{"id":28169,"date":"2010-07-05T07:38:00","date_gmt":"2010-07-05T07:38:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/05\/la-tecnologia-sorge-quando-lo-spirito-il-pneuma-cede-il-passo-alla-ratio-al-logos-calcolante\/"},"modified":"2010-07-05T07:38:00","modified_gmt":"2010-07-05T07:38:00","slug":"la-tecnologia-sorge-quando-lo-spirito-il-pneuma-cede-il-passo-alla-ratio-al-logos-calcolante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/07\/05\/la-tecnologia-sorge-quando-lo-spirito-il-pneuma-cede-il-passo-alla-ratio-al-logos-calcolante\/","title":{"rendered":"La tecnologia sorge quando lo spirito, il \u201cpneuma\u201d, cede il passo alla \u201cratio\u201d, al Logos calcolante"},"content":{"rendered":"<p>Tecnica e tecnologia vengono generalmente adoperate come sinonimi nel parlare di tutti i giorni, ma si tratta di un grosso fraintendimento: la tecnica \u00e8 un&#8217;arte, l&#8217;arte di fare bene qualcosa con le proprie mani e con la propria abilit\u00e0 ed inventiva; la tecnologia \u00e8 un modo di produzione industriale basato sulla capacit\u00e0, da parte delle macchine, di replicare indefinitamente, al minor costo possibile, una serie di oggetti estremamente complessi.<\/p>\n<p>Quella in cui noi oggi viviamo \u00e8 una societ\u00e0 tecnocentrica, per adoperare la felice espressione di Ramon Panikkar: ogni singolo aspetto della nostra vita, della nostra economia, del nostro tempo libero, sono organizzati in funzione della tecnologia, non della tecnica; ed \u00e8 questo che le conferisce la sua tipica caratteristica di spersonalizzazione e di anonimit\u00e0.<\/p>\n<p>Il passaggio dal modo della tecnica al modo della tecnologia \u00e8 definibile come il passaggio dal regno della qualit\u00e0 al regno della quantit\u00e0; e, inoltre, come il passaggio dagli strumenti di primo grado, basati sull&#8217;intelligenza e sulla forza fisica dell&#8217;uomo, agli strumenti di secondo grado, basati su delle macchine sempre pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p>Costruire un ponte che scavalca un fiume in una stretta e ripida vallata alpina, adoperando materiali naturali che la mano dell&#8217;uomo pu\u00f2 fisicamente innalzare, e la sua intelligenza pu\u00f2 disporre in maniera tale da vincere la forza di gravit\u00e0, \u00e8 un&#8217;opera tecnica; anche dipingere la \u00abGioconda\u00bb o comporre la \u00abToccata e fuga in Re minore\u00bb sono operazioni che richiedono il possesso e l&#8217;impiego di capacit\u00e0 tecniche, oltre che creativit\u00e0 e senso estetico.<\/p>\n<p>Costruire decine o centinaia di ponti in cemento armato, tutti uguali, sulla base di progetti uniformi e mediante un larghissimo impiego di macchine potenti e sofisticate, \u00e8 un&#8217;operazione puramente tecnologica; cos\u00ec come lo \u00e8 adoperare il calcolatore elettronico per &quot;creare&quot; immagini decorative o musica da intrattenimento. Chiunque pu\u00f2 farlo, purch\u00e9 possieda determinate conoscenze afferenti alla tecnologia; ma solo il genio pu\u00f2 realizzare delle opere uniche, che uniscano la bellezza, la funzionalit\u00e0 e la compatibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p>I ponti romani che scavalcano le Alpi, inserendosi superbamente nel paesaggio, sono ancora in piedi e accompagnano i secoli e i millenni; i ponti &quot;sospesi&quot; della moderna tecnologia, come il Golden Gate di San Francisco, paiono sfidare la terra e il cielo, ma non dureranno forse nemmeno un decimo di quel tempo.<\/p>\n<p>Anche le cattedrali gotiche hanno sopportato secoli di intemperie, terremoti e inondazioni; ma i grattacieli di New York non hanno i requisiti per divenire altrettanto longevi. Cos\u00ec pure, possiamo chiederci quanto dureranno le nostre biblioteche informatiche, ma \u00e8 certo che non eguaglieranno la durata di quelle di papiro o di carta dell&#8217;antichit\u00e0 e del medioevo.