{"id":28176,"date":"2022-10-22T08:02:00","date_gmt":"2022-10-22T08:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/22\/quando-dove-come-nasce-leuropa-cristiana-cattolica\/"},"modified":"2022-10-22T08:02:00","modified_gmt":"2022-10-22T08:02:00","slug":"quando-dove-come-nasce-leuropa-cristiana-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/10\/22\/quando-dove-come-nasce-leuropa-cristiana-cattolica\/","title":{"rendered":"Quando dove come nasce l&#8217;Europa cristiana-cattolica"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un darto ormai acquisto a tutte le persone di cultura media che la nascita dell&#8217;Europa avvenne per l&#8217;azione concomitante e convergente del cattolicesimo e del germanesimo, dolo che, con il crollo dell&#8217;Impero romano di Occidente, si era creato un vuoto politico e minacciava di crearsi anche un vuoto culturale (fino ad allora scongiurato dal persistere, nella Chiesa cattolica, della tradizione giuridica e letteraria romana). Ma quando, esattamente, dove e come avvenne la nascita dell&#8217;Europa, un concetto (e a maggior ragione una realt\u00e0) che non era mai esistito n\u00e9 nella sfera culturale greca, n\u00e9 in quella romana?<\/p>\n<p>Per rispondere a queste precise domande, ci rivolgiamo a un classico della storiografia medievale: <em>La nascita dell&#8217;Europa<\/em> di Christopher Dawson (titolo originale: <em>The Making of Europe<\/em>, 1932; traduzione dall&#8217;inglese di Cesare Pavese, Torino, Einaudi, 1959, e Milano, Il Saggiatore di Alberto Mondadori, 1969, pp. 111-114):<\/p>\n<p><em>Il ponte fra il mondo romano e quello medievale si trova nella Gallia. Nelle province mediterranee le tradizioni della cultura romana erano ancora fortissime. Nella Germania e nella Britannia romane la societ\u00e0 tribale barbarica aveva spazzato via tutto. Fu solamente nella Gallia che le due societ\u00e0 e le due culture s&#8217;incontrarono in condizioni relativamente pari, e le circostanze risultarono favorevoli a un processo di fusione e di unificazione che poteva fornire la base di un ordine nuovo.Prima che ci\u00f2 risultasse possibile, era necessario tuttavia trovare un principio di unione. Non era sufficiente che i barbari tollerassero la cultura romana e adottassero esteriormente alcune delle forme esteriori del governo romano. L&#8217;autentico rappresentante della popolazione assoggettata non era il burocrate n\u00e9 l&#8217;avvocato romano, ma il vescovo cristiano. Quando ebbe luogo il tracollo del governo imperiale in Occidente, il vescovo rimase il capo naturale della popolazione romana. Egli organizz\u00f2 la difesa della sua citt\u00e0, come Sidonio Apollinare a Clermont; tratt\u00f2 coi barbari, come san Lupo con Attila e san Germano col re degli alani; e soprattutto fu il rappresentante, insieme, della nuova societ\u00e0 spirituale e dell&#8217;antica cultura laica.<\/em><\/p>\n<p><em>In tutto il rovinio dell&#8217;epoca delle invasioni, i capi della societ\u00e0 cristiana, uomini come Sidonio Apollinare o sant&#8217;Avito, serbarono fede non soltanto alla loro religione, ma al destino imperiale di Roma e alla supremazia della cultura antica. I cristiani sentivano che, finch\u00e9 sopravvivesse la Chiesa, l&#8217;opera dell&#8217;impero non poteva andare distrutta. Diventando cristiani, o piuttosto cattolici, i barbari sarebbero diventati romani, \u00abil fiotto barbarico si sarebbe infranto contro la rupe di Cristo\u00bb. Come scrive Paolino da Nola intorno a un missionario cristiano (Niceta di Remesiana).