>Come osservava ironicamente uno scrittore, oggi una persona che se ne vada a passo lento per il centro di una grande citt\u00e0, alzando gli occhi per studiare l&#8217;architettura degli edifici o, magari (\u00abhorribile dictu\u00bb!) per ammirare lo spettacolo delle nubi al tramonto o di uno stormo di uccelli migratori, rischia di venire arrestata dalla polizia e portata in questura, pi\u00f9 o meno con la seguente motivazione: \u00abSi aggirava con fare equivoco davanti ai negozi e alle banche, camminando senza uno scopo apparente e lanciando occhiate furtive in varie direzione, con aria estremamente sospetta\u00bb.<\/p>\n<p>In molti luoghi pubblici sono state tolte le panchine, in modo che la gente non sia tentata di sedersi a riposare o a fare quattro chiacchiere in compagnia, ma cammini velocemente, entri nei locali e consumi velocemente beni e servizi, e altrettanto velocemente se ne ritorni a casa propria; perch\u00e9 questo \u00e8 il cittadino ideale, nell&#8217;et\u00e0 dei consumi di massa: quello che spende molto, che non occupa spazi pubblici, che lascia il supermercato solo per incollarsi davanti al televisore o al computer, barricato in casa propria fino al giorno dopo.<\/p>\n<p>Poveri noi, prigionieri di questa dorata prigione, nella quale nemmeno vediamo le pesanti catene che ci tengono avvinti come schiavi, ci\u00f2 che in realt\u00e0 siamo! Come faremo a liberarci, se nemmeno riusciamo a percepire la gravit\u00e0 della nostra condizione?<\/p>\n<p>E almeno tutta questa fretta, tutto questo fare, questo agitarsi, questo spendere, questo correre, riuscissero a renderci un po&#8217; pi\u00f9 felici, o un poco meno infelici! Almeno valessero ad accennare un sorriso sui nostri volti, ad accendere di luce i nostri sguardi, a far scendere un po&#8217; di gioia nei nostri animi intirizziti! Ma niente affatto; anzi, accade tutto il contrario: basta guardarsi in giro, anche velocemente, per scorgere molti, troppi musi lunghi, sguardi spenti, labbra tristi.<\/p>\n<p>La fretta, dunque, \u00e8 l&#8217;effetto di un modo radicalmente sbagliato di porsi di fronte alla propria anima e di fronte al mondo; e, a sua volta, alimenta la spirale perversa dell&#8217;indifferenza, della scortesia, della prevaricazione spicciola, a livello quotidiano.<\/p>\n<p>Eppure, sono proprio i piccoli gesti quotidiani che rivelano la qualit\u00e0 della vita spirituale, tanto dei singoli individui, quanto delle societ\u00e0. Dieci, cento, mille gesti quotidiani improntati alla fretta, all&#8217;indifferenza, alla scortesia e alla prevaricazione, sono sinonimo di barbarie, di un mondo dove non si vive bene, perch\u00e9 ciascuno \u00e8 impegnato a rincorrere furiosamente qualche cosa che gli sfugge di continuo; e, intanto, nel vano sforzo di raggiungerlo, non si fa scrupolo di calpestare gli altri, di sfruttarli senza riguardi e di gettarli via, quando pi\u00f9 non gli servono.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario invertire questa tendenza, perch\u00e9, alla lunga, essa finir\u00e0 per distruggere le nostre energie positive e per ridurci a degli automi senz&#8217;anima, che vagano allucinati in un deserto tecnologico fatto soltanto di cose materiali, in cui non ci sar\u00e0 pi\u00f9 posto per i sentimenti di dolcezza e di benevolenza, per la contemplazione estetica, per il puro e disinteressato godimento delle cose spirituali.<\/p>\n<p>Possiamo permettercelo?<\/p>\n<p>L&#8217;anima non \u00e8 come un vestito; una volta che la si sia perduta, non si pu\u00f2 andare al supermercato per acquistarne un&#8217;altra.<\/p>\n<p>E cos\u00ec come un individuo senz&#8217;anima corre verso la propria distruzione, lo stesso vale per una societ\u00e0.<\/p>\n<p>Dovremmo rifletterci, prima che sia davvero troppo tardi per fare qualunque cosa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>../../../../u00abQuanta fretta_3A ma dove corri, dove vai@_2Fu00bb, sono le battute iniziali di una simpaticissima canzone di Edoardo Bennato, _2Fu00abIl gatto e l0D22E57D00\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[147,185],"class_list":["post-28177","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-friedrich-engels","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28177","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28177"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28177\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}