<\/p>\n<p>La tecnica, dunque, \u00e8 fatta per durare: come duravano i mobili costruiti a mano dal falegname o come duravano i primi orologi da taschino. Al contrario, la &quot;speranza di vita&quot; di un&#8217;automobile, oggi, si aggira sui dieci anni; e quanto pi\u00f9 \u00e8 sofisticata la tecnologia che l&#8217;ha prodotta, tanto pi\u00f9 breve sar\u00e0 la durata delle sue prestazioni; per non parlare di un computer o di un telefonino cellulare dell&#8217;ultima generazione.<\/p>\n<p>La tecnica produce opere costose, ma notevolmente durevoli; la tecnologia immette sul mercato oggetti in serie, a costo sempre pi\u00f9 basso, ma di durata sempre pi\u00f9 limitata. Il loro basso costo, poi, fa s\u00ec che si preferisca acquistarne di nuovi, piuttosto che riparare i vecchi.<\/p>\n<p>Potremmo anche dire che la tecnologia subentra alla tecnica allorch\u00e9 il Logos strumentale e calcolante si sostituisce all&#8217;anima delle cose; questa \u00e8, appunto, la concezione di Raimon Panikkar, il filosofo indiano-catalano che sostiene la necessit\u00e0, per l&#8217;uomo, di tornare ad accettare la propria vulnerabilit\u00e0 e la propria finitezza, cio\u00e8 il limite intrinseco della propria condizione ontologica, rinunciando al folle orgoglio dell&#8217;&quot;homo tecnologicus&quot;.<\/p>\n<p>Per lui, ci\u00f2 che dobbiamo riconquistare \u00e8 una &quot;nuova innocenza&quot;, libera dai secondi fini e dai condizionamenti interessati, la sola che pu\u00f2 permetterci di rientrare in noi stessi, nelle nostre autentiche profondit\u00e0, ritrovando l&#8217;essenza della nostra anima; ed \u00e8 un processo di liberazione che continua sempre, per tutto l&#8217;arco della nostra vita, perch\u00e9 non arriva mai il momento in cui possiamo ritenerlo concluso.<\/p>\n<p>Per Panikkar, nella societ\u00e0 attuale &#8211; devastata da una smania manipolatrice da parte del Logos razionale che fa violenza sia alle cose, che all&#8217;anima delle persone &#8211; il rischio \u00e8 quello di cadere nelle due opposte, ma speculari forme di disperazione rappresentate dalla violenza distruttiva del terrorista e dal cinismo rinunciatario del menefreghista. Ad esse, egli contrappone il modello esistenziale del mistico: dell&#8217;uomo &#8211; cio\u00e8 &#8211; che sa conservare e prendersi cura dell&#8217;integrit\u00e0 del proprio essere, perch\u00e9 sa mettersi in comunione con tutta la realt\u00e0 e non si relaziona, come fanno gli altri, con una parte soltanto di essa, mettendosi in conflitto con tutto il resto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec si esprime Panikkar sulla genesi e sugli effetti dell&#8217;odierno tecnocentrismo, nel suo libro \u00abLa nuova innocenza. Innocenza cosciente\u00bb (testi scelti e riveduti dall&#8217;Autore dalla prima edizione in tre volumi, Servitium Editrice, 2005, pp.60-62):<\/p>\n<p>\u00abBench\u00e9 la parola tecnica sembri riferirsi all&#8217;ordine della &quot;t\u00e9chne&quot;, la tecnologia introduce nella &quot;t\u00e9chne&quot; una mutazione essenziale. La tecnica \u00e8 un&#8217;arte, &quot;poietik\u00e9 t\u00e9chne&quot;, nella quale l&#8217;intelligenza umana si integra nella materia per produrre un artefatto (ceramica, musica, poesia, un edificio, ecc.) che migliori la bellezza e il benessere della vita umana. Si deve essere ispirati non solo per fare poesia, ma per produrre qualsiasi tipo di attivit\u00e0 tecnica (&quot;t\u00e9chne&quot;). In questo senso la tecnica \u00e8 opera dello spirito, l&#8217;attivit\u00e0 tecnica \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 umana che modifica il mondo materiale e vi stabilisce una nuova simbiosi con l&#8217;uomo. Quando questa attivit\u00e0 si istituzionalizza, viene ad appartenere agli affari umani, alla cultura in generale, che consiste nel coltivare non solo la terra, ma anche tutto ci\u00f2 che contribuisce al miglioramento della vita umana.