<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;unico grande ostacolo alla fusione di romani e barbari in una sola societ\u00e0 era la differenza di religione. Tutti i pi\u00f9 antichi regni germanici, nella Gallia i burgundi e i visigoti, gli ostrogoti in Italia, i visigoti e gli svevi nella Spagna, e soprattutto i vandali in Africa, erano ariani, e, come tali, in stato di permanente opposizione alla chiesa dell&#8217;impero e alle popolazioni soggette. Donde il fatto paradossale che l&#8217;unificazione della Gallia part\u00ec non dal regno goto-romano del Sud-Ovest relativamente incivilito, ma dal barbarico regno franco del Nord-Est. Eppure, nonostante il loro paganesimo, i franchi possedevano una tradizione di rapporti con l&#8217;impero pi\u00f9 antica di qualunque altro popolo germano-occidentale. I franchi salii erano insediati su territorio imperiale in Belgio e sul basso Reno fin dalla met\u00e0 del secolo IV, e nel V come alleato dei governatori della Gallia combatterono contro i sassoni, i visigoti e gli unni. Nel 486 il loro re Chlodovech o Clodoveo conquist\u00f2 il territorio compreso fra la Loira e la Somme, ultimo avanzo della Gallia romana indipendente, e divenne cos\u00ec capo di un regno misto romano-germanico. Ma fu la sua conversione al cristianesimo cattolico nel 493 a segnare una svolta nella storia del tempo, perch\u00e9 inaugur\u00f2 l&#8217;alleanza fra il regno franco e la Chiesa, che fu il fondamento della storia medievale e che in definitiva diede origine al restaurato Impero d&#8217;Occidente sotto Carlo Magno. Il suo effetto immediato fu di facilitare l&#8217;unificazione della Gallia con l&#8217;assorbimento dei regni ariani, e di produrre da parte del governo imperiale di Costantinopoli il riconoscimento di Clodoveo come rappresentante dell&#8217;autorit\u00e0 romana.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu come rappresentante del cattolicesimo contro l&#8217;arianesimo che Clodoveo intraprese la sua grande campagna contro i goti nel 507. \u00abIn verit\u00e0 mi affligge il cuore &#8212; sembra dicesse &#8212; che questi ariani occupino una parte della Gallia; con l&#8217;aiuto di Dio andiamo a sconfiggerli e a prendere i loro territori\u00bb. Nelle pagine di Gregorio di Tours la campagna appare come una guerra santa, e l&#8217;avanzata di Clodoveo \u00e8 accompagnata a ogni passo da miracolosi segni del favore divino. La vittoria di Vouill\u00e9 e la conquista dell&#8217;Aquitania segnavano certo l&#8217;apparizione di un nuovo stato cattolico nell&#8217;Occidente, e l&#8217;importanza di esso venne riconosciuta dall&#8217;imperatore Anastasio, che confer\u00ec immediatamente a Clodoveo le insegne di magistrato romano. Nel corso dei successivi trent&#8217;anni la monarchi franca avanz\u00f2 con straordinaria rapidit\u00e0. Non soltanto la Gallia fu ancora una volta riunita, ma verso oriente il suo dominio si estese assai oltre le antiche frontiere romane. Gli alemanni, i turingi e i bavari vennero assoggettati in una rapida successione, e sorse un grande stato, che fu la matrice non soltanto della Francia, ma pure della Germania medievale. E in null&#8217;altro i franchi mostrarono cos\u00ec chiaramente di aver assimilato la cultura romana che in quest&#8217;opera di conquista e organizzazione della riva destra del Reno. Ancora oggi la Germania meridionale porta il segno del loro dominio.<\/em><\/p>\n<p>Christopher Dawson, insigne storico nato nel Galles (1889-1970), professore di Storia della civilt\u00e0 e Filosofia della religione a Exeter, Liverpool, Edimburgo e Dublino, s&#8217;era convertito al cattolicesimo durante gli studi universitari preso il Trinity College di Oxford, nel 1914, ed era divenuto figura di spicco della rinascita culturale cattolica in Inghilterra della prima met\u00e0 del Novecento. Questo brano di prosa \u00e8 un ottimo esempio di come, nello studio della storia, si debbano valutare, coordinare e integrare i fattori di natura politica, militare, dinastica, ecc., con quelli di ordine culturale, spirituale e religioso; di come si possa e si debba sfrondare la ricostruzione degli eventi da tutto ci\u00f2 che \u00e8 secondario e accidentale (che ha la sua importanza, certo, perch\u00e9 del passato \u00abnon si butta via nulla\u00bb, ma un&#8217;importanza relativa, che non deve fare ombra all&#8217;essenziale) per puntare direttamente al cuore dei problemi.<\/p>\n<p>In questo caso, il problema storiografico consiste nel capire quando, dove e come sia nata l&#8217;Europa moderna; quali forze, ispirandosi a quali modelli e secondo quali linee di tendenza abbiano messo in movimento le vicende che hanno condotto, nell&#8217;arco di tempo che va dal 476, la caduta formale dell&#8217;Impero romano d&#8217;Occidente, al Natale dell&#8217;800, cio\u00e8 alla nascita (rinascita?) del Sacro romano impero a opera di Carlo Magno e pi\u00f9 ancora di papa Leone III. Il quando \u00e8 presto detto: dopo che Clodoveo conquist\u00f2 il regno di Siagrio (ultimo lembo dell&#8217;Impero di Occidente sopravvissuto al naufragio) nel 486, promosse la fusione del suo popolo coi gallo-romani e gett\u00f2 le basi della loro conversione al cattolicesimo; indi sottomise, uno a uno, i regni barbarici ariani e da ultimo sconfisse il pi\u00f9 potente di essi, quello dei Visigoti.<\/p>\n<p>Stando alle apparenze, le cose avrebbero dovuto andare in tutt&#8217;altro modo. I Visigoti si erano convertiti al cristianesimo assai prima dei franchi e si erano insediati nella parte pi\u00f9 civile e pi\u00f9 romanizzata della Gallia, il Mezzogiorno. Un loro re, Ataulfo, aveva addirittura sposato la sorella dell&#8217;imperatore di Ravenna, Onorio, Galla Placidia (nipote, quindi, di Teodosio il Grande); mentre in Italia, cio\u00e8 nella culla dell&#8217;Impero d&#8217;Occidente, gli Ostrogoti di Teodorico avevano fondato, con l&#8217;approvazione di Costantinopoli, il regno romano-barbarico pi\u00f9 brillante, pi\u00f9 evoluto e, a un certo punto, pi\u00f9 potente, o almeno pi\u00f9 rispettato e prestigioso. Come mai l&#8217;Europa moderna non aveva tratto dai visigoti o dagli ostrogoti gli elementi essenziali per la sua nascita dalle rovine dell&#8217;antico impero d&#8217;Occidente e della sua civilt\u00e0, ma dai franchi, assai pi\u00f9 primitivi, meno romanizzati e, ancora all&#8217;alba del VI secolo, pagani, nonch\u00e9 condizionati dallo svantaggio di aver fondato un regno in posizione strategica marginale, tra la Gallia del nord e la Germania del sud, quando il baricentro della civilt\u00e0 cristiana era tuttora nel Mediterraneo, fra Costantinopoli, Ravenna, Venezia, Roma, Siracusa (ove per un momento l&#8217;imperatore bizantino Costante II penser\u00e0 di trasferire la sua capitale), Cartagine e Tolosa, e non certo nella valle della Senna, a Parigi, n\u00e9 tanto meno nella valle della Mosella (descritta come ridente nell&#8217;omonimo poemetto di Ausonio del IV secolo, ma poi di nuovo imbarbarita) e neppure nella valle del Reno, a Strasburgo, a Treviri, ad Aquisgrana?<\/p>\n<p>Lo spiega Christopher Dawson: ci\u00f2 fu dovuto a tre fattori principali. Primo, la repentina espansione araba, che port\u00f2 l&#8217;islam in Siria, Egitto e nord Africa (pi\u00f9 tardi anche in Spagna), rompendo la secolare centralit\u00e0 del Mediterraneo e riducendo drasticamente l&#8217;estensione e la forza dell&#8217;Impero d&#8217;Oriente, da quel momento (salvo alcuni sussulti) costretto sostanzialmente a stare sulla difensiva, dunque sempre meno capace di esercitare un predominio in Occidente. Secondo: la subitanea conversione di Clodoveo direttamente dal paganesimo al cattolicesimo (nel 496, a Reims, per mano del vescovo Remigio) che gli assicur\u00f2 l&#8217;appoggio della Chiesa e la collaborazione dei gallo-romani, conferendo alla sua guerra contro i visigoti ariani il carattere di una crociata (e infatti Gregorio di Tours ne parla in termini simili a quelli usati, due secoli, prima, da Eusebio di Cesarea nei confronti di Costantino in guerra contro Massenzio). Terzo: l&#8217;intuizione strategica di Clodoveo che la sua espansione doveva dirigersi, oltre che verso il Sud, anche oltre il Reno, portando la croce nelle regioni mai romanizzate della Germania e sconfiggendo nel 491 i turingi, nel 496 gli alamanni, nel 500 i burgundi, acquisendo una statura superiore a quella d&#8217;un barbaro bramoso solo d&#8217;ingrandire il suo regno, il che indusse l&#8217;imperatore d&#8217;Oriente a puntare su di lui come interlocutore in Occidente. E ci\u00f2 mentre Teodorico, che aveva aspirato a quel ruolo, perdeva terreno, sia per il conflitto che lo opponeva, come ariano, al papa e alla Chiesa, sia per la persecuzione antisenatoria che sarebbe sfociata nei tragici processi contro Simmaco e Boezio, facendolo rientrare nel ruolo (non voluto e certo immeritato) di barbaro crudele, nemico della civilt\u00e0 romana.