<\/p>\n<p>La tecnologia, d&#8217;altra parte, sorge quando lo spirito, il &quot;pne\u00fbma&quot;, \u00e8 sostituito dalla &quot;ratio&quot;, il &quot;l\u00f3gos&quot; (nel suo senso pi\u00f9 ristretto). Nella &quot;t\u00e9chne&quot; si introduce l&#8217;aritmetica, cio\u00e8 un ritmo (il risultato di una &quot;mens&quot;, &quot;mensura&quot;), e allora il prodotto della tecnica pu\u00f2 essere ripetuto indefinitamente quando se ne conosca la sigla numerica. Ogni artefatto ha il suo stile e, in un certo senso, \u00e8 unico. La tecnica per\u00f2 richiede che una molteplicit\u00e0 sia possibile. Produrre poche centinaia di bottiglie di vino, che provengano da qualche ettaro di vigna con l&#8217;aroma naturale di quel terreno, pu\u00f2 essere ancora un&#8217;arte. Per\u00f2 che un momento in cui il cambiamento qualitativo produce un mutamento qualitativo. Riempire alcuni milioni di bottiglie ed esportarle in tutti i continenti, in modo che l&#8217;operazione sia economicamente redditizia, \u00e8 fattibile, ma allora non \u00e8 pi\u00f9 funzione della &quot;t\u00e9chne&quot;, bens\u00ec della tecnologia. \u00c8 avvenuta una mutazione della quale ci siamo resi poco conto. Fabbricare una sola automobile nel mondo sarebbe, in teoria, una creazione artistica, per\u00f2 non \u00e8 fattibile. Non \u00e8 possibile produrre alcuni bidoni di benzina e qualche centinaio di chili di acciaio o d gomma per una sola automobile. La tecnica utilizza lo strumento prodotto dall&#8217;ingegnosit\u00e0 dell&#8217;uomo; \u00e8 lo strumento di primo grado. La tecnologia ha bisogno di macchine speciali, gli strumenti di secondo grado, che impongono all&#8217;uomo le proprie regole, peculiari e indipendenti. La macchina di secondo grado diventa indispensabile e l&#8217;uomo deve piegarsi alle esigenze del suo funzionamento. Lo strumento di primo grado, invece, \u00e8 subordinato all&#8217;uomo. [&#8230;]<\/p>\n<p>La &quot;t\u00e9chne&quot; si realizza per mezzo di strumenti di primo grado. La tecnologia \u00e8 in se stessa uno strumento che presto si trasforma in fine. Attivit\u00e0, creativit\u00e0 o fabbricazione sono parole che fanno riferimento all&#8217;&quot;homo faber&quot; (e che desidero riservare per la tecnica), mentre fatica e lavoro sono parole-chiave nel sistema tecnologico. In quest&#8217;ultimo caso l&#8217;uomo ha gi\u00e0 cessato di essere un artigiano ed \u00e8 diventato un lavoratore; non lavora a una sua opera per il proprio benessere, non \u00e8 un operaio, ma lavora per qualcuno che non conosce e con cui probabilmente non andrebbe d&#8217;accordo, al prezzo di un salario che gli permetter\u00e0 non solo di mangiare sale (&quot;salarium&quot;), ma di fare apparentemente quello che vuole. Non sta pi\u00f9 fieramente in piedi sopra la madre terra, n\u00e9 cammina a testa alta guardando il cielo. Cavalca su quattro ruote per una strada asfaltata e deve soltanto guardare avanti. Il percorso glielo danno gi\u00e0 bell&#8217;e fatto.\u00bb<\/p>\n<p>Ecco: in questo guardare avanti forzatamente, senza possibilit\u00e0 di decidere da s\u00e9 la propria strada, \u00e8 tutta la tragedia dell&#8217;uomo moderno; laddove l&#8217;uomo pre-moderno sapeva ancora guardare in alto, e non solo metaforicamente: il contadino era abituato a scrutare nel cielo i segni del bello o del cattivo tempo, mentre il pastore conosceva le stelle e le costellazioni del firmamento notturno ad una ad una, con una sicurezza che, oggi, possiede solo chi abbia dimestichezza con le osservazioni astronomiche al telescopio.