<\/p>\n<p>Insomma erano due i candidati a svolgere il ruolo di protagonisti dell&#8217;unificazione europea, che passava per la progressiva integrazione dell&#8217;elemento germanico con quello romano e, per forza di cose, per una politica di amicizia e stretta cooperazione del germanesimo con la Chiesa (i papi dal canto loro rimasero fedeli agli imperatori d&#8217;Oriente fino alla met\u00e0 dell&#8217;VIII secolo, quando la politica iconoclasta iniziata da Leone III e la contemporanea minaccia longobarda, li spinsero all&#8217;abbraccio definitivo coi franchi). Uno era Teodorico, insediato in Italia e quindi, teoricamente, in possesso delle carte migliori per ergersi a restauratore dell&#8217;impero in Occidente, facendo leva sulla tradizione romana e la collaborazione di uomini come Boezio e Cassiodoro; l&#8217;altro era Clodoveo, pi\u00f9 lontano dal centro dell&#8217;Occidente, ma favorito dalla conversione al cattolicesimo e dal fatto di non essere implicitamente in competizione coi sovrani di Bisanzio, dato che questi ultimi, dopo Giustiniano, si sarebbero rassegnati alla perdita della Gallia ma non a quella dell&#8217;Italia, e quindi non erano disposti a &quot;lasciar andare&quot; Roma e il papato, che anzi, con l&#8217;esarca di Ravenna, tenevano sotto stretta osservazione. D&#8217;altra parte, dopo aver abbattuto il regno ostrogoto con una guerra durissima (535-553) non avevano pi\u00f9 la forza di difendere l&#8217;Italia e il papa dai longobardi, senza contare che non avevano saputo presentarsi che come rapaci stranieri, interessati solo a spremere senza piet\u00e0 le nuove province e quindi facendo sentire la loro presenza in senso puramente negativo, come residuo del passato e ostacolo alla nascita del nuovo.<\/p>\n<p>Teodorico, al culmine della sua potenza, ebbe la sua grande occasione, ma non seppe coglierla. Era giunto in Italia nel 490, su invito dell&#8217;imperatore Zenone, per spodestare Odoacre; aveva fondato un regno e raggiunto una sorta di supremazia diplomatica e morale sugli altri regni romano-barbarici. Ma commise due errori clamorosi: non aiut\u00f2 Alarico II, suo genero, contro Clodoveo, e intervenne tardivamente, sconfiggendo i franchi ad Arles e annettendosi la Provenza, e cos\u00ec perse il primato a livello geopolitico; perseguit\u00f2 il senato romano e la Chiesa (fece arrestare perfino papa Giovanni, che mor\u00ec in prigione) e s&#8217;inimic\u00f2 la corte di Costantinopoli, alienandosi il favore di tutti i cattolici. Aveva saputo pensare in grande, ma non quanto Clodoveo. Ormai era deciso: l&#8217;Europa sarebbe nata sotto l&#8217;egida dei franchi, non degli ostrogoti; e il suo cuore sarebbe stato fra la Gallia del Nord e la Germania occidentale, non pi\u00f9 l&#8217;Italia. Frattanto monaci inglesi e irlandesi predicavano il Vangelo fra i popoli germanici pagani, spostando a Nord il baricentro della cristianit\u00e0. Ma tutto era iniziato quando Clodoveo, in guerra con gli alamanni, aveva capito il vantaggio di allearsi con la Chiesa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un darto ormai acquisto a tutte le persone di cultura media che la nascita dell&#8217;Europa avvenne per l&#8217;azione concomitante e convergente del cattolicesimo e del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[64],"tags":[234,259],"class_list":["post-28176","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-medievale","tag-roma","tag-tradizione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-medievale.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28176","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28176"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28176\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30185"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28176"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28176"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28176"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}