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno \u00e8 costretto, suo malgrado, a camminare sempre avanti e a guardare sempre avanti, non solo metaforicamente: una persona che venga investita in autostrada, ad esempio mentre sta cambiando una ruota, pu\u00f2 essere schiacciata da decine di veicoli lanciati a forte velocit\u00e0, prima che qualcuno riesca a sottrarne il cadavere ad ulteriori oltraggi.<\/p>\n<p>Nella sua marcia automatica e inarrestabile, decisa dal sistema tecnocratico, l&#8217;essere umano travolge tutto ci\u00f2 che si trova sulla sua strada: i salmoni si sforzano invano di scavalcare la grande diga di cemento che sbarra loro le acque del fiume, come i carib\u00f9 di oltrepassare, nelle loro migrazioni, l&#8217;oleodotto che attraversa la tundra; e lo stormo di anatre selvatiche che finisce, maciullato, nella turbina di un aereo, non desta altra reazione che il disappunto del pilota e il malumore dei passeggeri, costretti a un atterraggio di emergenza che li defrauder\u00e0 di alcuni minuti del loro preziosissimo tempo.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 tecnocentrica non \u00e8 costruita a misura d&#8217;uomo, ma di macchina; e non solo gli operai, ma anche i tecnici di pi\u00f9 alto livello e i dirigenti della produzione (per non parlare degli amministratori e dei politici), sono &#8211; proprio come tutti gli altri &#8211; nella meschina posizione di semplici appendici di un processo impersonale e inesorabile che, una volta messo in movimento, niente e nessuno potrebbe arrestare o modificare.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un deficit, se non addirittura una perdita di anima, in tutto questo; vi \u00e8 &#8211; come diceva Pasolini &#8211; uno sviluppo senza progresso: freddo, brutale, puramente quantitativo. E qui torniamo al discorso di saper guarda dare in alto.<\/p>\n<p>Quando lo sguardo dell&#8217;uomo sa innalzarsi verso il Cielo, egli &#8211; come fa l&#8217;albero &#8211; protende il proprio essere vitale verso le forze cosmiche alle quali \u00e8 collegato per mille vie e dalle quali riceve l&#8217;aria, la luce, l&#8217;acqua che gli sono indispensabili.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, colui che sa guardare in alto ha anche i piedi ben piantati sulla terra: il suo passo non \u00e8 frenetico n\u00e9 meccanico, come quello dell&#8217;uomo alienato dai processi tecnologici; ma \u00e8 lento e misurato, come si addice a chi possiede la consapevolezza del proprio posto nel mondo e dell&#8217;armonia nella quale \u00e8 inserito.<\/p>\n<p>Dobbiamo tornare ad un modo vita ecocentrico, basato &#8211; cio\u00e8 &#8211; sulla piena consapevolezza del legame benefico e necessario che collega tra loro tutti gli esseri viventi, dal pi\u00f9 umile al pi\u00f9 complesso; dobbiamo edificare una societ\u00e0 ecocentrica, non pi\u00f9 tecnocentrica ma nemmeno antropocentrica: perch\u00e9 l&#8217;uomo non \u00e8 affatto il signore del creato, ma l&#8217;ospite del pianeta che condivide con innumerevoli altre specie viventi e, semmai, il custode dei suoi fratelli minori, gli animali e le piante, nonch\u00e9 della natura tutta.<\/p>\n<p>Leggero \u00e8 il passo dell&#8217;uomo che sente questa responsabilit\u00e0 e che ha occhi per ammirare tutta questa bellezza ed un cuore per gioirne: cos\u00ec leggero, che quasi non fa alcun rumore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tecnica e tecnologia vengono generalmente adoperate come sinonimi nel parlare di tutti i giorni, ma si tratta di un grosso fraintendimento: la tecnica \u00e8 un&#8217;arte, l&#8217;arte<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[92],"class_list":["post-28169","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28169","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28169"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28169\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}